L’azienda Capolino Perlingieri dal 2003 produce i vini del Sannio

Nel cuore del Sannio si erge l’azienda di Capolino Perlingieri che ha fatto della coltivazione biologica il proprio fiore all’occhiello.

L’azienda Capolino Perlingieri nasce nel 2003, quando Alexia Capolino Perlingieri decide di lasciare la caotica Milano e il suo lavora di investment banker per dar vita ad un’azienda che non aveva nulla a che fare con la sua attività, ma lo aveva con le sue radici. 

La nascita dell’Azienda

“Nel 2003 ho lasciato Milano e il lavoro per riprendere un’attività, oramai interrotta, che per mio nonno e mia madre era stata poco più di un hobby: il vino”. Così Alexia Capolino Perlingieri racconta la nuova vita e aggiunge: “Dall’ultima vendemmia di mia madre, nel 1987, il mondo era cambiato e quello enologico non faceva eccezione. Così sono ripartita da zero, o quasi. Ho acquistato nuovi terreni, ripiantato quelli obsoleti, costruito una moderna cantina, selezionato un enologo con cui condividessi la mia idea di vino, e affiancato gli operai nel lavoro in campagna per capirne dinamiche e complessità”.

L’Azienda oggi

Prende vita così l’azienda e un sogno che oggi conta dodici ettari di vigneto e cinque di uliveto in agricoltura biologica. L’azienda si trova nel Sannio, un territorio fortemente rurale dove i vigneti e gli uliveti dominano sulle altre coltivazioni. L’azienda si trova ai piedi degli Appennini, al confine tra Campania, Puglia e Molise. “Ho scommesso sul patrimonio di varietà autoctone campane – scrive Alexia Capolino Perlingieri – perché credo che la peculiarità di un territorio sia la sua ricchezza. Soprattutto in un mondo globale”.

I prodotti biologici e la mission

I nostri vini, così come olii extravergini – racconta Capolino Perlingieri – provengono solo da uve e olive di produzione aziendale e con il processo produttivo che seguiamo, possiamo garantire la qualità e la coerenza nel tempo di ogni singola bottiglia”. I vigneti, in particolare, si trovano nel territorio di Solopaca e la forma di allevamento è il guyot, singolo o doppio. La caratteristica della produzione aziendale è sicuramente il biologico. “Ritengo che evitare di usare prodotti di sintesi o l’irrigazione forzata – dice Alexia Capolino Perlingieri – permetta di ottenere frutti più sani e buoni e quindi anche minore necessità di intervento in sede di trasformazione dell’uva in vino”. La mission aziendale, racconta Capolino Perlingieri, “è produrre vini dal gusto autentico e senza estremismi. Per questo motivo i miei vini sono filtrati, utilizzo lieviti selezionati, aggiungo solfiti nella misura minima necessaria e non cercherò di convincervi che un difetto sia invece da intendersi come una caratteristica distintiva”.

I vini

L’azienda produce sette etichette e l’ultimo nato in casa Capolino Perlingieri è un IGT Campania Aglianico, che esula dal tradizionale metodo di lavorazione delle lunghe estrazioni, legno, tannini evidenti e alto contenuto alcolico. “Col Brizio – dice Alexia – ho voluto stravolgere la tradizione, ringiovanendo il vitigno e le sue modalità di consumo. Ecco allora un Aglianico succoso ed invitante, tannino morbido, vinificato in acciaio per un consumo immediato anche fuori dai pasti e indirizzato ad un pubblico giovane. Il nome Brizio è un omaggio alla mia bisnonna materna, Carolina Brizio, grazie alla quale oggi posso abitare il meraviglioso Casino Brizio”.

Brizio – IGT Campania Aglianico

Questo vino nasce da uve Aglianico 100% coltivate su un terreno sabbioso con medio scheletro su un impianto guyot singolo. La raccolta è manuale durante la seconda decade di Settembre, previa vendemmia verde a Luglio. La vinificazione avviene attraverso la selezione degli acini, fermentazione a temperatura controllata in acciaio con fallature manuali giornaliere e pressatura soffice. Segue l‘elevazione in acciaio per 8 mesi, l’affinamento in bottiglia per almeno 3 mesi, mentre l’invecchiamento da bere preferibilmente tra i 3 e 36 mesi dall’imbottigliamento. Questo vino si presenta di colore rosso rubino con note violacee, un profumo di viola, prugna e visciola matura, mentre al palato il gusto, con buona acidità, è armonioso ed equilibrato tra struttura e morbidezza.

Preta – IGT Campania Falanghina

Il Preta è una Falanghina 100%, il cui nome significa “pietra” ed evoca la caratteristica del terreno di provenienza del vino. “Nella mia interpretazione – dice Alexia – questo vino è senza fronzoli, pulito, diretto, lavorato solo in acciaio e col minimo intervento in cantina. La sua immediatezza si presta sia in abbinamento con piatti a base di pesce che da aperitivo”. Raccolta delle uve è manuale e avviene durante l’ultima decade di Settembre, previa vendemmia verde a Luglio. La vinificazione previa selezione degli acini è seguita da una breve macerazione pellicolare e dalla successiva pressatura soffice. Chiarifica per decantazione naturale e la fermentazione è a temperatura controllata con lieviti selezionati. Senza fermentazione malolattica. Batonnage delle fecce fini per 3 mesi. L’elevazione è in acciaio per 8 mesi e l’affinamento in bottiglia per almeno 3 mesi. Segue l’invecchiamento da bere preferibilmente tra i 6 e 24 mesi dall’imbottigliamento. Il presta si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdi. Al naso presenta un profumo fine, fruttato con sentori di frutti bianchi, verdi, cedro, bergamotto e mela. Il gusto suggerisce la buona struttura integrata da un volume che si equilibra in una fresca acidità, con un retrogusto fruttato lungo e persistente con buona sapidità.

Talento – Sannio Aglianico DOC

Questo vino dalla maturazione tardiva, dalla buccia sottile e la sensibilità all’oidio rendono l’Aglianico un vitigno difficile da lavorare. Per questo dice Alexia Capolino Perlingieri “il Talento è il nostro fiore all’occhiello, viene prodotto solo nelle annate che permettono maturazioni chimiche e fenoliche ottimali”. Le uve sono 100% Aglianico coltivate a guyot singolo su terreno argilloso vulcanico. La raccolta è manuale tra la prima e la seconda decade di Ottobre, previa vendemmia verde ad Agosto. La vinificazione tavolo di selezione degli acini, mentre fermentazione è a temperatura controllata in tini di legno di Allier da 50 hl, con follature manuali giornaliere. Non viene effettuata alcuna pressatura. Sono presenti lieviti indigeni e fermentazione malolattica. L’elevazione si ha in tonneaux di rovere francese per 24 mesi e l’affinamento in bottiglia per almeno 24 mesi, seguito da un invecchiamento da 2 a 15 anni dall’imbottigliamento. Il Talento si presenta dal colore rosso rubino scuro con note violacee, mentre il profumo è di viola, prugna e sottobosco speziato. Al palato il gusto evoca tannini soffici, note di cuoio, liquirizia e cioccolato.

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Amalia Vingione

Amalia Vingione è laureata in Lettere Moderne presso l’Università Federico II di Napoli e presso lo stesso Ateneo consegue la laurea specialistica in Filologia Moderna con indirizzo in Italianistica. Consegue un Master in Editoria e Comunicazione presso il Centro di Formazione Comunika di Roma. Attualmente lavora come Editor e Copywriter per diverse Case editrici e Giornali e si occupa di Comunicazione per enti e associazioni.
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