Tanti nomi, un gusto inconfondibile: le chiacchiere

 “Dopo le feste di Natale mi metto a dieta” e invece il Carnevale è già alle porte e, insieme con lui, le Chiacchiere ! Non importa quale sia il nome con cui siete soliti chiamarla (gale, cenci, bugie, frappe, stracci)  questa prelibatezza carnevalesca metterà alla prova i vostri buoni propositi..
Già gli antichi romani, per accompagnare la celebrazione dei Saturnali, erano soliti preparare un dolce a base di uova e farina, fritto nel grasso di maiale e chiamato ‘frictilia’. La leggenda napoletana, invece, vuole che una delle regine di casa Savoia amasse chiacchierare e intrattenersi a lungo con i suoi ospiti ma che un giorno, tra una chiacchiera e l’altra, le fosse venuta fame. La consorte del re chiese al cuoco di corte di preparare un dolce veloce e gustoso e così nacquero le Chiacchiere, un dolcetto essenziale, facile e veloce da preparare.

A Napoli in questo periodo c’è aria di festa: tra un travestimento e una manciata di coriandoli non c’è partenopeo che non abbia sgranocchiato una Chiacchiera.. se anche a voi è venuto un certo appetito, correte a controllare di avere gli ingredienti giusti in dispensa!

Ingredienti: (dosi per 12 persone)

300 gr di farina 00’

60 gr di zucchero

2 uova

1 scorza di limone

Olio di oliva q.b.

Olio di semi q.b.

Zucchero a velo q.b.

Sale q.b.

Preparazione:

La prima cosa da fare è creare un impasto con tutti gli ingredienti, amalgamandoli con cura. Dopo aver lavorato l’impasto per almeno una decina di minuti è bene farlo riposare per un paio d’ore, avvolto nella pellicola trasparente. L’impasto sarà così pronto per essere steso: la ricetta della tradizione partenopea prevede che dalla sfoglia vengano tagliate tante formine rettangolari con il bordo dentellato, alle quali bisognerà fare due piccoli tagli al centro per evitare che, una volta fritte, le Chiacchiere si gonfino eccessivamente. A questo punto è il momento di tuffare i dolcetti nell’olio, che precedentemente avremo fatto riscaldare: infine lasciatele asciugare su della carta assorbente e, non appena saranno fredde, decoratele con una pioggia di zucchero a velo.

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