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pizzeria ferrilloSituata nel cuore del quartiere Vomero di Napoli, la “Pizzeria Ferrillo Ai Piani Alti” vanta una tradizione secolare fatta di profumi e sapori intramontabili. Cuore pulsante di questa attività è Maurizio Ferrillo, patron e mastro pizzaiolo che con la sua esperienza ventennale propone ai clienti un’offerta gastronomica varia: dalle pizze gourmet cotte in forno a legna alle bontà della friggitoria partenopea preparate con passione e professionalità.  

pizzeria ferrillo fr

<<Tutte le grandi maratone cominciano con dei piccoli passi. Infatti, io ho iniziato come fattorino di Pizzazzà per poi rilevare la pizzeria del mio maestro nel 1999>> ci dice soddisfatto Maurizio Ferrillo che ci tiene a precisare <<Pizzazzà è stata la prima pizzeria d’asporto a Napoli>>. Diverse riconoscenze vanta il patron di Pizzeria Ferrillo a cui è stato conferito l’attestato di maestro artigiano della regione Campania in aggiunta a quello di maestro accademico dell’INP (Istituto Nazionale Pizzaioli). Inoltre, impartisce lezioni come maestro accademico della “Multicenter school” nei corsi di formazione riconosciuti dalla regione per le giovani nuove promesse dell’arte bianca.  

La tradizione in Pizzeria Ferrillo si sposa perfettamente con l’inventiva, la creatività e la sperimentazione. Ai piatti classici infatti viene aggiungo un quid, il giusto per esaltare il gusto senza mai scostarsi troppo dalla ricetta originale utilizzando ingredienti sempre freschi e di provenienza italiana. Infatti, la dispensa della pizzeria offrepomodoro Gustarosso qualità superiordatterino giallo San Marzano, provolone del monaco DOP, pancetta al pepe nero valdostana, pistacchio di Bronte, Mortadella Bolognese IGP e tanto altro.  

bronte

La lunga esperienza di Maurizio gli permette di <<cavalcare l’onda della modernità rispettando la tradizione partenopea, perché non si può dimenticare la scuola dalla quale si proviene>> sottolinea il patron. Infatti, le ricette sempre in continua evoluzione, accostamenti nuovi, senza mai tralasciare la tradizione sono i leit motiv principali dell’attività. 

Bianca, rossa, tonda, a metro, tradizionale o gourmet. È sempre lei la regina delle tavole partenopee: la pizza. E la pizzeria Ferrillo la prepara esclusivamente con un impasto diretto e uno a doppia levitazione che permette di mantenere fragranza e morbidezza anche per quella d’asporto. <<Dal momento che una pizza trasportata perde quasi sempre il 30% di qualità, ci siamo dotati di box appositamente studiati, con carta stagnola all’interno e dei fori, per ovviare il problema della condensa>> racconta Maurizio che riesce in ogni caso a proporre un prodotto qualitativamente eccellente per la sua clientela affezionata e fidelizzata, suo chiodo fisso.  

La parola d’ordine quindi è solo una: qualità. Maurizio infatti seleziona personalmente i prodotti utilizzati nel suo laboratorio del gusto per fare della pizza una vera e propria esperienza sensoriale che trova nella freschezza del pomodoro, della mozzarella, dei salumi un unicum 

arcobaleno

Grazie alla varietà delle pizze presenti sul menu, ogni palato è soddisfatto. Infatti, tra le specialità di Pizzeria Ferrillo: La “Mamma Stefania”, registrata su MySocialRecipe, condita con olio e pomodoro con cornicione di ricotta, all’uscita mozzarella da 250 gr in quattro spicchi, olio a crudo e basilico; la “Bronte”, che ha riscosso notevole successo al Pizza Festival di Verona: mortadella, crema di pistacchio di Bronte e granella di pistacchio; la “Arcobaleno”: pomodorino giallo e rosso, mozzarella di bufala campana DOP, all’uscita pancetta e granella e per ultima, ma non meno importante, la “Fiorita”: fiori di zucca, ricotta, provola e all’uscita pancetta.  

La Pizzeria Ferrillo <<nel nome della buona tradizione napoletana e di ricette in continua evoluzione assicura la soddisfazione di ogni buongustaio>>. A voi l’ardua scelta di decidere quale pizza preferite!  

Uovo gigante fatto di cioccolatini firmato Mario Di Costanzo.

AL VOMERO MAXI INSTALLAZIONE SABATO 6 E DOMENICA 7 APRILE

Un fondente pensato per i più piccoli realizzato con il cosiddetto quarto cioccolato: è una creazione speciale quella messa a punto da Mario Di Costanzo per l’anteprima napoletana del film “Wonder Park” in uscita l’11 aprile.

Questa volta nelle vesti di maître chocolatier, il giovane pasticciere partenopeo ha ideato un cioccolatino tondo mettendo insieme cioccolato Icam monorigine peruviano, una varietà molto apprezzata per la sua buona acidità, e cioccolato Ruby, noto, appunto, come quarto cioccolato per la caratteristica colorazione rosa dovuta ad una fava di cacao color rubino.

“Sono orgoglioso di essere stato coinvolto come ambassador food per la presentazione del film Wonder Park.” ha dichiarato Mario Di Costanzo “La creazione di questo fondente fa da prologo ad una speciale linea di cioccolateria per bambini che caratterizzerà la mia prossima produzione pasquale”.

I Wonder cioccolatini comporranno il rivestimento di un gigantesco uovo pasquale, che sabato 6 e domenica 7 aprile farà bella mostra di sè in via Enrico Alvino al Vomero. Domenica 7 aprile, poi, proprio nell’area della maxi installazione i fondenti saranno distribuiti gratuitamente al pubblico a partire dalle 10.30 nel corso di un evento a cui parteciperanno Mario Di Costanzo, gli attori Gigi & Ross, che hanno prestato le loro voci ai personaggi Cooper e Gus, ed un animatore che vestirà il costume originale di Boomer, l’orso blu protagonista del film.

 

Ufficio stampa:

Antonella Ambrosio

Al Vomero, in via Cimarosa, Osteria Partenope ha ospitato il primo appuntamento con Adunanza Deliziosa”. L’iniziativa gastronomica nata da un’ idea di Fabio Messina: titolare del ristorante di pesce dalla scenografia intima e familiare. “È stata una serata a base di abbinamenti arditi – ha spiegato il patron di Osteria Partenopea – una cena non convenzionale rispetto al panorama culinario usuale”. Dal menu della serata si è potuto constatare un “polpo marinato all’ouzo su yogurt di capra”, uno dei piatti protagonisti dell’evento.

 

Nel polpo all’ouzo è presente la voglia di sperimentare con abbinamenti nuovi, in grado di “creare scompiglio”, ma allo stesso tempo trasferire un concetto di ricercatezza. Si caratterizza per questi aspetti per la cucina di Marco Iavazzo, chef di Osteria Partenope. “Con un formidabile curriculum alle spalle, lo chef formula una cucina in linea con il nostro concetto di ristorante” ha spiegato Fabio Messina. “Osteria Partenopea si identifica in una cucina marinara. Rimaniamo nel solco della tradizione proponendo piatti a base di materie prime locali” ha proseguito Messina. Nonostante l’imprinting della tradizione, “Osteria Partenope non rinuncia ad affinarsi sotto il profilo gastronomico, cercando nuove possibilità di contaminazione con la cucina internazionale”.

L’evento gastronomico, intitolato Adunanza Deliziosa, è stato occasione per conoscere Mandrarossa. Un’interessante realtà viti-vinicola siciliana che, lo scorso 13 marso, ha portato i colori e i profumi dell’isola nella scena di Osteria Partenope. “La nostra azienda si focalizza su un concetto di tradizione legato alla Sicilia del vino, ma guarda anche ai vitigni internazionali” spiega Salvatore Palomba, responsabile di Mandrarossa. “Il nostro team svolge un lavoro certosino nel ricercare i vitigni più adatti a sposare il territorio e il microclima della Sicilia” ha proseguito Palomba. È un esempio il Santannella, un blend di Fiano e Chenin de Blanc.

“Rispetto al vitigno campano, il nostro Fiano nasce nel territorio calcareo della Sicilia, per questo presenta maggiore struttura e pienezza al sorso” spiega Salvatore Palomba. “Fiano e Chenin Blanc, vitigno francese dalle caratteristiche più delicate, insieme danno vita a un vino di carattere come il Santannella bianco: accompagnamento ideale per le portate di Adunanza Deliziosa” conferma Fabio Messina soddisfatto del lavoro svolto.

 

“Adunanza Deliziosa – Reati con gusto” è la nuova idea di Fabio Messina, figlio d’arte della gastronomia partenopea da ben tre generazioni. Tutto parte dal suo sogno originale: intercettare i desideri culinari delle persone, regalando un momento di gusto indimenticabile.

Questo format gastronomico, richiamando ironicamente il reato di “radunata sediziosa”, vuole condurre i partecipanti in un percorso di degustazioni fuori dai soliti schemi. Anzi, per dirla con l’articolo penale del reato da cui prende nome: “diretto a provocare pubblico scompiglio”.

Per la prima serata, in programma mercoledì 13 marzo ore 20:30, il complice di “reato” è l’azienda siciliana Mandrarossa Wines: la cena si articolerà attraverso cinque portate, ognuna abbinata a un vino della cantina sicula, che attestano il fil rouge tematico di ogni appuntamento, ossia sarà un’interpretazione della generosità del mare, la freschezza della brezza marina e le carezze del sole sul golfo di Napoli.

Tutto sarà condito da riflessi di contaminazione gastronomica.

La partecipazione prevede un limite posti di 35 persone.

Partner dell’evento: Casolaro Hotellerie SpA Divise & Divise – Abbigliamento Professionale

Cena degustazione completa di vini: 50 euro a persona

Per info e prenotazione (obbligatoria):
0815584006

Il cliente è protagonista della sua esperienza culinaria nella Pizzeria Spicchi d’Autore, realtà enogastronomica napoletana presente nel territorio con tre sedi. Nel locale del Vomero, gestito da Loredana D’Angelo, è possibile personalizzare la propria pizza con quattro gusti. Un concetto di pizza diverso, che permette a Spicchi D’autore di distinguersi nel panorama della ristorazione partenopea. L’idea di base che caratterizza questo format incentrato sulla pizza non è venuta meno durante la serata in partnership con Biancobaccalà, il ristorante guidato da Nino De Filippo che diffonde la cultura del mangiare bene a base di baccalà.

Baccalà Day, punto d’incontro fra pizza e baccalà

In occasione del Baccalà Day le pizze di Spicchi d’Autore hanno incontrato il gusto e freschezza del baccalà di Nino De Filippo, patron di Biancobaccalà. Una cena che ha unito due importanti realtà di ristorazione all’insegna dell’amore per la buona cucina e l’entusiasmo di sperimentare nuovi abbinamenti.

“Durante il Baccalà Day è stato possibile degustare una pizza a due gusti, concetto che sposa la nostra filosofia della pizza” ha spiegato Loredana D’Angelo. “Abbiamo ricevuto ottimi riscontri per la pizza con i gusti che hanno dato lustro alla serata: Biancobaccalà e Bianco Chips” ha proseguito la D’Angelo.

Stando alla descrizione, il primo è un topping rosso con sugo di pomodoro e tocchetti di baccalà. “Si è deciso di chiamarlo Biancobaccalà per la qualità di freschezza e colore bianco del prodotto” ha spiegato la titolare del Spicchi d’Autore. La seconda ricetta, anch’essa creata a quattro mani dalla pizzeria del Vomero e Biancobaccalà, è stata la Bianco Chips. “Questa specialità prende il nome da un prodotto già presente nel menù di Spicchi d’Autore. Sono le chips di baccalà. Una rivelazione di gusto e successo presso il pubblico dei giovani” ha spiegato Loredana D’Angelo.

 

La pizza Bianco Chips, che prende il nome dalla ricetta, ha una base con Fior di Latte, pesto di pistacchio di Bronte, sfoglie di baccalà e chips di baccalà. Anche gli antipasti hanno fatto la loro parte di qualità: ad aprire le danze della serata sono stati gli arancini di riso venere e baccalà e le polpette di baccalà. Anche la cucina nipponica ha incontrato la gastronomia partenopea con baccalà, dando vita al sashimi e alla tartare.

Il progetto Spicchi d’Autore si focalizza sulla ricerca dei prodotti a chilometro zero e sulle farine di qualità che garantiscono prodotti altamente digeribili. “Su questi elementi riceviamo sempre un buon feedback dalla nostra clientela, che ci sceglie per serate all’insegna del gusto per i buoni piatti” ha confermato Loredana D’Angelo.

GRANDE SUCCESSO AL VOMERO PER IL CARNEVALE NAPOLETANO

Napoli, 5 marzo – Grande successo per la prima edizione del Carnevale Napoletano che ha “colorato” per cinque giorni le strade del Vomero. La kermesse, organizzata da D2 Eventi con il patrocinio del Comune di Napoli, della Quinta Municipalità, di ScegliNapoli e Casartigiani, ha registrato la soddisfazione di tutti gli operatori coinvolti.
“La prima edizione del Carnevale Napoletano tenutasi sul territorio della Municipalità 5 – dichiara il presidente Paolo De Luca – può essere considerata una ottima base dalla quale partire per le edizioni a venire. Buone la qualità delle iniziative e le modalità di proposta, buoni i riscontri ricevuti dalla cittadinanza. Tanti i bimbi, in maschera e non, che hanno partecipato, con i propri genitori, in allegria e con gioia a questi cinque giorni di festa. Questo era lo spirito e l’obiettivo dell’iniziativa che crediamo di aver raggiunto”. “Siamo già al lavoro – affermano i responsabili della D2 Eventi – per costruire il format della prossima edizione. Il grande successo ottenuto quest’anno ci incoraggia a proporre per il 2020 una kermesse ancora più ricca e coinvolgente per il territorio”.
Ufficio Stampa
Carmine Bonanni

“Per ogni posto del mondo la cucina è il più affascinante indicatore delle tradizioni, usi e costumi della popolazione locale” spiega Carlo Capuano, ristoratore e proprietario del Sartù: luogo di ricerca nella combinazione di ingredienti legati alle stagioni e al territorio campano. Il ristorante del quartiere Vomero di Napoli propone un’esperienza esclusiva attraverso piatti legati alla tradizione o nati ex novo grazie all’estro dello chef.

Il nome Sartù deriva da un piatto storico della tradizione culinaria partenopea, testimonianza di come Napoli sia stata terra di dominazioni anche dal punto di vista gastronomico. “Il piatto da cui deriva il nome del locale è stato preparato per la prima volta dai monsù – ha spiegato il ristoratore – erano abili cuochi francesi che cucinavano per la nobiltà napoletana. Con il Sartù riuscirono a fare apprezzare il riso, solitamente conosciuto come alimento poco appetitoso”. La cultura culinaria francese è stata determinante nel capovolgere l’idea sul riso,  alimento degno di poca considerazione a Napoli: “il cereale era spesso associato a un cibo della guarigione contro malesseri vari, il capoluogo campano inoltre è storicamente legato alla pasta”.

Sartù

Sartù di riso bianco

Sartù è un marchio che racchiude la passione di Capuano nel rispolverare piatti dal valore storico culturale nati a Napoli: “la tradizione è un punto di partenza importante per la cucina di Sartù – spiega il ristoratore – sui piatti del passato rimaniamo fedeli ai testi di Vincenzo Corrado, Ippolito Cavalcanti e Jeanne Carola Francesconi”. Si tratta di importanti autori del Novecento che hanno raccolto esperienze di vita gastronomica dai banchetti e le cucine più prestigiose presso la corte napoletana.

Capuano prosegue “insieme al modello classico di cucina concepiamo una tipologia di nuova concezione”. Una curiosità legata al locale del Vomero è un’atmosfera rilassante, aspetto che rende il Sartù un posto di destinazione per i clienti che vogliono vivere un’esperienza culinaria di qualità in un contesto di musica selezionata: “musica classica e jazz animano le serate nel mio ristorante” conferma Carlo Capuano.

La cucina nuova a cui faceva accenno Carlo Capuano è l’elaborazione di un linguaggio attuale, attraverso piatti che sono frutto di sperimentazione e passione per le buone materie prime fresche di raccolta: si tratta dei bottoni ripieni di coniglio in salsa alla puttanesca e le linguine con fegato di polpo e caffè.

Il quartiere Vomero con il ristorante Sartù vive la possibilità di ripercorrere le proprie radici gastronomiche grazie a “piatti creati in una maniera storicamente corretta” e, al contempo, apprezzare che la cucina sia in movimento, un repertorio in grado di guardare verso nuove possibilità di abbinamenti.

 

 

 

“Wapo è collegato a un concetto di benessere – spiega il ristoratore Mario Rubinoprivilegiamo la cottura a vapore e prodotti senza glutine per un concetto di cucina leggera e salutare, che non rinuncia a offrire la qualità del gusto”. È il concetto di ristorazione che Rubino ha impresso nel suo ristorante ricco di contaminazioni, il Wapo Natural Food: un ponte culturale tra mediterraneo e oriente che si ritrova nei sapori proposti.

“Per i nostri ravioli al vapore prepariamo una sfoglia di pasta di riso che riempiamo con i tre principali sughi napoletani: il ragù, la genovese e la puttanesca” spiega il proprietario del ristorante sito al Vomero, raccontando come questo primo piatto possieda caratteristiche asiatiche, come la metodologia di cottura e la pasta di riso, mentre il ripieno è un concentrato di cultura gastronomica partenopea.

Ravioli

Ravioli “Napoli/Pechino andata & ritorno”

La territorialità è un valore molto presente nella cucina del ristorante, non solo da un punto di vista culturale di alcuni preparazioni fedeli alla cucina partenopea, ma anche nell’utilizzo di materie prime strettamente regionali: “acquistando alcune nicchie di prodotti cerco di valorizzare il lavoro delle piccole aziende che compongono il tessuto produttivo della Campania – spiega Rubino – questa regione inoltre dispone di una vasta biodiversità alimentare, è da qui che attingo per offrire il meglio dei prodotti ai clienti del mio ristorante”.

Rubino parla fiero dei prodotti tradizionali campani che condiscono di sapori autentici la sua cucina: nella tavola del Wapo non manca il friariello del Vesuvio, la ricotta di bufala, il pomodorino del Piennolo e il maialino nero casertano. Persino l’acqua è oggetto di attenta ricerca: “l’acqua di Telese è l’unica acqua imbottigliata del ristorante – conferma – ha origine da una sorgente del beneventano; il suo iniziale odore di zolfo spiega la provenienza da un territorio di origine vulcanica, è depurativa per il fegato e assicura proprietà benefiche per la pelle”. Si tratta di un prodotto esclusivo e rappresenta un’eccezione rispetto all’acqua comune, che viene servita depurata grazie a un apposito impianto : “è la bevanda essenziale che non può mancare nell’ accompagnamento ai pasti, è un’imposizione concepire di pagarla” spiega Mario Rubino.

Un riferimento alla biodiversità delle materie prime si riscontra anche nella struttura del locale. Tante tipologie di legno si possono distinguere nella sala: “spesso si vede il legno pitturato, io ho scelto di scommettere sulla qualità di questo materiale e le sue varietà più belle e pregiate”, ha spiegato Rubino.

interni

Gli interni lignei del Wapo – natural food

Il legno è presente anche sul soffitto, strutturato in modo da attutire il brusio che di solito si genera nei locali molto frequentati: “lamelle in legno rompono l’onda sonora, permettendo agli ospiti di apprezzare un ambiente vivibile e curato nei minimi dettagli” conferma il proprietario del ristorante. La passione di Rubino per il mondo del cibo e la gastronomia ha i tratti di una vera vocazione: “ho sempre sognato di dedicarmi al prossimo preparandogli da mangiare – spiega – sono un medico con la passione per la cucina, aprire questo ristorante è stato come realizzare un sogno nel cassetto: posso misurare le mie capacità grazie ai clienti che assaggiano i miei piatti. È il mio narcisismo culinario” prosegue il ristoratoreDalla cucina priva di glutine alle cotture salubri, fino all’ambientazione ricca di richiami all’oriente, il ristorante del Vomero unisce questi punti di forza per realizzare una realtà all’insegna del buon cibo e del relax.

Il menù serale comprende 5 panini dedicati ad artisti partenopei: inaugura Andrea Sannino…

 In un’epoca in cui gli chef sono divenuti icona pop, protagonisti della vita sociale e culturale del nostro Paese, è giusto che il loro lavoro vada valorizzato e non più nascosto nelle quattro mura di una cucina occulta agli occhi di chi mangia.

Lo show cooking non è solo una piacevole forma d’intrattenimento, ma anche un’esperienza di cucina che lascia qualcosa a chi vi partecipa: una inusuale tecnica di cottura, un’idea su un particolare impiattamento, l’utilizzo di un ingrediente piuttosto di un altro…

"Terra Mia"Da martedì 9 ottobre si potrà assistere a queste performance di arte culinaria presso la gastronomia “Terra Mia”, che aprirà i battenti in uno dei quartieri più inn di Napoli, ovvero il Vomero (in via M. Kerbaker, 80). Qui la cucina è “in vetrina” (protetta cioè da un vetro come fosse esposta in un museo, ubicata all’ingresso del locale), per invogliare i passanti a una sosta non solo mangereccia, ma anche esperienziale… “Ho scelto di cucinare a vista – spiega lo chef Marco De Cesare –  per riuscire a trasferire ai nostri clienti non solo la qualità delle proposte in menù (tutte cucinate con primizie locali), ma anche il valore culturale dei piatti della nostra tradizione”. Un’atmosfera creativa, quindi, amplificata dai colori delle ceramiche vietresi che rivestono l’intero locale.

"Terra Mia"“Terra Mia” è un progetto dello chef Marco De Cesare, già proprietario del ristorante “Amabile” in quel di Cercola,  e di Antonio Elefante, patron di una delle più famose pizzerie del centro storico di Napoli, la “Pizzeria dell’Angelo”: due amici di lunga data con una fortissima esperienza maturata nel mondo del food. Si tratta di una gastronomia con cucina: a uno dei format più amati della tradizione italiana, la bottega di alimentari, Marco e Antonio hanno affiancato il cibo da asporto e uno spazio arredato con qualche posto a sedere per fermarsi a mangiare e, nel mentre, assistere allo show cooking. Il menù seguirà il ritmo delle stagioni, alternando proposte di carne, pesce e vegetariane, tutte ricette della tradizione: dalla pasta e patate alla genovese, dalla braciola di cotica alle preparazioni a base di verdure, salubri ma sempre ricche di gusto.

Gastronomia di giorno e pub… di sera! “Terra Mia”, infatti, nelle ore serali proporrà una selezione di panini, farciti con ingredienti genuini e a km0: veri e propri capolavori del gusto che cambieranno il nome in relazione al variare delle ricette (e, dunque, alla disponibilità stagionale degli ingredienti) che saranno ogni volta dedicati a un personaggio che si è distinto nel panorama artistico – culturale napoletano. Ad inaugurare questo filone cinque panini dedicati ad Andrea Sannino, giovane talento campano seguito da milioni di appassionati della musica napoletana: “Andrè” (panino omonimo dell’ultimo album del famoso cantante); “Terra Nostra” (brano musicale incentrato sul valore delle nostre origini, stessa tematica su cui si erge il progetto “Terra Mia”); “Uànema”, “Abbracciame” e “Carnale”  (tre dei pezzi più significativi del sopra citato album)."Terra Mia"

 

Grazia Guarino 

 

Nuova pizzeria e sfizieria al Vomero all’insegna del sapore e nel rispetto della salute

Napoli. “ Nuvola ” è una pizzeria e sfizieria diversa da tante altre perché pone la leggerezza e la digeribilità al centro di tutta la sua offerta degustativa.

L’ attività ristorativa nata in piazza Medaglie d’Oro 13, nel cuore del Vomero, punta innanzitutto sulla qualità degli impasti come sulle farciture a base di prodotti genuini territoriali, non qualche eccezione per altri prodotti caratteristici di altre regioni italiane, selezionati in base alla qualità sovrana.

Insieme alle pizze Gourmet, le nuvole rappresentano l’offerta originale e danno il nome alla location.

I patron Pio Barone Lumaga e Carmine Sgambati hanno scelto un’impostazione salutista che valorizza allo stesso tempo il gusto attraverso una serie di appetitose proposte .

NuvolaL’apertura di “ Nuvola ” è stata salutata con una gioiosa serata inaugurale, ampiamente partecipata, nella quale di sono distinte numerose presenze soprattutto in ambito medico e imprenditoriale; ai Media è stata destinata una serata a parte che si svolgerà nei prossimi giorni, alla quale parteciperanno anche specialisti medici, esperti in campo eno-gastronomico e agroalimentare e artisti che terranno a battesimo la scelta salutista e sociale di “ Nuvola ”.

Sono state presentate una serie di proposte, intriganti e stuzzicanti di spiccata digeribilità, grazie ad un impasto ben studiato e collaudato a lunga lievitazione e particolarmente idratato, e ad una farcitura a base di ingredienti genuini e selezionati, scelti e abbinati fra loro con competenza specifica dal punto di vista del sapore e dell’apporto nutrizionale.

Tante pizze, tradizionali e speciali e nuvole, gustosi fagottini ripieni di bontà genuine e caratteristiche del territorio campano ben assortite, preparate dalla Brigata di Pizzeria guidata da Salvatore Sabino, e anche di ingredienti tipici delle altre regioni italiane, servite dal personale gentile ed efficiente, con grande gradimento dei fortunati commensali.

 

NuvolaOltre all’impasto, è attentamente studiata la farcitura, con appetitose alternative. Tra gli ingredienti, diversi tipi di pomodoro, verdure, ortaggi, latticini, formaggi, salumi, erbe aromatiche, spezie, nelle appropriate proporzioni e in equilibrio. Una varietà di soluzioni in grado di soddisfare ogni aspettativa e di garantire linea e salute, partendo dalla digeribilità.

Fondamentale il ruolo del Personale di Sala, capace di far sentire ogni ospite come a casa, guidato dal responsabile Gino Orlandi, tra i migliori a Napoli: 16 anni di esperienza nonostante la giovane età.

Nel menù, squisitezze gastronomiche, bontà rosticciere, croccanti fritture, una serie di sfizi e stuzzichini, specialità locali.

La nuova location ristorativa è favorita dall’ottima posizione strategica dal punto di vista dei collegamenti: in piazza vi è la stazione della linea 1 metropolitana; a qualche minuto di auto, la tangenziale uscita Arenella; poco distanti tre funicolari.

Grande gioia per i titolari Pio Barone Lumaga e Carmine Sgambati, discendenti di due famiglie napoletane attive nel settore imprenditoriale da fine ’800.

Volti noti tra i tanti ospiti: la cantante Ilva Primavera, dinamica promotrice della Canzone classica napoletana; lo specialista in Omotossicologia, Ayurvedica e altre discipline mediche alternative Francesco Saverio Biondi; la nutrizionista ed esperta in Idrologia alimentare Rosalia Ciorciaro; l’immunoematologo Patrizio Viscione; la specialista in Angiologia, Chirurgia vascolare e Antiaging non invasivo Giuseppina Siciliano; l’anatomopatologo Gianfranco de Dominicis e consorte; l’architetto Barack; Gaetano e Alessandra Sasso; Errico Castagnola, tra i direttori Mexico; la famiglia Crispo; i fratelli Giuseppe e Luigi Varriale; i commercialisti Fabio De Rosa e Marco de Cristoforo, il dott. Giulio di Virgilio di Intesa San Paolo; per il Gruppo Camomilla, Luca Sorrentino con la moglie Cecilia Daniele e la cugina Federica Barone Lumaga in ricordo dello storico bar Daniele, la dirigente Ilaria Sorrentino con il consorte avv. Varriale e figlia; Andreina Barone Lumaga con la socia hair stilist Alba Granillo e Alessia Napolitano.

Nuvola

Il clan Barone Lumaga, capitanato da Alfredo, il fratello Lucio già presidente della Camera di Commercio di Napoli con il figlio Alfredo ora titolare del negozio Pio Barone, Maria Barone Lumaga e consorte; la moglie di Pio, Francesca, con i figli Biancamaria e Pio Paolo.

Sgambati al completo, iniziando dalla consorte di Carmine, Imma e i figli Alessio e Antonio e gli altri componenti dell’affiatata famiglia.

La serata si è conclusa con l’immancabile taglio della torta e brindisi di rito e i sinceri ringraziamenti di Pio e Carmine a tutti gli invitati per la loro presenza e per il loro dichiarato sostegno a questa scelta salutista nel rispetto del buon gusto.

 

Teresa Lucianelli

Arriva Nuvola, nuova pizzeria e sfizieria di qualità al Vomero: inaugura mercoledì 19 settembre alle ore 19, nel giorno dedicato al Santo Patrono della città, San Gennaro.

Location degustativa di alta qualità in piazza Medaglie d’Oro, 13/14 con accogliente sala interna e l’ampia veranda con vista sulla celebre piazza vomerese, possono ospitare 120 buongustai alla ricerca di qualità e delizie nuove.

Titolari e convinti sostenitori della pizza & affini, sono Pio Barone Lumaga e Carmine Sgambati, nomi altisonanti già dalla fine del 1800 in campo imprenditoriale a Napoli.

NuvolaIl nome “Nuvola” è legato ai ricchi fagottini “tutta bontà” che costituiranno uno dei principali punti di forza della proposta degustativa del nuovo esercizio che nasce sotto i migliori auspici negli stessi ambienti dove Barone e Sgambati hanno gestito fino ad agosto scorso, con successo, una conosciuta paninoteca.

Per quanto riguarda Pio Barone Lumaga, la presentazione è facoltativa perché ampiamente conosciuto quale titolare del Pub Old Baron a Varcaturo, e soprattutto per l’impero dell’abbigliamento “taglie più” di classe, che porta il suo nome,  punto di riferimento delle più eleganti e belle partenopee curvy, gestito attualmente dal cugino Alfredo.

Carmine Sgambati porta anche un cognome largamente noto: è discendente di un altro importante impero partenopeo “Sgambati”, top nella Gastronomia e Pasticceria, un pezzo di Storia della Città, dove si è formato nel settore specifico che vede ancora attiva l’azienda familiare.

Affermano i due titolari : “La Pizzeria è sempre stato il nostro obiettivo, un vero e proprio sogno nel cassetto che contavamo di realizzare al momento giusto. Ora se n’è presentata l’occasione e soprattutto sono maturi i tempi e siamo imprenditorialmente maturi noi, e forti della dovuta  esperienza per intraprendere questa strada nella quale crediamo: quella di un’offerta di alta qualità che punta, oltre che sulla farcitura con ingredienti di prima scelta, innanzitutto su di un impasto leggero e curato, che rispetta i dovuti tempi per garantire la massima digeribilità e regala sensazioni positive di leggerezza e scioglievolezza, un autentico piacere per il palato. Siamo rimasti conquistati dal fare e dal sapere di Salvatore Sabino e abbiamo voluto lui a capo del settore pizzeria del nostro Nuvola”.

NuvolaMa chi è Salvatore Sabino? Viene dalla scuola di Guglielmo Vuolo, si è completato insieme a Giuseppe Sivo. Pizzaiolo per autentica passione oltre che per professione, è dichiaratamente un sostenitore della cosiddetta “pizza a canotto” quella col cornicione protagonista, alto e soffice, ottenuto con una “tecnica che evidenzia in maniera particolare la capacità del pizzaiolo nell’impasto” – sottolinea Salvatore che aggiunge: “in questo caso parliamo di un impasto ad alta idratazione, 36 ore di maturazione, con utilizzo di farina bianca tipo O, che conserva integre le parti nobili del chicco, è a ridotto impatto glicemico grazie al suo contenuto di fibre: fattori fondamentali per scomporre adeguatamente amidi e proteine. Risultato: una Signora Pizza: gustosa, fragrante, leggera. Super digeribilità garantita 100%!”.

Salvatore è coadiuvato dall’aiuto pizzaiolo Pasquale Moschetti.

Responsabile della sala, Luigi Orlandi, meglio noto come Gino, beniamino dei clienti napoletani che a lui si affidano da 16 anni per essere consigliati, certi che le loro aspettative saranno come sempre soddisfatte.

Il piatto principale in carta è la pizza, il cui impasto qui crea pure vari tipi di deliziose “Nuvole”, leggeri e ricchi pagnottielli mignon – calibro 2/3 morsi – ripieni di tante bontà genuine, incominciando dal pomodoro nelle sue più riuscite declinazioni: Piennolo rosso e giallo, San Marzano, Corbarino, ecc, poi Tartufo nero, salsiccia di Maialino Nero casertano, Provolone del Monaco, Provola e Fiordilatte di Agerola, Olive nere itrane, Patata Viola, Pistacchio di Bronte. Il tutto condito con olio EVO, DOP, BIO, di vari cultivar, tradizionale e accompagnato da vini campani selezionati e birre artigianali.

La Brigata propone anche Rosticceria, Friggitoria e Sfizi vari, Mozzarella di Bufala in primis, per un’offerta stuzzicante e appetitosa a tutto tondo.

 

Teresa Lucianelli

 Il japanese restaurant festeggia mercoledì 30 maggio in via Luca Giordano dalle ore 19.30

Piccoli japanese restaurant crescono…. Ebbene sì, è trascorso un anno dall’inaugurazione di Tender made in Vomero ed è tassativo festeggiare mercoledì 30 maggio dalle ore 19.30 all’indirizzo di via Luca Giordano 19 A/B.

365 giorni ma soprattutto 365 sere di appuntamenti di tendenza, di aperitivi cool e ottime cene, di esperienze east mood che vanno celebrate con una candelina su un piatto proposto dalla celebre cucina di Tender.

Un evento nato anche per celebrare un importante traguardo che il locale con il famoso codice a barre nel logo si è conquistato in questo anno: trapiantare il sushi restaurant in una zona nuova senza far rimpiangere la via del sushi, via Cappella Vecchia, dove abitano i “cugini” Jap One, Kiss Kiss Bang Bang e Yaki Tender.

Tante le novità che hanno fatto la differenza in questo locale lasciando però invariata la qualità delle sue proposte in tema di sushi, sashimi, tempura, teryaki.

Una grande e sempre sorridente conferma è la presenza di Roberta d’Amore, responsabile del locale, che accoglierà insieme al grande team che lavora dietro le quinte tutti gli ospiti che da più parti arriveranno qui mercoledì sera a festeggiare un anno di Tender. A dare un tocco speciale all’atmosfera ci sarà la selezione musicale del dj Alex Romeo in consolle dalle ore 19.30 fino a tardi.

Non è festa se non c’è regalo, e a questo ci ha pensato il brand di fashion bijoux Paviè che omaggerà i presenti con accessori iconici e stilosi. A dare un tocco ancora più orientale e stiloso, intonato al design minimal e ricercato del locale, il dress code delle hostess e delle responsabili della comunicazione Mila Gambardella e Cristiana Giordano in outfit Lenez.

Altri partner dell’evento, Ortensia Tropeano che truccherà le hostess con un make up appropriato all’evento e Francesco Novelli responsabile dell’hair style.

(B) Mc Cool’s Pub: Burger&Beef Bar

 Il Burger & Beef Bar(B) Mc Cool’s Pub” sorge presso il quartiere Vomero di Napoli quale innovativo locale, recentemente rinnovato, dove sperimentare un’ottima selezione di carni studiata appositamente dal noto esperto Sabatino Cillo, che comprende Bufala, Maiale Nero Casertano, Mucca Podolica.

(B) Mc Cool’s Pub si staglia nel già ricco panorama di public house partenopeo con una particolare attenzione al panino “gourmet”, esaltato dall’utilizzo di una materia prima di qualità, tra cui formaggi dal sapore unico, da accompagnare sorseggiando una gustosa birra, approfittando della grande varietà disponibile.
Sono tanti i clienti che hanno apprezzato il pub (B) Mc Cool’s classificandolo come uno dei ritrovi più in voga del contesto del Vomero nonostante la forte concorrenza della zona.

 

 

Il concept del locale riprende il colore Black, che caratterizza l’intero arredamento, il tutto completato da un allestimento in pieno stile liberty curato nei minimi dettagli. ll (B) Mc Cool’s presenta inoltre un’ulteriore sala esterna, con l’obiettivo di offrire un ambiente sempre accogliente e  dove poter trascorrere delle piacevoli serate, godendo delle attenzioni di uno staff sempre attento alle esigenze dei clienti, che avranno l’opportunità di assaporare piatti dagli abbinamenti saporiti.

Come ogni public house che si rispetti, interessanti le diverse preparazioni delle classiche patate, un must have del locale; tra le diverse salse di accompagnamento, estremamente intriganti la “tartara” e la salsa “harissa“.

 

La carne è uno degli elementi di punta del pub, protagonista principale delle pietanze del menù. Il cliente potrà scegliere tra diversi pani , tra cui spicca il Bun soffice al sesamo e il pane casereccio morbido, farciti in maniera originale grazie anche alla sapiente guida dello chef  Venerando Valastro che, a cadenza regolare, propone piatti in edizione limitata.

Il menù birra è ampio e variegato, presentando scelte internazionali e artigianali del territorio; inoltre è presente anche una proposta cocktail.
Il (B) Mc Cool’s Pub  non manca di una proposta dessert a coronamento di una serata piacevolmente gustosa da passare in compagnia

 

 

 

(B) Mc Cool’s Pub: Burger & Beef Bar

Via Vincenzo D’Annibale 1, 80129, Napoli

+39 081 020 2922

https://www.facebook.com/mccoolspub/

http://www.mccools.it/index.html

 

Oltre 1200 le frittate che venerdì 2 marzo dalle ore 19.00 sono state degustate per l’inaugurazione di “Giri di Pasta” nel quartiere Vomero. Dopo l’apertura di poco più di un anno fa nel cuore del centro storico in via dei Tribunali, l’innovativo format delle frittate di pasta, ha aperto ieri anche al Vomero in via Bernini 12. Un successo il debutto del locale a cui ha preso parte come ospite particolare anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. L’obiettivo dei giovani titolari è quello di investire nella promozione del territorio campano e sulle sue tradizioni culinarie. Si possono scegliere infatti 15 diverse tipologie di frittate di pasta, tutte rigorosamente preparate con ingredienti tipici della nostra regione.

IMG_7682La “Scugnizza”, con salsiccia campana e pomodorini del piennolo del Vesuvio; la “Scostumata”, con salsiccia di maiale nero casertano, funghi porcini di Roccamonfina e vino rosso Aglianico; la “Ruffiana”, con polpettine di carne al sugo, caciocavallo di Sorrento a pasta filata e basilico. Ci sono poi anche le varianti per vegetariani, celiaci e vegani. La “Pescatrice”, con gamberetti saltati, crema di zucchine e prezzemolo; la “Libera” con pasta di ceci, noci, tofu, pomodorini del piennolo del Vesuvio e basilico. “Giri di Pasta” al Vomero sarà aperto fino a tarda notte per offrire golosi spuntini anche agli amanti della movida. Intenzione dei due titolari, Dario Savarese ed Eduardo Manco, è di aprire altri store in Italia.

Grande successo per il restyling e presentazione alla stampa del nuovo Pub (B)McCool’s

 

IMG_4671LA SALA

I tavoli dai piani in rame si accompagnano a sedie e panche nere, i punti luce sono sparsi davanti al bancone con elegante spilla di birra in tono cromatico con i tavoli della sala. La stessa si fregia di una parete a cornici, di una libreria a muro ed un grande orologio tutto in stile liberty.

 

Da scoprire anche il senso della (B) che viene adottata come tratto identitario del nuovo McCool’s; decorata e illuminata a parete di fronte all’ingresso campeggia cubitale al fianco delle sue 7 declinazioni che esprimono le caratteristiche proprie del pub.

“B” come (B)lack, il colore che caratterizza il locale, ma che risulta essere il comune denominatore di una serie di elementi: (B)urger, (B)eer, (B)eef, (B)ar, (B)read, (B)ites.

 

IMG_4802IL MENU

Ma la vera novità riguarda la selezione delle carni, in particolare parliamo della carne di bufala, di maiale nero casertano e infine di mucca podolica, una selezione di tagli studiati da Sabatino Cillo, noto selezionatori di carni.

Un “Menu che fa bene al cuore e al palato” perché contiene carne di bufala che presenta proprietà nutrizionali peculiari, dovute al tipo di allevamento non finalizzato alla produzione di caseari che permette alle carni di risultare saporite e con un elevato tasso di ferro ma povera di grasso, il risultato è una carne tenera e gustosa.

Il secondo taglio di carni presentato è quello del famoso maiale nero casertano, allevato allo stato semibrado nei boschi. La sua alimentazione è caratterizzata prevalentemente da ghiande, castagne e altri vegetali del sottobosco, e dal punto di vista alimentare, la caratteristica più pregiata è data dalla presenza di abbondante tessuto connettivo intramuscolare, che conferisce una particolare sapidità e morbidezza alle carni che producono il cosiddetto “colesterolo buono”.

Ultima, ma non per importanza la carne proveniente dalla mucca podolica, una varietà bovina allevata all’aperto. Caratterizzata da sapori aromatici naturali, la carne di mucca podolica risulta magra e saporita a tavola.

 

I PIATTI SPECIALI

L’originale proposta del pub (B)McCool’s prevede una rivisitazione del tipico piatto di origine Cilentana: La “Ciambotta”, una composta fatta di peperoni, melanzane, pomodorini e patate, fritta e saltata in padella, un tradizionale contorno appartenente alla cultura gastronomica del territorio Campano.

 

IMG_4739LE BIRRE

Da abbinare alle pietanze, le birre irlandesi alla spina o in bottiglia Konig Ludwing Dankel, Twaites Strong Lager, Chouffe, Konig Ludwig Weissbier, Paulaner Gold, Warsteiner Pils, Bulldog Strong Ale, Charles Quint Rouge e Tongerlo Blonde e Val Dieu Grand Cru.

 

 

BARTENDING

Interessanti anche la proposta di drink e cocktail che rappresenta un’apertura al mondo del bartending, a conferma di un nuovo spirito innovativo che ispira il nuovo locale (B)McCool’s.

Nel corso della serata riservata agli organi di informazione è stata proposta in degustazione una scelta di prodotti caseari di latte vaccino, di bufala e di pecora dell’Azienda “Sancti Petri” di Giuseppe Iaconelli, con varie tipologie di formaggi tra cui il caciocavallo mediterraneo aromatizzato, stagionato in grotta oltre 36 mesi accompagnato da noci e miele.

(B) McCool’s si trova nei pressi della Chiesa di S. Gennaro ad Antignano, alle spalle di Piazza degli Artisti al Vomero.

Nasce al Vomero Bu.Co Spirits and Kitchen, il locale che lancia una

nuova concezione del bere bene a Napoli

 

Un’attenta carta di vini e di birre e un’ampia gamma di cocktail affiancati a imperdibili delizie dolci e salate, tutte studiate ad hoc per un abbinamento di gusto ben equilibrato

Nasce al Vomero, in via Aniello Falcone, Bu.Co Spirits and Kitchen, il nuovo punto di riferimento del bere bene e del mangiare di qualità a Napoli. Arredo in stile industrial con dettagli vintage e atmosfera giovanile e allegra, che anticipa un’esperienza di gusto a tutto tondo, il locale è frutto della sinergia tra l’imprenditore Gianluca Campajola, il bartender Augusto Amaral e lo chef Giuseppe Mellone e propone una nuova concezione di degustazione, fondata su un perfetto equilibrio tra drink e proposte food.

calamar m'è dolce

calamar m’è dolce

 

Un’attenta carta di vini e di birre si affianca a un’ampia gamma di cocktail che strizzano l’occhio alle ultime tendenze internazionali. Ad accompagnare ciascuna proposta da bere un attento menu, che include panini gourmet, preparazioni fusion e imperdibili delizie salate e dolci.

La drink list e il menu si rinnoveranno anche 6 volte all’ anno per dare spazio alla voglia di ricerca e sperimentazione. Ogni proposta gastronomica è pensata per l’abbinamento con vini e birre ma anche con i cocktail: potrete trovare gli ingredienti di un piatto in un cocktail e viceversa.

Dai bun ai tacos, passando per gli eclaire, le specialità proposte da Bu.Co si fondano sul dialogo tra pasticceria salata, alta cucina e bar. Le tapas rappresentano un interessante percorso di degustazione ma anche un morso di sapore da abbinare al drink.

Tutti gli impasti sono realizzati a mano e sono espressione di un’attenta ricerca. Una selezione consapevole di ingredienti di prima qualità e l’incontro con culture e tradizioni gastronomiche diverse dà vita a specialità dal gusto nuovo e accattivante.

choux del cantabrico

choux del cantabrico

L’attenzione ai nuovi trend internazionali si declina, inoltre, in speciali proposte esperienziali. Come la Cena al buio, esclusiva serata, in programma per venerdì 2 marzo, condotta nell’assoluta oscurità, in cui pietanze e bevande studiate per l’occasione, stimolano il palato in un gioco di seduzione e di mistero, giocando su un’amplificazione di tutti gli altri sensi, oppure il brunch, l’appuntamento del sabato mattina che coinvolge il pubblico nella degustazione di specialità dolci e salate, da assaporare in un clima di assoluto relax, accompagnandole agli immancabili cocktail e a una pregiata selezione di birre.

Chi vorrà assaporare gli esclusivi drink di Bu.Co all’aperto potrà anche ordinarli allo sportello take away.

Le specialità saranno servite in bicchieri completamente riciclabili.

 

Bu.Co Spirits and Kitchen

Via Aniello Falcone 326/328,Napoli

081 714 2136

 

PRESS:

Malvarosa Food Agency

Anna Baldini:3286220313,

anna@malvarosa.info

 

 

Alex Frezza ritorna all’Archivio Storico per una nuova tappa dello “Strega Tour”

“Il Carditello”, “Lo Splendore” e il “Forestiero”: tre nuovi cocktail dedicati allo splendore della Napoli borbonica

Alex Frezza, pluripremiato bar tender e mixologist, ritorna dopo quasi tre anni all’Archivio Storico, premium bar napoletano da pochi mesi divenuto anche ristorante di cucina borbonica, per una serata d’eccezione facente parte del programma della kermesse “Strega Tour”.

Alex Frezza

Alex Frezza

L’evento si svolgerà giovedì 1 marzo, a partire dalle ore 21. Alex, che è stato il bar manager ed ideatore – insieme al patron Luca Iannuzzi – del particolare format del bar del famoso locale di via Scarlatti ed anima dello stesso durante i suoi primi due anni di vita, proporrà una drink list composta da tre cocktail aventi tra gli ingredienti lo storico liquore “made in Campania”: “Il Carditello”,“Lo Splendore” e il “Forestiero”.

Tre nomi legati alla storia dei Borbone: il primo ricorda la Reggia di Carditello, una bellissima tenuta ubicata in provincia di Caserta appartenuta ai Borbone delle Due Sicilie; “Lo Splendore” è un inno alla Napoli borbonica, una metropoli moderna e innovativa; il “Forestiero” – rappresentato nel presepe borbonico – è il napoletano stesso che, davanti alle bellezze di Napoli, rimane estasiato.

Strega è un liquore a base di erbe prodotto dal 1860 dalla Strega Alberti di Benevento. Il suo colore giallo è dato dallo zafferano. E’ composto da 70 erbe, fra cui la menta e il finocchio.

Alexander Frezza classe ’77,  lavora nel campo dell’ospitalità dall’etá di 15 anni. Nel 2007 – insieme ai i soci Francesco Cappuccio, Luigi Pignatelli e Vincenzo Cardone – avvia “Bar in Movimento cocktail catering”. E’ stato il cuore pulsante del bar dell’Archivio Storico dalla sua nascita fino al 2015, anno in cui ha aperto un cocktail bar tutto suo.

L’Archivio Storico, locale che dal 2013 caratterizza le serate dei napoletani con iniziative culturali e ottimi vini e cocktail, da qualche mese non è più soltanto un premium bar, ma è diventato a tutti gli effetti un ristorante: nelle sue nuove cucine vengono preparati i piatti  raffinati degni dei gran signori di una volta, recuperati dai ricettari dell’epoca dei Borbone.  La drink list del locale è un mix equilibrato di abbinamenti storici, cammei d’italianità e spudorate personalizzazioni dell’Archivio, dedicate ovviamente alla storia partenopea. Nelle cinque sale, ognuna abbinata ad un Borbone, sono presenti elementi  d’arredo che rimandano al Regno delle due Sicilie.

HASHTAG UFFICIALI:

#archiviostorico #alexfrezza #liquorestrega #stregatour #stregacocktail #napoli 

 

Nuova apertura della pizzeria Magno.

Il nuovo inizio della famiglia Magno, pizzaioli da 5 generazioni

Apre al quartiere Vomero un nuovo e gustoso punto di ristoro. La “Pizzeria Magno” che aprirà al Viale Michelangelo, adiacente la traversa Viale Raffaello 10/12.

Il nuovo locale prevede una cinquantina di sedute, la famiglia Magno, sulla scena del mondo pizza da ben 5 generazioni, aprirà le porte della pizzeria stasera alle ore 19:00. Gli ingredienti utilizzati di prima scelta.

L’evento, organizzato da Gennaro D’Aria (Gennaro O’ Mast d’a pizza) e Salvatore Staiano, maestro pizzaiolo ed istruttore Upter pizza style School, per il sito l’artedeipizzaioli.it e per l’Accadema artistica letteraria e gastronomica d’Aria iscritta nel registro delle associazioni del Comune di Napoli, vedrà come protagonisti le farine Caputo e il pomodoro la Torrente ed il vino della famiglia dell’azienda vinicola Annarumma con la sua ormai nota “ Bomba d’Amore”, durante l’evento ci saranno anche i sigari di Stefania Di Tella e verrà fatta una diretta ad opera di Gianfranco D’Urso per la pagina Pizza Napoletana.

Noi de la buona tavola

facciamo i migliori auguri alla famiglia Magno per questa nuovo ed importante inizio.

 

L’Archivio Storico riscopre la cucina borbonica
Il premium bar di via Scarlatti 30 inaugura le nuove cucine con un menù che ricorda i fasti dei borboni

Onde nasce il sapor delle vivande? “Chi sa l’indole, e la natura dell’uomo, con difficoltà, può definire onde nasce il sapor delle vivande. Tutto può accadere, e da tutto ciò può derivare, ma il più delle volte il sapor delle vivande nasce dalla facoltà naturale. Per intender questa, che io intendo verità, bisogna permettere che il corpo umano secondo sentimento e la struttura si avvicini a diverse sensazioni ed emozioni a capir che una vivanda sia eccellente per il suo gusto”.
“Il Cuoco Galante – Corrado ed. del 1793”

L’Archivio Storico, locale di via Scarlatti (zona Vomero) che dal 2013 caratterizza le serate dei napoletani abbinando ad ottimi vini e cocktail iniziative culturali ed eventi di spessore, non è più soltanto un premium bar ma diventa a tutti gli effetti un ristorante: nelle sue nuove cucine vengono preparati piatti raffinati recuperati dai ricettari dell’epoca dei Borbone – scritti dai Monzù (così un tempo venivano definiti i grandi cuochi provenienti da Parigi per rendere gourmet la cucina popolare partenopea) – e che oggi vengono preparati – e reinterpretati – dallo chef Roberto Lepre coadiuvato da una brigata d’eccezione.
Un esempio è la Parmigiana di melanzane, la cui prima testimonianza storica è contenuta nel “Cuoco Galante” (1733) di Vincenzo Corrado (cuoco al servizio delle più importanti famiglie aristocratiche della Napoli del ‘700) – che secondo il ricettario veniva preparata con le melanzane o le zucchine fritte nello strutto e poi condite con parmigiano e burro, e infine ripassate in forno – nelle cucine dell’Archivio si trasforma in “Melanzane alla parmigiana in vasocottura”.
Il Gattò, sformato di patate che fu introdotto nel Regno delle Due Sicilie grazie ai cuochi francesi chiamati nel Reame di Napoli dalla regina Maria Carolina in occasione delle proprie nozze (1768), diventa “Aria di patata al pepe sichuan, fonduta di Provolone del Monaco, croccante di salame e briciole di pane raffermo”. I “uermiculi aglio e uoglie” (ovvero gli “spaghetti aglio e olio), la cui ricetta fu descritta nel trattato “Cucina Teorico Pratica” di Ippolito Cavalcanti (1837), appellati anche come “Vermicelli alla Borbonica” perché furono il piatto d’eccellenza per l’utilizzo della forchetta a quattro rebbi inventata dal ciambellano di Ferdinando IV di Borbone per raccogliere e gustare la pasta “aglio e uoglie”, sono reinterpretati da Roberto Lepre come “Spaghetti aglio, olio e peperoncino, battuto di dentice al limone e clorofilla di prezzemolo a velo”. Ancora, i Polipetti alla Luciana, un piatto di origini antichissime, così chiamato perché una volta i polpi erano pescati dai pescatori del Borgo Marinari di Santa Lucia e cucinati seguendo un procedimento molto particolare (ovvero venivano tagliati a pezzi grossolani e cotti lentamente nel loro liquido in una
Archivio Storico Via Alessandro Scarlatti 30, Napoli http://www.archiviostorico.com
casseruola di terracotta, senza mai aggiungere acqua né aprire il coperchio), nel menù dell’Archivio si trasformano in “Moscardini alla Luciana, cracker croccante del suo nero su spuma di ceci di Cicerale”.
Tra le proposte del ristorante non potevano ovviamente mancare altri piatti cult della cucina napoletana, come la genovese, il sartù, il soffritto e tanti altri.
Un viaggio nella storia della cucina napoletana in cui il babà è protagonista indiscusso: il dolce che – non tutti sanno – affonda le sue radici in Polonia (il “babka ponczowa” era un dessert a lievitazione naturale), poi importato in Francia dallo zar polacco Stanislao Lesczynski lì in esilio – fu reinterpretato dai pasticceri parigini ed oggi presentato ai “commensali” dell’Archivio Storico in una nuova versione – arricchita con crema alla vaniglia bourbon e amarena – che prende il nome di “Lazzarone” (così come veniva appellato il re Ferdinando IV).

babà lazzarone

babà lazzarone

“L’Archivio Storico è un omaggio alla gloria della Napoli che fu – spiega Luca Iannuzzi, patron dell’Archivio Storico e Cavaliere di Merito del Sacro Militare ordine costantiniano di San Giorgio di Napoli -. Le cinque sale principali sono dedicate ai cinque Re delle Due Sicilie (Carlo, Ferdinando, Francesco I, Ferdinando II e Francesco II) e alle rispettive Regine. Ci sono immagini che rappresentano i momenti salienti della vita del Regno e una serie di ‘punti di vista’ (culturali, storici, antropologici e ora anche gastronomici) omessi dalla storiografia negli ultimi 150 anni”.

Hashtag ufficiali: #archivistorico #lazzarone
Archivio Storico via Alessandro Scarlatti, 30 – Napoli
www.archiviostorico.com FB: @archiviostoriconapoli IG: Archivio Storico Napoli

 

 Meatin, “re” della carne d’autore al Vomero

“Incontri di Terra”: un nuovo menù che consolida la sua identità,

e una carta dei vini ampliata, esclusivamente campani e suddivisa in province

Menù rinnovato, ampliamento della carta dei vini e una nuova tagline. Si presenta così Meatin per la nuova stagione. A tre anni dall’apertura, il ristorante gastronomico di via Timavo a Napoli, punta a consolidare la propria identità basata su carne cucinata e non cotta.

Meno bistecche e più ricette. In cucina ci sono chef che preparano la carne e propongono piatti dalla composizione originale e gradevole in porzioni generosissime. Un concept innovativo ben lontano dalla steack house, dai gourmet e anche dalle trattorie. Già perché nel menù non ci sono ricette classiche ma piatti ricercati. Un’offerta per palati educati.

Da oggi Meatin è “Incontri di Terra”. Nel menù spunta il Quattrore, guancia brasata in Taurasi per 4 ore, servita con spinacello saltato, soffiato di cavolfiore e zucca all’agro. Per un viaggio nel tempo c’è la Carne alla Tartara, ricetta originale dell’antico popolo barbaro, secondo lo storico Ammiano Marcellino del IV sec. d.C.: a quell’epoca depositavano la carne cruda sotto le selle, durante le cavalcate e i lunghi spostamenti questa veniva battuta e macinata, divenendo così pronta ad essere consumata. E poi Il Ruspante, tenero cosciotto di cappone giallo cotto a bassa temperatura, ripieno di frittatina e mortadella, servito con patate sauté e funghetti arrostiti. Carne sempre a Km 100 fornita dalla macelleria di Mario Carrabs, laboratorio di eccellenza culinaria in Irpinia.

Tra i primi piatti resta il Delicato sorrentino, piatto simbolo di Peppe Guida, Stella Michelin con la sua Osteria Nonna Rosa a Vico Equense, sintesi di mediterraneità: pasta mista risottata al datterino giallo, mozzarella di bufala, olio al basilico e aria di bufala con scorzetta di limone A questo si affiancano Tagliolini con cacio, pepe e limone acerbo, gnocchi acqua e farina fatti a mano con fonduta di blu di pecora e pera spadone saltata e un risotto mantecato al Quid e provola affumicata.

Un Incremento importante della carta dei vini, 40 etichette campane e 5 birre artigianali, rigorosamente campane.

Tra i dolci spunta il Ricordo d’infanzia, cremino al cioccolato bianco, cioccolato gianduia e cioccolato fondente con biscotto alla nocciola coulis di lamponi e tegolina al cioccolato

Il tutto in un locale dal design ricercato, elegante e moderno ma che non si abbassa ai formalismi. Il legno è il materiale dominante, impreziosito da vetro e acciaio. La cucina è a vista, 50 coperti e clientela fidelizzata. Tutti questi elementi hanno permesso a Meatin, a tre anni dall’apertura, di entrare nella prestigiosa guida “Ristoranti d’Italia 2018” dell’Espresso e affermarsi come ristorante d’eccellenza per la carne a Napoli.