Cibo e arte: la sottile connessione

Sebbene possa sembrare alquanto forzato, il binomio cibo e arte rappresenta il perfetto connubio tra due realtà che trovano un incastro perfetto dai tempi più antichi


Quando pensiamo al cibo ciò che ci viene in mente è sicuramente la sua funzione primaria: mangiare per nutrirci e sopravvivere. “Siamo ciò che mangiamo” – diceva il filosofo Ludwig Feuerbach. Ma dietro il cibo si nascondono tantissimi altri aspetti a cui forse non facciamo caso.
Il cibo è unione, convivialità, tradizione, passione da un lato, mentre dall’altro, molto spesso, è conforto, consolazione, un perfetto compagno di vita. Qual è la connessione tra cibo e arte?


Il cibo ha la capacità di essere un contenitore ricco di emozioni, pronto all’uso. Al momento del bisogno possiamo attingere e cibarci di innumerevoli emozioni e sensazioni.
Ecco che il collegamento con l’arte può risultare palese e tangibile: emozionare e trasmettere le sensazioni più disparate.
Se pensiamo ad un quadro o a un dipinto, sicuramente la nostra mente ricorderà una natura morta che a scuola, durante le ore di Storia dell’Arte, ci costringevano a studiare.
Ecco dimostrato come il richiamo al cibo sia molto più frequente di non quanto non si possa immaginare.

A mettere in risalto un tema così affascinante è stato un intervento del Professore Alfonso Amendola che ha tenuto una lezione intitolata “Il food nell’immaginario digitale” durante il corso di Digital Marketing4food presso l’Università Federico II di Napoli in partnership con RuralHack.
Il Professore di Sociologia dei processi culturali e Internet Studies presso l’Università degli Studi di Salerno ha illustrato il collegamento tra il cibo e la cultura in generale, soffermandosi in particolare sulla connessione tra il cibo e la pittura del ‘600.

Prof. A. Amendola

Sottolineando a più riprese il concetto di cibo come fatto culturale, durante la lezione ha analizzato insieme agli studenti del corso alcuni dipinti di diversi autori del ‘600.
Il ‘600, infatti, è stato un periodo molto particolare perché è stato l’emblema dell’opulenza. Il cibo attraverso le raffigurazioni pittoriche diventa un elemento della narrazione, culturale ed identitario.

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Vincenzo Campi

Dipinto di Vincenzo Campi

Ciò che emerso dalle analisi dei dipinti di Vincenzo Campi, ad esempio, è l’attenzione dell’artista intorno alla classe operaia, alle loro abitudini e alla scelta di cibi poveri ma nutrienti, come una zuppa di fagioli o la ricotta.
Il cibo più costoso e pregiato era invece destinato alla classe borghese e nobile. Nei dipinti di Campi ciò che viene messo in risalto è soprattutto il lato emozionale dei soggetti raffigurati: infatti, vengono quasi sempre raffigurati istanti di felicità.

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In aula

Dal ‘600 si arriva poi ad Andy Warhol. Il periodo storico è completamente diverso: con Warhol siamo nel pieno del boom economico, nel periodo della grande industrializzazione. I quadri del massimo esponente della Pop Art racchiudono tutti i valori di quel periodo storico e ribaltano completamente il concetto di arte.

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Anna Ruggiero

Amo scrivere, raccontare storie e trasformare sapori e odori in parole.

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