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Vesevus de Gustibus: appuntamento a San Giuseppe Vesuviano e Massa di Somma

Vesevus de gustibus : Appuntamento venerdì 6 e sabato 7 dicembre 2019 con la rassegna dedicata al gusto e alla musica

San Giuseppe Vesuviano e Massa di Somma saranno i due comuni che ospiteranno le prossime tappe di “ Vesevus de Gustibus – le arti, i sapori, le tradizioni”, l’iniziativa promossa dalla Città Metropolitana di Napoli con il Parco Nazionale del Vesuvio, il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, i comuni del Parco Nazionale del Vesuvio, la Fondazione Cives che gestisce il Museo archeologico virtuale e gli istituti alberghieri dell’area vesuviana.

Venerdì 6 dicembre 2019 appuntamento a San Giuseppe Vesuviano dove, a partire dalle ore 19.00 in Piazza Garibaldi, si esibiranno gli alunni della sezione musicale dell’Isis Rosmini di Palma Campania. Dopo il concerto è prevista la degustazione curata dagli alunni dell’Istituto Alberghiero “De’ Medici” di Ottaviano.

Sabato 7 dicembre 2019, sempre a partire dalle ore 19.00, Vesevus de Gustibus farà tappa a Massa di Somma. Protagonisti, in questa occasione, a Palazzo Capracotta (via Marini), gli alunni del Liceo Musicale di Sant’Antimo; a seguire, spazio al “gusto” con le proposte culinarie dell’Istituto Alberghiero “Tilgher” di Ercolano.

“Continuano i nostri appuntamenti con Vesevus de Gustibus in giro per il 13 comuni del Parco Nazionale del Vesuvio – spiega Michele Maddaloni, consigliere della Città Metropolitana di Napoli, delegato al Parco del Vesuvio e promotore del progetto. Ancora una volta protagonisti saranno gli alunni degli istituti superiori della Città Metropolitana di Napoli che avranno l’opportunità di potersi confrontare con la realizzazione di un evento che, complice il clima natalizio, regala un’emozione ancora più grande”.

Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Ufficio stampa dell’evento

Claudia Clemente e Gennaro Carotenuto

Block Boutique Bar, quando il locale è una galleria e la drink list un catalogo d’arte
Giovedì 7 novembre il vernissage della mostra di Luigi Tirino e la presentazione della drink list ispirata alle sue opere

Giovedì 7 novembre, a partire dalle ore 19, Fabrizio Masecchia presenterà la nuova drink list del “ Block Boutique Bar ”. I signature del “terzo volume” della carta traggono ispirazione dalle sculture dell’artista Luigi Tirino, le cui opere rimarranno in esposizione presso il locale per tutta la stagione. Dunque nella suggestiva cornice del boutique bar ubicato a Pozzuoli a pochi passi dal mare, precisamente in via Matteotti 72, giovedì prossimo si svolgerà un vero e proprio vernissage.  In tale occasione saranno serviti i drink studiati e realizzati ad hoc dal bartender giramondo Fabrizio,  col supporto di Remo ed Alessandro: sono loro tre, giovani intraprendenti dalle personalità eclettiche,  i fondatori di questo locale contraddistinto da un ambiente intimo e non convenzionale, un punto di ritrovo perfetto per trasformare il brindisi in un’esperienza unica fatta di sapori inediti e profumi inebrianti.

Il Block è un bar d’autore, un boutique bar, che si caratterizza per la sua unicità: nello stile, nel servizio, nell’offerta di craft cocktails, spesso rivisitazioni di grandi classici. Gli infusi, gli shrubs, i sodati, gli sciroppi utilizzati nei cocktail in carta sono tutti homemade e privi di coloranti alimentari. Il locale inoltre è “zero waste”, ovvero non produce rifiuti in quanto questi vengono utilizzati come “materie seconde”; ad esempio, ponendo particolare attenzione alle  temperature di decadimento del prodotto, la frutta viene essiccata e ne viene utilizzato quindi prima il succo e poi le bucce così da annullare gli sprechi.

Amiamo tutte le forme dell’arte, da quella ‘solida’ a quella ‘liquida’, perciò abbiamo deciso di abbinarle attraverso i nostri menù – spiegano i proprietari del Block -. Diamo spazio a chi ha la nostra stessa passione, mettendo a disposizione di coloro che vogliono esporre le loro opere non solo gli ambienti del nostro bar, ma anche le pagine del nostro menù”.

 

Ufficio Stampa

Grazia Guarino

Domenica 20 ottobre tappa speciale: Di Food in Tour Pontecagnano “Frontiera dei Picentini”.

Pontecagnano : Punto di partenza e non di arrivo del progetto nato due anni fa per la promozione turistica e territoriale del salernitano

Pontecagnano

Il 20 ottobre, come ormai di consueto per i numerosi curiosi alla scoperta dei borghi salernitani, alle ore 9:00 ci si darà appuntamento a Pontecagnano assieme al Gruppo CTG Picentia di Salerno, per trascorrere una giornata tra archeologia, natura e buon cibo. In collaborazione con lo Studio PAMart, l’Associazione di promozione sociale (APS) CTG Picentia, sostenitrice da sempre di soluzioni alternative per un turismo lento e sostenibile, ha puntato il dito questa volta su Pontecagnano, crocevia nell’antichità di popoli e di scambi commerciali, prima sotto il nome di Amina e poi di Picentia. Greci, Etruschi e Piceni popolarono i luoghi su cui sorge Pontecagnano e i monti alle sue spalle. Un meta dunque significativa sia dal punto di vista storico che turistico, un punto di partenza e non di arrivo anche del progetto Di Food in Tour che cercherà in sinergia con i comuni dei Picentini, di ampliare l’offerta turistica, creando a breve dei pacchetti week-end per tutti i Gruppi CTG provenienti dalle altre regioni d’Italia. A porgere il benvenuto e i saluti istituzionali vi sarà l’Assessore comunale con deleghe alla cultura, creatività e pari opportunità Adele Triggiano, che con interesse ha partecipato assieme alle Dott.sseMina Felici, Annamaria Parlato e Maria De Vita alla progettazione e sviluppo dell’itinerario culturale e gastronomico. Si partirà quindi dalla conoscenza del patrimonio archeologico della cittadina di Pontecagnano di inestimabile valore, attraversando il Parco Archeologico urbano gestito da Legambiente Occhi Verdi, comprendente l’antica insula, il CEA (Centro Educazione ambientale) una biblioteca per bambini e un’area verde attrezzata con parco-giochi ecocompatibile. La visita sarà a cura del Prof. Giuseppe Mancini. Non mancherà una sosta al Museo archeologico nazionale con l’assist dell’archeologa Valentina Miceli. Dopo l’archeologia si proseguirà alla scoperta dei beni enogastronomici presso il Ristorante-Pizzeria “Al Trivio Granata” dove il Presidente de L’Acino d’Uva – International Sommelier Foundation Alberto Giannattasio indirizzerà i commensali in un percorso di abbinamento cibo-vino territoriale. Infine Taverna Penta del Dott. Filippo Morese, un marchio da anni garanzia di bontà e qualità, delizierà i partecipanti al tour con i suoi prodotti caseari d’eccellenza e vi anche la possibilità di vistare gli allevamenti di bufale. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà media partner dell’evento.

Prenotazioni:

info@difoodintour.it

www.difoodintour.it

 

Ufficio Stampa

AnnaMaria Parlato

La Pasqua alla Pasticceria Sparaco di Castel Morrone, tradizione e territorio con un look unico ed esclusivo firmato dell’artista Giovanni Tariello

Castel Morrone, 12 aprile 2019. Da un profondo legame con il territorio e un forte sentimento di amicizia tra il pasticcere Guido Sparaco e l’artista Giovanni Tariello è nato il progetto della scatola con un dipinto del pittore morronese realizzato in esclusiva per la pasticceria Sparaco, l’originalissimo look che vestirà le creazioni pasquali del giovane pastry chef. Scatola che ha vinto il premio come miglior packaging tra tutte le proposte nazionali secondo Divina Colomba 2019, il contest organizzato da Goloasi.it. L’opera, un “Souvenir” di un déjeuner sur l’herbe davanti ad uno dei simboli della storia di Castel Morrone, è una pittura ricca di ricordi, di vita vissuta, di poesia del borgo dell’artista che ha saputo tinteggiare il suo percorso artistico con una impronta personalissima dedicata agli amati avi, contadini del paesaggio morronese, dove il non-finito che egli lascia nel tracciare le sagome delle figure con i volti appena accennati o dello spazio e gli oggetti del quotidiano si stagliano sulla tela e parlano di  questi luoghi. Tariello, con le sue tele mette in luce l’universo contadino e l’essenza stessa dell’uomo e, dandogli una dignità etica, antropologica e culturale, gli riconosce il suo essere nel mondo.

Ed è così che le creazioni del pasticcere Guido Sparaco assumono un valore maggiore con questo dipinto che diventerà un marchio di riconoscimento per la pasticceria di famiglia che opera da più di trent’anni in questo piccolo centro casertano, dove lo studio per questa Pasqua non è solo nella presentazione di un packaging unico ed esclusivo ma anche e soprattutto nella proposta gastronomica che vede la tradizione con la pastiera napoletana con grano e ricotta di pecora profumata all’arancia e il casatiello dolce casertano chiamato anche pigna, un grosso lievitato con aroma naturale di limone e arancia, anice, rum e rifinito con naspro. Invece, per quanto riguarda la produzione di colombe artigianali a lievitazione naturale, oltre alla classica con uvetta e arancia candita, troviamo golose alternative alle amarene, al cioccolato e due new entry:  la clementine e menta e la fragoline candite e mirto di Castel Morrone, un liquore che secondo la tradizione vuole la raccolta  dei frutti nella prima domenica dall’avvento, tra le mura megalitiche del IV secolo A.C. conosciuto più comunemente come “muro delle fate” nel sentiero del mirto curato dall’associazione “casa befana Aspi”  di Castel Morrone, motivo per il quale è  definito il digestivo delle fate,. Prodotto utilizzato esclusivamente dalla pasticceria Sparaco.

Infine, l’angolo del cioccolato artigianale “Callebout” con le uova limited edition di Luisa Sparaco, meravigliose ed autentiche creazioni, una diversa dall’altra, realizzate con le tecniche apprese al Master dell’Accademia Maestri Cioccolatieri Italiani di Belluno. Ogni uovo ha una sua personalità e si presenta elegante alla vista e al palato, dove quest’anno sono diversi i temi marini e quelli  che si ispirano al mondo animale. Per la proposta salata non poteva mancare il PanArchico, il panettone rustico con il famoso caciocavallo Gerarchico, un formaggio affinato in ambiente anaerobico adagiato su paglia, ricoperto da muffe nobili dal sapore intenso ma equilibrato tendente ai sentori erbacei, la pancetta Nostrana di maiale bianco locale realizzata con metodo tradizionale aromatizzata con spezie naturali e olio extravergine di oliva per ammorbidire ottenuto da olive coltivate in terra morronese.

 

Ufficio Stampa:

Antonella D’Avanzo

Domenica 23 settembre arte, archeologia industriale,
produzioni agricole autoctone e piatti tipici a Giffoni Valle Piana

Il CTG Picentia di Salerno, PAMart e Cowotur dopo la pausa estiva fanno visita al
Comune dei Picentini conosciuto nel mondo per il “Giffoni Experience”

Domenica 23 settembre la quinta tappa di “Di Food in Tour”, questa volta a Giffoni Valle Piana, sarà diversa dal solito, favorirà la promozione di beni culturali poco noti ai più e incuriosirà con la sua gastronomia e la visita dal vivo nei luoghi preposti alle produzioni agricole autoctone come l’oleificio e il torronificio. 

Giffoni Valle Piana comune dei Picentini, famoso nel mondo per il Giffoni Experience” alias Giffoni Film Festival e la nocciola IGP, sarà il luogo ideale per promuovere un turismo lento, sostenibile ed alternativo.

Da Food in TourIl progetto “Di Food in Tour” tutto al femminile promosso dal CTG Gruppo Picentia e rappresentato dalla Dott.ssa Mina Felici e dalla Dott.ssa Adele Cavallo Consigliere nazionale CTG, dallo Studio PAMart di Consulenza e Progettazione culturale della Dott.ssa Annamaria Parlato, storica dell’arte e giornalista enogastronomica, da Cowotur-Travel Agency&Tour Operator a Mercatello della Dott.ssa Rosa Genovese, Presidente della Pro Loco di Castiglione del Genovesi, e dalla Dott.ssa Maria de Vita esperta di marketing territoriale, è notevolmente cresciuto sul territorio senza contributo alcuno, avvalendosi della partecipazione di tanti salernitani incuriositi dalle bellezze di cui sono circondati a pochi chilometri da casa e di cui spesso ignorano l’esistenza.

 Giffoni Valle Piana, antico paese nella provincia di Salerno, si compone di 16 frazioni (Curti, Curticelle, Santa Caterina, Sovvieco, Pozzarolo, San Giovanni, Chiaravallisi, Catelde, Chieve, Gaia, Vassi, Mercato, Terravecchia, Ornito, Santa Maria a Vico e Sardone) e ha un clima, generalmente dolce, immerso in uno scenario incantevole. Il turista che giunge in questa tranquilla e ridente cittadina, percorrendo la strada provinciale di Salerno, può venire a contatto con un patrimonio archeologico e paesaggistico di inestimabile valore.

Terravecchia è la frazione più panoramica e carica di storia, con viuzze strette e caratteristiche. La passeggiata nel bel Comune dei Picentini, si avvarrà dell’accoglienza dell’amministrazione comunale presieduta dal Sindaco Antonio Giuliano, con la collaborazione del Vicesindaco Angela-Maria Mele e dell’Assessore alla Valorizzazione Patrimonio Artistico e Culturale Maria Cianciulli, avrà inizio dopo una particolare colazione proprio dal trecentesco Convento di San Francesco per ammirarne tutto lo splendore.

Da Food in TourLa Pro Loco rappresentata dal Prof.Claudio Mancino, sarà la promotrice di un particolare percorso, pezzo forte del tour, ovvero della visita alla Miniera di ittiolo (unguento che si ottiene dagli scisti bituminosi e che viene utilizzato ancora oggi per la sua azione antisettica) e del suo piccolo Museo, reperto di archeologia industriale nel cuore del Parco Regionale dei Monti Picentini. Subito dopo aver esplorato la miniera, un “aperiolio” e una sosta all’oleificio Terre Picentine servirà per osservare dal vivo e carpire i segreti della raccolta e della lavorazione delle olive da cui ricavare il prezioso succo biondo, alla base di una sana e corretta alimentazione, nonché simbolo della Dieta Mediterranea.

Un ristoro a base di pietanze tipiche come il “raviolo alla nocciola” sarà servito alla Locanda Al Castello, nel borgo medievale di Terravecchia, avamposto romano che divenne poi insediamento longobardo. Le notizie storiche e storiografiche del sito, nel primo pomeriggio, saranno illustrate dalla Presidentessa dell’Associazione culturale “Borgo Terravecchia” Nicoletta Lamberti. Una piacevole pausa al Torronificio Brancaccio con degustazione della famosa “coccarda di nocciole” andrà a chiudere la giornata. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo, sarà Media Partner dell’iniziativa.

Da Food in TourIl CTG (Centro Turistico Giovanile) è un’ Associazione nazionale senza scopo di lucro che promuove e realizza un progetto educativo e di formazione integrale della persona, attraverso momenti di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla concezione cristiana dell’uomo e della vita, nel servizio alle persone e al territorio. Agisce nell’ambito del turismo giovanile e sociale, della cultura e dei beni culturali, dell’ambiente e del tempo libero, avvalendosi del metodo dell’animazione e rivolgendosi a tutte le fasce di età, in particolare a quelle giovanili. Nato nel 1949, il Ctg oggi si estende in tutta Italia con centinaia di realtà tra gruppi di base, circoli e centri  di vacanza in località di grande richiamo turistico e naturalistico, con una rete diffusa di comitati provinciali e di consigli regionali, coinvolgendo ogni anno nelle proprie attività migliaia di persone. Il CTG è riconosciuto dal Ministero dell’Interno come Ente Nazionale con Finalità Assistenziali ed è altresì iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ulteriore riconoscimento ufficiale come Associazione è quello concesso dalla CEI.

Per info e contatti:

CTG Gruppo Picentia-Mina Felici Presidente Picentia

ctgpicentia@gmail.com

+393497555596

PG FB www.facebook.com/CTGPICENTIA/

Prenotazioni:

info@difoodintour.it

www.difoodintour.it

  Da Food in Tour

Fonte [2Ingredienti Arte&Cibo ]

ART and WINE nello SPAZIO CREATIVO

Di Camera Off

Grande successo e partecipazione del pubblico per l’appuntamento con Spazio Creativo, l’happening partenopeo dedicato agli artisti emergenti, nell’agenzia di comunicazione Camera OFF bottega fotografica, ideato dalla giornalista Valentina Nasso a cura di Pasquale Sanseverino.

Il binomio Vino-Arte, due elementi uniti da sempre e indissolubili nella vita dell’essere umano: in esposizione il design artigianale di Backroom, il “Retro-bottega”che nasce dalla creatività di un architetto e un artigiano, e un coinvolgente percorso degustativo di vini.

Art&Wine

L’associazione Backroom intende valorizzare il design di qualità promuovendo un ritorno alle origini, con l’artigianato e il vintage d’autore.

Innovativi complementi di arredo realizzati esclusivamente con materiali di riuso per ridurre l’impatto ambientale.

Nel salotto di Camera Off un set fotografico retrò con valige colme di ricordi, lampade per illuminare i sogni, e tante creazioni segnate dal tempo.

Presentata la linea “Belli e Buoni” dedicata a Napoli, cinque creazioni

premi di una lotteria solidale a cui è possibile partecipare acquistando il biglietto fino al 19 marzo.

 

https://www.facebook.com/events/392729324502042/

 

I premi:

una macchina da scrivere del 1967, Antares 20s Efficiency, famosa per aver ispirato E.Sottsass nel disegno della Olivetti Valentine.

Totò, una lampada da tavolo o all’occorrenza a sospensione, progettata in onore di Totò nel maggio dei monumenti 2017 di Napoli. L’imbuto di ferro ricorda quello usato da Totò nella famosissima scena “Vota Antonio la trippa”.

una lampada da tavolo ricavata da una caffettiera vintage, un omaggio a una delle poche cose in grado di far incontrare le persone e di riscoprire il gusto della tradizione: il caffè.

premi perl'evento "Belli e Buoni

premi perl’evento “Belli e Buoni

un particolarissimo scaffale ricavato da un vecchio ukulele a forma di chitarra, rivestito con gli spartiti delle canzoni di Pino Daniele.

Stravaganti complementi di arredo che oltre a essere particolari e per l’appunto belli sono anche buoni, perchè fanno del bene: il ricavato della lotteria sarà devoluto alla “Teniamoci per mano Onlus” per sostenere il progetto della Bottega della Leggerezza e la sua clownterapia.

Presenti all’evento i clown Neve e Natalina che hanno spiegato ai numerosi ospiti l’effetto benefico della risata e delle emozioni positive a ogni livello sociale, la loro importanza in momenti difficili della vita.

Belli e Buoni è a sostegno di un ambulatorio pediatrico che offrirà cure e visite gratuite alle famiglie meno abbienti che sorgerà a Gianturco, annesso alla Bottega della Leggerezza.

Gli ospiti durante la serata, sono stati seguiti nella degustazione, in un percorso che ha coinvolto i cinque sensi immersi nei rossi delle Cantine Sebastianelli, Terredora Dipaolo, Villa Raiano, a cura della Trattoria-Pizzeria “I DDuje Scugnizzi” che da oltre tre generazioni si occupa di ristorazione a Napoli. Una delle prime trattorie di famiglia, nei primi anni 40’ in cui nonna “Nenenna”deliziava i commensali con pietanze tipiche della trattoria napoletana.

A completamento di un percorso artistico, l’assaggio del Panis Pompeii, del Mastro Fornaio Esposito, un’emozione gustativa con il prodotto più antico del mondo.

Molte le aziende che hanno contribuito al progetto della lotteria solidale: Farmacie Petrone, Ferramenta Stigliano, Quick Parking S.p.a, Cima viaggi s.r.l., Libreria Pisanti, Alta Docenza Giuridica.

 

 

 

 

 

La pasticceria Seccia presenta l’evento “Chiacchierando ai Quartieri”

in anteprima l’aperisciù

“Chiacchierando ai Quartieri” è il primo evento dell’anno per la storica Pasticceria dei Quartieri e inaugurerà una lunga serie di appuntamenti impostati sul binomio arte e cibo, città e dolci tradizionali, visite e passeggiate tra i vicoli e le strade degli antichi alloggi delle truppe spagnole, fotografia d’autore e pasticceria napoletana.

pasticceria seccia

In questa cornice si inserisce infatti, nel pomeriggio dell’8 febbraio, la piccola esposizione fotografica dal titolo “Mitoraj a Pompei, volti e maschere senza tempo” delle fotografe Lidia De Campora e Francesca Cilento: due scatti che ritraggono, da angolature diverse, una delle tante sculture ospitate nel sito archeologico patrimonio dell’Umanità tra 2016 e 2017.

Sarà inoltre presentato alla stampa invitata e ai partecipanti il gioiello di Casa Seccia, un dolce unico a Napoli, che evoca le isole dei Caraibi al primo assaggio: gli Aperisciù, bignè rivestiti di craquelin e ripieni di crema al gusto di mojitopina colada e daiquiri.

l'aperisciu

Un tripudio di dolcezze, un’esplosione di sapori in cui la pasta choux rappresenta la città di Napoli, il craquelin è l’innovazione artigianale fatta di mandorle e nocciole, mentre le creme cocktail ci portano direttamente a Cuba e ai colori della sua bandiera. Un vessillo caro a Diego Armando Maradona, icona assoluta nei quartieri spagnoli e a cui fu dedicato il dolce dal pasticciere Francesco Seccia, in occasione della visita del calciatore al San Carlo per la cittadinanza onoraria.

Ai presenti sarà consegnato l’hashtag ufficiale dell’Aperisciù su post-it e ognuno sarà invitato a scattare foto o farsi un selfie con l’hashtag del bignè “latinoamericano” nel corso della serata, postandolo sulla nostra pagina Facebook, twittandola a  @secciadolcezze, linkandola su Instagram a @seccia_dolcezze_napoletane, o inviandola al nostro indirizzo Google Mail: pasticceriaseccia66@gmail.com.

Saranno pubblicate poi successivamente in album su Flickr, Facebook, e le più professionali singolarmente su 500px.

Una gara fotografica amatoriale che continua infatti anche dopo, sulle orme del famoso film francese “Il favoloso mondo di Amelie”, in cui il nano giramondo si faceva ritrarre davanti a monumenti o paesaggi di ogni continente per poi “spedire” la polaroid al papà di Amelie. Noi ci accontentiamo di Napoli e delle sue bellezze, e contiamo sull’estro di fotoamatori e appassionati che dovranno scattare con smartphone, tablet o reflex la foto di un panorama, di una chiesa, di una fontana o di un palazzo antico partenopeo con l’hashtag in primo piano su un qualsiasi supporto. La foto più bella, a nostro insindacabile giudizio, diventerà la copertina delle nostre pagine social dopo il 31 maggio, termine ultimo per aderire all’iniziativa “Aperisciù in città”.

Scattate, postate e scrivete #aperisciù!

Successo per il Gran Galà organizzato dalla BC Communication

Attilio Albachiara: “ora cabina di regia per le scelte future”

Una serata di festa, all’insegna della gioia per il riconoscimento dell’Unesco dell’arte del pizzaiuolo come patrimonio immateriale dell’umanità ma anche di serio confronto sulle strategie per il futuro, quella che si è tenuta presso il Ristorante dell piscina della Mostra d’Oltremare di Napoli. Il primo Galà del pizzaiuolo – organizzato da Brunella Cimadomo per BC Communication e promosso da Attilio Albachiara, presidente dell’Associazione Mani d’oro – è andato oltre i canoni di una serata conviviale grazie ai propositi che tutti gli attori di questo composito mondo hanno avuto modo di esprimere. L’amore per la pizza, alimento più diffuso al mondo, e simbolo identitario di un popolo, è riuscito a mettere insieme associazioni di pizzaiuoli, istituzioni, imprenditori impegnati, ciascuno per proprio ruolo, a immaginare quale possa essere, da oggi in poi, il futuro del pizzaiuolo. Il dibattito è ruotato intorno al trinomio arte, mestiere, professione.

“Sono commosso e felice – ha detto Attilio Albachiara, presidente dell’Associazione Mani d’Oro, ideatore  e promotore del Gran Galà del pizzaiuolo – di aver visto riuniti tutti insieme, in occasione del Gran Galà del Pizzaiuolo, Antonio Pace, Presidente Associazione Verace Pizza, Sergio Miccù, Associazione Pizzaiuoli Napoletani (rappresentato da Umberto Fornito e Raffaele Biglietto), Antonio Starita, dell’Unione pizzerie storiche – Centenarie.

Ci siamo interrogati con assoluta libertà, grazie all’organizzazione della Bc Communication,  sul nostro futuro.

Per me l’obiettivo è semplice ma difficile al tempo stesso: dare valore alla nostra categoria. Credo sia giunto il momento di discutere delle modalità, di condividere le scelte.  Sarei contento se dal gran Galà della Mostra d’Oltremare derivasse una cabina di regia. Questo metterebbe tutti noi nelle condizioni di lavorare meglio”.

“Il Galà del pizzaiuolo è servito – ha dichiarato Brunella Cimadomo, che ha curato l’evento organizzato dalla Bc Communication – a tracciare una linea di confine tra il pre e il post Unesco. Siamo soddisfatti di aver potuto offrire un’occasione di confronto ai principali attori del mondo pizza finalizzata alla crescita della consapevolezza della forza di un comparto. Un ringraziamento sentito ai tantissimi pizzaiolo presenti, a tutte le Associazioni, alle istituzioni e agli imprenditori che hanno partecipato”
 

Antonio Pace, presidente Associazione Verace Pizza Napoletana

“Fare la pizza è sempre stata un’arte. Era un mestiere, oggi professione. Un riconoscimento maggiore di quello dell’Unesco non si sarebbe potuto ottenere. Ora non si devono vanificare gli sforzi compiuti. Quando nel 1989 abbiamo scritto il disciplinare della pizza lo abbiamo fatto con i docenti dell’Università Federico II. Oggi serve non un certificato di crescita ma di operatività. Non dobbiamo, però, montarci la testa. Dobbiamo aumentare la professionalità dei singoli e valorizzare le produzioni di eccellenza. Quello che conta non è che un pizzaiuolo sia napoletano di nascita ma che usi il “metodo napoletano” per fare la pizza”.

Antonio Starita, Unione Pizzerie Storiche – Le Centenarie

“Il pizzaiuolo deve restare pizzaiuolo. Io vedo in giro molti giovani pizzaioli che si fanno fare tante foto con le loro pizze e le mandano in giro. Il segreto del pizzaiuolo è di saper fare pizze in modo veloce e preciso. Il valore di questo mestiere è nella rapidità. Se la pizza deve migliorare ciò deve accadere fuori Napoli dove devono imparare a lavorare in modo tale da poter offrire alle famiglie la possibilità di mangiare, e bene, la pizza anche 2 o 3 volte la settimana”.

In rappresentanza di Sergio Miccù, presidente Associazione PIzzaiuoli Napoletani, sono intervenuti il suo vice, Umberto Fornito, e Raffaele Biglietto

Umberto Fornito: “L’arte del pizzaiuolo deve essere insegnata nelle scuole. Lo Stato, con il ministero dell’Istruzione deve riconoscere il ruolo del pizzaiuolo. E può farlo inserendo nei corsi delle scuole alberghiere la qualifica di diploma di ’addetto ai servizi di pizzeria’. Non ci si può più inventare pizzaioli. Servono serietà e professionalità. Parallelamente bisogna far sostenere un esame a chi già esercita la professione”.

Raffaele Biglietto:

“Qualche settimana fa, su iniziativa di Sergio Miccù, abbiamo avanzato una segnalazione all’Accademia della Crusca per annoverare nella lingua italiana la parola ’pizzaiuolo” e non quella finora considerata di ’pizzaiolo’. Una decisione presa proprio dopo il riconoscimento dell’Unesco”.

Ernesto Quintiliani, Accademia Medeaterrranea

“La pizza è un elemento significativo della Dieta Mediterranea. In Accademia ne curiamo la formazione a cominciare dalle giovani generazioni”.

Istituzioni

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli

Franco Alfieri, Capo Segreteria Politica del presidente Vincenzo De Luca

“La Regione Campania è la prima in Italia per numero di prodotti alimentari tipici protetti: un dato quantomai significativo in questo 2018 che è l’anno del cibo italiano nel mondo. Oltre 500 tra D.O.P., I.G.P., S.T.G.

Il nostro obiettivo è di farli conoscere sempre di più agli altri, diffonderli per l’elevato livello di qualità. La Regione riconosce, in questo, il ruolo importantissimo degli imprenditori della ristorazione in genere e delle pizzerie”.

Raffaele Borriello, direttore generale Ismea

“Questa vittoria è frutto di un gioco di squadra ottenuto a tutti i livelli: istituzionale, associazionistico, di categoria. Una conquista che dimostra l’enorme potenziale di sviluppo che il mondo che ruota intorno alla pizza consente di ottenere. La sfida del 2018, allora, sarà quella di portare a Napoli, a mangiare la vera pizza, il maggior numero di persone da ogni parte del mondo”.

Antonio Limone, direttore Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno

“La pizza è il nostro cibo identitario, la nostra migliore prelibatezza. Questo risultato è stato raggiunto con grande fatica. Le potenzialità del settore sono enormi soprattutto se si saprà puntare su un’adeguata formazione, su una conoscenza seria del prodotto e delle tecniche di realizzazione”.

Donatella Chiodo, presidente della Mostra d’Oltremare di Napoli

“La Mostra d’Oltremare è una location di eccellenza per prodotti di eccellenza. Noi vogliamo lavorare sulle filiere. Proponiamo una lettura trasversale che, quindi, considera importante la formazione. Anche rispetto all’ospitalità di eventi fieristici, noi daremo sempre spazio a eventi che esaltino questa professione”.

Giuseppe Oliviero, vice presidente nazionale Cna

“Ci impegneremo ancora di più perché si riconosca al pizzaiuolo la qualifica di maestro artigiano e non di semplice somministratore di cibo. Quello della pizza e dei pizzaiuoli è un comparto che già oggi vanta livelli di fatturato notevoli e, di conseguenza, potenzialità per lo sviluppo dell’occupazione. Siamo disponibili a lavorare con la Regione Campania perché l’aspetto artigianale della pizza non ci venga scippato da altri territori”.

Bartolomeo Amidei, senatore primo firmatario proposta di legge per l’istituzione dell’albo professionale dei pizzaioli

“Il riconoscimento Unesco ci mette davanti a una scommessa, quella che spinge moltissime persone a recarsi nei luoghi che hanno meritato l’imprimatur di patrimonio dell’umanità. In questo caso in luoghi dove il cibo eccelle. La vera pizza si mangia solo a Napoli”.

Per le istituzioni, presente anche Flavia Sorrentino, delegata del Sindaco De Magistris all’Autonomia della città.

Imprenditori

Riccardo Agugiaro, Agugiaro & Figna – Farina 5 stagioni

“Il riconoscimento Unesco è una gratificazione immensa per i pizzaiuoli napoletani. Se la meritano. Ora bisogna puntare su qualcosa che vada oltre. Bisogna insistere per il riconoscimento da parte del governo italiano dei diritti e doveri del pizzaiuolo. Bisogna che vengano definiti in modo formale, vengano codificati perché sia data loro una effettiva dignità. Per far questo servirà un’unità a livello nazionale che vada ben oltre i confini campani. Un’unità che cominci da quella delle associazioni di pizzaiuoli che li rappresentano e di tutto il mondo industriale da sempre impegnato per sostenere le loro attività e che sostiene la loro causa”.

Ferdinando Marana, Marana Forni

“A gennaio 2016 abbiamo lanciato una tipologia di forno realizzato ad hoc per i pizzaiuoli napoletani, su richiesta di Attilio Albachiara. Si tratta di Napulé, un forno fisso, alimentato a legna o a gas, la cui caratteristica primaria è nella capacità produttiva in costanza di cottura”.

Francesco Franzese, La Fiammante

“La nostra azienda, nata negli anni ’50, ha recuperato quelle coltivazioni che rischiavano di andare perdute: quella del Piennolo, del pomodoro San Marzano. Negli anni siamo riusciti a esportare le eccellenze del territorio in 54 paesi. Negli ultimi 5 anni siamo passati dal 7 al 35% in termini di esportazione”.

Domenico Raia, Raia Horeca

“La nostra azienda, specializzata nel beverage, è in grado di distribuire prodotti necessari all’attività dei pizzaiuoli 24 ore su 24. La nostra filosofia aziendale è quella di puntare sull’informazione del consumatore”.

Vincenzo Borrelli – amministratore SIRE

“Il riconoscimento dell’Unesco ci spinge a tutelare un’arte, e un mestiere, che devono diventare una vera disciplina professionale attraverso l’alta formazione che sia riconosciuta dagli Enti e dai Ministeri. Questo riconoscimento deve essere un punto di partenza e non di arrivo. Nel futuro dei pizzaioli vedo l’opportunità di mettere insieme associazioni e categorie in modo tale che si possa organizzare un tavolo di coordinamento da cui vengano fuori le linee guida per l’alta formazione”.

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Fotogallery completa sulla pagina FB “BC Communication Services”

Ufficio stampa:
Daniela Quaranta
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Pizzaiuoli, insieme si cresce

Successo per il Gran Galà organizzato dalla Bc Communication

Attilio Albachiara: “ora cabina di regia per le scelte future”

Una serata di festa, all’insegna della gioia per il riconoscimento dell’Unesco dell’arte del pizzaiuolo come patrimonio immateriale dell’umanità ma anche di serio confronto sulle strategie per il futuro, quella che si è tenuta presso il Ristorante dell piscina della Mostra d’Oltremare di Napoli.

Il primo Galà del pizzaiuolo – organizzato da Brunella Cimadomo per BC Communication e promosso da Attilio Albachiara, presidente dell’Associazione Mani d’oro – è andato oltre i canoni di una serata conviviale grazie ai propositi che tutti gli attori di questo composito mondo hanno avuto modo di esprimere.

pizzaiuoli insieme si cresce

L’amore per la pizza, alimento più diffuso al mondo, e simbolo identitario di un popolo, è riuscito a mettere insieme associazioni di pizzaiuoli, istituzioni, imprenditori impegnati, ciascuno per proprio ruolo, a immaginare quale possa essere, da oggi in poi, il futuro del pizzaiuolo.

Il dibattito è ruotato intorno al trinomio arte, mestiere, professione.

“Sono commosso e felice – ha detto Attilio Albachiara, presidente dell’Associazione Mani d’Oro, ideatore  e promotore del Gran Galà del pizzaiuolo – di aver visto riuniti tutti insieme, in occasione del Gran Galà del Pizzaiuolo, Antonio Pace, Presidente Associazione Verace Pizza, Sergio Miccù, Associazione Pizzaiuoli Napoletani (rappresentato da Umberto Fornito e Raffaele Biglietto), Antonio Starita, dell’Unione pizzerie storiche – Centenarie.

Ci siamo interrogati con assoluta libertà, grazie all’organizzazione della Bc Communication,  sul nostro futuro.

Per me l’obiettivo è semplice ma difficile al tempo stesso: dare valore alla nostra categoria. Credo sia giunto il momento di discutere delle modalità, di condividere le scelte.  Sarei contento se dal gran Galà della Mostra d’Oltremare derivasse una cabina di regia. Questo metterebbe tutti noi nelle condizioni di lavorare meglio”.

“Il Galà del pizzaiuolo è servito – ha dichiarato Brunella Cimadomo, che ha curato l’evento organizzato dalla Bc Communication – a tracciare una linea di confine tra il pre e il post Unesco. Siamo soddisfatti di aver potuto offrire un’occasione di confronto ai principali attori del mondo pizza finalizzata alla crescita della consapevolezza della forza di un comparto. Un ringraziamento sentito ai tantissimi pizzaiolo presenti, a tutte le Associazioni, alle istituzioni e agli imprenditori che hanno partecipato”

Antonio Pace, presidente Associazione Verace Pizza Napoletana

“Fare la pizza è sempre stata un’arte. Era un mestiere, oggi professione. Un riconoscimento maggiore di quello dell’Unesco non si sarebbe potuto ottenere. Ora non si devono vanificare gli sforzi compiuti. Quando nel 1989 abbiamo scritto il disciplinare della pizza lo abbiamo fatto con i docenti dell’Università Federico II. Oggi serve non un certificato di crescita ma di operatività. Non dobbiamo, però, montarci la testa. Dobbiamo aumentare la professionalità dei singoli e valorizzare le produzioni di eccellenza. Quello che conta non è che un pizzaiuolo sia napoletano di nascita ma che usi il “metodo napoletano” per fare la pizza”.

Antonio Starita, Unione Pizzerie Storiche – Le Centenarie

“Il pizzaiuolo deve restare pizzaiuolo. Io vedo in giro molti giovani pizzaioli che si fanno fare tante foto con le loro pizze e le mandano in giro. Il segreto del pizzaiuolo è di saper fare pizze in modo veloce e preciso. Il valore di questo mestiere è nella rapidità. Se la pizza deve migliorare ciò deve accadere fuori Napoli dove devono imparare a lavorare in modo tale da poter offrire alle famiglie la possibilità di mangiare, e bene, la pizza anche 2 o 3 volte la settimana”.

In rappresentanza di Sergio Miccù, presidente Associazione PIzzaiuoli Napoletani, sono intervenuti il suo vice, Umberto Fornito, e Raffaele Biglietto

Umberto Fornito: “L’arte del pizzaiuolo deve essere insegnata nelle scuole. Lo Stato, con il ministero dell’Istruzione deve riconoscere il ruolo del pizzaiuolo. E può farlo inserendo nei corsi delle scuole alberghiere la qualifica di diploma di ’addetto ai servizi di pizzeria’. Non ci si può più inventare pizzaioli. Servono serietà e professionalità. Parallelamente bisogna far sostenere un esame a chi già esercita la professione”.

Raffaele Biglietto:

“Qualche settimana fa, su iniziativa di Sergio Miccù, abbiamo avanzato una segnalazione all’Accademia della Crusca per annoverare nella lingua italiana la parola ’pizzaiuolo” e non quella finora considerata di ’pizzaiolo’. Una decisione presa proprio dopo il riconoscimento dell’Unesco”.

Ernesto Quintiliani, Accademia Medeaterrranea

“La pizza è un elemento significativo della Dieta Mediterranea. In Accademia ne curiamo la formazione a cominciare dalle giovani generazioni”.

Istituzioni

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli

“Sono orgoglioso. Questa è una vittoria per le associazioni, i cittadini, e non solo per quanti apprezzano l’arte della pizza ma per Napoli. E’ un traguardo che denota un senso di appartenenza perché, grazie a noi napoletani, si parla di tante ricchezze, di competenza, di qualità. Viva Napoli, viva la pizza”.

pizzaiuoli, insieme si cresce

Franco Alfieri, Capo Segreteria Politica del presidente Vincenzo De Luca

“La Regione Campania è la prima in Italia per numero di prodotti alimentari tipici protetti: un dato quantomai significativo in questo 2018 che è l’anno del cibo italiano nel mondo. Oltre 500 tra Dop, Igp, Stg. Il nostro obiettivo è di farli conoscere sempre di più agli altri, diffonderli per l’elevato livello di qualità. La Regione riconosce, in questo, il ruolo importantissimo degli imprenditori della ristoratorazione in genere e delle pizzerie”.

Raffaele Borriello, direttore generale Ismea

“Questa vittoria è frutto di un gioco di squadra ottenuto a tutti i livelli: istituzionale, associazionistico, di categoria. Una conquista che dimostra l’enorme potenziale di sviluppo che il mondo che ruota intorno alla pizza consente di ottenere. La sfida del 2018, allora, sarà quella di portare a Napoli, a mangiare la vera pizza, il maggior numero di persone da ogni parte del mondo”.

Antonio Limone, direttore Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno

“La pizza è il nostro cibo identitario, la nostra migliore prelibatezza. Questo risultato è stato raggiunto con grande fatica. Le potenzialità del settore sono enormi soprattutto se si saprà puntare su un’adeguata formazione, su una conoscenza seria del prodotto e delle tecniche di realizzazione”.

Donatella Chiodo, presidente della Mostra d’Oltremare di Napoli

“La Mostra d’Oltremare è una location di eccellenza per prodotti di eccellenza. Noi vogliamo lavorare sulle filiere. Proponiamo una lettura trasversale che, quindi, considera importante la formazione. Anche rispetto all’ospitalità di eventi fieristici, noi daremo sempre spazio a eventi che esaltino questa professione”.

Giuseppe Oliviero, vice presidente nazionale Cna

“Ci impegneremo ancora di più perché si riconosca al pizzaiuolo la qualifica di maestro artigiano e non di semplice somministratore di cibo. Quello della pizza e dei pizzaiuoli è un comparto che già oggi vanta livelli di fatturato notevoli e, di conseguenza, potenzialità per lo sviluppo dell’occupazione. Siamo disponibili a lavorare con la Regione Campania perché l’aspetto artigianale della pizza non ci venga scippato da altri territori”.

Bartolomeo Amidei, senatore primo firmatario proposta di legge per l’istituzione dell’albo professionale dei pizzaioli

“Il riconoscimento Unesco ci mette davanti a una scommessa, quella che spinge moltissime persone a recarsi nei luoghi che hanno meritato l’imprimatur di patrimonio dell’umanità. In questo caso in luoghi dove il cibo eccelle. La vera pizza si mangia solo a Napoli”.

Per le istituzioni, presente anche Flavia Sorrentino, delegata del Sindaco De Magistris all’Autonomia della città

Imprenditori

Riccardo Agugiaro, Agugiaro & Figna – Farina 5 stagioni

“Il riconoscimento Unesco è una gratificazione immensa per i pizzaiuoli napoletani. Se la meritano. Ora bisogna puntare su qualcosa che vada oltre. Bisogna insistere per il riconoscimento da parte del governo italiano dei diritti e doveri del pizzaiuolo. Bisogna che vengano definiti in modo formale, vengano codificati perché sia data loro una effettiva dignità. Per far questo servirà un’unità a livello nazionale che vada ben oltre i confini campani. Un’unità che cominci da quella delle associazioni di pizzaiuoli che li rappresentano e di tutto il mondo industriale da sempre impegnato per sostenere le loro attività e che sostiene la loro causa”.

Ferdinando Marana, Marana Forni

“A gennaio 2016 abbiamo lanciato una tipologia di forno realizzato ad hoc per i pizzaiuoli napoletani, su richiesta di Attilio Albachiara. Si tratta di Napulé, un forno fisso, alimentato a legna o a gas, la cui caratteristica primaria è nella capacità produttiva in costanza di cottura”.

Francesco Franzese, La Fiammante

“La nostra azienda, nata negli anni ’50, ha recuperato quelle coltivazioni che rischiavano di andare perdute: quella del piennolo, del pomodoro Sanmarzano. Negli anni siamo riusciti a esportare le eccellenze del territorio in 54 paesi. Negli ultimi 5 anni siamo passati dal 7 al 35% in termini di esportazione”.

Domenico Raia, Raia Horeca

“La nostra azienda, specializzata nel beverage, è in grado di distribuire prodotti necessari all’attività dei pizzaiuoli 24 ore su 24. La nostra filosofia aziendale è quella di puntare sull’informazione del consumatore”.

Vincenzo Borrelli – amministratore SIRE

“Il riconoscimento dell’Unesco ci spinge a tutelare un’arte, e un mestiere, che devono diventare una vera disciplina professionale attraverso l’alta formazione che sia riconosciuta dagli Enti e dai Ministeri. Questo riconoscimento deve essere un punto di partenza e non di arrivo. Nel futuro dei pizzaioli vedo l’opportunità di mettere insieme associazioni e categorie in modo tale che si possa organizzare un tavolo di coordinamento da cui vengano fuori le linee guida per l’alta formazione”.

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[Fonte: BC Communication Services: bccommunication.it ]

 

Pizzaiuoli e pizzaioli: arte, mestiere o professione?

Lunedì 15 Gran Galà alla Mostra d’Oltremare per discutere delle prospettive future

di un settore in crescita

Riunire in una cena di gala il composito mondo che ha recentemente festeggiato la decisione dell’Unesco per il riconoscimento dell’arte del pizzaiuolo come patrimonio immateriale dell’umanità. Far condividere la bellezza di una serata, tutti insieme, ai maestri della pizza, ai rappresentanti delle istituzioni e agli imprenditori del comparto.

E’ questo il senso dell’evento organizzato dalla Bc Communication Services che si svolgerà lunedì 15 gennaio, a partire dalle 19, alla Mostra d’Oltremare di Napoli presso il ristorante della piscina.

“Sarà un’occasione di incontro – ha detto Brunella Cimadomo, che ha curato l’evento Bc Communication – tra il piacere del gusto e la libertà di pensiero e di espressione. Alla serata hanno aderito tutte le Associazioni campane di settore: la Verace Pizza di Antonio Pace,  l’Associazione Pizzaiuoli napoletani di Sergio Miccù, l’Unione Pizzerie Storiche Napoletane – Centenarie presieduta da Antonio Starita e l’Associazione Mani d’Oro di Attilio Albachiara che da sempre si batte per tenere unito il settore come accaduto anche al Terzo Trofeo Pulcinella che si è svolto proprio alla Mostra d’Oltremare. In più si è registrata l’adesione dell’Accademia enogastronomica MedEATerranea, guidata da Massimiliano Quintiliani. L’happening – ha proseguito l’organizzatrice dell’evento – avrà uno stile internazionale perché il gusto farà da sfondo a proponimenti e riflessioni che possano essere la base di un modo nuovo di divulgare e vivere l’arte dei pizzaioli”.

Alla iniziativa parteciperà anche il Direttore generale dell’ISMEA, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, Raffaele Borriello, che considera la pizza “forse l’unico caso di una trasformazione di materie prime agricole totalmente fatta dall’uomo”. Folti i saluti istituzionali. Saranno presenti il Capo della Segreteria Politica del Presidente della Campania Vincenzo De Luca, Franco Alfieri; l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Napoli Enrico Panini, certo che “il riconoscimento Unesco possa portare sempre più a nuove opportunità concrete di lavoro per i giovani della nostra città”; la delegata del Sindaco de Magistris all’Autonomia della Città, Flavia Sorrentino, convinta che “tutelare l’arte del pizzaiolo napoletano sia un dovere di tutti”; il Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno Antonio Limone,  che definisce quello della pizza “un paradigma, il più grande, bello e completo paradigma della Mediterraneità. Un cibo identitario della nostra terra che nella sua semplicità riassume la prelibatezza di grandi alimenti: il pomodoro, l’olio extravergine d’oliva, la mozzarella, la farina di grano”; il senatore Bartolomeo Amidei, per il quale la proposta di legge da lui avanzata per l’istituzione dell’Albo professionale pizzaioli rappresenta “una forma di tutela e garanzia sia per i pizzaioli che per i consumatori”;  la Presidente della Mostra d’Oltremare di Napoli Donatella Chiodo che annovera nella mission dell’Ente quella che punta “alla valorizzazione delle professionalità del territorio”; il vicepresidente nazionale CNA Giuseppe Oliviero che ribadisce la necessità di trasformare “gli attuali contratti di attività di pizzaiolo da quelli di semplice somministrazione a quelli di artigiani, ovvero creatori di prodotto”; Vincenzo Borrelli, vicepresidente sezione Turismo Unione Industriali di Napoli, secondo cui il futuro dei pizzaioli deve essere quello di “una vera disciplina professionale che passi attraverso l’alta formazione che vada poi riconosciuta da Enti e Ministeri”.

Folta la presenza del mondo produttivo alla serata, con imprenditori del calibro di Riccardo Agugiaro, Agugiaro & Figna – Farina Le 5 Stagioni, figlio di una famiglia “da sempre impegnata al fianco dei Maestri Pizzaioli di tutto il mondo per promuovere e valorizzare i segreti dell’arte bianca, un patrimonio culturale intorno al quale per troppi anni si sono creati falsi miti”; Ferdinando Marana, di Marana Forni, che afferma che “è necessario unire conoscenze e competenze per guardare al futuro e rispondere alla crescente domanda internazionale di pizza napoletana”; Francesco Franzese, de La Fiammante, che considera l’evento “un’occasione importante per mettere in collegamento produttori e operatori del settore contribuendo, così, a generare valore” ; Domenico Raia, Horeca RAIA, distributori per il mondo dell’Horeca, sicuro che “l’evento è un momento di confronto serio che contribuisce alla crescita di un comparto e all’individuazione di strategie comuni”; Massimo Calafiore di SIRE, secondo cui il futuro dei pizzaioli deve essere quello di “una vera disciplina professionale che passi attraverso l’alta formazione che vada poi riconosciuta da Enti e Ministeri”; Giovanni Marigliano, dolciaria Marigliano; Antonio Beneduce, Maestri Caseari Fratelli Beneduce, Gennaro Cariulo, imprenditore della ristorazione; Paolo Aruta, amministratore delegato Fratelli La Bufala; Franco Manna, fondatore e presidente di Rossopomodoro; Assunta Pacifico, ’A figlia d’’o Marinaro, Felicia Annarumma di Annarumma Vini anche col suo “bomba d’amore”, Alessandro Condurro della pizzeria Da Michele e Carmine Donzetti , che ha da poco inaugurato un nuovo format gastronomico dove, naturalmente, trionfa la pizza., Gennaro Galeotafiore de I Sapori di Napoli.

Nota: La partecipazione alla serata è esclusivamente su invito

[Fonte: BcCommunication-Resp. Ufficio stampa: Daniela Quaranta]

 

 

DivinCastagne Art: un concorso che promuove il dialogo tra Arte e Vino

Manca un mese alla settima edizione del Divin Castagne, l’evento che dal 20 al 23 ottobre 2017 delizierà il palato di migliaia di buongustai che giungeranno a Sant’Antonio Abate da tutta la Campania (e, perché no, da altre regioni d’Italia) con piatti tipici le cui ricette sono rielaborate in esclusiva da rinomati chef (stellati e non). Minimo comune denominatore delle pietanze servite e degli intrattenimenti in programma il connubio tra le castagne (e dunque il cibo sano e buono), il vino e l’arte.
Il legame tra il mondo del food e l’arte ha origini antiche: il cibo e il vino figurano in tantissime forme di rappresentazione artistica, d’altra parte l’uomo ha sempre dovuto provvedere a sfamarsi. E l’arte è una delle grandi protagoniste dell’edizione 2017 della kermesse che quest’anno diventa “Wine, Food and Art Festival”. E’ stato infatti lanciato un Concorso Internazionale d’Arte Contemporanea, il “DivinCastagne Art”, che ha come tema “Il Cibo nell’arte e come arte”, aperto a tutti i giovani artisti (che potranno partecipare singolarmente oppure organizzati in gruppi) impegnati nelle discipline di pittura, scultura, fotografia e arti digitali. La scadenza del concorso è prevista per il 13 ottobre. In palio un premio in denaro. La cerimonia di premiazione si svolgerà il giorno 22 ottobre nell’ambito del Divin Castagne. Il concorso è nato grazie alla collaborazione dell’organizzazione dell’evento con la famosa pittrice Arianna Greco. La sua “Art’Enoica”  (una particolare tecnica che prevede l’utilizzo del vino per dipingere su tela) farà anche da cornice ad un altro punto cardine della manifestazione: un percorso di degustazione del vino, che trasformerà la location in un’enoteca a cielo aperto dove le numerose aziende vinicole proporranno le proprie eccellenze con l’ausilio di sommelier qualificati.

Per info e adesioni al concorso:

FB. https://www.facebook.com/divincastagneart/
divincastagneart@libero.it

 

Giornate del Gusto e dell’Arte nel ‘700 napoletano.

A Caserta per conoscere la cucina dei Monzù.

Sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre si svolgeranno le Giornate del Gusto e dell’Arte nel ‘700 napoletano. Una iniziativa “sensoriale” organizzata dall’Associazione Favole Seriche con il patrocinio della CNA di Caserta, presso l’Enoteca provinciale della Camera di Commercio in Via C.Battisti a Caserta.

Saranno due giorni dedicati all’arte culinaria e all’artigianato al tempo dei Borboni, con l’esperienza della storia a tavola rivissuta attraverso ShowCooking narrati  che avranno come protagonista lo Chef Nino Cannavale dell’Accademia Italiana della Gastronomia Storica, fondatore dell’Associazione Cuochi Normanni ed impegnato da anni nella rivalutazione del patrimonio enogastronomico di Terra di Lavoro.

I percorsi degustativi saranno narrati da esperti di settore lungo esposizioni in cui ci sarà spazio per l’artigianato di eccellenza e per i manufatti della tradizione della seta di San Leucio, con momenti musicali e di interazione con i visitatori. Sarà possibile ripercorrere i momenti della colazione, della merenda reale, fino alla cena del Monzù, assistere,  quindi,  alla preparazione di alcuni dei piatti simbolo della tradizione borbonica e conoscerne la storia; dal Sartù di riso e il  bianco mangiare alle varietà delle carni e dei dolci che tra ‘700 e ‘800 si creavano e che ancora oggi troviamo, magari rielaborati, nella nostra dieta mediterranea. Tanti i partner tra le aziende di eccellenza della enogastronomia campana ad essere presenti; il Pallagrello, il vino dei Borbone, della azienda casertana Cantina di Lisandro, l’approfondimento del vitigno vesuviano  “Caprettone” dell’azienda Fuoco Morto, le preparazioni a base di Latte Nobile dell’Appennino Campano, le carni sannite de Il Tasso del Taburno, i pomodori liternesi di Barricella, il salame Ferdinando di Bellanca Salumi, le conserve e l’ortofrutta della Coop aurunca  “Al di là’ dei sogni”.

Informazioni e prenotazioni :

Mail: info@favoleseriche.it

Facebook: @Associazione Favole Seriche – San Leucio

-349 37 89 247

-392 13 09 874