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Che festeggiate il San Valentino con una cena romantica, una gita fuori porta, o un tête-à-tête casalingo, per chiudere in bellezza il giorno più romantico dell’anno non c’è modo migliore che mangiare un dolce di peccato di gola diviso in due.

Scopriamo insieme i più interessanti dolci di San Valentino 2020 dei maestri pasticcieri in giro per la Campania, perfetti per condividere un momento speciale con la vostra dolce metà o per conquistare la persona che corteggiate da tempo.

“Sfogliacampanella” di Vincenzo Ferrieri (SfogliateLab, Napoli)

Un concentrato di passione e dolcezza; non esiste definizione più giusta per la Sfogliacampanella, il dolce due in uno (una sfogliatella con il cuore di babà) che ha conquistato il palato di napoletani e non.
In occasione della Festa degli Innamorati, il dolce (al gusto di bacio) si veste di una raffinata decorazione in pasta di zucchero a forma di rosa rossa. La pasticceria classica napoletana incontra dunque l’arte del cake design per creare un prodotto goloso e unico. E’ possibile ordinare il prodotto online e commissionare la tua scatola dolce personalizzata con la foto che preferisci.

dolci di san valentino 2020

“Cuore Filigranato” di Marco Infante (Casa Infante, Napoli)

Oltre ai classici cuori di cioccolato con dedica sopra in italiano, inglese o napoletano (Vita mia, My love, Core mio), quest’anno Casa Infante in occasione della Festa degli Innamorati propone il Cuore Filigranato, un golosissimo cuore di cioccolato per metà lavorato a filigrana che lascia intravedere il contenuto al suo interno. Il Cuore infatti è ripieno di “ciucculatelle”, ovvero praline di cioccolato super saporite. L’altra proposta è il “Cuore Matto“, due cuori cioccolatosi (uno fondente, uno al latte) da dividere con il partner.

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“Cuore degli Innamorati” di Guido Sparaco (Pasticceria Sparaco, Caserta)

Il pasticciere Guido Sparaco per questo Valentine’s Day ha realizzato un dolce in formato monoporzione a forma di cuore e dal colore rosso fiammante, ma dal cuore tenero e dal gusto accattivante. “Il Cuore degli Innamorati” racchiude una delicata crema montata al cocco e un fresco gelée di lamponi adagiato su una frolla alla nocciola.

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“Baciami” (Chiosco Aurelio, Napoli)

Falla/o innamorare con la dolcezza di questa crema spalmabile edizione limitata di San Valentino al gusto bacio. Da spalmare su fette biscottate, frollini, o ancor meglio da mangiare a cucchiaiate direttamente dal barattolo!

Un’idea originale è anche la colazione a letto. Nessun gesto d’amore plateale supera la dolcezza di una prima colazione servita a letto alla vostra dolce metà. L’ideale è regalare una scatola personalizzata che contiene la sua torta preferita ordinata da Bakery & Love.

Questo San Valentino regalate attenzioni e riscoprite il piacere dei piccoli gesti. Regalatevi tempo, coccole, concedetevi un momento di tranquillità e condividete uno dei dolci d’amore di San Valentino 2020.

Marianna Somma

HELGA LIBERTO PRESENTA A RE PANETTONE

“PASSEGGIATA CILENTANA”

Domenica 24 novembre alle ore 18.30 al Grand Hotel Parker’s  in Corso Vittorio Emanuele a Napoli,  Helga Liberto , maestra pasticciera, Chef dei Grani di Battipaglia, darà prova della sua esperienza e creatività in una golosa esibizione live intitolata “Passeggiata Cilentana”. L’appuntamento si inserisce nella quinta edizione di RE PANETTONE®, l’ormai tradizionale evento sui lievitati che ha come protagonista il panettone artigianale presentato in infinite varianti.

Passeggiata Cilentana” sarà un dolce momento in cui assaporare il territorio campano nella sua naturalità, una prova d’artista in cui verrà sottolineato l’aspetto artigianale del panettone realizzato senza additivi, conservanti e scorciatoie produttive. In particolare, la ricetta prevede quello che Helga Liberto ha chiamato “RiPanettone”: il riciclo di un panettone artigianale con miele pregiato di Alicanto, una pianta tipica cilentana, con retrogusto di fragola passita e fico bianco con glassatura di cioccolato fondente.  La scelta di abbinare il fico all’Alicanto è dettata dal fatto che la fioritura, la maturazione e la produzione dei due prodotti avviene nello stesso periodo dell’anno. L’accenno di cremosità sarà dato da un ingrediente molto caro alla lievitista perché proveniente dalla sua terra, la Piana del Sele: la ricotta di bufala.

In occasione dell’evento, i panettoni in degustazione giudicati dalle due giurie, tecnica e pubblico, targati Helga Liberto saranno:

  1. Il Tradizionale, panettone artigianale con uvetta e scorza d’arancia
  2. Carezza del Cilento, panettone artigianale con fico bianco monnato di Prignano Cilento, Presidio Slow Food, confusione di rum agricolo e glassatura di cioccolato Domori Sur del Lago

Il banco d’assaggio durante la due giorni, oltre ai due precedenti, vedrà la presenza anche di altre eccellenze:

  1. Nuvola del Vesuvio, panettone artigianale con arance candite, uvetta australiana 7 corone e Albicocca Pellecchiella del Vesuvio, Presidio Slow Food
  2. Terra degli Alburni, panettone artigianale con Marrone di Serino IGP, pasta di caffè con glassatura di cioccolato a latte Equador Domori
  3. Profumo di bosco, panettone artigianale con mirtilli, more, e fragoline a canditura morbida e glassatura di cioccolato Ruby

Ingredienti di qualità quelli che Helga Liberto utilizza nei suoi lievitati: albicocche pellecchiele e fico bianco di Prignano Cilentano a Presidio Slow Food, burro rigorosamente italiano, uova biologiche territoriali provenienti da galline nutrite esclusivamente con semi di lino che conferiscono al prodotto un apporto di Omega 3 superiore alla media. La Chef dei Grani sceglie i suoi ingredienti in un territorio circoscritto in cui proliferano materie prime d’eccellenza che risultano essere l’asso nella manica di una profonda conoscitrice di grani e farine che riesce con il suo estro a produrre un lievitato in cui ogni senso è appagato: dal sapore unico, dall’odore inebriante, dall’aspetto gradevole.

Il Pastry Chef Aniello di Caprio Lombardi Pasticcieri dal 1948, lancia la nuova linea di dolci  “Summer Collection”.

Frutta fresca e colore nelle monoporzioni che già sono un successo.

Il A partire da giugno fino alla fine dell’estate, oltre alle proposte classiche e moderne, nei momenti di pausa e per tutte le occasioni speciali da Lombardi Pasticcieri dal 1948, la pasticceria guidata dal Pastry Chef Aniello di Caprio, si potrà gustare una serie di dolci, monoporzioni, “Summer Collection”, pensata per esaltare il gusto della frutta di stagione, i suoi colori e la sua versatilità.

Una linea, in cui non troviamo decorazioni eccessive che ingombrano lo spazio del dolce ma che risaltano l’elemento principe, lo zucchero è dosato quanto il sale, i grassi portati al minimo, introduzione di nuovi ingredienti e, poi, non solo frutta fresca, ma anche caffè, nocciola e pistacchio. Nuove ricette e nuove varianti che nascono dalle mani di un Maestro che mette tutto il suo sapere fatto di anni di laboratorio e lezioni di pasticceria e le sue ricerche tra studio e amore per i prodotti del territorio, ricordiamo che è l’autore del panettone campano a marchio registrato “Felix”, un lievitato che ha ricevuto enormi consensi di pubblico annoverato tra i più richiesti del Natale 2018, che prossimamente sarà presentato nella versione gelato da cono e da coppetta con un evento dedicato.

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Le nuove splendide creazioni del Maestro Pasticcere, concepite come dei veri e propri gioielli immortalati negli scatti del talentuoso food photographer campano, Gabriele Scognamiglio, sono monoporzioni che ricordano la fetta di torta, sia all’occhio che alla mente e crostatine che danno la sensazione di vivere qualcosa del passato ma con un gusto e un’estetica da mandare in estasi.

Una vera e propria collezione di alta pasticceria artigianale, dove troviamo la monoporzione al cassis (una varietà di ribes nero) e lampone in due consistenze diverse; la ricotta e pera in una veste nuova, dove le pere non vengono inserite nella crema di ricotta ma stratificate in mezzo al biscuits e al croccante, ancora la tarte au citron, nella versione più delicata rivisitata da Aniello di Caprio e, a seguire, per gli amanti dei  paesi esotici, il rollè con crema al cocco e semi-confettura di frutti esotici e per finire monoporzioni al caffè, al pistacchio, al cioccolato fondente e alla nocciola.

A questi si aggiungono altre creazioni con albicocca, ciliegia, mela annurca, mela verde e da provare insieme a queste sono le crostatine che si caratterizzano per il ripieno che cambia a seconda della frutta utilizzata per le guarnizioni. Aniello di Caprio, tra i pasticcieri più acclamati della Campania e conosciuto a livello nazionale ed internazionale per i suoi lievitati, perché maestro lievitista, è un cultore del dolce ed ama mettere la padronanza tecnica, il suo talento e la sua creatività al servizio del piacere di tutti i golosi.

UFFICIO STAMPA

ANTONELLA D’AVANZO

RocherFrancesco D’Alena è il patron di Officina Bufala , l’azienda che nel comune di Giugliano produce dolci utilizzando il latte di bufala. La Campania ha una fortissima tradizione bufalina e l’intuizione di Francesco D’Alena di dar vita ad una produzione dolciaria utilizzando il latte di bufala e i suoi derivati, ovvero burro e ricotta, lo sta premiando. « Officina Bufala nasce nell’aprile 2017 con la prima presentazione al pubblico nel corso della fiera TuttoPizza, ma l’idea ha avuto un periodo di incubazione di qualche anno. Già producevamo pastiere e altri dolci, ma ad un certo punto abbiamo avuto l’intuizione di differenziare la produzione, seguendo quelle che sono le eccellenze del territorio e proprio su queste volevano catalizzare l’attenzione. È nata così l’idea di utilizzare il latte di bufala, poiché nessuno, fino a quel momento, aveva utilizzato un grasso simile nella lavorazione dolciaria».

Officina Bufala valorizza, infatti, un prodotto che a pieno titolo è considerato un’eccellenza campana. Conosciamo il latte di bufala per la magnifica mozzarella, ma D’Alena ci sta dimostrando che è possibile utilizzarlo per realizzare molto di più, diversificando la lavorazione di questo prodotto dalle straordinarie qualità e tra i più completi e nutrienti. Il latte bufalino, dal sapore naturalmente dolce, si presenta leggermente più opaco rispetto al latte di mucca, poiché è privo di carotenoidi, ma è molto ricco di calcio e di fosforo ed è naturalmente fortificato.  Nella lavorazione dei suoi dolci, insieme al latte, tra le materie prime Francesco D’Alena utilizza anche il burro e la ricotta bufalina. Il primo, dall’aroma delicato, ricorda il gusto leggero del latte fresco, lasciando al palato un leggero retrogusto di mandorla. La ricotta bufalina, dal colore bianco porcellana, invece è un prodotto dalle straordinarie qualità nutritive e organolettiche, dalle caratteristiche strutturali di cremosità e morbidezza.

«Sul mercato, quando abbiamo iniziato a pensare a questa nuova produzione, c’era carenza di panna e di ricotta di bufala, quindi nella produzione Pastieradolciaria è stato necessario reinventare un po’ il tutto per dar vita ai dolci e quindi a prodotti che ora sono fortemente territoriali. Questo è sancito anche dalla provenienza del latte di bufala che noi utilizziamo che proviene esclusivamente da allevamenti casertani. Di base quindi c’è la tradizione del gusto campano, a cui abbiamo dato un tocco moderno». Queste materie prime rendono i prodotti di Officina Bufala unici nel panorama dolciario. «La nostra produzione cerca di soddisfare tutte le esigenze. Partendo dalle Monoporzioni, come il fondente cuore Rocher, le Cheesecake, la Bufala di Stelle o la Caprese Bufalina, si arriva alla box di cannoli. Il cliente può scegliere di acquistare il cannolo, rigorosamente ripieno di ricotta di bufala, già pronto o in una box che contiene il necessario per la competa farcitura. Inoltre, può provare la Finger di Bufala, ovvero una piccola dolcezza colorata e gustosa, legata alla stagionalità, oppure i simpatici Barattobuù, ossia delicati strati di mousse combinati con gusti di ogni tipo nelle linee Fast e Limited Edition, legata quest’ultima a determinate festività dell’anno. Non può mancare la tradizionale Pastiera, ovviamente rivisitata. Così lavoriamo la pasta frolla con il burro di bufala; cuociamo il grano nel latte di bufala e usiamo la ricotta di bufala nel ripieno. Senza aromi artificiali, questa pastiera, a basso contenuto di zuccheri, rilascia al palato, in seconda battuta,il sapore delicato ma deciso del latte di bufala».

 

 

Officina BufalaDolcezze di Bufala è un viaggio nel gusto, attraverso il quale è possibile incontrare la storia e la tradizione del territorio campano, senza rinunciare all’innovazione, alla modernità e alle nuove richieste del consumatore moderno e non solo campano. Infatti, Officina Bufala ha importanti collaborazioni all’estero, in particolare a Parigi e a Malta e sta, ultimamente, allargando i propri orizzonti verso il mercato tedesco. Francesco D’Alena grazie alla sua conoscenza dei sapori e alla sua competenza nel saper giocare con gli abbinamenti, va oltre la classica dolcezza riuscendo a soddisfare tutti i palati, anche quelli più esigenti. Officina Bufala : un nome, una garanzia. Non vi resta che provare una bella (e buona) fetta di pastiera napoletana, rigorosamente al sapor di latte di bufala!

 

Amalia Vingione 

Pasticceria Sparaco a Castel Morrone, 04 giugno 2019

Pasticceria SparacoInnovazione, tradizione, sperimentazione, attenzione all’identità dei prodotti campani e valorizzazione del territorio con contaminazioni e sinergie nuove per una gastronomia, nello specifico nella pasticceria, unici. Queste sono le caratteristiche di Guido Sparaco, pasticcere che porta avanti con determinazione, studio e ricerca un percorso che affonda radici agli inizi degli anni ’80 quando il papà Nicola, con cui lavora gomito a gomito, fondò la pasticceria di famiglia che ha sede a Castel Morrone al civico n. 1 di via Taverna (unica sede).

Una tradizione mantenuta nel tempo, oggi rinnovata nelle tipologie di dolci e nell’approccio con i clienti, punto di riferimento per gli amanti delle delizie classiche napoletane e per quelle di elaborazione moderna.

Il giovane Guido ha scommesso sulla propria terra valorizzandone fortemente i prodotti che offre tra cui in primis il fico d’India e  poi il mirto, le noci, il miele ed altre tipicità di questo territorio e, dove negli ultimi anni nei progetti di casa Sparaco, ha inserito il servizio catering con preparazioni artigianali che spesso vedono la collaborazione di chef e artigiani del gusto locali. Si tratta della creazione di isole dolci e salate per rendere speciale il momento  da festeggiare arricchendolo di un forte contenuto emozionale ed esperienziale.
Può trattarsi di una piccola festa in casa, di un coffee break di lavoro, di un compleanno oppure di un evento più ampio come promesse di matrimonio, comunioni, battesimi, inaugurazioni o ancora apericena e feste a tema. Un servizio che prevede, a scelta, l’allestimento completo sia a casa o dove si sceglie di organizzare la festa o la cerimonia. Una proposta che va dal salato con i classici prodotti di rosticceria a qualche preparazione più sofisticata e dalla tradizionale pasticceria napoletana a quella moderna. L’offerta può prevedere anche la preparazione sul posto di piatti grazie alla collaborazione di chef con showcooking per rendere spettacolare ed unico un evento e a seconda del grado di interazione che si vuole creare con le persone, si può andare dalla creazione di un dolce in diretta alla personalizzazione al momento.

Proposte che il giovane e vulcanico Guido Sparaco cerca di migliorare sempre di più supportato dalla famiglia che lavora a tutto tondo nei progetti di sviluppo e di ampliamento della pasticceria.

Per maggiori informazioni la Pasticceria Nicola e Guido Sparaco (Unica Sede) è a Castel Morrone (CE) in via Taverna, N. 1 Tel. 0823. 399017

 

Antonella D’Avanzo 

Ritorna dopo il successo delle precedenti edizioni, Pasticceri e Pasticcerie d’Italia 2019, la terza edizione dell’evento dedicato ai migliori maestri pasticcieri d’Italia premiati Tre e Due Torte dalla guida del Gambero Rosso.

Da Nord al Sud una selezione dei migliori maestri pasticceri italiani arriveranno a Napoli per incontrare il pubblico di addetti ai lavori, appassionati e curiosi – in un’unica serata di degustazione presso il Roof dell’Hotel Royal Continental di Napoli – presentando creazioni di pasticceria tradizionale e moderna alcune realizzate in anteprima assoluta per l’occasione.

Mai come adesso la pasticceria italiana sta vivendo momenti di grande evoluzione per la necessità di sperimentare nuove strade, salvaguardando sempre più l’identità italiana e orientandosi verso una pasticceria sana, leggera e bilanciata per un piacere quotidiano senza troppi complessi di colpa, tutto da scoprire il 28 febbraio.

Ad oggi fra i protagonisti della serata di degustazione, che sarà possibile incontrare e conoscere, scoprendo la qualità e la ricercatezza delle loro tecniche, la ricercatezza delle materie prime utilizzate e la filosofia produttiva dietro ogni loro singola «dolce creazione», annoveriamo in ordine alfabetico:

Alessandro Spagnoletti – Pasticceria La Gioia
Carlo Cuofano – Pasticceria Svizzera
Ciro Poppella Scognamillo – Pasticceria Poppella
Claudio Gatti – Pasticceria Tabiano
Federico Betti – Pasticceria Peccati Di Gola
Gabriele Tangorra – Pasticceria Pasthello
Gerardo Di Dato – Pasticceria Di Dato
Giuseppe Ratto – Gran Caffe’ Ratto
Grazia Mazzali – Pasticceria Mazzali
Marco De Vivo – Pasticceria De Vivo
Mario Armante – Armante Le delizie dei Borbone
Mario Di Costanzo – Pasticceria Di Costanzo
Nicola e Andrea Pansa – Pasticceria Pansa
Paola Rizzelli e Michele Vetere – Pasticceria Aldemorisco
Pasquale Marigliano – Pasticceria Pasquale Marigliano
Raffaele Capparelli – Pasticceria Al Capriccio
Roberto De Pascale – Pasticceria De Pascale
Sabatino Sirica – Pasticceria Sirica
Salvatore Gabbiano – Pasticceria Gabbiano Dulcis in Pompei
Sal De Riso – Sal De Riso Costa d’Amalfi
Ugo e Raffaele Mignone – Pasticceria Mignone
Vito Di Anna – Antico Caffé Spinnato

Non solo alta pasticceria, ma anche i migliori vini dolci e bollicine, selezionati dagli esperti del Gambero Rosso, espressioni vitivinicole italiane per scoprire nuovi abbinamenti grazie al coinvolgimento di importanti aziende del settore, tra le quali: Gianni Doglia, Tenuta il Falchetto, Cantina di Solopaca, Azienda Agricola Fabio de Beaumont, Vini Biasiotto.

🔹Giovedì 28 febbraio 2019
🔹dalle 18:30 alle 22:00
🔹Ingresso: €25 intero, € 20 soci Ais e Gambero Rosso Academy
Evento a posti limitati solo su prenotazione

Per info e prenotazioni:
tel. 081 311.98.00/13
cell. 338 169.17.27
email: eventi.na@cittadelgusto.it, comunicazione.na@cittadelgusto.it

Da 10 anni è la colazione preferita dai napoletani

Il giovane pastry chef Rocco Cannavino festeggia il traguardo e apre un nuovo laboratorio
dove sarà possibile assaggiare le sue creazioni appena sfornate

 

Da 10 anni i suoi prodotti allietano le colazioni di migliaia di napoletani. I suoi dolci sono nelle teche dei migliori bar della città. È Rocco Cannavino, in arte “Zio Rocco”, pasticciere classe ‘84, astro nascente del panorama partenopeo. Nel 2008 quando Rocco aprì il suo primo piccolo laboratorio di lievitati. Oggi si è trasformato in un vero e proprio centro produzione, che vanta collaborazioni con nomi blasonati della pasticceria partenopea come Leopoldo Cafè Bar e la Pasticceria Poppella. E giovedì 29 novembre aprirà in via Roma 161 a Pomigliano d’Arco il suo primo lab store, dove sarà possibile assaggiare le sue creazioni appena sfornate.

Rocco CannavinoIL CORNETTO ISCHITANO DOC. Per festeggiare questo traguardo ha deciso di ringraziare con una cartellonistica per tutta la città, mettendoci la faccia e mostrando il suo prodotto di punta: il cornetto ischitano doc. «Il nostro cornetto ischitano – spiega lo chef – nasce dall’unione di due impasti molto presenti nella colazione italiana: la pasta brioche e la pasta sfoglia, unite e tirate senza dargli pieghe. Per l’impasto brioche, molto idratato, usiamo la manitoba, una farina forte che si usa per i grandi lievitati. Ciò ci consente di avere un alto assorbimento di liquidi che non vengono persi in cottura e quindi una mollica interna più morbida. Invece, la pasta sfoglia nasce dal giusto compromesso di farine forti e deboli per bilanciare la maglia glutinica del prodotto per ottenere una soffice alveolatura interna e una fragrante sfoglia esterna».

Il cornetto ischitano di “Zio Rocco” è composto dall’85% di sfoglia zuccherata con solo miele e dal 15% di pasta brioche al burro e vaniglia a lunga lievitazione. L’unione tra i due impasti perfettamente bilanciati da al prodotto finale morbidezza, fragranza e un color mogano che lo contraddistingue da tutti gli altri aggiunta ad un’elevata profumazione data dalla qualità delle eccellenti materie prime.

Rocco CannavinoLA STORIA. Rocco Cannavino ha iniziato ad interessarsi al mondo della pasticceria già all’età di 13 anni, trascorrendo i pomeriggi nel laboratorio della piccola pasticceria del quartiere dove è cresciuto, i Quartieri Spagnoli. A 16 anni fu accolto dalla brigata dello chef Raimondo Cinque all’hotel Royal Continental di Napoli. In questo contesto hanno iniziato a prendere forma le sue idee, tanto da tradursi in vere e proprie “chicche dolciarie”, in particolare i lievitati. È passato poi sotto la guida dello chef Lorenzini all’hotel Marinedda Spa in Sardegna per poi entrare nel ristorante Quaglino’s a Londra, il quale si avvaleva della consulenza del famoso chef Gordon Ramsay, e al Bristol Hotel di Parigi, con la brigata dello chef Lauren Jeannin. Forte di tutte queste esperienze, ha espresso il suo desiderio di tornare dove tutto era iniziato, nella sua Napoli. È di recente apparso ad Alice Tv nella trasmissione “Cuochi e dintorni” di Francesca Romana Barberini per presentare una sua nuova creazione: il cornetto scomposto con crema al latte di bufala e amarena candite.

 

 

Alessandro Savoia

Vincenzo Ferrieri, patron di SfogliateLab (la “fabbrica delle sfogliatelle” ubicata a Napoli da cui partono ogni giorno migliaia di dolci destinati in tante località del mondo) ha ideato un nuovo dolce, che si candida ad essere il goloso tormentone dell’estate 2018: si tratta della “Sfogliata fredda”, una sfogliatella scomposta (gli ingredienti sono gli stessi del dolce napoletano più apprezzato al mondo) che è dotata di una forma ed una consistenza diverse, ovvero si presenta come una torta tonda (sia in formato monoporzione che in formato classico) e va consumata fredda (quindi va conservata in frigo come se fosse un gelato).

La base di questa nuova delizia è composta da Pan di Spagna ricoperto da uno strato di ricotta aromatizzato agli agrumi; seguono uno strato si sfogliata sbriciolata, un altro strato di ricotta, i canditi e un secondo strato croccante… Dulcis in fundo, una sfogliatella classica in versione mignon culmina questo nuovo capolavoro di bontà!

La sfogliatella è nata intorno al 1600 nel monastero di Santa Rosa (tra Furore e Conca dei Marini). La leggenda narra che una suora addetta alla cucina si accorse che era avanzata un po’ di semola cotta nel latte, così vi aggiunse della frutta secca, del liquore al limone e lo zucchero e realizzò un gustoso ripieno.

Preparò quindi due sfoglie di pasta per contenerlo. Infine, per conferire al dolce un aspetto caratteristico, plasmò la sfoglia dandole la forma di un cappuccio di monaca e infornò il tutto. Nacque così la Santarosa, la cui ricetta fu tenuta segreta fino all’’800 quando una suora la rivelò al suo amante pasticciere.

Ricalcare la tradizione culinaria della sfogliatella e, attraverso la sua rivisitazione, catalizzare l’attenzione dei più giovani sui prodotti tipici della gastronomia campana e dissuaderli, dunque, dal consumo di junk food”, queste le due intenzioni che animano il piglio creativo di Vincenzo Ferrieri.

Video tutorial della Sfogliata fredda (linkabile): https://www.youtube.com/watch?v=9r1_gkaW6Uk

 

Grazia Guarino

 Chalet Ciro strega i golosi
con dolci al cucchiaio, pasticcini e babà

Mergellina d’estate tutta da gustare

 

Dal 1952 la pasticceria Chalet Ciro con le sue dolci tentazioni, è il luogo ideale per iniziare la giornata con l’energia e la carica giusta.

Nello scenario di Mergellina, una delle mete più amate nei mesi più caldi a Napoli, grazie alla sua bellezza paesaggistica, alla posizione e all’offerta gastronomica dei locali sul lungomare, si possono assaporare le specialità culinarie dello Chalet Ciro che spaziano dal gelato alle torte, dai pasticcini ai dolci al cucchiaio, nuove sperimentazioni e classici della tradizione napoletana.

La pasticceria, un po’ come fa la moda, ha delle stagionalità e il tempo ispira nella creazione di dolci. La primavera è, infatti, il risveglio dei colori, dei gusti freschi e si avvicina l’estate che favorisce la produzione di consumazioni più leggere.

chalet ciroPera è una rivisitazione del famoso dolce ricotta e pera. Un dolce studiato nell’aspetto per deliziare la vista prima ancora del palato: fatto di cioccolato specchiato all’esterno, all’interno è un pan di spagna farcito con ricotta e pera caramellata, adagiato su un letto di amaretto.

Vesuvio babà, invece, è realizzato con l’impasto tradizionale del babà ma è farcito nel cuore da una deliziosa crema chantilly con fragoline di bosco, oppure da una crema cassata, fatta di ricotta, canditi e gocce di cioccolato. Un’alternativa più fresca alla frutta, una al cioccolato e c’è anche un’altra variante con crema chantilly al limone, che raffigura la leggerezza estiva dei dolci e rammenta i colori della Costiera e i limoni di Sorrento con i quali è prodotta.

chalet ciro«Il ciclo delle stagioni per noi è molto importante – spiega Antonio De Martinoil titolare della pasticceria Chalet Ciro –, queste sono le alternative ai dolci che noi solitamente produciamo d’inverno che sono più calorici, un poco più consistenti. In attesa della prova costume, invece, seduciamo i nostri clienti con dolci più leggeri e sempre di altissima qualità. L’assortimento è molto importante, come l’esigenza di inventare sempre nuovi prodotti per assecondare i desideri di tutti, di chi apprezza la nostra produzione e riscopre ogni giorno nuovi gusti e nuovi sapori, tra napoletani e turisti che cominciano ad affollare la nostra città».

Per chi, invece, non vuole rinunciare alla golosità di un bel dolce ricco e sfizioso, le vetrine dello Chalet Ciro si arricchiscono di un’altra idea di pasticceria napoletana, il Pasticciotto, un pasticcino di pasta frolla che sposa divinamente la crema e amarene o nutella. All’interno vi è un babà nascosto. Il gelato resta il dolce estivo per eccellenza, insieme alle coppe di frutta fresca, da gustare seduti all’aperto sotto agli ombrelloni.

La storica pasticceria di Napoli domani, in occasione del 25 Aprile, resterà aperta e rinuncerà al giorno di riposo settimanale di mercoledì sino al mese di settembre.

 

chalet ciroChalet Ciro, Via Caracciolo 80122 Napoli – 081 669928

Nasce al Vomero Bu.Co Spirits and Kitchen, il locale che lancia una

nuova concezione del bere bene a Napoli

 

Un’attenta carta di vini e di birre e un’ampia gamma di cocktail affiancati a imperdibili delizie dolci e salate, tutte studiate ad hoc per un abbinamento di gusto ben equilibrato

Nasce al Vomero, in via Aniello Falcone, Bu.Co Spirits and Kitchen, il nuovo punto di riferimento del bere bene e del mangiare di qualità a Napoli. Arredo in stile industrial con dettagli vintage e atmosfera giovanile e allegra, che anticipa un’esperienza di gusto a tutto tondo, il locale è frutto della sinergia tra l’imprenditore Gianluca Campajola, il bartender Augusto Amaral e lo chef Giuseppe Mellone e propone una nuova concezione di degustazione, fondata su un perfetto equilibrio tra drink e proposte food.

calamar m'è dolce

calamar m’è dolce

 

Un’attenta carta di vini e di birre si affianca a un’ampia gamma di cocktail che strizzano l’occhio alle ultime tendenze internazionali. Ad accompagnare ciascuna proposta da bere un attento menu, che include panini gourmet, preparazioni fusion e imperdibili delizie salate e dolci.

La drink list e il menu si rinnoveranno anche 6 volte all’ anno per dare spazio alla voglia di ricerca e sperimentazione. Ogni proposta gastronomica è pensata per l’abbinamento con vini e birre ma anche con i cocktail: potrete trovare gli ingredienti di un piatto in un cocktail e viceversa.

Dai bun ai tacos, passando per gli eclaire, le specialità proposte da Bu.Co si fondano sul dialogo tra pasticceria salata, alta cucina e bar. Le tapas rappresentano un interessante percorso di degustazione ma anche un morso di sapore da abbinare al drink.

Tutti gli impasti sono realizzati a mano e sono espressione di un’attenta ricerca. Una selezione consapevole di ingredienti di prima qualità e l’incontro con culture e tradizioni gastronomiche diverse dà vita a specialità dal gusto nuovo e accattivante.

choux del cantabrico

choux del cantabrico

L’attenzione ai nuovi trend internazionali si declina, inoltre, in speciali proposte esperienziali. Come la Cena al buio, esclusiva serata, in programma per venerdì 2 marzo, condotta nell’assoluta oscurità, in cui pietanze e bevande studiate per l’occasione, stimolano il palato in un gioco di seduzione e di mistero, giocando su un’amplificazione di tutti gli altri sensi, oppure il brunch, l’appuntamento del sabato mattina che coinvolge il pubblico nella degustazione di specialità dolci e salate, da assaporare in un clima di assoluto relax, accompagnandole agli immancabili cocktail e a una pregiata selezione di birre.

Chi vorrà assaporare gli esclusivi drink di Bu.Co all’aperto potrà anche ordinarli allo sportello take away.

Le specialità saranno servite in bicchieri completamente riciclabili.

 

Bu.Co Spirits and Kitchen

Via Aniello Falcone 326/328,Napoli

081 714 2136

 

PRESS:

Malvarosa Food Agency

Anna Baldini:3286220313,

anna@malvarosa.info

 

 

I grani antichi siciliani sposano le eccellenze della pasticceria napoletana

 

Susamielli, Roccocò, Struffoli, Raffiolo,

dolci conventuali e natalizi tra cultura e tradizione 

 

La Buona Tavola magazine diretto da Renato Rocco è stata lieta di partecipare, insieme a alla giornalista Rosaria Castaldo, alla giornata-evento “I grani antichi siciliani sposano la i dolci della tradizione napoletana”.

Sabato 16 dicembre siamo stati allo splendido Complesso di San Giovanni a Carbonara dove i dolci ed in particolare i dolci di Natale sono stati i protagonisti principali. La nostra presenza ha dato l’opportunità di valorizzare la tradizione e l’importante ruolo che la pasticceria svolge nel panorama culturale napoletano. La ricostruzione delle radici della pasticceria partenopea è stata un percorso di carattere storiografico raccontato egregiamente da Amedeo Colella, famoso storico della Napoletanità, che ha presentato la mappa del centro cittadino dove si evidenziano le strette relazioni tra il territorio, le strutture conventuali e l’arte culinaria. Dagli Angioini agli Aragonesi dai Francesi fino ai Savoia sono tanti i dolci che hanno attraversato la tradizione dolciaria napoletana. Roccoco’, Susamielli, Struffoli, Raffiolo, insieme alla Sfogliatella, sono nati in seno ai conventi dove da principio hanno rappresentato una compensazione per gli onorari dei medici che visitavano i conventuali.

Raffaele Capparelli, ha illustrato la metodologia di preparazione dei dolci natalizi con le tecniche adottate da oltre 100 anni dalla sua nota pasticceria il Capriccio. Una testimonianza preziosa che ha nobilitato la presenza dei veri protagonisti della giornata: il Susamiello, il Roccocò, gli Struffoli e il Raffiolo tutti dolci di Natale che sono stati molto apprezzati. “L’arte pasticciera, dove il Babà è senz’altro un cavallo di battaglia insieme alla Sfogliatella, è strettamente legata alla storia e ai luoghi del territorio”.

Veronica Dubbio, rappresentante del distributore campano Tailor Food ha esaltato le proprietà delle farine dell’Azienda Siciliana Molini Riggi. “L’eccellenza di questi farine e nella lavorazione detta “molitura a pietra” in cui viene utilizzata la Fertè, una pietra francese nota per la sua capacità di lasciare intatte le caratteristiche organolettiche delle farine. La “Maiorca” in particolare, è fatta di grano tenero siciliano ed è indicata per la preparazione di dolci. Le altre sono la “Perciasacchi”,“Russello” e “Timilia” farine realizzate con grani duri siciliani indicate per la preparazione di pizza e pane, attualmente utilizzate nel progetto Pizza Maestro realizzato in collaborazione con il maestro pizzaiolo Vito de Vita”.

L’incontro si è concluso con una visita guidata dall’Associazione culturale Mani e Vulcani, al complesso monumentale della Chiesa S. Giovanni a Carbonara, uno degli esempi più rappresentativi del gotico napoletano.

I Grani antichi siciliani sposano i dolci della tradizione Napoletana.

Sabato 16 Dicembre alle ore 10:30 presso la chiesa di S. Giovanni a Carbonara, nell’omonima strada del centro storico di Napoli, verranno presentati i dolci della tradizione partenopea realizzati dalla pasticceria Il Capriccio di Raffaele Capparelli.

I dolci tipici natalizi: Susamiello, Roccocò, Struffoli e Raffiolo, saranno realizzati con i grani antichi siciliani dell’Azienda Molini Riggi di Caltanissetta.

San Giovanni a Carbonara

 

L’evento vedrà come ospite d’onore Amedeo Colella, storico della Napoletanità, che presenterà la mappa del centro storico di Napoli, dove erano situati i laboratori conventuali in cui venivano anticamente realizzati i dolci che poi sono entrati a far parte della tradizione dolciaria della città.

A Seguire Raffaele Capparelli illustrerà la metodologia di preparazione dei dolci natalizi con le tecniche adottate da oltre 100 anni dalla nota pasticceria il Capriccio.

L’incontro terminerà con una visita al complesso monumentale della Chiesa S. Giovanni a Carbonara, uno degli esempi più rappresentativi del gotico napoletano, con un excursus sulle sue origini e sul suo valore artistico e culturale

Per info e accrediti:

Renato Rocco

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Rosaria Castaldo

Cell: 335 41 19 36

E-Mail: erre.castaldo@gmail.com

 

Autunno: tempo di funghi, castagne e sfogliatelle

Da SfogliateLab 4 le new entry: la sfogliata e la Sfogliacampanella al marron glacè, la sfogliata rustica ripiena con risotto ai funghi e quella farcita con salsiccia, provola e porcini

L’autunno è iniziato con le sue mille sfumature di colori, profumi e sapori. SfogliateLab, la pasticceria napoletana (ubicata in piazza Garibaldi) specializzata nella produzione di sfogliatelle, ha accolto la nuova stagione esaltando le specialità della terra offerte da questo seducente periodo, ovvero i funghi e le castagne.

Il fungo porcino, re dell’autunno – utilizzato in una delle ricette più apprezzate in Italia, ovvero il risotto, ed impiegato per uno degli accostamenti più in voga, ovvero con la salsiccia –, è diventato l’ingrediente principale delle farciture di due sfogliate rustiche: una farcita con il su citato risotto e l’altra farcita con provola, salsiccia tritata e porcini. La castagna, regina della stagione del foliage,  declinata nella sua versione più golosa, ovvero il marron glacé, è invece la sostituta dei canditi nella farcitura della sfogliata classica dolce. Ed, infine, il suo delicato sapore arricchisce di un gusto la linea di Sfogliacampanelle (ovvero la sfogliatella con il cuore di babà immerso in un goloso ripieno di ricotta) che, quindi, sono ora disponibili in 14 declinazioni diverse: oltre al già citato marron glacé, sono disponibili i gusti classico, caffè, croccantino, panettone, pistacchio, arancia, cioccolato bianco, bacio, limone, pesca, frutti di bosco, cocco e fragola.

L’intenzione di Vincenzo Ferrieri, patron di SfogliateLab, oltre ovviamente a promuovere lo storico marchio di famiglia e la neofita “Sfogliacampanella”, è finalizzata a valorizzare ed omaggiare la pasticceria artigianale e tradizionale partenopea, strizzando un occhio all’innovazione per renderla più appetibile ai giovanissimi.

Tutelando i dolci napoletani – spiega Vincenzo -, tuteliamo i diritti e la storia delle potenzialità gastronomiche e, più in generale, artigianali del popolo napoletano. Attraverso l’introduzione di nuovi gusti spero di catalizzare l’attenzione dei più giovani sui prodotti tipici della gastronomia campana e dissuaderli, dunque,  dal consumo di junk food ”.

Hashtag ufficiali: #sfogliacampanella, #sfogliatelab, #vincenzoferrieri

 

Natale da sempre è associato ai dolci. Ma quali erano i dolci del passato ed in particolare quelli legati al periodo in cui hanno regnato i Borbone nel Regno delle Due Sicilie?

E’ grazie alle due pubblicazioni del Frate Vincenzo Corrado detto il Cuoco Galante dall’opera omnia  e a “Il Credenziere di Buon Gusto” , primo trattato sulla pasticceria napoletana che possiamo avere un’idea delle ricette dell’epoca e dei prodotti agroalimentari che venivano utilizzati.

Ed infatti nel Cuoco Galante nel capitolo I del Trattato XI ritroviamo l’antesignana della pastiera : La Torta di Frumento.

Ammollito bene il frumento in acqua,e cotto in brodo di cappone e freddato,si mescolerà con panna di latte,gialli d’uova ,giulebbe,cedro pesto e sciolto con acqua di fiori d’aranci,un senso d’ambra,ed acqua di cannella. Si metterà nella cassa di pasta,la quale si compirà a strisce, e si farà cuocere.

Da notare due particolarità: l’uso dell’ambra che veniva raccolta sin dall’antichità sulle spiagge dell’Atlantico e utilizzata come fissante per preparare profumi ed in gastronomia e la mancanza della ricotta che ritroveremo invece nella ricetta di Ippolito Cavalcanti tratto dalla Cucina Teorico-Pratica.

Prendi una misura di grano bianco il migliore, ben pulito,e ben spugnato lo farai cuocere moltissimo con acqua,e raffreddato lomescerai con libbre cinque e mezzo di ottima ricotta ,che non abbia nessuna parte sierosa,ci porrai libbre due e once nove di zucchero fiorettato, una libbra di cocozzea candita in fettoline,mezza libra di cedro candito ancor così ,numero venti di tuorli d’ovi freschi,e mezza quarta d’oncia di ottima cannella pesta.Farai intanto una pastaccia,ammassata con acqua,ovi, ed un tantin tantino di sugna,la fatigherai ben bene,la levigherai della spessezza di uno scudo,e ne farai una fodera in un ruoto espressamenteper le pastiere verniciato di sugna ,ci verserai la composizione ed al di sopra con la pasta medesima ci farai una graticola con delle strisce di pasta e così la fari cuocere al forno, servendola calda.

Nello stesso capitolo troviamo i Bignè all’Innumerabile precursori  degli struffoli:

Sbattute bene con un frullo le uova in un vase,e condite di sale,si verseranno nel fior fi farina,col quale ben manegiato,se ne formerà una soda pasta,dalla quale ,riposata per qualche tempo ,se ne formeranno tanti maccaroncini,che tagliati in piccolissimi pezzi,come a pallini,ed infarinati per non farli attaccare,si friggeranno in strutto ,e cotti si legheranno con mele purificato, e si serviranno con zucchero polverizzato.

Scorzette candite di cedro, arancia e cocozzata,diavolilli e cannellini all’anice completano la ricetta oggi utilizzate nelle case ed in pasticceria..

E la Torta alla Palermitana può essere considerata la madre della Cassata?

Pesta la Ricotta di Vacca ,poi bagnata con acqua di fior di aranci ,passata per setaccio e condita di zucchero,arancizucca,e cedro canditi,marmellata di fior di boragine,e pistacchi a filetti.Si metterà nella cassa di pasta senza coprirla d’altra pasta ,ma polverata di zucchero sopra ,si farà cuocere e si servirà lavorata di aranci,cedro ,zucca e pistacchi canditi.

Da notare l’uso della marmellata di fior di boragine che dà un senso amaro al dolce.Presso la civiltà romana era normalmente considerata un antidoto alla tristezza ed essa veniva comunemente mesciuta assieme al vino per potenziarne il naturale effetto rilassante e rallegrante. “Euphrosinum” veniva chiamata da Plinio il Vecchio, il quale asseriva che essa rendesse euforici, felici e contenti.

Altri dolci della tradizione natalizia sono i mostaccioli di cui sempre attraverso il Cuoco Galante abbiamo la ricetta,che manca del mosto d’uva da cui il nome trae origine.

prendesi libre tre di zucchero grasso,libre due e mezza di farina di grano,once due di cannella,uno di garofani, ed una di noce moscata, tutto in polvere e mescolata ogni cosa si unirà con acqua calda formandone uno solo pastume,che s lascerà fermentare,involto in un panno,per due giorni.

Dopo si dimenerà ,ed in pezzi ridotto se ne formeranno i mostaccioletti in quella figura che si vogliono,ma nella grossezza però d’un mezzo dito.Si faranno cuocere sopra sfoglie di rame con farina sotto,ad un giusto grado di forno e cotti se le darà il naspro di cannella ,ed in stufa si faranno asciugare

Altra versione quella che oggi apprezziamo al cioccolato o imbottiti grazie all’aggiunta nell’impasto di marmellata di cedro mescolata con quella di zucca, e di melone e con la cottura se le darà il naspro di pistacchi.

Ma non c’è Mostacciolo senza Raffiolo,di qui la ricetta:

Sei once di zucchero fino in polvere mescolato ,e dimenato ben bene con sei gialli d’uova,montate aggiungendoci pure due once d’amido in polvere.Dopo su la carta a cucchiarate si disporranno,e polverati di zucchero si faranno cuocere ,e si serviranno con naspro di limone o pur ,senza.

Nella versione composti con aggiunta di cannella e vainiglia ,ben polverata,e dopo cotti si serviranno con naspo di cannella ,ed anasini sopra.

Nell aversione imbottiti si aggiunge marmellata d’uova e se le dà il naspro di aranci di portogallo

Un dolce che si trova tutto l’anno è il Babà che nasce da una intuizione non si sa quanto voluta o dovuta al caso del Re polacco Stanislao Lekzinsky che abituato a mangiare un indigestokugelopf, mezzo panettone e mezzo brioche,lobagna con il madeira. Quando il babà arriva a Parigi al seguito del detronizzato Stanislao subisce le influenze esotiche di moda all’epoca e viene bagnato con il rhum e perde  la cannella come ingrediente.

Arriva a Napoli grazie alle sorelle Maria Antonietta e Maria Carolina che avevano sposato rispettivamente Luigi XVI e Ferdinando IV diventato poi Ferdinando I Delle Due Sicilie ma è con i Messieur, che i napoletani storpieranno in Monsù ,cuochi d’oltralpe che cacciati dalle case nobiliari francese dai protagonisti  della Rivoluzione che troveranno  sia sotto i Borbone che sotto Murat le porte aperte delle più belle ville e palazzi del Regno di Napoli che diventerà il protagonista della pasticceria.

Ma a Napoli al liquore proveniente dai Caraibi vengo ancor più esaltate le note agrumate,di arancio e limone ,perde i canditi e assume la forma di oggi di dolce da passeggio oltre a raddoppiare le b come avviene spesso nella lingua napoletana e diventare Babbà.

Oggi come allora è attuale il pensiero del Cuoco Galante:

Siccome l’occhio, per non annoiarsi,cerca sempre nuovi oggetti, vaghe vedute e brillanti interruzioni, così il palato, per allettarsi, e per soddisfarsi, brama essere titillato dalla imbadigione di gustose, dipiacevoli, e di nuove vivande. 

 

 

 

Foto dal libro “Vincenzo Corrado il  Cuoco Galante” di Giorgia Chiatto e Lejla Mancusi Sorrentino. Malvarosa Editore