I vari utilizzi del sale

Senza sale la vita non può essere più civile” così diceva Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (XXXI, 88). Ed è proprio dal suo essere un ingrediente “civile” che deriva la sua importanza.

La sua storia inizia con l’avvento delle prime società civilizzate, come i Fenici. Questi utilizzarono il sale come “metodo di conservazione”, dal momento che gli strumenti moderni di conservazione, come i frigoriferi o i congelatori, non esistevano.

Fu in epoca Romana, però, che il suo utilizzo mutò. Divenne una delle merci più richieste, al punto da essere definito “oro bianco”. Fu anche usato come forma di pagamento per i legionari (il cosiddetto “salario”). Inoltre per favorirne il commercio venne realizzata una nuova strada: la Via Salaria, che collegava l’Adriatico al’ Etruria. Fu, poi, in questo periodo che iniziò ad essere maggiormente apprezzato come condimento vero e proprio.

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Il sale è infatti un esaltatore di sapore, che stimola i recettori presenti sui lati della lingua sensibili al sodio. In tal modo il cibo ci appare più “gustoso”.

Tuttavia, l’utilizzo del sale non si applica solo in ambito culinario. In campo medico veniva utilizzato per disinfettare ferite o per sterilizzare strumenti chirurgici. Ma collegate ad esso vi sono anche credenze e superstizioni del folklore. La credenza più comune è quella secondo cui rovesciarlo “porterebbe male”; opposta sarebbe invece la funzione che ha nei templi Buddisti, dove servirebbe per “scacciare il male”.

In questi minuscoli cristalli di Cloruro di Sodio, dunque, è racchiusa l’essenza della civiltà e società stessa. E forse la presenza di quel pacco di sale che si trova lì sul banco della cucina non è poi così “scontata”.

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Simona Celentano

Sono un'appassionata di scrittura e libri. Mi interessa anche il cibo, specialmente ciò che riguarda le origini storiche e le tradizioni che accompagnano un piatto.

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