Sesta-stazione-vietri


Non siamo sul lungomare di Vietri battuto da turisti in shorts e zoccoli, ma nel centro storico in una piazzetta rialzata rispetto al piano stradale e perciò non immediatamente individuabile.

La pizzeria-osteria Sesta Stazione deve il nome alla presenza dell’icona della Via Crucis, un percorso che si snoda lungo il centro storico della cittadina salernitana, rappresentante la Veronica che asciuga il volto a Gesù. É per questa presenza della stazione della Via Crucis che si definisce il destino del locale di Matteo Cardamome, un luogo dove trovare sollievo dal caos della città e dalle fatiche quotidiane, una carezza per l’anima e per il corpo proprio come il gesto della Veronica con il figlio di Dio.


Il comune denominatore dell’arredamento sono le mattonelle vietresi che impreziosiscono sia l’esterno che gli interni molto ben curati. E anche questa caratteristica non è dovuta al caso perché il forno dove oggi si sfornano le pizze era in realtà destinato alla cottura della ceramica. Ma la vera anima del locale è l’oste-pizzaiolo Matteo Cardamome, dal passato avventuroso in mare, i cui retaggi li porta ancora come segni distintivi sulla pelle, nei tatuaggi, e nell’abbigliamento, con un pantalone di mimetica.


Un personaggio del genere, a prima acchitto da sembrare burbero ma poi sciogliendosi sincero e spontaneo, non poteva non fare parte dell’Alleanza dei Cuochi e dei Pizzaioli di SlowFood, l’associazione che raggruppa gli addetti ai lavori che sono alla guida di un’Osteria aderente al circuito fondato in Campania dalla indimenticabile Rita Abbagnale e in Italia, ma ora in tutto il mondo, da Carlin Petrin.

Alleanza-slow-food


A farla da padrona nella cucina di Matteo è il mare con il pescato locale del giorno, di cui si occupa, memore del suo passato da sub professionista, personalmente, così come fa sempre in prima persona per l’ingrediente iconico della zona: la colatura di alici. Le verdure prettamente di stagione e a km zero accompagnano le pietanze in cui parla la grande qualità della materia prima. Impossibile non incominciare con un crostino di pane, burro e alici salate. Con un apposito cartello l’Oste ne rivendica addirittura la primogenitura.


Alici che trionfano nell’altro piatto iconico: la parmigiana di alici. Sempre realizzata in casa, la bottarga che insaporisce un’insuperabile pasta secca, quella del pastificio Vicedomini. Un carta dei vini ampia, territoriale in cui spiccano i vini naturali, in linea con la filosofia del locale. Un locale poliedrico dove poter degustare un’ottima pizza realizzata con farine non raffinate e con poche ma ben studiate farciture grazie all’utilizzo di prodotti presidi Slow Food.
Se avete un paio di ore a pranzo o a cena concedetevi una fermata alla Sesta Stazione, il capotreno Matteo vi farà salire a bordo e vi scarrozzerà in un percorso di degustazione verso sapori locali e genuini.

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