Articoli

La pizzeria Mastunicola è il posto perfetto per conciliarsi con il mondo, grazie alla squisita proposta gastronomica e alla cordialità dello staff coordinato da Luigi Errico, patron del ristorante pizzeria di Pianura, quartiere di Napoli. Il locale è noto al pubblico dei buongustai per essere in grado di sorprendere il palato con sapori genuini, combinati in piatti che strizzano l’occhio a concetti d’avanguardia.

“Il nome che abbiamo assegnato al locale prende origine proprio dalla massima espressione della pizza. La pietanza che da Napoli si è diffusa nel mondo con il caratteristico tricolore, un tempo non era come la conosciamo oggi” spiega Luigi D’Errico. “Parliamo del primo disco nato antecedentemente alla Margherita, si chiamava Mastunicola ed era a base di strutto, foglie di basilico e cicoli, come vuole la tradizione napoletana. Questa antenata della Margherita veniva poi guarnita con del pecorino”. 

Stando al racconto del patron di Mastunicola si comprende come il locale di Pianura prenda spunto dal primo prototipo gastronomico della pizza. La cucina del Mastunicola attinge da una selezione di materie prime di qualità, lavorate nel rispetto della loro natura da un competente personale di cucina. Lo stesso approccio alla ricerca viene adottato anche dallo staff della pizzeria.

“Utilizziamo la farina Caputo doppio zero, il nostro impasto segue una lievitazione e una maturazione naturale di circa 36 ore. Cerchiamo di dare il massimo della qualità al prodotto di farina partendo da una sapiente lavorazione dell’impasto” racconta il signor Luigi. “Mettiamo a disposizione del cliente un impasto gluten free”. Il servizio può contare sul savoir faire del personale, sempre impeccabile nella sua professionalità, in grado di mettere a proprio agio il cliente durante la sua esperienza di gusto. “Al Mastunicola il personale di sala segue il cliente passo dopo passo dal suo arrvio fino alla conclusione del pranzo o cena”, prosegue il ristoratore.

Una proposta di piatti scandita sulle materie prime di prima qualità, unita a un ambiente familiare, è in grado di far sentire a casa il cliente che sceglie Mastunicola per godere di una piacevole serata. Tra i progetti futuri di Luigi Errico per il suo ristorante, la scommessa sul successo di Mastunicola in qualità di brand della cucina. “Cerchiamo delle affiliazioni, degli imprenditori che vogliano investire nel settore affidandosi alla nostra esperienza ed al nostro marchio. Ampliare i nostri orizzonti nel breve termine è un’idea concreta” ha spiegato Errico. La pizza come la cucina, nella proposta di Matunicola, sono contenitori di idee nuove sugli abbinamenti. Per questo Mastunicola punta all’evoluzione del gusto, senza sradicare il suo legame dalle proprie origini partenopee.

A Pianura, precisamente in Via Vicinale San Donato, la Pescheria Di Napoli è un punto di riferimento campano ed italiano per la cucina verace di mare. Giuseppe Di Napoli è stato uno dei primi ideatori di questa nuova tipologia di offerta culinaria: “Il progetto partì ben 6 anni fa, ero in viaggio a Londra e rimasi colpito da alcune macellerie che si trasformavano in veri e propri pub la sera, pensai quindi di rivoluzionare a 360 gradi la mia pescheria”.

Un’idea imprenditoriale di successo, che gli ha permesso di raggiungere traguardi importanti, come quello ottenuto su Tripadvisor, ‘Certificato d’eccellenza 2017-18’, primo in Italia nella speciale classifica che rapporta qualità e prezzo dei ristoranti. Una vera e propria ‘oasi di periferia’che oggi è in grado di richiamare un folto numero di clienti, un risultato non prevedibile agli albori di questa avventura: “Tutto dipende dalla nostra genuinità – afferma con fierezza il buon Giuseppe – i clienti acquistano fiducia in noi, una volta ottenuta difficilmente possono perderla, in queste condizioni trovarsi sul lungomare o Pianura cambia poco”.

 

Già, perché il signor Di Napoli è in grado di offrire il massimo della freschezza a prezzi contenuti: “Io posso farlo – spiega – tutto ciò che porto a tavola proviene dalla mia pescheria, a ‘chilometro zero’, non ho spese eccessive e posso offrire allo stesso tempo la massima qualità del prodotto. Tutto a 25 euro: 10 antipasti, 2 primi piatti e una frittura di gamberi, alici e paranza, vino e acqua compresi. Con un plus di 5 euro inoltre, il cliente ha la possibilità di assaggiare i nostri crudi”.

Nella risto pescheria, locale di tendenza che arricchisce di novità il panorama della ristorazione a Napoli, l’offerta gastronomica è ricca e variegata. In grado di spaziare dai fantasiosi primi piatti ai secondi, più classici, della cucina partenopea: “Il piatto di cui andiamo più fieri è la genovese di mare, le nostre mamme usavano la carne, noi con cozze, polipo e calamari – un procedimento diviso in più passaggi, aggiunge – facciamo cuocere la cipolla per 7-8 ore, passiamo poi alla materia marina, prima il polipo che richiede più tempo, le cozze e in seguito i calamari trasformando questo sugo in una vera e propria crema”. Materie prime fresche, un servizio confortevole e di qualità, il tutto condito dall’estrema simpatia di un titolare in grado di coinvolgere qualsiasi tipo di clientela, benvenuti alla Pescheria Di Napoli.

 

A Castellammare di Stabia con la sesta edizione del Mediterranean Cooking Congress avviato il recupero del Borgo dei Naviganti, ripristinate le antiche sorgenti termali e via al contest Marevivo per “Cucinare la Medusa”.

 

Il recupero dell’antico Borgo dei Naviganti di Castellammare di Stabia e la candidatura al Ministero delle 28 sorgenti stabiesi. Parte da qui la prima tappa del Mediterranean Cooking Congress 2019, evento di marketing territoriale giunto alla sesta edizione e organizzato dalla società By Tourist.

Informare, promuovere, tutelare sono le linee guida di una manifestazione che ogni anno punta la propria attenzione verso una materia prima del Mediterraneo, per scoprire territori e mettere in campo progetti di marketing, avviandone il recupero e la promozione internazionale. Ed in questo modo, step by step, alimentare il Mediterraneo da una costa all’altra. Focus 2019 sono l’acqua e la pesca. E il viaggio ha avuto inizio a Castellammare di Stabia, dove è stato realizzato in sinergia con il Comune, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, la Capitaneria di Porto e gli imprenditori del centro storico stabiese il recupero dell’antico Borgo dei Naviganti e delle fonti di via Duilio, nella zona adiacente lo stabilimento della Fincantieri.

“Grazie alla sinergia con la By Tourist, al progetto Mediterranean Cooking Congress e agli imprenditori di via Duilio, siamo riusciti a recuperare un’area abbandonata da anni – commenta soddisfatto il sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino – Bagni pubblici ripristinati, le antiche fonti recuperate, strade e aiuole bonificate e segnaletica orizzontale ripristinata. Ma la vera soddisfazione è la riapertura delle Antiche Terme con le 28 sorgenti al pubblico e la candidatura delle nostre acque al Ministero come Patrimonio Naturale dell’Umanità”.

A supportare il percorso numerosi imprenditori, enti ed associazioni: Lega Navale Stabia, Circolo Nautico Stabia, Associazione Marevivo, Propeller Club, Area Marina Protetta di Punta Campanella, Banchina Porto Salvo, Chalet Maria Rosaria, Mare Vivo Restaurant, l’Istituto Alberghiero “Viviani” di Castellammare di Stabia, Gico Grandi Impianti e Cucine, Stabia Main Port, Luise Group, Oceano Mare Group, Pastificio Artigianale Leonessa, Mennella, I Sapori di Corbara, GMA Specialità, Scugnizzo Napoletano, Associazione Pizza Napoletana Gourmet, Biancaffe’, Associazione Italiana Sommelier della Campania, Consorzio Tutela Vini del Vesuvio e l’associazione CPS stabiese. 

“Il recupero e la promozione di questo luogo storico di Castellammare di Stabia, definito Quartiere Acqua della Madonna per la presenza appunto delle 28 sorgenti tra cui lacqua della Madonna, detta anche dei naviganti, è stato possibile soprattutto grazie alla collaborazione dei cittadini del posto, residenti, associazioni ed operatori del mare che con noi e il Comune hanno lavorato in strada in prima linea per mesi, bonificando la zona e rendendola nuovamente fruibile a visitatori e turisti – illustra Luisa Del Sorbo, ideatrice del Mediterranean Cooking Congress e manager della società By Tourist  È un’operazione sana di marketing territoriale ben riuscita, che passa per le sorgenti per arrivare al mare e continuare il nostro viaggio, che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi su Venezia e Taormina, per poi navigare verso la Grecia, continuando ad accendere i riflettori sul tema della pesca sostenibile e sulla risorsa Acqua per alimentare il Mediterraneo. Il grazie più grande va agli amici chef che ogni anno contribuiscono a presentare piatti per supportare il nostro percorso dal punto di vista tecnico. Nel caso di acqua e pesca presentando appunto ricette, utilizzando le acque di Stabia per l’impasto del pane o diversificando l’utilizzo delle materie primecucinando ad esempio pesce povero,salvaguardando quindi quelle specie già troppo sfruttate, come il tonno o il cefalo”.

A supportare l’iniziativa, conclusasi con la due giorni dello scorso fine settimana a Castellammare di Stabia tra cooking show e laboratori sulle materie prime (grano, olio, acqua e pomodorini). Sono intervenuti infatti numerosi chef stellati italiani: Mauro Uliassi, 3 stelle Michelin di SenigalliaVincenzo Guarino, 1 stella Michelin del Mandarin Hotel del Lago di ComoPietro D’Agostino, 1 stella Michelin di La Capinera di TaorminaNino Di Costanzo, 2 stelle Michelin del Danì Maison di Ischia; Domenico Iavarone, già in guida Michelin del Josè Restaurant di Torre del Greco; Alfonso Porpora del brand innovativo Pastabar Leonessa dell’Interporto di NolaDomenicoDe Gregorio, chioccola d’oro Slow Food dLo Stuzzichino di Sant’Agata sui due GolfiGennaro Esposito, 2 stelle Michelin de La Torre del Saracino di Vico Equense; Maicol Izzo, 1 stella Michelin di Piazzetta Milù di Castellammare di Stabia, Nunzio Spagnuolo del ristorante Rada di Positano e Vincenzo Del Sorbo del Pompei Magno di Pompei. Tanti i protagonisti del mondo del Food, dal mondo dell’editoria con la scrittrice Cinzia Scaffidi e la giornalista Santa Di Salvo, al mondo dei profumi con Hilde Soliani, l’artista dell’Olfatto e del Gusto; dai laboratori tecnici sul Grano che Cresce con il metodo nobile con Oscar Leonessa, Roberto Rubino e Fosca Tortorelli, ai percorsi sensoriali sulla pizza con l’Associazione Pizza Napoletana Gourmet coordinati da Michele Armano del Gambero Rosso in sinergia con Cristina Basso, esperta di Gluten Free, Salvatore Kosta, esperto di idratazione degli impasti, la famiglia Acciaio, fondatrice dell’Associazione, e Giancarlo Panico, vicepresidente dell’Associazione. Non sono mancati momenti dedicati allo spettacolo con il giornalista Giuseppe Giorgio e l’attrice Nunzia Schiano. I focus su birre in purezza con il Bier Sommelier Gilberto Acciaio e Antonio Maturo del pub stabiese Maracanà. E infine dolci sapori e assaggi per i più piccoli con il latte di mandorla di Mennella, il Pann di Bufala di Anna Chiavazzo dIl Giardino di Ginevra e i progetti Alimentari per i bambini della giornalista Rosaria Castaldo. 

“Ringraziamo i colleghi giornalisti che hanno partecipato e che continueranno a seguirci nelle prossime tappe – spiegano Bianca D’Antonio e Filomena Petrella, del team tecnico organizzativo del Mediterranean Cooking Congress – ricordiamo che è possibile registrarsi fin da ora per il prossimo viaggio,inviando un’email a info@cookingcongress.come aderire alla raccolta fondi per l’Associazione Marevivo e la promizione dei progetti per la tutela del mare”.

Tra i giornalisti in prima linea: Enzo Vizzari, direttore di Le Guide ai Ristoranti di L’Espresso, Fausto Arrighi già direttore per 23 anni della Guida Michelin, Eduardo Raspelli di Mela Verde, Gabriele Principato di Il Corriere della Sera, Alessandra Natali di TvCaffe’24, Nerina di Nunzio di Food Confidential e La7, Aniello Sammarco dell’Ansa, Dario Sautto della rivista 30Nodi e tanti altri esperti di mare e di Gusto. 

E in questo scenario di festa e condivisione di buoni sapori e’ stata avviata la raccolta fondi che continuerà nei prossimi mesicon cene conviviali stelle coste italiane e con un contest innovativo dedicato alla Medusa. Grazie infatti alla sinergia avviata negli ultimi anni tra Associazione Marevivo, CNRISPA e lo chef stellato Gennaro Esposito, la Medusa oggi rientra tra gli alimenti ufficiali ministeriali; quindi comparirà ufficialmente nei menù italiani. A tale riguardo sarà realizzata una pubblicazionecon i suggerimenti degli chef su ricette ed ingredienti da abbinare a questo alimento ricco di proteine. Le ricette vanno inviate all’Associazione Marevivo per la pubblicazione sul suo istituzionale www.marevivo.it e sui siti www.gustomediterraneo.it e www.cookingcongress.com. Tra le tante ricette, i referenti di Marevivo ne selezioneranno alcune per una pubblicazione europea su come cucinare la Medusa.

“La Medusa, che ancora non fa parte della nostra tradizione culinaria, è un cibo prelibato in altri Paesi, soprattutto in quelli Orientali. Marevivo, già nel 2013, attraverso il progetto La Tavola Blu finanziato dal Ministero dell’Ambiente, lanciò la sfida, raccolta dal famoso chef Gennaro Esposito che durante un cooking show preparò un piatto a base di meduse – racconta Rosalba Giugni, Presidente Nazionale dell’Associazione Marevivo – Dagli studi del nostro vicepresidente decano, il professorFerdinando Boero, Professore di Zoologia all’Università Federico II di Napoli, insieme al professor Stefano Piraino dell’Università del Salento e la dottoressa Antonella Leone del CNR-ISPA, sono emerse le ragioni del proliferare di questi organismi in quasi tutti i mari del mondo. Le meduse tropicali arrivano in Mediterraneo a causa dell’aumento della temperatura, facilitate dall’allargamento del Canale di Suez. In generale, però, è la sovrapesca a determinare l’aumento di questi esseri gelatinosi. Le larve e gli stadi giovanili dei pesci, proprio come le meduse, mangiano plancton. Se peschiamo troppi pesci, diminuiscono anche le loro larve e rimane più plancton per le meduse, che di conseguenza aumentano”. 

Il consumo di meduse a scopi alimentari potrebbe dunque determinare un riequilibrio e mitigare la moltiplicazione delle meduse. Da qui il progetto: “Diamo una mano, mangiamole anche noi!”.

“Questi esseri gelatinosi ed eleganti sono ricchi di proteine e collagene – spiega Gennaro Esposito, chef 2 stelle Michelin dLa Torre del Saracino di Vico Equense – elementi preziosi per la dieta umana. Come la cappella del fungo porcino, così la testa della medusa, che ha la stessa forma, potrebbe diventare un dono prelibato offerto dallaNatura”.

E dal 2019 la Medusa rientra tra gli alimenti ufficialmente riconosciuti dal Ministero e per promuoverne l’utilizzo si è svolto il contest di Marevivo con il Mediterranean Cooking Congress “Cucina la Medusa”, lanciando un appello a tutti coloro che si vogliano cimentare nella sperimentazione di ricette culinarie, con lobiettivo di arricchire di gusto e bellezza di questo alimento. Si potranno mandare foto e ricette del piatto all’Associazione Marevivo che ne farà un ebook da divulgare.

Intanto il team della By Tourist si prepara ai prossimi appuntamenti del Med Cooking: a settembre a Venezia per un press tour tra gli ecosistemi di questo affascinante arcipelago, in Grecia per un fam Trip e infine in Sicilia 28/29/30 ottobre per navigare sullo Stretto di Messina con tappa a Taormina e sulle vie dell’Etna con 10 chef di diverse Nazioni del Mediterraneo. 

Per registrarsi e ricevere il programma inviare email a info@cookingcongress.com

MEDITERRANEAN COOKING CONGRESS

www.cookingcongress.com 

info@cookingcongress.com 

Instagram – MedCookingCongress

Twitter – Med_Cooking_Congress

Facebook – Mediterranean Cooking Congress

 

Ufficio Stampa:

Luisa Del Sorbo

“La tradizione si perpetua attualizzandosi, nel rispetto della felicità del cliente” – Giovanni Sorrentino

In giro per l’Europa per formarsi e crescere professionalmente da quando aveva solo 19 anni, lo chef Giovanni Sorrentino ha arricchito così il suo bagaglio professionale confrontandosi con disparate realtà di ristorazione: “Dal ristorante stellato al locale di tavola calda, ho sempre avuto da imparare sotto il profilo sia lavorativo che di crescita personale e culturale” racconta il titolare e chef del Gerani Ristorante a Santa Maria della Carità, in provincia di Napoli.

Il ristorante è imperniato dell’economia locale del territorio prossimo al borgo campano, lo testimonia una ricca biodiversità di prodotti che vengono impiegati nelle preparazioni tradizionali: molte apprese in ambito familiare ma sempre interpretate in chiave attuale. Costituiscono un interessante esempio i mezzanelli allardiati: “si pensa subito a un piatto untuoso, data la presenza del lardo – afferma lo chef Sorrentino – è un piatto della memoria che viene attualizzato con prodotti freschi del territorio come il pomodoro San Marzano che è originario dell’Agro Nocerino Sarnese”.

mezzanelli

Mezzanelli allardiati

La cucina è valorizzazione del territorio.

Il territorio campano è una colonna portante per il principio di buona alimentazione adottato dal ristorante: “la cucina campana può contare su un bacino di materie prime di eccellenza – spiega il ristoratore  – a queste si unisce una cultura gastronomica millenaria che, come quella partenopea, riceve gli influssi dalle denominazioni straniere che si sono succedute nei secoli della storia”. Anche il fattore climatico favorevole contribuisce a rendere il territorio campano in grado di sviluppare il potenziale organolettico dei prodotti agroalimentari, per questo la ricchezza si trova dietro l’angolo e in ogni stagione dell’anno: “Promuoviamo una stagionalità rigida per l’approvvigionamento dei nostri prodotti – sostiene Sorrentino – comparirà nel menù solo ciò che cresce nel territorio e nel mare”.

La cucina intesa in questi termini diventa strumento di valorizzazione delle piccole produzioni locali e riscoperta delle nicchie di prodotti che rischiano di scomparire: “la bravura del cuoco, oltre a saper scegliere la cottura che valorizzi le materie prime, consiste nel rivalutare alcune categorie di prodotti e favorirne il reinserimento nel mercato – spiega il titolare del Gerani Ristorante – il Carciofo violetto di Castellammare e il Fagiolo Mustacciello sono due esempi di ortaggi riportati in auge”.

Il valore della comunicazione in sala.

Per ristorazione di qualità oggi si intende una combinazione di buone materie prime ed esperienza ottimale creata per il cliente: “La ristorazione non dovrebbe essere esibizionismo culinario degli chef, ma attenta predisposizione al servizio dei clienti” conferma Sorrentino. Un ruolo importante è giocato dall’accoglienza del personale di sala, che nel ristorante di Santa Maria della Carità è svolto con competenza da Regina, moglie del titolare. “Insieme io e mia moglie creiamo una sinergia efficace sui due fronti, cucina e sala. Il lavoro  di Regina è fondamentale per rendere speciale il soggiorno dei clienti – spiega lo chef – la capacità di accogliere con empatia e interfacciarsi in modo spontaneo al pubblico la rendono la padrona di casa del ristorante”.

Il Gerani è un ristorante che lascia il ricordo di un’esperienza di convivialità, in un ambiente dove predomina l’entusiasmo di ricevere gli ospiti e una cucina a base materie prime di qualità: i piatti della tradizione sono aggiornati secondo gli standard di qualità del presente.

 

 

 

“Un aspetto importante della professionalità del pizzaiolo è l’amore che egli trasmette all’impasto con il suo tatto” afferma Giovanni Senese, pizzaiolo originario di Napoli ma sanremese di adozione: nella città ligure lavora nella pizzeria Al Sessantuno, portando tutto il suo bagaglio di esperienza e il pieno coinvolgimento nel mestiere che svolge con passione.

“L’impasto per la pizza è una creazione che cerco sempre di assecondare nei suoi tempi di lievitazione e maturazione” spiega Senese. Si apprende che è importante gestire i tempi di lievitazione attraverso il metodo di impasto più adatto alle esigenze del lavoro. Giovanni Senese utilizza il metodo diretto:

“Il vantaggio del metodo diretto è quello di ottenere un buon prodotto di farina e allo stesso tempo gestire una grande mole di lavoro” spiega l’artigiano della pizza. “Siamo a pochi passi dal Teatro Ariston di Sanremo e la posizione spiega un notevole flusso turistico che genera clientela nella mia pizzeria “ ha proseguito.

L’attenzione ai tempi di cottura e la selezione di materie prime di qualità sono accorgimenti che non possono mancare nella quotidianità lavorativa di un bravo pizzaiolo: “la bontà dell’impasto e la giusta cottura sono fattori importanti per la riuscita di un prodotto finale qualitativamente buono” afferma Giovanni Senese. “Per il condimento della pizza ciascun operatore sceglie la sua tipologia di prodotti – prosegue – l’importante è che si punti sempre sulla prima qualità. La percezione positiva che i clienti hanno del prodotto è motivo di soddisfazione e sfida quotidiana per chi ama questo mestiere” conclude Senese.

Dalle parole del pizzaiolo emerge l’aspetto del coinvolgimento nel mestiere. Il lavoro viene svolto come una missione quotidiana e crescita professionale insieme alla propria azienda: “ogni mattina mi pongo l’obiettivo di arrivare a fine serata vedendo i clienti contenti del mio operato e il locale in cui lavoro raggiungere alti livelli. Il coinvolgimento nel mestiere è motivo per porsi nuovi obiettivi in una visione crescente: non si finisce mai di imparare” afferma il pizzaiolo di Sanremo.

Grande importanza viene dedicata anche all’aspetto umano del pizzaiolo che non potrà mai essere sostituito dal più avanzato dispositivo di tecnologia alimentare: “il pizzaiolo è in grado di trasmettere il suo amore nel prodotto che crea e di dare al cliente un’accoglienza insostituibile, spiegando la qualità di impasto e le caratteristiche della pizza”, spiega Senese. Si comprende che in questo modo viene meno la barriera tra cliente e azienda e si favorisce un rapporto basato sulla fiducia e la qualità del servizio.