La brioche col tuppo che unisce Sicilia e Campania: a Tenuta Villa Guerra nasce una nuovissima brioche

Sul Miglio d’Oro, l’antico tratto costiero un tempo attraversato dalla Strada Regia delle Calabrie, la storia continua a farsi sentire anche a tavola. È qui, a Torre del Greco, che Tenuta Villa Guerra custodisce una delle testimonianze più eleganti dell’architettura napoletana del Settecento: facciate bianche, un ingresso scenografico e un giardino che ancora oggi restituisce l’atmosfera dell'”otium” estivo scelto secoli fa dalla nobiltà partenopea. Proprio in questa cornice il Pastry Chef Antonio Confuorto, proprietario di Josè Restaurant, ha presentato una creazione che mette in dialogo due tradizioni gastronomiche del Sud Italia: la brioche col tuppo farcita con gelato al blu di bufala e gelsi sciroppati.

Un dolce che arriva dalla Sicilia e racconta un’identità

La brioche col tuppo nasce lontano dalla Campania, ma con radici profondamente mediterranee. L’impasto lievitato richiama la pasticceria francese, eppure in Sicilia ha preso una forma e un significato che non hanno eguali altrove. Il merito è degli aromi agrumati che la caratterizzano e della sua sagoma particolare, ispirata al “tuppu”: lo chignon basso che le donne siciliane portavano raccolto sulla nuca.

Una leggenda popolare racconta la sua origine come un gesto d’amore: un fornaio catanese, colpito dalla bellezza di una ragazza, avrebbe voluto celebrarne l’acconciatura dando al dolce quella forma inconfondibile. Non stupisce che, ancora oggi, il rituale con cui la brioche viene consumata mantenga qualcosa di quella storia: il tuppo si stacca per primo e diventa un piccolo “cucchiaio” naturale per raccogliere il gelato.

Blu di bufala e gelsi vesuviani: il territorio campano nel piatto

Se la forma racconta la Sicilia, il ripieno parla invece di Campania. Il gelato al blu di bufala nasce dall’evoluzione più raffinata della filiera casearia locale, capace di trasformare la materia prima simbolo del territorio in un prodotto erborinato dal carattere deciso. Accanto, i gelsi sciroppati portano in tavola l’impronta della terra vesuviana: un suolo vulcanico arricchito da secoli di minerali, esposto a un sole intenso e accarezzato dalla brezza marina, condizioni che regalano al frutto un profilo di gusto difficile da replicare altrove.

L’incontro tra questi due ingredienti non è un semplice accostamento estetico, ma una vera dichiarazione di intenti: due filiere, due paesaggi, un’unica narrazione gastronomica.

L’abbinamento scelto per esaltare i contrasti

A completare l’esperienza interviene il sommelier della struttura, Salvatore Maresca, che ha selezionato la Falanghina di Tenuta Scuotto, annata 2021. La freschezza e la struttura di questo vitigno campano sono pensate per bilanciare il contrasto tra la sapidità decisa del formaggio erborinato e la dolcezza aromatica dei gelsi, portando l’abbinamento a un equilibrio che valorizza entrambe le componenti del dolce.

Tra Sicilia e Torre del Greco, dove la storia si racconta a ogni assaggio

Con questa creazione, Tenuta Villa Guerra conferma la propria vocazione: fare della ristorazione un linguaggio capace di intrecciare memoria storica e ricerca contemporanea. In un luogo dove architettura settecentesca e tradizione borbonica sono ancora ben visibili, la brioche col tuppo farcita al blu di bufala diventa il simbolo di un incontro tra territori — la Sicilia e la Campania — che nel gusto trovano un punto d’unione autentico, capace di parlare tanto al palato quanto alla memoria di chi cerca, nel cibo, un racconto di civiltà.