Limoncello: se la vita ti da limoni…

Com’è fatto

Il limoncello è tra i liquori più apprezzati a fine pasto, è ottenuto da pochi e semplici ingredienti che però sono essenziali. Si ha infatti dall’infusione in alcool delle scorze di limone a cui si aggiunge uno sciroppo di acqua e zucchero.

La semplicità della ricetta, tuttavia, non deve trarre in inganno. Affinché il risultato sia dei migliori c’è infatti bisogno di materie prime di qualità. Innanzitutto il limone. Per “l’autentico” limoncello si deve utilizzare lo “sfusato amalfitano IGP” o il “femminiello sorrentino”. Il primo ha la caratteristica forma “affusolata”, la polpa succosa e un’acidità moderata, mentre il secondo ha la buccia omogenea di un bel giallo e pochi semi al suo interno.

Origini del limoncello

C’è chi fa risalire l’origine di questo liquore in epoca romana, a causa di alcuni affreschi ritrovati negli Scavi Archeologici di Pompei. Secondo altri invece, risalirebbe al periodo delle incursioni saracene, prima dell’anno mille, quando contadini e pescatori erano soliti a berne un sorso prima di affrontare il gelo mattutino andando a lavoro.

Vi è anche una tesi secondo cui una prima “specie” di questa bevanda fu introdotta dagli arabi, poiché i primi a coltivare i limoni furono i popoli del Medio Oriente. Un’altra versione ne attribuisce la paternità ai monaci certosini, che avrebbero appreso la ricetta dalle sirene. Al di là delle varie versioni, l’unica cosa “certa” è che sia nato nella zona tra Amalfi, Capri e Sorrento.

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limoncello

Nome

Il nome “limoncello” deriva poi dal vezzeggiativo con cui i Sorrentini chiamavano i limoni. Tuttavia il termine venne “codificato” nel Novecento, dall’albergatrice caprese Maria Antonietta Farace, che era solita servire la bevanda ai suoi ospiti. In seguito, furono i figli e i nipoti della signora ad avviare una piccola produzione di limoncello.

Usi del limoncello

Questo liquore è perfetto come fine pasto, ma può essere “consumato” anche da solo o come ingrediente, specialmente nei dolci. Viene molto usato, per esempio, come “bagna” per pan di spagna e basi di torte, o se ne può usare una goccia nella crema per renderla ancora più aromatica. Perfetto è l’abbinamento con il cioccolato o con dei biscotti secchi a base di mandorla; ma l’abbinamento che in Campania va per la maggiore è l’accoppiata limoncello-babà. Provare per credere!

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limoncello e babà

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Simona Celentano

Sono un'appassionata di scrittura e libri. Mi interessa anche il cibo, specialmente ciò che riguarda le origini storiche e le tradizioni che accompagnano un piatto.

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