Tenuta Scuotto, i suoi vini espressione del terroir irpino

La Tenuta Scuotto produce i suoi vini nel cuore dell’Irpinia, nei territori del Lapio. In ogni bottiglia il desiderio di cooperazione tra uomo e natura.

La Tenuta Scuotto sorge nel cuore dell’Irpinia e proprio il territorio ha ispirato il capostipite della famiglia Scuotto, il sig. Edoardo a porre le basi di quella che oggi è una delle realtà vitivinicole più interessanti della Campania.

La storia

A parlarcene è il figlio del sig. Eduardo, Adolfo: «La passione per il vino ed il desiderio di cooperazione uomo-natura hanno spinto mio padre Eduardo ad insediarsi nella terra irpina. L’innato spirito imprenditoriale, l’indispensabile e l’atavica ricerca dell’eccellenza hanno plasmato la fisionomia dell’azienda, trasformandola, nel tempo, in un importante e riconosciuto progetto vitivinicolo. Così nel 2008 nasce l’azienda Tenuta Scuotto, dove un teamdi professionisti, insieme a scelte imprenditoriali coraggiose, ha dato vita ad un progetto importante nel territorio del Lapio».

La fisionomia dell’azienda

Adolfo Scuotto ci racconta l’azienda che oggi dirige: «Lo spirito è stato fin da subito quello di presentarsi al pubblico degli appassionati con prodotti “differenti”, ovvero prodotti che fossero l’espressione più fedele del terroir, ma che allo stesso tempo ne restituissero, in degustazione, un’identità unica». Ogni aspetto della produzione Scuotto, infatti, è stato improntato al rispetto per il territorio, elemento fondamentale per chi vuole mantenere il legame con il territorio, ma evitando ogni forma di omologazione. Questo non significa rifiutare la propria identità, ma dare a quest’ultima caratteristiche proprie. La tenuta Scuotto pone al centro della propria filosofia, innanzitutto, quantità limitate per garantire la massima cura su ogni prodotto, poi una vendemmia selettiva eseguita rigorosamente a mano. Queste sono solo alcune delle scelte poste alla base della conduzione aziendale.

La mission

La mission della Tenuta Scuotto ha un obiettivo ben preciso: provare a trasferire un messaggio attraverso il proprio stile. Adolfo Scuotto è convinto che il vino è in grado di trasmettere un messaggio e di rappresentare uno stile di vita, le cui caratteristiche sono: audacia, integrità e l’idea che i “sogni” si possono realizzare. Adolfo Scuotto ne è certo: «Quando ci si crede fino in fondo e non si è disposti a vendere o a svendere i sogni e per realizzarli sono necessari: rispetto e appartenenza, natura e sperimentazione, preparazione e amore, umiltà ed entusiasmo».

Premi e riconoscimenti

In brevissimo tempo, dal 2008 in poi, la produzione Scuotto è stata un successo dietro l’altro, ricevendo numerosi riconoscimenti e premi. Nel 2010 per la sua prima annata di Fiano di Avellino ottiene il riconoscimento di Doppia Corona Vini Buoni d’Italia. Non mancano i riconoscimenti internazionali: Decanter ed il Concorso Mondiale di Bruxelles assegnavano medaglie d’oro e d’argetno al Fiano “Oi nì” ed al “Taurasi”. Inoltre, guide prestigiose come quella dell’AIS hanno inserito il vino dell’azienda tra i migliori 30 della Campania, mentre per il Fiano di Avellino 2019 l’Azienda ottiene i 3 bicchieri del Gambero Rosso.

La Produzione

L’Azienda Scuotto produce annualmente tra le 60.000 e le 70.000 bottiglie. Tra i vini si ricordano: Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Aglianico, Falanghina, “Oi nì”, Taurasi D.o.c.g., REDO, Stilla Maris, Malgrè. Vediamone tre nel dettaglio.

Vini Tenuta Scuotto

Redo i. g. p.

Il Redo nasce da uve 100% Aglianico di Taurasi. La produzione avviene attraverso raccolta e selezione dei grappoli più maturi, diraspatura senza pigiatura, fermentazione con lieviti indigeni a temperatura di 22/25 gradi per circa 18 giorni, alla svinatura il vino viene trasferito direttamente in barrique nuove, dove finisce la fermentazione e svolge la malolattica. Dopo circa 8 mesi in legno, viene imbottigliato senza filtrazione e né refrigerazione. L’affinamento avviene per tre mesi in bottiglia. Alla vista questo vino si presenta di color rosso rubino intenso con riflessi violacei. Il profumo è quello di frutta fresca e confettura: more, ribes, amarene, ciliegie. Al palato si presenta secco, caldo e morbido con una buona concentrazione di tannini finemente fusi. Avvolgente con una lunga persistenza aromatica. Si abbina bene con formaggi stagionati, carni succulente e soprattutto con amici e affetti più cari.

Fiano di Avellino d.o.c.g

Questo vino nasce da uve 100% Fiano. La tecnologia di produzione impone che le uve siano state raccolte nella terza decade di ottobre. La pressatura soffice e la decantazione statica precedono l’inizio della fermentazione alcolica a temperatura controllata di circa 12°C, al termine della quale il vino è rimasto a contatto con le fecce fini per circa 2 mesi. L’affinamento avviene in bottiglia per 6 mesi. Il Fiano di Avellino si presenta di colore giallo paglierino con riflessi dorati. Il suo profumo è particolarmente fruttato e floreale, molto intenso con sentori di albicocca secca, magnolia, ananas, nocciola tostata, evidenzia sentori di frutta esotica e ginestra. Con l’invecchiamento prevalgono i sentori minerali di idrocarburi e nocciola tostata. Il gusto è secco, caldo, morbido, di buon corpo, con una adeguata freschezza e forte persistenza aromatica che amplifica le note percepite all’olfatto.

Oi nì i.g.p.

L’Oi nì è un 100% Fiano. Questo vino viene prodotto quando le uve di Fiano sono state raccolte nella terza decade di ottobre e la pressatura soffice ha preceduto l’inizio della fermentazione alcolica con lieviti indigeni in botti ovali di 25 hl a temperatura controllata di circa 7°C, al termine della quale il vino è rimasto a contatto con le fecce fini per circa 12 mesi. L’evoluzione del vino è infine completata con un ulteriore affinamento di 6 mesi in bottiglia. Il colore di questo vino è giallo paglierino con riflessi dorati, mentre il profumo risulta particolarmente fruttato e floreale, molto intenso con sentori di pesca, rosa, miele, albicocca secca, magnolia, ananas, finocchio selvatico, nocciola tostata, canditi e ginestra. Al palato è secco, caldo, morbido, di gran corpo, con una adeguata freschezza e forte persistenza aromatica che amplifica le note percepite all’olfatto.

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Amalia Vingione

Amalia Vingione è laureata in Lettere Moderne presso l’Università Federico II di Napoli e presso lo stesso Ateneo consegue la laurea specialistica in Filologia Moderna con indirizzo in Italianistica. Consegue un Master in Editoria e Comunicazione presso il Centro di Formazione Comunika di Roma. Attualmente lavora come Editor e Copywriter per diverse Case editrici e Giornali e si occupa di Comunicazione per enti e associazioni.

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