Le eccellenze enogastronomiche di Minorca

Nonostante l’enorme potenziale, Minorca è spesso la più sottovalutata tra le mete delle isole Baleari. Il successo turistico non manca affatto ma la “concorrenza” con le sorelle Maiorca, Ibiza e Formentera è alla luce del sole. Il fascino dell’isola minorchina però sta nelle sue diverse anime: dalla storia che trasuda delle cattedrali e dalle viuzze di Ciutadela e Mahón alle spiagge più belle dell’arcipelago, senza dimenticare gastronomia, movida e artigianato locale. Fuori dalle strade battute, inoltre, Minorca conserva ancora un lato “selvaggio” e particolare con distese di vegetazione che si alternano a zone del tutto aride.

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Il porto di Mahón

Cosa mangiare a Minorca: il celebre Queso Mahón

Chiunque abbia messo piede a Minorca si sarà certamente imbattuto nel…formaggio! È praticamente impossibile non accorgersi delle numerose botteghe o negozietti che vendono il prodotto più tipico dell’isola, soprattutto nel capoluogo Mahón (in catalano Maó) da cui il formaggio prende anche il nome. Il Queso Mahón-Menorca, tra l’altro, nel 1985 ottenne la Denominazione di Origine Protetta la quale prevede l’utilizzo esclusivo di latte vaccino crudo della razza bovina Frisona. Quest’ultima pare sia stata introdotta dagli inglesi durante la dominazione britannica durata pressappoco per l’intero XVIII secolo (con alcuni periodi di intervallo dovuti agli assedi francesi).

Questo formaggio è facilmente riconoscibile per la forma quadrata, il colore arancione e un sapore unico leggermente acido e salato. Proprio per queste caratteristiche si accompagna benissimo con diverse ricette, aperitivi e tapas. La notorietà locale e internazionale del formaggio minorchino è attestata dai numerosi riconoscimenti ottenuti tra cui il prestigioso World Cheese Awards 2018-2019. In quell’occasione ad essere premiata fu la varietà stagionata prodotta dalla COINGA, la cooperativa che riunisce gli allevatori e produttori di formaggio dell’isola.

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Minorca vanta una tradizione casearia che affonda le radici nell’antichità

Altre eccellenze locali

Oltre che grande produttrice di formaggio, Minorca è nota per la produzione vinicola, piuttosto limitata a causa particolari caratteristiche morfologiche dell’isola. Ciononostante, non ne risente la qualità grazie ad un’ampia scelta di vini rossi e bianchi di tutto rispetto. Tra i primi si citano i noti Merlot, Monestrell, Cabernet Sauvignon e Tempranillo.  Per i bianchi, altrettanto noti e apprezzati sono i vini della tipologia Malvasía, Chardonnay, Macabeo, Moscatel, Parellada.

Altre eccellenze tutte da gustare sono ovviamente quelle a base di pesce. Dalle squisite zuppette di polpo ai calamari arrosto, fino alla tipica caldereta de langosta (zuppa d’aragosta). Per questa ricetta, in origine appannaggio dei marinai locali, è da preferire un’aragosta femmina (servono anche le uova) non giovane, poiché più è adulta e migliore sarà il sapore del brodo. Il nome “caldereta” si riferisce al tipico recipiente di terracotta necessario per la preparazione.

Ultima curiosità: pare che la maionese sia stata inventata proprio a Minorca e che debba il suo nome anch’essa, come il Queso, alla città di Mahón. Una delle primissime testimonianze su questa salsa risale ad un manoscritto spagnolo, scritto da un frate francescano, dedicato alla cucina dell’isola. Tuttavia non si ha certezza assoluta né sull’origine del nome e nemmeno sulla sua sua invenzione. Anche la Francia ne rivendica la paternità.

Street food e gastronomia da non perdere

Come da migliore tradizione spagnola, Minorca offre splendidi mercati dove assaggiare le specialità locali. Sono molte le località famose sull’isola, soprattutto per le spiagge. Tuttavia, le due “capitali” minorchine sono a nord Ciutadela e a sud Mahón. La seconda, capoluogo dell’isola, offre un misto di antico e moderno tra cattedrali, stradine e artigianato locale (soprattutto scarpe e accessori). Il centro cittadino ospita lo storico Mercado de Pescados, situato in Plaza del Carme. Un tempo mercato semplice del pesce, oggi è meta di turisti e giovani alla ricerca di sfiziosità di tutti i tipi da mangiare all’ombra della splendida chiesa del Carme.

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Il Mercado de Pescados e la chiesa del Carme

Il Mercado dispone di tavolini sia al coperto che all’esterno in modo da offrire la migliore esperienza di degustazione sia con calma che “al volo”. Tapas, formaggi e vini locali, tortillas, paella e non solo. Da provare anche i pintxos, cioè gli stuzzichini locali. Il successo turistico del Mercado ne ha fatto una delle principali attrazione ed infatti non è difficile trovare nello stesso posto artisti di strada o musicisti intenti ad allietare le calde serate estive. Infine, anche Ciutadela ha un suo Mercado costruito nel 1985 e rinnovato nel 2011, ma mercati simili sono sparsi un po’ in tutta Minorca.

Qualche dritta utile sull’isola

Minorca è facilmente raggiungibile in aereo dall’Italia con le più note compagnie low-cost e i prezzi tendono ad essere più contenuti rispetto ad altre mete spagnole più rinomate o, per esempio, alle ormai inflazionate isole greche come Santorini e Mykonos. Mahón è l’unica città ad avere un aeroporto, ma grazie alla stazione degli autobus locale ci si può muovere agilmente verso altre destinazioni minorchine. Combinando sia la stazione del capoluogo che quella di Ciutadela si possono raggiungere in autonomia le spiaggie più famose come Es Grau, Son Bou, Macarella, Cala Galdana ecc. Sempre da Mahón poi partono e arrivano i traghetti per Barcellona, Maiorca e Valencia.

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Mario Rafaniello

Mi chiamo Mario Rafaniello e sono un dottorando di ricerca presso il dipartimento di Scienze Politiche di Caserta. Vivo a Sessa Aurunca e quindi mi muovo per gli articoli dei locali su questa zona e limitrofe, fino al basso Lazio. Per lavoro viaggio molto e mi occupo di usi e costumi nel mondo, quindi la maggior parte dei miei articoli riguardano viaggi, tradizioni e curiosità inerenti al cibo. Sia con la laurea magistrale che nel dottorato mi sono occupato di agroalimentare, in particolare made in Italy. Quando posso trasferisco parte delle mie ricerche negli articoli per la buona tavola magazine.

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