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Dallo Champagne alla Napa Valley, passando per Borgogna e Montalcino, una raccolta di 70 bottiglie iconiche, sognate e ricercate come oggetti di culto e beni da investimento.

A VINITALY DI SCENA LA ‘FAVOLA’ CHE RACCONTA I VINI PIU’ AMATI E RICERCATI DEL MONDO

Presentato oggi, presso lo spazio di Poggio Le Volpi con la Delegazione Lazio de Le Donne del Vino, il nuovo libro della wine expert e auctioneer Chiara Giannotti,
“La Cantina perfetta – Grandi vini da collezione”(edito da Rizzoli)

 

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Vinitaly, 9 aprile 2019 – Una wish list racchiusa in un ‘museo’ di carta che di pagina in pagina racconta le etichette più pregiate del panorama enoico mondiale, ricercate da appassionati e intenditori come oggetti di culto e da investimento, al pari di opere d’arte, auto d’epoca e gioielli. Che i sogni son desideri, non solo nelle favole, la wine & spirits expert Chiara Giannotti lo dimostra nel suo nuovo libro “La Cantina perfetta – Grandi vini da collezione” (edito da Rizzoli), che ha presentato oggi a Vinitaly, presso lo spazio di Poggio Le Volpi, insieme alla vice delegata per il Lazio de Le Donne del Vino, Sara Blandamura, la responsabile commerciale italia, Rossella Macchia. E lo fa vestendo i panni di wine auctioneer (banditrice d’aste) dei vini di lusso, oltreché di donna del vino, esperta sommelier, storica collaboratrice di importanti testate di settore, ideatrice del blog Vino.tv e ora anche autrice di questo affascinante volume. Una raccolta di bottiglie iconiche – dal Tignanello di Marchesi Antinori al Dom Pérignon P3 Troisième Plénitude, dall’Opus One al Vega Sicilia Unico – che per la loro unicità, notorietà, personalità e identità territoriale compongono nell’immaginario collettivo una vera e propria collezione di capolavori.

Questo lavoro – spiega Chiara Giannotti – nasce prima di tutto dalle tante esperienze personali e dalla mia passione infinita per il vino. Io stessa sono una collezionista di rarità in bottiglia. A ciò ho poi aggiunto un intenso lavoro di ricerca e studio analitico, entrando in contatto con alcune delle più importanti case d’aste al mondo, come Christie’s, Sotheby’s, Pandolfini e Ansuini. Proprio per Ansuini curo la stesura del catalogo dei vini di lusso, cosa che mi ha permesso di diventare banditrice d’asta, figura femminile rarissima nel mondo, e di conseguenza di essere selezionata da Rizzoli per realizzare questo libro. Naturalmente è stata una sfida che ho accettato con orgoglio e senza esitazioni, lavorando ininterrottamente per più di un anno e mezzo, al fine di ricreare ciò che dal mio punto di vista rappresenta una cantina ideale. E per farlo, ho messo in atto una selezione molto attenta e severa, tenendo conto sia di parametri oggettivi, a partire dalla capacità del vino di conservare il proprio valore nel tempo, che di valutazioni squisitamente soggettive. Il tutto senza dimenticare l’apporto fondamentale di tanti amici esperti che, con i loro preziosi contributi, hanno reso ancora più completo ed emozionale questo racconto sui vini più amati e ricercati del mondo”.

Settanta, in particolare, gli oggetti del desiderio catalogati per territorio e selezionati con rigore, seguendo dunque diversi criteri, che spaziano dall’assoluta qualità alla capacità di saper esprimere il vitigno che lo compone e il terroir, dal valore storico alla longevità, dal posizionamento sul mercato ai livelli di performance nelle aste, fino, naturalmente, alle predilezioni personali della stessa autrice. E come in una sorta di percorso museale, il racconto si snoda lungo dieci stanze-capitoli che descrivono le diverse aree di origine di ogni bottiglia, con approfondimenti sulla storia, sui vitigni, sulle denominazioni, sulle zone e i metodi di produzione. ‘Esposte’ dunque per la Francia, le regioni di BordeauxBorgognaChampagne e Rodano, mentre l’Italia è protagonista al cubo con tre sezioni dedicate rispettivamente all’intero Paese, al Piemonte e alla Toscana. E se il Vecchio Continente è il comune denominatore del focus sulla Germania e di quello ‘corale’ destinato a Austria, Portogallo, Spagna e Ungheria, il Nuovo Mondo fa invece da sfondo alla ‘personale’ su Stati Uniti, Argentina, Cile e Australia.

Ad arricchire il tutto, dieci speciali introduzioni affidate ad altrettanti esperti nazionali e internazionali, chiamati a fornire una personale riflessione su quelle che sono indiscutibilmente riconosciute come le zone vinicole più apprezzate al mondo. Si comincia con Thierry Desseauve (autore, curatore e proprietario di Guide des Vins Bettane + Desseauve, coautore di Le Grand Guide des Vins de France) per il Bordeaux, e si prosegue con Armando Castagno (relatore e degustatore AIS, autore di Borgogna. Le vigne della Côte d’Or, 2017) per la Borgogna, con Alberto Lupetti (curatore e ideatore di “Le Mie Bollicine”, autore e curatore di Grandi Champagne, 2011) per lo Champagne e con Massimo Billetto (redattore e degustatore di Bibenda, docente FIS) per il Rodano. E’ invece Umberto Gambino (caposervizio Tg2 Rai, coordinatore della guida Vinibuoni d’Italia TCI e curatore di wining.it) ad aprire le danze per l’Italia, seguito da Gianni Fabrizio (degustatore e curatore delle guide Vini d’Italia del Gambero Rosso) per il Piemonte e dal duo Riccardo Viscardi-Stefania Vinciguerra di DoctorWine per la Toscana. Chiudono l’opera, il giornalista tedesco Jens Priewe sulla Germania; il giornalista e critico enogastronomico Antonio Paolini su Austria, Portogallo, Spagna e Ungheria; la fondatrice di Meiburg Wine Media e presidente dell’Education Committee presso l’Institute of Masters of Wine, Debra Meiburg su Stati Uniti, Argentina, Cile e Australia.

E se l’introduzione generale al libro è stata curata dal giornalista Daniele Cernilli, direttore di DoctorWine, nonché autore e curatore della Guida essenziale ai vini d’Italia, la postfazione è stata invece affidata a Luciano Mallozzi, firma di Bibenda e docente FIS, che per l’occasione ha fornito dei preziosi consigli sui corretti metodi di conservazione, ed eventualmente consumo, di queste straordinarie bottiglie. Etichette che, in generale, oggi rivestono un’importanza fondamentale anche all’interno di una carta dei vini di un ristorante, come dimostra l’interessante punto di vista di Massimo Troiani del Convivio di Troiani di Roma, che in una breve intervista racconta le storie legate alla ricerca della singola bottiglia, alla fatica per ottenerla, all’orgoglio di possederla e come la cantina spesso si trasformi in un tempio sacro che può fortemente caratterizzare il locale, quasi quanto la cucina.

Il libro è in vendita online e nelle librerie Mondadori di tutta Italia. A Verona, in particolare, è possibile acquistare il volume presso Mondadori Bookstore (Corso Sant’Anastasia, 7). Prosegue inoltre il tour promozionale per la presentazione del volume di Chiara Giannotti che, dopo Vinitaly, farà tappa a Roma (giovedì 11 aprile, ore 12.00 – Villa Mercadante, via Saverio Mercadante 22) e a Milano (giovedì 18 aprile, ore 14.00 – Grand Hotel Et De Milan, via Alessandro Manzoni 29).  Appuntamento, quest’ultimo, al quale seguirà una vera e propria asta di vini rari e da collezione della casa d’Aste Ansuini e coordinata dalla stessa autrice. Domenica 28 aprile (ore 15.00), infine, sarà la volta di Città di Castello, con la presentazione del libro abbinata ad un seminario di degustazione di vini rari e da collezione, in occasione dell’Onlywine Festival.

 

Ufficio Stampa:

MG Logos Communication Agency

Debutta l’edizione rinnovata della Guida delle Cantine ‘Irpinia Goccia a Goccia’, con la nuova sezione dedicata all’olio extravergine di oliva.

VINITALY: TAURASI, GRECO DI TUFO E FIANO DI AVELLINO TRAINANO LA CAMPANIA DEL VINO.
LA PRODUZIONE IRPINA SFIORA I 10 MILIONI DI BOTTIGLIE NEL 2018, CON UN EXPORT A DOPPIA CIFRA (CIRCA 18 MLN DI EURO)


A Verona il made in Irpinia fa squadra per promuovere 
sotto un unico brand le eccellenze del territorio, dal vino all’olio, passando per il turismo.

Promozione col segno più per l’Irpinia del vino, che a Vinitaly si presenta compatta (90 espositori – di cui 83 cantine3 produttori di liquori e distillati,  3 consorzi ed una rete d’impresa), forte di una produzione che sfiora i 10 milioni di bottiglie, di un export stabilmente a doppia cifra (quasi 18 milioni di euro in valore nel 2018) e di un nuovo brand che per tutto il 2019 unirà le eccellenze del territorio proprio per fare breccia nei mercati di tutto il mondo. Con Irpinia goccia a goccia infatti la filiera agroalimentare, capitanata dal vino, è pronta a raccogliere la sfida dell’internazionalizzazione, ponendo l’accento sul proprio terroir che, non a caso, rappresenta un unicum nel Sud Italia. A fare da traino, naturalmente, tre delle massime espressioni della millenaria vitivinicoltura della provincia di Avellino: Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino, che insieme coprono il 76% di tutta la produzione enologica di qualità dell’Irpinia, con quasi 52mila ettolitri.

Ma tra i protagonisti della ‘marcia’ irpina ci sono anche i siti d’interesse storico-culturale, i parchi naturalistici e una ricca proposta gastronomica, tra formaggi, salumi e olio extravergine di oliva. Un prodotto, quest’ultimo, che grazie a esempi di pregio come la Dop Irpinia Colline dell’Ufita, sta riscuotendo crescenti consensi dentro e fuori dai confini nazionali, tanto da essere inserito nella nuova edizione della Guida delle Cantine, presentata ieri sera a Palazzo Giusti di Verona, nel corso della serata-evento ‘Irpinia Wine Night’, organizzata dalla Camera di Commercio di Avellino e con la partecipazione straordinaria dello chef stellato Andrea Aprea e del volto Rai, Veronica Maya.

Come ormai da tradizione, il volume fornisce una panoramica completa sulle aziende vitivinicole presenti nel territorio e sulle evoluzioni produttive, trainate dalle Docg irpine e attraversate, nel contempo, da un significativo fenomeno di ricambio generazionale registrato in vigna negli ultimi anni. Ma quest’anno si presenta con un look rinnovato, un nuovo titolo (Irpinia goccia a goccia) e la nuova sezione dedicata ai frantoi e ai produttori di olio extravergine di oliva, presenti in modo diffuso nella provincia di Avellino e ormai veri ambasciatori della Dop Irpinia Colline dell’Ufita, ricavata dalla varietà Ravece, oggi simbolo dello sviluppo dell’olivicoltura di qualità nell’area.

“Quella dell’Irpinia per il 2019 – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Avellino, Oreste La Stella – è una strada che va oltre i campanilismi. Abbiamo infatti scelto di puntare tutti insieme sulle numerose risorse del territorio, facendo rete con i diversi attori del territorio e presentandoci da Vinitaly in avanti sotto un unico brand. Ciò al fine di rafforzare la nostra attrattività a livello nazionale e internazionale e dare ulteriore slancio al turismo locale che ancora oggi ha tanto da esprimere. Guardiamo naturalmente al vino come principale locomotiva di questa spinta, ma è arrivato il momento di fare leva anche sulle risorse paesaggistiche, sul patrimonio gastronomico e sulla ricchezza artistico-culturale che contraddistinguono il nostro territorio. E per farlo, il gioco di squadra e la messa a sistema sono le uniche soluzioni in grado di rendere vincente questa strategia”. 

E’ stata, ad esempio, una best practice di unione d’intenti il grande incontro-degustazione andato in scena oggi a Piazza Irpinia, subito dopo il tasting di apertura dedicato ai due bianchi Docg dell’Irpinia (Fiano di Avellino e Greco di Tufo). Sotto i riflettori, un’interessante carrellata di eccellenze, tra aziende vitivincole e prodotti tipici, raccontati e degustati davanti ad una folta platea: GB Agricola e Caseificio del Principato – Montoro; Caseificio D&D di Calitri; Prosciuttificio Giovanniello Sturno; Salumificio Biancaniello – Torella dei Lombardi; Az. Agr. Giaquinto; Italcastagne srl; Pasticceria Vignola – Solofra; Dolciarte Pasticceria; Tenuta Cavalier Pepe; Antico Castello; Donnachiara; Oleificio Fam; Oleificio Fontana Madonna.

E rimanendo sul tema del turismo, è stato un viaggio visivo, olfattivo e gustativo quello proposto dal Consorzio dei Produttori Vitivinicoli, che ha curato una serie di degustazioni comparative tra esempi del Nord e Sud Italia per conoscere i fattori che determinano un vino, dal vitigno al territorio, passando per la tecnica.

Domani, invece, l’Irpinia e la Camera di Commercio di Avellino chiuderanno la 53^ edizione di Vinitaly con gli ultimi appuntamenti di Taste4Test e il grande brindisi finale in compagnia di tutti gli espositori della collettiva di quest’anno.

 

Il programma dalla Camera di Commercio di Avellino a Vinitaly e l’elenco completo delle aziende partecipanti sono disponibili su www.irpiniawinefood.it

 

Ufficio Stampa:

MG Logos Communication Agency

Vinitaly, Il Ministro Di Maio ed i governatori Zaia e De Luca brindano a Sannio Falanghina, Città Europea del Vino 2019.

Il sottosegretario del Mipaaft, Alessandra Pesce: “Puntiamo sul Sannio e sul sud con un’azione di valorizzazione su scala nazionale ed internazionale”
Veneto e Campania uniti dalla Falanghina, lo storico vino dei sanniti prodotto nel distretto dei 24 Comuni beneventani che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento da Recevin (European Network of Wine Cities), la rete delle 800 Città del Vino presenti in 11 Paesi europei.
In occasione della 53esima edizione di Vinitaly, la più importante fiera italiana dedicata alla vitivinicoltura, il ministro Luigi Di Maio, il governatore del Veneto, Luca Zaia, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ed il sottosegretario del Mipaaft, Alessandra Pesce, hanno brindato a Sannio Falanghina, la nuova capitale europea del vino, insieme alla delegazione del distretto beneventano.

“Il riconoscimento a Sannio Falanghina – afferma il sottosegretario Pesce – è la testimonianza dell’impegno e dei risultati ottenuti dal distretto sannita, che è riuscito a mettere a sistema e a sostenere una filiera integrata, in grado di esprimere le eccellenze del territorio in termini di prodotto, di paesaggio e di turismo. Valori che rappresentano un nuovo volano per lo sviluppo sostenibile. Puntiamo sul Sannio e sulle potenzialità del sud con un’azione completa di valorizzazione del made in Italy su scala nazionale ed internazionale”.

A Verona, dunque, riflettori accesi sul progetto “BioWine” (Biological wine innovative environment) per il trasferimento di buone pratiche per la tutela dell’ambiente in viticoltura, asset portante e fondante del dossier inviato a Bruxelles a supporto della candidatura, e sull’immenso patrimonio enologico del distretto Sannio Falanghina che si propone di definire ed applicare uno statuto del Paesaggio rurale.

 

“E’ un momento molto importante per l’intera provincia beneventana e per il sud – precisa l’onorevole Pasquale Maglione, membro della commissione Agricoltura alla Camera – ed è un riconoscimento alla capacità del territorio di unirsi in un distretto e promuovere un vino di qualità. Un progetto ambizioso, sostenuto dal Mipaaft e da tutte le forze politiche, che non può concludersi nel 2019 con la capitale europea del vino ma che deve continuare, puntando sulla programmazione pluriennale e sulla visione strategica del territorio”.

Una opportunità straordinaria per valorizzare il comparto regionale – considerato che il Sannio, da solo, rappresenta il 50% della produzione di vino campano – e per promuovere i numerosi progetti di Sannio Falanghina, dedicati a sostenibilità, urbanistica, paesaggi del vino ed innovazione in agricoltura.

“La Regione Campania – spiega il presidente Vincenzo De Luca – curerà la Città europea del Vino 2019 come un prete all’altare. Questa edizione del Vinitaly la possiamo dedicare, e siamo tutti quanti orgogliosi e felici, a Sannio Falanghina. È un motivo di onore per tutti noi ed è un lancio ulteriore per le produzioni della Campania sul piano nazionale ed internazionale”.

Nel corso di Vinitaly, il progetto Sannio Falanghina “Città europea del Vino 2019” è stato presentato nello spazio espositivo della Regione Campania (oltre 5.000 metri quadri, nel padiglione B, impreziosito dal logo dedicato a Sannio Falanghina da Mimmo Paladino, a testimonianza del legame che lega l’artista al suo territorio), nel padiglione del Ministero delle Politiche agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo (padiglione MIPAAFT) e nell’area dell’associazione dei Comuni “Città del Vino” (padiglione 8, stand G7).

“Grazie al Mipaaft e al consorzio di tutela Sannio DOP – commenta Erasmo Mortaruolo, vice presidente commissione Agricoltura e delegato del presidente della Regione Campania per Sannio Falanghina – oggi celebriamo un momento importante per il Sannio e per le nostre cantine. Questo progetto rappresenta solo la base per valorizzare l’intero territorio e definire una strategia comune, puntando su innovazione, sostenibilità, rinnovamento generazionale e formazione in agricoltura. Il settore vitivinicolo sannita, per quantità e qualità, è il punto di riferimento in Campania ma ora dobbiamo fare tutti insieme uno sforzo in più: il vino deve essere la punta di diamante del Sannio e su questo valore dobbiamo agganciare l’economia beneventana”.

Ufficio Stampa:

Antonello De Nicola

Oronero, presentato al Vinitaly a Verona il logo White Italy

Il presidente Carmine Maione: ‘’Dobbiamo lavorare molto sul turismo e sulla cultura dell’ospitalità’’

NAPOLI, 9 APRILE – E’ stato presentato al Salone del Vinitaly a Verona il logo White Italy, che accompagnerà la seconda edizione di Eruzioni del Gusto, l’evento enogastronomico in programma dal 12 al 14 ottobre 2019 al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli, promosso da ORONERO – Dalle scritture del fuoco, associazione che favorisce lo scambio culturale tra i popoli per lo sviluppo economico pacifico, ponendo centralità a quelli che vivono nelle aree vulcaniche del pianeta.  La presentazione è avvenuta questo pomeriggio insieme alla Regione Campania nello spazio istituzionale allestito con Unioncamere. Il logo è rappresentato da una doppia W che si interseca a formare due tralci di vite accompagnato dalla scritta Wine, Hospitality, International, Tourism, Experience, i valori che contraddistinguono il nostro Paese nel mondo. Da Pietrarsa, infatti, si discuterà di come rilanciare il turismo enogastronomico  anche attraverso un viaggio in treno lungo i vigneti  d’Italia  alla ri-scoperta di vigneti e cantine. Il presidente di Oronero Carmine Maione al Vinitaly ha detto: ‘’Abbiamo presentato in anteprima nazionale White Italy al Vinitaly per celebrare al meglio i vini e i territori.  Dobbiamo lavorare molto sul turismo e sulla cultura dell’ospitalità. Attraverso i vini una grande opportunità per conoscere i territori vulcanici. Territori generosi, mineralità straordinaria, e attraverso i vini e l’enoturismo una grandissima occasione per unire  viaggio, luoghi, sapori, territori. Una opportunità che parte dalla Campania ma è una grande occasione per l’Italia’’.

Luciano D’Aponte,  responsabile  missione al Vinitaly per la Regione Campania  ha aggiunto‘’Al Vinitaly partecipiamo con oltre 200 aziende su un’area di  5.600mq. I numeri di quest’anno sono davvero molto incoraggianti per quanto riguarda le presenze sia di pubblico e wine lover che di buyers. In più, vi è grande interesse per  il fitto numero di eventi che abbiamo avuto in piazza Campania con masterclass internazionali e importanti seminari. Il nostro obiettivo è aumentare la quota di mercato di vini campani e la percezione  di qualità dei nostri vini che stanno via via crescendo nel mercato internazionale con una crescita costante. Dieci anni fa 15 milioni di export, quest’anno superiamo i 50mln. Sono numeri piccoli, ma la crescita è la performance migliore tra tutte le regioni italiane negli ultimi dieci anni’’.

 

Ufficio Stampa:

Oronero

Fiocco rosato in Casa Sclavia, nasce Scirocco

A VINITALY IL DEBUTTO IN UNA VETRINA INTERNAZIONALE

 

Dal 7 al 10 aprile al Padiglione B Campania – Stand 131:

da Casavecchia in purezza vinificato in bianco con lenta fermentazione

ed affinamento sulle fecce, un omaggio a Scirocco Prisco

Un racconto a metà tra storia e leggenda che conquisterà per eleganza e freschezza

 

LIBERI (CASERTA) – E’ il nuovo nato in casa Sclavia la novità che verrà presentata all’edizione 2019 di Vinitaly. Dopo il debutto di fronte alla stampa nazionale ed internazionale riunita in Costa d’Amalfi in occasione di Campania Stories, il rosato Scirocco si mette in vetrina, davanti al grande pubblico che affollerà i padiglioni di Verona fiere dal 7 al 10 aprile prossimi.

 

L’azienda vitivinicola di Liberi (Caserta) sarà presente al Vinitaly (Padiglione B Campania – Stand 131 –area Caserta) con tutta la sua gamma a cui si aggiunge il rosato, vera novità, una sperimentazione che di sicuro si farà apprezzare per eleganza e bouquet. La storia di Scirocco è molto suggestiva perché prende spunto da un racconto che è narrazione popolare, quasi leggenda. Più di un secolo fa un contadino rinvenne un ceppo di una vecchia vite accanto ad un rudere di origini romane. Da lì ha inizio un pezzo della storia vitivinicola di questo territorio campano, quello del vitigno autoctono del Casavecchia. Quel contadino si chiamava Scirocco Prisco. A lui – e al racconto popolare che accompagna la nascita del Casavecchia – è dedicato il rosato di Sclavia: Casavecchia in purezza vinificato in bianco con lenta fermentazione in acciaio e tre mesi di affinamento sulle fecce.

Un nuovo arrivato, dunque, che si aggiunge alle etichette già note ed apprezzate, da vitigni autoctoni, perché, oltre al Casavecchia, non bisogna dimenticare il Pallagrello, altra tipologia d’uva che pure affonda le radici nella storia secolare di questo pezzo di Campania: Calù (pallagrello bianco Terre del Volturno Igp), Montecardillo (pallagrello nero Terre del Volturno Igp), Granito (casavecchia Terre del Volturno Igp), Don Ferdinando (pallagrello bianco Terre del Volturno Igp affinato in tonneau), Liberi (Casavecchia di Pontelatone Dop), Pallarè (passito da pallagrello bianco).

Anche quest’anno Sclavia è pronta per una nuova storia d’amore nella città di Romeo e Giuletta e per far innamorare gli operatori del suo Scirocco, l’ultimo nato in cantina, che saprà stupire per eleganza e gusto.

 

Ufficio Stampa:

Sclavia Stampa

 

Eruzioni del Gusto, le strade del vino da Pietrarsa ai borghi d’Italia

 

Al Vinitaly di Verona l’associazione Oronero presenta la manifestazione in programma dal 12 al 14 ottobre a Napoli

NAPOLI, 5 APRILE – Sarà la sostenibilità declinata nelle sue componenti strettamente collegate tra loro economica, sociale e ambientale, il tema della seconda edizione di Eruzioni del Gusto in programma dal 12 al 14 ottobre 2019 al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa a Napoli, promossa da ORONERO – Dalle scritture del fuoco, associazione che favorisce lo scambio culturale tra i popoli per lo sviluppo economico pacifico, ponendo centralità a quelli che vivono nelle aree vulcaniche del pianeta.

La presentazione dell’evento avverrà il 9 aprile alle 14.00 al Salone del Vinitaly a Verona insieme alla Regione Campania e, rispetto allo scorso anno, si arricchisce di nuovi contenuti in campo enogastronomico e turistico.

‘’E’ un risultato importante presentare la seconda edizione di Eruzioni del Gusto al Vinitaly insieme alla Regione Campania nello spazio istituzionale allestito con Unioncamere’’ dice Carmine Maione, presidente di Oronero  ‘’Un riconoscimento per Oronero  che a meno di un anno dalla nascita si ritrova a promuovere in un contesto internazionale la rete dei popoli, la cultura e la ricchezza dei territori vulcanici. Al Vinitaly si celebra il vino e quindi i territori da vivere, da scoprire e da degustare: l’enoturismo sarà uno dei grandi temi che caratterizzeranno anche l’evento di Pietrarsa e in anteprima lanceremo un nuovo progetto e proprio al Vinitaly verrà presentato il logo ufficiale‘’.

A Pietrarsa nella tre giorni, tema cardine sarà la sostenibilità dei suoli vulcanici a tavola con degustazioni di vini che a partire dalle terre vulcaniche del Vesuvio, Etna, Campi Flegrei, Ischia,  Roccamonfina, Vulture, attraversando il Sannio e l’Irpinia, raggiungerà l’Italia intera alla scoperta di pregi e delicatezze dei rossi, bianchi, rosati. Da Pietrarsa, luogo di locomotive d’epoca e oggi importante stazione ferroviaria adiacente al sito museale, si discuterà di rilancio del turismo enogastronomico e con relatori e docenti esperti si metteranno a punto progetti per intraprendere un viaggio in treno lungo i vigneti dell’intera Penisola  con tappe tra vigne e cantine, borghi e paesini di montagna famosi anche all’estero per le tradizioni enologiche.

Oltre al vino, si discuterà di cibo con una formula innovativa: Italia Power, gruppo per la fornitura di gas ed elettricità, specializzata nel settore dell’impiantistica, infrastrutture e consulenza per l’efficientamento energetico, allestirà nel sito museale un container restaurant comodo ed eco friendly, munito di autonoma energia elettrica,  nel quale studenti e chef si cimenteranno in show cooking e ristorazione utilizzando materie prime e prodotti delle terre vulcaniche. Una vera e propria cucina ‘aperta’ che consentirà ai partecipanti di assistere alle fasi della lavorazione dei piatti della nostra tradizione culinaria che poi verranno degustati.

Il Vinitaly dunque la giusta vetrina per la presentazione della tre giorni di ottobre a Pietrarsa e per  il lancio, in anteprima nazionale assoluta, di un nuovo progetto sull’enoturismo e l’ospitalità che partirà proprio dalla Campania, ovvero i valori che connotano la nostra penisola, da ri-scoprire e da rilanciare.

Nei workshop e nelle tavole rotonde a Eruzioni del Gusto si confronteranno  docenti, economisti,  urbanisti, architetti e designer sui temi dell’innovazione in agricoltura e nelle colture, sulla sostenibilità ai tempi dei cambiamenti climatici, sulla risorsa mare e la pesca nel Mar Mediterraneo.

A convegno presenzieranno, tra gli altri, il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione Territoriale sempre della Federico II, la Camera di Commercio di Napoli, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, la Fondazione Dohrn, l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e Slow Food Vesuvio, numerosi Enti di ricerca e Ordini professionali, i Consorzi di tutela dop, AIS Campania e naturalmente Aziende del settore.

 

Ufficio Stampa

Oronero

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la Cantina di Meo insieme al Vinitaly.

Si svolgerà domenica 7 aprile (ore 15.45, Padiglione B – Irpinia, area eventi “Piazza Irpinia”) l’incontro “Da Pompei al Vino Blu: due millenni di storia del vino al MANN”. Dopo i saluti del Presidente della Camera di Commercio di Avellino, Oreste La Stella, e del Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania, Maurizio Petracca, interverranno Paolo Giulierini (Direttore dell’Archeologico) e Roberto Di Meo (Enologo e Titolare dell’azienda vitivinicola irpina). Modererà il dibattito il giornalista Luciano Pignataro.

Da tempo, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha attivato una ricerca multidisciplinare, volta ad analizzare le interazioni tra l’archeologia e le altre discipline: in questo caso, l’enologia che, nel mondo antico, affonda le proprie radici storiche.

Accanto all’incursione nell’immenso patrimonio del Museo, analizzato per rintracciare l’elemento del vino nell’iconografia classica, il Direttore Giulierini delineerà alcuni interventi di valorizzazione volti ad avvicinare il pubblico alla cultura greca e romana: tra queste iniziative, il lancio di una nuova linea di raffinati prodotti enologici con marchio MANN – DI MEO, tra cui il “Vino Blu”, un Taurasi DOCG Riserva (vendemmia 2012)nato dalle suggestioni esercitate dal “Vaso Blu”, pezzo icona del museo napoletano.

Scoperto nel 1837 a Pompei, in una nicchia della piccola tomba a camera prospiciente la Villa delle Colonne a mosaico, il vaso in pasta di vetro blu è un’anfora vinaria risalente alla metà del I sec d.C.. Un’articolata scena di vendemmia, riprodotta con la tecnica del vetro-cammeo, decora il pregiato reperto: tralci di vite si dipartono da maschere dionisiache, mentre gioiosi amorini pigiano l’uva, banchettano e suonano, in un armonioso equilibrio con la natura.

Le pregiate decorazioni del vaso hanno ispirato l’etichetta del Taurasi Riserva Vino Blu, realizzata dalla designer Francesca Pavese; nell’elegante confezione, inoltre, un testo storico curato dalla scrittrice Serena Venditto approfondisce il legame tra il prezioso anforisco ed il vino Taurasi, simbolo del Sud Italia nel mondo.

Prodotto con uve Aglianico allevate a Montemarano, in provincia di Avellino, ad un’altitudine di 870 m sul livello del mare, nel vigneto più alto dell’intera denominazione, il Vino Blu porta la firma di Roberto Di Meo, recentemente rieletto Presidente Assoenologi per la Regione Campania, che in questa sede ne presenterà le caratteristiche tecniche, motivando altresì le ragioni della prestigiosa collaborazione tra la cantina di famiglia ed il MANN.

Partecipare attivamente alla promozione dell’identità storica, artistica e culturale del territorio campano è, infatti, una vera e propria missione per i fratelli Generoso e Roberto Di Meo, come testimonia ogni anno la realizzazione del celebre Calendario d’arte, progetto editoriale ormai quasi alla ventesima edizione.  Questa etichetta vuole essere un omaggio alla Campania dell’arte e del vino, due eccellenze territoriali che dialogano tra loro da secoli. 

 

Ufficio Stampa:

Az. Agricola Di Meo

Mercoledì 10 aprile (primo piano Padiglione 10) un viaggio olfattivo tra terra e mare

Il terroir del Primitivo di Manduria in degustazione al Vinitaly 

Nello stand istituzionale del Consorzio di Tutela (Padiglione 11, isola B2) dal 7 al 10 aprile, inoltre, in degustazione oltre 70 etichette della più importante doc pugliese.

 Punterà sul proprio terroir il Primitivo di Manduria durante la 53° edizione del Vinitaly.

Una grande degustazione organizzata dal Consorzio di Tutela che metterà in mostra il potenziale e la versatilità del rosso più famoso di Puglia. L’appuntamento, in programma mercoledì 10 aprile alle ore 11 (primo piano Padiglione 10), sarà condotto dal giornalista Marco Sabellico insieme a Mauro di Maggio, presidente del Consorzio di Tutela e Giuseppe Cupertino, presidente Fondazione Italiana Sommelier di Puglia.

 

Un vero e proprio viaggio olfattivo in territorio legato sia alla terra e che al mare dove il Primitivo assimila i profumi e i sapori delle diverse connotazioni climatiche. E saranno le piccole e grandi aziende a raccontarlo con il fascino della loro diversità.

Per partecipare alla degustazione guidata di mercoledì 10 aprile è necessaria la prenotazione scrivendo alla email comunicazione@consorziotutelaprimitivo.com, oppure in fiera, ci si può rivolgere direttamente al Padiglione 11, isola B2.

 

Allo stand istituzionale del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria sarà inoltre possibile degustare, dal 7 al 10 aprile, una ricca selezione di oltre 70 etichette di Primitivo di Manduria dop, Primitivo di Manduria Riserva e Primitivo di Manduria Docg Dolce naturale.

 

 

“Dietro ogni etichetta c’è un mondo enologico importante – dichiara il presidente del Consorzio di Tutela Mauro di Maggio – quello del Primitivo di Manduria che ormai identifica in modo preciso un territorio, un metodo di produzione, una cultura e un vino. Terreni, clima, qualità delle uve e lavoro degli uomini sono elementi che valorizzano la nostra doc in continua crescita. Un’area di oltre 3mila ettari di vigneti, suddivisi in 18 comuni tra Taranto e Brindisi che ha raggiunto la piena maturità produttiva e commerciale e guarda al futuro sempre più con ottimismo”.

 

La notorietà la crescita sono registrate nel mercato internazionale.

Dati 2018

Oggi Il Primitivo di Manduria è la doc pugliese che rientra nella Top five dei vini più esportati. Venti milioni le bottiglie prodotte di cui il 70% è destinato all’estero. Il Consorzio attualmente conta 50 soci e circa 1000 viticoltori.

Nel 2018 il Primitivo di Manduria ha prodotto 20 milioni di bottiglie per un fatturato di circa 120 milioni di euro.

Un aumento del 15% rispetto al 2017 che conferma ancora una volta il primato della grande doc nei maggiori mercati del mondo.

 

 

 

 

 

Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria 

Oggi il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria lega, sostiene e valorizza tutto questo territorio. Raduna una squadra di 50 cantine con oltre mille viticoltori ed è chiamata a tutelare questa grande denominazione d’origine protetta che, ormai da alcuni anni, si è affermata tra gli estimatori ed è ormai diffusa a livello mondiale. Compito è anche la salvaguardia e la rivalutazione del territorio paesaggistico come i vigneti ad alberello, esempi di antichissima tradizione vitivinicola pugliese.

La denominazione del Primitivo di Manduria comprende una superficie totale di 3.140 ettari e sono 18 i comuni tra Taranto e Brindisi che producono la grande doc.

Il Consorzio di Tutela del Primitivodi Manduria è nato nel 1998 con una partenza di dieci aziende tra cooperative e private e ha ottenuto il riconoscimento legislativo nel 2002. L’aerale riguarda 18 comuni tra  Taranto e Brindisi e la sua produzione è suddivisa in Primitivo di Manduria DopPrimitivo di Manduria Dop Riserva (deve fare un affinamento di 24 mesi, con almeno 9 in legno) e  Primitivo di Manduria Dolce Naturale Docg (prima Docg riconosciuta in Puglia – 2011 – ed è vinificato dopo appassimento su pianta o su graticci).

 

www.consorziotutelaprimitivo.com

 

Ufficio Stampa:

Daniela Fabietti

Lopa: puntare allo sviluppo e alla modernizzazione dell’intera filiera vitivinicola napoletana e campana , con l’obiettivo di rendere innovativo e all’avanguardia tutto il sistema produttivo del settore

l wine business in primo piano e grandi novità nell’ambito della promozione del comparto vinicolo del nostro territorio Il Vinitaly è una fiera importante e soprattutto è una grande risorsa per accompagnare le imprese vitivinicole napoletane e regionali sulla strada dell’internazionalizzazione del vino italiano.

Bisogna continuare a farle crescere, nella consapevolezza che è solo all’inizio.
Dobbiamo conquistare i nuovi mercati. Dobbiamo continuare a lavorare sulla qualità e sulla promozione.

Il settore vitivinicolo deve affrontare ancora questioni importantissime ed è pertanto necessario che il comparto faccia ricorso al tavolo della filiera, impegnandosi ad utilizzare questo strumento come punto di riferimento per fronteggiare le future sfide.

Tra queste vi è innanzi tutto l’alleggerimento del carico burocratico. Bisognerà avviare procedure snelle e garantire durezza nei controlli per evitare contraffazioni e truffe ma tutto questo non dovrà essere pagato dai produttori .

Dobbiamo innestare la cultura dei controlli che non sia quella della burocrazia, del cartaceo. Su questo terreno ci giochiamo gran parte della partita che stiamo affrontando in campo internazionale. Sottolineando ancora la centralità del sistema-filiera, per lo sviluppo del settore puntando, infatti, sugli elementi fondamentali della qualità e della tipicità italiani, con azioni indirizzate allo sviluppo e alla modernizzazione dell’intera filiera vitivinicola campana, con l’obiettivo di rendere innovativo e all’avanguardia tutto il sistema produttivo del settore.

Così il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura e Agroalimentare, componente del Dipartimento Nazionale Agricoltura Agroalimentare Ambiente Turismo del MNS, Rosario Lopa, A margine del Vinitaly di Verona 2018

Vinitaly, il mondo nel bicchiere

Il Vinitaly conquista il mondo. Cresce l’attenzione per la fiera anche da parte dei produttori esteri. E così la più importante fiera di settore italiano “rischia” di espandersi goccia dopo goccia. Il format convince e non a caso quest’anno il salone dedicato agli espositori d’oltralpe si allarga.
Il padiglione dedicato alle etichette estere si chiamerà International-Wine Hall. Oltre a nuove aziende francesi, sempre molto attese, ci saranno ingressi che rappresentano una autentica “prima volta”. Come l’Etiopia  o L’Azerbaijan.
Nell’area tasting numerose le degustazioni guidate che porteranno gli ospiti a provare e sperimentare il mondo nel bicchiere.
Di certo noi partiremo dalla Campania, da quelle 200 etichette di casa nostra che sempre più, invece, conquistano il mondo. A partire dalla presenza negli scaffali di enoteche ma anche della Grande distribuzione che, da qualche anno, sta aumentando l’attenzione verso la qualità e il valore dei vini venduti.
Renato Rocco
BC COMMUNICATION SERVICES SRLS

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