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 Studenti in vigna per raccogliere, vendemmiare e valorizzare l’Uva di Sabato

ansenum

Procedono i lavori del Progetto ANSENUM (acronimo di “Antichi Semi Nuovi Mercati”) finalizzato alla reintroduzione in agricoltura di vecchie colture, aggiornandone le metodologie di coltivazione, al fine di scansarne la scomparsa, ottimizzare i terreni in cui esse attecchiscono meglio e creare, infine, occupazione nel comparto agricolo campano attraverso la loro immissione sul mercato. Lunedì 28 ottobre gli alunni dell’Istituto “Marco Pollione Vitruvio” di Castellammare di Stabia, precisamente quelli delle classi ad indirizzo agrario, hanno raccolto presso l’azienda agricola “Abbazia di Crapolla” (ubicata a Vico Equense) 100 kg di Uva di Sabato, una delle prime colture che il progetto ANSENUM si prefigge di recuperare e promuovere. La vinificazione è avvenuta nella stessa giornata presso l’Istituto e, successivamente,  il mosto è stato affidato  alla prof.ssa  Angelita Gambuti del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II. Il vino ricavato sarà utilizzato per eventi di animazione territoriale, altro obiettivo di ANSENUM. Infatti un’altra mission del progetto consiste nell’acquisizione di elementi  per costruire azioni di animazione a favore delle aziende agricole e attività di comunicazione rivolte a stake holder locali e a consumatori finali.
Le aziende finora coinvolte hanno compilato una scheda tipo sia per l’Uva di Sabato che per il pomodoro Corbarino  al fine di stabilire le caratteristiche vegetali del genotipo. Verranno poi approfondite le caratteristiche colturali tradizionali e attuali del genotipo e gli effetti sull’ambiente.

Il progetto ANSENUM è stato condiviso dall’Associazione Turistica  “Pro Loco di Vico Equense” (ente capofila), dal Parco Regionale dei Monti Lattari (che abbraccia l’intera penisola sorrentino‐amalfitana), da altri enti locali, dal prof. Antonino De Nicola della Società dei Naturalisti in Napoli, dalla Regione Campania e dal Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II. Decine le aziende campane partner dell’iniziativa oggi impegnate nel recupero di antiche coltivazioni e dei terreni ove queste venivano effettuate al fine di ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura.
Tali enti ed aziende hanno organizzato dei laboratori di approfondimento presso “Le Domeniche in Castagna” che si terranno a Monte Faito fino al 7 novembre.

ANSENUM è stato finanziato con i fondi psr Regione Campania 2014-2020 (tipologia d’intervento 16.5.1 “Azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento ad essi e per pratiche ambientali in corso”).

 

Grazia Guarino

ANSENUM : la riduzione dell’impatto ambientale passa attraverso il recupero dei vecchi ecotipi
Il 19 giugno a Vico Equense il primo incontro del Progetto: “Alla scoperta dei prodotti del più bell’orto d’Europa: l’uva di Sabato”

ansenumIl settore agro-food può contribuire alla riduzione di emissioni ed avere una impronta sul pianeta più soft. Questo è uno degli obiettivi del progetto ANSENUM (acronimo di “Antichi Semi Nuovi Mercati”) condiviso dall’Associazione Turistica  “Pro Loco di Vico Equense” (ente capofila), dall’Istituto Controllo Qualità NHACCP (Nutrient & Hazard Analysis of Critical Control Point, strumento che misura l’impatto degli alimenti sulla salute), dal Parco Regionale dei Monti Lattari (che abbraccia l’intera penisola sorrentino‐amalfitana), da altri enti locali, dal prof. Antonino De Nicola della Società dei Naturalisti in Napoli, dalla Regione Campania e dal Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II. Decine le aziende campane partner dell’iniziativa oggi impegnate nel recupero di antiche coltivazioni e dei terreni ove queste venivano effettuate al fine di ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura.

Ritengo che la partecipazione al progetto ANSENUM sia stata decisamente positiva per le aziende partner – spiega Donato Aiello, presidente dell’Ente capofila -. Il settore agricolo oggi è attento e sensibile ai temi della sostenibilità, perciò attraverso incontri pubblici cercheremo di coinvolgere altre aziende nel partenariato e di sensibilizzare la popolazione”. Il primo di questi incontri si svolgerà mercoledì 19 giugno (ore 17:30) presso la Sala delle Colonne della SS. Trinità di Vico Equense. “Alla scoperta dei prodotti del più bell’orto d’Europa: l’uva di Sabato” questo il titolo dell’evento che sarà animato dagli interventi della Prof.ssa Angelita Gambuti (Coordinatrice del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II) che parlerà delle potenzialità enologiche dell’uva di Sabato, e dal Prof. Francesco Caracciolo, (Docente di Marketing e Consumer Science presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II) che illustrerà come le varietà locali possono diventare uno strumento di marketing territoriale ed emozionale. Sarà infine presentato dal Presidente della Pro Loco di Vico Equense, Donato Aiello, il logo del progetto.

ANSENUM è stato finanziato con i fondi psr Regione Campania 2014-2020 (tipologia d’intervento 16.5.1 “Azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento ad essi e per pratiche ambientali in corso”). “L’agricoltura e le eccellenze campane rappresentano asset strategici della Regione Campania, leader a livello mondiale per la produzione vitivinicola, dei limoni, di tanti prodotti tipici e in generale dell’enogastronomia – dichiara l’on. Alfonso Longobardi, consigliere regionale, vice presidente della Commissione Bilancio  e componente della Commissione Agricoltura della Regione Campania – ragion per cui bisogna adottare misure di sviluppo e sopporto a tali comparti attraverso l’utilizzo di fondi regionali , nazionali e soprattutto l’impiego mirato dei Fondi Europei. Personalmente, ad esempio,  mi sono occupato, con una mia attività legislativa, della tutela dei Limoni IGP di Sorrento con importanti risultati e soddisfazioni”.

PROGETTO ANSENUM

AGRICOLTURA DI QUALITA’, RIVALUTAZIONE DEI TERRENI MAGINALI E RIATTIVAZIONE DELLE COMUNITA’ LOCALI
Ansenum è’ un progetto che ha come obiettivo finale la riduzione dell’impatto ambientale nel settore agricolo attraverso la promozione di un’agricoltura che abbia come scopo principale le produzioni di qualità e non di quantità. L’opportunità è data dal fatto che oramai la popolazione è disposta a pagare prezzi elevati per acquistare prodotti alimentari di qualità, ovvero sani, genuini, che siano espressione della tipicità “made in Italy”.
Puntare su un’agricoltura volta ad ottenere prodotti di qualità ha un duplice effetto. Primo: agricoltura di qualità significa utilizzare metodi naturali e non quelli dell’agricoltura convenzionale intensiva, con ovvia riduzione dell’impatto ambientale. Ma soprattutto un’agricoltura di qualità può essere perseguita (a differenza di quella di quantità intensiva) anche in luoghi che sono morfologicamente disagiati e su ridotte estensioni di terra in cui non è sostenibile un’agricoltura estensiva.  L’obbiettivo intermedio del progetto quindi è riportare la produzione agricola su terreni oggi considerati marginali e tenuti in uno stato di semiabbandono o addirittura di abbandono con impatti ambientali tremendi.
Basare l’agricoltura sulla gestione e rigenerazione dei terreni fertili e sull’utilizzo di genotipi autoctoni   spezzerà il circolo vizioso avviato dalla rivoluzione verde (dipendenza dai concimi di sintesi e dai fitofarmaci) e avrà una ricaduta positiva sull’ambiente. Allo stesso tempo le tecniche di coltivazione utilizzate dovranno essere mutuate dalla cultura contadina delle vecchie generazioni, innescando meccanismi di riattivazione di comunità locali.

I VECCHI ECOTIPI COME FATTORI DI SVILUPPO ECOONOMICO
Saranno stati i grandi vulcani (la Campania conta ben quattro centri vulcanici: Roccamonfina, Campi Flegrei, Ischia e il Vesuvio) a conferire alla terra la straordinaria fertilità, oppure sarà il clima mediterraneo o l’eterogenea distribuzione di territori pianeggianti, montuosi e collinari: forse è per l’insieme di queste caratteristiche che la Campania ha sempre presentato una spiccata vocazione per l’orticoltura. Per quantità prodotte, la Campania detiene il primato della produzione orticola nazionale, ma è soprattutto in nome della qualità che il “più bell’orto d’Europa” oggi rivendica l’importanza della “tipicità”, che rappresenta il vero valore.
Il problema che il presente progetto intende affrontare è dato dal fatto che i contadini non utilizzano più vecchi ecotipi benchè la Campania ne sia tra i maggiori detentori. Il vastissimo patrimonio di prodotti, di sapori e di colori che caratterizza l’agricoltura campana, ne rappresenta anche la sua principale ricchezza. Tocca a noi non solo custodirlo ma anche utilizzarlo come fattore essenziale di sviluppo economico.
Puntare sulla rintracciabilità, sulla qualità e sulla tutela del prodotto “tipico”, significa garantire il mantenimento della biodiversità e del patrimonio gastronomico regionale, oltre che offrire all’economia locale una concreta occasione di rilancio.
Il territorio oggetto dell’intervento è il Parco dei Monti Lattari: attraverso un modello virtuoso appetibile per tutto il settore si tenterà il recupero e la valorizzazione delle produzioni tipiche e di pregio, quasi completamente scomparse perché sostituite con ibridi di elevata capacità produttiva, ma scarsamente caratterizzati da pari qualità organolettiche. Probabilmente, quando si dice che i sapori non sono più quelli di una volta si dice il vero: ma non è così per i prodotti tipici che saranno oggetto delle attività del progetto ANSENUM come il pomodoro “fiaschello”, il latte vaccino e l’uva “di Sabato”.

L’UVA DI SABATO
Le origini del vitigno risalgono ai Romani. Il nome è controverso. Alcune ipotesi concordano nell’indicare tale nome in base al periodo di maturazione: essendo infatti l’uva tardiva e, maturando secondo le indicazioni romane nella sesta epoca, ecco il nome “uva di Sabato” riferito al sesto giorno della settimana o alla sesta epoca di maturazione.
Si tratta di un vitigno locale non ancora classificato nell’atlante ampelografico nazionale; non ha sinonimi; l’uva prodotta è di colore rosso.  Il vino rosso prodotto prende il nome di vino di sabato.
La zona di produzione dell’uva è individuata in un territorio abbastanza vasto comprendente: il comune più interessato è quello di Vico Equense, ma anche altri centri vicini risultano interessati (Meta, Piano). Qui la natura del terreno è ideale per la produzione di vino di pregio, favorevolmente influenzata anche dalla esposizione e dalla altitudine dei territori.
Nel caso dell’Uva di sabato la ricerca da parte degli agricoltori della forma da dare alla vite penalizza un poco la coltivazione. L’allevamento della vite è in genere un pergolato particolare della zona che prevede un sesto d’impianto di mt. 1,20 x 1,20 (detta anche a quadrato in termini locali); il sostegno alla vite è un palo di castagno, l’armatura è costituita da fili zincati che formano un pergolato fitto. Questa viticoltura contribuisce non poco al mantenimento di un reale stato di equilibrio idrogeologico e a preservare i territori dagli incendi, dando quindi un grande ritorno al turismo che beneficia di questo bellissimo paesaggio coltivato per la gioia dei numerosi ospiti.
La resa dell’uva in vino oscilla intorno al 75% circa. La gradazione del vino prodotto dalle uve di Sabato va da un minimo di 10 gradi fino ad un massimo di 11,5/12 gradi.
Il vino prodotto ha un caratteristico colore rosso rubino carico, adatto all’invecchiamento ma non troppo a lungo. Il profumo è vinoso ma delicato con sentore di viola; il sapore asciutto, corposo, leggermente tannico; con gli anni migliora e si arrotonda nel gusto. E’ adatto all’invecchiamento (due anni presso il produttore in botti di legno).
Nella gastronomia si adatta agli stufati, arrosti, pollame nobile e formaggi forti e fermentati; invecchiato in botti almeno due anni si adatta a vino da riflessione o dopo pranzo accostandosi bene alle noci e frutta secca.

PROGRAMMA DELL’INCONTRO “ALLA SCOPERTA DEI PRODOTTI DEL PIU’ BELL’ORTO D’EUROPA: L’UVA DI SABATO” – MERCOLEDI’ 19 GIUGNO, ORE 17:30 – SALA DELLE COLONNE DELLA SS. TRINITA’ (VICO EQUENSE)

–        Saluti del dott. Andrea Buonocore, Sindaco del Comune di Vico Equense, dell’On. Alfonso Longobardi, Consigliere Regionale e Componente della Commissione Agricoltura della Regione Campania, e dei rappresentanti dell’Ente Parco Regionale dei Monti Lattari

–        Presentazione del progetto ANSENUM e dei suoi partner
Dott. Donato Aiello, Presidente della Pro Loco di Vico Equense (ente capofila del progetto)

–        Potenzialità enologiche dell’uva di Sabato
Prof.ssa Angelita Gambuti, Coordinatrice del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

–        Le varietà locali, strumento di marketing territoriale ed emozionale
Prof. Francesco Caracciolo, Docente di Marketing e Consumer Science presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

 

MARIA CONSIGLIA IZZO

Vico Equense ha conosciuto la massima esaltazione del gusto con le prelibatezze di Pizza a Metro da Gigino, storica istituzione del gusto protagonista all’ultima edizione di Pizza a Vico. Prelibati metri di Pizza, frutto della sapiente lavorazione ereditata da Luigi Dell’Amura, fondatore della prima pizzeria al metro in Campania, hanno deliziato il pubblico con prodotti di eccellenza campani.

“Nella tre giorni di evento abbiamo utilizzato 40 chili di mozzarella, 36 chili di pomodori, 5 chili di polpettine, 2 chili di ricotta, 5 chili di melanzane, 5 chili di salame piccante e 4 chili di provolone del Monaco”, ha spiegato Giovanni Rivieccio, direttore di Pizza a Metro. “Domenica abbiamo realizzato la pizza con polpettine e ciuffetti di ricotta, mentre lunedì è stata la volta della pizza con melanzane e salame piccante. Ci sono voluti 4 chili di mortadella e 5 chili di patate novelle al forno per realizzare alcune specialità per la proposta creativa” ha proseguito Rivieccio.

Dalle sue parole si comprende la capacità di una squadra unita e competente, come quella di Pizza a Metro, che è stata in grado di spaziare dal repertorio tradizionale a quello creativo, rispettivamente le prove che hanno permesso ai partecipanti di misurare la loro bravura. Pizza a Metro porta avanti con orgoglio la passione per l’arte bianca della pizza, così come l’ha concepita ottanta anni fa Luigi Dell’Amura, pioniere del gusto. A lui è stato intitolato il trofeo destinato al vincitore della quarta edizione di Pizza a Vico, in occasione del cinquantesimo compleanno della pizzeria da lui fondata.

La manifestazione vicana, dove Pizza a Metro è stata indicussa portavoce della tradizionale pizza di Vico Equense, è stata occasione per vivere tre giornate all’insegna del gusto e del divertimento, con un messaggio di fondo. Dare alla “pizza al metro” pari dignità gastronomica e culturale rispetto alla pizza napoletana e di legarla al patrimonio di usanze di Vico Equense, patria di un modo alternativo di gustare la classica pietanza partenopea.

 

Trofeo Dell’Amura, ecco i vincitori

Sebastiano Manzo 21 anni di Vico Equense e Alfredo Pastacaldi di Cancello e Arone, sono questi i due vincitori del Trofeo Dell’Amura che si è svolto nell’ambito di Pizza a Vico.

Primi classificati, rispettivamente nella categoria pizza classica tradizionale e pizza creativa, hanno sbaragliato gli altri concorrenti.

Nella due giorni che ha visto alternarsi decine di concorrenti a colpa di metri di impasto hanno conquistato il podio.

Dietro di loro si sono piazzati, Simone Francesco e Mario Bosco per la categoria pizza classica e  Sebastiano Manzo e Pasqualino De Simone per la pizza creativa.

La giuria tecnica che ha visto l’abile guida di Paolo Gramaglia, chef dello stellato President di Pompei e di Enzo Pellone, responsabile dell’Academy dell’Associazione Pizzaiuoli napoletani, ha avuto un notevole imbarazzo nella scelta: un solo punto di differenza separa il secondo e il terzo classificato della categoria classica mentre appena tre dividono il secondo e il terzo classificato della sezione creativa.

La sfida, magistralmente condotta da Enzo Calabrese, ha avuto grandi colpi di scena e ha visto la presenza del Sindaco Andrea Buonocore, quando Alfredo Pastacaldi, ha dichiarato “ Non ho dormito la notte per realizzare un topping completamente dedicato alla città di Vico Equense, e ho alla fine optato per un connubio tra il provolone del monaco DOP e noci locali.”

“Finalmente nel vastissimo e variegato mondo delle competizioni di settore si è affacciata anche la pizza a metro.”- ha dichiarato Carmine Caputo imprenditore titolare del Mulino Caputo.

“I vincitori del Trofeo Dell’Amura, andranno di diritto al campionato mondiale del Pizzaiuolo Trofeo Caputo che si svolgerà a settembre sul lungomare di Napoli. È un passo importante poiché in questo modo la pizza a metro avrà una categoria dedicata e anche i maestri dell’impasto a metro possono essere definiti pizzaiuoli.”- ha dichiarato Sergio Miccù presidente dell’associazione pizzaiuoli napoletani.

Grande soddisfazione ha espresso il direttore di Pizza a Metro Giovanni Rivieccio, a nome dell’intera famiglia Dell’Amura: “ Il fatto che i vincitori siano così giovani ci riempie di gioia poiché è la garanzia che la tradizione nata nel segno di Luigi Dell’Amura, ideatore della pizza a metro, prosegua negli anni “.

Il trofeo si inquadra, infatti, nelle celebrazioni per il 50esimo anno del locale di Via Nicotera oggi noto come Università della Pizza.

Il trofeo è stato fortemente voluto dall’associazione pizzaiuoli napoletani insieme all’associazione pizzaioli vicani, d’intesa con il Comune di Vico Equense, che ha voluto inserirlo nella cornice di Pizza a Vico.

Ufficio Stampa:

BC Communication Services

Pizza a Vico – nasce Premio Luigi Dell’Amura

MODALITA’ DI ACCESSO ALLA CONFERENZA STAMPA

Gli operatori dell’informazione interessati a seguire la conferenza stampa di Pizza a Vico nella quale sarà presentato anche il Premio intitolato a Luigi Dell’Amura, ideatore della pizza a metro, possono accreditarsi inviando una e-mail ai seguenti indirizzi : info@bccommunication.it oppure bccommunicationservices@gmail.com.

La mail dovrà contenere: nome, cognome e testata giornalistica/blog di riferimento

L’incontro è fissato per  giovedì 4 aprile alle ore 11 presso il castello Giusso di Vico Equense.

 

Ufficio Stampa:

Bc Communication Services

A Vico Equense statua dedicata al fondatore di Pizza a Metro

Sarà installata giovedì 21 giugno alle ore 19, a Vico Equense, la statua dedicata a Luigi Dell’Amura, fondatore di Pizza a Metro, realtà consolidata del mondo enogastronomico campano divenuta attrattiva turistica del territorio ma anche azienda con circa 100 dipendenti e 1600 posti a sedere.

La scultura sarà inaugurata dal sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore che parteciperà alla cerimonia insieme con la famiglia Dell’Amura e il direttore di Pizza a Metro, Giovanni Rivieccio.

Subito dopo l’installazione della scultura presso l’entrata principale del ristorante, si terrà una serata gastronomica ad invito all’interno dello storico locale con degustazione di prodotti che hanno segnato l’evoluzione del gusto oltre che della tipica pizza a metro.

A conclusione gran buffet di dolci del laboratorio interno.

Nel corso della serata si procederà ad una raccolta fondi volontaria in favore di una onlus vicana.

Domenica 3 giugno “Professori all’Università”

 

I grandi chef d’Italia incontrano la storia della pizza. Festa a Vico celebra i 50 anni di Pizza a Metro – L’Università della Pizza, autentica istituzione del territorio capace di rappresentare a livello mondiale una delle maggiori svolte nel mondo della pizza: l’introduzione di un nuovo modo di preparare l’impasto e di servire il prodotto finale.

Una rivoluzione che, per ironia della sorte, coincide proprio con il ’68.

 

A spegnere le candeline, insieme alla famiglia Dell’Amura, ossia agli eredi di Gigino, saranno ben 50 chef stellati guidati da Gennarino Esposito, due stelle Michelin della Torre del Saracino di Seiano, per l’eccezionale evento “I Professori all’Univesità” che si svolgerà domenica 3 giugno, proprio nello storico locale di Pizza a Metro, in corso Giovanni Nicotera a Vico Equense.

La serata si inquadra nell’ambito della sedicesima edizione di Festa a Vico e l’incasso sarà devoluto in beneficenza a favore delle onlus selezionate per questa edizione dagli organizzatori. Ha già garantito la partecipazione, insieme a Gennarino Esposito, Antonino Cannavacciuolo.

Con loro: Alberto Annarumma, Silvia Baracchi, Paolo Barrale, Salvatore Bianco, Marco Bottega, Cristina Bowerman, Graziano Caccioppoli, Stefano Ciotti, Lorenzo Cogo, Lorenzo Cuomo, Gianluca D’Agostino, Umberto De Martino, Rocco De Santis, Giovanni De Vivo, Patrizia Di Benedetto,Danilo Di Vuolo, Paolo Gramaglia, Nicola Gronchi, Vincenzo Guarino, Giuseppe Guida,Domenico Iavarone, Franco Madama, Raffaele Lenzi, Rosanna Marziale, Ivan Milani, Antonino Montefusco, Luigi Nastri, Fabio Pesticcio, Domenico Pichini, Errico Recanati, Gennaro Russo, Luigi Salomone, Domingo Schingaro, Giuseppe Stanzione, Domenico Stile,Fabrizio Tesse,Pasquale Torrente,Cristian Torsiello, Cristoforo Trapani, Daniele Usai,Claudio Vicina,Ilario Vinciguerra,Marianna Vitale.

 

Gli chef, divisi in cinque squadre, prepareranno piatti stellati per circa 400 persone che avranno preventivamente acquistato il ticket da 150 euro che darà diritto anche all’ingresso ad una seconda serata che si svolgerà in estate e che si inquadra sempre nei festeggiamenti per il 50esimo del locale.

A mezzanotte, per la grande festa del mezzo secolo di Pizza a Metro, si apriranno le porte a tutti gli altri chef che hanno partecipato alla festa nelle strade della città e saranno sfornati 50 metri di pizza con 50 tipi di condimento diverso. A fare gli onori di casa sarà il direttore della struttura, Giovanni Rivieccio, affermato manager del settore wine and food che affianca la famiglia nella gestione aziendale.

Una operazione resa possibile dal maestro pizzaiolo Raimondo Cinque, coordinatore di una brigata di 12 persone e dagli imprenditori che hanno voluto suggellare questa importante data, come Francesco Franzese de La Fiammante:

“E’ la festa di un territorio. Pizza a Metro non è un locale qualsiasi. E’ la storia della città di Vico ed è la storia della pizza. Non potevamo mancare a un evento che ricorda innanzitutto la genialità imprenditoriale di Gigino che non solo inventò la pizza a metro ma addirittura riuscì a brevettarla il 4 settembre del ’59. Un prodotto capace di mantenere inalterata, in mezzo secolo di storia, la sua originalità e capacità distintiva. Siamo felici che Pizza a Metro abbia scelto La Fiammante, un’azienda che da sempre promuove il valore socio culturale e, dunque, identitario del cibo, tutelando il lavoro contadino grazie ad accordi diretti e relazioni autentiche con la parte agricola. Persone, famiglie che conosciamo personalmente e che fanno la storia della nostra terra, esattamente come la famiglia Dell’Amura”. 

Il ricavato dei biglietti venduti sarà interamente devoluto in beneficenza.

Per prenotazioni: 081.8798309 – 081.8798426

Stop ai falsi e alle imitazioni.

Il Provolone del Monaco D.O.P. tira una linea netta per separarsi da un passato fatto di tentate frodi e imbrogli vari per aprire le porte ad una nuova vita dove a farla da padrone è la tutela non solo dei produttori, ma anche dei consumatori.
Trampolino di lancio per la nuova vita del Consorzio di Tutela, con sede a Montechiaro di Vico Equense, la sentenza emessa dal collegio giudicante presieduto da Dario Raffone del Tribunale di Napoli che ha definitivamente troncato i sogni di gloria dell’Associazione “Amici del Riavulillo e Provolone del Monaco”. Gli associati, nel lontano 2008, avevano provato a depositare un marchio per poter produrre autonomamente il formaggio stagionato più famoso della regione Campania.
Il marchio è stato dichiarato nullo e i componenti dell’associazione condannati alle spese legali oltre che al divieto assoluto di utilizzare materiali pubblicitari, siti internet ed ovviamente a produrre Provolone del Monaco.
provolone del monaco
Si è trattato di un “fuoco amico” sul Provolone del Monaco  considerato che anche l’Associazione bloccata del Tribunale ha sede a Vico Equense. “Una vittoria che va ben al di là di quello che è l’importantissimo lato legale della vicenda –spiega Giosuè De Simone, presidente del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop- siamo abituati a lottare quotidianamente con tutti i falsi che troviamo sugli scaffali dei supermercati e della grande distribuzione. Ma trovarsi in causa contro un’Associazione dello stesso territorio di produzione che invece di aiutare il Consorzio ha provato a destabilizzare e creare confusione ha fatto male ancora di più. Giustizia è stata fatta. E chi ha provato ad attaccare il lavoro mio e dei caseifici consorziati è stato definitivamente battuto”.
Questa vittoria in Tribunale, ottenuta con l’aiuto degli avvocati Giacomo Pallotta e Angela Aiello,  stabilisce per sempre che solo il Consorzio di Tutela può utilizzare il marchio tutelato dalla Dop, che non possono sorgere marchi paralleli, assonanti o generanti confusione come di recente accaduto per un altro formaggio importante della Campania. L’Associazione oltre a vedersi annullato il marchio dovrà versare ottomila euro di spese processuali e fare pubblicare la sentenza su un noto quotidiano nazionale.
La ricostruzione storica della vicenda è chiaramente riportata nella sentenza, l’Associazione “Amici del Riavulillo e Provolone del Monaco” ha mosso i primi passi dopo di quella poi diventata Consorzio di Tutela della Dop. Per il Tribunale di Napoli che ne ha annullato marchio ed operato il tutto è avvenuto in malafede, anche perché gli attori della vicenda sono tutti residenti nello stesso territorio e non potevano essere all’oscuro delle mosse degli altri.
“Un passo importante –spiega il direttore Vincenzo Peretti- per combattere in maniera decisa anche i futuri tentativi di contraffazione. Ci arrivano segnalazioni quotidiane di prodotti che usurpano il nostro nome. Adesso sappiamo quanto può costare utilizzarlo in maniera abusiva, una sentenza che aiuterà il Provolone del Monaco Dop a difendersi di più dalle frodi alimentari”.