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STEFANO DE MARTINO PRESENTA IL NUOVO MENU DELLA COSACCA

La Cosacca

Sabato 7 dicembre alle ore 13.00 presso la pizzeria La Cosacca in Via Lepanto 271/273 a Pompei, Stefano De Martino presenterà alla stampa il rinnovato menù autunno-inverno. L’evento è organizzato da Renato Rocco, direttore de LaBuonaTavola Magazine, che insieme a giornalisti ed esperti del settore testerà il banco d’assaggio.

Il menù del pranzo prevede un’entrée composto da una frittatina classica napoletana e la degustazione di quattro pizze:

  1. #LaPizzaDiDeMartino con crema di friarielli, fior di latte di Agerola, Lardo di maialino nero, tarallo sbriciolato e fili di peperoncino;
  2. La Cipolla Barricata composta da vellutata di cipolle ramate di Montoro sfumate con grappa barricata, fior di latte di Agerola, pancetta croccante di maialino nero e fonduta di formaggi stagionati;
  3. La Buona Tavola con crema di papaccelle, fior di latte di Agerola, tuorlo d’uovo fritto, scaglie di Cacioricotta cilentana e basilico cristallizzato;
  4. La Cosacca 2.0 con emulsione di pomodorini del Piennolo DOP, formaggio di pecora stagionato alle vinacce, pomodorini gialli del Piennolo DOP e basilico.

Terminano il percorso d’assaggio i dolci della rinomata pasticceria di Napoli Poppella.
La Cosacca arriva a Pompei portando con sé esperienza ed estro nella convinzione che rispettare la tradizione sia garanzia di bontà e gusto. Situata al ridosso del centro di Pompei, la pizzeria è punto di ritrovo non solo per i tanti giovani che affollano le vie della cittadina ma anche per chi, attirati dalle bellezze del Santuario e degli scavi romani, vuole concludere il suo itinerario con un’intensa esperienza culinaria.

Stefano De Martino, giovane ma già esperto pizzaiolo, sforna una pizza friabile e fragrante, altamente digeribile grazie a un impasto indiretto composto da un bland di farina tipo 0 al 90% e tipo 1 al 10, biga al 90%, poolish al 10%. Grazie all’alta idratazione pari al 70%, De Martino porta in tavola un prodotto dall’ottima struttura che rende facile la masticazione.

 

Ufficio Stampa LaBuona Tavola

MANGIAFOGLIA: APERITIVO PER BRINDARE AL NUOVO RESTYLING DEL RISTORANTE 

TANTE NOVITÀ DA FESTEGGIARE INSIEME AGLI AMICI DI MANGIAFOGLIA
IL 18 SETTEMBRE ALLE 19.30 IN VIA CARDUCCI N° 32

Mangiafoglia

Mercoledì 18 settembre alle ore 19,30 brindisi di riapertura al Ristorante Mangiafoglia aperto a tutti gli amici di Mangiafoglia. Un nuovo restyling per il locale di via Carducci 32 a Napoli, nel cuore del quartiere Chiaia, pronto a rilanciare la filosofia che ha fatto di Mangiafoglia un punto di riferimento irrinunciabile per chi coltiva la passione per la cucina di qualità, attraverso l’utilizzo dei migliori prodotti presenti nel panorama gastronomico nazionale ed estero, rispettando i tempi e la stagionalità degli ingredienti.

Esaltare la cucina napoletana con influenze mediterranee e abbracciare la filosofia di una cucina salutare, leggera e di classe sono i punti di forza dello  chef Costanza Fara. Oggi tutto questo incontra la creatività della chef Costanza Fara, dalla origini sarde, che interpreta i piatti della tradizione napoletana in una chiave tutta da scoprire.

Tra le novità del menù, il tagliere di formaggi che comprende varie tipologie di formaggio, a partire da un gusto fresco e delicato tipico della ricotta di capra, per finire con un gusto più deciso e piccante tipico dei formaggio erborinati. Il tagliere prevede quattro diverse tipologie di latte: caprino, ovino, pecorino e vaccino. La selezione di tali formaggi consentirà al degustatore una notevole esperienza sia olfattiva che gustativa.

Tra le novità è da segnalare l’antipasto di mare secondo il pescato del giorno, il millefoglie carasau con carpaccio di tonno affumicato, la lattica di pezzata rossa e misticanza di verdure, l’uovo livornese croccante con lamelle di tartufo e salsa, la tempura di verdure con salsa agrodolce.

I primi piatti lasciano spazio alla creatività della chef sardo-napoletana. C’è la fregula allo scoglio, gli spaghetti con colatura di alici di Cetara, pomodorini datterini e noci, i ravioli di ricotta e spinaci con salsa di pomodorini confit e robiola di capra, gli spaghetti al nero di seppia con zucchine, bottarga e muggine affumicato di Cabras, la pasta e patate con provolone del Monaco e patata viola Bayard.

Passiamo ai secondi piatti. Si va dall’insalata tiepida di polpo su cremina di patate allo zafferano alle pepite di baccalà accompagnate da salsa, dalla sinfonia dell’orto alle entrecote, fino al filetto di spigola con asparagi e patate.

Il porceddu sardo, assecondando le origini della chef, sarà disponibile su prenotazione (almeno 24 ore prima).

I dolci, tutti di produzione propria, offrono ai Mangiafoglia la possibilità di spaziare dal classico all’innovativo: seadas con miele di castagnoscomposta di frutta con crema chantilly al limonecannolo cilentano con crema chantilly al limone, cioccolato e pistacchiosorbetto alla fruttasoffice al limone e mandorle e tagliata di frutta.

Una cucina che si basa su verdure, cereali, pesce e olio di oliva è una cucina completa che può far fronte al fabbisogno energetico di un individuo, proprio come accadeva nel 1500 quando i Mangiafoglia sono riusciti con la sola presenza delle brassicacee a sostentare intere generazioni. Non a caso una cucina ricca e variegata a base di verdura, cereali e olio di oliva è alla base del principio alimentare della Dieta Mediterranea. Quello del Ristorante Mangiafoglia è un racconto giornaliero che vive di retaggi e tradizioni declinati in una chiave moderna e che ammette commistioni con altre culture. Un luogo in cui Napoli rivive in ogni gesto, dalla mise en place al servizio, ma soprattutto in una cucina capace di riproporre la tradizionale gastronomia partenopea con l’ausilio delle più attuali tecniche di preparazione in cucina e con l’idea che la cucina di qualità non debba per forza ritenersi elitaria.
Diventare un “Mangiafoglia” significa prendersi cura di sé ed esaltare il piacere della lentezza.

 

Per info_Indirizzo: Via Giosuè Carducci n°32, 80121 Napoli (NA)
Sito: www.mangiafoglia.it Tel.081 414631 E-Mail: info@mangiafoglia.it
Social: Mangiafoglia

UFFICIO STAMPA

Roberta Raja

Nuova tappa per il Baccalà Fest che l’8 Luglio alle ore 20.30 approderà ad Avellino in casa di Giuseppe Maglione patron di Daniele Gourmet in Viale Italia, 233. L’evento è organizzato da La Buona Tavola Magazine in collaborazione con DolciarteBiancoBaccalà Osteria del Baccalà 

Ospiti Baccalà F

Quattro gli autori che firmeranno il menù rigorosamente a base di baccalà, ingrediente caro alla cucina popolare: Giuseppe MaglioneAntonio RuggieroAlfonso De Filippo Carmen Vecchione. Per questa occasione Giuseppe Maglione, nei panni del perfetto pizzachef padrone di casa, delizierà gli ospiti con tranci di pizze al “mantecato di baccalà, olive disidratate e scarola fresca”, “caponata di baccalà con pomodorini gialli e rossi e asparago selvatico” e “papaccella napoletana e baccalà”. Un mix di sapori che trovano nella freschezza del baccalà un pendant perfetto. Direttamente dalla cucina del suo ristorante, Antonio Ruggiero presenterà il famoso “Fil di ferro”, un primo piatto “pre-al dente”, fiore all’occhiello della sua Osteria. Sarà poi il turno di Alfonso De Filippo che, per un secondo piatto davvero estasiante, preparerà del “baccalà in cassuola alla siciliana”. Unica donna del quartetto, Carmen Vecchione, sulla scia dei suoi colleghi, sorprenderà gli ospiti con un dessert al baccalà che rivelerà la flessibilità dell’ingrediente principe ad adattarsi alle ricette più estrose. Un evento questo che desidera ridare giusto valore a un ingrediente considerato un piatto povero ma che negli ultimi anni sta tornando alla ribalta nelle cucine di rinomati chef che diffondono la cultura del buon baccalà, grazie a rivisitazioni moderne e all’esaltazione del suo gusto naturale.  

 

Giuseppe Maglione napoletano di nascita ed avellinese d’adozione è il giovane interprete della nouvelle vogue dell’arte della pizza gourmet in Italia, patron e pizza chef di Daniele Gourmet e Daniele Urban ad Avellino.   

Antonio Ruggiero docente dell’istituto alberghiero e patron dell’Osteria del Baccalà. Vanta un curriculum di tutto rispetto: consulente di alberghi prestigiosi, degustatore di oli con il titolo di capo panel, micologo, sommelier AIS e infine maestro assaggiatore di formaggi ONA. 

 Alfonso De Filippo è il resident chef del ristorante BiancoBaccalà oltre che erede della famiglia De Filippo, baccalajuoli dal 1791 con il laboratorio di lavorazione adiacente al ristorante.  

Carmen Vecchione pastry chef e proprietaria della pasticceria Dolciarte ad Avellino, dopo una laurea in Economia e Commercio, nel 2002, approda al ristorante “La Maschera” del capoluogo irpino affiancando lo chef Lino Scarallo, oggi stella Michelin a Palazzo Petrucci di Napoli. Nel 2008 inaugura il Dolciarte in via Trinità ad Avellino.  

coceNasce da qualche mese a San Sebastiano al Vesuvio, alle falde del grande vulcano, una struttura elegante e dall’interessante design, con spazi distinti che accolgono Ristorante-Pizzeria-Coctelleria e Tapas bar:  COCE La fucina del vulcano. 

La leggenda racconta che il dio Vulcano, nella sua fucina, forgiasse armi per gli dei e per gli eroi.
COCE nella sua fucina, forgia sapori nuovi, per difendere il valore del territorio e creare piatti leggendari. In questo impegnativo progetto ai fuochi sono impegnati gli chef Antonio Borriello e Fabio Ometo che utilizzano i loro ingredienti preferiti, ovvero passione per il territorio campano, creatività, correttezza, etica e solidarietà.

La loro è una cucina che sceglie di custodire la memoria della cultura e delle origini partenopee e di nutrire, privilegiando materie prime sane, nel rispetto del lento scorrere delle stagioni. Una cucina anche in grado di innovare, creando grandi piatti adatti alla vita dei nostri giorni. Inoltre al COCE, la grande selezione di carni da tagli pregiati, terrà viva la fucina i fuochi dello spazio braceria. Per il piacere dei migliori abbinamenti, un’ampia selezione di vini nazionale ed internazionali completa l’armonia della proposta ristorativa del COCE.

E con l’estate gli chef Borriello e Ometo forgeranno sapori ed emozioni.

 

Di seguito i loro piatti….

Degustazione di Tartare

Tartare di Tonno rosso con cremoso di peperoncini verdi di fiume, Tartare di Gambero viola con emulsione al passion fruit

Tartare di Ricciola con salsa di peperoni arrosto

 

Il Crudo Imperiale

Tartare di Tonno rosso, Tartare di Gambero viola, Tartare di Ricciola, Scampi, Gamberoni, Julienne  di Calamari

Carpaccio di Pescato, Ostriche e Tartufi

 

pesce servito crudo, come da regolamenti vigenti, viene abbattuto a-24° per 24ore.

 

Baccalà Morro Grimsey

In tempura di ceci e finocchietto su salsa alla Puttanesca

 

Alici con crema di bufala

Ai sentori della costiera con salsa di zucchine alla scapece

 

 

Vedi Napoli e poi…

Sformatino di zucchine, scamorza, pomodorini,

grana e salsa al basilico

Piccolo gattoncino di patata Ricciona napoletana con salsa al provolone del monaco

Millefoglie Caprese con Bufala Aversana e pomodori di Sorrento

 

PRIMI

La Zuppa di Pesce XXL

Scorfano, Gallinella, Triglia, Scampo, Mazzancolle e Tartufi

 

Non chiamatemi Raviolo….

Bottoncini farciti ricotta e limone di Sorrento con crema di zucchine, gambero rosso, burrata e olio limonato

Le Bavette Gragnanesi

con Cannelli paesani ed emulsione di ricci di mare

 

Le Fettuccelle di grano duro

Astice e pomodorini del piennolo

 

Il Risotto

con crema di papaccelle, salsiccia di maialino,

olive nere e finocchietto

 

Lo Spaghettone

Cacio, Pepe e Piennolo

 

SECONDI

Il nostro Pescato

secondo disponibilità del mercato

Per le preparazioni di pesci e crostacei lo Chef consiglia: Guazzetto, Agrumi, Scottato, Crosta di sale, al Vapore, cartoccio, gratinato

 

 

Calamari Triglie e Gamberi

Fritti con cipolla stufata al vino rosso e arancia candita

 

DESSERT

Mezza Sfera fondente con cuore di cassata

Il Babà Napoletano cuore di bufala e frutti di bosco

Cremoso ai tre cioccolati

Tartelletta alle fragoline con crema al passito polvere di cocco e menta

Bouquet di frutti di stagione

 

PER INFO E PRENOTAZIONI:

COCE

Piazzale della Repubblica N.5

San Sebastiano al Vesuvio NAPOLI

TEL. 081 1819 5206

 

Wine-food communication and images

Angela Merolla

A la città della pizza 2019 un menu di oltre 100 proposte per raccontare il prodotto italiano più amato del mondo.

 I migliori pizzaioli dello Stivale per una tre giorni da non perdere.

A completare il calendario laboratori, workshop, convegni.

Spazi dedicati agli addetti ai lavori e ai più piccoli.

Roma si prepara a vivere una tre giorni ricca di gusto, con sapori e aromi provenienti da ogni angolo della Penisola. Saranno infatti più di 60 – tra pizzaioli, chef e personalità del settore – i protagonisti della terza edizione de La Città della Pizza, il grande evento, organizzato da Vinòforum in collaborazione con Ferrarelle, in programma a Roma da venerdì 12 a domenica 14 aprile presso gli oltre 5.000mq di Ragusa Off (Via Tuscolana, 179).

In prima fila le cosiddette “case”, le “temporary pizzerie” suddivise nelle categorie “Napoletana”, “All’italiana”, “A degustazione”, “Romana”, “Al taglio” e “Fritta”, alle quali va aggiunto lo spazio dedicato ai “Fritti all’italiana”, per un quadro generale di 12 postazioni giornaliere. Non mancherà inoltre, a grande richiesta, un’area riservata al “Gluten Free”. Nel menu di ogni pizzeria ci saranno una margherita o una marinara, un cavallo di battaglia e una special edition creata appositamente per la manifestazione, per un totale di oltre 100 pizze differenti. Si va dunque dai classici intramontabili a proposte più estrose, come, solo per fare alcuni esempi, la Dolce Forte (con impasto al cacao, cinghiale sfilettato, lardo di Cinta Senese, pecorino stagionato in fiocchi, olive nere al forno e olio evo), la Irpina(con cipolla ramata di Montoro, pancetta croccante, fior di latte, Castagna di Montella IGP, patata di Trevico, lardo, basilico e olio evo) o, per finire, la Verdicchio e Ciauscolo (con ciauscolo croccante, crema di Verdicchio, fior di latte e julienne di porri). Tra i fritti, immancabili supplì, crocchette, arancini, frittatine di pasta e altre golose creazioni.

Ecco quindi, giorno per giorno, tutti i protagonisti selezionati – in base al manifesto dell’evento: www.lacittadellapizza.it/il-manifesto – dal team di autori composto da Emiliano De Venuti, ideatore e CEO di Vinòforum, dal maestro pizzaiolo Stefano Callegari e dai giornalisti Luciano Pignataro, Tania Mauri e Luciana Squadrilli.

Venerdì 12, a partire dalle ore 18.00 e fino alle 24.00, accendono i forni:
Alessio Mattaccini (Spiazzo), Francesco Arnesano (Lievito, Pizza, Pane), Tommaso Vatti (La Pergola), Carlo Sammarco (Carlo Sammarco Pizzeria 2.0), Angelo Pezzella (Angelo Pezzella Pizzeria Con Cucina), Valentino Tafuri (3 Voglie), Marco Rufini (Casale Rufini), Giuseppe Pignalosa (Le Parule), Angelo Tantucci (Capriccio), Francesco Di Ceglie (Il Monfortino), Giancarlo Casa (La Gatta Mangiona), Carmine Donzetti (Pizza & Fritti).

Sabato 13, dalle ore 11.00 alle 24.00, vanno in scena:
Martino Bellincampi (Pastella), Mario Panatta e Sara Longo (Pizza Chef), Davide Fiorentini(‘O Fiore Mio), Angelo Greco e Giuseppe Furfaro (Trianon), Rosario Ferraro (L’Antica Pizzeria da Michele), Matteo Aloe (Berberè), Sami El SabawySalvatore Santucci (Ammaccàmm), Lello Ravagnan (Grigoris), Errico Porzio (Pizzeria Porzio), Giuseppe Maglione (Daniele Gourmet), Fabio e Michele Tramontano (Al ritrovo degli amici).

Domenica 14, dalle ore 11.00 alle 22.00, giornata di chiusura affidata a:
Marco e Antonio Pellone (Ciro Pellone Pizzeria), Filomena Palmieri (Pizzeria Da Filomena), Denis Lovatel (Da Ezio), Ciccio Vitiello (Casa Vitiello), Vincenzo Esposito (Carmnella), Alessandro Coppari (Mezzo Metro), Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro (180g Pizzeria Romana), Ciro Salvo (50 Kalò), Pier Daniele Seu (Seu Pizza Illuminati), Ivano Veccia (Qvinto), Roberto Orrù (Sa Scolla), Isabella De Cham, (Isabella De Cham Pizza Fritta).

A firmare la proposta gluten free saranno, per tutta la durata dell’evento, Diego Vitagliano e Sara Palmieri (10 Diego Vitagliano). Sarà presente infine “La Casa della Semola”, uno spazio firmato da Casillo e dedicato alla pizza realizzata con Semola d’Autore 100% grano duro. Tante le possibilità di abbinamento, potendo scegliere tra le diverse etichette di birre artigianali firmate Baladin e i vini biologici marchigiani dell’Azienda Vitivinicola Ciù Ciù.

“Forti dell’esperienza delle due precedenti edizioni – dichiara Emiliano De Venuti – abbiamo ancora una volta riunito i migliori interpreti della pizza in Italia. Questo per offrire ai visitatori l’opportunità di vivere un’esperienza unica, degustando piccoli capolavori provenienti da diverse regioni italiane. La Città della Pizza si conferma come il luogo di incontro ideale tra i grandi artigiani di questa icona gastronomica e il pubblico degli appassionati”.

Per chi desidera trascorrere momenti ancora più coivolgenti sarà possibile partecipare – solo su prenotazione – agli appuntamenti di “Maestri in Cucina Ferrarelle”, pranzi e cene a quattro e sei mani che vedranno al forno, e ai fornelli, maestri pizzaioli insieme a grandi chef. Queste le coppie, e per ultimo un terzetto, all’opera: venerdì 12, ore 20.30, Giuseppe Vesi (Pizza Gourmet) e Paolo Trippini (Trippini); sabato 13, alle ore 13.30, Luca Belliscioni (Pizzeria Sesamo)e Fabio Vorraro (Mamma Elena Restaurant), e, alle 20.30, Salvatore Grasso (Pizzeria Gorizia 1916)e Mattia Filosa (Civico 57); domenica 14, alle 13.30, Ciro Scamardella, (Pipero), Diego Vitagliano (10 Diego Vitagliano) e Salvatore Di Matteo (Di Matteo). A rendere ancora più esclusivo ogni incontro, gli abbinamenti con lo Champagne Rosé firmato Ruinart, la più antica Maison de Champagne.

Ricchissimo il calendario convegnistico, con laboratori e workshop dedicati rispettivamente ad appassionati e addetti ai lavori, che spazieranno in lungo e in largo nell’universo pizza. Tra i protagonisti ci saranno: Franco Pepe (Pepe in Grani), Gabriele Bonci (Pizzarium), Renato Bosco (Saporè), Francesco Martucci (I Masanielli), Francesco e Salvatore Salvo (Pizzeria Francesco&Salvatore Salvo), Marzia Buzzanca (Percorsi di Gusto), Teo Musso (Baladin), Fabrizio Franco e Omar Abdel Fattah (Pane e Tempesta), Salvatore Gatta (Fandango), Paolo De Simone (Da Zero), Angelo Rumolo (Pizzeria Castello), Fabio Ciriaci (Gusto Madre Alba), Luigi Cippitelli (Pizzeria Luigi Cippitelli), Walter Musco (Bompiani), Roberta Esposito (La Contrada), Pasqualino Rossi (Elite), Edoardo Papa (In Fucina), Petra Antolini (Settimo Cielo), Angelo Iezzi (Presidente Associazione Pizzerie Italiane), Giancarlo Giambarresi (Presidente dell’Associazione Panificatori Fiesa Assopanificatori Confesercenti di Roma).

Per i più piccoli in programma i divertenti ed educativi “Kids Lab”, realizzati anche quest’anno grazie alla collaborazione con Boing (canale 40 del DTT) e Cartoonito (canale 46 del DTT) e dedicati appunto ai bambini dai 4 ai 12 anni.

Sul palcoscenico di “Stand up Pizza”,organizzato in partnership con Pizza On The Road, si esibiranno inoltre, suddivisi in quattro sessioni (sabato e domenica, ore 11.30 e 15.30) i 10 pizzaioli selezionati per l’omonimo contest, che consentirà al vincitore di partecipare alla prossima edizione de La Città della Pizza.

Altri contenuti importanti saranno quelli di “Emergente Pizza Chef” e “Emergente Chef d’Italia”, format firmati dai giornalisti Luigi Cremona e Lorenza Vitali. A sfidarsi per ottenere la qualificazione alla finale nazionale, in programma ad ottobre, saranno in questo caso gli “emergenti” del Centro-Sud (under 30 per gli chef e under 35 per i pizzaioli).

Non mancherà infine un’area riservata alle “Materie prime”, con focus sui principali ingredienti della pizza: farina, pomodoro, mozzarella e olio extravergine di oliva, che saranno al centro di degustazioni e incontri tematici in compagnia di importanti aziende produttrici.
La Città della Pizza darà spazio anche a tutti quegli ingredienti d’eccellenza che rappresentano il topping perfetto nei menu di tante pizzerie: dal Prosciutto di San Daniele Dop, rappresentato dal Consorzio di Tutela, ai pomodori e le conserve di Casa Marrazzo, passando per i Tartufi, il Caviale, le Alici, il Tonno e la Mortadella di Bologna Igp.

Ufficio Stampa:

MG Logos

 

Sul Lungomare di Pozzuoli il locale di chef Mariano che punta forte sul pescato

del giorno, prodotti di qualità e una buona cantina

Pescato del giorno, prodotti di qualità e una buona cantina. Questi i punti di forza del Ristorante Armonia a Pozzuoli (Corso Umberto I, 177), guidato da chef Mariano Armonia che, forte delle sue esperienze maturate al Capri Palace, al Riccio e a L’altro Cocoloco, ha deciso di aprire un locale tutto suo.

Una chiave di violino sull’insegna e statuine di Pulcinella disseminate sulle pareti lasciano trasparire l’animo artistico del giovane cuoco, figlio dell’attore Enzo Armonia. L’ambiente interno è in stile shabby con 20 coperti, all’esterno una veranda a due passi dal mare con altrettanti posti a sedere.

Il menù offre per antipasto crudi (tassativamente abbattuti), insalate, zuppe della tradizione napoletana rivisitati in chiave moderna. Il baccalà ad esempio è servito in crosta di nocciola su ketchup di datterino giallo. Tra i primi spiccano il cacio, pepe e vongole e la gricia di mare, oltre gli immancabili piatti tipici come vermicelli con aragosta e gnocchi di patate ai frutti di mare. Come secondi, per l’appunto, si punta forte sul pescato del giorno grazie anche ad una intesa con alcuni pescatori che vanno a mare proprio per il ristorante. Il più richiesto è l’hamburger di pesce. Il cavallo di battaglia tra i dolci è la millefoglie scomposta all’amarena che viene preparata artigianalmente nella cucina del ristorante.

Nella carta dei vini è possibile trovare alcune etichette di champagne come Rd Bollinger, Dom Pérignon, Krug, Moët et Chandon Ice Impérial, Clicquot. Tra bianchi e rossi rappresentate molte aziende campane tra cui il Biancolella d’Ischia, la Falanghina Quintodecimo, il Gragnano Ottouve.

Da gennaio, i martedì alle 19, nel Ristorante Armonia partiranno corsi di cucina per principianti, per appassionati, un’idea nata dalla richiesta dei clienti abituali, sarà una sorta di dopo lavoro, un hobby.

Chef Armonia vanta anche consulenze internazionali, l’ultima in ordine di tempo in primavera per l’inaugurazione del ristorante “Pasta Fresca” dell’Hotel 5 stelle Palace del Mar ad Odessa in Ucraina.

Chiuso il martedì. Per info: 081 8664759 – www.ristorantearmonia.it

 

Alessandro Savoia 

Lo chef stellato Pasquale Palamaro firma il nuovo menù del ristorante

Archivio Storico- Se è vero che il cibo è un aggregatore di persone, anche se di culture diverse, è altrettanto vero che la cucina napoletana lo fa ancora di più! Questa importante funzione del cibo era già nota all’epoca dei Borbone, quando sia “O’ Scarpariello” (il ciabattino) che il “Monzù” (il cuoco di corte) preparavano i pasti utilizzando ingredienti comuni ma in ambienti diversi (il primo per strada, il secondo nelle spaziose cucine patrizie).

Infatti gli ingredienti più conosciuti sono essenzialmente quelli semplici e genuini, che venivano poi maggiormente elaborati per le pietanze destinate ad imbandire le tavole dei nobili. Coesisteva, quindi, una cucina assai raffinata che si era sviluppata soprattutto grazie ai Borbone, che favorirono una fusione fra la cucina napoletana e quella francese concretizzando dei risultati spettacolari e di gran gusto.

Archivio StoricoE’ dedicato alla cucina napoletana borbonica il ristorante dell’ Archivio Storico , locale napoletano che omaggia la cultura borbonica in ogni suo angolo: le sale principali sono dedicate ai Re Borbone delle Due Sicilie Carlo, Ferdinando I, Francesco I, Ferdinando II  e Francesco II (con le rispettive Regine) ed all’ultimo pretendente al trono, l’erede legittimo, Sua Altezza Reale il Principe Carlo di Borbone, Duca di Castro e Gran Maestro di tutti gli Ordini Dinastici. Da  più di un anno il locale – tra i più frequentati di Napoli, essendo tra l’altro collocato in uno dei quartieri più inn della Città, ovvero il Vomero – divulga un patrimonio culinario che Luca Iannuzzi – ideatore del progetto, attento conoscitore della storia del Regno delle Due Sicilie e Cavaliere di Merito del Sacro Militare ordine costantiniano di San Giorgio –  ha riscoperto indagando nei testi dell’epoca e riproposto con l’ausilio di professionisti del gusto del calibro di Pasquale Palamaro, chef stellato che ha firmato il nuovo menù “di classe” dell’Archivio.

Il menù

4 antipasti, 5 primi piatti, 6 secondi, due zuppe, 4 dolci, due menù degustazione: tutte pietanze ispirate alla cucina napoletana di corte, riscoperte nei testi che parlano della storia dei Borbone e sapientemente reinterpretate dallo chef. Ad esempio la “Parmigiana”, piatto le cui origini sono contese da  Napoli, Parma e Sicilia: l’etimologia del nome deriverebbe dal termine siciliano “parmiciana” (le parmiciane sono le aste di legno che sovrapposte formano le persiane); tuttavia la ricetta di questo piatto è contenuta nel “Cuoco Galante” di Vincenzo Corrado (1733), che utilizzava le zucchine come ingrediente principale,  e poi ripresa Ippolito Cavalcanti che utilizzava invece le melanzane per assemblare la pietanza.

Archivio StoricoPerciò nel menù dell’Archivio questo piatto diventa “Parmigiana di melanzane vista nell’Orto di Ippolito Cavalcanti”. Altro esempio, le zuppe: in particolare durante il regno di Ferdinando I si diffusero molto le zuppe di mare essendo il re goloso di pesce, che pescava egli stesso nelle acque sotto Posillipo; tuttavia questo piatto era spesso anche sulle tavole dei più poveri, veniva preparato con il pesce rimasto invenduto dai pescatori.

Inoltre presso la corte borbonica era in uso uno gnocco realizzato con mandorle tritate, latte e mollica di pane (gli gnocchi di patate arrivarono solo dopo le importazioni di patate dall’America; furono Alessandro Volta a portare la nuova ricetta nei salotti del re e Vincenzo Corrado a convincere i Borbone a investire nella diffusione della coltura del tubero per sfamare la popolazione dopo la carestia della rivoluzione del 1799). Dunque, la zuppa di “mare” e gli gnocchi di patate sono due capisaldi della tradizione napoletana che formano un connubio perfetto nel piatto ideato dallo chef Palamaro, ovvero la “Zuppa di scampi con gnocchi di patate ripieni di mozzarella”. Ancora, un altro esempio di  ingrediente comune alla cucina di corte e a quella popolare: il pollo.

Archivio StoricoIl “Pollo alla Marengo” (che nel menù dell’Archivio diventa “Pollo ruspante e gamberi rossi laccati su mais piccante ed erbe amare “) era un ricco e prelibato secondo piatto, le cui origini risalgono al 1800 quando Napoleone Bonaparte sconfisse l’esercito austriaco a Marengo e chiese a Dunand, il suo cuoco, di creargli un piatto che fosse buono e nutriente. Non avendo materie prime a disposizione, improvvisò una pietanza con ciò che riuscì a reperire nelle vicine campagne: un pollo, dei gamberi di fiume, qualche pomodoro, delle uova, del pane raffermo e del cognac. Napoleone, soddisfattissimo, richiese questo piatto a Dunand dopo ogni battaglia e divenne per il condottiero un portafortuna.

La nuova drink list: tra le new entry anche il “Babà Punch”

Inverno. Un ambiente elegante, un’atmosfera calda, e un cocktail “rassicurante” (che emana i profumi e sprigiona i sapori della nostra terra) sono gli ingredienti giusti per accendere le serate napoletane. La nuova drink list dell’Archivio Storico , ad opera di Salvatore D’Anna, bar manager della struttura, è pronta a riscaldare tutti i palati della città e ad alleviare dalle fatiche che il freddo e i frenetici ritmi lavorativi impongono.

Una drink list in parte diversa dalle precedenti, il cui filo conduttore è l’energia dei sapori della tradizione. Cocktail pensati per raccontare a chi li degusta (in orario aperitivo domenicale, cena settimanale e post-cena) la storia, la cultura, le tradizioni della Napoli Borbonica e di quella moderna. Tra questi il “Babà Punch” ottenuto con Rum Jamaicano, Rum Speziato, Oleo Saccarhum, Pisto mix, succo di limone, the, cannella, arancia.

Il punch è da sempre una presenza fissa della drink list dell’Archivio Storico. Questa versione partenopea della nota bevanda alcolica è nata da un’osservazione di Salvatore D’Anna che, curiosando nelle cucine del locale (che oltre ad essere premium bar, è anche ristorante) ha notato delle similitudini  tra la preparazione della bagna per il babà dell’Archivio Storico (il “Lazzarone”) e le tecniche di preparazione del punch.

Ho da sempre avuto una grande ammirazione per la pasticceria e per i maestri pasticcieri napoletani – spiega il bar manager -, ho colto così l’occasione al volo e ho cercato di replicare il piacere che si prova nel gustare un babà al rum in questo punch. Qualche piccolo aggiusto qua e là (ad esempio far riposare zucchero e scorzette di agrumi insieme), la scelta del mix di rum (quello jamaicano si deve sentire) e della tipologia giusta di the, l’utilizzo delle spezie usate per insaporire i dolci della pasticceria napoletana come il pisto, e il Babà punch è pronto!”.

Altre new entry della drink list del locale – ispirate dai sapori, dalla cultura e dalla storia di Napoli – sono:

–        Il “Crisommola Negroni” con Jin  Aperol, Vermouth dry, liquore all’albicocca, Orange bitters;

–        L’”Espresso fizz” con Rum chiaro, liquore al caffè, zucchero, succo di limone, soda al caffè espresso;

–        Il “San Gennaro” con Scotch Whisky, Islay single malt whisky, Porto Rosso, Cherry brandy, succo d’arancia;

–        Il “Piennolo” con Vodka e Bloody Mary mix mediterraneo.

 

Archivio StoricoPasquale Palamaro

Lo chef Pasquale Palamaro, nato nella splendida isola di Ischia nel 1978, era destinato alla qualifica di “stellato” sin agli esordi della sua carriera: vanta, infatti, importanti collaborazioni con nomi illustri del panorama culinario, italiano ed internazionale, come gli chef stellati Aimo e Nadia, Ugo Alciati, Alfonso Iaccarino, Antonino Cannavacciuolo, Anthony Genovese. Uno scambio continuo che ha portato il giovane chef a consolidare la sua cucina come specchio gustativo del territorio in cui vive, ovvero il meridione d’Italia. Il 2013 rappresenta, per la carriera dello Chef Palamaro, una pietra miliare: viene, infatti, insignito dell’ambita stella Michelin grazie al suo encomiabile lavoro presso l’”Indaco”, il ristorante dell’Albergo della Regina Isabella per cui è Executive Chef.

 

Archivio Storico
via Alessandro Scarlatti, 30 – Napoli
www.archiviostorico.com
FB: @archiviostoriconapoli
IG: Archivio Storico Napoli

Ph. Paola Tufo

“Il cibo, una questione di equilibrio”

“Una rieducazione al gusto” afferma Alfonso Crisci per descrivere il restyling del menù di Royal Vesuvio: lo chef di Taverna Vesuviana torna dopo dieci anni al timone della cucina del ristorante di Trecase. La sua consulenza creativa sta dando una sferzata di modernità alla carta delle pietanze: la rivisitazione del locale sta avvenendo dal punto di vista di nuovi abbinamenti di gusto e grazie a una rinnovata percezione del momento conviviale del pranzo.

“Siamo lontani da una concezione del pranzo come abbuffata, abbracciamo un’ idea di alimentazione più equilibrata attraverso piatti raffinati, in cui la tradizione gastronomica viene rivisitata in chiave moderna”, spiega lo chef di San Gennaro Vesuviano descrivendo il suo nuovo progetto di collaborazione con Royal Vesuvio.

Il locale è nato circa cinquantanni fa in un territorio abbracciato dalla natura sulle pendici del Vesuvio: da sempre ambientazione ideale per le coppie che festeggiano il loro matrimonio, il ristorante si è sempre distinto per una cucina familiare, ricca di ingredienti del territorio locale ed espressione del paesaggio di Napoli, caratterizzato dalla presenza vulcanica del Vesuvio e dal mare. Questo patrimonio di biodiversità paesaggistica fornisce prodotti sempre freschi che esprimono il principio di filiera corta adottato da Royal Vesuvio per la sua cucina: una caratteristica che perpetua il prestigio dello storico locale.

Alfonso Crisci propone un approccio più ragionato al cibo, in termini di un’esperienza culinaria di qualità. Si riconosce il valore della cucina tradizionale e la ricca disponibilità di materie prime gustose che rendono la gastronomia campana unica per sincerità di sapori. “Vulcano non è solo il Vesuvio alle nostre spalle, ma una metafora per la nostra instancabile creatività di idee” ha spiegato lo chef. “Facciamo in modo che il cliente viva un’esperienza sensoriale olfattiva, semplicemente mangiando bene e in modo sano”.

Cucinare bene per mangiare sano è l’imperativo quotidiano per lo staff coordinato da Alfonso Crisci: “il semplice spaghetto al pomodoro può distinguersi a partire dall’utilizzo di prodotti di prima qualità e operando con piccole attenzioni che in cucina fanno la differenza”, rivela lo chef. “Per la nostra salsa di pomodoro eliminiamo il soffritto, preferiamo adottare la cottura a sospensione dei pomodori”. Crisci ha proseguito “Si tratta di mettere i pomodori in atmosfera condizionata, prima di trattarli immersi in acqua con un manuale massaggio. Si ottiene così una purea di pomodoro sana e priva di quel soffritto di cipolla poco salutare per l’organismo”.

A tavola da Royal Vesuvio le proposte del menù sono una rivisitazione della cucina vesuviana, con un rispetto rigoroso verso la materia prima che risalta nel gusto con la sua naturalezza. Il pomodorino giallo del Piennolo esalta i tagliolini – pasta prodotta artigianalmente nel laboratorio di cucina – completati da mozzarella liquida e speck tostato, racconta lo chef citando uno dei suoi piatti. La tecnica che reinterpreta la tradizione è anche nei cappelletti con cozza liquida adagiata su provolone podolico e clorofilla di spinaci. Terminologie che richiamano la natura, questo il messaggio di valori della cucina di Royal Vesuvio con Crisci alla guida.

“Il ruolo dello chef non si limita a coordinare la cucina ma controlla che tutto proceda perfettamente anche in sala”, spiega il cuoco stellato riguardo alla rete di relazioni che si instaura fra cuochi e camerieri. Consultarsi, confrontarsi, scambiarsi consigli per migliorare insieme: sono tutti aspetti di una comunicazione che avviene fra ambienti distinti del ristorante, tenuti uniti dall’obiettivo di offrire al un’accoglienza di qualità al cliente.

“Oltre ad essere chef sono anche un po maitre di sala: impartisco ai miei camerieri un briefing, un insieme di conoscenze da trasferire ai clienti su metodi di cottura e altri aspetti che concernono la preparazione dei piatti”. I camerieri hanno una professionalità definita che supera il ruolo di porta vivande: “sono dei veri gastronomi di sala”, ha spiegato lo chef Crisci.

 

Il maestro pizzaiolo Salvatore Vesi.

Nuovo look: per la sede di via San Biagio dei Librai.

La pizzeria Vesi di via San Biagio dei Librai si rifa il look. Un restyling conforme all’ ormai grande successo dovuto alle performances di Salvatore Vesi, maestro pizzaiolo, che incanta e, soprattutto, ingolosisce, con le sue creazioni culinarie.

Salvatore Vesi

Un impegno che gli viene costantemente riconosciuto grazie ai tanti premi incassati, non ultimo quello del Provolone del Monaco, che lo ha insignito perché è risultato tra i pizzaioli che utilizzano il famoso formaggio nella sua versione originale, e pregiata, avendo, tra l’altro, dedicato al prodotto, una pizza ad hoc.

L’appuntamento, dedicato alla stampa  per la presentazione del nuovo locale e delle nuove gustosissime pizze, si è tenuto ieri  22 febbraio, alle 12.30 presso la sede di via San Biagio dei Librai, 115 , e la sera per il pubblico.

la pizza : O' cappiello e' totò

la pizza : O’ cappiello e’ totò

Giornalisti e tecnici hanno avuto modo di assaporare, nel locale rinnovato, dopo quasi vent’anni dalla prima inaugurazione, tutte le succulente pizze e preparazioni di Salvatore Vesi, maestro pizzaiolo che rappresenta Napoli e il suo prodotto principe, alla clientela nazionale e internazionale, che sceglie ed apprezza la qualità di Vesi.

Una qualità che si gusta nel menu dove ogni prodotto è scelto con cura  per ottenere un caleidoscopio di sapori.

“La qualità resta sempre la stessa di sempre – sottolinea Vesi – i nostri clienti ci scelgono proprio per quello. Abbiamo solo voluto rendere la nostra sede di San Biagio più confortevole”.

IL CARNEVALE NEL MEZZOGIORNO DELLA NAZIONE

LOPA: promuovere un progetto di promozione e valorizzazione del Menù tradizionale del Carnevale Partenopeo. Un richiamo netto alla nostra tradizione contadina, con il passaggio dalla stagione invernale e quella primaverile e l’inizio della semina nei campi

In tutta Italia per Carnevale si presentano le proprie specialità, e i dolci per questo particolare periodo dell’anno. Una golosità sempre più da pasticceria perché il Carnevale per i più si festeggia proprio concedendosi qualche piccolo peccato di gola in pasticceria o magari al bar. Lasagne, chiacchiere, sanguinaccio, castagnole, migliaccio e il tutto innaffiato con un buon vino dei Campi Flegrei, del Vesuviano di Gragnano dell’Irpinia e Beneventano. Impossibile resistere alla tentazione così che appena le condizioni istituzionali lo consentiranno, realizzeremo, in collaborazione con le associazioni di categoria della ristorazione, consorzi di produzione, enti camerali e istituzionali, il progetto di promozione e valorizzazione del Menù tradizionale del Carnevale Partenopeo. Un richiamo netto alla nostra tradizione contadina, con il passaggio dalla stagione invernale e quella primaverile e l’inizio della semina nei campi. Niente di meglio per festeggiare il nuovo corso e scacciare la crisi, che concedersi qualche piccolo peccato di gola con il menu della tradizione Partenopea. In tutta Italia i dolci di Carnevale rappresentano l’eccesso culinario: sono ricchi di sapore e soprattutto sono fritti. Che si chiamino chiacchiere, crostoli, frappe, bugie, cenci o galani, sono parte della nostra tradizione e fanno gola a tutti. Nonostante pochi si attengano al periodo di digiuno quaresimale durante il Carnevale, esagerano con dolci e frittelle. Si chiamano Berlingozzi e Cenci in Toscana, Cicerchiata in Abruzzo, Brugnolus e Orillettas in Sardegna, Galani in Veneto, Sfrappole in Emilia Romagna, Bugie in Liguria, Chiacchiere in Basilicata, Struffoli e Sanguinaccio in Campania, Crostoli in Friuli, Frappe e Castagnole nel Lazio, Pignolata in bianco e nero in Sicilia e Grostoi in Trentino. Impossibile resistere alla tentazione.  Prevista una spesa che arriva a circa 90 milioni di euro per consumare una montagna di castagnole, lasagne, sanguinaccio e altre specialità, circa quindici mila tonnellate. Così, per il giorno del Carnevale, il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, e componente del Dipartimento Nazionale Agroalimentare Ambiente Turismo agricoltura del MNS, Rosario Lopa.

 

Le ricette

LASAGNA DI CARNEVALE
Questa è la ricetta della tipica lasagna carnevalesca, napoletana che al contrario di quella tradizionale va preparata con un ragù rigorosamente di maiale.

Ingredienti per il ragù:
800 gr. di carne gallinelle di maiale
4 puntine di costata (tracchie)
4 capi di cervellatine (salsicce lunghe e sottili)
50 gr. di prosciutto
70 gr. di pancetta
150 gr. di cipolle
aglio
prezzemolo
vino rosso secco
200 gr. di concentrato di pomodori
50 gr. di olio
sale
pepe
Ingredienti per le polpettine:
200 gr. di carne di maiale macinata
1 ciuffo di prezzemolo
80 g. di pane asciutto
sale
1 uovo
pepe
1 cucchiaio da tavola di parmigiano grattugiato
olio d’oliva per friggere le polpettine

Ingredienti per il ripieno:
300 gr. di ricotta
le quattro cervellatine cotte nel ragù
250 gr. di fiordilatte
200 gr. di parmigiano grattugiato
450 gr. di lasagne.

Procedimento per il ragù:
Tritate aglio e prezzemolo molto finemente, poi tagliate a dadini il prosciutto e la pancetta e uniteli al battuto di aglio e prezzemolo, con questo composto insaporite la carne. Nel frattempo fate imbiondire la cipolla e aggiungete tutta la carne e insaporite con sale e pepe, fate rosolare e a fuoco basso e con il tegame coperto per qualche minuto. Aggiungete il vino e fatelo evaporare a fuoco vivace girando di tanto in tanto. Quando il vino sarà evaporato aggiungete il concentrato di pomodoro e l’acqua e fate cuocere a fuoco bassissimo per circa un ora. Attenzione il sugo non deve mai bollire. Separate il sugo dalla carne che utilizzerete come secondo.

Procedimento per le polpettine:
Impastare la carne macinata, il prezzemolo tritato, il pane bagnato e strizzato, il sale, il pepe, l’uovo ed il formaggio grattugiato. Con questo impasto delle polpettine piccole quanto una nocciola, friggetele e mettetele da parte.

Procedimento per il ripieno:
Tagliate le cervellatine cotte a pezzettini, unirle al ragù con le polpettine, mettete tutto sul fuoco a aggiungete un po’ dell’olio di cottura delle polpette, scaldate il tutto a fuoco bassi per qualche minuto. Schiacciate la ricotta con la forchetta e unitevi parte del sugo fino a ottenere una crema densa. Tagliate il fiordi latte a dadini. Lessare le lasagne in abbondante acqua salata con un goccio d’olio per evitare che le strisce di pasta si attacchino. Lessate la pasta al dente e scolatela. Versare sul fondo di una teglia d’alluminio un po’ di salsa, adagiare il primo strato di lasagne e condire con un primo strato di ricotta e cospargete con il parmigiano, il fiordilatte, le polpettine, le cervellatine e su tutto versate un mescolo di ragù, coprire con un altro strato di pasta, e continuare con il ripieno. L’ultimo strato di lasagne dev’essere coperto da abbondante ragù e parmigiano. Infornare a forno moderato per circa mezz’ora, finche lo strato superficiale non si sia asciugato e colorato. In molti usano aggiungere al ripieno anche delle uova soda sbriciolate.

BRACIOLE DI MAIALE

ingredienti per 8 persone:
8 fette di prosciutto di maiale fresco
100 gr. di lardo
100 gr. di prosciutto crudo affettato non troppo sottile
100 gr. di pecorino romano
100 gr. di uva passa e pinoli
1 spicchio di aglio
prezzemolo
sale
pepe

Procedimento:
Pulire la carne da eventuali nervetti e batterla. Tritate grossolanamente aglio, prezzemolo, lardo e un pizzico di sale e un po’ di pepe. Tagliare il pecorino a fette sottili. Su ogni fetta di carne disponete parte del battuto, i pinoli l’uva passa e il pecorino. Arrotolate le fette e chiudetele con lo spago da cucina. Cuocete nel ragù avanzato, finchè la carne non sarà cotta. Per tradizione le braciole di maiale vanno accompagnate da abbondanti patate tagliate in maniera grossolana e fritte

RICETTA CHIACCHIERE
Ingredienti. 500 gr. di farina, 1 etto di zucchero, 50 gr. di burro, 3 uova intere, un pizzico di sale, zucchero a velo e olio per friggere.

Preparazione
Setacciare la farina con un etto di zucchero e un pizzico di sale. Impastare il tutto con 50 gr. di burro ammorbidito e tre uova intere. Lasciare riposare l’impasto per mezz’ora e stendere con il mattarello fino a ottenere una sfoglia molto sottile. Tagliare con una rotella tagliapasta strisce larghe all’incirca tre centimetri e annodarle delicatamente. Friggere le chiacchiere poco alla volta fino a farle diventare dorate. Asciugarle su carta assorbente e cospargerle di zucchero a velo.

MIGLIACCIO NAPOLETANO

Questo è un dolce tipico della tradizione napoletana,che solitamente si fa per carnevale…

Preparazione
Far cuocere la semola a fuoco dolce, con il latte, l’acqua, il burro, un pizzico di sale lo zucchero, la vanillina ed le fialette di fiori d’arancio, finché non sarà bene addensata, rigirare sempre durante tutta la cottura con un cucchiaio di legno, o, con una forchetta all’estremità della quale, avrete messo mezzo limone, il composto deve addensarsi bene ma deve essere liscio e senza alcun grumo, togliere dal fuoco e far affreddare bene, intanto, battere le uova con la ricotta,devono amalgamarsi bene bene, quando la semola è fredda, unirla alla ricotta, unire il cedro, e il bicchierino di liquore, il tutto deve risultare ben incorporato, imburrare una teglia tonda e versare il composto, il migliaccio ha una cottura lenta, di circa due ore, deve essere cotto a 180 gradi e la sua superficie deve essere scura, bruna, ma non deve avere il sapore di bruciato, quando è freddo, si spolverizza con un pò di zucchero, ma attenzione a non usare quello a velo, ci vuole lo zucchero normale!

Ingredienti:

400 gr di ricotta
6 uova
350 gr di zucchero
5 bustine di vanillina
4 fialette di aroma”fiori d’arancio”
1/2 litro di latte
un quarto di acqua
100 gr di semola
1 noce di burro
cedro candito in cubetti

 

Tenuta romano: cena conviviale a base di carni pregiate e rossi d’ eccezione

12 Febbraio 2018- Nella Serata di mercoledì 7  Febbraio a Saviano presso la struttura/cascina “Tenuta Romano” si è svolta la serata di presentazione alla stampa del nuovo menù a cura dello chef. Alfonso Miranda a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare.

Tenuta Romano, è frutto del lavoro del proprietario Oreste Iovino, noto selezionatore di carni dal 1992, che ad anni di distanza decide di aprire un locale proprio, chr con il prezioso aiuto della figlia Milena intraprende un progetto per rinnovare la proposta gastronomica, cambiando il nome del precedente locale ” Fuego Noble” e tendendo a sapori più raffinati, che adottano ingredienti del territorio e materie prime di qualità, tra cui emerge come protagonista la carne.

Di seguito un assaggio virtuale del menù presentato alla stampa:

panePanificazione

Grissini, lingue croccanti, pane antico,

pane integrale, focaccia, panino dolce, panino maialino.

 

entree

Entreè Confusion:

  Insalatina di frutta esotica, prosciutto di anatra affumicato, sale maldon, olio evo, cristallo di vino.

(In Abbinamento: Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, Tormena)

tartare

Antipasto I Tesori della Terra:

Tartare di Scottona, fois gras, tartufo (Scorzone nero),

coulis di peperone rosso e giallo, friarielli, olio evo e sale maldon.

(In Abbinamento: San Lorenzo Chianti DOCG 2014, Fattorie Melini)

 

pancia di maiale

Fusione tra tradizione e innovazione:

Bocconcino di pancia di maiale , coulis di mela annurca , caponatina di verdure saltate.

(In abbinamento: Salento Negroamaro IGT 2015, Torleanzi)

gnocchiPrimo Piatto

Gnocco di zucca: Coulis di spinaci e semi di zucca essiccati.

(In Abbinamento: San Lorenzo Chianti DOCG 2014, Fattorie Melini)

agnello

Secondi:

Carrè a modo mio: Carrè d’agnello disossato in crosta di nocciole,sedano rapa,coulis di bietola rossa,ravanelli sbianchiti.

( In Abbinamento: Taurasi Riserva DOCG 2009, I Feudali)

 

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Nel giardino Zen: Filetto di vitello,fondo di manzo,patata a limone e fiori biologici.

(In Abbinamento: Taurasi Riserva DOCG 2009, I Feudali)

 

predessertPredessert

Sorbetto al mandarino: crumble al cioccolato e gelèe di mojito.

 

dessertDessert:

Nel bosco: Russian Tale , crema bavarese limone e cioccolato bianco con interno di fragola,cialda di pasta frolla con frutti di bosco  e fiori biologici.

(In Abbinamento: Grappa Bianca)

 

 

Un menù con proposte interessanti e giochi di contrasto tra salato e dolce e  di diverse consistenze che hanno caratterizzato più portate, dove è emersa la scelta dello chef di lavorare con ingredienti semplici ma cercando di esaltarne i sapori in maniera del tutto originale.   L’assaggio secondi ci ha permesso di apprezzare particolarmente la qualità delle carni selezionate da Oreste Iovino, meno convincente il primo che nell’insieme abbiamo trovato poco equilibrato.

A sugellare la qualità della proposta offerta dalla “Tenuta Romano” i vini in abbinamento scelti dal sommelier dell’AIS.

A concludere la cena  un dessert d’eccezione e decisamente scenico il Russian tale.
#tenutaromano #socialtable

La Buona Tavola.

DA BIOESSERÌ BRERA
ARRIVA LA PIZZA DEI FRATELLI SALVO

Lunedì 19 febbraio una nuova serata all’insegna della pizza d’autore

Milano, 8 febbraio 2018 – Bioesserì Brera, ristorante biologico nel cuore di Milano, ospita lunedì 19 febbraio l’ultimo appuntamento con le Tavole di Identità Golose.

Per la prima volta, Francesco e Salvatore Salvo della pizzeria di San Giorgio a Cremano arrivano nel capoluogo meneghino per proporre un menù unico grazie a una attenta selezione delle loro gustosissime pizze.

Pizzaioli da tre generazioni, i fratelli Salvo sono innovatori che si muovono all’interno della tradizione partenopea, puntando sugli impasti, la scelta delle farine e dei condimenti. Protagonista il meglio del proprio territorio per raccontare l’eccellenza locale e accompagnare in un viaggio alla riscoperta di sapori mai dimenticati.

Il menù della serata prevede 5 pizze per una degustazione di uno dei piatti più popolari e amati al mondo fatto di semplicità e memoria. Si parte dalle 4 a opera dei fratelli Salvo e si finisce con una di Federico Della Vecchia, chef resident di Bioesserì
Cosacca (Fratelli Salvo)

Cosacca

Cosacca

E’ una pizza nata prima della Margherita. Fu inventata a Napoli nel 1844, in occasione della visita alla Corte dei Borboni dello zar di Russia Nicola I: sopra la base di pomodoro, i pizzaioli napoletani la arricchirono con cacio grattugiato, riproduzione della neve russa. Su del pomodoro di Corbara, i Salvo aggiungeranno pecorino a latte crudo, stagionato per un anno, di Bagnoli irpino.

Pizza al pomodoro (Fratelli Salvo)

6 pomodori lavorati ognuno in modo diverso:: pomodoro di Corbara, San Marzano in acqua e sale, datterino confit, pomodoro affumicato, pomodoro grigliato e piennolo marinato. Una prelibatezza nata da una collaborazione con lo chef Salvatore Bianco del Comandante di Napoli.

‘Nduja e Verzin (Fratelli Salvo)

Nduja_e_Verzin

Nduja_e_Verzin

In carta da 6 anni è una delle loro pizze più apprezzate. Originale, estrosa, una sintesi di stagionalità e praticità. Verzin è un formaggio erborinato da latte vaccino dell’affinatore Beppino Occelli.

Pizza fritta (Fratelli Salvo)
Piatto storico della cucina napoletana con pomodoro giallo del Vesuvio di San Nicola dei Miri. Per bilanciare la dolcezza, un’aggiunta di scaglie di mozzarella di bufala di Barlotti.

La degustazione si chiude con lo chef di Bioesserì Federico Della Vecchia che propone la Pizza di kamut con pomodoro conciato e piacentinu ennese allo zafferano.

Per dessert, Frittelle alla grappa, uvetta e pinoli con crema pasticciera alla vaniglia.

Ad accompagnare la serata le bollicine Blanc de BlancsRosé de Noirs dei friulani di Villa Parens, prodotti dalla forte identità, che solo il Collio sa dare. Una cantina che valorizza la storia, il territorio per regalare un’esperienza di gusto inimitabile.

Costo della serata: 40 euro

Per info e prenotazioni: Ristorante Bioesserì 0289071052 

Per info. e Contatti Ufficio Stampa

Erika Del Largo – erikadellargo7@gmail.com – 347.3825895

Elisabetta Bastianello  –  info@prb-cuman.it – 02.8357320

About Bioesserì – Via  Fatebenefratelli 2 Milano

Bioesserì è un concept Restaurant certificato del mondo biologico presente a Milano e Palermo. Un’oasi di gusto e benessere frutto dell’idea di Vittorio e Saverio Borgia, due fratelli originari del capoluogo siciliano, con studi alla Bocconi il primo e al Politecnico il secondo.

Bioesserì è un luogo sempre aperto che accoglie in ogni momento della giornata. Dalla colazione fino alla cena passando per il pranzo e l’aperitivo, da Bioesserì è possibile gustare menù che esaltano l’intensità dei sapori integri, attraverso la ricerca e la selezione di materie prime rigorosamente bio, completati da pizze realizzate con farine di farro e kamut. I piatti proposti sono concepiti per offrire una cucina sana, corretta e di alto valore nutrizionale che si rifà alla tradizione italiana rivisitata in chiave moderna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’isola del sorriso

la cena stellata per il sociale.

“Una cena stellata, che porta la magia di sostenere e contribuire alla felicità di tre bambini accuditi presso la casa famiglia L’Isola del Sorriso a Lettere. Una straordinaria serata dal coinvolgimento emotivo ed emozionale, che ci riempirà il cuore”

Giovanni Di Martino

Il suggestivo ritratto dal Vesuvio al Golfo di Napoli, si apre dalle terrazze dell’Hotel Ristorante Elisabetta-Luxury Events  a Lettere ed è lì che giovedì 18 gennaio ore 20.30 si terrà la cena di beneficenza “L’Isola del Sorriso”, organizzata in collaborazione con Angela Merolla.

Fortemente sentita dalla famiglia Di Martino e appoggiata dallo chef resident Ciro Campanile, la serata è finalizzata al sostegno della casa famiglia “L’Isola del Sorriso” e donerà un viaggio emozionale attraverso i sapori di un menù d’eccellenza.

L’Executive Chef Ciro Campanile e la brigata di cucina dell’Hotel Elisabetta, ospiteranno:

Chef Michele De Leo Stella Michelin

Rossellinis – Palazzo Avino – Ravello

Chef Peppe Aversa Stella Michelin

Il Buco – Sorrento NA

Chef Giovanni De Vivo Stella Michelin

Il Mosaico – Terme Manzi – Ischia

Chef Antonio Tecchia

Il San Cristoforo – Ercolano NA

Chef Giovanni Ripa

Sun’s Royal Park – Caserta

Mastro Dolciere Alfonso Pepe – Sant’Egidio del Monte Albino SA

Mastro fornaio Filippo Cascone – Lettere NA

Mastro fornaio Domenico Fioretti – Carinaro CE

Menù:

Brigata dell’Elisabetta

Aperitivo di benvenuto “ Passeggiata napoletana”

In abbinamento:

Villa Venier  – Treviso

Prosecco Superiore Docg – Extra Dry

Chef Michele De Leo – Chef Giovanni Ripa

Uovo 65°

Crema di fave secche, cicoria selvatica, spuma di ricotta salata e polvere di tarallo

In abbinamento:

Casula Vinaria  – Campagna SA

Melodia Fiano Igp Colli di Salerno annata 2016

 

Chef Giovanni De Vivo – Chef Ciro Campanile

“Risotto omaggio a Marchesi nell’innovazione”

Oro e zafferano

In abbinamento:

Cantine Cennerazzo – Torrioni AV

Greco di tufo Docg annata 2015

Chef Peppe Aversa – Chef Antonio Tecchia

“La guancia”

Zuppetta di fagioli di Controne e scarolina, aria di birra, croccante di panko

In abbinamento:

Commenda Magistrale – Maruggio TA

“Racemus” Primitivo del Salento Igp annata 2015

Predessert del Mastro Fornaio Domenico Fioretti

Cantucci con crema al limone

Dolce a cura del Maestro Pasticcere Alfonso Pepe

In abbinamento:

Antica Distilleria Petrone “Elisr Falernum”

Liquore nobilitato in botte con Brandy di 3 anni

 

Mastro fornaio Filippo Cascone

“Panettiello”

Pani: bianco-cafone-grissini artigianali

Partner:

AIS (Associazione Italiana Sommelier)

Delegazione Comuni Vesuviani

Delegazione Penisola Sorrentina

Azienda Agricola Salera – Martinengo BG

 

La partecipazione è solo su invito

Hotel Elisabetta

Via Cierco n.2 – Lettere NA

Tel. 081 80 21 054/ 80 21 323

info@elisabetta.it

Per info e contatti:

Angela Merolla

Cell.320 861 98 20

Mail: meroangela@libero.it

11 Dicembre, #Barolodamare da Cru…do rè con Ais Napoli

ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER Delegazione di Napoli

Cru…do rè in collaborazione con Ais Napoli

presentano

#BAROLODAMARE

Vendere ghiaccioli agli eschimesi, produrre riso nel deserto, incrociare un pinguino a via Caracciolo, leggere una recensione su tripadvisor onesta e non strumentale, oppure individuare un blogger enogastronomico modesto e moderato allo stesso tempo…Certe sfide sembrano impossibili, ma non per Ais Napoli!

L’undici dicembre è stato organizzato un bel raduno di “pinguini” a piazza Vittoria; pochi, forse non troppo buoni, ma di certo pronti ad osare con un abbinamento che, sulla carta, sembra davvero improponibile: 4 strepitosi Barolo, selezionati fra i comuni più rappresentativi della denominazione, abbinati alla cucina creativa di mare di Gianni Lotti e raccontati da Franco De Luca e Tommaso Luongo.

Il menu per i pinguini:

  • Zuppetta di mare con cicerchie e fresella
  • Fettuccella con soffritto di mare e scaglie di Parmigiano Reggiano 24 mesi
  • Chateaubriand di tonno con friarielli
  • Opera di cioccolato, coulis di lampone e prugna sciroppata

I vini in abbinamento:

Nebbiolo Rosè Dosaggio Zero Erpacrife 2013

  • Barolo Parafada Palladino 2011 
    Barolo Rocche dell’Annunziata 2011 Renato Ratti 2011 
    Barolo Sorì Ginestra Conterno Fantino 2011 
    Barolo Sarmassa Brezza 2011
  • Barolo Chinato Diego Conterno

Appuntamento l’11 Dicembre Ore 20.30

Info e prenotazione: 

ticket 60,00 Euro

da Cru…do rè, Piazza Vittoria, 11-12

0817645295

info@crudore.it

 

Prenotazione impegnativa e obbligatoria. Posti limitati

 

Fonte:
[ Roberta Raja per Guyot Blog]

A tavola con Totò al ristorante Il Silenzio Cantatore

Il 12 Novembre a pranzo il Ristorante “Il Silenzio Cantatore” a Meta di Sorrento (Na) celebra uno degli artisti più importanti della tradizione partenopea. Il silenzio cantatore è un ristorante d’eccezione situato in uno dei luoghi più suggestivi della regione Campana, la costiera sorrentina.

Un pranzo a base di piatti della tradizione con le ricette originali scritte e tramandate da Totò, accompagnate da interpretazioni dal vivo di poesie e canzoni del principe della risata!

In occasione dell’anno dedicato al Principe De Curtis, in arte Totò, lo chef proporrà le pietanze raccolte nel libro “Fegato qua, fegato là, fegato fritto e baccalà” edito da Rizzoli e scritto a quattro mani dalla figlia Liliana de Curtis e Matilde Amorosi considerata la biografa ufficiale di Totò.

Menù Adulti

  • Benvenuto con bollicine
  • Antipasto
  • Sformato di parmigiana di melanzane su crostone di pane saporito e fritta napoletana
  • Primo
  • Pasta ricca alla nonna Nannina
  • Secondo
  • Arista di maiale cotta al forno con patate
  • Dolce strudel napoletano

Menù Bambini

  • Prosciutto e treccia di pasta
  • Pennette al pomodoro
  • Cotoletta alla milanese di pollo e patatine fritte
  • Dolce

Ticket: euro 40,00 adulti, bambini: euro 20,00

Vino e bevande inclusi.

 

Prenotazione obbligatoria:

0815333374

Silenzio Cantatore

Via Meta – Amalfi, 101 – Colli di San Pietro

80063 Piano di Sorrento

 

 

 Meatin, “re” della carne d’autore al Vomero

“Incontri di Terra”: un nuovo menù che consolida la sua identità,

e una carta dei vini ampliata, esclusivamente campani e suddivisa in province

Menù rinnovato, ampliamento della carta dei vini e una nuova tagline. Si presenta così Meatin per la nuova stagione. A tre anni dall’apertura, il ristorante gastronomico di via Timavo a Napoli, punta a consolidare la propria identità basata su carne cucinata e non cotta.

Meno bistecche e più ricette. In cucina ci sono chef che preparano la carne e propongono piatti dalla composizione originale e gradevole in porzioni generosissime. Un concept innovativo ben lontano dalla steack house, dai gourmet e anche dalle trattorie. Già perché nel menù non ci sono ricette classiche ma piatti ricercati. Un’offerta per palati educati.

Da oggi Meatin è “Incontri di Terra”. Nel menù spunta il Quattrore, guancia brasata in Taurasi per 4 ore, servita con spinacello saltato, soffiato di cavolfiore e zucca all’agro. Per un viaggio nel tempo c’è la Carne alla Tartara, ricetta originale dell’antico popolo barbaro, secondo lo storico Ammiano Marcellino del IV sec. d.C.: a quell’epoca depositavano la carne cruda sotto le selle, durante le cavalcate e i lunghi spostamenti questa veniva battuta e macinata, divenendo così pronta ad essere consumata. E poi Il Ruspante, tenero cosciotto di cappone giallo cotto a bassa temperatura, ripieno di frittatina e mortadella, servito con patate sauté e funghetti arrostiti. Carne sempre a Km 100 fornita dalla macelleria di Mario Carrabs, laboratorio di eccellenza culinaria in Irpinia.

Tra i primi piatti resta il Delicato sorrentino, piatto simbolo di Peppe Guida, Stella Michelin con la sua Osteria Nonna Rosa a Vico Equense, sintesi di mediterraneità: pasta mista risottata al datterino giallo, mozzarella di bufala, olio al basilico e aria di bufala con scorzetta di limone A questo si affiancano Tagliolini con cacio, pepe e limone acerbo, gnocchi acqua e farina fatti a mano con fonduta di blu di pecora e pera spadone saltata e un risotto mantecato al Quid e provola affumicata.

Un Incremento importante della carta dei vini, 40 etichette campane e 5 birre artigianali, rigorosamente campane.

Tra i dolci spunta il Ricordo d’infanzia, cremino al cioccolato bianco, cioccolato gianduia e cioccolato fondente con biscotto alla nocciola coulis di lamponi e tegolina al cioccolato

Il tutto in un locale dal design ricercato, elegante e moderno ma che non si abbassa ai formalismi. Il legno è il materiale dominante, impreziosito da vetro e acciaio. La cucina è a vista, 50 coperti e clientela fidelizzata. Tutti questi elementi hanno permesso a Meatin, a tre anni dall’apertura, di entrare nella prestigiosa guida “Ristoranti d’Italia 2018” dell’Espresso e affermarsi come ristorante d’eccellenza per la carne a Napoli.

Ciacco&Bacco Ristoburger presenta “a tutta Birra”!

Gragnano, famoso per le sue tipicità enogastronomiche, si è lasciato travolgere delle novità culinarie di Ciacco & Bacco Ristoburger 2016 di Gianluca Ungaro e Rossella Molinari.

Domenica 17 settembre ore 13.30 l’evento

ciacco&bacco a tutta Birra è  un evento organizzato da Angela Merolla. Un pranzo eccezionalmente articolato dove ogni piatto avrà il suo abbinamento-sfida con una tipologia di birra artigianale.

Dall’Irpinia il Birrificio Serro Croce di Vito Pagnotta, porterà in degustazione 4 varianti artigianali da filiera agricola.

In cucina il patron Gianluca Ungaro sarà affiancato per l’occasione dallo chef Francesco Lama, lo chef Felice Ferretti, il maestro pizzaiolo Giovanni Russo, il mastro fornaio Domenico Fioretti, per un pranzo…a tutta birra!

Menù

Chef Francesco Lama – Pub Cucù – Aversa CE

Il Verace: marennella ai cinque cereali, polpo arrostito, pesto di rucola, pomodorino del piennolo, formaggio Cheddar Westcombe

Mastro fornaio Domenico Fioretti – Carinaro CE

Ripieno scarole e baccalà: ‘mpasticcio

Maestro pizzaiolo Giovanni Russo

“Pizzeria La Famiglia” di Casapulla CE

Montanarina al San Marzano D.O.P: pezzella fritta

Chef Felice Ferretti “Tirabusciò” – Pomigliano d’Arco NA

Scarpariello: punta e tacco

(sigarette lisce Pastificio “Arte & Pasta)

Patron Gianluca Ungaro

Stracotto di guancia di vitello e spicchi patate della Sila in buccia: la carne chiama

Panini cafoni del mastro fornaio di Domenico Fioretti da Carinaro CE

Dessert: “Bufalotto” del mastro fornaio di Domenico Fioretti da Carinaro CE

Liquore: Amarè – Distilleria Petrone di Mondragone -Amaro di erbe, piante e agrumi provenienti dall’orto botanico della Reggia di Caserta

Birrificio Artigianale da filiera agricola Serro Croce – Monteverde AV

Birre in abbinamento:

Serro Croce “Chiara”
Stile Ale – note floreali e fruttate

Serro Croce “Ambrata”

Stile IPA – note fresche e fragranti di scorza di agrume che ricordano arancia e pompelmo rosa

Serro Croce “ La Fresca”

Stile Ale – note pepate e speziate, gusto corposo

Serro Croce “ Granum”

Stile Saison– note dolci e inconfondibili dei cereali, della selezione dei grani antichi e delle spezie tra cui il coriandolo

Partner:

Solania – Azienda leader nella produzione e trasformazione del pomodoro San Marzano Dop dell’Agro Sarnese Nocerino

Arte & Pasta – Pastificio artigianale di Boscoreale

Distilleria Petrone di Mondragone

 

Ticket di partecipazione: euro 30 (birre incluse)

(Tichet menù bambini euro 15)

Prezzo per la sola giornata promozionale

Ingresso solo su prenotazione

 

Per info e prenotazioni:

Ciacco & Bacco

Via Castellammare, 155
Gragnano NA

081 870 2135 – 339 702 8028

 

La Risto-Pizzeria “E’ Guagliune” di Pomigliano d’Arco presenta le novità del mese di agosto

Martedì 18 luglio Mario Filosa, Vincenzo Mingacci e Nicola Tranchese presentano le ultime creazioni

La Risto-Pizzeria “E’ Guagliune” di Pomigliano d’Arco presenta le novità del menù di agosto. Una serata fortemente voluta dal talent-scout dei formaggi Mario Filosa, in collaborazione con Leo Cremano e Roberto Esse. Un ricco percorso di degustazione per raccontare il grande lavoro di ricerca delle materie prime effettuato sul territorio ed inserite in una carta da anni apprezzata dai clienti che quotidianamente affollano le tre sale della struttura.

Piatti delicati ricamati dal giovanissimo Vincenzo Mingacci che dopo la formazione in importanti ristoranti del territorio è approdato dietro i fornelli. Raccogliendo il testimone da affermati colleghi che in passato hanno occupato quella cucina come Agostino Malapena e Francesco Franzese.

Al banco delle pizze Nicola Tranchese. Alla carta della tradizione riesce ad abbinare interessanti novità, alcune delle quali saranno degustate nella serata.

Il padrone di casa, Mario Filosa, è fra i più grandi esperti di prodotti caseari, non a caso è da sempre noto come il “Talent Scout dei Formaggi”. Il suo proverbiale “fiuto” gli consente di portare in tavola sapori indimenticabili.

L’appuntamento per gli operatori della comunicazione e le altre figure del mondo del food è fissato per martedì 18 luglio alle ore 20 per una cena-degustazione sulla terrazza del locale.

 

il cuoco Vincenzo MingacciIl talent scout dei formaggi Mario Filosa

Il pizzaiolo Nicola Tranchese

Super Menù della serata

Bruschetta “Giro d’Italia”:

– Lardo di colonnata

– Nduja calabrese

– Pomodorino giallo vesuviano

Le pizze del maestro pizzaiolo Nicola Tranchese

– Marinara al ruoto con pomodorino, aglio, olio, olive nere, acciughe e scaglie di parmigiano

– Pizza di scarola cruda. Doppio panetto, peperoncino forte, alici salate, tarallo sbriciolato.

I primi del cuoco Vincenzo Mingacci

– Mezzo pacchero con pomodorino datterino giallo, noci e vongole

– La sorpresa d’estate. Tubettoni fagioli e gamberi

Il Gran Finale

– Tagliere di formaggi selezionati dal Talent Scout Mario Filosa

– Salumi della selezione “E’ Guagliune”

Semifreddo

 

Per contatti:

Ristorante-Pizzeria

E’ Guagliune

Via Francesco Caiazzo 86

Pomigliano d’Arco

Il 26 gennaio 2016 a Gourmeet, in Via Alabardieri,  pizza – evento “Pizza Grand Clu”, un tentativo di gemellaggio tra due città molto note nell’ambito della cucina internazionale, due luoghi apparentemente lontani ma estremamente compatibili : Napoli con la sua specialità, la pizza, e Parigi con le bollicine più famose del mondo, il suo champagne.

Protagonista Gennaro Nasti, vicecampione del mondo dei pizzaioli nel 2012, diventato poi l’ambasciatore della grande rivoluzione che sta interessando il mondo della pizza napoletana.

Nato a Secondigliano, con alle spalle lunghissimi soggiorni in Usa e altrove, oggi è lo chef di una rinomata pizzeria parigina, a due passi dal Louvre.

Famoso per realizzare pizze secondo la tradizione più autentica napoletana, con pasta morbida e particolarmente digeribile, con alla base lunghissime lievitazioni naturali ed eccellenti materie prime, Nasti dimostra, inoltre, grande padronanza nell’uso di miscele di farina DI TIPO 1 E 2 MACINATE A PIETRA .

Lo chef – pizzaiolo ha proposto:

Montanarina fritta con ricotta, caviale e corbarino semidry
Bianca con S. Marzano alla brace, bufala e foie gras
Pizza di grano arso con piennolo giallo, stracciatella e pancetta di nero casertano
Pizza di canapa, tartare di bufala e corbarino
Pizzetta al caffè grattugiato, stracciatella dolce e confettura di pomodoro

Il tutto sapientemente abbinato a Champagne Taittinger nelle sue declinazioni di Brut Prestige, Brut Prestige Rosè e
Comte de Champagne Blanc de Blanc.