Zucchero, un pizzico non guasta mai

Nascita e diffusione

Durante l’interrogazione di geografia, probabilmente, non c’è nessuno che non abbia citato almeno una volta la “barbabietola da zucchero”! In realtà, il primo tipo di zucchero fu quello di canna. In Polinesia c’era la coltivazione di questo vegetale, che in seguito venne introdotto, intorno al 510 a.C. in Cina e in India. Giunse anche in Persia, dove venne prodotto uno sciroppo denso e molto dolce, che veniva poi fatto asciugare e “seccare” su delle foglie dove “cristallizzava”. Alessandro Magno, nel 325 a.C. parlò di questo “miele che non aveva bisogno di api”, che aveva la caratteristica di durare a lungo e aveva notevoli capacità energetiche.

Successivamente nel VI secolo d.C. gli Arabi estesero la coltivazione della canna da zucchero nei loro territori. Durante le Crociate venne, poi, importato da Veneziani e Genovesi che lo chiamavano “sale arabo”. Federico II di Svevia decise a quel punto di introdurne la coltivazione in Sicilia. Tuttavia era una spezia rara, utilizzata come medicamento e pertanto venduta a caro prezzo.

Con Cristoforo Colombo e la scoperta dell’America, la canna venne portata dai Conquistadores in Messico e a Cuba e in tutta l’America centro-meridionale. Ciò portò ad una grave crisi economica in Europa e lo zucchero iniziò ad essere un prodotto più “comune”. Le cose iniziarono a cambiare nel 1500.

Olivier de Serres, un agronomo, notò che la Beta Vulgaris, la comunissima barbabietola, una volta cotta produceva uno sciroppo molto dolce simile a quello della canna da zucchero. Tuttavia dal momento che le richieste di quello di canna erano ancora molto alte, la scoperta di Serres rimase nascosta fino al Periodo Napoleonico. Infatti a causa delle vicende politiche e storiche dell’epoca ci fu il blocco delle importazioni, che portò alla sparizione dello zucchero dal mercato.

L’alternativa a quello prodotto dalle canne, la si ebbe nel 1747 quando il chimico tedesco Andreas Sigismund Marggraf , riprendendo la scoperta di Serres, iniziò l’estrazione del saccarosio dalle barbabietole. Da questo momento nascono i primi zuccherifici, che portarono ad una produzione “massiccia” e dunque anche ad un esponenziale calo del prezzo. Lo zucchero adesso è alla portata di tutti.

zucchero- semolato
zucchero semolato

Tipologie di zucchero

Con l’avvento del saccarosio estratto della barbabietola, molto più “economico”, si ha un cambiamento nelle abitudini alimentari delle persone. Infatti lo zucchero unito ad altri prodotti d’importazione ,come cioccolato e spezie, da origine innanzi tutto alla pasticceria: nascono i primi e veri dolci “moderni” come le torte e le creme.

Oggigiorno, per venire incontro alle diverse esigenze, si sono trovate delle alternative al classico zucchero derivante dalla canna o dalla barbabietola. A seconda di se si stia seguendo una dieta ipocalorica, o se si soffra di diabete esistono zuccheri specifici che possono essere utilizzati. Ad esempio: il “semolato” utilizzato comunemente in cucina; alternativa è quello “grezzo” pieno di vitamine e minerali perfetto per chi ama la cucina integrale.

Oltre lo zucchero esistono anche i dolcificanti. Alcuni ,come il miele e il fruttosio, erano utilizzati ancor prima della nascita dello zucchero e sono perfetti per curare mal di gola e riniti. Altri invece nascono in seguito alla diffusione degli stili alimentari “low carb”, per esempio la stevia, che ha molte meno calorie.

Esistono dunque tantissime tipologie di zucchero e tantissimi sono gli usi che se ne possono fare. Bisogna però tenere a mente che non si trova solo nei dolci o nel barattolo della cucina… Di zuccheri sono composti anche i carboidrati, la frutta e la verdura che ingeriamo e un alto consumo può nuocere alla salute. Secondo l’Oms la giusta dose non deve superare i 25 grammi giornalieri. Dunque bisogna fare attenzione a ciò che si mangia e ad “equilibrarne” l’apporto…Tuttavia non bisogna avere paura: un pizzico di zucchero non fa mai male e rende la vita più dolce!

zucchero-semolato
zucchero semolato
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Simona Celentano

Sono un'appassionata di scrittura e libri. Mi interessa anche il cibo, specialmente ciò che riguarda le origini storiche e le tradizioni che accompagnano un piatto.

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