La Chioccia D’Oro nel cuore del Cilento, precisamente a Novi Velia, che racconta l’identità territoriale attraverso i piatti.

Parliamo oggi di una terra che è presidio dello slow food internazionale: il Cilento ;luogo ancora incontaminato ricco di contrasti e di piacevoli ed inaspettate sorprese gastronomiche.

Allontanandosi un po’ dai coloriti fasti di Capri, Ischia e Napoli, scendendo un po’ più giù, dopo l’incantevole costiera amalfitana cominciamo a sentire i profumi degli alberi di gelso e i sapori forti e corposi della mozzarella fresca a pasta filata, l’apprezzatisima zizzona di Battipaglia. Ed è qui che comincia il nostro percorso. Pochi chilometri dopo ci troviamo proiettati nell’ormai noto film cult Benvenuti al sud, a santa Maria di Castellabate, o più che altro Benvenuti nel Cilento! Territorio dalle mille sfaccettature, nel quale possiamo gustare il pesce azzurro e la carne di capretto portata dai contadini e il capicollo “con la lacrima”. Eletto dal pluripremiato biologo statunitense Keys negli anni 70 come patria simbolica della dieta mediterranea, basata su alimenti collegati ai cosiddetti “piatti poveri”(legumi, verdure, pesce azzurro, cereali) ma in realtà ricchissima di nutrienti indispensabili, nella quale padroneggia l’incontrastato olio d’oliva, e luogo mondiale nel quale persiste una delle più alte percentuali di centenari e ci sarà un perché…

Se siamo quello che mangiamo, in questo lembo della Campania è ancora più vero. Ed è a Vallo della Lucania, centro focale di questo territorio, che nasce nel lontano 1979 la Chioccia D’Oro. L’idea è di Giovanni Positano, appena ventitreenne, e della fidanzata Maria Grazia De Cristofaro, che abbandona il lavoro di commessa per seguire la sua passione per l’arte culinaria, supportata nel corso degli anni dalla presenza dei nonni, indispensabili a quei tempi per la crescita dell’ attività.

La cucina del ristorante è ben lontana dalle mode del momento (sulle tavole dei ristoranti i must have erano le pennette alla vodka, il risotto mare e monti, l’aspic e le gelatine) dove, invece, la parola chiave è il territorio, inteso a 360 gradi, in tutta la sua espressività, dalla materia prima alla presentazione del piatto.

E’ questo l’ orientamento che ha portato questo ristorante a diventare un punto di riferimento per le persone che vivono in Cilento e ben oltre. Cavallo di battaglia e piatto simbolo del ristorante sono i “Nidi”: croccante girella di pasta arrotolata con besciamella e prosciutto cotto, serviti in un tegamino di terracotta e ragù di carne, specialità che nell’immaginario collettivo riporta dal 1979 ad oggi direttamente con la mente e i ricordi allo spirito del ristorante.

E passiamo alle origini del nome che gli è stato dato, davvero da favola. Si rifà a una leggenda longobarda, di un grosso masso di arenaria che si trova di fronte alla struttura, a Novi Velia, che è un paese fondato proprio dai longobardi. In una notte durante l’ invasione longobarda si narra che dalla fessura della grande pietra si intravedesse una chioccia con i suoi pulcini d’oro. Da qui l’idea del nome.

Nel corso di questi anni il prestigio, la fama e le soddisfazioni sono state tante e l’evoluzione dei piatti si è accresciuta sempre di più, rimanendo però sempre fedele al territorio e alle sue eccellenze. La ventata di freschezza arriva con Rosa, la figlia dei fondatori, la quale dopo la laurea in comunicazione a Roma decide di tornare alla sua terra, inserendosi con gradualità attraverso un’accurata formazione sui cibi e diventando anche un’ esperta sommelier ed assaggiatrice di formaggi. La sua è una costante ricerca delle materie prime, protagoniste dei piatti del menu, rispettando sempre la filosofia del chilometro zero e della stagionalità.

La cucina è di terra: carni rosse e bianche di primissima scelta da fare sulla brace, verdure di stagione, pasta fatte in casa, come i famosi fusilli col ferretto e accompagnati dalla braciola di vitello arrotolata con aglio e prezzemolo e cotta per circa 5/6 ore in una passata di pomodoro, come la tradizione del ragù maritato cilentano comanda. O il tenero coniglio disossato con verdure di stagione e funghi porcini. E ancora tanti primi piatti e secondi in una raccolta che identifica un percorso il quale, attraverso tutta questa carrellata di pietanze, non racconta soltanto l’identità del locale ma anche quella di un territorio nelle sue evoluzioni.

LA CHIOCCIA D’ORO

VIA BIVIO NOVI VELIA- VALLO DELLA LUCANIA(SA)

0974-70004

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