Premio Volturno 2018 assegnato al Caseificio Ponticorvo di Alvignano per il mezzo secolo di attività

Un riconoscimento dedicato a “nonno Antonino”

 

Dedichiamo questo importante riconoscimento a nonno Antonino senza il quale tutto questo non sarebbe stato mai possibile” – ha dichiarato Giusy Ponticorvo, responsabile marketing e vendite dell’omonimo caseificio di famiglia che ha sede ad Alvignano in via Miglio XXV, nell’esprimere la gratitudine per la consegna del prestigioso Premio Volturno arrivato per la grande capacità imprenditoriale celebrata quest’anno con i 50 anni di attività (1968-2018).

La cerimonia di premiazione si è svolta nell’ambito della Nona Mostra Mercato di Giardinaggio, Artigianato ed Enogastronomia “Giardini del Volturno” tenutasi presso l’oasi San Bartolomeo a Caiazzo (Caserta).

Il Premio Volturno, deliberato da una apposita commissione giudicatrice che consiste in una scultura o targa riproducente l’immagine del Dio Volturno, conservata nel Museo Campano di Capua, è stato istituito nel 2015 dall’Associazione Stampa della Provincia di Caserta ed è rivolto, in particolare, a quanti, a livello istituzionale e sociale, si sono resi benemeriti, per interventi legislativi, finanziari e promozionali, nei confronti del territorio e, inoltre, a personaggi di estrazione del comprensorio attraversato dal fiume Volturno, che hanno illustrato le proprie origini nel campo dell’imprenditoria, dell’arte, della cultura, dello spettacolo, dello sport.

Hanno introdotto e consegnato il premio, il Presidente dell’Assostampa Caserta Michele De Simone, Franco Tontoli giornalista de Il Mattino e l’imprenditore Loreto Marziale dirigente della Associazione “Giardini del Volturno”, raccontando la storia e l’attività del caseificio Ponticorvo, divenuto in mezzo secolo di attività con la produzione di formaggi a pasta filata, in particolare di mozzarella di bufala campana Dop, la realtà aziendale più importante dell’intero territorio alvignanese scrivendo interessanti pagine dell’imprenditoria casertana.

 

 

ponticorvo

 

 

Una tra le poche ad aver conquistato consistenti fette di mercato in ambito nazionale ed internazionale in un momento difficile dell’economia del nostro Paese partita nel 1968 con i nonni Antonino e Giuseppina e oggi  guidata da Massimo Ponticorvo insieme alla moglie Brigida e ai figli Anna, Giusy e Antonino. Imprenditori che hanno saputo trasformare un piccolo laboratorio in un’azienda che oggi dà lavoro stabile a 40 persone ed ha chiuso il 2017 con un fatturato di 12 milioni di euro di cui circa 4 milioni sono fatturati con il Giappone, questa la nazione dove nella capitale il caseificio è presente nelle migliori pizzerie e ristoranti dall’Italian style e dove ha contribuito alla  creazione del Trofeo Ponticorvo, una gara dall’appuntamento annuale che premia il miglior pizzaiolo nipponico.

Tra i 5 premiati di quest’anno anche il Maestro Beppe Vessicchio, soprattutto,  per aver realizzato, oltre al libro “La musica fa crescere i pomodori”, una attività scientifica di supporto alle coltivazioni agricole, curate nei campi anche con la polifonia di Mozart, la ricercatrice capuana del Tigem,  Chiara di Malta, il Garden Club di Caserta per il quarantennale e la Cooperativa Canapa per il rilancio del prodotto. Uno speciale riconoscimento è andato a Lutz Klinkhammer, vicedirettore dell’Istituto Storico Germanico di Roma, giunto appositamente da Berlino, studioso degli eventi bellici svoltisi nel territorio di Caiazzo, a conferma della conclamata e rinsaldata amicizia tra i popoli, al di là dei sanguinosi confronti in tempo di guerra.

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