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“ Insieme per il Dormitorio ”: nella  IV edizione raccolti 14 mila euro a favore della “Casa di Sant’Antonio”

Grande partecipazione alla quarta edizione dell’evento enogastronomico di beneficenza, “ Insieme per il Dormitorio ”. Grazie alla generosità delle aziende sostenitrici, dei ristoratori, dei pasticceri che hanno donato le loro pietanze e alle circa 1000 persone che hanno partecipato entusiaste alla serata, sono stati raccolti, al netto delle spese, 14.507,88 euro.

Una vastità di pietanze, ricche di colori e profumi hanno caratterizzato la serata conclusiva della manifestazione del 3 febbraio scorso, organizzata dalla Comunità interparrocchiale di Brusciano, con il sostegno del Parroco, don Salvatore Purcaro e l’immancabile collaborazione degli chef Gennaro Langellotti e Tommaso Foglia.

Una quarta edizione sempre in crescendo, che ha fatto registrare un sempre più apprezzamento ed interesse da parte di persone accorse anche da oltre i confini della Campania e una sempre maggior partecipazione da parte di strutture del variegato mondo dell’arte culinaria.

Suggestive ricette hanno allietato il palato dei presenti. Particolari e sfiziosi piatti dai sapori della Costiera Amalfitana, dell’Emilia Romagna, della Basilicata, della zona nolana – vesuviana, dell’ Irpinia sono stati i veri protagonisti della serata.

Entusiasta don Salvatore Purcaro dopo la conclusione della quarta edizione: “Siamo contenti di vedere come negli anni questo evento sia cresciuto, come sta a cuore sempre a più persone il motivo che ci spinge a fare tutto questo. L’emergenza abitativa può essere contrastata solo tirando su strutture che possano dare accoglienza, assistenza e supporto, e attraverso “Insieme per il Dormitorio” stiamo cercando di fare proprio questo. Con il gruzzoletto raccolto in questa edizione riusciremo a fare un importante passo in avanti nella ristrutturazione dei locali destinati a diventare la Casa di Sant’ Antonio. Ringrazio tutti coloro che ci sostengono dalla prima edizione, coloro che hanno preso parte alla serata per la prima volta, ringrazio la comunità interparrocchiale di Brusciano per la dedizione alla causa, le Associazioni del territorio per l’impegno e Gennaro e Tommaso che ormai fanno parte della nostra grande famiglia”.

Domenica 12 gennaio alla scoperta della Valle dell’Irno. “ Di Food in Tour ” farà tappa a Baronissi

Dopo i Picentini, il progetto nato nel novembre 2017, si occuperà della promozione e valorizzazione delle attrattive culturali ed enogastronomiche dell’Irno

Aria di novità nel 2020 per Di Food in Tour , il progetto nato dalla sinergia tra il Gruppo CTG Picentia di Salerno e lo Studio PAMart-ProgettazioneCulturale operativo in Costiera Amalfitana. La Presidente dell’Associazione di promozione sociale Mina Felici, la Vicepresidente Annamaria Parlato e la Dott.ssa Maria De Vita responsabile del marketing territoriale hanno scelto come comune capofila dell’Irno, Baronissi. La Presidente provinciale del CTG Adele Cavallo ha espresso il suo entusiasmo in merito, dichiarando: “Un nuovo successo per Di Food in Tour anche nel 2020. Dopo i Picentini con i quali abbiamo instaurato rapporti di collaborazione presenti e futuri sia nella formazione ACA che nella promozione turistica dei piccoli borghi, adesso toccherà alla Valle dell’Irno, con l’augurio di riuscire a portare i tanti turisti campani curiosi di conoscere le belle realtà salernitane”. Anche la Dott.ssa Mina Felici ha voluto esprimere un pensiero a riguardo: “La nostra è stata un’intuizione felice in anni non sospetti. Arte e Cibo oggi sono un binomio indissolubile e molte associazioni nel salernitano hanno preso spunto dal nostro progetto. A livello regionale e nazionale pare che questa sia diventata la priorità, e cioè la valorizzazione dei piccoli borghi e la promozione del turismo lento. Noi ci auguriamo che vengano stanziati fondi o emanati bandi rivolti alle associazioni a sostegno di simili iniziative.

Prodotti tipici

Forti delle esperienze pregresse, anche in questo territorio lasceremo e lanceremo un segnale fortissimo affinché ci sia il recupero di tutto ciò che è prezioso e che spesso viene dimenticato e trascurato ma che fa parte del nostro orgoglio e della nostra ricerca identitaria. Ci tengo a sottolineare che ci stiamo muovendo con le sole nostre forze e grazie all’impegno e alla preparazione delle nostre professioniste che lavorano in sinergia per la buona riuscita dei tour”. Il Comune di Baronissi con grande interesse si è reso disponibile a sposare l’iniziativa domenica 12 gennaio, così come la Pro Loco e le Associazioni culturali presenti sul territorio “Archeologando Intour” “Casa della Poesia” e “Tutti Suonati”. A dare il benvenuto ai visitatori il Sindaco Gianfranco Valiante, il consigliere comunale Giuseppe Pasquile, delegato alle politiche del turismo e la Presidente della Pro Loco Maria Picarone. Dopo la colazione offerta dalla Pro Loco, le visite alla Villa Romana di Sava, al Convento francescano della SS. Trinità con la sua mostra di presepi, al Museo FRAC per l’arte contemporanea con la mostra Object Rituels e alla Villa Comunale con le Luci dell’Irno-Costellazioni infinite e il presepe artistico del Maestro Mario Carotenuto arricchiranno culturalmente il percorso, mentre quelle alla Cantina Renato Cosimato e al Birrificio dei Bardi approfondiranno le tematiche enogastronomiche. Le degustazioni di prodotti tipici delle aziende del territorio al pomeriggio, il pranzo presso l’Agriturismo Nonno Carmine a base di ingredienti della tradizione contadina e un “caffè letterario” presso la sede della Casa della poesia per conoscerne le attività a livello internazionale, saranno nutrimento per le menti e i palati dei buongustai. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà media partner dell’evento.

Cantine

Il CTG (Centro Turistico Giovanile) è un’ Associazione nazionale senza scopo di lucro che promuove e realizza un progetto educativo e di formazione integrale della persona, attraverso momenti di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla concezione cristiana dell’uomo e della vita, nel servizio alle persone e al territorio. Agisce nell’ambito del turismo giovanile e sociale, della cultura e dei beni culturali, dell’ambiente e del tempo libero, avvalendosi del metodo dell’animazione e rivolgendosi a tutte le fasce di età, in particolare a quelle giovanili. Nato nel 1949, il Ctg oggi si estende in tutta Italia con centinaia di realtà tra gruppi di base, circoli e centri di vacanza in località di grande richiamo turistico e naturalistico, con una rete diffusa di comitati provinciali e di consigli regionali, coinvolgendo ogni anno nelle proprie attività migliaia di persone. Il CTG è riconosciuto dal Ministero dell’Interno come Ente Nazionale con Finalità Assistenziali ed è altresì iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ulteriore riconoscimento ufficiale come Associazione è quello concesso dalla CEI. Il 2 marzo 2019 è stato stipulato un protocollo d’intesa con “I Borghi più belli d’Italia”, per valorizzare l’Italia e le sue bellezze e il 6 giugno 2019 con il MIBAC sull’educazione e formazione al patrimonio culturale.

Ufficio Stampa Annamaria Parlato

“ Cenando sotto un Cielo Diverso” getta le basi per la creazione di un laboratorio ludico – didattico per malati schizofrenici

cenando

 Il rispetto della diversità passa attraverso il buon gusto”: questo il claim della decima edizione di “ Cenando Sotto un Cielo Diverso”, evento di beneficenza che si è svolto domenica 30 giugno presso il Castello di Lettere. 130 professionisti dell’enogastronomia (chef, pizzaioli, pasticcieri, maestri panificatori, produttori) hanno allestito altrettante postazioni trasformando la roccaforte medievale in un borgo del gusto. Tra le proposte culinarie c’erano: piatti classici della tradizione napoletana come il “ciurillo imbuttunat e fritto” cucinato da “I dottori del fritto” (fiore di zucca fritto in olio extra vergine di oliva, imbottito con ricotta, basilico, provola di Agerola e ciccioli di maialino nero casertano); piatti tradizionali della regione Campania leggermente rivisti come gli spaghetti di riso alla Nerano (con fonduta di provolone del Monaco, cipolla rossa di Tropea caramellata e tartare di tonno, una ricetta dello chef Marco Nitride); la pizza nella sua versione più golosa, ovvero la montanara, che Aniello e Nicola Falanga hanno farcito con ricotta arricchita con gelsi e lavorata con menta, pepe e zeste di limoni del Vesuvio e spolverata con briciole di tarallo napoletano; pietanze dal profumo e dal sapore di mare come il salmone marinato allo zenzero con yogurt di bufala, aneto e lime, scarola riccia, ravanello e lampone, una ricetta dello chef Nunzio Spagnuolo al timone delle cucine del Rada di Positano; prodotti antichi come il “Panis Pompeii” di Carmelo Esposito, un pane dolce che veniva preparato dagli antichi romani per le occasioni importanti oppure mangiato a colazione; il cioccolato sottoforma di sofisticata pralina con ganache al nocino e ganache al cioccolato bianco racchiuse in un guscio fatto di cioccolato fondente e al caramello (la “Noce delle Streghe”, una creazione di Gianna Micco che si è classificata terza al concorso “Miglior pralina 2019”); la golosa torta del pasticciere Raffaele Caldarelli, una dolce miniatura del Castello di Lettere.
Tante le special guest intervenute all’evento, tra le quali: Luigi Libra, cantautore napoletano il cui primo disco “Terra Viva” è un inno alla “Campania Felix”; Luca Volpe, l’unico mentalista italiano ad essere riconosciuto a livello internazionale nonché volto televisivo di molti programmi in onda sulle reti Rai; Michele Selillo, promessa della musica napoletana reduce dalle partecipazioni come protagonista a spettacoli teatrali e musicali diretti e organizzati da Gianfranco Gallo (come ” Quartieri Spagnoli”) e a spettacoli e varietà dove si è esibito con nomi quali Caterina De Santis, Lucia Cassini, Saverio Mattei, Rosario Ferro e tanti altri; Nicola Coletta, modello e attore attualmente impegnato in un progetto radiofonico di Radio Studio Emme.
Quest’anno “ Cenando Sotto un Cielo Diverso” spegne 10 candeline – afferma Alfonsina Longobardi, ideatrice ed organizzatrice dell’evento -, in virtù di questa maturità anche l’obiettivo della manifestazione è diventato più importante: a partire da quest’edizione raccoglieremo i fondi necessari all’avvio di un laboratorio ludico – didattico per malati schizofrenici che sarà molto probabilmente allocato a Sant’Antonio Abate”.

Hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa: la show girl Ida Piccolo, che ha animato la serata intervistando ospiti e chef; il giornalista Antonio D’Addio in veste di direttore artistico; la delegazione campana della Fondazione Italiana Sommelier. Oltre all’associazione “Tra Cielo e Mare”, fondata da Alfonsina Longobardi, le atre associazioni coinvolte nel progetto sono: Disabili di Gragnano, L’Aliante, Abili alla Vita.

HospitalitySud: l’appuntamento rivolto all’hotellerie e l’extralberghiero.

A Salerno  la I° edizione di HospitalitySud:

l’unico appuntamento del Centro Sud dedicato alle forniture, ai servizi

e alla formazione per l’hotellerie e l’extralberghiero

Stazione Marittima, 21-22 marzo

La prima edizione di HospitalitySud, il Salone dedicato alle forniture, ai servizi e alla formazione per l’hotellerie e l’extralberghiero avrà luogo mercoledì 21 e giovedì 22 marzo a Salerno presso la prestigiosa location della Stazione Marittima di Zaha Hadid.

HospitalitySud, ideato e organizzato dalla Leader e promosso da Confcommercio Provincia di Salerno Federalberghi Salerno e Confindustria Salerno Gruppo Alberghi, Turismo e Tempo Libero, è l’unico appuntamento del Centro Sud Italia per gli operatori del mondo HoReCa, in particolare: hotel, resort, ville, dimore storiche, relais, country house, agriturismi, villaggi, camping, affittacamere, bed and breakfast, case vacanza, ostelli, centri benessere, terme, stabilimenti balneari.

I Visitatori avranno accesso GRATUITO (con la possibilità di registrarsi prima direttamente dal sito web www.hospitalitysud.it attraverso la piattaforma Eventbrite) al Salone Espositivo per incontrare le Aziende e ai Seminari di aggiornamento e di formazione e agli Incontri professionali su tematiche di interesse.

HospitalitySud

70 Espositori provenienti da 8 Regioni italiane (Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Toscana, Umbria, Veneto) in rappresentanza dei seguenti settori merceologici: abbigliamento professionale; articoli cortesia, lavanderia, biancheria e accessori da tavola, da letto, per bagno; branding, brand reputation, customer relationship, marketing, comunicazione; certificazioni, consulenza strategica, formazione, offerte di lavoro; design e complementi d’arredo per interno e esterno; elettrodomestici, elettronica di consumo e climatizzazione; food & beverage; gestori telefonici, telefonia fissa e mobile, impianti audiovisivi; materiali per l’edilizia (ceramica, sanitari, vetro); OLTA On Line Travel Agencies e metamotori; piattaforme integrate con booking engine e CRO Central Reservation Office, revenue management; progettazione e realizzazione interni, riqualificazioni; servizi energetici; servizi finanziari e assicurativi; social media marketing; tecnologie hardware e software di gestione; web advertising, web marketing, web design.

Oltre 40 tra seminari di aggiornamento e incontri professionali a cura di Organizzazioni di Categoria (Associazione Italiana Confindustria Alberghi, Federalberghi, Federterme), Espositori, Ordini Professionali della Provincia di Salerno (Architetti, Commercialisti e Ingegneri, con il rilascio di crediti formativi professionali) e la presentazione del libro “Il Cigno nero e il Cavaliere bianco. Diario italiano della grande crisi” a cura di Delia Agenzia Letteraria con l’intervento dell’autore Roberto Napoletano.

Saranno presenti le principali realtà del web quali Tripadvisor e le OLTA On Line Travel Agencies Airbnb, Expedia, HomeAway e prestigiosi relatori tra cui Renzo Iorio Chief Operating  Officer Accor Hotels Italy, Greece, Israel & Malta, Costanzo Jannotti Pecci Presidente Federterme, Marina Lalli Vice Presidente Vicario Federturismo Confindustria, Barbara Maria Casillo Direttore Associazione Italiana Confindustria Alberghi, Alfonso Pecoraro Scanio Presidente Fondazione UniVerde.

Main partner dell’evento sono le aziende protagoniste delle consulenze alberghiere, del vetro, della croissanterie e del pomodoro San Marzano: Blastness, Palumbo Glass, Sammontana, Solania.

Il 2017 è stato un anno più che positivo per il turismo italiano con una crescita sostenuta sia degli arrivi (+5 milioni rispetto al 2016) che delle presenze turistiche (oltre 17 milioni in più) e con aumenti che hanno coinvolto tutte le tipologie di prodotto e di strutture ricettive: il comparto alberghiero ha segnato un +4,3% e l’extralberghiero +3,9%.

Per quanto riguarda il Sud Italia, nel 2017 è cresciuta la domanda turistica (+2,8%) e si sono registrati valori molto positivi per le imprese (+5,3%).

La prima edizione di HospitalitySud è stata presentata questa mattina presso la Sala del Gonfalone del Comune di Salerno.

Hospitalitysud

Il Fondatore e Direttore Ugo Picarelli: “L’industria turistica negli ultimi anni sta recuperando posizioni per flussi turistici e fatturato, anche in considerazione della propensione a investire nel settore e a riqualificare le strutture. Mentre nel comparto alberghiero si sta andando incontro a un posizionamento immobiliare e a un miglioramento organico delle location con investimenti nel restyling di camere e ambienti, anche grazie agli incentivi pubblici per le ristrutturazioni, l’extralberghiero con la sua diversificazione di offerta sta crescendo sempre più in termini di numeri e di attenzione da parte dei viaggiatori. Da questa premessa nasce HospitalitySud, che si pone l’obiettivo di soddisfare una conseguente maggiore richiesta di forniture e servizi da parte del mondo dell’ospitalità, in considerazione che dai dati Istat 2016 al Centro Sud (Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Molise, Puglia) risultano 6.825 hotel e 29.395 esercizi extralberghieri. In particolare, sempre al Sud, negli ultimi anni si è assistito dal 2012 a un aumento del 10% delle strutture extralberghiere e nella sola città di Napoli nel 2017 si sono investiti decine di milioni con 6 alberghi ristrutturati, 5 nuovi e 1 da rifare”.

Il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli: “Il Salone Hospitality Sud rappresenta un evento di grande rilevanza non solo per la nostra Città ma anche per il Centro Sud. Eventi come questo mirano alla sempre maggiore destagionalizzazione dell’offerta turistica. Hospitality Sud pone l’accento su una questione importante: la possibilità di un sistema che sia di supporto all’imprenditoria turistica, tentando di limitare gli aspetti organizzativi amatoriali, ma innalzandoli alla piena professionalità. I nostri imprenditori stanno svolgendo un ruolo trainante e hanno bisogno di supporto e di aiuto dal punto di vista logistico e organizzativo. Una piattaforma pensata proprio per questo potrà contribuire ad uno sviluppo sempre più crescente delle professionalità e dello sviluppo turistico”.

Il Direttore Confcommercio Provinicia Salerno Mariano Lazzarini: “Abbiamo accolto con grande favore questa iniziativa perché nel turismo crediamo fortemente, consapevoli che su esso bisogna tenere sempre alta l’attenzione. Quest’anno i dati sono tutti di segno positivo e HospitalitySud sarà certamente d’aiuto per conservarli o anche migliorarli”.

Il Presidente Federalberghi Salerno Giuseppe Gagliano: “Sono queste le iniziative che portano reale valore alla nostra provincia, perché la prima cosa da creare per ottenere un reale movimento turistico è la cultura dell’accoglienza.  Eventi di questo tipo creano un circolo virtuoso che eviterà agli operatori del settore costi di viaggio e di formazione in quanto eventi del genere ad oggi sono solo nel nord Italia. L’albergatore perfetto è l’albergatore perfettibile, quello che non smette mai di imparare”.

Il Presidente Gruppo Turismo e Alberghi di Confindustria Salerno Luigi Schiavo: “Con HospitalitySud Ugo Picarelli precorre i tempi. Mancava del tutto al Centro Sud un appuntamento di incontri tra le aziende e gli operatori del turismo e di formazione per i giovani che, anche se ancora a scuola, devono cominciare presto con serietà il lungo cammino di formazione necessario per lavorare negli hotel e nelle strutture ricettive in generale. HospitalitySud permetterà tutto questo, aiutando aziende e operatori a essere competitive e al passo con i tempi. Inoltre, offrirà un momento di confronto tra le regioni del Sud per cercare delle finalità comuni che rendano il turismo un settore vincente dell’economia”.

 

Per ulteriori informazioni: www.hospitalitysud.it

 

Il Progetto Ragù 7su7 

la riscoperta del patrimonio culturale e storico di Napoli 

Ieri nella splendida location di Palazzo Petrucci si è tenuta la conferenza stampa Ragù 7 su 7, un progetto dedicato ad uno dei piatti simbolo della gastronomia partenopea.

Ad intervenire l’assessore alla Regione per le pari opportunità e la formazione Chiara Marciani, che ha voluto ribadire l’importanza della formazione per i giovani nel settore ristorazione.

Francesca Marino e lo Chef Lino Scarallo

Francesca Marino e lo Chef Lino Scarallo

Successivamente prende la parola Francesca Marino, rappresentante della piattaforma My Social Recipeda tempo ormai punto di riferimento in Campania e non solo delle iniziative legate alla gastronomia del territorio, ci parla dell’ esigenza di concentrarsi non più solo sul mondo pizza ma di dare spazio e valore alla tradizione culinaria partenopea: ” Il ragù è un po’ come il sangue, ti scorre dentro” e  aggiunge  “il ragù è sicuramente un simbolo della tradizione e del patrimonio gastronomico e storico di un popolo che è quello napoletano”. 

Luciano Pignataro

Luciano Pignataro

Ad intervenire anche Luciano Pignataro, giornalista eno-gastronomico del Mattino e del LucianoPignataro WineandFoodblog , che  invita i partecipanti a riscoprire gli antichi valori nascosti delle piccole cose, come ad  esempio il ragù che, più di qualunque altro piatto , rappresenta il rapporto che la  città  di Napoli ha con le sue tradizioni culinarie.

Tra le aziende sponsor del progetto di valorizzazione Ragù 7su7 non poteva mancare Solania, azienda leader nella produzione del San Marzano D.O.P.. 

L’amministratore Giuseppe Napoletano nel manifestare il suo entusiasmo per il progetto aggiunge:” In occasione della celebrazione del ragù abbiamo voluto presentare una varietà di pomodoro, il Cru di Solania, un’eccellente produzione selezionata tra i comuni di S.Valentino e Sarno, un prodotto tipico e che parla del nostro territorio e che con uno speciale codice rimanda al lotto di produzione.

Solania è promotrice inoltre del progetto  il “Mio S. Marzano”, che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio San Marzano D.O.P. e prevede che i pizzaioli e i ristoratori possano scegliere il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

La Buona Tavola.

 

La Vucciria al Sanremo Village con l’olio santagatese di Pettineo

Previsti fino a sabato, ogni giorno dalle 11 alle 13, alcuni cooking show, in diretta su Fashion Tv canale 143 del digitale terrestre

A Sanremo si gusterà olio siciliano. Fino al 10 febbraio, infatti, La Vucciria food concept, consorzio spontaneo che unisce alcune eccellenze enogastronomiche e artistiche del territorio siciliano, ideato dall’imprenditore Antonio Di Dio e dalla creativa Diana de Concini, sarà sponsor unico per l’olio al Sanremo Village, manifestazione collaterale al Festival della canzone italiana.

I cooking show con l’olio santagatese de La Vucciria al Sanremo Village
Il Sanremo Village è un talk show dove i principali interpreti del Festival saranno intervistati dallo scrittore e critico musicale Michele Monina. All’interno sono previsti alcuni cooking show, ogni giorno dalle 11 alle 13,  fino a sabato, in diretta su Fashion Tv canale 143 del digitale terrestre. Sono affidati ad alcuni chef che si esibiranno ai fornelli, tra cui la campana Helga LibertoVito De VitaDiego Ciraudo ed Enzo Piedimonte, maestro pizzaiolo napoletano ma messinese d’adozione che ha debuttato nello storico locale “La Regina Margherita” di Napoli e che dopo una lunga esperienza in Germania è approdato a Rodia, nel messinese. Fa parte dell’Accademia pizzaioli italiani ed annovera tanti riconoscimenti. Sua la scelta di condire le pizze e i piatti del Sanremo Village con l’olio santagatese, specialità del territorio di Pettineo.

Il ruolo del Comune di Pettineo ne La Vucciria al Sanremo Village
L’iniziativa è sponsorizzata da La Vucciria Food Concept, produttrice tra le altre cose di questa particolare cultivar, ed è realizzata in collaborazione col Comune di Pettineo, il sindaco Mimmo Ruffino, il presidente del consiglio comunale Gianfranco Gentile, la Scuola politica per il mezzogiorno e la Confcommercio Messina con Sabrina Assenzio. Sponsor per la parentesi moda, che avrà luogo durante la partecipazione di La Vucciria al Sanremo Village, è La Vie en rose di Patrizia e Stefania Di Dio.

Pettineo, comune in provincia di Messina, vanta gli ulivi secolari più antichi di tutta la Sicilia. La patrona è Santa Oliva e si festeggia il 5 maggio e in occasione della festività è stata avanzata l’ipotesi di fare adottare gli ulivi più vecchi ai distributori che, nel mondo, acquistano i prodotti a marchio La Vucciria.

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chiave: La Vucciria al Sanremo Village


Antonio Di Dio e Diana De Concini idetori del brand La Vucciria

Lo chef Enzo Piedimonte al Sanremo Village con l’olio La Vucciria

Cooking Show al Sanremo Village con la Vucciria

 

Il boom continua: +10% nell’ultimo anno.

Toscana, Sicilia e Puglia le mete scelte dagli italiani sempre più in cerca di qualità e sostenibilità. Dopo il cibo locale, i mercati e i food truck al top delle preferenze.

 

Il rapporto

Il turismo enogastronomico piace. Anzi, piace sempre di più. Un italiano su tre ha svolto almeno un viaggio motivato dall’enogastronomia negli ultimi tre anni. Già si era toccato il 21%, come rilevato dal Food Travel Monitor 2016. Ma ora i turisti enogastronomici salgono al 30%. Un dato che dichiara il nuovo ruolo dell’enogastronomia, che da elemento ‘accessorio’ si è trasformata in una componente in grado di influenzare le scelte di viaggio. È una delle principali evidenze che emerge dal PRIMO RAPPORTO SUL TURISMO ENOGASTRONOMICO ITALIANO, studio che traccia un quadro sul settore e delinea le tendenze di un segmento in forte crescita in tutto il mondo. Sotto l’egida dell’Università degli studi di Bergamo e della World Food Travel Association, ha il patrocinio di Touring Club, Ismea Qualivita, Federculture e la collaborazione di Seminario Veronelli e The Fork- TripAdvisor.

Roberta Garibaldi, esperta a livello nazionale ed internazionale di turismo enogastronomico, ha coordinato l’Osservatorio e ha promosso la ricerca, affermando: “Questo lavoro mette a fuoco un trend in forte ascesa. Risulta sempre più evidente come la gastronomia stia condizionando la scelta dei viaggi. Troviamo un rafforzamento su ogni fronte: ora gli italiani si muovono anche per cercare esperienze legate al cibo e al vino. Un atteggiamento sempre più simile a quello di molti stranieri”. Chiude il rapporto una sezione con il profilo del turista enogastronomico internazionale, la situazione nei principali Paesi del mondo e best practice estere.

L’enogastronomia, componente rilevante nelle scelte di viaggio degli italiani

Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina commenta cosi: “C’è una domanda crescente di servizi per i turisti del cibo che va soddisfatta di più e meglio. È molto positiva la crescita dei viaggiatori che visitano i nostri territori alla scoperta delle ricchezze enogastronomiche. Serve ora aprirsi ancora di più, aggiungendo alla qualità e alla sostenibilità la parola multifunzionalità. La ricezione turistica, anche attraverso l’apertura delle strutture produttive ai visitatori, può diventare uno strumento essenziale per avvicinare produttori e consumatori, oltre che essere una voce di reddito aggiuntiva. Su questa strada dobbiamo fare di più a partire dalla formazione professionale. Abbiamo bisogno di professionisti del cibo, che sappiano interagire anche con i turisti e i buyer stranieri. Il nostro impegno andrà avanti, come dimostrato di recente anche dalle nuove regole dell’enoturismo, che oggi rappresenta una delle chiavi più avanzate dell’agroalimentare italiano”.

Il 63% dei turisti italiani valuta importante la presenza di un’offerta enogastronomica o di esperienze tematiche quando sceglie la meta del viaggio. Elementi imprescindibili sono qualità e sostenibilità, il tema green non è driver di scelta solo per le produzioni agroalimentari, ma anche per il 42% delle strutture ricettive e degli eventi.

In vacanza, essi manifestano il desiderio di conoscere e sperimentare l’enogastronomia in tutte le sue sfaccettature: durante la vacanza partecipano un’ampia varietà di esperienze, anche molto differenti tra loro. Le esperienze Food più popolari, dopo il mangiare piatti tipici del luogo in un ristorante locale (indicata dal 73% dei turisti), sono visitare un mercato con prodotti del territorio (70%) e comprare cibo da un food truck (59%). Forte è pure l’interesse verso il Beverage, non solo vino, ma anche birra localeNonostante l’interesse sia molto alto, il mercato mostra ancora ulteriori margini di crescita. Esiste un gap fra le esperienze desiderate ed effettivamente fruite, molto ampio nel caso di proposte quali andare alla scoperta di cibo con un esperto enogastronomico (40%) e partecipare ad un viaggio enogastronomico di più giorni organizzato da un’Agenzia di Viaggio o da un Tour Operator (36%).

Infine, gli italiani all’estero. Anche se desiderano conoscere le tradizioni culinarie del Paese in cui si recano, ci sono prodotti a cui non vorrebbero rinunciare: sono i grandi classici, pasta, pizza, vino italiano e caffè.

Toscana, destinazione “top” per gli italiani

infografica1La regione più desiderata dai turisti italiani è la Toscana, ma si riscontra un forte interesse per il Sud, in primis Sicilia e Puglia. Molte regioni hanno un potenziale inespresso e non vengono percepite come mete enogastronomiche rilevanti, nonostante siano ricche di eccellenze. Lombardia, Piemonte e Veneto, ad esempio, vantano un’offerta che in termini numerici si colloca immediatamente dietro alla Toscana. Emergono quindi opportunità di miglioramento nella visibilità di questi luoghi.

Il profilo del turista enogastronomico italiano

infografica2Roberta Garibaldi così sintetizza: “È un turista acculturato, con maggiore capacità e propensione alla spesa, che cerca nell’enogastronomia un’opportunità di conoscenza e contatto con la cultura di un territorio. Organizza il suo viaggio affidandosi al web, sia per raccogliere informazioni sia per prenotare le singole componenti del viaggio. Ma ha una propensione maggiore rispetto al turista generico alla prenotazione attraverso intermediari. Si sente più coinvolto, vuole sperimentare l’enogastronomia a 360°, affiancando spesso altre proposte attive. Preferisce percorsi misti, non monotematici: il turista del vino cerca anche ottime esperienze gastronomiche”.

L’offerta

I numeri del Bel Paese sono di tutto rispetto: 821 Indicazioni Geografiche Food & Wine, 586 ristoranti di eccellenza, 11.329 agriristori, 18.632 agriturismo con alloggio, 169 Strade del Vino e dei Sapori, 12.446 agriturismo che offrono proposte turistiche quali maneggio, escursioni guidate a piedi o in mountain bike, fattorie didattiche. A ciò si aggiungono una molteplicità di altre esperienze Food & Beverage, quali Musei del gusto, esperienze in cantina, eventi tematici e scuole di cucina. Il nostro Paese possiede un’offerta ricca e variegata, in grado di soddisfare la pluralità di esigenze del turista alla ricerca dei sapori locali. Ma come evidenzia Roberta Garibaldi “l’offerta italiana appare oggi a macchia di leopardo”, nel senso che, mentre la ristorazione risulta un settore evoluto ed organizzato, con un’ampia gamma di esperienze per ogni tipo di target, altre realtà come i caseifici, le cioccolaterie e i pastifici hanno limiti, anche legislativi, che frenano l’apertura al turismo. La Garibaldi sottolinea come sia importante incentivare una comunicazione sulla rete creando un’intermediazione turistica nazionale che faciliti la fruizione delle esperienze. L’Italia è il paese più desiderato come meta di viaggi proprio per il suo patrimonio enogastonomico ed è proprio nell’anno del cibo che, secondo Roberta Garibaldi, se ne dovrebbero valorizzare la qualità e la sostenibilità, considerando la maggiore consapevolezza del consumatore rispetto al passato.

Infine, aggiunge che “le nuove tecnologie stanno modificando profondamente la nostra esistenza: intelligenza artificiale, realtà virtuale ed aumentata, blockchain, e così via. Le possibili applicazioni per il comparto dell’industria del turismo enogastronomico sono innumerevoli. Tutto ciò contribuirà a rendere l’esperienza di vacanza più coinvolgente e immersiva, oltre che semplificare la vita del turista sia in fase di scelta della meta che nel corso del viaggio. La risorsa umana rimarrà comunque l’elemento centrale e richiederà nuove competenze trasversali e adeguata formazione, ad esempio gli hospitality manager per le aziende food and wine. Poi re-inventare l’enogastronomia locale: stimolare l’innovazione in ambito enogastronomico, ma al contempo salvaguardare l’autenticità di questo patrimonio sarà una delle sfide del futuro per le destinazioni turistiche che vogliono puntare su questo elemento per differenziarsi e trovare un vantaggio competitivo sul mercato. Turisti senior e Millennials, Paesi emergenti saranno i principali target di mercato a cui rivolgersi nei prossimi anni. Ciascuno di essi appare interessato alle proposte enogastronomiche nel corso del viaggio. Fondamentale sarò creare offerte targettizzate”.

Citazioni dagli esperti

Internazionali:

Erik Wolf: Direttore Esecutivo e fondatore della World Food Travel Association (USA)

“L’interesse verso tutto ciò che è legato al cibo rimane altissimo e non vi sono segnali di una diminuzione nel breve periodo. Il futuro appare quindi luminoso. Nuove opportunità si apriranno per gli operatori del settore, che dovranno valorizzare la componente enogastronomica, ad esempio attraverso lo storytelling o proposte specifiche”.

Patrick Torrent Queralt: Direttore del Catalan Tourist Board (Spagna)

“Nei prossimi anni sarà importante segmentare ulteriormente l’offerta per venire incontro alle nicchie di mercato emergenti: ad esempio, turisti della birra, enoturisti, turisti Slow Food … La promozione avverrà sempre più attraverso i social media, sui quali i turisti enogastronomici già sono soliti condividere le loro esperienze di viaggio”.

Nazionali:

Mauro Rosati: Direttore generale Fondazione Qualivita

“Le Denominazioni di Origine protetta (DOP) e le Indicazioni Geografiche Protette (IGP) sono veri ambasciatori del Made in Italy in tutto il mondo. Le iniziative realizzate nell’ambito delle denominazione di origine mancano ancora di un modello di sviluppo capace di sommare i diversi punti di forza dei distretti. Per sviluppare un’offerta che faccia davvero la differenza occorre costruire nuove relazioni tra i soggetti imprenditoriali e anche istituzionali di un’area”.

Marcantonio Ruisi: Professore e Chief del Contamination Lab dell’Università degli Studi di Palermo, Vice-presidente Società Italiana di Scienze del Turismo (SISTUR)

I festival gastronomici, consolidati nel tempo in territori ben determinati, esaltando in via esclusiva o prevalente produzioni e saperi locali, rappresentano oggi, i nuovi «monumenti» che una comunità riesce ad esprimere e realizzare. I festival intercettano un bisogno sempre più diffuso di turismo esperienziale capace di alimentare un engagement complesso.

Best practice

Il museo aziendale dedicato alla famosa Guinness, la cantina con il look rifatto da un grande archistar, il museo a Bordeaux con ingressi da capogiro, il mercato coperto rivoluzionario. Sono alcune proposte enogastronomiche nate recentemente in Europa, scelte dal gruppo formato da Roberta Garibaldi per la loro capacità di valorizzare e promuovere un territorio. Ad esse si aggiungono le buone pratiche indicate dagli esperti internazionali coinvolti nel rapporto. Tutti casi di eccellenza connotati dal forte legame tra enogastronomia, cultura e luoghi, dall’alto grado di innovazione e dall’abilità di attrarre turisti.

Catalunya

La regione spagnola vanta una grande tradizione enogastronomica, con tante produzioni agroalimentari di qualità. Per promuovere il ricco patrimonio, l’Agenzia Catalana del Turismo – braccio operativo nel settore turistico del governo regionale – ha sviluppato brand specifici, Enoturisme Catalunya e Experiències Gastronòmiques, e ha indetto per il 2016 l’Anno della gastronomia e dell’enoturismo, con oltre 150 iniziative di varia natura e un budget di oltre due milioni di euro. La Catalunya si è così aggiudicata il titolo di Regione europea della gastronomia 2016, catalunya.com.

Marqués de Riscal

Le linee impressionanti che sempre distinguono i progetti di Frank O. Gehry, uno degli architetti più famosi al mondo, si sono unite alla produzione vitivinicola. Fra le aziende più antiche della regione spagnola de La Rioja, il Marqués de Riscal è un’azienda rinomata a livello internazionale per l’alta qualità dei suoi vini. Con l’intervento di Gehry è nata la Ciudad del Vino, con uno spazio dedicato alla cultura del vino, ma anche un albergo di lusso e due ristoranti gourmet. Diventata in breve una delle maggiori attrazioni turistiche della regione, oggi contribuisce ad aumentare il numero di visitatori nelle cantine storiche dell’azienda e a far crescere la visibilità delle aree circostanti, marquesderiscal.com.

Guinness Storehouse

La maggiore attrazione turistica d’Irlanda. È il museo aziendale dell’omonima azienda produttrice di birra, visitata nel 2016 da oltre 1,6 milioni di persone provenienti da tutto il mondo. Nel centro di Dublino, spicca con i suoi 7 piani e la forma di una pinta di birra. L’interno è altrettanto coinvolgente: pannelli informativi, locandine, fotografie, strumenti di produzione fanno scoprire la storia e il processo di produzione della Guinness, mentre esperienze olfattive, degustazioni e laboratori ne fanno apprezzare il gusto. Il segreto del suo successo sta anche nell’efficace comunicazione, con un sito completo di visita virtuale e la presenza sui social media, guinness-storehouse.com.

La Cité du Vin

Un edificio dalle linee morbide e sinuose per un museo interamente dedicato alla cultura del vino, nato a maggio 2016 a Bordeaux. Vanta numeri da capogiro ad un anno dalla sua apertura: 425 mila visitatori provenienti da oltre 150 Paesi, oltre 14 mila iscritti ai seminari di degustazione e scoperta, 70 eventi culturali con oltre 10 mila partecipanti, 80 mila coperti nel ristorante Le 7 e 50 mila nel wine bar Latitude 20. Fiori all’occhiello sono la forma originale che ricorda il vino in movimento in un bicchiere, disegnata dallo studio di architettura X-TU, e l’idea che la ispira: non solo un percorso permanente, ludico e originale, ma uno spazio pubblico con negozio, cantina, ristorante, passeggiata in riva al fiume, laciteduvin.com.

The Wild Atlantic Way

Con i suoi 1.600 chilometri la Wild Atlantic Way è una delle vie costiere più lunghe del mondo, dalla penisola di Inishowen, a nord, alla pittoresca cittadina di Kinsale, nella contea di Cork, a sud. Tra i tanti itinerari spicca Taste the Atlantic: A SeafoodJourney, percorso tematico dedicato alla scoperta dei sapori dell’oceano, tra ristoranti locali, aziende agricole, piccoli porti e camere di affumicatura del pesce. Un modo nuovo di scoprire questa parte del territorio irlandese, della sua cultura e delle sue tradizioni, coronato dal successo: il gradimento medio su TripAdvisor è il massimo, 5, thewildatlanticway.com.

The BelgianBeerRoutes

Da alcuni anni il Belgio si è mosso nella direzione del turismo della birra, sviluppando una serie di proposte per far conoscere la cultura brassicola della regione, dal 2016 inserita nell’elenco del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO. The BelgianBeerRoutes offre percorsi che consentono di visitare i 225 birrifici delle principali birre belghe, oltre a bar, ristoranti, negozi specializzati, festival e musei tematici. È amata dal pubblico: il gradimento medio su TripAdvisor è il massimo, 5, belgianbeerroutes.com.

Les Sources de Caudalie

L’azienda Château Smith Haut Lafitte, tra i più antichi produttori della regione vinicola di Bordeaux, è un ottimo esempio di proposte accattivanti che mantengono il legame con il prodotto e il territorio. Tra i vigneti della tenuta sorge l’albergo 5 stelle Les Sources De Caudalie, dove il design degli esterni e degli interni, i servizi e le attività, riflettono la connessione con la cultura del vino. Oltre ai due ristoranti gourmet, Les Sources de Caudalie, è stata la prima struttura ad ospitare la Vinothérapie Spa: aperta nel 1999, propone trattamenti benessere basati sul vino e sull’uva, sources-caudalie.com.

Markthal

Un mercato coperto unico nel suo genere. Il Markthal, inaugurato nell’ottobre 2014 nello storico quartiere di Laurenskwartier, a Rotterdam, è sovrastato da un arco di 40 metri che ospita nelle sue “costole” 228 appartamenti. Disegnato dallo studio MVRDV, ha numeri di rilievo: 4.600 mq per i negozi, 1.600 mq per i ristoranti, 4 parcheggi sotterranei, 96 “bancarelle”, 20 negozi e ristoranti, prodotti provenienti da 176 Paesi. L’interno della volta è affrescato dall’immenso murale Cornucopia che rappresenta a grandi dimensioni i prodotti del mercato, mentre i fiori e gli insetti ricordano i pittori olandesi del XVII secolo. Grazie all’avveniristica architettura e alla straordinaria offerta di cibo, il Markthal è divenuto presto una delle attrazioni della città, visitato, ad un anno dalla sua apertura, da 8 milioni di persone, il doppio delle previsioni iniziali, markthalrotterdam.nl

Lousiana, USA

Secondo Erik Wolf, Direttore Esecutivo della World Food Travel Association, USA, una buona pratica si distingue non solo per la visibilità o i risultati conseguiti. Lo Stato della Louisiana ha saputo comprendere le specificità del turismo e dei turisti enogastronomici, pubblicando una buona guida sull’enogastronomia locale e sostenendo le realtà più piccole. Certo, le recenti difficoltà economiche hanno colpito anche la Louisiana e la città di New Orleans è stata devastata dall’uragano Katrina. Ma la promozione della cultura e delle tradizioni, anche enogastronomiche, è proseguita.

Il nuovo manifesto Nordic Food

Per Anne-Mette Hjalager, Professore all’University of Southern Denmark e Editor-in-Chief della rivista Journal of Gastronomyand Tourism, la rivoluzione della cucina nordica ha avuto avvio con il nuovo manifesto Nordic Food. Dieci principi che hanno influenzato l’agricoltura e il processo di produzione del cibo, creando nuovi concetti e una nuova immagine dei prodotti nordici negli altri Paesi.

Culinary Tourism Alliance’s Feast On

Trevor Benson, Direttore del Dipartimento Food Tourism Development & Innovation al Culinary Tourism Alliance, Canada, sostiene il programma che mira a identificare e premiare i ristoratori impegnati ad utilizzare prodotti coltivati, allevati o raccolti in Ontario. Ma non solo. Il Culinary Tourism Alliance’s Feast On intende educare turisti e locali, stimolandoli a scegliere tra i 100 ristoranti che offrono un’esperienza culinaria memorabile, basata su prodotti e ricette locali.

Il caso del Portogallo

Secondo Carlos Fernandes, Direttore del Corso di Laurea triennale in Turismo all’Istituto Politecnico de Viana do Castelo, il Portogallo ha condotto più iniziative a livello territoriale che nazionale. Per far rivivere l’enogastronomia locale e attrarre nuovi segmenti turistici si è adottata una prospettiva retro-innovativa, che valorizza le tradizioni culinarie innovandole. Nel Portogallo settentrionale vengono organizzate fiere enogastronomiche nei mesi invernali. Sono iniziative che coinvolgono altri settori, dall’ospitalità alla ristorazione alle attività collaterali, apportando benefici economici a tutto il territorio. Con altri risvolti positivi: si crea un ricordo duraturo, favorendo il ritorno, e si aumenta la visibilità delle produzioni locali, stimolandone l’acquisto una volta tornati a casa.

California DreamEater

Secondo Mattew J. Stone, Professore all’University of California, Chico, USA, la serie California DreamEater in onda sul canale YouTube di Visit Calfornia è un eccellente esempio di marketing applicato al turismo enogastronomico. Ogni video, di soli tre minuti, guida alla scoperta delle delizie enogastronomiche dello Stato, con una qualità comparabile a quella delle serie televisive. Un progetto coronato dal successo, con centinaia di migliaia di visualizzazioni.

 

 

[FONTE]

Ornella Gamacchio

333 9493621

Erika Del Largo

347 3825895

press@robertagaribaldi.it

 

Food in Tour

“Itinerari per tutti i Gusti”

Si riparte alla scoperta di San Mango Piemonte dal 28 Gennaio 

Il CTG Picentia di Salerno capofila del progetto, PAMart e Cowotur di nuovo insieme per la valorizzazione e promozione culturale ed enogastronomica del territorio salernitano.

Il CTG Gruppo Picentia presieduto dalla Dott.ssa Mina Felici, ex funzionario della Soprintendenza BAPPSAE di Salerno e Avellino, in collaborazione con lo Studio PAMart di Consulenza e Progettazione culturale della Dott.ssa Annamaria Parlato, storica dell’arte e giornalista enogastronomica, e Cowotur-Travel Agency&Tour Operator a Mercatello della Dott.ssa Rosa Genovese, intendono promuovere itinerari per tutti i gusti tra cultura e buon cibo, esplorando l’estesa provincia di Salerno. Responsabile marketing del progetto è la Dott.ssa Maria De Vita. Dopo l’enorme successo della prima tappa a San Cipriano Picentino lo scorso 26 novembre 2017, domenica 28 gennaio alle ore 9:00 questa volta si andrà alla scoperta di San Mango Piemonte, sotto il patrocinio morale dell’amministrazione comunale e della Pro Loco. 

San Mango Piemonte

Dell’antico e glorioso passato San Mango conserva pochi resti, se si escludono l’Eremo di San Magno incastonato nella roccia soprastante l’omonimo monte e meta del pellegrinaggio dei devoti del Santo Patrono di San Mango, e le tre chiese di Santa Maria a Corte (di cui la prima notizia risale al 1288 e in cui, dopo i recenti restauri, sono venuti alla luce testimonianze pittoriche di particolare interesse), di San Matteo ad Offiano (le cui origini risalgono al 1051 e che mostra ancora un bellissimo portale, in attesa di essere riaperto al culto), e San Nicola di Piedimonte (meglio conosciuta come chiesa di Sant’Antonio, edificata nel 1138 dal monaco Madelmo, più volte ristrutturata e riaperta al culto dopo il sisma del 1980, pur se priva dell’artistico altare in marmo opera del grande scultore napoletano Matteo Bottiglieri, nativo della vicina Castiglione).

La visita istituzionale del centro storico e delle chiese medievali sarà a cura della Pro Loco, grazie al prezioso intervento del Presidente Nicola Vitolo, esperto culturale del territorio. La Pro Loco di San Mango Piemonte  quale associazione di promozione sociale, propone, realizza e sostiene, sin dalla sua fondazione, attività a tutela e valorizzazione del patrimonio immateriale, ambientale, storico ed economico, concretizzandole con iniziative di particolare rilevanza socio culturale. Da ben ventotto anni l’associazione si è resa protagonista di contribuzioni alla rivalutazione delle eccellenze ambientali e naturali territoriali, alla sensibilizzazione di interventi progettuali a salvaguardia delle risorse culturali ed agroalimentari tipiche, allo sviluppo di un circuito turistico di “qualità” in senso lato, alla tutela di una identità socio-culturale implementando ed amplificando la conoscenza di luoghi, tradizioni e produzioni.

torta di mele annurche

Una particolare colazione sarà riservata ai partecipanti presso la Pasticceria San Magno, che si cimenterà nella realizzazione di specialità a base di mela annurca. Una degustazione di piatti tipici aventi tra gli ingredienti anche la mela, vanto del territorio, si terrà presso Tenuta D’Amore a cura dello staff del Resort&Spa e dello chef Lorenzo Iaquinandi. Nel pomeriggio un laboratorio didattico verterà sull’approfondimento della mela annurca e delle sue proprietà benefiche per la salute. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà Media Partner dell’iniziativa.

Il CTG (Centro Turistico Giovanile) è un’ Associazione nazionale senza scopo di lucro che promuove e realizza un progetto educativo e di formazione integrale della persona, attraverso momenti di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla concezione cristiana dell’uomo e della vita, nel servizio alle persone e al territorio. Agisce nell’ambito del turismo giovanile e sociale, della cultura e dei beni culturali, dell’ambiente e del tempo libero, avvalendosi del metodo dell’animazione e rivolgendosi a tutte le fasce di età, in particolare a quelle giovanili. Nato nel 1949, il Ctg oggi si estende in tutta Italia con centinaia di realtà tra gruppi di base, circoli e centri  di vacanza in località di grande richiamo turistico e naturalistico, con una rete diffusa di comitati provinciali e di consigli regionali, coinvolgendo ogni anno nelle proprie attività  migliaia di persone. Il CTG è riconosciuto dal Ministero dell’Interno come Ente Nazionale con Finalità Assistenziali ed è altresì iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ulteriore riconoscimento ufficiale come Associazione è quello concesso dalla CEI.

Arriva a Napoli “OLD WILD WEST”

 
Giovedì 21 dicembre | Ore 11.30
 
A Napoli, all’interno del Cinema Metropolitan, in via Chiaia 149, arriva Old Wild West. La Burger&Steak House più amata d’Italia sarà presentata alla stampa con un press taste in programma giovedì 21 dicembre alle 11.30. Un’occasione, non solo per degustare e scoprire i prodotti genuini, ma anche per conoscere il format e chi lo gestirà in città: Giuseppe De Maria, con la giovane figlia Roberta.
[Fonte]
Francesca Scognamiglio Petino Alessandro Savoia

Dieta Mediterranea, Accademia  Medeaterranea  firma accordi con Università di Siena e dell’Aquila.

Al via Master in Food Retail Management con la Federico II di Napoli

Show cooking dello chef stellato Peppe Guida

Saranno siglati a Napoli, presso la sede dell’Accademia MedEATerranea,presso la mostra d’Oltremare – padiglione della Piscina – giovedì 16 novembre alle ore 16.30, gli accordi con le Università di Siena e dell’Aquila per sviluppare attività di formazione enogastronomica ,divulgazione e ricerca scientifica sulla dieta mediterranea. A seguire sarà presentato il Master in Food Retail Management sviluppato in partnership con il Dipartimento di Economia, Management ed Istituzioni dell’Università Federico II di Napoli.

“Si tratta – ha spiegato il Presidente dell’Accademia, Massimiliano Quintiliani – di due protocolli d’intesa per attività di Divulgazione e Comunicazione Scientifica firmati da Medeaterranea rispettivamente, con il Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia dell’Università di Siena e con il Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università dell’Aquila e dell’avvio di un Master di Alta Formazione destinato ai futuri manager della ristorazione”.

I protocolli saranno firmati alla presenza del professor Antonio Giordano Direttore Scientifico dell’Accademia Medeaterranea e guida dello Sbarro Health Research Organization presso la Temple University di Philadelphia.

A siglarli saranno il Professor Giuseppe Campiani per l’Università degli Studi di Siena e la Professoressa Annamaria Cimini per l’Univeristà dell’Aquila e da Massimiliano Quintiliani per Medeaterranea.

Il Master sarà invece presentato dalla Professoressa Adele Caldarelli Direttore del Demi (Dipartimento Economia, Management e Istituzioni dell’Ateneo Federiciano).

 

Seguirà show cooking dello chef stellato Peppe Guida, testimonial Divisione Enogastronomia dell’Accademia che preparerà un primo piatto legato alla valorizzazione della Dieta Mediterranea.

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La stampa e gli operatori dell’informazione sono invitati a partecipare alla degustazione e al cocktail che seguiranno la presentazione.

E’ necessario accreditarsi al seguente indirizzo: bccommunicationservices@gmail.com

 

 

Host 2017 e MET Bocconi svelano l’ospitalità di domani:

al Sud la tradizione si conferma fattore trainante

  • Un settore che vale 51 miliardi e conta 325 mila imprese, un settimo di tutto il fatturato UE
  • Esperienzialità, condivisione e innovazione sono le chiavi della ristorazione del futuro
  • 9 italiani su 10 cercano informazioni su Internet prima di scegliere un ristorante, circa il 60% considera le recensioni e oltre il 61% ama condividere in Rete l’esperienza
  • Il 74% dei consumatori preferisce insegne che sono presenti anche su Internet
  • I prodotti a denominazione di origine e la fama di meta enogastronomica trainano la ristorazione di qualità in Campania, con 258 ristoranti censiti nelle prime 3 guide (Michelin, Espresso, Gambero Rosso)

 

Napoli, 25 settembre 2017 – Un’autentica ambasciatrice dello stile di vita italiano basato sul bello, ben fatto e buono, grazie ai valori di autenticità e rispetto delle tradizioni che esprime. È il ruolo chiave dell’ospitalità italiana che emerge dalla ricerca Ristorazione, lusso e territorio: Drivers dell’italian way of living, promossa da HostMilano e condotta da Magda Antonioli Corigliano, Direttrice del Master in Economia del Turismo dell’Università Bocconi, e Sara Bricchi, Ricercatrice MET Bocconi.

Sono in particolare il territorio – inteso non solo come paesaggio, ma anche come terroir per materie prime di qualità uniche –, la vocazione manifatturiera che combina cultura e saper fare e la creatività basata su elementi identitari i punti di forza, che, nel Mezzogiorno, vedono un particolare accento sulla tradizione.

Un’industria da 325mila imprese e 51 miliardi di euro di fatturato

Gli italiani mangiano sempre più fuori casa, oltre un terzo della spesa alimentare delle famiglie, circa il 35% pari a 75 miliardi di euro. Un dato che, a differenza dei consumi domestici, è rimasto stabile durante la crisi e ha ricominciato a crescere negli ultimi tre anni. E che si riflette nella densità unica al mondo delle imprese di ristorazione in Italia: sono oltre 325 mila, per oltre la metà (53,1%) ristoranti ma anche attività di ristorazione mobile, a conferma della crescita del fenomeno street food. A sua volta, il 64,3% di questi ultimi sono attività con somministrazione, pari a circa 111 mila imprese. La regione che concentra più ristoranti è la Lombardia (13.9%) seguita da Lazio (11.3%) e Campania (9,3%), podio che si ripete anche nello street food. Anche nel fuori casa, come nell’imprenditoria italiana in generale, dominano le PMI: il numero medio di dipendenti è 5,6 per un totale di 376 mila dipendenti (Fonte: FIPE, 2016).

Nel contesto europeo l’ospitalità italiana riveste un ruolo di primo piano. Con circa 51 miliardi di euro nel 2014, di cui il 40% riconducibile ai soli ristoranti, le imprese italiane rappresentano da sole quasi un settimo di tutto il fatturato del settore nella UE-28 (375 miliardi) e più di un decimo di tutto il valore aggiunto (18 miliardi di euro su 152), il 37,4% dovuto ai ristoranti. In Italia il settore è complessivamente cresciuto nel quinquennio 2008-2014 e le stime per il 2015 sono di un ulteriore aumento del 2,8% (Fonte: elaborazioni su dati Eurostat, 2016).

Le password per la ristorazione di domani: esperienze uniche, convivialità e condivisione

Una tendenza importante rilevata dalla ricerca è che anche i settori dell’ospitalità professionale e del food & beverage tendono a posizionarsi verso i segmenti premium, in risposta a consumi sempre più aspirazionali. Se anche il food e il vino e alcolici di lusso presentano un trend di crescita negli ultimi anni, con un +4% tra il 2015 ed il 2016, è però l’ospitalità a beneficiare maggiormente di questa evoluzione, con sempre più ristoranti d’eccellenza specializzati in un’offerta di nicchia rivolta a specifici segmenti di mercato: negli ultimi anni, a differenza della vendita diretta di prodotti enogastronomici di lusso, questi hanno visto un forte incremento e oggi, dei 45 miliardi di euro di fatturato del comparto F&B, il 46% si riferisce alla ristorazione (Fonte: Bain & Company e Fondazione Altagamma, 2016).

Mangiamo più sano e più veggie anche al ristorante, dunque, ma non rinunciamo ai piatti più legati al piacere della convivialità come primi e dessert. Il valore sociale nella scelta di “cosa” mangiamo e “come” lo mangiamo è infatti una delle costanti che emerge dalla ricerca (Fonte: FIPE, 2017).

Cambia anche il modo di scegliere dove mangiare: circa nove italiani su dieci cercano informazioni su Internet prima di recarsi in un nuovo locale (il 24% sempre, il 37,5% spesso e il 25,9% qualche volta), mentre solo il 7,9% lo fa raramente e il 4,6% non lo fa mai. Importanti nella scelta anche i giudizi online degli altri avventori: molto per il 23,5%, abbastanza per il 63,7% e poco o per nulla solo per il 12,8%. Le informazioni più ricercate online riguardano i prezzi (69%), le recensioni (60,3%) e il tipo di cucina (59,9%). Ricercati anche gli orari e giorni di apertura (53,8%) e la posizione del locale (43,8%). Ma la Rete è molto di più di una fonte di informazioni, è anche il luogo della condivisione dell’esperienza. L’aspetto social è sempre più rilevante per godere appieno della convivialità: il 61,1% condivide infatti per allegria, divertimento o per il puro gusto di farlo, mentre lo status è importante per il 28,2% e il 27,8% ama testimoniare la novità e le esperienze insolite (Fonte: TradeLab per Mixer, 2016). In questo quadro continua ad essere centrale il fattore umano, il rapporto diretto e spesso confidenziale con il ristoratore che è un altro “ingrediente segreto” nella ricetta di successo dell’ospitalità Italian style e contribuisce a creare quella “esperienza unica” nel quale il cliente si sente protagonista, consumaTTore anziché consumatore, e che gli fa preferire la convivialità ad altre in competizione nel comune segmento leisure, inteso come valorizzazione esperienziale del tempo libero. L’accoglienza e la gentilezza del personale sono infatti importanti per l’81,6% ma, a testimonianza della propensione italiana ad apprezzare la bellezza in ogni circostanza, il secondo fattore segnalato è la mise en place e presentazione dei piatti (51,2%) seguita dallo stile dell’arredo con il 44,4% (Fonte: TradeLab per Mixer, 2016).

Anche tecnologia e innovazione sono sempre più importanti per conquistare i consumatori più avvertiti e, in particolare, i millennial: dai menu-tablet che consentono di intrattenere i clienti in attesa del servizio ai metodi di pagamento tramite smartphone, sul front-end; ma anche, dietro le quinte in cucina, le nuove tecnologie del food equipment che permettono di creare ricette un tempo impensabili grazie a nuove modalità hi-tech di trattamento degli ingredienti, conservazione e cottura. In particolare, oggi non è più possibile separare il mondo reale dal digitale nei settori esperienziali come la ristorazione: Il 74% dei consumatori mostra fino al 40% di probabilità in più di acquistare da brand che definiscono chiaramente i loro valori anche attraverso i social media. Il 46% delle imprese che interagiscono sul web con i propri clienti riceve feedback mediamente più positivi e il 55% di queste sostiene che i social media abbiano contribuito ad aumentare il proprio business. Le tracce digitali lasciate dai consumatori consentono inoltre di mappare preferenze e comportamenti di consumo, anche in ottica di maggiore personalizzazione e arricchimento del servizio (Fonte: ILTM ed Euromonitor, 2015).

Napoli e la Campania: la tradizione guarda al futuro

Se la tecnologia è il driver delle nuove generazioni, qualità e tradizione rimangono centrali in modo trasversale ai target. In questo senso, in Italia un interessante caso studio è quello di Napoli e della Campania. Con le sue oltre 30mila imprese attive, la Campania è terza nel settore dei servizi di ristorazione, così come per la popolazione (terza regione più popolata dopo Lombardia e Lazio). Il settore è cresciuto nell’ultimo triennio di poco meno del 2,5% annuo e le imprese campane della ristorazione rappresentano circa il 10% del totale nazionale (Fonte: FIPE 2016). Senza contare prodotti iconici come pasta o pizza (per cui recentemente è stata avanzata anche una candidatura a patrimonio dell’umanità), la tradizione gastronomica campana è particolarmente ricca e ben riconoscibile. Numerose sono le produzioni che possono vantare una denominazione di origine (DOP, IGP, STG) ed altrettanti i piatti conosciuti ed imitati in ogni parte del mondo; questo contribuisce a caratterizzare ulteriormente il territorio e a rafforzare la reputazione della Campania, anche a livello internazionale, tanto in campo agroalimentare, quanto come meta di turismo enogastronomico.

Lo conferma anche la presenza di locali campani nelle tre guide più autorevoli, Guida Michelin, I Ristoranti d’Italia di Espresso e Ristoranti d’Italia di Gambero Rosso. Sugli 8.804 ristoranti censiti in Campania da FIPE sono 258 i locali citati: 59 in tutti e 3 i volumi, 59 solo su Michelin, 47 solo su Gambero Rosso e 44 su Espresso. Michelin è la guida che ne annovera il maggior numero (146, pari al 56,6%), di poco inferiori le altre due (Gambero Rosso 55,1%) ed Espresso 51,2%). Rispetto alla precedente indagine EBNT-FIPE del 2010 il numero complessivo di locali menzionati è rimasto pressoché stabile (256 quelli rilevati in precedenza). Sono 76 (pari al 29,5% di quelli considerati) i ristoranti che hanno ricevuto un riconoscimento da almeno una delle guide. Invece 33 (il 12,8%) hanno ricevuto un riconoscimento da tutte e tre le testate.

I ristoranti di qualità sono presenti in tutte le province campane — confermando la maggiore rilevanza di concept e prodotto offerto rispetto alla location –, ma si notano quattro aree dove questi si concentrano: le isole (Ischia, seguita da Capri e quindi Procida, oltre il 15,5%), seguite a pari merito dalla città di Napoli e dalla Costiera Amalfitana con il 14,3% e quindi dalla Costiera Sorrentina (12,4%) Nonostante la maggioranza sia costituita da ristoranti è interessante notare altre tipologie di locali, in particolare trattorie e pizzerie. Il forte legame con tradizione e territorio si nota anche nei menu: il 21,7% dei locali presentati offre infatti una cucina di tipo classico ed un altro 20,5% piatti della cucina campana. A cui vanno poi aggiunti un altro 20,5% di locali che presentano un menu in prevalenza a base di pesce ed un altro 14,7% che presenta una carta con piatti di cucina italiana.

In conclusione, la ricerca conferma che l’ospitalità è una componente chiave nel successo anche internazionale delle eccellenze italiane in chiave lifestyle e che agisce come fattore di sistema in sinergia con l’agroalimentare. Il sistema ospitalità-agroalimentare si distingue per una propensione molto forte a operare in un’ottica di filiera, coniugando la cura e l’unicità delle materie prime con un’industria del food equipment leader mondiale, fino al primato del design e della progettazione italiana nella capacità non solo di ideare nuovi concept, ma di sviluppare l’intero progetto in qualità di contractor, dalla forchetta all’arredo alla proposta culinaria.

 

Tutti gli aggiornamenti sono disponibili su:

sito web: www.host.fieramilano.it

Pagina  Facebook;: (clicca qui- @HostMilano),

hashtag: #Host2017.

 

                                        

4 anni per Rodolfo Sorbillo e la sua pizza napoletana 

A Salerno una storia di famiglia e di passione in chiave bio

Classe 1989 ed un DNA che non mente. Rodolfo Sorbillo, com’è successo a tutti nella sua famiglia, ha cominciato a mettere le mani in pasta in tenerissima età, aveva 5 anni.

Ricorda bene quel momento, un rito che si è consumato con gioia ed entusiasmo nella pizzeria “La Maga Circe” di suo zio Gigi Sorbillo a Mergellina.

Da allora non ha mai avuto dubbi, avrebbe fatto il pizzaiolo. E la sua mamma, Carolina, ha sempre avvallato con piacere quello che dapprima era il talento di un ragazzo ed oggi è una professione a cui si dedica con molta devozione.

E’ così che è nata a Salerno il 21 settembre 2013, in Corso Garibaldi 29la sua pizzeria napoletana, rappresentando il primo Sorbillo della quarta generazione.

Alle porte, dunque, il quarto compleanno che coinciderà con i grandi festeggiamenti del Santo Patrono della città: San Matteo.

Proprio in suo onore, ed eccezionalmente, soltanto dal 18 al 24 settembre sarà possibile ordinare un fuori menù che rappresenta da sempre questa festa: il panino con la milza, che – in questo caso – sarà servita in un fragrante panuozzo.

festeggiamenti per la pizzeria di Sorbillo

Per il 21 settembre, invece, i festeggiamenti si svolgeranno a pranzo e a cena. Per l’occasione tutti i commensali riceveranno a fine consumazione un goloso cup cake con una candelina, da spegnere con Rodolfo o da soli, magari con un bel selfie che renderà social una festa nella festa.

Una cinquantina di posti per un menù di impronta tradizionale. Una storia con lunghe radici, nata nel 1935 – in Via dei Tribunali a Napoli – con i bisnonni Luigi e Carolina.

Perchè se è vero che il mondo della pizza vive la sua grande rivoluzione, lui non ha dubbi

Resto ancorato alla tradizione di famiglia, seppure scelgo farine biologiche e prodotti a denominazione e Presidio Slow Food. Quello che mi è stato tramandato per me è prezioso e lo rinnovo tutti i giorni lavorando con passione alle mie pizze

Spiega Rodolfo.

D’altronde avendo cominciato giovanissimo, le strade che lo hanno portato ad apprendere i segreti di questo mestiere sono state molte. Dall’età di 14 anni e fino alla maggiore età negli orari extrascolastici ha lavorato nella sede storica dei suoi nonni in Via dei Tribunali 35 seguendo gli insegnamenti dei prozii Patrizio e Umberto, a 18 anni si trasferisce a Treviso andando a dar man forte a suo zio Giuseppe. Il ritorno a Napoli è accanto a Gino Sorbillo dove ha trascorso gli ultimi intensi mesi prima di decidere di dar vita ad una pizzeria tutta sua.

Anche qui l’impasto viene stagliato a mano ed è ottenuto con l’esclusivo utilizzo di farine biologiche di tipo 1 con l’aggiunta di lievito madre. La lievitazione minima di 24 ore garantisce un impasto leggero, soffice ed altamente digeribile.

Altro grande asso nella manica del giovane Sorbillo sono i fritti: dai crocchè agli arancini, passando per la golosa bontà delle frittatine realizzate con bucatini di Gragnano. Anche questa una produzione completamente artigianale, firmata da Rodolfo e dalla sua giovane squadra.

Fritti Sorbillo

 

Certamente in carta anche la pizza con il cornicione ripieno di ricotta di bufala poi guarnita con provola affumicata, rucola e scaglie di Parmigiano Reggiano, un must di famiglia anche questo. Straordinarie le foto che ritraggono un giovanissimo Umberto Agnelli a degustarla proprio da Rodolfo Sorbillo senior nel 1959.

E se i grandi pilastri vi appassionano, un altro capitolo lo riserva la pizza fritta in tre versioni, di cui la classica con i ciccioli di maiale, la ricotta fresca, la provola di bufala ed il pepe nero.

Non manca la birra con qualche etichetta artigianale e tra le bibite presenti anche le versioni bio per i più attenti. Qualche etichetta di vino, tra cui bio e senza solfiti, chiudendo sui dolci della casa con un particolare impasto al cacao ed i classici angioletti fritti serviti con creme di nocciola e pistacchio.

 

 

Pizzeria Sorbillo Carolina&Rodolfo

Corso Giuseppe Garibaldi, 29 – Salerno

089.2961874

info@sorbillosalerno.it

www.sorbillosalerno.it

Pagina FB @pizzeriasorbillosalerno

Pagina Instagram Pizzeria Sorbillo Salerno

 

 

 

 

In 80mila a Gragnano per la Festa della Pasta I.g.p.

Serviti 10mila primi piatti. Soddisfatti gli organizzatori.

Si è chiusa, a Gragnano, con un grande successo di pubblico la Festa della Pasta IGP “Pasta, amore e…pomodoro”: tra venerdì e sabato via Roma e piazza Amendola, luoghi dell’evento, sono state invase da un fiume di persone, appassionati del buon cibo e della bella musica.

In 80mila, secondo la Questura, hanno partecipato alla manifestazione che per due giorni ha reso la cittadina ai piedi dei Monti Lattari meta di visitatori provenienti da tutta la Campania.

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Gremita di pubblico la piazza dello show di Simone Schettino, dell’esibizione esclusiva del ballerino tedesco noto per lo spot della Tim, Sven Otten, per la prima volta in regione e quella che ha accolto tra balli e cori i ritmi afro-americani del maestro assoluto del groove Enzo Avitabile e dei suoi Bottari.

L’artista simbolo della contaminazione tra generi ha incantato il vasto pubblico con i suoi brani.

Sold out per gli stand che hanno ospitato i 12 chef del territorio coordinati da Alfonso Iaccarino, “Testimonial” della Pasta di Gragnano nel mondo. Sono stati circa 10mila i primi piatti serviti, 6500 nella sola serata di sabato.

Gettonatissime le ricette realizzate in esclusiva per la Festa. Nella prima giornata:  gli Spaghetti “Aglio e olio, pomodoro San Marzano e basilico” dello chef Alfonso Caputo, del ristorante stellato Taverna del Capitano della baia di Marina del Cantone e la “Pasta con fagioli arrecanati e nduja” di Mario Cinque, lo chef dello Yacht Club di Castellammare di Stabia, il Mischiato leggero con pomodori lampadina, raviulillo e friselle proposto da Andrea Napolitano del Bikini di Vico Equense o ancora la “Candela laccata di zuppa forte, yogurt di bufala e finocchietto” di Luigi Salomone di Piazzetta Milù della vicina Castellammare di Stabia,il “Sole nel Piatto” de Le Axidie di Vico Equense con lo chef Giacomo De Simone o la “Pasta al Pomo d’oro” dello chef Giulio Coppola della Galleria di Gragnano, discepolo di Cannavacciuolo e inserito nei Jeunes Restaurateurs  d’Italia.

Presi d’assalto anche ieri sera gli stand con i pentoloni  di Rigatoni alla Norma affumicati preparati con la maestria e la passione indiscussa di Peppe Guida, chef patron della stellata Osteria di Nonna Rosa di Vico Equense. Successo anche per la frittata di maccheroni con la pasta mischiata di Giovanni Sorrentino, dei Gerani di Santa Maria La Carità; la Pasta e patate “molto meglio il giorno dopo” di Vincenzo Vaccaro di Cucina 82 di Gragnano;  lo “Scamarro a sinistra” di Pasquale Torrente del Convento di Cetara; o i mezzi rigatoni con il Pomodoro lungo  giallo di Capaccio, spadino fresco, capperi disidratati e sfusato amalfitano di Michele De Leo  di Palazzo Avino di Ravello o ancora “O’ raù scarfato” di Vincenzo Maresca del Cellaio di Vico Equense.

Il grande classico della dieta Mediterranea, la pasta al pomodoro, si è dunque confermata il piatto preferito dagli italiani, sia nella versione tradizionale che nelle nuove proposte dei sei grandi chef che l’hanno reinterpretata  con le loro ricette che hanno utilizzato i diversi formati  di pasta dell’offerta Gragnanese IGP e pomodori dello straordinario paniere campano. Veri protagonisti dell’evento sono stati, dunque, gli undici pastifici del Consorzio che animano l’economia stessa di Gragnano, comune di circa 30mila abitanti conosciuto nel mondo proprio come la Città della Pasta : La Fabbrica della Pasta, Il Mulino di Gragnano, Pastificio D’Aragona, Pastificio D’Aniello, Antiche Tradizioni di Gragnano, Il Re della Pasta, Pastificio Massa, Oro di Gragnano, Cooperativa Pastai Gragnanesi, Pastificio Di Martino, Pastificio Dei Campi. La produzione della pasta è pari a 10mila quintali al giorno per un fatturato annuo di quasi 250 milioni di euro. Un mercato prevalentemente estero se si considera che il 70% della produzione è destinato all’estero, nei Paesi del Nord Europa, negli Stati Uniti, in Canada, Australia, in Corea, in Giappone. E Gragnano rappresenta il 5% della forza lavoro del settore in Italia.

Soddisfatti gli organizzatori. “Una festa – hanno commentato Giuseppe Di Martino e Maurizio Cortese, rispettivamente  Presidente e Direttore del Consorzio Pasta di Gragnano I.g.p. – di grande divertimento che è stata ispirata agli anni ’50 e al grande ottimismo della ripresa economica. Una manifestazione all’insegna della spensieratezza, della leggerezza, del gusto e della salute a tavola. Abbiamo aperto in questo modo una finestra su una realtà seria dell’economia della Campania. Ci fa piacere che i numeri ci abbiano dato ragione”.

Leggi gli altri articoli sull’evento: Apertura  della Festa di Gragnano

Pagina Fb: La Buona Tavola 

 

San Vitaliano, apre il “Salotto Fame”
C’è più gusto a stare insieme

 

Mercoledì 30 agosto a San Vitaliano (in via Nazionale delle Puglie, 1) – in provincia di Napoli –  si svolgerà l’inaugurazione di “Salotto Fame”: una hamburgeria – braceria che propone prodotti di qualità ottenuti con ingredienti naturali e abbinati a birre e vini italiani.

Come nel salotto di casa, considerato la stanza più importante dell’appartamento, dove si ricevono gli ospiti e ci si sofferma a parlare, Felice e Lucia (i proprietari) hanno inteso strutturare il loro locale in maniera tale da accogliere gli ospiti in un ambiente fresco, accogliente e moderno, riempendoli di attenzioni, come se fossero a casa di parenti o amici… Un concetto di ristorazione già noto agli habituè della vecchia sede del Fame, ubicata a Marigliano, che in soli tre anni si è accreditata come punto di riferimento degli “hamburger addicted” e, più in generale, dei buongustai.

Ormai l’american style ha sedotto gli italiani. Ma il cibo simbolo del fast food è stato contaminato dalla genuinità italiana ed è diventato un piatto buonissimo da mangiare. E’ divenuto dunque una pietanza prelibata da gustare in tanti modi, in maniera sana e fantasiosa.

bun americano

Innanzitutto tutte le componenti dei panini proposti nel “menews” del Fame (il menù è impostato come un giornale) sono all’insegna della massima qualità possibile e prodotti in totale autonomia con materie prime da ristorante stellato. Pane preparato giornalmente (bun americano con semi di sesamo e papavero), così come le salse fatte in casa e tutti i topping. La carne, in assoluto la protagonista, viene valorizzata da ingredienti di contorno di qualità inseriti nel panino con un senso logico e non “tanto per far scena”. Infine salse concentrate ed eseguite con rispetto, vere e proprie componenti nell’insieme, non i soliti “veicoli grassi” e poco più. Non mancano ovviamente gli special burger: come il “LovEster” (dedicato alla figlia dei proprietari)  – fatto con hamburger di Fassona piemontese da 200 gr, mezzo astice americano fresco, julienne di insalata icebearg, bacon croccante affumicato, smokey baconaise sause -, oppure il “Vesuvio” ottenuto con hamburger, composta di melenzane a funghetto con pacchetelle di pomodoro del piennolo dop, fior di latte di Agerola e guanciale di maialino nero. Altro “must eat” lo “Cherry” con hamburger, confettura di ciliegie, caciotta stracchinata, guanciale di maialino nero dei Nebrodi e rucola di campo… Il panino gourmet per eccellenza! Impossibile non trovare il panino del proprio cuore.
Altro “pezzo forte” del menews è la cheese cake, tipico dolce americano  rivisitato in chiave campana: viene fatto con la “lattica”, un formaggio innovativo prodotto da Francesco Savoia presso l’omonimo caseificio di Roccabascerana, ottenuto dal latte di vacca pezzata rossa; inoltre nel biscotto c’è un ingrediente  segreto, sempre legato ai sapori nostrani; tanti i topping con cui guarnirla ( frutti di bosco, caramello al burro salato, crema alla nocciola, crema  al pistacchio, crema al torroncino, etc.).

Insomma , sarà pure un locale dove trascorrere una serata, ma per qualche ora il Salotto Fame vi farà sentire davvero a casa!

 

Hashtag ufficiale: #SalottoFame

SALOTTO FAME
Via Nazionale delle Puglie, 1
San Vitaliano (Napoli)
Tel. 3331765836
Pagina Facebook: Salotto Fame Hamburgeria Braceria

Cicerale capitale del Cilento per la Festa dei ceci: arti, cultura, musica, storia, leggende ed enogastronomia tipica

Per gli appassionati delle sagre genuine, la caratteristica “Festa dei ceci di Cicerale” è tra le massime espressioni del Cilento più autentico. Fino al 23 agosto con inizio alle ore 19,30, ecco la famosa tre giorni che si pone l’obiettivo di promuovere e valorizzare – insieme ed attraverso al rinomato e pregiato cece autoctono impiegato dai migliori cuochi internazionali – la storia, le arti, l’eno- gastronomia, le leggende, l’artigianato, fino all’aspetto sociale con la riscoperta dei mestieri di un tempo riproposti alla luce di uno sviluppo occupazionale per dare nuove opportunità ai giovani ed un’alternativa concreta all’emigrazione che sta man mano desertificando il Cilento interno.
La kermesse è a cura dell’attivissima  Pro Loco, presieduta dall’instancabile pluri-riconfermato Matteo Del Galdo, e dell’altrettanto attivo Comune di Cicerale, guidato dallo “storico” sindaco Francesco Carpinelli.
Gli antichi portoni ospitano gli immancabili e suggestivi appuntamenti con l’ arte, la cultura e il folklore, alla scoperta dei mestieri di una volta e della ricca storia e delle affascinanti leggende del borgo, e della zona, a partire da quelle legate all’antichissima Corbella di “Donna Sabella con le sue trentatré Castella” illustrata ai visitatori accolti con proverbiale ospitalità, attraverso racconti, proverbi e versi dei cantastorie ed i racconti degli esperti e degli anziani custodi di tanto sapere.
Mostre d’arte e quella animata degli “antichi mestieri”, figuranti nei costumi d’epoca, artigianato tipico, curiosità, prodotti alimentari di eccellenza, rappresentazioni in costume, antichi balli caratteristici e tanta buona musica popolare (Myosotis, Alina, Donnaluna ecc) per un ascolto piacevole e coinvolgimento dei tanti visitatori, puntualmente entusiasti. Grande coinvolgimento nelle tre serate. In degustazione le ricette tradizionali nelle quali è protagonista principale, un abbinamento appetitoso, il rinomato legume. Tanti ritmo con la musica popolare in varie postazioni del percorso.
Nelle strettissime e suggestive stradine del tipico borgo, illuminate dagli antichi lampioni, balli e canti, come tradizione. In programma brani tradizionali intonati e suonati da musicisti itineranti che arricchiranno con la loro voce, a partire dalle tipiche ballate cilentane.
Un’occasione davvero unica: notevole è la risonanza in tutti i comuni cilentani soprattutto grazie al significativo percorso culturale e culinario che la distingue e connota.
Dalle tradizionali lagane e ceci, alle frittelle con farina di ceci, ed alle tante altre gustosità “della nonna”, genuine e corroboranti, sane ed appetitose, per un menu dedicato al legume autoctono, dall’antipasto al dolce, al gelato, che prevede anche altre specialità per una scelta variegata e fruibile da tutti, accompagnato  dal generoso vino cilentano.
“Cucinato con passione, secondo tradizione, ed interpretato nelle più appetitose proposte e varianti, il nostro rinomato cece è il protagonista della caratteristica Festa in programma nella antica cittadina di Cicerale da stasera al 23 agosto. Un appuntamento di forte richiamo turistico per la sua particolarità e la gustosità dei piatti serviti nel suggestivo contesto del centro storico, nei cortili degli antichi palazzi nobiliari, tra essi, il cinquecentesco Palazzo Marchesale dei Primicile Carafa; la cappella di Santa Maria apparente della famiglia Marra; il Palazzo dei nobili di Sarluca, trucidati nel 1861 dopo l’unità d’Italia perché fedeli ai Borboni; la Cattedrale che nel 1800 sorse sulle rovine della antica cappella di San Giorgio.  Sono preziose testimonianze di un passato glorioso e custodi di tradizioni affascinanti ed uniche che connotano un territorio di grande bellezza, caratterizzato da una natura preponderante”. Matteo Del presenta la sua “creatura”, cresciuta negli anni e sempre più famosa e coinvolgente: un successo tutto cilentane e soprattutto ciceralese.
La Festa dei ceci rappresenta “uno dei massimi eventi che la gente del Cilento ed in particolare la ridente Cicerale, dalla proverbiale ospitalità, offra ai suoi graditi visitatori”, che qui vengono accolti in maniera genuina e sincera, proprio come nei tempi antichi.
Partecipa la cittadinanza intera, coinvolta a livello capillare; vede impiegati i giovani, accanto agli anziani, cultori della “Ciceralità”.
Questa edizione è connotata però da una grande assenza, quella di una vera e propria istituzione della Festa: Antonio Del Galdo, indimenticabile “pigiatore di uva” al quale va il pensiero e la riconoscenza di tutta la cittadinanza che lo ricorda con grande stima ed affetto. Antonio è sempre stato tra i più attivi ed appassionati sostenitori di questa riuscita ed apprezzata testimonianza cilentana che è la Festa dei ceci, fiore all’occhiello del territorio, che si distingue da tante altre sagre per l’autentica genuinità dei presupposti oltre che dell’ottimo cibo servito a prezzi veramente popolari.
Il cece di Cicerale si distingue per la polpa ricca e gustosa, ha proprietà fisiche ed organolettiche uniche che lo rendono top per qualità e gusto ed hanno determinato il riconoscimento quale Presidio Slow Food dal 2012. È tra le varietà considerate migliori al mondo, ricercato ed impiegato dai più famosi cuochi, simbolo della civiltà contadina ciceralese, emblematico della biodiversità campana, della sana alimentazione e della longevità che costituisce uno degli aspetti più significativi della Dieta Mediterranea, secondo l’Unesco, patrimonio dell’Umanità.
Particolarmente energetico e nutritivo, con grandi capacità diuretiche, dal colore dorato con una sfumatura nocciola chiaro, il cece ciceralese che dà il suo nome alla ridente cittadina, si distingue per il sapore più intenso ed appetitoso rispetto alle tante qualità di ceci comuni.
È contraddistinto da un basso contenuto in umidità che assicura un tempo di conservazione prolungato ed  in cottura si ingrossa notevolmente offrendo buondì un’ottima resa.
“Innanzitutto il nostro rinomato cece ed in generale le nostre produzioni agroalimentari tipiche costituiscono, insieme alle tante bellezze naturali, alla storia ed alle tradizioni di Cicerale, dei volani di sviluppo di primaria importanza per il nostro territorio – sottolinea il sindaco Francesco Carpinelli – Puntiamo su essi innanzitutto per ridare slancio alla nostra economia e recuperare le nostre preziose radici”.
La tradizionale Festa dei ceci vede capillarmente mobilitata l’intera cittadinanza, coordinata con estrema passione e professionalità dai componenti dalla Proloco, a partire dal direttivo tutto, guidata da Matteo Del Galdo, con il fattivo tesoriere Giovanni Gargaro, la vicepresidente Carmela Ferri ed i consiglieri Tolomeo Carmine e Antonio Marzocca.
All’opera i tanti collaboratori.
Agli stand: Gerarda e Paola Cafasso, Enza Del Galdo, Gianluigi Carpinelli, Rossella Corrente, Concetta Del Galdo, Pina Gargaro, Stefania Tesoniero, Giorgio Mollo, Angelo Pio Tesoniero, Domenica Lisa, Alberina Corrente, Davide Del Galdo, Domenico Manzo, Carmela Ferri.
Assistenza: Massimo e Francesco Belgrande, Giuseppe Coppola, Donato Tesoniero, Loris Torrusio, Daniele Palumbo ed i ragazzi Mina Giandonato e Stefano Fatima.
Ai fornelli: Lucia Valva, Celestina Ruggero, Maria Benedetta Coppola, Agostina Paladino, Anna e Carmine Gargano.
Rappresentazione antichi mestieri: Rosina e Swami Del Galdo, Antonietta Mottola, Giorgia e Giovanna Paladino, Vincenzo Pomposelli, Pasquale Cammarota, Lauretta Voria, Virginia Torrusio, Irene Russo.

Stella si nasce o si diventa?

“I sensi sono gli strumenti che ci permettono di scoprire il mondo, di conoscere e imparare, di sognare”

Ed è il “Sensi Restaurant” dell’Hotel Residence, splendido palazzo nobiliare a pochi metri dalla celebre Cattedrale di Amalfi, che lunedì 21 agosto ospiterà alle ore 20.30 l’evento

Stella si nasce o si diventa?”.

L’evento organizzato da Angela Merolla, con l’eccezionale partecipazione dello Chef stellato Paolo Gramaglia, patron del President di Pompei; estro, tecnica, filosofia e passione daranno al Sensi la risposta alla domanda che ha ispirato il nome della serata.

– Chef Gramaglia: “Il successo della gastronomia è nella tradizione, basta solo saperla interpretare senza nostalgia”.

Alessandro Tormolino chef resident del “Sensi” per l’occasione, dividerà la sua cucina con tre colleghi, per realizzare ognuno una portata alla quale sarà abbinato un vino.

Il Panettiello e i panini ai cereali del Mastro panificatore Filippo Cascone accompagneranno le portate, concludendo con il raffinato dessert del Maestro pasticcere Alfonso Pepe e AmaRè, la nuova proposta della Distilleria Petrone.

 

Gli Chef:

Alessandro Tormolino – Sensi Restaurant – Amalfi SA

Giuseppe Sorrentino –Consultant chef

Aniello Visone – Consultant chef

Stefano Parrella – Osteria La Lanterna – Mugnano del Cardinale AV

Menu:

Aperitivo di benvenuto al “Sensi Restaurant”

 

Chef Giuseppe Sorrentino

“Sapori nudi e crudi”

Tartare di vitello su caponatina di melanzane e la sua cialda, salsa di bufala, colatura di alici.

Carpaccio di manzo su insalatina e germogli, polvere di frutta secca, spugna al basilico e pomodorini marinati ai lamponi. 

Chef Aniello Visone

“Madonite a spasso”

Lumache in verdurine miste 

Chef Stefano Parrella

“Sensazioni di Moscioli alla finta brace”

Spaghetti, moscioli, cenere di cozze, smeraldi di limone

Chef Alessandro Tormolino

“Sandwich di pesce bandiera”

Con gelato di alghe, caviale di lumaca, maionese di placton 

Mastro panificatore Domenico Fioretti – Carinaro CE

Pre-dessert – “Tozzetti Amalfitani”

Maestro pasticcere Alfonso Pepe – Pagani SA

Dessert – “Amalfi …..i sapori della Costiera”

Distilleria Petrone – Mondragone CE

“AmaRè” – Amaro di erbe, piante e agrumi provenienti dall’orto botanico della Reggia di Caserta

 

Vini in abbinamento:

 Argillae – Orvieto

“Spumante Brut” Metodo Martinotti – 100%Chardonnay 2016

Casa Setaro – Trecase NA

“Caprettone” Spumante Metodo Classico – Vendemmia 2014  Sboccatura 2017

Cantina Di Lisandro – Caiazzo CE

“Lancella” Pallagrello Bianco- Terre del Volturno IGP – 2016

Cantine Cennerazzo  – Torrioni AV

“Sphera” Greco di Tufo DOCG – 2015

Tenuta Cavalier Pepe – Luogosano AV

“Vela Vento Vulcano” Irpinia Rosato DOC – 2016

 

Partener:

Pastificio Arte & Pasta – Boscoreale NA

Linea Blu CSM – Centro Spedizioni Molluschi  – Lettere NA

La Lumaca Madonita  – Campofelice di Roccella PA

La Stella delle Carni- Sant’Antonio Abate NA

 

Ticket di partecipazione: euro 70 (vini inclusi)

Prezzo per la sola giornata promozionale
Ingresso solo su prenotazione

Info e prenotazioni:

“Sensi Restaurant” Hotel Residence

Via Pietro Comite n.4 Amalfi SA

Tel. 089 87 11 83

L’Associazione  TRA CIELO E MARE in collaborazione con AUMM AUMM 2.0 patrocinate dal COMUNE DI LETTERE

PRESENTANO:

 “ Notte al Castello sotto un cielo di stelle”

che si terrà presso il Castello Medioevale di Lettere  il 25 Agosto 2017  p.v. alle ore 20,00.

L’evento enogastronomico volto a valorizzare le bellezze paesaggistiche – enogastronomiche culturali  e storiche, dei dei Monti Lattari, prevede l’apertura della serata con una sfilata di Moda, che metterà in luce alcune Aziende produttrici del nostro territorio, si proseguirà con un percorso di degustazione che vedrà impegnati importanti chef, pasticceri e produttori che hanno partecipato alla rinomata kermesse “ CENANDO SOTTO UN CIELO DIVERSO” .

Il tutto allietato da una musica live-dance e tante bollicine. Quindi non solo Food ma anche Fashion Style e Glamour, per una serata indimenticabile.

Sponsor della serata la Cantina”  POGGIO DELLE BACCANTI”  di Sant’Antonio  Abate che delizierà i palati con l’ultima creazione “ SFIZ AND SODA” e tante bollicine.

Ecco alcuni degli chef protagonisti della serata:

GABRIELE MARTINELLI  (I Machiavelli – Pompei-), MARIO POLLIO ( Pasta è…  Sant’Agata sui due golfi-), ENRICO RUIGGIERO   (Ristorante  Caupona  – Pompei -)  GIAN MARCO CARLI ( Crudo Fish Lounge  – Pompei -) LUIGI SORRENTINO ( Agriturismo  La casa del ghiro – Pimonte -) UMBERTO VENTRIGLIA ( Personal chef  – Alife ) UMBERTO AVITABILE ( Wolf Irish Pub – Pompei-) NANDO Melileo  ( Pasticificio Cuomo  – Gragnano) FILIPPO CASCONE  (Panificio Cascone – Lettere-), GENNARO PELUSO (CARILLO&PELUSO Italian  Delicius  -POMPEI-)  FRANCESCO LASTRA (Laboratorio  Lastra  –Pompei -)  BAR -Pasticceria  NOBILE  (  C.Mare di stabia)  FRANCESCO VARNELLI  ( Hermes Caffe’ – Pompei-)

Caseificio : Latterie Gargiulo ( Gragnano)

Pastifici presenti : Pasticio Cuomo ( Gragnano)  Pastificio Cavalier Vicinanza ( Gragnano)

Ingresso 15 euro  5 degustazioni 1  calice di bollicine.

INFO:

alfonsinalongobardi@yahoo.it  

Alfonsina Longobardi  333.3455623

Gabriele Omobono      333.8282709

Sfogliatelle, Sfogliacampanelle e Babà a portata di click

E’ online www.sfogliacampanella.it, il primo e-commerce di sfogliatelle, sfogliacampanelle e babà

La Sfogliacampanella, il dolce due in uno (una sfogliatella con il cuore di babà) ideato da Vincenzo Ferrieri, patron della pasticceria Sfogliatelab, leccornia tanto apprezzata dai napoletani e dai turisti che la degustano presso l’omonimo store di San Biagio dei Librai o presso la storica pasticceria di piazza Garibaldi (Napoli), è diventata anche il nome del dominio del primo e-commerce di sole sfogliatelle e babà lanciato in Italia. Su www.sfogliacampanella.it sono acquistabili le sfogliacampanelle in tutti i gusti, il classico babà napoletano, le sfogliatelle dolci (disponibili in 11 gusti: frutti di bosco, mandorla, bacio, ricotta e pere,  limoncello, pistacchio, albicocca, arancia, nocciola, oreo e, ovviamente, quella classica), e le sfogliatelle salate (disponibili in 7 varianti: provola e melanzane, provola e peperoni, provola e zucchine, ricotta e salame, salsicce e friarielli, scarola e provola, soffritto). Il servizio è garantito nei giorni lavorativi. Le consegne avvengono in 24 ore. Gli ordini avviati nel fine settimana vengono smistati il lunedì successivo.

La Sfogliacampanella

Non è una sfogliatella, non è un babà, né tanto meno un dolce alla ricotta. Una ricetta rimasta per quasi un secolo nella memoria di una storica famiglia di pasticceri partenopei, i Ferrieri, torna a vivere. La sintesi della tradizione pasticcera del capoluogo campano si chiama “Sfogliacampanella”, un dolce che non finisce mai di stupire con i suoi tre strati di gusto: presenta all’esterno la sfogliata a pasta riccia e dentro, avvolto in un cuore di cioccolato e in una raffinata mousse a base di ricotta, il babà in versione mignon. Sembra facile ma non lo è. Il segreto è nella crema di ricotta miscelata. Un dolce che invita chi lo assaggia a prendersi del tempo, obbliga i golosi a concedersi diversi momenti di piacere assaporando la tradizione che lo accompagna e – magari – cercando di indovinare la sua antica e preziosa ricetta.

sfogliacampanella cocco

 

Se oggi questo dolce speciale, con oltre 100 anni di storia alle spalle, è tornato finalmente in commercio lo si deve solo a Vincenzo Ferrieri, titolare del marchio SfogliateLab, esponente di una famiglia di maestri pasticcieri.

 
Da ragazzo ho sempre avuto la passione per la pasticceria creativa  – spiega Vincenzo Ferrieri – .  Con la Sfogliacampanella vogliamo ricalcare la tradizione culinaria della sfogliatella e dare avvio a un nuovo rito del piacere, portandolo in giro partendo ovviamente da Napoli”.

 

sfogliacampanella fragola

La Sfogliacampanella è oggi degustabile in 13 diverse declinazioni: classica, al caffè, al croccantino, al panettone, al pistacchio, all’arancia, al cioccolato bianco, al gusto bacio, e nelle versioni estive al limone, alla pesca, ai frutti di bosco, al cocco e alla fragola. Ed, infine, un “must eat” dell’estate 2017 è la sfogliacampanella – gelato disponibile in diversi gusti (la farcitura di ricotta è sostituita con un buonissimo gelato artigianale)

 

 

 

“Mangiamo con i contadini”

Percorso gastronomico nella tradizione aulettese

XVI edizione

In contemporanea “Viaggio intorno alla musica popolare” 

13/14 agosto  2017

Centro Storico – AULETTA (SALERNO)

 

Il borgo di Auletta conosce bene il valore dell’accoglienza ed ama narrare il suo grande patrimonio di tradizioni, sapori e folklore.

Tra gli eventi che ogni anno popolano le sue strade e le sue piccole piazze vi è il percorso gastronomico “Mangiamo con i contadini” che quest’anno ha raggiunto la XVI edizione.

Alle porte del Ferragosto, il 13 ed il 14 agosto, due serate dedicate al buon cibo ed alla musica – a partire dalle ore 20 –  in un periodo importante per un luogo che si colora del ritorno degli emigranti, di parenti ed amici, lontani per buona parte dell’anno.

Usanze, costumi, tradizioni e gastronomia della civiltà contadina: questi gli ingredienti principali. Nel corso delle due serate si potranno degustare presso le antiche “masserie” ottimi piatti poveri, gli stessi che si usavano preparare e mangiare solo nei giorni di festa, con metodi e tecniche di una volta, ma soprattutto usando ingredienti locali che conferiscono alle vivande quel gusto unico e indimenticabile.

Non mancheranno – tra le altre cose – il fagiolo bianco Tondino, la pizza chiena e la carne di maiale servita con le patate ed i peperoni fritti.

Posto d’onore, naturalmente, per il carciofo bianco del Tanagro che sarà possibile ritrovare nell’antipasto come sott’olio ed anche in crema, servita con il caciocavallo impiccato.

Manifesto Viaggio musica popolare

E proprio come si faceva una volta le occasioni speciali erano sempre infiocchettate dalla musica popolare che, quest’anno, sarà la protagonista di una sorta di evento nell’evento: “Viaggio intorno alla musica popolare”. Centrali i suoni ipnotici e coinvolgenti della zampogna e della ciaramella che guideranno i numerosi balli popolari.La manifestazione, organizzata e ideata dalla Pro Loco di Auletta, vedrà i volontari allegramente vestiti in abiti tradizionali, contribuendo a creare un’atmosfera unica.

Gli anni passano e i volontari della Pro Loco di Auletta contribuiscono a rafforzare l’identità rurale della nostra comunità. Non vogliamo dimenticare ma rafforzarci, partendo da ciò che siamo stati: contadini felici di una vita fatta di sacrifici, ma anche di momenti di convivialità sinceri e ricchi di partecipazione”, spiega il presidente della Pro Loco Giuseppe Lupo.

E’ questo che ci piace trasmettere ogni anno, in un evento che celebra l’importanza della memoria e della condivisione. Il nostro buon cibo, schietto e sincero, e la nostra musica popolare, simbolo della cultura contadina e voce che racconta ancora oggi storie e vicende significative”.

Durante la manifestazione sarà possibile visitare la mostra fotografica dedicata ai grandi terremoti d’Italia all’interno dell’incantevole Complesso Monumentale dello Jesus che – per l’occasione – sarà completamente illuminato lungo la facciata. A cura della Fondazione MIDA, la mostra sarà gestita dai volontari della Pro Loco di Auletta.

Presso la sede ufficiale dell’associazione, proprio accanto allo Jesus, sarà possibile visionare ed acquistare il ricettario “A tavola col guerriero” a cura della giornalista gastronomica Antonella Petitti, interamente dedicato al carciofo bianco del Tanagro.

Al suo interno la storia di questo importante ortaggio locale, le sue peculiarità e le ricette degli agricoltori locali e degli chef che più si sono appassionati a questa varietà.

 

 

Ingresso libero e gratuito

Degustazioni con ticket

 

Pro Loco Auletta

tel e fax 0975/392366

Infoline 380/1863475

prolocoauletta@tiscali.it

www.biancotanagro.com

La pizza si inforna nel container:

ecco la nuova idea di Johnny Take Uè 

Il vano merci si tramuta in pizzeria itinerante grazie alla joint venture con Ape Street Fooding

 

Da vano per trasporto merci a vera e propria pizzeria. Questa è il nuovo utilizzo dei container che, grazie alla joint venture di Johnny Take Uè di Giovanni Kahn della Corte e Ape Street Fooding di Gianni Garofalo, da oggi sforneranno pizze della tradizione napoletana. Una pizzeria itinerante che può far leva sul forno elettrico di nuova generazione che mantiene 480 gradi costanti proprio come uno a legna.

IL FORNO COLORATO. Forno che è elegantemente arricchito, così come tutti quelli a marchio Johnny, di un rivestimento con tappi colorati di bottiglie di ferro grazie all’artista Luigi Masecchia di Ttappost, progetto artistico, sociale ed ecologico, che coinvolge ragazzi diversamente abili o appartenenti a categorie svantaggiate che si occupano della selezione e trasformazione dei tappi rispettando il loro tempo attraverso delle donazioni economiche o di attività creative insieme.

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PIZZAIOLO A VISTA E TAVOLINI ALL’ESTERNO. E poi il pizzaiolo che lavora a vista dietro al vetro con l’impastatrice al coperto. Tavolini ed una tenda elettrica con fari a led che consente ai clienti di consumare all’esterno. Tutto il personale è formato nel laboratorio di Johnny Take Uè, pizzeria e cucina d’eccellenza al Corso Vittorio Emanuele di Napoli, flagShip del network.

L’ESORDIO. Questo innovativo format ha fatto il suo esordio nel McArthurGlen Serravalle Designer Outlet (Alessandria). Prossime installazioni in Austria, Dubai, Tel Aviv. Le novità di Johnny Take Uè non terminano qui perché martedì 22 agosto in Viale Regina Margherità a 1 Milano, aprirà un nuovo locale con 80 coperti sempre caratterizzato dall’Apecar all’interno.

 

Grande successo di Solania per la presentazione del progetto

Il mio S. Marzano D.O.P.

Lo chef Vissani e i pizzaioli, i ristoratori e i pasticceri della Campania uniti per la valorizzazione dell’Oro rosso dell’agro nocerino-sarnese.

 

È stata una grande festa di “matrimonio” quella tenutasi lunedì 24 luglio presso l’azienda Solania, storico marchio leader nel settore della trasformazione del pomodoro S. Marzano D.O.P.

Si il matrimonio tra il pomodoro più famoso e coltivato in Campania e il mondo delle pizzerie e dei ristoratori in generale. Ad officiare questo rito culinario è stato chiamato uno dei “Cardinali” della cucina italiana, Gianfranco Vissani.

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L’istrionico chef di Baschi si è prodotto in una serie di proposte d’interpretazione del S. Marzano D.O.P. con una panzanella, uno spaghetto di Gragnano, un gelato ed altre sorprese che non hanno mancato di affascinare il mondo dei gourmand.

NapolitanoL’evento è stata l’occasione per presentare il progetto: “il Mio S. Marzano D.O.P.”, che nasce sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino D.O.P., e prevede che pizzaioli e ristoratori possano scegliere l’appezzamento di terra ed il lotto di produzione e finanche personalizzare l’etichetta della confezione di latta, con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

Ciò è reso possibile dal fatto che Solania è una delle poche aziende del settore che controlla tutta la filiera dal seme alla coltivazione, alla trasformazione e finanche la distribuzione.

La cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete d’impresa, Solanacea 2.0, ha tra l’altro fatto richiesta di assegnazione del QR Code all’istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno per i prodotti coltivati, in modo da poterne garantire la tracciabilità.

Oltre a Gianfranco Vissani hanno fatto gli onori di casa il Pizzaiolo-chansonnier Gianfranco Iervolino, reduce dai successi televisivi di Rai2, Giuseppe Vesi di Pizza Gourmet, vincitore del contest televisivo 4 ristoranti di Alessandro Borghese e lo chef Maurizio De Riggi, del Markus di San Paolo Belsito, esponente della F.I.C. Campania.

Per l’occasione a questi si sono affiancati i Pizzaioli dell’Associazione Pizza Verace, di cui Solania è partner ufficiale, e del Dream-Team Perrella distributore del S. Marzano D.O.P. prodotto da Solania con il brand Napoletano, capitanati da Diego Vitagliano.

In rappresentanza della prestigiosa associazione di chef stellati EuroToque ha partecipato Alfonso Crisci, patron di Taverna Vesuviana a San Gennaro Vesuviano e adesso impegnato a Nola con la pizzeria gourmet Metamorsi e nel Cilento con il ristorante di mare Annalì.

il dessert proposto dallo chef Gianfranco Vissani

il dessert proposto dallo chef Gianfranco Vissani

l’Associazione Professionale Cuochi Italiani, è stata rappresentata da Antonio Arfè, della storica gastronomia di Chiaia, oggi impegnato al Don Pedro della Maison Toledo di Pozzuoli.

Protagonisti con le loro proposte a base sempre di S.Marzano D.O.P. lo chef Marco di Martino dello Sky Garden Club di Castellammare di Stabia, il pizzaiolo-chef Giuseppe Maglione di Daniele Gourmet ad Avellino, e gli chef dei Grani Helga Liberti e Vito De Vita.

La pizza fritta è stata interpretata da Aniello Falanga dell’Accademia di Terzigno, il rustico dal mastro fornaio Domenico Fioretti e il panino gourmet da Gianluca Ungaro di Ciacco&Baccoristo-burger di Gragnano.

Anche la scuola Dolce&Salato di Maddaloni di Giuseppe Daddio e Aniello Di Caprio con i loro allievi sono stati protagonisti per la valorizzazione dell’oro rosso dell’agro nocerino-sarnese con una proposta dolce e una salata.

Non si poteva non finire con i dolci proposti da Carlo Cuofano, della Pasticceria Svizzera a Salerno, Anna Chiavazzo del Giardino di Ginevra a Casapulla e da Salvatore Gabbiano dalla Pasticceria Gabbiano di Pompei, il sorbetto dalla Gelateria Lavezzi di Sarno.

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il dessert proposto dalla pasticceria Svizzera

È stata la festa dell’agroalimentare campano, perché al San Marzano D.O.P. è stata affiancata la pasta con Il Mulino di Gragnano e L’Antica Maccheroneria, il fior di latte e il fior di fuscella della Latteria Sorrentina, la mozzarella di bufala campana D.O.P. della La Perla del Mediterraneo, i prodotti del mare con IASA, vini della Campania con le aziende Porto di Mola di Galluccio e Selezione Catering, l’olio Evo del Consorzio Colline Salernitane D.O.P. e i Liquori di Gusta Campania.

Ma il San Marzano è stato protagonista anche con le creme per il viso e per il corpo che sono state messe a punto dai ricercatori del CNR Barbara Nicolais e Rocco Di Prisco autori del prestigioso lavoro scientifico sulle proprietà antitumorali del prodotto nocerino-sarnese.

E la festa è stata tale anche grazie alle melodie della musica classica napoletana interpretata dai maestri Mario Maglione e Espedito de Marino.

 

NOTE DI GUSTO AL POMIGLIANO JAZZ IN CAMPANIA 2017

 

Con Note di Gusto ritorna puntuale l’appuntamento di Pomigliano Jazz con il buon cibo, che anche in questa XXII edizione metterà insieme le tante, diverse, molteplici energie della Comunità del Territorio del Vesuvio.

In collaborazione con le condotte Slow Food Vesuvio e Agro Nolano, ad ogni concerto gli agricoltori campani proporranno i loro prodotti, che saranno “interpretati” da cuochi e pizzaioli del circuito Slow Food. Tra riscoperta della tradizione, innovazione e fantasia, i percorsi enogastronomici presenteranno ad un pubblico sempre più vasto la biodiversità agroalimentare dei nostri territori, per sottolineare (e preservare) l’importanza di un’identità agricola strettamente legata alla storia ed allo sviluppo dei comuni che cingono il vulcano.

I giorni del Pomigliano Jazz saranno così l’occasione per assaggiare i gustosi prodotti campani (e conoscere spesso direttamente i produttori) e riscoprire insoliti formaggi, i tradizionali pomodorini vesuviani “del piennolo”, il pomodoro san marzano (il re dei pomodori), gli ortaggi  – tra i quali primeggia la saporita “papaccella” – cereali e grani antichi; e poi l’immancabile pizza, sia al forno che fritta, e la birra artigianale prodotta sul Vesuvio…

Ad ogni concerto sarà presente uno spazio Mercato, in cui i contadini racconteranno e venderanno le proprie produzioni, e uno spazio Osteria, con degustazioni proposte da chef campani, e lo Street Food di territorio, secolare tradizione napoletana, ormai diffusa in tutta la Campania.

Nello programma sono previsti laboratori del gusto, visite in aziende agricole e la presenza di agricoltori ad ogni concerto, che metteranno in mostra i prodotti della loro terra e racconteranno la storia delle loro famiglie, da decenni dedite ad una agricoltura tradizionale e sostenibile nel rispetto dell’ambiente. Sono loro i veri custodi del territorio, ne garantiscono la cura e preservano il futuro.

 

Programma:

Il 27 Luglio ai Conetti Vulcanici di Pollena Trocchia ore 21 concerto Rava –Herbert – Guidi Trio. Per Note di Gusto lo street food del ristorante Cieddì di Portici dell’Alleanza Slow Food, la cucina tra orto e mare intorno al Vesuvio.  l’Azienda Agricola Giolì racconta la grande tradizione del pomodorino del piennolo del Vesuvio, sia rosso che giallo

 

Venerdì 28 Luglio Parco delle Acque Pomigliano d’Arco ore 21 CHANO DOMINGUEZ Flamenco Quartet. Per Note di Gusto  Marco e Giuseppe De Luca di Sciuè il Panino Vesuviano di Pomigliano d’Arco interpretano la cucina napoletana in un panino. La loro è una impresa di giovani che sta raccogliendo grandi consensi grazie all’alta qualità dei prodotti utilizzati. Porta avanti la memoria contadina di Pomigliano d’Arco l’azienda agricola Bruno Sodano, il re della papaccella napoletana – dagli orti del Vesuvio l’azienda agricola Porricelli .  In abbinamento le birre artigianali Vesuvius.

 

Sabato 29 Luglio Parco delle Acque Pomigliano d’Arco ANTONELLI-MESSINA-RICCI Feat. GIANNI VALENTINO | Rapsodie electrofisiche. Torna protagonista la pizza napoletana con il bellissimo forno Scugnizzo di Izzo Forni e la maestria di Aniello Falanga pizzeria Haccademia . Aniello è pizzaiolo dell’Alleanza Slow Food a Terzigno ed ha conquistato i Due Spicchi Gambero Rosso. Ancora lo street food del ristorante Cieddì di Portici dell’Alleanza Slow Food, la cucina tra orto e mare intorno al Vesuvio. Nell’area agricola incontriamo la coop Siani: i ragazzi di radio Siani la Radio della Legalità sono diventati produttori del Pizzino Vesuviano, il pomodorino del Vesuvio coltivato su un bene confiscato alla camorra ad Ercolano. Torna protagonista l’agricoltura buona, pulita e giusta con l’Azienda Agricola Mini Bio di Nicola Migliaccio che nell’areale aversano produce cereali e grani antichi italiani, In abbinamento le birre artigianali Vesuvius.

 

Domenica 30 Luglio Parco delle Acque Pomigliani d’Arco ore 21 FRANCESCO NASTRO solo piano A Note di Gusto Aniello Falanza pizzeria Haccademia pizza fritta e i fritti della tradizione napoletana preparati in diretta. Fritto e mangiato sul posto per la gioia dei palati più golosi. Al Forno Scugnizzo c’è la pizzaiola Paola Cappuccio della pizzeria Pizza Verace Portici con la tradizione della pizza napoletana.  Dagli orti vesuviani i piennoli rossi e gialli di Pierfrancesco Ammendola l’Orto di Nonno Luigi a San Giuseppe.  In abbinamento le birre artigianali Vesuvius.

 

Mercoledì 2 Agosto Basiliche Paleocristiane di Cimitile ROBERT GLASPER EXPERIMENT | ArtSciencecon Note di Gusto pizza fritta e i fritti dorati napoletani di Aniello Falanga pizzeria Haccademia Si frigge live e si gusta con passione. Lo chef Maurizio De Riggi ristorante Markus di San Paolo Bel Sito è atteso ogni anno a Note di Gusto per la sua abilità nel raccontare i prodotti campani secondo idee e tecniche di alta cucina. Ancora il Pizzino vesuviano della Coop. Siani il pomodorino del Vesuvio coltivato su un terreno confiscato alla camorra ad Ercolano. Dai fertili campi di Brusciano l’Azienda Agricola Vincenzo Egizio specializzata nella papaccella napoletana, tipica di questo territorio, e di moltissime varietà orticole e frutticole storiche locali della Comunità del Territorio del Vesuvio.

 

Giovedì 3 Agosto Anfiteatro Romano di Avella FRANCESCO D’ERRICO Quintet | Gesualdo. Per Note di Gusto la cucina terragna dello chef Giovanni Arvonio del ristorante Taberna del Principe di Sirignano, un ritorno graditissimo ed atteso al Pomigliano Jazz. Grani antichi, canapa, cereali e tanto altro con l’azienda agricola Mini Bio di Nicola Migliaccio dall’agro aversano, un territorio che è tornato ad investire felicemente nell’agricoltura.

 

Venerdì 4 Agosto Terzigno Museo Emblema ore 21 ENRICO PIERANUNZI con MARCO ZURZOLO e ROSARIO GIULIANI

 Con Note di Gusto Sfogliacampanella, la sfogilata riccia dolce e salata che sta facendo impazzire Napoli. Oltre alle classiche sfogliate ricce, la rinomata pasticceria si è inventata delle interpretazioni golosissime da gustare sia in versione dolce che salata.

Il profumo ed il sapore del pane da grani tradizionali italiani di Aniello Falanga pizzaiolo dell’Alleanza Slow Food, pizzeria Haccademia a Terzigno. Un buon caffè ci sta sempre bene, Torrefazione artigianale Campana di Torre Annunziata. L’Associazione Donne di Terra con Libera Feola contadina vesuviana.

 

Sabato 5 Agosto centro storico di Sirignano ore 21 GIANLUCA PETRELLA – EIVIND AARSET – MICHELE RABBIA Trio. A Note di Gusto la cucina golosa e tradizionale di Giuseppe Caramiello Hosteria Le Gourmet di Sperone. I pomodorini del piennolo del Vesuvio rossi e gialli di Gaetano Romano e le sue imperdibili confetture della Comunità del Territorio del Vesuvio.

Domenica 6 agosto Agosto | VesuvioCratere del Vesuvio | concerto al tramonto

PAOLO FRESU & DANIELE DI BONAVENTURA “Vesuvio in Maggiore” 

 

I piatti e le pizze e gli street food sono preparati con OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA TORRETTA dai colli di Salerno e POMODORO SAN MARZANO SOLANIA s.r.l.

Note di Gusto torna al Pomigliano Jazz per la quarta volta grazie ai partners

Solania pomodoro san marzano –  Olio Torretta –  Izzo Forni –  Pasticceria SfogliteLab – Sciuè il Panino Vesuviano – Pizzeria Haccademia – Birrificio Artigianale Vesuvius  – Radio Siani la Radio della Legalità.

#pjazz2017 #notedigusto2017 @NotediGustoaPomiglianoJazzinCampania

Lunedì 24 Luglio Solania presenta “il Mio S. Marzano D.O.P.”

Show- cooking dello Chef Gianfranco Vissani.

 

Solania, azienda leader nel settore della trasformazione del pomodoro S. Marzano D.O.P. presenta il progetto: “il mio S. Marzano D.O.P.” sotto l’egida della Coldiretti Campania e del Consorzio S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino D.O.P.

Tale progetto prevede che pizzaioli e ristoratori possano scegliere l’appezzamento, il lotto di produzione e personalizzare l’etichetta della confezione di latta, con il logo del locale, la loro immagine o altro segno identificativo.

Solania si approvvigionerà del S. Marzano dalla cooperativa di agricoltori aderente alla sua rete di impresa, i cui soci avranno fatto richiesta di QR Code all’istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno.

Il programma prevede:

Alle ore 19:00 la visita ai campi di coltivazione con la presenza dei ricercatori del CNR: Barbara Nicolais e Rocco Di Prisco, che esporranno i risultati sulle più recenti pubblicazioni riguardo le proprietà del S. Marzano.

Alle ore 19:30 sarà possibile assistere ai processi di lavorazione e trasformazione del S. Marzano D.O.P.

Alle ore 20:00 avrà inizio la Grande Festa, con lo show-cooking di Gianfranco Vissani presentato da Luciano Pignataro, giornalista eno-gastronomico del Mattino e del Luciano Pignataro wine-food blog.

Foto Vissani con giacca da cuoco 2016

A fare gli onori di casa il Pizzaiolo-chansonnier Gianfranco Iervolino, reduce dai successi televisivi di Rai2, Giuseppe Vesi di Pizza Gourmet, vincitore del contest televisivo 4 ristoranti di Alessandro Borghese, lo chef Maurizio De Riggi, del Markus di San Paolo Belsito, esponente della F.I.C. Campania.

Per l’occasione si affiancheranno i Pizzaioli dell’Associazione Pizza Verace e del Dream-Team Perrella distributore del S. Marzano D.O.P. prodotto da Solania con il brand Napoletano, capitanati da Diego Vitagliano. In rappresentanza dell’A.P.C.I. Campania Alfonso Crisci di Taverna Vesuviana a San Gennaro Vesuviano e Antonio Arfè del Don Pedro della Maison Toledo di Pozzuoli. Lo chef Marco di Martino dello Sky Garden Club di Castellammare di Stabia e il pizzaiolo-chef Giuseppe Maglione di Daniele Gourmet ad Avellino, e gli chef dei Grani Helga Liberti e Vito De Vita.

La pizza fritta sarà interpretata da Aniello Falanga dell’Accademia di Terzigno, le pizze in teglia dal mastro fornaio Domenico Fioretti e il panino gourmet da Gianluca Ungaro di Ciacco&Bacco risto-burger di Gragnano.

Saranno altresì presenti Giuseppe Daddio e Aniello Di Caprio della scuola Dolce&Salato. I dolci saranno proposti da Carlo Cuofano, della Pasticceria Svizzera a Salerno, Anna Chiavazzo del Giardino di Ginevra a Casapulla e da Salvatore Gabbiano dalla Pasticceria Gabbiano di Pompei. Il sorbetto verrà offerto dalla Gelateria Lavezzi di Sarno.

I Partners tecnici dell’evento Perrella Distribuzione, pasta Il Mulino di Gragnano e Antica Maccheroneria, fior di latte e fior di fuscella della Latteria Sorrentina, mozzarella di bufala campana D.O.P. La Perla del Mediterraneo, vini Porto di Mola di Galluccio, olio Evo del Consorzio Colline Salernitane D.O.P. e Liquori di Gusta Campania.

Ad allietare la serata i maestri della musica classica napoletana Mario Maglione e Espedito de Marino.

Per i colleghi che vorranno aderire all’evento sarà attivato un servizio di navetta con partenza alle ore 17:30 da P.zza Municipio, ad angolo su Via Cristoforo Colombo, alle 17:45 Parcheggio Brin. Il ritorno è previsto per le ore 23:30.

Renato Rocco

Direttore Responsabile

Tel. 081 18701149

cell.3356555595

 

direzione@labuonatavola.org

 

www.labuonatavola.org

 

 

Angela Merolla

Direttore L’Arcimboldo

www.larcimboldo.it

 

cell.39+ 320861 9820

E-mail: meroangela@libero.it

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