A Catania si può gustare il meglio della cucina regionale. La sua doppia anima montuosa e marinara regna anche sulle tavole della città. A tal proposito basti pensare che ristoranti dove si mangia carne di cavallo e quelli dove si mangia frittura di pesce spesso sono distanti pochi metri. All’ombra dell’Etna, mentre si passeggia tra le viuzze strette e dal fascino decadente del centro storico, si assaporano scorci da cartolina e dalle memorie antiche.
In città c’è l’imbarazzo della scelta. Dall’antipasto ai dolci, la gastronomia locale sa esattamente come sorprendere i turisti sia italiani che esteri. Sul lato dolci, come tutti sanno, i cannoli e la granita sono due scelte praticamente obbligate. Ma anche sul resto Catania non scherza.

La cucina locale
Partiamo subito da un presupposto: a Catania si dice “arancino”. Così è subito risolta la simpatica e atavica diatriba tra il termine al maschile e al femminile, quest’ultimo usato a Palermo. Tuttavia la questione può sembrare risolta all’occhio di un turista non siciliano: qualche anno fa l’Accademia della Crusca ha sentenziato che il termine da usare per questa pietanza è “arancina” e la cosa, ovviamente, ha scatenato non poche polemiche. Gli arancini a Catania si trovano ovunque, anche nei bar, e sono “belli grossi” a tutto beneficio delle storie sui social e della vostra pancia. Altro vantaggio degli arancini è che sono ideali per lo street food, un modo di vivere il cibo ormai globalizzato ma che a Catania è un dogma da molto prima che diventasse una moda. L’arancino catanese rispetto a quelli di altre città siciliane ha la forma vistosamente appuntita come a ricordare la sagoma dell’Etna.


Piatto simbolo della città tra i primi è la pasta alla norma, così chiamata in onore di un’opera del compositore Vincenzo Bellini, nato a Catania nel 1801. Per i secondi, oltre ai piatti a base di pesce, merita menzione la “questione” carne di cavallo sì, carne di cavallo no. Le opinioni quando si parla di questa carne sono sempre divise sia per motivi di empatia verso i cavalli che per semplice gusto. Ad ogni modo, la carne di cavallo a Catania la si trova un po’ dappertutto, specialmente nelle trattorie tipiche e nei mercati. Non mancano chioschi che fanno polpette di cavallo alla brace. Infine, come non citare gli squisiti cannoli e la sopraffina granita alla mandorla, specialità della zona. I cannoli classici sono ripieni di ricotta di pecora ma se ne trovano anche in altre varianti, come quella al pistacchio.

Cosa vedere in pochi passi
Catania è facile da raggiungere grazie ai voli delle compagnie aeree low cost dalle principali città italiane. Una volta atterrati vi basterà prendere l’Alibus che dall’aeroporto di Catania Fontanarossa vi porterà in centro. La prima tappa consigliata è certamente Piazza del Duomo. La magnifica facciata della Basilica Cattedrale di Sant’Agata, conosciuta anche come Duomo di Sant’Agata, domina la scena col suo stile barocco e neoclassico. Le prime fonti sulle sue origini risalgono addirittura all’XI secolo, a testimonianza delle antiche origini della città, in gran parte cancellate nel corso della storia a causa delle dei molti terremoti che hanno più volte costretto il popolo catanese a “ricostruirsi”.


Al centro della Piazza immancabile una sosta-selfie davanti alla Fontana dell’elefante, animale simbolo della città. A pochi passi da vedere la Fontana dell’Amenano (raffigurante l’omonimo fiume cittadino in forma di giovane) che accoglie i turisti nei vicoli del mercato locale. In questo dedalo di stradine affollate i banchetti vendono di tutto, dalle interiora al pescato del giorno (mercato storico Pescheria), dagli agrumi alla carne. Mercati di questo tipo sono sparsi in altri punti della città e non sarà difficile trovarli, almeno di mattina. Dalla Piazza del Duomo, scendendo da Porta Uzeda, si accede al Giardino Pacini che al mattino ospita il mercatino delle pulci. Oltre a manufatti e oggetti tra i più disparati sono molte le bancarelle di libri e si possono fare ottimi affari a buon prezzo.


Se invece dal Duomo si va verso via Etnea si attraversa il cuore moderno della città tra luci, fast food, bar e tantissimi negozi. Strada facendo si passa per Piazza Università che nel periodo natalizio ospita i classici mercatini e per la Basilica della Collegiata, altra opera d’arte in stile barocco risalente a metà Settecento. Continuando si raggiunge Piazza Stesicoro dove vi sono le rovine dell’Anfiteatro romano (i cui resti sono inglobati nello scenario urbano) e il monumento a Vincenzo Bellini. Infine, resistendo ancora un po’, verrete premiati dalla bellezza di Villa Bellini con i suoi spazi verdi, la vista sulla città e l’iconico chiosco.


Dove mangiare al volo in centro
Nel caso di Catania, molto simile in questo a quello di Napoli, non serve allontanarsi dal centro storico-turistico per gustare il meglio delle specialità locali. Nella splendida piazza del Duomo, all’angolo con via Garibaldi, è impossibile non notare Siccia, piccolo locale che offre un’ampia scelta di fritto di pesce. Da porzioni di frittura take away a gustosi panini, lo staff di Siccia prepara al momento pietanze a base di polpo, calamari, gamberoni e chi più ne ha più ne metta.


Sempre dal Duomo, andando verso l’inizio della centralissima via Etnea, vi sono uno di fianco all’altro Prestipino Cafè e Don Peppinu, due bar di classe dove fare colazione o aperitivo nel migliore dei modi tra una granita, un cannolo e un gelato artigianale. Percorrendo tutta via Etna fino a Villa Bellini si arriva alla pasticceria Savia, un punto fermo della visita gastronomica a Catania. Qui si possono assaggiare alcuni tra i migliori arancini della città da quelli succosi al ragù di carne a quelli ripieni di formaggio.


Mario Rafaniello
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