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Ieri è scomparso Alfonso Pepe, patron della famosissima Pasticceria Pepe, sita a Sant’Egidio del Monte Albino (Sa). Il noto pasticciere era da tempo malato, ma aveva affrontato con coraggio e ottimismo la sua condizione di salute, proseguendo nel lavoro con la sua instancabile passione. A 55 anni ci lascia colui che ha dimostrato, insieme anche ad altri maestri pasticcieri campani, che ottimi panettoni si fanno non solo al nord. 

Una realtà conosciuta in tutto il mondo grazie soprattutto ai suoi lievitati, presenti non solo nel punto vendita ma distribuiti nelle migliori pasticcerie campane e d’Italia. 

Pepe Mastro Dolciere è una passione che ha inizio negli anni ’80, quando Alfonso Pepe si affaccia nel mondo della pasticceria con esperienze professionali in località turistiche d’Italia. Un mondo a cui sente subito di appartenere perfezionandosi sempre più frequentando scuole prestigiose quali l’Etoile e Cast Alimenti. Unico obiettivo, quello di poter avviare un’attività personale i cui prodotti portino il proprio nome. 

Traguardo raggiunto grazie alla collaborazione con i due fratelli, Prisco e Giuseppe, e la sorella Anna, con i quali Alfonso intraprende l’azienda che porta il nome di famiglia. Un traguardo fatto di amore e dedizione per il proprio lavoro tanto da portare Alfonso Pepe ad entrare, nel 1995, nell’Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani e a specializzarsi nella lavorazione dei lievitati fino a diventare uno dei primi in Italia, primo in Campania, nella preparazione del panettone. 

I lievitati di Alfonso Pepe hanno ottenuto numerosi riconoscimenti e premi in Italia perché preparati nel rispetto dei tempi e della lavorazione artigianale. Tra le premiazioni più importanti ricordiamo il 1° posto Miglior Panettone d’Itala Gazza Golosa 2016 e il 1° posto al Re Panettone di Napoli nel 2015. 

Marika Manna

Vesuvius Cloud: a Taste of Christmas

Panettone is a traditional Italian Christmas cake. Helga Liberto, the cake maker of Chef dei Grani from Battipaglia, has just presented one her masterful takes on this timeless classic. One of many interpretations, because the Panettone has been declined in countless variations, and the challenge is of course to try to innovate the recipe while being mindful of tradition. A daunting task if you ask me, because a successful recipe should be simple and captivating, adding a personal touch to a cake that has already been perfected over years of cooking history. And don’t forget that Italians are extremely touchy and distrustful of anyone who tries to mess with tradition.

Helga Liberto

However there is some space for innovation. One of the key ingredients of Panettone is candid fruit, something that people here have mixed feelings about. The other thing that has to be perfectly right is texture. The cake should be soft and light, resembling a very tall muffin, but more spongy. Forever a devoted Chef, Helga Liberto has patiently studied and created her own Lievito Madre, sourdough, to ensure her cakes may rise naturally and slowly, over many hours. Once baked the texture is so light that she has called it Nuvola, Cloud.

Nuvola

To make it unique Helga has resorted to one of the things that make Italy such a beautiful country: Territory. We are blessed with extreme bio-diversity, each local area has its own peculiar produce that can be found nowhere else. Thus the key ingredient of her Nuvola del Vesuvio is the famous Pellecchiella Apricot from – you guessed it – Mount Vesuvius. This very tasty apricot, sought after by jam makers like a precious jewel, is part of the Slow Food Presidia. It gives Helga’s creation that personal, delicate forget-me-not flavour. Orange zest, candid lemon and orange peel, honey, raisins and vanilla complete the picture giving each slice of the cake a balanced bouquet of delicate aromas.

Eating a slice for breakfast really does remind me of the delicate flight of a butterfly, framed by soft clouds with Vesuvius in the background. The apricot, honey and raisins blended smoothly leaving me with an overall sense of well-rounded sweetness, quite a pleasant surprise. Will you have time to savour it after Christmas dinner, with the kids dying to open their presents and aunts and uncles wanting another slice?

Side story

Getting the cake home before tasting it was a challenge in itself. The packaging is so elegant, that at first it reminded me of a posh handbag. I had to defend it from many beady eyes along the way. Especially those of my local baker, who has a keen eye for quality and a real passion for handcrafted Panettone. She was quick to read the ingredients and grasp the meaning of this dreamlike Vesuvius Cloud.

Sean Grant Altamura 

HELGA LIBERTO PRESENTA A RE PANETTONE

“PASSEGGIATA CILENTANA”

Domenica 24 novembre alle ore 18.30 al Grand Hotel Parker’s  in Corso Vittorio Emanuele a Napoli,  Helga Liberto , maestra pasticciera, Chef dei Grani di Battipaglia, darà prova della sua esperienza e creatività in una golosa esibizione live intitolata “Passeggiata Cilentana”. L’appuntamento si inserisce nella quinta edizione di RE PANETTONE®, l’ormai tradizionale evento sui lievitati che ha come protagonista il panettone artigianale presentato in infinite varianti.

Passeggiata Cilentana” sarà un dolce momento in cui assaporare il territorio campano nella sua naturalità, una prova d’artista in cui verrà sottolineato l’aspetto artigianale del panettone realizzato senza additivi, conservanti e scorciatoie produttive. In particolare, la ricetta prevede quello che Helga Liberto ha chiamato “RiPanettone”: il riciclo di un panettone artigianale con miele pregiato di Alicanto, una pianta tipica cilentana, con retrogusto di fragola passita e fico bianco con glassatura di cioccolato fondente.  La scelta di abbinare il fico all’Alicanto è dettata dal fatto che la fioritura, la maturazione e la produzione dei due prodotti avviene nello stesso periodo dell’anno. L’accenno di cremosità sarà dato da un ingrediente molto caro alla lievitista perché proveniente dalla sua terra, la Piana del Sele: la ricotta di bufala.

In occasione dell’evento, i panettoni in degustazione giudicati dalle due giurie, tecnica e pubblico, targati Helga Liberto saranno:

  1. Il Tradizionale, panettone artigianale con uvetta e scorza d’arancia
  2. Carezza del Cilento, panettone artigianale con fico bianco monnato di Prignano Cilento, Presidio Slow Food, confusione di rum agricolo e glassatura di cioccolato Domori Sur del Lago

Il banco d’assaggio durante la due giorni, oltre ai due precedenti, vedrà la presenza anche di altre eccellenze:

  1. Nuvola del Vesuvio, panettone artigianale con arance candite, uvetta australiana 7 corone e Albicocca Pellecchiella del Vesuvio, Presidio Slow Food
  2. Terra degli Alburni, panettone artigianale con Marrone di Serino IGP, pasta di caffè con glassatura di cioccolato a latte Equador Domori
  3. Profumo di bosco, panettone artigianale con mirtilli, more, e fragoline a canditura morbida e glassatura di cioccolato Ruby

Ingredienti di qualità quelli che Helga Liberto utilizza nei suoi lievitati: albicocche pellecchiele e fico bianco di Prignano Cilentano a Presidio Slow Food, burro rigorosamente italiano, uova biologiche territoriali provenienti da galline nutrite esclusivamente con semi di lino che conferiscono al prodotto un apporto di Omega 3 superiore alla media. La Chef dei Grani sceglie i suoi ingredienti in un territorio circoscritto in cui proliferano materie prime d’eccellenza che risultano essere l’asso nella manica di una profonda conoscitrice di grani e farine che riesce con il suo estro a produrre un lievitato in cui ogni senso è appagato: dal sapore unico, dall’odore inebriante, dall’aspetto gradevole.

A Battipaglia, un’interessante realtà produttiva incentrata sui grandi lievitati. È il progetto della chef patissier Helga Liberto. Già nota per aver partecipato a programmi di ambito enogastronomico, la ex docente di chimica battipagliese conduce nella sua città un piccolo impero basato su eccellenti panettoni, colombe e briosche. La pregiata linea porta il nome della sua ideatrice e può definirsi come il proseguimento “dolce” dell’esperienza di PizzaArt. Progetto “salato” a cura del pizzaiolo Vito De Vita, marito di Helga Liberto.

Compare lei tra i grandi nomi che costellano il panorama dei grandi lievitisti italiani: insieme per costruire valore attorno alla tradizione italiana dei lievitati, tra i quali rientra il celebre panettone. Gli estimatori della specialità di origine milanese vedono in Helga Liberto una capace interprete. Il dolce più rappresentativo del Natale è infatti un cavallo di battaglia per la produzione firmata Helga Liberto.

La sua attività è dettata dall’amore per il lievito, aspetto che ricollega Liberto a interessi del passato come la chimica, materia che ha insegnato in qualità di docente. “Mi definisco una lievitista quando mi chiedono di parlare della mia professionalità – spiega la Liberto – l’aspetto che trovo più affascinante del mio mestiere è il lievito madre, con esso condivido una forte rapportualità”. Tra i prodotti che sposano la naturalezza del lievito madre c’è sicuramente il Pandeipani. “È una specialità che produco tre volte alla settimana e viene commercializzata presso PizzaArt a Battipaglia e in alcuni punti vendita di prodotti gastronomici di nicchia”, ha spiegato Helga.

Stagionalità e territorialità viaggiano insieme in questa realtà artigianale di Battipaglia, Helga Liberto non utilizza prodotti che non siano offerti dal territorio della ricca Campania Felix. Antico nome con cui è conosciuta la Campania per la sua ricchezza spontanea di prodotti. “Tutto quello che realizzo è frutto del lavoro che porto avanti nel mio laboratorio adiacente a PizzaArt, il locale che gestisce mio marito” afferma l’artista battipagliese del panettone. Il concetto di produzione propria si estende alla trasformazione di ogni singolo ingrediente, come avviene per alcuni frutti che Helga sceglie per condire le sue specialità. Il Fico Bianco del Cilento è sottoposto a canditura morbida secondo un procedimento artigianale. Il Presidio Slow Food conferisce il tema della territorialità alla Colomba Cilentana, specialità che Helga Liberto propone durante il periodo di Pasqua.

Solo con uova freschissime e creme artigianali Helga Liberto realizza le sue prelibatezze. Il massimo di questo concetto è raggiunto dalla linea di colombe fresche che la stessa ideatrice raccomanda di consumare entro dieci giorni. Si tratta di quattro golose versioni del dolce pasquale, aventi come tema un dolce della pasticceria internazionale. Helga stuzzica la nostra immaginazione elencandoci le versioni: Torroncino, Tiramisù, Foresta Nera (rivisitazione dell’omonima torta) e Agrumata, che propone un omaggio agli agrumi della Costiera Amalfitana.

 

Tre pasticceri della provincia di Napoli

sono tra i 25 finalisti della sesta edizione del concorso nazionale Panettone Day.

 

Antonio Bellavia della pasticceria Eredi Vincenzo Bellavia di Napoli, Luca di Pietro della pasticceria Pasticceri Ranieri di Napoli e Antonio Tecchia pasticcere del resort Vesuvio sono stati selezionati tra i finalisti che si sfideranno all’evento conclusivo del concorso Panettone Day, l’iniziativa promossa da Braims in partnership con Novacart con l’obiettivo di celebrare e destagionalizzare una grande icona della pasticceria italiana, dando visibilità alle realtà artigianali più interessanti del Belpaese.

Le creazioni dei tre pasticceri sono entrate nella rosa dei 25 finalisti sui quasi 200 panettoni arrivati da tutta Italia e giudicati dal team di esperti capitanati dal maestro Iginio Massari, che ha ribadito l’importanza rivestita dal concorso Panettone Day per la promozione della cultura gastronomica italiana e territoriale:

Panettone Day

 

“Chi vince il Panettone Day non è uno, ma sono 25. Questo concorso coinvolge quasi tutta la penisola e questo rappresenta già un grande traguardo. Tutti i 25 finalisti hanno vinto in un settore o sono arrivati primi nella loro provincia o regione. Questo è molto importante per le città dove il panettone non ha ancora conquistato i palati degli italiani e non è ancora tradizione”.

Reazione di estrema gioia e orgoglio per i pasticceri che hanno visto premiati l’impegno, l’entusiasmo e la grande ricerca che accompagnano ogni giorno il lavoro in laboratorio e che li guideranno alla sfida finale di settembre.

 

Panettone Day

L’evento conclusivo si svolgerà il 15 settembre a Sweety of Milano, la manifestazione dedicata alla pasticceria italiana durante la quale i 25 finalisti presenteranno le proprie creazioni al cospetto dell’esclusiva giuria capitanata da Iginio Massari e composta da Galileo Reposo, Pastry Chef di Peck, Salvatore De Riso, celebre pasticcere della costiera amalfitana, dalla food blogger Chiara Maci e dal vincitore dell’edizione 2017, Giancarlo Maistrello, che nominerà i vincitori del Miglior Panettone Tradizionale e del Miglior Panettone Creativo Dolce.

A partire da ottobre, i 25 panettoni finalisti saranno in vendita per tutto il mese all’interno del temporary store collocato in un’esclusiva vetrina nel cuore di Milano, in corso Garibaldi, che offrirà visibilità ai talentuosi artigiani e consentirà a migliaia di visitatori di sperimentare l’eccellenza della pasticceria italiana.

Castel Morrone (CE), Pasticceria Sparaco. La novità del Natale 2017 è

il “PanArchico”: un panettone salato che racchiude il sapore

e il sapere dell’alto casertano

 

Si chiama “PanArchico” la novità per il Natale 2017 della pasticceria Sparaco di Castel Morrone, in provincia di Caserta, nata dalle mani di Guido, il talentuoso erede che valorizza i prodotti del territorio nel laboratorio di famiglia.

Un panettone salato artigianale nella forma identico alla versione dolce, dove al posto di canditi e uvetta troviamo il famoso caciocavallo “Gerarchico” del giovane casaro Angelo Santabarbara, un formaggio che dà il nome al panettone, affinato in ambiente anaerobico adagiato su paglia, ricoperto da muffe nobili dal sapore intenso ma equilibrato tendente ai sentori erbacei, la pancetta Nostrana di maiale bianco locale prodotta dal bravo Marco Bernardo realizzata con metodo tradizionale aromatizzata con spezie naturali e olio extravergine di oliva per ammorbidire ottenuto da olive coltivate in terra morronese.

Un lievitato, la versione contemporanea del vecchio panettone gastronomico, al tatto soffice e al palato e al naso profumato e molto gustoso pensato per bandire le nostre tavole natalizie da essere servito come aperitivo o antipasto accanto alla classica insalata russa, al salmone affumicato e le amate ed immancabili tartine, il tutto accompagnato da bollicine. E perché no, un panettone che può iniziare il pranzo e celebrare le feste di ogni periodo dell’anno.

Guido Sparaco e il suo PanArchico

 

Il “PanArchico” di Guido Sparaco viene lavorato con impasto con biga, fatto lievitare tre volte, per un totale di circa diciotto ore come il classico panettone dolce e cotto senza il pirottino per presentarsi in modo leggermente diverso.

Ho pensato al ‘PanArchico’ per dare un tocco in più a questo Natale sperimentando un prodotto artigianale da abbinare al classico milanese – ha spiegato Guido della pasticceria Sparaco –  con la voglia di regalare emozioni e calore con un lievitato salato che racchiudesse tutta la bontà e la genuinità del territorio”.

Un grande prodotto con un tocco di innovazione, dal  costo modesto, appena nato ma già molto apprezzato che sicuramente in futuro farà parlare di sé.

La pasticceria Sparaco è a Castel Morrone (CE) in via Taverna n. 1.

 

[fonte: Antonella D’Avanzo]

 

Una sfogliatella con il cuore di babà avvolta in una soffice crema al gusto “panettone”

Ecco la Sfogliacampanella al panettone

Il dolce sarà presentato a Milano nell’ambito della kermesse “L’Artigiano in Fiera”

 

Un dolce tipico milanese in un dolce classico napoletano: il panettone, vanto della pasticceria lombarda, contamina la sfogliatella, più precisamente la Sfogliacampanella (il dolce due in uno – una sfogliatella con il cuore di babà – creato da Vincenzo Ferrieri, patron di SfogliateLab, storico marchio della pasticceria partenopea). Una ghiotta occasione per appagare l’irrefrenabile “voglia di dolce” che contagia un po’ tutti durante le feste di Natale.
Il primo prototipo di Sfogliacampanella al gusto panettone risale a più di un anno fa – spiega  Vincenzo Ferrieri – ; abbiamo poi perfezionato il prodotto, puntando sull’utilizzo di ingredienti di primissima qualità e di tecniche che ci hanno consentito di creare un dolce ove la croccantezza della sfogliata, la morbidezza del babà e i profumi del panettone si coniugano perfettamente”.
La Sfogliacampanella al panettone sarà ufficialmente presentata proprio nel capoluogo lombardo in occasione dell’evento “L’Artigiano in fiera”, la manifestazione che raccoglie artigiani da tutto il mondo che si svolgerà dal 2 al 10 dicembre 2017 presso Fieramilano Rho.
Oltre alla Sfogliacampanella al panettone, presso lo spazio espositivo di “Sfogliatelab” (ubicato nel padiglione 1, stand D17 – D19) saranno degustabili anche le altre varianti di questo famoso dolce (disponibile in ulteriori 11 gusti: frutti di bosco, mandorla, bacio, ricotta e pere,  limoncello, pistacchio, albicocca, arancia, nocciola, oreo e, ovviamente, quella classica), le sfogliatelle dolci classiche, quelle più originali (più di 20 i gusti disponibili, tra cui – ovviamente – panettone, frutti di bosco, nocciola, giusto per citarne alcuni…), e le sfogliatelle salate (disponibili in 8 varianti: provola e melanzane, provola e peperoni, provola e zucchine, ricotta e salame, salsicce e friarielli, scarola e provola, soffritto, funghi porcini).

 

La Sfogliacampanella

Non è una sfogliatella, non è un babà, né tanto meno un dolce alla ricotta.Una ricetta rimasta per quasi un secolo nella memoria di una storica famiglia di pasticceri partenopei, i Ferrieri, torna a vivere. La sintesi della tradizione pasticcera del capoluogo campano si chiama “Sfogliacampanella”, un dolce che non finisce mai di stupire con i suoi tre strati di gusto: presenta all’esterno la sfogliata a pasta riccia e dentro, avvolto in un cuore di cioccolato e in una raffinata mousse a base di ricotta, il babà in versione mignon. Sembra facile ma non lo è. Il segreto è nella crema di ricotta miscelata. Un dolce che invita chi lo assaggia a prendersi del tempo, obbliga i golosi a concedersi diversi momenti di piacere assaporando la tradizione che lo accompagna e – magari – cercando di indovinare la sua antica e preziosa ricetta.
Se oggi questo dolce speciale, con oltre 100 anni di storia alle spalle, è tornato finalmente in commercio lo si deve solo a Vincenzo Ferrieri, titolare del marchio SfogliateLab, esponente di una famiglia di maestri pasticcieri.

More info: www.sfogliacampanella.it

Fonte:

[www.gnamgnamstyle.itwww.vanityher.com;www.voguehandmade.com;www.hobbistimillemani.it ]

Riferimenti:

FB: Grazia Guarino

TWITTER: @gnamgnamstyle – @GraziaGuarino_

INSTAGRAM: graziaguarino_gnamgnamstyle