A Castellammare di Stabia c’è un luogo che costituisce il centro della vita gastronomica della città, Piazzetta MILÙ

Lui è MIchele, “il Capo”; lei è LUcia, “la Signora”: loro due insieme sono MILÙ e questo è un racconto sospeso tra biografia e ristorazione stellata. A Castellammare di Stabia, proprio sul lungomare, al cospetto di quel vulcano che domina indisturbato il golfo di Napoli, c’è “un luogo che costituisce il centro della vita gastronomica della città”, si tratta di “Piazzetta MILÙ”. Michele e Lucia sono “gli autori della famiglia Izzo e gli artefici di Piazzetta Milù”; Maicol è il più giovane dei fratelli Izzo ed è anche lo chef del ristorante di famiglia. I vari riconoscimenti ottenuti soprattutto nell’anno 2020 sono “diversamente proporzionali” alla sua età. A soli 26 anni, Maicol Izzo è il più giovane chef campano, e uno dei più giovani d’Italia, a conquistare la Stella Michelin. “Sono orgoglioso di aver raggiunto questo ambito traguardo” – dice Maicol, che aggiunge – “Cerco di trasformare la costante pressione in determinazione che, combinata alla mia forza di volontà e alla responsabilità nei confronti della mia famiglia, del mio team di cucina e della squadra di sala, mi consente di trovare il giusto stimolo per pormi nuovi obiettivi”. Il talento di Maicol viene assecondato, nutrito e supportato dai suoi fratelli, Valerio ed Emanuele, rispettivamente il manager e il sommelier di Piazzetta Milù; il loro ruolo è “determinante per rendere reali le idee dello chef”. La cucina di Piazzetta Milù è, nell’ordine, “creativa, tecnica e divertente”. La curiosità intrinseca di Maicol, lo studio relativo agli aspetti tecnici degli alimenti e un’osservazione attenta della natura, sua principale fonte di ispirazione, rendono i piatti del ristorante Piazzetta Milù fantasiosi e diversi, perché originali. L’aspetto ludico dei suoi piatti è quello che Maicol preferisce, perché “vedere i suoi ospiti sorridere e ridere a tavola” lo rende felice più di ogni altra cosa.

La sua cucina è piena di umorismo, lo esprime appieno e ne è il frutto; il gusto e l’estetica dei suoi piatti predispongono inevitabilmente al buonumore. Il ristorante Piazzetta Milù propone solo menù degustazione, una decisione che “corrisponde ad un punto di svolta per innalzare il livello della proposta, compreso quello dell’aspettativa dell’ospite”. “Nella nostra proposta culinaria non viene indicato il numero di portate, né il nome del piatto o quali materie prime sono state utilizzate” – afferma lo chef di Piazzetta Milù e continua – “Scrivere un menù degustazione è anche più complicato rispetto all’organizzazione di uno classico, à la carte, perché significa dover personalizzare la proposta, in base al tavolo, e il piatto, soddisfacendo le esigenze di ogni singolo cliente; tuttavia questa decisione rappresenta per me la conquista della libertà in cucina, senza regole da seguire né uno schema fisso da rispettare”. Nel ristorante Piazzetta Milù, il polpo è il protagonista di un piatto che indossa una veste evidentemente contemporanea. Il mollusco viene prima cotto a bassa temperatura, poi passato alla brace e infine marinato con i fermentati. La carne è soda, la texture è compatta; la superficie del tentacolo è ben definita. La parete esterna di questo boccone di mare viene intinta in una maionese fresca e leggera al prezzemolo; mentre un secondo strato a base di gambi tagliati trasversalmente conferisce una croccantezza davvero piacevole. In questo caso le consistenze si equilibrano perfettamente: da una parte un gusto morbido, dall’altra un sapore granuloso. L’abbinamento è ideale. Una patata scavata al centro con una precisione netta, è farcita con un centrifugato della stessa polpa del tubero.

La polpa è anche la materia prima da cui trae origine il “croccante” di Piazzetta Milù. La pasta interna viene tagliata in fette ultrasottili, sovrapposte fino a realizzare degli strati orizzontali perfetti. Le due estremità di questa struttura, dorata e friabile, vengono letteralmente chiuse; si crea così uno spazio contenitivo che si sviluppa in lunghezza. Il ripieno è al cucchiaio ed è a base di ricotta di bufala campana dop in mousse, un burro aromatizzato alle alici che rilascia con delicatezza i sentori sapidi del mare, un pesto di basilico ridotto in polvere, solo la buccia del pomodoro ma disidratata e sfere brillanti di caviale di olio extra vergine di oliva. Il piatto da portata di questo “croccante” è la scultura di una mano che esibisce trionfante sulla punta delle dita un’idea culinaria impiattata con coerenza. Il dentice viene servito “in stile ceviche”. Una ricetta tipica della gastronomia peruviana si fonde con un “dressing” di origine giapponese ma ovviamente rivisitato. Il mais nero azteco, una maionese piccante in bottoni, il coriandolo in particolare condiscono con un tocco latinoamericano; la salsa ponzu con semi di pomodoro marina, aromatizzando. Piazzetta Milù è il luogo dove “la tradizione e l’innovazione si rincorrono e si intrecciano continuamente; la tecnica è fondamentale per capire il potenziale di ogni singolo prodotto e svilupparne il gusto; la creatività di una famiglia di esperti raggiunge il massimo livello possibile; l’emozione che si vive a tavola non è replicabile altrove; l’entusiasmo dello chef è l’ingrediente vincente”. Piazzetta Milù è semplicemente tutto questo.

Ristorante Piazzetta Milù
Corso A. De Gasperi, 23 80053 Castellammare di Stabia (NA)
081 871 5779

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Felicia Mercogliano

Quando scrivo sono consapevole del gesto che sto per compiere ma non delle parole che userò. La mente si apre, i pensieri volano via, le parole arrivano a destinazione in un modo così naturale, il che mi sorprende ogni volta. Amo scrivere su carta, usare la penna, una matita, i colori. Sulla mia scrivania c’è sempre almeno un libro, la sua presenza mi sprona a fare di più e ogni volta meglio. Il contatto materiale per me è liberatorio, questo mi emoziona.
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