Pasticceria Capparelli, dove il babà è una cosa seria nel cuore dei decumani antichi di Napoli

La storia della Pasticceria Capparelli

Lo chef pasticcere Salvatore Capparelli

La Pasticceria Capparelli è un’attività storica situata nel cuore di Napoli ai Decumani, in via dei Tribunali 327, praticamente all’angolo di San Gregorio Armeno, famosa via dei presepi nel capoluogo partenopeo.

Al suo comando c’è Salvatore Capparelli, pluripremiato artista dolciario di lungo corso che, con amore e passione, delizia clienti e turisti che ogni giorno affollano le vie del centro storico napoletano.

Salvatore iniziò la sua formazione all’età di 14 anni, dividendosi tra scuola e lavoro.

Il 1984 sancì l’inizio della sua avventura, quando il padre aprì la prima attività di famiglia.

Qui lo chef Capparelli cominciò a muovere i primi passi nell’arte dolciaria, si formò ed ebbe modo di apprendere le basi di quello che sarebbe stato il lavoro della sua vita.

Nel 1990, con la prematura scomparsa del padre, Salvatore e suo fratello Raffaele presero in mano le redini dell’attività, portandola avanti insieme fino al 2002.

Fu l’anno della svolta e della nascita ufficiale della Pasticceria Capparelli.

La scelta non risultò casuale, giacché lo chef pasticciere, da sempre legato alla tradizione dolciaria partenopea, scelse un luogo simbolo per portare avanti la sua filosofia di pasticceria.

Pasticceria Capparelli, la famiglia e la tradizione prima di tutto

Il dolce Aurora

La Pasticceria Capparelli è un’attività a conduzione familiare con circa 15 dipendenti.

Una realtà che da sempre fa della qualità e dell’artigianalità i suoi capisaldi.

La filosofia dello chef Salvatore è molto chiara: “Ci mettiamo il cuore, sempre. Siamo per la tradizione, per la storia centenaria che molti dei nostri dolci hanno. Da lì partiamo. Non c’è soddisfazione più grande di quella di poter raccontare una favola così antica”, racconta Salvatore con orgoglio.

La Pasticceria Capparelli però è anche molto attenta alle nuove tendenze e non chiude le porte all’innovazione. Ne sono testimoni alcune creazioni originali ideate dalla famiglia Capparelli.

Tra queste senza dubbio spicca l’originale Aurora: un babà al Rhum cotto in uno stampo a forma di sfogliatella riccia, che viene farcito con una crema al gusto di sfogliatella e con cubetti di mandarino.

Un dolce che sposa sì il gusto della tradizione, ma che ne innova la forma e unisce due cavalli di battaglia della pasticceria napoletana, due pesi massimi della nostra Storia.

Esso è un dolce nato per risolvere l’eterno dilemma dei turisti nella scelta tra sfogliatella e babà. Così abbiamo messo d’accordo tutti!”, spiega divertito lo chef.

Non mancano le creazioni moderne come il semifreddo Caffè e Baileys, in onore al tradizionale caffè corretto alla crema di liquore Baileys. Trattasi di un dolce composto da una mousse al caffè e liquore Baileys con pan di Spagna al cioccolato e caffè macinato, per dare maggiore contrasto di consistenze al prodotto.

Troviamo poi le torte yogurt e cocco, lampone e cioccolato fondente, tante monoporzioni, i cornicelli di marzapane, i biscotti all’amarena – quelli che prepara Salvatore erano un tempo i preferiti del grande e compianto Pino Daniele – l’immancabile pastiera napoletana, i tronchetti gelato e tutta la selezione di mignon classica.

Il babà, vero principe della Pasticceria Capparelli

Il babà è na cosa seria” è la frase che campeggia ovunque nella Pasticceria Capparelli e ne è convinto lo chef Salvatore: “Questo è il prodotto che maggiormente mi rappresenta e ne vado fierissimo. Qui lo facciamo con un impasto a doppia lievitazione e rigorosamente in forno statico, come vuole la tradizione antica, che alla fine profuma di Rhum. Troppo spesso capita di assaggiare dei prodotti con un aroma troppo marcato. Questa cosa ci impedisce di poter apprezzare il sapore e la texture della pasta dolce. Inoltre usiamo anche una ricetta antichissima e uno stampo centenario ,con il quale realizziamo il nostro Babà Maxi”.

Ultimamente Salvatore sta progettando un babà speciale rivisitato, farcito con cubetti di pera e un Rhum d’eccezione proveniente da Santo Domingo: “Desidero rivisitare e innovare, ma voglio che la tradizione rimanga la grande protagonista dei miei dolci”.

Le materie prime d’eccellenza per Salvatore Capparelli

Nel mio laboratorio ogni ingrediente deve poter essere protagonista. Punto su prodotti come il puro cioccolato, il burro dei fratelli Brazzale, la frutta secca dell’azienda Benvenuto snc e le farine del Molino Caputo. Sono convinto che bisogna valorizzare i prodotti del territorio, come le albicocche pellecchielle del Vesuvio e le mele annurche del beneventano, per esempio. Ogni scelta ci definisce come professionisti”, spiega lo chef Capparelli.

I successi e il rapporto con i turisti nel cuore pulsante di Napoli

Un’ultima considerazione è per i turisti che affollano numerosi la Pasticceria Capparelli.

Qui li trattiamo con maggior riguardo rispetto ai nostri conterranei. Vanno coccolati, voglio che si sentano a casa. Quasi tutti, quando entrano, già sanno cosa scegliere, però noi ce la mettiamo tutta per offrire loro la migliore esperienza possibile. Tra zeppole, sfogliatelle, pastiere e babà regaliamo ogni giorno tanti sorrisi ai nostri avventori”.

Salvatore Capparelli è un artigiano dalla grande umiltà, il quale lavora ancora oggi con lo stesso entusiasmo dei suoi inizi di carriera.

Un percorso che, tra i tanti successi e le numerose vittorie di campionati di pasticceria, vanta anche il primo posto come miglior babà 2023 al Molino Caputo Award e il trofeo di campione italiano di pasticceria nella prima edizione della Fiera di Rimini dei primi anni 2000, solo per citarne alcuni.

Pasticceria Capparelli

Indirizzo: Via dei Tribunali 327, Napoli (NA)

Tel. 081454310

E.mail: patisserie.s.capparelli@gmail.com

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Gionata Bertolini

Napoli
Classe 1983, sono laureato in Antropologia, svolgo l'attività di pasticcere professionista e consulente per aziende del settore. Con un passato da musicista e specialista informatico, affianco alle mie attività quella di articolista per il magazine "La Buona Tavola".

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