Taberna Sciopà

Francesco Scioscia chef e patron di Taberna Sciopà ha voluto realizzare un format in cui l’ospitalità e la convivialità fossero al primo posto

Taberna Sciopà è una vera e propria oasi che per qualche ora ti permette di dimenticare il mondo esterno e di vivere attimi di pura convivialità. Il nome del locale nasce dal connubio delle iniziali del cognome dello chef e patron Francesco Scioscia e dell’attuale amministratore Nunzio Pascarella

Un ambiente accogliente che abbraccia tutti, dalle coppie alle famiglie. “Vorrei ricreare – racconta lo chef – quell’atmosfera tipica dei pranzi di famiglia di quando ero bambino. Spegnevamo la TV e ci mettevamo tutti a tavola. Era un momento di pura convivialità che oggi i social ci hanno rubato. Per questo motivo, all’ingresso del locale, lo staff invita gli ospiti a non utilizzare i cellulari durante la cena. Vorrei che la tavola recuperasse quella convivialità che abbiamo perso e si nutrisse di quel brusio di fondo che non respinge, ma accoglie e invita al dialogo”.

Alla base della ristorazione c’è sempre l’accoglienza, ogni commensale si deve sentire a casa “per questo motivo – spiega Francesco Scioscia – utilizzo esclusivamente il termine ‘ospite’, perché privo di quella freddezza manageriale che invece potrebbe trascinare con sé la parola ‘cliente”. 

Taberna Sciopà sorge all’interno della location Luna di Miele Eventi. Due format tra loro distinti e differenti, ma che, in un certo senso, si abbracciano. Nel primo, grazie ad un numero di coperti ristretto, lo chef può giocare con la tradizione presentando piatti estrosi. Nel secondo, invece, dovendo cucinare per battesimi o eventi nuziali si è costretti a rimanere su menu più classici.

Non sono, però, mancati – continua lo chef – clienti che mi hanno chiesto piatti stravaganti. Infatti, per un matrimonio ho dovuto realizzare un menu particolare, tutto al contrario. Abbiamo servito il dolce come antipasto e l’antipasto come dessert, trasformando riso venere con seppie pomodorini in dessert”. 

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Giocare con a tradizione è la cifra stilistica di Francesco Scioscia. Lo chef, infatti, ritiene che le ricette debbano essere rispettate, ma anche interpretate partendo dalla storia e dall’esperienza di chi cucina il piatto. Per questo motivo nel ‘Carbonara day’ (il 6 aprile) il cuoco ha scelto di realizzare una carbonara provocatoria, aggiungendo alla ricetta classica un tocco personale.

Io – conclude lo chef – provengo dalla Basilicata, un territorio da sempre legato alla carne e ai prodotti della terra. Nonostante ciò, mi sono sempre trovato a mio agio con i prodotti di mare. Solo con questi ingredienti riesco a mettere nel piatto la mia idea di cucina. Proprio per questo motivo, per la mia carbonara sono partito dalla ricetta classica per poi, però, aggiungere il mio tocco: le cozze di Bacoli”. 

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Matteo Cicarelli

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