Con la guida 2026 relativa alle Migliori 350 Pizzerie della Campania, curata dal giornalista e critico enogastronomico Luciano Pignataro e con la collaborazione della giornalista Antonella Amodio, si è svolta a Gustus, presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, una cerimonia dal profumo di impasto ma anche dal più saporito successo. Ecco l’elenco completo delle pizzerie insignite dai celeberrimi galletti.
Elenco completo dei 3 Galletti
Dopotutto, la consegna dei 3 Galletti, il massimo riconoscimento della Guida alle Pizzerie 2026 del Mattino, non rappresenta solotanto un premio, ma un tributo al patrimonio gastronomico della Campania, un inno al lievito, al fuoco e all’arte del pizzaiolo.
Quest’anno, 68 pizzerie provenienti da ogni angolo della regione hanno raggiunto il traguardo. Dai vicoli stretti di Napoli ai colli dell’Irpinia, dal verde del Beneventano alle coste salernitane, ogni locale rappresenta un frammento essenziale della storia della pizza campana.
Napoli: il cuore della pizza
Nella città dove la pizza è quasi un rito, 21 pizzerie ottengono il riconoscimento più alto. Ci sono nomi mitici, come Antica Pizzeria Da Michele, e icone contemporanee come 10 Diego Vitagliano e 50 Kalò di Ciro Salvo. Si aggiungono poi 1947 Pizza Fritta di Vincenzo Durante, Brandi, Bro (di Antonio e Ciro Tutino), Concettina ai Tre Santi, Franco Gallifuoco, Gaetano Genovesi, Gorizia 1916, La Masardona, La Notizia, Mary Rose, Palazzo Petrucci, Pizzeria del Popolo, Pizzeria Salvo, Sorbillo, Teresa Iorio, Vincenzo Capuano e Zi Teresa. Ognuno di questi luoghi è un mondo a sé, un angolo dove la tradizione incontra la maestria.
Provincia di Napoli: storie di quartieri, forni e passione
Ma la pizza non è solo Napoli città. Nei comuni attorno si trovano gemme che portano avanti la fiaccola del gusto: Gaetano Paolella ad Acerra; La Bottega di Bruner a Cardito; I Caporale a Casalnuovo; Farinati a Casavatore; I Vesuviani a Castello di Cisterna; Gianfranco Iervolino Pizza e Fritti; Capitolo Pizza a Palma Campania; Pizzaingrammi a Pozzuoli; Maturazioni a San Giuseppe Vesuviano; I Fontana a Somma Vesuviana; e PIGreco a Volla. Luoghi in cui la storia del quartiere si intreccia con il profumo della farina.
Avellino: quando la pizza incontra l’Irpinia
Nel cuore dell’Irpinia, la pizzeria Il Testone emerge per la sua solidità e la sua passione, mentre Giovanni Grimaldi, a Grottaminarda, trasforma ogni palato in un viaggio fra fermentazioni sapienti e ingredienti locali.
Benevento: il segreto di una pizza antica
A Benevento, tre indirizzi conquistano il podio: Di Stora ad Arpaia, La Pineta a Castelvenere, e Il Segreto di Pulcinella a Montesarchio. Ogni nome evoca storie di boschi, leggende e impasti capaci di raccontare radici profonde.
Caserta: eccellenza e innovazione
Caserta si fa sentire con guizzi di talento: Cambia-menti, Decimo Scalo, I Masanielli (Francesco Martucci e Sasà Martucci), Il Monfortino, La Bolla. In provincia, Carlo Sammarco ad Aversa, La Contrada sempre ad Aversa, Antica Osteria Pepe a Caiazzo, Pepe in Grani a Caiazzo, Doro Gourmet a Macerata Campania, Lombardi a Maddaloni, Pizzeria del Corso a Pietramelara, Da Lioniello a Succivo, e Olio e Basilico a Vitulazio. Sono voci diverse, ma unite da un solo fuoco: il forno.
Salerno e dintorni: tra costa e colline
Sul litorale salernitano, brillano Don Antonio, Giagiù, Gli Esposito, Le Parule a Marina d’Arechi, e Madia. Nella provincia, i pizzaioli più audaci si trovano in posti come DieciNoni ad Agropoli, Carlo Fiamma ad Amalfi, Diegustibus a Baronissi, L’Ammaccata e L’Arte Bianca della Pizza a Casal Velino, Prisco a Cava de’ Tirreni, Robertino Cupo a Palomonte, I Borboni a Pontecagnano, Lievita anch’essa a Pontecagnano, San Francisco a Tramonti e Stratto Pizza a Vallo della Lucania. Qui la pizza respira il profumo del mare e della brezza collinare.
I premi speciali: i riconoscimenti che raccontano storie
Non basta tuttavia assegnare i Galletti; la Guida del Mattino premia anche storie personali, innovazioni e carriere, proprio come le seguenti:
•Jessica De Vivo riceve il titolo di Pizzaiola dell’Anno, un tributo alla sua passione e abilità.
•La Pizza d’Autore va alla fritta di Die’ Gustibus, che affina il suo linguaggio creativo.
•La Pizzeria dell’Anno è Antica Pizzeria Da Michele, simbolo eterno del gusto sincero.
•Come Novità dell’Anno viene eletta Decimo Scalo, un luogo che sa rinnovarsi senza tradire le radici.
•La miglior carta dei vini è di DieciNoni, mentre la miglior carta delle birre spetta a I Borboni.
•Per la carta degli oli, il premio è alla pizzeria Salvo.
•Il Premio alla carriera celebra Enzo Piccirillo e La Masardona, teste coronate di una lunga storia di forno.
•Sul fronte della comunicazione social, si impone Testone di Avellino, mentre la Panetteria dell’Anno è Rescigno.
Un racconto corale
Questa mappa di 68 pizzerie non è soltanto una classifica. È un racconto corale: ogni locale è un capitolo, ogni pizzaiolo un narratore, ogni impasto un verso. In Campania, la pizza vive, respira, narra. Non è solo cibo, ma cultura. Non è solo forno, ma memoria.
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Redazione La Buona Tavola
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