zucchine-fiori

Zucchine e fiori di zucca. Storia, famiglia di appartenenza e consigli utili. Tutto quello che c’è da sapere su quest’ortaggio.

La storia delle zucchine

Conosciuta in Italia già ai tempi dei Romani come zucchetta ( Lagenaria Vulgaris) per le sue piccole dimensioni, dobbiamo aspettare la scoperta dell’America per conoscerla più grande. Giunta dal Messico e coltivata in molte varietà dagli Aztechi già 3.000 anni fa. Alimento ideale per i maiali, furono i contadini a individuarle come cibo per gli umani

Famiglia di appartenenza

Che siano fiori di zucca o zucchine vanno bene entrambi. Basta saperli distinguere. Appartenenti alla famiglia di Cucurbitacee, (della stessa famiglia del cetriolo, l’ anguria) amano il clima mite, l’ esposizione al sole e i terreni ricchi di sostanza organica. Quelli di zucchine sono più appuntite e colorate di arancio, mentre quelle di zucca più profumate. Dalla stessa pianta rampicante nascono fiori maschi e femmine ma è dalla femmina che si sviluppa il frutto, la zucchina, fecondata in seguito a impollinazione del fiore maschio trasportato dal vento o da insetti. Ben attaccato all’ ovario il fiore femminile ha il pistillo senza polline a differenza di quello maschile il cui stame è coperto di polline. Di forma allungata o tondeggiante, dalla buccia che va dal colore verde chiaro a verde- scuro e polpa di colore bianco con semi di piccole dimensioni. Sono facili da coltivare anche nel proprio orto o sui terrazzi, balconi.

Quando vanno raccolti i fiori di zucca?

Vanno raccolti in questa stagione, d’ estate, all’ alba, prestissimo per poi richiudersi dopo pochissime ore. La natura è fascinosa e spettacolare.

La tempistica è importante per la raccolta e il consumo .

Cosa contengono nutrizionalmente?

Sono ricchi di acqua, fibre, antiossidanti, carotenoidi, sali minerali, B- carotene, luteina.

Indicazioni terapeutiche

Sono diuretiche, lassative, ipocaloriche, fanno bene a chi ha problemi di stitichezza, a chi deve scendere di peso, sempre in un regime alimentare equilibrato, chi ha infiammazioni urinarie, ai diabetici. Rallentano l’ invecchiamento della pelle.

Come acquistarli?

Quando si acquistano dal fruttivendolo o dai mercatini autogestiti, le corolle devono presentarsi di un giallo vivido, brillante, con superficie uniforme e leggermente schiuse nella parte finale. Se le corolle sono avvizzite, le punte arricciate, incollate, scartatele. Non sono fresche. E poi vanno cucinate in giornata e mangiate al momento per gustare tutte le sue propietà.

Come cucinarli?

La morte dei fiori di zucca sono in pastella e fritti in abbondante olio extravergine d’oliva bollente. Ma anche ripiene al forno o come condimento per la pasta insieme allo speck. Le zucchine, meglio se tenere, bollite, grigliate, a frittata, trifolate, indorate e fritte, si prestano bene come contorni, la tradizionale ricetta alla scapece, per accompagnare secondi di pesce o carne o insieme alla pasta, il riso.

Ricetta tipica napoletana

Zucchine alla scapece

Ingredienti per le zucchine alla scapece

  • 1 kg di zucchine dell’ orto
  • olio extra-vergine d’oliva ( quanto basta)
  • 1- 2 tazzine aceto di vino bianco
  • foglioline di menta a piacere
  • 2 spicchi di aglio
  • un pizzico di sale

Procedimento per le zucchine alla scapece

Tagliare le zucchine a rondelle sottili dopo averle lavate bene sotto acqua corrente. Friggerle in olio extravergine d’oliva.

Intanto a parte preparare una marinatura con aceto, olio, menta, spicchi di aglio tagliati a pezzetti

Non appena diventano dorate scolare le zucchine fritte e condirle in un piatto con la marinatura preparata precedentemente. Mescolare delicatamente e lasciar riposare per almeno un’ ora prima di mangiarle

Curiosità sulle zucchine

Di origini antichissime, il cui piatto è citato anche in “Un turco napoletano” famoso film di Totò. Il termine scapece  sembrerebbe avere due origini: o dalla formula contatta latina “ex Apicio”, letteralmente “da parte di”, “secondo” Apicio (autore del “De re coquinaria” , il primo trattato di gastronomia/libro di ricette oppure dalla porola spagnola “escabeche“, termine che indica in cucina qualsiasi cosa sia condita con una marinata all’aceto.

E’ semplice, pratico, fresco e gustoso.

Se questo articolo ti è piaciuto visita l’intera sezione. Condividilo sui tuoi social e seguici su Facebook!

The following two tabs change content below.

Felicia Di Paola

Biologa e Nutrizionista. Specialista in Scienza dell'Alimentazione. Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli.
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *