Marco Nitride e il suo cannolo di rinforzo.

La cialda è ovviamente artigianale, il ripieno è decisamente goloso. “Il cannolo a pasta salata” viene farcito con una mousse dalla texture particolarmente granulosa che racchiude tutti i sapori della tradizione napoletana.

Il cavolfiore inizialmente sabbioso, le olive verdi in salamoia, i cetrioli per un piacevole effetto crudité , le acciughe fresche e saporite, i capperi sott’aceto e le “papaccelle”, i tipici peperoni campani tondi e costoluti dalla buccia piuttosto spessa ma con un gusto dolce e tenace.

Gli ingredienti della cosiddetta “insalata di rinforzo”, consumata dal popolo napoletano durante le festività natalizie, hanno ispirato l’estro di Marco Nitride, l’executive chef di Garage Gourmand, il ristorante made in Naples dove la tradizione culinaria diventa inevitabilmente gourmet.

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I piatti di nicchia, quelli storici, che un tempo primeggiavano sulle tavole accuratamente imbandite, non possono essere dimenticati” – afferma con convinzione Marco Nitride che aggiunge – “Ecco perché ho cercato un modo per rendere appetibile l’insalata di rinforzo; l’ho rivisitata e l’ho proposta ai miei ospiti in una nuova veste”.

L’abbinamento gastronomico è geniale; l’eticità di una “cucina di recupero” incontra la raffinatezza di un piatto gourmet tutto da scoprire. Il cannolo di rinforzo è il delizioso antipasto di un menù autunnale ex novo; una prelibatezza in grado di conquistare le papille gustative più scettiche e di convertire i curiosi in autentici cultori del buon cibo.

Non si tratta semplicemente di assaggiare la variante di un piatto della tradizione; ad ogni boccone, infatti, corrisponde un viaggio nel passato, quello che riporta il commensale nella casa dei ricordi. Il profumo è fragrante, il sapore è morbido e persistente. “Emozionarsi ed emozionare”: è questa la vera identità di Garage Gourmand; ma anche il segno di riconoscimento dell’ intelligenza culinaria di Marco Nitride.

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Felicia Mercogliano

Quando scrivo sono consapevole del gesto che sto per compiere ma non delle parole che userò. La mente si apre, i pensieri volano via, le parole arrivano a destinazione in un modo così naturale, il che mi sorprende ogni volta. Amo scrivere su carta, usare la penna, una matita, i colori. Sulla mia scrivania c’è sempre almeno un libro, la sua presenza mi sprona a fare di più e ogni volta meglio. Il contatto materiale per me è liberatorio, questo mi emoziona.
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