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Presentata la tracciabilità delle produzioni Fresca24

Al Panart di Carinaro sono stati diffusi i risultati raggiunti

dal progetto finanziato dal PSR Campania 2014-2020

Con la presentazione al Panart Ristosound di Carinaro (CE) si è concluso ufficialmente il progetto Fresca24 per la Tracciabilità delle produzioni agroalimentari. L’iniziativa, che concretizza ancora di più la vision aziendale della società che ha dato vita a Fresca24 nata nel 2017 e tutta tesa alla trasparenza, alla qualità e alla salubrità dei prodotti, è stato finanziato dal PSR Campania 2014-2020 Misura 16.4.1.

I campi di Fresca24 sono situati nel cuore delle fertilissime terre della Campania Felix. Sia il campo di Aversa sia gli altri lotti di terreno dei 19 produttori aderenti alla rete sono situati nell’intera provincia di Caserta e messi a coltura secondo un disciplinare di produzione messo a punto dall’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IPSP – CNR) affidato alla supervisione scientifica di Michelina Ruocco, agronomo, ricercatrice di III livello dell’Istituto e Professore di Patologia Vegetale. L’IPSP-CNR garantisce un’adeguata formazione degli agricoltori associati e dei tecnici aziendali con seminari periodici che comprendono attività dimostrativa in campo e lezioni teorico-pratiche.

Il progetto Fresca 24 Tracciabilità ha reso tracciabili e accessibili a tutti i dati di monitoraggio delle produzioni. Attraverso una app dalla semplice interfaccia utente, si è dato vita a una interazione concreta e costante tra chi produce, chi commercializza, chi controlla e chi consuma. In background sull’app, Fresca 24 pianifica la semina, registra le piante, gestisce il magazzino, pianifica le vendite e gestisce le ordinazioni a distanza dei clienti. Contestualmente, il CNR registra le coltivazioni e le attività di monitoraggio, pianifica gli interventi curativi e verifica le attività dei coltivatori. I coltivatori invece registrano la semina e le attività ordinarie di coltivazione, oltre ai trattamenti prescritti dal CNR e i dati sulla raccolta. I clienti hanno così a disposizione uno strumento complesso ma facilmente utilizzabile dove, semplicemente inquadrando un QR CODE, possono verificare la tracciabilità del prodotto ma dove potranno anche ordinare on line la loro spesa e verificare lo stato delle coltivazioni.

«Quando abbiamo dato vita a Fresca24 – dichiara Pasquale Gallo, uno dei soci titolari dell’impresa – avevamo in mente esattamente quanto questo progetto ci ha consentito di realizzare. Abbiamo dunque dato concretezza alla nostra volontà di serietà, purezza e trasparenza in cui ognuno fa la propria parte: il monitoraggio del CNR, le comunicazioni dei produttori e il coordinamento di Fresca24 rappresentano una struttura organizzativa di cui siamo davvero orgogliosi».

Ufficio Stampa

Antonio Puzzi

347.5650976

nioantoniopuzzi@gmail.com

Il Piennolo del Vesuvio è a Treviso in occasione di Gourmandia, l’evento dedicato al gusto.

OFFICINA VESUVIANA PRESENZIA ALLA 4° EDIZIONE DI GOURMANDIA CON PASTIFICIO FAELLA DAL 13 AL 15 APRILE

Per la prima volta l’azienda ‘Officina Vesuviana’ composta da un team di professionisti dediti alla produzione di Pomodoro del Piennolo del Vesuvio Dop, sia fresco che in conserva, partecipa a Gourmandia, l’evento ideato da Davide Paolini, interamente dedicato al cibo di qualità.

L’appuntamento con l’azienda campana è a Treviso dal 13 al 15 aprile all’Opendream Ex Pagnossin in via Noalese 94, presso lo stand D74. Accanto all’azienda ‘Officina Vesuviana’ rinomata per la produzione di pomodori del Vesuvio, ma non solo, tante firme autorevoli del patrimonio gastronomico campano, come il Pastificio Faella di Gragnano, tutti prodotti che fanno parte della Selezione Corigliano.

 

 

 

 

 

Allo stand di Officina Vesuviana potranno essere degustati:

-La conserva di Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop

È un prodotto dalle spiccate note minerali ed erbacee e di freschezza (grazie al giusto equilibrio tra acidi e zuccheri). Gli appezzamenti sono dislocati nelle aree del Parco Nazionale del Vesuvio tutti esposti a sud. I Pomodori del Piennolo del Vesuvio Dop crescono su terreni vulcanici di ultima formazione che donano al pomodoro sapidità e mineralità.
-La conserva da serbo di Pomodorino Giallo

È un eccellente prodotto, un’interessante alternativa alla conserva di pomodori rossi. Ottimo l’equilibrio tra le componenti erbacee e zuccherine. L’aroma è piacevole e delicato, note di albicocca, pesca. Si associa bene ai frutti di mare, per condire focacce o con pane e olio.

-La conserva da serbo pomodoro tigrato

Il seme originario della Galapagos si è adattato bene ai terreni vulcanici del Parco Nazionale del Vesuvio, dove esprime le sue massime capacità. La bacca presenta una colorazione screziata in cui si fonde il marrone, il verde e il rosso amaranto. Al gusto prevale la nota erbacea che incontra piacevoli sentori di frutta rossa come ribes e lamponi. Ideale per la preparazione di pizze e focacce e sul pane condito con olio e mozzarella.

Patè di pomodorino giallo, rosso e tigrato della linea Agrodolce

Officina Vesuviana è una realtà consorziale composta da 4 soci (tre produttori e un trasformatore), le aree di coltivazione sono dislocate nei comuni di Somma Vesuviana,  Boscotrecase e Torre del Greco, una zona di produzione situata all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, che abbraccia le aree costiere fino alle aree interne del Monte Somma. La produzione è diversificata e prevede: pomodori del piennolo del Vesuvio Dop rossi, pomodori gialli e tigrati nella tipica forma a grappolo, identificata a Napoli come piennolo. Le tre tipologie di pomodoro sono disponibili anche come conserve in barattoli di 1 kg e 520 gr. Altri prodotti firmati ‘Officina Vesuviana’ sono disponibili come la passata di Pummarò e i pelati San Marzano, altro big nell’industria conserviera campana. Ottimi da accompagnare ad arrosto, bruschette e formaggi i Patè, sempre disponibili nelle versioni: rosso, giallo e tigrato. le tecniche di coltivazione adottate son ad alta sostenibilità ambientale, in modo da preservare la fertilità dei suoli e la biodiversità , in un’area di alto spessore naturalistico.

 

Ufficio Stampa

Roberta Raja

A Lancusi, in provincia di Salerno, la pizzeria O’Scugnizzo propone un prodotto di farina in continuo equilibrio fra tradizione e innovazione. Il disco di pasta più famoso della gastronomia partenopea non smette di regalare le sensazioni di fragranza e gusto per come è conosciuto da sempre. Il pizzaiolo e proprietario dell’esercizio di ristorazione, nel cuore del territorio dell’Agro Nocerino Sarnese, lavora secondo un concetto moderno di realizzare la pizza. Notevole la cura con cui selezione i migliori ingredienti del territorio e li assembla per creare pizze di alto profilo gustativo.

O’ Scugnizzo, ambasciatori della biodiversità alimentare.

“La realtà in cui è situata la nostra pizzeria è piuttosto varia – spiega il pizzaiolo Luigi Iannone – il territorio dell’Agro Nocerino Sarnese è abbracciato dalle province di Napoli e Salerno, da questo deriva l’incontro di influenze culturali diverse, anche sul fronte dell’enogastronomia”. Noto per essere un territorio fertile dal punto di vista agroalimentare, l’Agro Nocerino Sarnese fornisce il meglio dei prodotti destinati alla tavola. “Siamo circondati di sapori e colori dei nostri prodotti a chilometro zero – spiega – dal pomodoro corbarino, al pomodoro del Piennolo del Vesuvio al celebre pomodoro San Marzano. Ci possiamo considerare ricchi di materie prime di prima qualità”.

 

Nella pizzeria O’ Scugnizzo, l’obiettivo è comunicare il patrimonio agroalimentare di questa porzione di Campania attraverso le pizze. Il pomodoro San Marzano, con la sua caratteristica forma oblunga, è aperto e disposto a raggiera insieme alla mozzarella di Bufala, dando vita alla pizza San Marzano. Una delle specialità più apprezzate di Pizzeria O’ Scugnizzo.

Molto sentito è il valore della territorialità: ogni prodotto utilizzato esprime le caratteristiche della sua zona di provenienza. Concetto molto caro ai pizzaioli della Pizzeria O’ Scugnizzo.

“La mozzarella di Bufala è uno dei nostri punti forte per l’agroalimentare campano – ha spiegato il titolare di pizzeria O Scugnizzo – prodotto legato a una storia di artigianato e una tradizione che parla della nostra regione”. “Per il pomodoro del Vesuvio o il Corbarino ci sono delle precise zone vocate alla coltivazione di questi preziosi ortaggi” ha proseguito.

Innovazione basata sulle produzioni artigianali.

Il vantaggio di riportare in auge la tradizione, con prodotti storicamente legati alla cultura alimentare campana, è quello di valorizzare una sana alimentazione. Soprattutto fra i più giovani. I quali, distaccandosi dai prodotti alimentari “moderni” spesso ipercalorici, hanno modo di approcciare a cibi salutari senza rinunciare a gratificare il gusto. “Le giovani generazioni, in questa temperie culturale di maggior attenzione verso i cibi buoni, posso riscoprire gli antichi sapori, riconoscendo le varietà di pomodoro e i salumi come venivano prodotti una volta” ha affermato Luigi Iannone.

Una filosofia aziendale improntata sulla riscoperta dei sapori antichi, come nel caso di pizzeria O’ Scugnizzo, imposta la sua attività sulla selezione dei prodotti di nicchia. “Ci approvvigioniamo dall’azienda Jamonita di Nocera Inferiore, che ci permette di lavorare con prodotti ricercati come il pomodorino giallo, il formaggio caprino, i salumi di maialino nero casertano, l’olio extravergine d’oliva di qualità” ha spiegato il pizzaiolo Iannone. “Siamo molto soddisfatti della collaborazione con la storica azienda Jamonita” ha proseguito. Si sviluppa così un’identità di pizzeria che, come il locale di Lancusi – Fisciano, punta su una moderata innovazione del prodotto di farina. Pur sperimentando nuovi ingredienti per il condimento della pizza, l’innovazione viene proposta sempre nel rispetto dei prodotti che raccontano la varietà agroalimentare che caratterizza la Campania.

 

 

 

 

 

A Fisciano, nel salernitano, un’attività storica centrata sulla vendita di prodotti ortofrutticoli e buona gastronomia locale. Si tratta del negozio di alimentari Tipico è Locale. Il nome richiama la storica passione della famiglia De Caro. Dal 1968 è attiva nella produzione artigianale di vini e coltivazione di pomodori e mele annurche. Prodotti di punta del comparto agroalimentare campano e, in particolare, di questo territorio contiguo fra Salerno e l’Agro Nocerino Sarnese.

Prodotti vari, stessa qualità. Nella storica bottega di alimentari

“Produciamo nel rispetto della massima qualità: una prerogativa per la nostra attività che si sviluppa sui principi di genuinità e naturalezza dei prodotti di ortofrutta” spiega il titolare Giuseppe De Caro. Non solo frutta e verdura, nel locale di vendita di Tipico è Locale, ma anche scaffali con le migliori marche di pasta biologica presenti sul mercato e un invitante banco salumi e formaggi. Giusepppe De Caro porta avanti la sua attività, nella bottega di alimentari, con passione e amore per il proprio territorio. Valori che ha ricevuto dai suoi predecessori. “Ci troviamo in un territorio di vocazione per la coltivazione del pomodoro San Marzano e della varietà Corbarino, due tipicità che proponiamo da sempre al pubblico che ci sceglie per un’alimentazione sana e priva di sostanze di sintesi” afferma De Caro.

“La nostra attività si avvale della naturale bontà dei prodotti che ogni giorno offriamo ai nostri clienti” ha proseguito il titolare di Tipico è Locale. “Non utilizziamo concimi chimici, diserbanti e tutte le sostanze sintetiche che comprometterebbero le qualità di bontà e naturalezza dei prodotti”. Fedele a questa linea di produzione, la famiglia De Caro si affida ai prodotti della linea Jamonita, che assicurano sempre il meglio da portare a tavola. “I prodotti Jamonita ci assicurano tanti vantaggi perchè, come noi, scelgono sempre il meglio presente in commercio per noi e per i nostri clienti”. Su queste caratteristiche di selezione dei prodotti a chilometro zero e affidamento presso i migliori distributori del territorio, si delinea un’attività a conduzione familiare che, come Tipico è Locale, si fa apprezzare per l’approccio che mantiene con il territorio. Tipico è Locale perpetua così il prestigio del suo nome, garanzia di qualità nei prodotti per un’alimentazione tipica e gustosa.

Ok a distretti rurali, Coldiretti Campania a Regione: ora distretti del cibo

 

“BENE REGOLAMENTO, MA PRONTO NOSTRO EMENDAMENTO PER AMPLIARE LEGGE”

“Ancora un ultimo sforzo e la Campania avrà una legislazione organica all’avanguardia sul settore agroalimentare, ma è una notizia positiva l’approvazione del regolamento”. E’ il commento di Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania, all’approvazione da parte della Giunta regionale del Regolamento di attuazione della legge regionale n. 20 dell’8 agosto 2014 per il riconoscimento e la costituzione dei distretti rurali e dei distretti agroalimentari di qualità. “Un passo in avanti importante – prosegue Masiello – che premia un lavoro che Coldiretti ha fatto insieme ai tecnici dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura per dare vita ad un testo che sbloccasse l’attuazione di una legge ferma da cinque anni e che serve a dare slancio all’unico settore con performance positive, che punta sull’innovazione, sui giovani, e che è in grado di creare sinergie positive con altri settori, in particolare con il turismo. Ora bisogna lavorare all’istituzione dei distretti del cibo”.

“E’ necessario precisare – aggiunge Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – al fine di dare una corretta informazione e correggere l’ansia di prestazione di qualcuno, che manca un ultimo pezzo per completare il recepimento della legge n.205 del 2017, che introduce un concetto ben più ampio, ovvero i distretti del cibo, comprendendo altre tipologie di distretti variamente caratterizzati. A tale proposito Coldiretti Campania sta trasferendo alla Regione Campania una sua proposta di emendamento alla luce dell’art.1 comma 499 della legge 205/2017 per un’opportuna integrazione del testo normativo regionale. La modifica è necessaria se si considera l’importanza di valorizzare, promuovere e sostenere l’intero comparto agroalimentare campano rafforzando il ruolo dei distretti disciplinati dal regolamento approvato: i distretti rurali (DIR) e i distretti agroalimentari di qualità (DAQ)”.

 

Ufficio Stampa

Nicola De Ieso

 

Una vetrina internazionale per i prodotti della Campania

Tipicità e tradizione. E’ questo il binomio che caratterizza l’Ottava edizione del Divin Castagne che apre i battenti il 29 settembre alle ore 19 a Sant’Antonio Abate.

L’evento, che ha l’obiettivo di promuovere i prodotti enogastronomici di alta qualità territoriale della Campania, sia con l’installazione di stand espositivi che attraverso dibattiti, convegni e show cooking che vedranno l’impiego di materie prime delle varie aree geografiche, quest’anno si presenta completamente rinnovato.

Il format, proposto da Carmine D’Aniello, Giovanna Mascolo e Andrea D’Auria, ideatori e organizzatori dell’evento e dal direttore del Divin Castagne 2018, Salvatore Caputo, si articola in un ampio programma tra gusto, arte e cultura con uno sguardo attento al territorio, alle sue tipicità, nonché ai temi del benessere e della salute. Corner saranno assicurati all’esposizione delle produzioni a marchio della Campania, suddivise per aree territoriali.

“Quest’anno – spiegano gli organizzatori D’Aniello, Mascolo e D’Auria– abbiamo voluto concentrarci sui cibi del nostro territorio che fanno bene alla salute, coinvolgendo anche i massimi esperti del settore come il professor Rocco di Prisco del Cnr, e sulla tutela delle tradizioni che ancora vivono tra i monti Lattari e l’Agro Nocerino-Sarnese con le sue due dop (il pomodoro San Marzano e il cipollotto nocerino, ma anche con le piccole produzioni tipiche come il fagiolo mustacciello)”.

“Abbiamo anche dato – ha detto Salvatore Caputo, di Alto Artigianale, consulente del Divin Castagne – uno sguardo all’estero, coinvolgendo importanti buyer che incontreranno le aziende del territorio in incontri one to one. Così facendo il Divin Castagne diverrà una vetrina internazionale per i nostri produttori”.

Il quartiere enogastronomico

100 chef e 300 produttori si alterneranno in sei serate per trasformare piazza  Sandro Pertini (largo Mercato), nel cuore di Sant’Antonio Abate, in un quartiere del gusto.

La cittadina pedemontana dei Lattari sarà un ristorante a cielo aperto dove ogni piatto sarà realizzato con un prodotto tipico del territorio e abbinato al vino più rappresentativo dello stesso “terroir”.

Come una volta: le Signore della tradizione

Saranno le Signore della tradizione, portatrici della grande tradizione culinaria del Monti Lattari, le protagoniste della prima serata. Proporranno, nelle casette del gusto, i piatti più tipici della zona, tramandando quel saper fare in cucina e quelle tradizioni oramai quasi scomparse. Con loro anche la signora Alfonsina Alberti, famosa per la produzione di fusilli   artigianali lavorati al ferretto e che ogni sera proporrà la lavorazione live della pasta fresca.

Divin Castagne

I Contest

Nel corso del Divin castagne si svolgeranno tre contest. Due dedicati al gusto ed uno all’arte.

  • Lunedì 1 ottobre ore 9.30/16.00 e lunedì 8 ottobre negli stessi orari  – Divin Art. Un concorso d’arte a cura di Arianna Greco. Gli artisti selezionati dovranno realizzare un’opera Estemporanea nel corso del Divin Castagne. Le premiazioni avverranno lunedì 8 ottobre alle ore 20.00. Il vincitore riceverà 3 bottiglie personalizzate dipinte da Arianna Greco, conosciuta per l’arte “enoica” e i suoi dipinti col vino.
  • Domenica 7 ottobre ore 15.00 – Divin Pomo d’Oro. Organizzato da “La Torrente”, industria di conserve alimentari fondata nel 1965, vedrà in gara 5 chef che dovranno realizzare un piatto con l’utilizzo di una delle varietà di pomodoro  La Torrente. Il vincitore  avrà la possibilità di trascorrere un weekend in costiera Amalfitana.
  • Lunedì 8 ottobre ore 11 e ore 17.00 – Divin Botran Challenge Italy 2018 per scoprire il Ron del Guatemala. Un momento per godersi la natura e il temperamento del rum non invecchiato. Organizzato dalla distilleria Bonaventura Maschio, il Contest vedrà in gara 10 barman e barlady italiani che hanno partecipato al concorso partito in tutta Italia il 7 settembre. Per il vincitore c’è in palio un viaggio a Guadalupe.

Divin Jazz Festival

 

Tutte le sere, a partire dalle 21, Divin jazz Festival.

L’attenta selezione musicale costituisce l’altra grande attrattiva del Divin Castagne che tralascia il genere commerciale per approdare a suoni più armonici con l’evoluzione del gusto. Questi i gruppi che si esibiranno: Neapolitan Soulfunky jazz (29 settembre), Onde Vibranti (30 settembre), Pure Cotton Swing (Lunedì 1 ottobre), Post Modern trio (Sabato 6 ottobre), Virginia Sorrentino (Domenica 7 ottobre), Domenico Tammaro trio (Lunedì 8 ottobre).

 

Tast@round e incontri B2B

Tra le novità dell’edizione 2018, il lancio del “Tast@round”: una degustazione itinerante dei prodotti di alta qualità territoriale promossa grazie alla collaborazione con Alto Artigianale (www.altofinefood.com) che parte idealmente da Sant’Antonio Abate per arrivare ai consumatori di diverse città del mondo.

La tabella di marcia sarà definita sulla base di incontri con i buyer presenti al Divin Castagne. Punto di forza dell’evento, sono i Workshop B2B – “incontri di gusto” con la presenza di stakeholders esteri. Un momento fortemente voluto dal direttore dell’evento, Salvatore Caputo, che, attraverso la calendarizzazione di incontri tra singole aziende e potenziali compratori, permetterà realmente ai produttori del territorio  di incontrare potenziali clienti nazionali ed internazionali ai quali presentare i propri prodotti. Gli incontri tra aziende del territorio e buyer esteri sono fissati per lunedì 1 ottobre dalle 9 del mattino presso l’hotel La Sonrisa e avverranno one-to-one. Ben 50 le aziende iscritte.

La beneficenza

Domenica 30 settembre, nell’ambito delle iniziative a carattere sociale, un pranzo di beneficenza per sostenere la raccolta fondi per aiutare le popolazioni africane a raggiungere l’autosufficienza, attraverso la onlus Trame Africane.

Le date e i luoghi del Divin castagne

 

Dove

Il Divin Castagne si svolge nel cuore di Sant’Antonio Abate al largo Pertini (Piazza Mercato) dove saranno installate le casette del gusto.

Quando

29, 30 settembre e 1 ottobre

6,7 e 8 ottobre

Il quartiere enogastronomico con i suoi stand sarà aperto dalle ore 19.00 alle ore 24

Singole attività specifiche, come i 3 contest, seguono orari diversi. Il programma è disponibile sul sito www.divincastagne.it

Gli sponsor

L’edizione 2018 del Divin Castagne è supportata da: La Torrente, Bonaventura Maschio, Saima spedizioni, Molini Pizzuti, Crisp4all, Fontanella distribuzioni, Icam, Todisco cioccolato, Milk casearia, farina Petra.

Ufficio stampa Divin Castagne: Bc Communication Services

Dal 24 al 28 Luglio a Montella tra agroalimentare, territorio, ecosistema e risorse

 

Sensibilizzare grazie al potere aggregante della musica con artisti di caratura nazionale come De Gregori, Antonio Onorato e Lo Stato Sociale

 

Manca poco a VertegliaMater, l’evento in programma dal 24 al 28 luglio 2018 nello scenario suggestivo dell’Altopiano di Verteglia a Montella (AV) ai piedi del Monte Terminio. Un vero e proprio viaggio esperenziale quello di VertegliaMater, che attraverso il potere aggregante e attrattivo della musica di qualità esporrà al grande pubblico quelli che sono i punti di forza della nostra terra: l’agroalimentare, il territorio, l’ecologia e le risorse.

Sensibilizzare, aggregando. Proprio questo è il lietmotiv di VertegliaMater, evento pilota fortemente voluto dal Presidente del Gal Irpinia Sannio, Rino Buonopane che si pone come obiettivo la valorizzazione del territorio ponendo l’accento sulle produzioni locali e le bellezze paesaggistiche della nostra terra incontaminata.

VertegliaMaterA tal proposito -il presidente Buonopane– afferma: “VertegliaMater è un progetto innovativo che si colloca in una strategia di sviluppo più ampia già presentata in Regione Campania; un incubatore di sviluppo destinato a diventare, ci auguriamo, un appuntamento fisso della nostra provincia.”

 

Un’agenda ricca di appuntamenti che si snoda tra enogastronomia, cultura e valorizzazione del territorio ma anche tanta musica; VertegliaMater 2018 propone un format innovativo grazie all’allestimento di un vero e proprio villaggio agroalimentare, un’area interamente dedicata al buon cibo e al buon vino, il “Food Village” impreziosito da Casette del Gusto, dove degustare le specialità enogastronomiche del luogo e avere un contatto diretto con i produttori e le aziende.

 

Novità assoluta, l’allestimento di un’area camping dove sarà possibile pernottare con la tenda per godere appieno della natura incontaminata (è possibile prenotare lo spazio in tenda sul sito http://www.associazioneama.it/ ). VertegliaMater non poteva non pensare ai più piccini ai quali ha dedicato un’intera area: il Baby Village.

 

VertegliaMaterUn evento organizzato con un forte taglio ecologista, rispettoso del territorio in cui si svolge: una promozione delle bellezze paesaggistiche ed ambientali nel momento in cui le si vivono. Cinque giornate ricche di contenuti e attività all’aria aperta, tra cibo di qualità, passeggiate, escursioni anche a cavallo, arrampicate.

Il collante sarà la musica, quella vera. La programmazione prevede gruppi emergenti del territorio e “voci note” della scena musicale italiana come Lo Stato Sociale, gruppo amatissimo dai giovani che si esibirà il 27 luglio alle ore 22:00. Non mancheranno personaggi intramontabili come Francesco De Gregori, che andrà in scena il 28 luglio alle ore 22:00 e Antonio Onorato New Quartet in concenrto il 26 luglio alle ore 22:00. La programmazione completa su (http://www.vertegliamater.it/ ).

 

Tanti convegni e i Work&Forum, organizzati, promossi e patrocinati dal GAL Irpinia Sannio (dal 26 al 28 luglio) che tratteranno tematiche in linea con il concept dell’evento, rappresentato dall’acronimo Mater (musica, agroalimentare, territorio, ecologia e le risorse).

I dibattiti saranno focalizzati su argomenti di grande attualità, come l’importanza del territorio quale volano di crescita sociale e imprenditoriale, il turismo sostenibile e le reti d’impresa turistiche, la filiera circolare agroalimentare, l’ambiente con un focus sulla gestione delle risorse idriche della nostra provincia. I convegni e i Work&Forum sono accessibili a tutti ma è necessario accreditarsi ai seguenti contatti: accrediti@vertegliamater.it, Romina Capone, 388 8438859

VertegliaMater

 

CONGRESSI E WORK&FORUM

(organizzati, promossi e patrocinati dal GAL Irpinia Sannio)

 

GIOVEDÌ 26 luglio

Ore 11.00, Sala congressi Ristorante “La Faja” CONVEGNO DAL TITOLO: TURISMO, SVILUPPO E RETI D’IMPRESA –modera- Marco Staglianò

Ore 16.00, Food Village, WORK&FORUM DAL TITOLO: POLITICHE GIOVANILI (a cura di Regione Campania)

 

VENERDÌ 27 luglio

Ore 11:00, Sala congressi Ristorante “La Faja” CONVEGNO DAL TITOLO: LA FILIERA  AGROALIMENTARE -modera- Annibale Discepolo

Ore 16:00, Food Village, WORK&FORUM DAL TITOLO: IL CIBO COME PAESAGGIO, STORIA E TRADIZIONE “IL BUONO, PULITO E GIUSTO” -modera- Alfonso Del Forno

 

SABATO 28 luglio

Ore 11:00, Sala congressi ristorante “La Faja” CONVEGNO DAL TITOLO: LA GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE IN PROVINCIA DI AVELLINO -modera- Norberto Vitale

Ore 16:00, Food Village, WORK& FORUM DAL TITOLO: AMBIENTE E TERRITORIO A CURA DI LEGAMBIENTE

 

CONCERTI

 

MARTEDÌ 24 LUGLIO

ore 20:00: Molotov Irpinia

 

MERCOLEDÌ 25 LUGLIO

ore 22:00: Zeketam

 

GIOVEDÌ 26 LUGLIO

ore 19:00: I Briganti Erranti di Gigi Grosso

ore 20:30: I Sonora Junior Sax

ore 22:00: Antonio Onorato New Quartet

 

VENERDÌ 27 LUGLIO

ore 19:00: Vat Vat Vat

ore 22:00: Lo Stato Sociale

 

SABATO 28 LUGLIO

ore 19:00: Faia

ore 22:00: Francesco De Gregori

 

EVENTO PATROCINATO DA:

Regione Campania, Provincia di Avellino, Confagricoltura, CIA, Coldiretti, Parco Regionale dei Monti Picentini, Comunità Montana Terminio Cervialto, Legambiente, Fisar, Slow Food, INAIL, BCC Flumeri, Alto Calore SpA.

GAL Irpinia Sannio con i seguenti comuni:

Calitri, Sant’Andrea Di Conza, Conza Della Campania, Rocca San Felice, Morra De Sanctis, Sant’angelo Dei Lombardi, Villamaina, Montella, Volturara Irpina, Sorbo Serpico, Sanza Irpina, Chiusano Di San Domenico, San Mango Sul Calore, Castelvetere Sul Calore, Montemarano, Paternopoli, Luogosano, Sant’Angelo all’Esca, Lapio, Candida, Montemiletto, Venticano, Pietradeifusi, Montefusco, Chianche, Ceppaloni, Tufo, Pratola Serra, Grottolella, Montefredane, Prata di Proncipato Ultra, Manocalzati, San Potito Ultra, Parolise.

 

Presenza di parcheggi custoditi in tutta l’area; le aree più lontane sono servite da navette.

 

Segreteria organizzativa

+39 330 501713

info@vertegliamater.it

www.vertegliamater.it

 

Convegni – Work&Forum

Romina Capone

+ 39 388 8438859

accrediti@vertegliamater.it

 

 

Roberta Raja

Nasce in Terra di Lavoro Fresca24, il progetto realizzato da un team di imprenditori operante nel settore agroalimentare e della ristorazione da oltre 20 anni e che si pone l’obiettivo di costruire una rete reale che, con l’avallo e il supporto della ricerca scientifica, restituisca dignità a un territorio storicamente vocato alla produzione agroalimentare d’eccellenza.

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I campi di Fresca24 sono situati nel cuore delle fertilissime terre della Campania Felix. Tra questi, il campo sperimentale di Aversa, 16.000 mq a ridosso del centro città, in Via Nobel, aperto al pubblico, oltre che per l’acquisto diretto delle produzioni, anche per prendere visione dei parametri relativi alla coltivazione e seguire tutte le fasi di produzione e raccolta dei prodotti. A tale scopo, è stato tuttavia predisposto anche un servizio di monitoraggio costante dei campi attraverso telecamere disposte nell’intera area le quali trasmettono in diretta 24 ore su 24 sul sito web www.fresca24.it
Sia il campo di Aversa sia gli altri lotti di terreno situati nell’intera provincia di Caserta sono messi a coltura secondo un disciplinare di produzione messo a punto dall’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IPSP – CNR) affidato alla supervisione scientifica di Michelina Ruocco, agronomo, ricercatrice di III livello dell’Istituto e Professore di Patologia Vegetale. L’IPSP-CNR garantisce un’adeguata formazione degli agricoltori associati e dei tecnici aziendali con seminari periodici che comprendono attività dimostrativa in campo e lezioni teorico-pratiche.
Con Michelina Ruocco collabora un team di cui fa parte l’agronomo Mauro Senatore, Dottore di Ricerca in Valorizzazione e Gestione delle Risorse Agroforestali presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e fondatore di Antesia – Associazione Nazionale Tecnici e Specialisti in Agricoltura. A dirigere l’intero percorso di Fresca24 è invece un giovanissimo manager, Alfredo Martino, laureato in Economia ma proveniente da una famiglia il cui legame con la terra non è mai venuto a mancare.

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I prodotti Fresca24 saranno disponibili principalmente presso l’ortoNegozio allestito ad Aversa: qui il consumatore potrà scegliere il prodotto direttamente in campo, assistere alla sua raccolta e alla pulitura o addirittura ordinarlo quando questo non è ancora maturo, attendendo così il giusto tempo prima di gustarlo al meglio. Sarà tuttavia possibile anche acquistare i prodotti raccolti nelle 24 ore precedenti o effettuare un ordine direttamente online. Fresca24 sta inoltre realizzando accordi con una rete selezionata di operatori della ristorazione che si impegna a rispettare, attraverso le loro preparazioni, la grande qualità delle materie prime. I tempi della raccolta non saranno però dettati da logiche di marketing o dalla ricerca scientifica bensì individuati dalla più tradizionale sapienza contadina, incarnata da Gennaro Pezone, agricoltore per scelta e proveniente da una famiglia da sempre dedita al lavoro dei campi in provincia di Caserta.
Fresca24 si pone dunque l’obiettivo di custodire e valorizzare le storie di una terra di cui andare fieri, di produttori e scelte da sostenere con un consumo consapevole che contribuisca a restituire la giusta dignità a una terra ricca di biodiversità.
Fresca24: raccontato dalle voci dei protagonisti

Un team impegnato nell’agro-alimentare e nella ristorazione da oltre 20 anni, un giovanissimo manager laureato in Economia ma proveniente da una famiglia il cui legame con la terra non è mai venuto a mancare, un responsabile delle pratiche agricole, erede di generazioni di agricoltori di Terra di Lavoro e l’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del CNR. Sono questi i protagonisti del progetto Fresca24.
«I ricercatori dell’IPSP – dichiara Michelina Ruocco, supervisor scientifica del progetto per il CNR – ISTITUTO DI PROTEZIONE SOSTENIBILE DELLE PIANTE – seguono costantemente gli agricoltori ed i tecnici di Fresca24 per fare in modo che siano applicate le più moderne tecniche e metodologie di lotta biologica ed integrata, soprattutto favorendo l’uso e l’introduzione nei protocolli aziendali di insetti antagonisti e di microrganismi benefici con l’obiettivo di eliminare e ridurre al minimo l’uso di fitofarmaci di sintesi chimica per la difesa di ortaggi e frutta da fitofagi e patogeni».
«Il nostro progetto – racconta Alfredo Martino, manager di Fresca24 – si pone l’obiettivo di valorizzare la terra in cui viviamo attraverso un modello di coltivazione locale basato sui principi della condivisione, intesa come scambio di know how con i nostri partner e della partecipazione, ovvero il coinvolgimento degli agricoltori nella definizione dei sistemi di qualità alimentare. Solo così possiamo assicurare benefici sia ai contadini sia ai clienti, lavorando sulla stagionalità e raccogliendo i prodotti solo quando essi sono al giusto grado di maturazione, tali da giungere in tavola più buoni e nutrienti».
«L’agricoltura è un lavoro fisicamente molto faticoso, che ti costringe a rispettare non i tuoi ritmi, ma quelli delle piante che curi. – sottolinea Gennaro Pezone, a capo del team di agricoltori che cura gli orti di Fresca24 – Dalla sveglia all’alba fino al tramonto un grande carico di lavoro fisico fa sì che le giornate sembrino volare. Ma fare questo tipo di agricoltura è diverso, ti porta a sentirti una cosa sola con la natura. Seguirne le regole ti aiuta ad avvicinarti ai ritmi delle piante che coltivi e rende meno duro ogni sforzo. Quando arriva il momento del raccolto, poi, ritrovi quella fatica nei colori, nei profumi, nei sapori della nostra frutta, dei nostri ortaggi e delle nostre verdure. Più di tutto però ti senti ripagato dai sorrisi e dai complimenti di coloro che scelgono questi prodotti per il loro sapore, la loro qualità e la loro sicurezza».

Il progetto “Alla Tavola dei Borbone”, promosso dall’Istituto di Comunicazione Pubblica ( ISCOMP) in collaborazione con il magazine “La Buona Tavola” con il Patrocinio del Comune di Napoli, Regione Campania e Sviluppo Campania, nonché della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, mira a coniugare la scoperta di luoghi borbonici con le pietanze del ‘700 e dell’ 800 napoletano, attraverso le ricette di Vincenzo Corrado detto il Cuoco Galante per l’opera omnia di cui è stato autore, e Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino con il trattato su Cucina teorico-pratica e l’appendice alla seconda edizione dal titolo Cucina Casarinola co la lengua napoletana.

Gli appuntamenti sono cinque, e ogni evento ha un’identità ben definita, con l’obiettivo di volersi inserire nella programmazione culturale proposta dai siti prescelti. Nucleo centrale della proposta enogastronomica è la volontà di riportare in vita antichi sapori, un menù caratterizzato non solo dall’uso delle materie prime utilizzate all’epoca ma anche dalle tecniche di cucina e le modalità di servizio delle pietanze stesse.

Dei cinque eventi in programma, ben tre sono già andati in scena, riscuotendo grande interesse e partecipazione da parte dei turisti e dei cittadini.

Il 29 novembre è stata celebrata “Pizza Borbonica”, andato in scena nella più antica pizzeria di Napoli, Antica Pizzeria Port’Alba (1830) del maestro pizzaiolo Gennaro Luciano.

Alla stregua della ricostruzione storica sulla nascita della pizza che fa risalire all’epoca borbonica la creazione del forno all’interno della Reggia di Capodimonte da parte di Ferdinando II nel 1832, e ancor prima dal padre Ferdinando I la frequentazione della pizzeria di ‘Ntuono a Santa Teresa degli Scalzi, sono state proposte sui tavoli di Pizzeria Port’Alba quattro pizze storiche:

– “Mastunicola” con farina di tipo 1 semintegrale sugna, pecorino ,basilico e pepe.

 “Due costiere” con farina di tipo O pomodorino giallo del Piennolo del Vesuvio DOP,  mozzarella di bufala campana DOP mozzata a mano, colatura di alici, limone di Sorrento, olio extra vergine di olivi secolari premuti a freddo e basilico.

– “ Vesuvio e il Golfo”  preparata con farina di tipo O, pomodorino rosso del Piennolo del Vesuvio DOP , alici di menaica, olio extra vergine di olivi secolari premuti a freddo.

– “Ferdinando” preparata con farina di tipo O con pomodoro San Marzano DOP e mozzarella di bufala campana DOP, olio extra vergine di olivi secolari premuti a freddo e basilico.

Accompagnate dalla birra del Birrificio Borbonico,dai vini di “Cantina Borbonico” e dai vini del Consorzio Tutela Vini del Vesuvio DOP.

A completare il pasto dolci tipici della tradizione borbonica : la Pastiera e la Sfogliatella riccia, delizie antiche che ancora oggi emozionano all’assaggio.

Il 3 dicembre, presso la Riserva Naturale Cratere degli Astroni (Oasi WWF)  ha preso vita l’evento “I Vini dei Borbone“.

Inserito nella splendida cornice naturale della tenuta di caccia del Re Carlo III, la manifestazione è stata l’occasione per offrire agli ospiti più e meno esperti una degustazione di vini dal sapore antico.

Ad introdurre e raccontare le storie dei propri vini e di come questi, insieme ad altri, siano “borbonici” per la caratteristica di essere dei vini provenienti da vitigni a piede franco (non innestati con la vite americana), Gerardo Vernazzaro Presidente del Consorzio di Tutela Vini Campi Flegrei, Ischia e Capri

Si è passati poi, alla degustazione vera e propria guidata dai sommelier dell’AIS, che hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta dell’essenza del vino Asprinio D’Aversa di Masseria Campito, del Pallagrello bianco di Ale.p.a. Societa’ Agricola S.R.L., della Catalanesca IGP del Monte Somma di Cantine Olivella, della Falanghina dei Campi Flegrei di Cantine Astroni e del Per è Palumm di Azienda Agricola Agnanum.

L’evento è stata un’occasione  per degustare prodotti non solo tipici del territorio, ma soprattutto ricchi di storia in ogni loro sorso.

Domenica 4 dicembre alla Galleria Borbonica con l’evento ” Sapori dell’800“, si è voluto raccontare una storia in un luogo che di storie ne custodisce tante. I partecipanti hanno avuto la possibilità di effettuare una visita guidata all’interno del sito borbonico, seguendo un percorso a tappe che ha permesso  loro di scoprire curiosità e storia riguardo al suggestivo tunnel sotterraneo, degustando piatti tipici del periodo borbonico nella versione storica ed originale: torta rustica del Cavalcanti, sartù alla Vincenzo Corrado e sfogliatella riccia, accompagnate naturalmente da vini a piede franco.

I prossimi eventi in calendario sono il 14 dicembre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli “Carlo III e il Cuoco Galante” e il 20 dicembre con “Aristocrazia Borbonica a Tavola”.

Il primo, si inserisce nell’ambito dell’inaugurazione della mostra Carlo III e le antichità: Napoli Madrid Città del Mexico a cura di Valeria Sampaolo. Dopo l’inaugurazione della mostra, nella magnificente Sala della Meridiana, proporremo un’altra “mostra”, quella delle pietanze tipiche del ‘700 e dell’800  proprie dell’epoca dei protagonisti che della mostra sono l’oggetto alla presenza di S.A.R. Carlo di Borbone delle Due Sicilie.

Alle opere artistiche, dono per gli occhi, saranno affiancate opere culinarie, piacere per il palato. Piatti tipici e prodotti agroalimentari dell’epoca borbonica, gli stessi che erano sul tavolo del Re Carlo.

Un atto di archeologia culinaria, il nostro, che vuole portare nel presente piatti della tradizione napoletana preparati secondo le antiche modalità e secondo le ricette dei due capisaldi della cucina tipica partenopea.

Sarà gettato un ponte ideale con la Reggia di Carditello, detta anche “Real Fabbrica delle Pagliate”, di cui oggi si sta portando avanti il recupero, attraverso la degustazione di Mozzarella di Bufala Campana DOP mozzata a mano, fior di ricotta, burrata, affumicato di bufala, provolone di bufala.

Continueremo, poi con Torta Rustica  “alla Cavalcanti”, Baccalà alla Marinata, ricetta di Ippolito Cavalcanti e “Dolci dei Borbone”: Pastiera Maria Teresa, Babà Re Stanislao, Sfogliatella dell’800 e Mostaccioli semplici e al cioccolato.

L’olio di cui ci serviremo deriva da olivi secolari, le farine utilizzate sono di grani antichi macinati a pietra e il vino che accompagnerà la degustazione sarà di vitigni del Vesuvio a piede franco, ovvero risalenti ad oltre duecento anni fa, in quanto sopravvissuti all’attacco della Fillossera, parassita che ha distrutto una molteplicità di vitigni, e pertanto non innestati nel piede con la vite americana.

A chiudere questa culturale e golosa programmazione, l’evento “Aristocrazia Borbonica a Tavola” che si terrà nella splendida cornice di Palazzo Salerno, situato su uno dei lati di Piazza del Plebiscito ed appartenuto a Leopoldo, figlio di Ferdinando I e Principe di Salerno, oggi sede dell’Esercito Italiano.

La cena vuole  ricreare le magiche atmosfere di corte, attraverso la celebrazione di una monarchia che non solo ha fondato le meraviglie architettoniche e artistiche del nostro territorio, ma ha posto in largo anticipo le basi della dieta mediterranea, valorizzando e promuovendo le caratteristiche delle nostre produzioni agroalimentari.

Per la serata, un menù ad hoc, che vede spiccare tra tutte il principe delle pietanze borboniche :il sartù chiamato così in quanto il riso grazie all’infarcitura opulenta veniva nobilitato e servito su piatti di portate in argento che venivano annunciate dal Monsù con un batter di mani e al grido “sur tout le riz”, su tutto il riso, che i napoletani nella loro capacità di crasi hanno modificato in sortù oggi diventato sartù.

 

Martedì 22 Novembre alle ore 11.30 presso la Sala Giunta del Comune di Napoli a Palazzo San Giacomo, Piazza Municipio, si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’evento:

“Alla tavola dei Borbone”

Il progetto mira a coniugare la scoperta di luoghi borbonici con le pietanze del ‘700 e dell’ 800 napoletano, attraverso le ricette di Vincenzo Corrado detto il Cuoco Galante per l’opera omnia di cui è stato autore, e Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino con il trattato su Cucina teorico-pratica e l’appendice alla seconda edizione dal titolo Cucina Casarinola co la lengua napoletana.

Interverranno:

Enrico Panini l’ Assessore alle Attività Produttive del Comune di Napoli

Renato Rocco Presidente dell’Associazione ISCOMP

Gianluca Minin Presidente della Galleria Borbonica

Gennaro Luciano titolare della Pizzeria Port’Alba

Antonio Grilletto Ten.Col. Ufficiale qualificato P.I. in rappresentanza del Generale di Capo d’Armata Luigi Francesco De Leverano

Paolo Giulierini Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Tommaso Luongo dell’ Associazione Italiana Sommelier Napoli

Fabrizio Canonico Direttore dell’ Oasi WWF Riserva Naturale Cratere degli Astroni

Teresa Zannelli di Sviluppo Campania

 

L’evento è organizatto con il Patrocinio di Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, Sacro Ordine Militare Costantiniano di San Giorgio, Comune di Napoli, Regione Campania, Sviluppo Campania e Unione Europea.

E’ organizzato dall’Iscomp in collaborazione con LA BUONA TAVOLA.

 

 

Portici (Napoli) 11-13 novembre 2016
Dipartimento di Agraria, Università di Napoli Federico II
Sala Cinese della Reggia di Portici
Via Università, 100 – 80055 – Portici (Napoli)
Dipartimento di Agraria, Università di Napoli Federico II
Accademia Italiana della Cucina
Accademia dei Georgofili

L’agricoltura italiana si caratterizza per la presenza dominante di piccole e micro-imprese agricole ed agro-alimentari. Molte di esse tuttora ancorate saldamente alle tradizioni, custodi del territorio, del paesaggio, dello straordinario patrimonio genetico di razze e varietà vegetali ed animali, di saperi agricoli (agri-cultura) lungo tutta la filiera, dalla produzione all’utilizzazione dei prodotti finali.

Gli scenari recenti, caratterizzati dalla coesistenza di fenomeni contraddittori, quali la crescente globalizzazione dei consumi e l’apparente difesa dei prodotti tipici, impongono alle piccole imprese nuove sfide e richiedono strategie di marketing innovative. Le certificazioni di prodotto, il riconoscimento UNESCO alla dieta mediterranea, la possibilità di creare reti di imprese, il riconosciuto valore delle qualità non solo sensoriali di alcuni prodotti enogastronomici nazionali, il marketing culturale ed i nuovi strumenti di comunicazione, influenzeranno l’evoluzione futura del nostro sistema agroalimentare e meritano un approfondimento.
In tale contesto, obbiettivo di queste giornate è ascoltare la voce di ricercatori e tecnici del settore, e – soprattutto – di alcuni attori privilegiati, produttori o utilizzatori sapienti, che ci racconteranno la loro esperienza di impresa, il loro percorso virtuoso e la loro ricetta vincente.

PROGRAMMA

Venerdì 11 novembre 2016
Ore 14:30 Registrazione
Ore 14:50 Apertura e saluti
Notaio Vincenzo del Genio – Delegato Napoli Accademia Italiana della Cucina
Prof. Matteo Lorito – Direttore Dipartimento di Agraria – Università di Napoli Federico II
Prof. Paolo Petroni – Presidente Accademia Italiana della Cucina
Prof. Francesco Giulio Crescimanno – Presidente della Sezione Sud ovest dell’Accademia dei Georgofili
Ore 15,20 Introduzione ai temi del convegno
Prof. Giuseppe Benelli – Professore di Filosofia all’Università di Genova
Ore 15,40 Prima parte
Le produzioni agricole tipiche e innovative.
Introduce e modera: prof. Raffaele Sacchi
Dipartimento di Agraria, Università di Napoli Federico II
Ore 16:00 Prof. Tiziano Caruso Dipartimento Scienze Agrarie e Forestali – Università degli Studi di Palermo
“Riflessioni sulla frutticoltura”
Ore 16:20 Prof.ssa Stefania De Pascale
Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II
“Le produzioni vegetali tra tradizione e innovazione”
Ore 16:40 Prof. Donato Matassino
Accademia dei Georgofili, già Professore dell’Università di Napoli, Dip. Di Agraria
“Le produzioni animali alimentari di eccellenza in via di salvataggio: la Campania”
Ore 17:00 Coffee break
Ore 17:20 Prof.ssa Teresa Del Giudice
Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II
“Le piccole imprese e il mercato agroalimentare globale: Davide contro Golia”
Ore 17:40 Tavola rotonda: esperienze aziendali a confronto
Moderano: S.De Pascale e R.Sacchi
Interventi programmati.:
Ore 18:30 Dibattito e considerazioni conclusive
Ore 20:30 Assaggi di prodotti campani presso la “Villa Signorini”, Villa Vesuviana del XVIII Secolo adiacente la Reggia di Portici (Ercolano), via Roma 43, con intrattenimento musicale a cura della Agricultural folk-band “Terraterra” (Associazione Musicisti Agrari, Portici)

Sabato 12 novembre 2016
Ore 9,30 Seconda parte
La trasformazione dei prodotti e l’enogastronomia
Introduce e modera: Prof.ssa Stefania De Pascale
Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II
Ore 9:40 Prof. Giovanni Ballarini
Accademia Italiana della Cucina e Università degli Studi di Parma
“Le eccellenze alimentari animali in via di salvataggio: l’Emilia-Romagna ”
Ore 10:00 Prof. Pasquale Giustiniani
Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Napoli
“Il diritto al cibo sano”
Ore 10:20 Prof. Pasquale Ferranti
Dipartimento di Agraria – Università di Napoli Federico II
“Marcatori della tipicità dei prodotti agro-alimentari”
Ore 10:40 Prof. Raffaele Sacchi
Dipartimento di Agraria – Università di Napoli Federico II
“Dalle origini della tipicità al Mediteranean Food Design”
Ore 11:00 Coffee break
Ore 11:20 Gennaro Esposito
Master Chef “Torre del Saracino”, Seiano, Vico Equense
“La storia dei piccoli agricoltori dei Monti Lattari”
Ore 11:40 Gennarino Masiello
Vicepresidente Nazionale Coldiretti
“I giovani e le nuove sfide della filiera agroalimentare in Campania”
Ore 12:00 Dott. Vito Amendolara
Vicepresidente Federazione Europea Sicurezza Alimentare
“Sicurezza alimentare e consapevolezza del consumatore”
Ore 12:20 Tavola rotonda: esperienze aziendali a confronto
Moderano: S.De Pascale e R.Sacchi
Interventi programmati.
Ore 13:30 Dibattito e considerazioni conclusive.
________________
Ore 20:30 Cena di gala presso Villa Campolieto (Corso Resina, 283, 80056 Ercolano (NA), una delle più belle Ville Vesuviane del XVIII Secolo. Saremo accolti dal consultore della Delegazione di Napoli, architetto Paolo Romanello, Direttore dell’ Ente Ville Vesuviane, il quale ci illustrerà storia e bellezze della villa. La cena sarà preparata dal celebre catering di Paolo Tortora, con la supervisione del noto Chef pluristellato Gennaro Esposito.

Visite guidate (su prenotazione):
– 1) Alle ore 15,00 del giorno 11 Novembre è prevista una visita guidata del Sito Reale di Portici e del Centro Museale (Musei delle Scienze Agrarie – MUSA Portici;
– 2) alle ore 10,00 del giorno 12 Novembre è prevista una visita guidata agli Scavi di Oplontis. Farà da guida
l’Archeologa Dr.ssa Maria Vallifuoco; il Barone Prof. Massimo Ricciardi, Vicedelegato di Napoli
dell’Accademia, parlerà degli affreschi – di particolare bellezza artistica ed archeologica all’interno del sito, sui quali
ha pubblicato anche un pregevole lavoro scientifico – e in particolare, su quelli raffiguranti la frutta;
– 3) alle ore 15:00 del giorno 12 Novembre è prevista una visita guidata al Museo del Corallo in Torre del
Greco (museo privato Liverino);
– 4) alle ore 10,00 del giorno 13 Novembre è prevista una visita guidata agli Scavi di Ercolano. Farà da guida
l’Archeologa Dr.ssa Maria Vallifuoco.

Comitato Organizzativo:
Notaio Vincenzo del Genio,
Accademia Italiana della Cucina – Delegato di Napoli
Prof. Stefania De Pascale
Accademia dei Georgofili, Dipartimento di Agraria Università degli Studi di Napoli Federico II
Prof. Raffaele Sacchi
Dipartimento di Agraria Università degli Studi di Napoli Federico II

Segreteria Organizzativa
Dipartimento di Agraria Università di Napoli Federico II
Dott.ssa Rosanna Caputo (081/2539134 – e-mail: rosanna.caputo@unina.it)
Dott.ssa Adriana Forlani (081/2539143 – e-mail: ardiana.forlani@unina.it)
Accademia Italiana della Cucina
Dott.ssa Myriam Cimino Fonti (081/406740 – Cell. 3488210511 – e-mail: mycimino@live.it )