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All’alberghiero di Pozzuoli manifestazione conclusiva di “ Scuola Viva ”

con la “School Beer”

Scuola VivaGiovedì 30 maggio (ore 20) si terrà l’evento conclusivo dei progetti “ Scuola Viva ” che si sono svolti nell’Ipseoa Petronio di Pozzuoli. L’evento si terrà nei locali dell‘Istituto in via Matilde Serao, nel quartiere Monterusciello.

Il progetto “ Scuola Viva ”, alla sua terza annualità, ha come intento generale interventi volti a rafforzare la relazione tra scuola, territorio, imprese e cittadini trasformando le scuole in luoghi d’incontro e favorendo l’integrazione nella didattica tradizionale di esperienze positive acquisite con il coinvolgimento delle famiglie e delle aziende, in linea con la programmazione del POR Campania FSE 2014/2020.

Gli alunni dell’alberghiero di Pozzuoli hanno portato avanti, con l’aiuto dei docenti e degli esperti, un modulo relativo alla produzione della birra artigianale. Il modulo Intitolato “Cheers!” – esclamazione anglosassone che invita ed un brindisi solitamente fatto con un boccale di birra – si è svolto nei locali dell’istituto ed è stato dedicato a tutti coloro che vogliono muovere i primi passi nell’affascinante mondo della birra.

Gli obbiettivi sono stati quelli di conoscere i processi fondamentali per avvicinarsi con maggior consapevolezza al processo produttivo; l’utilizzo delle materie prime e di attrezzature per la produzione di un prodotto che è sempre più presente nella ristorazione moderna. Il corso ha coinvolto un gruppo di 24 allievi appartenenti classi terze, quarte e quinte dell’indirizzo di “Enogastronomia” e “Sala e Vendita”. Il gruppo di partecipanti ha eseguito interamente -, coadiuvati del mastro birraio Bruno Indiveri dell’azienda “Birrificio Partenopeo” e del docente Sandro Barletta – tutto il processo produttivo per la preparazione di una birra artigianale. Il prodotto ottenuto dopo circa tre mesi di meticolosa preparazione sarà offerto agli ospiti della manifestazione. Le birre prodotte saranno degustate insieme alle pizze preparate dal corso “Pizzaioli… alla riscossa”. Gli allievi oltre ad offrire agli ospiti dei prodotti artigianali di qualità daranno informazioni sui vantaggi e i pericoli derivanti dal consumo di questo prodotto.

“La nostra scuola – dichiara il dirigente scolastico, professor Filippo Monaco – con questi progetti,  con le attività curriculari ed extracurriculari si prefigge di raggiungere gli obiettivi di una scuola professionale che accompagna alla crescita dei nostri giovani per avviarli al mondo del lavoro. Stavolta abbiamo puntato sulla formazione nel settore della birra e della pizza. Si tratta di due settori importanti dell’enogastronomia che se da un lato hanno radici nella tradizione, dall’altro, richiedono competenze e innovazione continue. I nostri percorsi formativi hanno l’intento di sviluppare nei nostri ragazzi creatività e know how”.

 

Ciro Biondi

Terza Tappa 17– 18 – 19 maggio ’19 – Torre del Greco (NA) – piazza Santa Croce –

Con il patrocinio del Comune di Torre del Greco

Oltre 3milioni di persone nella prima edizione 2018

La terza Tappa de :” L’ INTERNATIONAL WORLD BEER FESTIVAL “ uno dei più importanti eventi nazionali dedicati alla BIRRA, sarà a Torre del Greco (NA), in piazza Santa Croce ,da venerdì 17 maggio a domenica 19 maggio ’19 (ven. dalle 18 alle 24 – sab. e dom. dalle ore 12 alle 24).

Il Festival è un importante circuito nazionale all’aperto, dove la protagonista a 360° gradi sarà la birra, un vero e proprio giro del mondo in un boccale, giunto alla seconda edizione dopo il grande successo del 2018 con oltre 3 milioni di persone presenti in tutte le piazze d’Italia in cui il tour è approdato. Birre importanti, produzioni che provengono da tutto il mondo, Irlanda, Inghilterra, Scozia , Argentina, Stati Uniti, Cecoslovacchia , Spagna , Germania, Giappone, Australia , Spagna , Germania , Giappone e Australia, verranno servite negli stand predisposti, allietando nelle tre giornate chi vorrà sorseggiare, all’aperto, i gusti più diversi delle birre presenti. All’interno di International World Beer possiamo trovare oltre 200 etichette di birra accompagnate da truck 5 specializzati nella cucina tipica italiana e mondiale. Molto attenta da parte degli organizzatori la scelta delle etichette, portando, nel Festival, alcuni dei migliori birrifici al mondo, tra i quali spiccano: Founders, Nittenaver, Harbor, Tempest, Birrificio Italiano, Klan Barrique, Jacob, Thonbridge, Rogue e tanti altri. Importante sarà anche la presenza di birre italiane, artigianali e non, che mostreranno le varietà prodotte nel nostro territorio nazionale.  LA BIRRA ARTIGIANALE MADE IN ITALY sta conquistando un numero crescente di consumatori in Italia e all’estero, dove l’export di birra italiana è aumentato del 144 % in dieci anni. Le esportazioni, sono stimate in un valore attorno ai 180 milioni di euro nel 2016 con ottimi risultati nei paesi nordici, dalla Germania (+17%) all’Irlanda della Guinness (+8,1%) fino ai pub della Gran Bretagna (+2%). La nuova produzione artigianale made in Italy è molto diversificata, con numerosi esempi di innovazione: dalla birra aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo di colore giallo paglierino, ma c’è anche quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso. Il TOUR dell’International World Beer Festival nella sua seconda edizione, dopo l’importante appuntamento di Torre del Greco, farà tappa a Formia dal 7 al 9 giugno.

Alfredo Orofino, organizzatore ed ideatore “dell’International World Beer Festival” ma anche del “Festival Internazionale dello Street Food “e “dell’International Pizza Festival”è stato definito dai media “un portatore sano di energia” con una grande passione, quella per il cibo, un uomo vulcanico, un tornado di idee creative , soprannominato da molti espositori il “Re del cibo di strada ”. Un passato nel mondo dello spettacolo, nell’organizzazione di grandi eventi, gestore di locali vincenti nella sua città d’origine. Curiosità,  dedizione , una spiccata capacità imprenditoriale, oltre alla sua dote di lavoratore instancabile, tutte queste  caratteristiche lo hanno portato in pochi anni ad essere una ”star delle manifestazioni enogastronomiche per strada”,  passando in poco tempo dal mercato locale a quello nazionale, creando un circuito in continua espansione.

SECONDA EDIZIONE DELL’INTERNATIONAL WORLD BEER FESTIVAL

Terza Tappa: Torre del Greco (Na) da venerdì 17 maggio a domenica 19 maggio

Con l’importante Patrocinio del Comune di Torre del Greco (NA)

Orari : venerdì  17 maggio dalle ore 18,00 alle 24,00  – sabato e domenica dalle ore 12,00 alle 24,00.

Organizzatore : Alfredo Orofino

 

Ufficio Stampa
Carola Assuma Comunicazione

Ecco “beerETTA”, la birra si spilla pedalando

Il nuovo veicolo per lo street food ideato da Giovanni Kahn della Corte entra in commercio grazie la joint venture con la B Cargo Bike

Dopo aver ottenuto il brevetto dell’Apecar con forno a legna, Giovanni Kahn della Corte ha inventato un nuovo veicolo per lo street food dal forte accento ludico. Il nome è già un programma: beerETTA ovvero la “birra in bicicletta”.

IL PROGETTO “BEERETTA”. Si tratta di un veicolo a tre ruote, la cui licenza è di proprietà della società umbra Giumalu, che da fermo può essere poggiato su un cavalletto che sollevando la ruota superiore da terra, e attaccando una dinamo, permette di generare energia elettrica che fa uscire la birra da un erogatore che si trova davanti al manubrio. Qui c’è sistemata tutta la parte dedicata al fruitore che potrà prendere da solo un bicchiere, sistemarlo su un apposito adattatore, e controllando con le pedalate l’erogazione della birra riempirsi il bicchiere.
L’EVOLUZIONE DELLO STREET FOOD. «Il fenomeno street food – spiega della Corte, ideatore del progetto – per garantirsi continuità, necessita di continui aggiornamenti sia in materia di novità vere e proprie sia in materia di aumento della redditività, con il contestuale abbattimento dei costi di gestione. Il gioiello “beerETTA” è una risposta a tutto ciò: bassissimi costi di gestione, elevatissima redditività. Alla base sempre e solo ovviamente un prodotto di eccellenza con una corretta “tenuta” della temperatura del prodotto stesso ma soprattutto mezzo agile e maneggevole adatto alle nostre strade. Una vera e propria innovazione che a mio parere farà strada».
DAL PROTOTIPO ALLA COMMERCIALIZZAZIONE. A 3 anni dalla prototipazione, oggi beerETTA entra in commercio grazie alla joint venture con la B Cargo Bike Italia di Firenze. E mentre fa il suo esordio al Florence Bike Festival, sono già 100 le biciclette prenotate. BeerETTA è acquistabile anche con finanziamento della società venditrice al costo 150€ al mese (per informazioni: Info@bcargo.bike).

 

Ufficio Stampa:

Alessandro Savoia

Sabato 16 febbraio la premiazione della 14° edizione del premio brassicolo più importante in Italia.

Quale sarà il miglior birrificio artigianale?

Quasi duemila birre in concorso per 327 produttori: +20% rispetto al 2018.

Il binomio Unionbirrai – Italian Exhibition Group si conferma un successo.

 

Rimini, 5 febbraio 2019 – Sale l’attesa per Beer Attraction (Fiera di Rimini, 16-19 febbraio), la manifestazione leader in Italia per le specialità birrarie e le birre artigianali. E cresce l’attesa per uno dei suoi eventi principali: la 14° edizione della Birra dell’anno, il premio brassicolo più importante d’Italia, organizzato da Unionbirrai, insieme a Italian Exhibition Group. La premiazione è prevista sabato 16 febbraio alle 14, presso la Beer Arena della Fiera di Rimini (pad. C3).

41 le categorie in gara, che verranno valutate da una giuria internazionale che comprende il gotha degli intenditori europei e Usa.

Quasi duemila le birre iscritte (1994, per la precisione) presentate da 327 produttori, con un +20% rispetto al 2018. Gli oltre 100 giurati lavoreranno ‘alla cieca’, senza conoscere il nome della birra e del produttore. Tra le birre iscritte si conferma il primato delle American Pale Ale e India Pale Ale, che rappresentano circa il 10% delle iscrizioni.

IEG BEER ATTRACTION

Novità 2019 il boom di iscrizioni per le Brut IPA, birre di uno stile ancora poco comune, caratterizzate da una decisa luppolatura e una carbonazione elevata. La loro spiccata secchezza può ricordare la bevibilità di uno champagne o di uno spumante.

Si conferma il ritorno di interesse dei mastri birrai italiani per le basse fermentazioni, produzioni semplici solo all’apparenza: il loro perfetto equilibrio può essere infatti facilmente messo a repentaglio dal minimo errore nel processo di birrificazione.

Grande spazio è stato dato anche all’uso di ingredienti locali, come cereali innovativi, frutta, miele e castagne del territorio di appartenenza dei birrifici, che denotano un grande legame dei birrai con la loro terra e l’unicità delle birre prodotte, capaci di raccogliere una tradizione tutta italiana.

Il premio decreterà le cinque migliori birre artigianali per ogni categoria, riservando il podio alle prime tre classificate e un’eventuale menzione d’onore per la quarta e quinta classificate.

Il titolo di Birrificio dell’Anno andrà al produttore con la maggiore sommatoria di punteggi tra le sue birre in concorso meglio posizionate.

Ufficio Stampa
Italian Exhibition Group 

Asini a tutta Birra: birra, palio e buon cibo
dal 6 all’8 luglio a Santa Maria la Carità

Asini a tutta BirraUn evento decisamente alternativo quello organizzato dalla Pro Loco di Santa Maria la Carità in occasione dell’attesissimo “Palio del Ciuccio”, appuntamento storico del Luglio Sammaritano: si tratta di “Asini a tutta Birra”, kermesse dedicata agli amanti del luppolo che si svolge contemporaneamente al Torneo delle Contrade.

Dal 6 all’8 luglio dopo la gara tra le contrade, sarà possibile degustare diverse tipologie di birra – da quelle artigianali (a quelle fregiate da marchi internazionali – abbinate ovviamente a tantissime proposte gastronomiche (soprattutto specialità locali). Le serate saranno allietate da interventi di famosi artisti come il live del cantante Gnut oppure lo show del musicista e poeta Francesco Di Bella.

La birra è la bevanda fermentata più antica bevuta dall’uomo e, grazie alle sue importanti proprietà nutritive, è una delle bevande più diffuse e sorseggiate al mondo. E’ infatti definita “pane liquido” in quanto gli ingredienti di partenza sono gli stessi del pane e perché, possedendo meno etanolo rispetto alle altre bevande alcoliche ed essendo meno calorica, è considerata un vero e proprio alimento.

Asini a tutta Birra     Asini a tutta Birra

L’evento “Asini a tutta Birra” sarà inaugurato con una gara gastronomica durante la quale le contradaiole si sfideranno in una gara a suon di mestoli. Nella mattinata di domenica 8 luglio, ultimo giorno della kermesse, si svolgerà il momento “A colazione con gli asini” durante il quale i più piccoli saranno coinvolti in attività ludico – ricreative. Il tutto culminerà in serata (alle ore 21) con il Palio, preceduto dal sontuoso Corteo storico medievale.

Altri appuntamenti del Luglio Sammaritano sono la “Sagra della Melanzana” dal 20 al 23 luglio e il talent show “The Dreamers”, che si svolgerà domenica 29 luglio, evento dedicato a giovani talenti emergenti.

Birrifici artigianali presenti

– BELLA ‘MBRIANA di Nocera Inferiore

– BIRRIFICIO FLEGREO di Napoli

– BREW INN di Fisciano

– AF BIRRA di Nocera Inferiore

– BIRRIFICIO IL CHIOSTRO di Nocera Inferiore

Tante le etichette in degustazione rappresentanti delle nuove tendenze del mondo craft italiano.
Si ‘gioca’ con gli abbinamenti grazie allo street food firmato Fritto Misto.
Poi laboratori, musica, giochi, sport per tutti e spazi dogfriendly.

Proseguito per tutto il week-end, fino a domenica 1 luglio, la sesta di edizione di Birròforum, la più grande festa della birra artigianale e del fritto misto all’italiana in scena negli ampi spazi di Lungotevere Maresciallo Diaz (zona Farnesina), a Roma.

In prima linea i birrifici artigianali selezionati per l’occasione, provenienti dai diversi angoli della Penisola e protagonisti di un ‘fermento’ creativo che non sembra arrestarsi.

“Negli ultimi decenni – afferma Emiliano De Venuti, ideatore e organizzatore di Birròforum – abbiamo assistito a quello che molti definiscono un ‘rinascimento birrario italiano’, con la nascita di quasi 900 birrifici artigianali in tutto il Belpaese, per una produzione annua di circa 55 milioni di litri e un giro d’affari stimato intorno ai 40/50 milioni di euro. Senza dimenticare che il settore craft dà lavoro a oltre 3.500 occupati diretti. E se dal punto di vista produttivo a fare da capofila sono Lombardia, Piemonte e Veneto, sul fronte dei consumi è Roma a registrare grandi numeri: di tutta la birra consumata in un anno nella Capitale, il 20% è artigianale, percentuale che nel resto del Paese si ferma al 3.5%(rielaborazione da dati Unionbirrai e Assobirra)”.

Ecco dunque la lista dei partecipanti:
BIRRA 100 VENTI – Borgomanero (Novara); BIRRA DEI VESPRI – Altavilla Milicia (Palermo); MANTO BIANCO – Quarto d’Altino (Venezia); MALTOVIVO – Ponte (Benevento); BIRRA LOSA – Latina; CHINASCHI – Salemi (Trapani); LE SPRINGO – Cagliari; IBEER – Fabriano (Ancona); BRUNZ – Vinci (Firenze); OXIANA – Pomezia (Roma); BIRRA SALENTO – Leverano (Lecce); BIRRIFICIO L’OLMAIA – Montepulciano (Siena); ALTA QUOTA – Cittareale (Rieti); BIRRIFICIO SANTA LUCIA – Frosinone; FERMENTO MARSO – L’Aquila; EAST SIDE BREWING – Latina; BEER 1 – Latina; GORGONZINER – Milano; BEER FELLAS – Roma; BREWRISE – Carmignano di Brenta (Padova), con una selezione di birre estere.

Una selezione molto interessante – sottolinea Mauro Pellegrini, presidente di UDB e partner della manifestazione – Unione Degustatori Birre – che vede realtà già affermate del mondo craft accanto a dei nomi nuovi, alcuni dei quali al debutto a Roma. Le tendenze produttive che si registrano vanno verso due distinte direzioni: da una parte la sperimentazione, che guarda soprattutto agli USA, con luppolature importanti e l’aggiunta di frutta tropicale; dall’altra un ritorno alla tradizione, con birre più ‘semplici’, che i mastri birrai italiani personalizzano però con l’estro che li caratterizza e con l’uso di ingredienti del territorio, da cereali e grani antichi a spezie di ogni genere, passando per il miele e le tante perle del nostro paniere agroalimentare. La ricerca di un legame con il territorio è una peculiarità dell’italian style che lo rende vincente e che fa sì che le nostre birre artigianali siano molto apprezzate anche all’estero”.

Tanti dunque gli abbinamenti possibili con lo diverse proposte street firmate da Fritto Misto, la più grande manifestazione italiana dedicata alla frittura che si svolge ogni anno nel centro storico di Ascoli Piceno.

Questo il menu di Birròforum 2018:
LO SPAZIO DEL BACCALÀ FRITTO – Lazio; LA GRICIA – Lazio; LO SPAZIO DEGLI ARANCINI E CANNOLI – Sicilia; LO SPAZIO DELLE OLIVE ALL’ASCOLANA – Marche; LO SPAZIO DEI PANZEROTTI FRITTI – Puglia; RAVIOLI DI RICOTTA CON TARTUFO ESTIVO DEI MONTI SIBILLINI – Marche; LO SPAZIO DELLO GNOCCO FRITTO – Emilia Romagna; ARROSTICINI DI PECORA – Abruzzo; LO STINCO DI MAIALE – Germania.

“Sul versante degli abbinamenti – prosegue Mauro Pellegrini – ci possiamo davvero sbizzarrire e divertire, viste le tante e variegate etichette presenti qui a Birròforum. Con i fritti c’è solo l’imbarazzo della scelta, dalle classiche bohemian pils a quelle prodotte con luppoli americani, fino alle tante rivisitazioni delle blanche di stampo belga presenti e alle teutoniche weiss. Con la pasta consiglierei una bitter, stile di origine inglese che in questo festival trova una vera riscoperta, o addirittura una porter dalle tipiche tonalità scure ricche di riflessi cromatici, mentre su carne e hamburger opterei per pale ale e IPA in tutte le loro varianti, a seconda di cotture, condimenti e contorni. Protagoniste infine dell’originale abbinamento con il sigaro, insieme agli amici di Manifatture del Sigaro Toscano (altra grande produzione italiana), sono le cosiddette birre da divano: imperial stout (in tante varianti, dalla smoked alla tropica), barley wine e scotch ale. E venerdì sera andrà in scena un altro grande abbinamento tutto da scoprire: birra e peperoncino, con la Delegazione romana dell’Accademia Italiana del Peperoncino. Interverrà anche Arturo Rencricca, campione italiano dei mangiatori di peperoncino.”

BirròforumE neofiti e appassionati possono ampliare la propria conoscenza birraria con gli incontri di “Quattro chiacchiere con il mastro birraio”. Ogni sera infatti, con la collaborazione di UDB – Unione Degustatori Birre, vanno in scena tre laboratori con degustazioni guidate e approfondimenti sugli stili e sulle tecniche e i processi di birrificazione.

Non mancano la musica e soprattutto i giochi per tutti i gusti: dal calcio balilla al ping pong, passando per quelli da tavolo (grazie a Strategia e Tattica, negozio storico della Capitale) e molti altri ancora. Gli amanti del fitness possono conoscere le attività dell’Accademia Pugilistica Renato Costantini, mentre gli appassionati di tatoos possono incontrare i professionisti di Fronte del Porto. Anche gli amici a quattro zampe infine hanno a disposizione i propri spazi grazie all’associazione “A tu per tu con il cane” di Riccardo Colaianni.

 

Birròforum| Lungotevere Maresciallo Diaz – Zona Farnesina, Roma

 

Salumi d’Autore e Luppoli d’Oro

Continua il percorso dedicato alle eccellenze campane a Cantina La Barbera con uno speciale abbinamento salumi-birre

Giovedì 3 maggio dalle 20 alle 22, Cantina La Barbera, in via Morghen 36/A al Vomero, dà il via a Salumi d’Autore e Luppoli d’Oro, un evento dedicato agli amanti delle eccellenze enogastronomiche campane che celebra la birra artigianale e i salumi campani.

L’appuntamento prevede un percorso di degustazione a base di birra artigianale a cura dell’azienda Maneba, in abbinamento i prodotti del Prosciuttificio Tommaso, punto  di riferimento in Campania per la produzione di salumi. L’obiettivo cardine dell’iniziativa è quello di valorizzare, attraverso il racconto diretto delle aziende, le caratteristiche del nostro territorio, una terra che si affranca sempre più fermamente come leader del Made in Itay.

I prodotti in degustazione, prosciuttificio Tommaso:

Salumi d'Autore e Luppoli d'OroLonzardo: lardo misto a carne di lonzino che è poi salato ed aromatizzato in modo molto leggero, messo in pelle di sugna per evitare irrancidimenti, e legato come fosse una coppa. La salatura è a secco e determina nel prodotto una sobrietà e una fragranza non immaginabili prima dell’assaggio.

Pancetta arrotolata: è un salume di suino, si ottiene dal tessuto adiposo sottocutaneo dell’addome del maiale, questa varietà è arrotolata e condita con spezie di vario tipo quindi lasciata stagionata per un periodo molto lungo in un luogo fresco e asciutto.

Salame Napoli: Il salame tipo Napoli è un insaccato di carne fresca di maiale aromatizzato con il pepe o con il peperoncino che poi subisce una stagionatura di almeno due mesi prima di essere posto in commercio.

Salsiccia Dolce: è un insaccato di carne di suino stagionato, prodotto solitamente riempiendo un budello naturale con un misto di parti magre e grasse, tagliate a dadini e mescolate con sale. All’impasto così ottenuto sono aggiunte spezie varie e, infine, lasciato stagionare.

Il Birrificio Maneba propone:

Salumi d'Autore e Luppoli d'OroA‘ Livella: American Stout, birra ispirata al mondo anglosassone, realizzata con malti tostati tipici delle birre “nere” inglesi e luppoli americani.

L‘Oro di Napoli: dall’anima belga ma dal carattere d’oltreoceano.

Spaccanapoli: Tripel d’ispirazione belga dal colore dorato con un’irresistibile tentazione.

Masaniello: ispirata alle birre luppolate americane, realizzata con malti caramellati inglesi e una cospicua luppolatura.

Vesuvia: birra d’ispirazione belga, dove son utilizzati malti caramellati e zucchero candito scuro.

 

 

 

L’evento è su prenotazione.
Il costo della serata è di 20 €.
Per info e prenotazioni: Cantina La Barbera 081-2292357;
Eleuteria: 3281574110;
Sito: 
www.cantinalabarbera.it

Una novità nelle birre artigianali campane che certamente stuzzicherà i giovani e non solo. Il birrificio sannita Alkimia lancia la “Cannabir“, una birra artigianale prodotta con l’aggiunta di fiori e foglie di canapa. Sia la birra che la canapa hanno una storia millenaria.
In particolare, la birra è la prima bevanda alcolica prodotta dall’uomo (se ne hanno tracce fin dagli assiro-babilonesi), mentre la canapa per molti secoli è stata utilizzata dall’uomo per produrre abiti, corde, mangime e persino carta (la Bibbia di Gutenberg, il primo libro stampato con la tecnica dei caratteri mobili, fu realizzata nel 1453 su carta di canapa importata appositamente dall’Italia).
La Campania è stata per molto tempo uno dei maggiori produttori di canapa di tutta Europa. Alkimia ha pensato di unire questi due elementi per realizzare un prodotto unico.
CannabirUltima arrivata in casa Alkimia, la “Cannabir” è una tripel ad alta fermentazione, di colore ambrato, da 9° gradi alcolici, aromatizzata alla Cannabis Sativa, più comunemente nota come “canapa indiana” (priva del principio attivo THC e quindi legale).
Questa particolarissima birra presenta all’olfatto profumi di malto e sentori fruttati, con un leggero aroma di pesca sciroppata, equilibrato da un etilico piccante e pungente.
Il calore gustativo è evidente, ma ben bilanciato da una decisa secchezza che lascia la bocca pulita e pronta per un altro sorso. L’attacco al palato è un delicato fruttato di giuggiola e papaya. L’amaro del luppolo e della cannabis arriva subito dopo, non è troppo invadente e ha i decisi sentori di erbaceo tipici della canapa che la completano nel finale restando a lungo nella bocca. Va servita ad una temperatura tra i 7 e i 10 gradi.
cannabirIl birrificio Alkimia di Montesarchio produce, oltre alla “Cannabir“, sei tipologie di birra: una blanche al bergamotto e coriandolo,  chiamata “Stregabianca“; una più beverina golden ale, la “Abracadabra“; una più decisa strong ale, “Cagliostro“, birra ambrata da 7 gradi alcolici; la stout “Streganera“, con note mielate di caffé e cioccolato; la “Artemisia“, una particolarissima saison con scorza d’arancia e pepe nero; ed un’American Pale Ale, la “Cabala“, caratterizzata dai luppoli americani.
In cosa differisce la birra artigianale da quella industriale? Principalmente, le birre artigianali vengono realizzate con ingredienti di altissima qualità, esclusivamente con malti d’orzo e, in qualche caso, frumento o avenanon sono pastorizzate né filtrate e vengono rifermentate in bottiglia. 
Le birre Alkimia, che l’anno scorso furono scelte per girare alcune scene del film di Michela Andreozzi “Nove lune e mezza“, quest’anno sono entrate a far parte delle eccellenze italiane recensite dalla prestigiosa guida Slow Food alle birre artigianali.
Non vi resta che provare la loro “Cannabir“.

Da Bufalè al Vomero la degustazione di Bubala, l’unica birra con siero di latte di bufala D.O.P.

 

Sabato 21 Aprile dalle 18.00 presso  Bufalè, in Via F. De Mura 3-5  a Napoli, sarà possibile partecipare ad una degustazione gratuita di Bubala, l’unica birra al mondo prodotta con siero di latte di bufala campana D.O.P.

L’iniziativa è dell’azienda brassicola casertana White Tree Brewing  che con Bubala  ha unito l’arte birraria al mondo della bufala e della mozzarella dop, infatti il siero proviene da caseifici aderenti al consorzio di tutela.

bufalèWhite Tree Brewing , dopo il premio  Cerevisia 2016 per la sua etichetta alla segale “Easy Rye”, si è cimentata nel progetto Agrimemorie da Spillare, coniugando la passione per la  birra ad eccellenze caratterizzanti il territorio di Terra di Lavoro; così è nata prima Liburia, birra alla canapa e poi Bubala, nell’ unione con il prodotto più identitario della Campania. Bubala, come si legge nella recensione nella ultima edizione della Guida nazionale “Passione Birra” di Repubblica: “ si presenta con un corpo nero impenetrabile sotto un cappello di schiuma cappuccino; tostature e note erbacee dei malti prevalgono lasciando emergere con discrezione la firma campana sul prodotto” .

 

Bufalè propone, nell’accogliente locale del Vomero,  tanti  buoni prodotti alimentari del territorio, a partire proprio  dalla carne di bufalo, in gustosi panini che costituiscono una sana e buona alternativa anche per la pausa pranzo o per trascorrere una serata all’insegna del km 0.

 

Nel corso dell’evento tutti potranno anche dialogare con Sergio Landolfi, mastro birraio di White Tree e con Francesca e Vincenzo, proprietari di Bufalè, che con i loro prodotti accompagneranno la degustazione.

 

 

www.whitetree.it
http://www.bufalebonta.com

(B) Mc Cool’s Pub: Burger&Beef Bar

 Il Burger & Beef Bar(B) Mc Cool’s Pub” sorge presso il quartiere Vomero di Napoli quale innovativo locale, recentemente rinnovato, dove sperimentare un’ottima selezione di carni studiata appositamente dal noto esperto Sabatino Cillo, che comprende Bufala, Maiale Nero Casertano, Mucca Podolica.

(B) Mc Cool’s Pub si staglia nel già ricco panorama di public house partenopeo con una particolare attenzione al panino “gourmet”, esaltato dall’utilizzo di una materia prima di qualità, tra cui formaggi dal sapore unico, da accompagnare sorseggiando una gustosa birra, approfittando della grande varietà disponibile.
Sono tanti i clienti che hanno apprezzato il pub (B) Mc Cool’s classificandolo come uno dei ritrovi più in voga del contesto del Vomero nonostante la forte concorrenza della zona.

 

 

Il concept del locale riprende il colore Black, che caratterizza l’intero arredamento, il tutto completato da un allestimento in pieno stile liberty curato nei minimi dettagli. ll (B) Mc Cool’s presenta inoltre un’ulteriore sala esterna, con l’obiettivo di offrire un ambiente sempre accogliente e  dove poter trascorrere delle piacevoli serate, godendo delle attenzioni di uno staff sempre attento alle esigenze dei clienti, che avranno l’opportunità di assaporare piatti dagli abbinamenti saporiti.

Come ogni public house che si rispetti, interessanti le diverse preparazioni delle classiche patate, un must have del locale; tra le diverse salse di accompagnamento, estremamente intriganti la “tartara” e la salsa “harissa“.

 

La carne è uno degli elementi di punta del pub, protagonista principale delle pietanze del menù. Il cliente potrà scegliere tra diversi pani , tra cui spicca il Bun soffice al sesamo e il pane casereccio morbido, farciti in maniera originale grazie anche alla sapiente guida dello chef  Venerando Valastro che, a cadenza regolare, propone piatti in edizione limitata.

Il menù birra è ampio e variegato, presentando scelte internazionali e artigianali del territorio; inoltre è presente anche una proposta cocktail.
Il (B) Mc Cool’s Pub  non manca di una proposta dessert a coronamento di una serata piacevolmente gustosa da passare in compagnia

 

 

 

(B) Mc Cool’s Pub: Burger & Beef Bar

Via Vincenzo D’Annibale 1, 80129, Napoli

+39 081 020 2922

https://www.facebook.com/mccoolspub/

http://www.mccools.it/index.html

 

La birra artigianale e il gusto del territorio 

 

Grande successo per l’evento “Ciacco & Bacco a tutta Birra” organizzato dalla giornalista e foodblogger Angela Merolla a Gragnano, territorio notoriamente ricco di bontà gastronomiche.

Nel ristoburger Ciacco & Bacco, di Gianluca Ungaro e Rossella Molinari, si sono esaltate le caratteristiche del gusto e degli abbinamenti ideali tra l’antica bevanda di origine celtica e le pietanze caratteristiche del territorio. A dimostrazione, un pranzo sapientemente articolato dove ogni piatto ha avuto il suo abbinamento con una tipologia di birra artigianale proposta dal Birrificio Irpino Serro Croce di Vito Pagnotta ha proposto in degustazione quattro varianti artigianali da filiera agricola.

In cucina, il patron Gianluca Ungaro è stato affiancato per l’occasione dallo chef Francesco Lama, lo chef Felice Ferretti, il maestro pizzaiolo Giovanni Russo, il mastro fornaio Domenico Fioretti.

Queste le proposte dei professionisti del gusto.

Chef Francesco Lama – Pub Cucù – Aversa CE

Il Verace: marennella ai cinque cereali, polpo arrostito, pesto di rucola, pomodorino del piennolo, formaggio Cheddar Westcombe

Mastro fornaio Domenico Fioretti – Carinaro CE

Ripieno scarole e baccalà: ‘mpasticcio

Maestro pizzaiolo Giovanni Russo “Pizzeria La Famiglia” di Casapulla CE

Montanarina al San Marzano D.O.P: pezzella fritta

Chef Felice Ferretti “Tirabusciò” – Pomigliano d’Arco NA

Scarpariello: punta e tacco

(sigarette lisce Pastificio “Arte & Pasta)

Patron Gianluca Ungaro

Stracotto di guancia di vitello e spicchi patate della Sila in buccia: la carne chiama

Panini cafoni del mastro fornaio di Domenico Fioretti da Carinaro CE

Dessert: “Bufalotto” del mastro fornaio di Domenico Fioretti da Carinaro CE

Liquore: Amarè – Distilleria Petrone di Mondragone -Amaro di erbe, piante e agrumi provenienti dall’orto botanico della Reggia di Caserta

Birrificio Artigianale da filiera agricola Serro Croce – Monteverde AV

Birre in abbinamento:

Serro Croce “Chiara”
Stile Ale – note floreali e fruttate

Serro Croce “Ambrata”

Stile IPA – note fresche e fragranti di scorza di agrume che ricordano arancia e pompelmo rosa

Serro Croce “ La Fresca”

Stile Ale – note pepate e speziate, gusto corposo

Serro Croce “ Granum”

Partners dell’evento “Solania” – Azienda leader nella produzione e trasformazione del pomodoro San Marzano Dop dell’Agro Sarnese Nocerino, Arte & Pasta – Pastificio artigianale di Boscoreale.

Il Birrificio Budweiser Budvar perla della Repubblica Ceca

Nella Repubblica Ceca la birra è la bevanda nazionale, il paese detiene infatti il primato del consumo del biondo nettare.

Tanti gli stabilimenti in cui si produce, fra i più noti al mondo quello di proprietà dello Stato in cui si produce la  Budweiser. Ebbene si, come da noi lo Stato detiene il monopolio delle sigarette, che sono indubbiamente dannose per la nostra salute, in Cechia  la mano dello Stato è su alcune fabbriche di birra che, invece, ha proprietà salutari, sempre che non se ne faccia abuso.

La storia della produzione della birra comincia a České Budějovice nel 1265, quando il re ceco Přemysl Otakar II° fondò questa città, dandole anche il privilegio di fabbricarvi la birra.
Il birrificio “Budweiser Budvar“ è stato fondato nel 1895 e il 7 ottobre dello stesso anno fu fatta la prima cottura. Nel 1937, secondo i decreti dell’allora presidente Edvard Beneš, tutte le birrerie con una produzione annuale superiore ai 150.000 hl vennero nazionalizzate. Da allora la produzione annua, in aumento,  è di circa 1,4 milioni di ettolitri di birra. Il 50% di tutta la produzione viene esportata in 65 paesi in tutto il mondo, risultando in tal modo al primo posto nel paese. Il 65% della produzione viene imbottigliata in bottiglie, il 7% nelle lattine e il resto nei fusti.

Attualmente i tipi di birra sono sette:
la birra alla spina (10°): chiara – 4% d’alcol; Pardál – 3,8% d’alcol
la birra lager (12°): chiara – 5% d’alcol; scura – 4,9% d’alcol; Pardál Echt 4,5% d’alcol
la birra speciale e anche la più forte (17°) – “Bud Super Strong” – 7,6% d’alcol (viene imbottigliata soltanto nelle bottiglie piccole – 0,33 l)
la birra non alcolica – meno di 0,5% d’alcol

La  Pardál è  un nuovo tipo di birra, introdotta nel 2005 e successivamente nel 2007 come  birra lager. E’ stata fabbricata in collaborazione con la gente della zona che, assaggiando diversi campioni di birra nei  ristoranti locali, ha contribuito al gusto finale della birra in preparazione.

Il pozzo artesiano

L’acqua è di grande importanza per quanto riguarda la produzione della birra perché le fornisce il suo carattere e gusto particolari e inconfondibili. L’acqua  è di qualità eccezionale: è molto povera di sali, ha solamente 4 gradi di durezza (misurato sulla scala tedesca che indica la presenza di elementi chimici che cambiano il successivo gusto della birra). Nell’area della fabbrica ci sono 2 pozzi artesiani con la profondità di 312 e 320 m. Quest’acqua contiene al massimo 4 mg di nitrati per litro; confrontandola con l’acqua adatta agli adulti che ne contiene 50 mg per litro e con quella dei neonati che ne contiene fino a 15 mg per litro, ci si rende conto che la quantità è davvero esigua. Davanti al pozzo artesiano vi sono anche due recipienti d’acqua, ciascuno con la capacità di 2 500 m³. Il valore ph è 6,8 e la temperatura è 12 – 14°C. L’acqua non è trattata chimicamente, la filtrazione avviene attraverso i filtri di sabbia silicea. I controlli nei laboratori vengono effettuati una volta al mese.
 La sala di cottura

Per la fabbricazione della birra è necessario produrre il mosto  mescolando nell’acqua  malto e  luppolo. Il malto (cioè l’orzo germogliato ed essiccato) proviene dalle malterie della Moravia; il luppolo viene da Žatec (una città a nord-est di Praga, una zona molto famosa per la coltivazione del luppolo).

Tutto il processo tecnico si svolge nelle due sale di cottura per fabbricare due diversi tipi di birra contemporaneamente. Ogni sala di cottura ha 4 tini. Nel primo (tino di miscela), il malto si mescola con l’acqua alla temperatura di 37°C e successivamente si riscalda a 50°C per far attivare gli enzimi che si sono creati nel malto durante la germogliazione nella malteria. Il tutto è travasato nella caldaia di cottura, dove si riscalda a 74°C (temperatura minima per formare gli zuccheri). Dopo viene bollito a 100°C e poi ritorna nel primo tino, dove si mescola con il resto e così si alza la temperatura finale creando gli zuccheri. Questo processo avviene due volte. Grazie agli zuccheri fermentabili ormai presenti, il mosto è poi in grado di  fermentare, creando l’alcol e l’anidride carbonica. Successivamente, tutto è travasato nella vasca di filtrazione dove c’è un crivello sul fondo: lì rimangono i residui che non si sono sciolti. Attraverso questo filtro il mosto  viene travasato nel quarto tino (la caldaia di luppolamento) dove si aggiunge il luppolo e tutto viene bollito insieme per un’ora e mezza a 100°C. Per ogni cottura vengono usati circa 100 kg di luppolo e 9 tonnellate di malto. I tini vengono riscaldati con il vapore. Tutto il processo di produzione dura 10 ore e alla fine si ottengono circa 550 – 600 hl di mosto di birra. La doppia sala di cottura lavora tutto il giorno e produce 6 000 hl di mosto.

Le parti esterne sono di rame, ma questo non ha nessun influsso sul gusto della birra; si tratta solamente di un fatto visivo e tradizionale, usato anche in altri birrifici. Dato che il rame è velenoso, le parti interne sono di acciaio inox. Queste vengono pulite automaticamente una volta alla settimana, mentre le parti di rame una volta al mese, manualmente, usando acidi speciali

 

 I tini di fermentazione

 

Nei tini di fermentazione avviene la fermentazione principale della birra. Prima si usava
la fermentazione aperta ma a partire dal 1993 vengono utilizzati 30 tini – ciascuno ha una capacità di 2 400 hl. – di fermentazione cilindrico-conici.  Il mosto bollito di birra viene raffreddato a 7°C e versato nei tini cilindrico-conici. Dopo il raffreddamento è necessario aggiungere al mosto il lievito di birra che viene prodotto nei  laboratori,  il tipo di lievito è quello adatto per la fermentazione bassa (per questo è necessario che la temperatura durante la fermentazione sia bassa, al contrario della fermentazione alta, in cui la temperatura è intorno ai 20°C). Al di sotto della temperatura di 7°C inizia la fermentazione che dura 10 – 15 giorni (dipende dal tipo di birra). Durante la fermentazione principale fermenta il 75% dell’estratto e si creano l’alcol e l’anidride carbonica. Grazie all’alcol, il lievito precipita sul fondo. Il lievito viene usato solo due volte. Successivamente assieme agli avanzi del malto si vende come mangime per gli animali, avendo un alto contenuto di vitamina B. Dopo questa prima fermentazione, la cosiddetta “birra giovane” viene travasata nel recipiente di deposito, dove matura.

 

I recipienti di deposito

 

In questa sezione  vi sono 500 recipienti di deposito d’acciaio, con un volume da 65 a 550 hl.  Questi ultimi hanno tutti un volume di 3700 hl. Su ogni recipiente si trova un regolatore di pressione, installato per mantenere l’eccesso di pressione che non deve oltrepassare 0,5 atm. Sotto questa pressione la birra può maturare.
Il tempo di maturazione dipende dal tipo di birra: per la birra alla spina, circa 30 giorni; la birra lager, circa 90 giorni; la birra Bud, fino a 250 giorni. Durante queste settimane la birra matura: equilibra il gusto, il colore e si satura dal biossido di carbonio. La birra maturata viene travasata nell’impianto di filtrazione dove viene filtrata due volte, dopodiché viene imbottigliata
e messa nei fusti.

 L’imbottigliamento

 

Nella sala d’imbottigliamento vi sono due linee, ognuna capace di imbottigliare fino a 38.000 bottiglie all’ora. Ciascuna linea ha un lavabottiglie, un’apparecchiatura per controllare
la pulizia, e l’imbottigliatrice dove la birra viene immessa sotto la pressione dell’anidride carbonica. Le bottiglie vengono subito chiuse e vanno nel pastorizzatore. Questo è un tunnel dove l’acqua calda è spruzzata sulle bottiglie: la temperatura dentro la bottiglia è di 67°C, poi viene raffreddata a 20°C. La pastorizzazione dura 45 minuti, dopodiché le bottiglie vanno verso l’etichettatrice e l’imballatrice (nelle casse, nei cartoni o nelle confezioni da 4, 6 o 10 pezzi).

 

Harry di Prisco

La Birra casertana di White Tree

al Birra Village Terra di Lavoro

Non poteva mancare chi “spilla” in casa, così l’azienda brassicola casertana White Tree sarà presente tra gli espositori del primo Birra Village Terra di Lavoro che si svolgerà all’ombra della Reggia presso il Parco Maria Carolina dal 21 al 24 settembre.

White Tree sarà presente con tutta la linea di birre; da quelle che hanno costituito l’ avvio del percorso imprenditoriale come Cheritra e Lorien, fino alle ultime arrivate frutto del progetto aziendale Agrimemorie da Spillare; Liburia, birra alla canapa campana e la ormai famosa Bubala, la prima milkstout al mondo realizzata dalla lavorazione del  siero di latte di bufala campana dop, che tante soddisfazioni sta regalando agli artigiani casertani. Anche di queste innovazioni di prodotto e del progetto territoriale Agrimemorie da Spillare,  si discuterà nello stand di White Tree e in alcuni degli  incontri formativi previsti dagli organizzatori di Birra Village.

“Dopo tante manifestazioni in giro per l’Italia è bello esporre nella propria città con un evento dedicato al vasto mondo della birra artigianale che in Campania vede sempre più estimatori”-spiega il mastro birraio di White Tree Sergio Landolfi.

Fb:  @Whitetree Brewing

Mail White Tree info@whitetree.it

 

Il pubblico premia terza edizione di “Kult – Karma oltre la birra”

Dal 14 al 17 settembre il Birrificio Karma ha aperto le porte ad appassionati e curiosi, italiani e internazionali, per una quattro giorni di buon cibo, bella musica ed ottima birra: l’evento “Kult – Karma oltre la birra”.

birra kult karma

Inaugurata la nuovissima sala degustazione, pensata come una vera e propria serra abbracciata da un giardino a gradoni, che accoglierà gli ospiti per un percorso tra i diversi mondi e stili delle birre Karma.

Ben nove gli spillatori delle birre made in Alife in azione continua, per tutti i gusti e tutte le tipologie.

Apprezzati e frequentati anche i vari laboratori: Lo Zafferano a cura dell’Associazione Produttori Zafferano di Terra di Lavoro, integrato dalla degustazione di un piatto dello chef stellato Renato Martino, La Cipolla Alifana e I Grani Antichi gestiti da Slow Food Volturno, inoltre Degustazione sigaro e Birra realizzato da UnionBirrai e Club Amici del Sigaro Toscano, Degustazione Formaggi Tipici con i prodotti del Caseificio La Teresina e infine, nella giornata di domenica, La coltivazione della Canapa a cura della Fattoria Seminole.

Un’atmosfera conviviale e piacevole ha accompagnato gli ospiti alla scoperta delle eccellenze territoriali, con un respiro europeo grazie al gemellaggio con tre birrifici polacchi:  Browar Artezan, Pracownia Piwa e Trzech Kumpli – Browar Lotny, dopo il grande successo delle birre tedesche dello scorso anno.

Un evento in divenire, che anno dopo anno amplia il suo pubblico e i suoi obiettivi.

Per saperne di più dai un’occhiata alla pagina Fb del @karmabirrificio

#faccedabirra

Le storie, i volti e i luoghi della birra artigianale in Campania.

Questo il titolo del nuovo libro di R. Pellecchia, A.Petitti e S. Prisco, un viaggio lungo le variegate strade della birra artigianale in Campania.

L’idea, spiega Roberto Pellecchia nel libro, era quella di parlare della realtà dei birrifici campani e del territorio circostante.

Nel testo, infatti, il legame con il territorio è molto vivido e ogni birrificio scelto è accompagnato da una contestualizzazione geografica. Questo perché ormai il cibo è cultura, e il legame col territorio è una componente fondamentale di ogni prodotto enogastronomico, tale da non poter più considerare l’uno senza l’altro.

I prodotti, infatti, sono figli del nostro territorio e in questo libro si racconta proprio questo.

#faccedabirra vuole essere un vademecum di suggerimenti su quali birre bere, dove berle e cosa andare a vedere nel territorio di riferimento, per unire il piacere del palato a quello dell’esperienza turistica vera e propria.

Sono 19 i birrifici presentati nel volume e per ognuno di essi quattro sezioni dedicate: la storia dell’azienda e dei suoi protagonisti, le birre e le loro caratteristiche, il territorio circostante, i suoi punti di interesse e le manifestazioni più importanti legate alle tradizioni locali e ai prodotti tipici.

Appare evidente che l’intenzione di questa “guida” è molto più ampia di una semplice indicazione geografica di qualità delle birre protagoniste, ma tra le pagine  risulta prorompente la volontà di voler raccontare delle storie su delle persone e sul coraggio delle loro azioni. Si vuole approfondire un mondo giovane e in totale evoluzione, come quello dei birrifici artigianali in Campania, pieno di energia e di potenzialità interessanti.

Le schede vengono chiamate “schede sentimentali”, come spiega Sabrina Prisco, perché non contengono punteggi né giudizi, ma vogliono essere semplicemente una condivisione di suggestioni ed emozioni, senza tralasciare il punto di vista tecnico.

Una buona lettura, alla quale seguirà, ne siamo certi, una buona birra.

 

Arriva #faccedabirra…

La Campania brassicola in un viaggio attraverso luoghi,

sapori e storie imprenditoriali e di vita

… … … … …

Anteprima 20 novembre 2016, ore 19

Casa Barbato – Montoro (AV)

 

19 i birrifici protagonisti, 19 percorsi turistici, 5 pub storici, centinaia di prodotti tipici da scoprire e di indirizzi in cui “mangiare&dormire”. E’ la Campania della birra artigianale, con le sue facce e le sue storie dapprima imprenditoriali, poi di vita vissuta.

Una Campania tendenzialmente giovane sia d’età che d’esperienza, ma che sta contribuendo in maniera rilevante alla nascita di una identità brassicola tutta italiana, una tendenza che guarda al territorio ed alla materia prima autoctona che ci rende noti in tutto il mondo.

E’ questo – in sintesi – il file rouge di “#faccedabirra – Le storie, i volti e i luoghi della birra artigianale in Campania” edito da Officine Zephiro, opera uscita in questi giorni nella ricorrenza dei vent’anni della birra artigianale italiana.

Un libro “nuovo” per la formula che mescola sapientemente il food al turismo in nome di un segmento che tende a crescere a dispetto della crisi, ovvero il turismo gastronomico.

Dunque non una guida ma un compagno di viaggio per chi, mosso dall’amore per la birra artigianale, apprezzi l’idea (etica) di scoprirla nei luoghi di produzione, unendo un piacere di gola alla nobile missione di conoscere meglio una regione che ha ancora tanto da raccontare.

D’altronde i birrifici ed i microbirrifici protagonisti di #faccedabirra spesso nascono in luoghi abbastanza isolati e lontani dalle classiche mete.

Le molteplici realtà produttive nate in Campania a partire dal 1999 (oggi se ne contano circa 50, ma il numero tende a cambiare quotidianamente) rappresentano anche uno spaccato interessante dell’imprenditoria giovanile. In un divertente identikit il birraio campano è nato nel 1974, non è laureato e – dopo aver cercato lavoro – ha “ripiegato” (e con soddisfazione) su una passione, trasformandola in mestiere.

Un libro da leggere più volte e a più livelli, da consultare e con cui viaggiare, firmato da Roberto Pellecchia, autore di numerosi libri ed ottimo fotografo, da Antonella Petitti, giornalista specializzata in food ed in viaggi, e da Sabrina Prisco, ristoratrice e degustatrice.

Ad aprire il calendario di presentazioni in giro per la Campania un evento-anteprima in programma a Montoro, presso Casa Barbato il 20 novembre alle ore 19.

Un luogo multifunzionale che si candida ad essere cornice appassionata di eventi culturali attorno al mondo del food, nonché ristorante nato in nome della Cipolla Ramata di Montoro grazie allo spirito imprenditoriale ed alla lungimiranza di Nicola Barbato.

Sarà occasione per incontrare dal vivo tutti i protagonisti del libro e degustare alcune delle più rappresentative birre da loro prodotte.

La presentazione si svolgerà dalle 19 alle 20:30, mentre a seguire avrà luogo una cena a cui è possibile prendere parte solo previa prenotazione allo 0825.1728592 e dove in carta saranno presenti 19 etichette di birra artigianale, una per ogni birrificio.

Il costo della cena, firmata dallo chef Rinaldo Ippolito, è di 25,00 euro (acqua e birra inclusa).

La prossima data per incontrare gli autori e vivere la presentazione di #faccedabirra è prevista il: 30 novembre 2016, ore 18 alla Feltrinelli di Salerno in Corso Vittorio Emanuele.

 

Il menù a Casa Barbato (20 novembre ore 21)

Panino di semola con maialino cotto a bassa temperatura con melanzane sott’olio, alici di Cetara su crema di peperoni;

Fusillone di Grano Armando con porcini e fonduta di schiena d’asino;

Sella di coniglio con San Marzano polvere di olive e cipollina ramata brasata;

Mousse di castagna con spugna di cioccolato, salsa di loti e croccante di pinoli;

 

Casa Barbato (seguire le indicazioni per GB Agricola)

Via Padula – Montoro (AV)

0825.1728592

 

Gli autori.

 

Antonella Petitti

Giornalista enogastronomica, degustatrice e conduttrice. Ama declinare il suo amore per il food ed il turismo non dimenticando mai la sostenibilità. Dopo anni di tv e radio, fonda nel 2009 il blogzine Rosmarinonews.it, oggi è anche corrispondente del quotidiano  Il Mattino e della rivista VdG I Viaggi del Gusto.

Nel 2010 per DeGusta ha firmato il libro di ricette A tavola con gli chef, nel 2016 ha ricevuto il prestigioso Premio Furore al giornalismo.

 

Roberto Pellecchia

Medico, geriatra e cardiologo, da sempre appassionato di tutto ciò che riguarda il territorio. Ama definirsi fotografo e viaggiatore. Dopo le fortunate pubblicazioni Le 100 spiagge della Costiera Amalfitana (2008, nuova edizione 2016); Spiagge, Cale e Borghi della Costa del Cilento (2010), Le 100 Meraviglie del Cilento e del Vallo di Diano (2012) e Segreti e Meraviglie della Costa di Sorrento (2014), tutti editi da Officine Zephiro, si è dedicato con l’entusiasmo di sempre all’esplorazione dei territori trattati in questo volume.

 

Sabrina Prisco

Lavora nel campo della ricerca clinica oncologica, ma da undici anni veste anche i panni della ristoratrice  con la sua nota Osteria Canali, nel centro storico di Salerno. Da sempre appassionata di enogastronomia, viaggi e libri, ha acquisito una grande esperienza nel settore delle birre artigianali. Con la sua collaborazione alla stesura di #faccedabirra ha messo insieme tutte le sue passioni.

 

La casa editrice.

Officine Zephiro è stata fondata nell’anno 2000 da Gabriele Cavaliere. Per quasi dieci anni ha pubblicato il free press Giracostiera: l’Informavacanze della Costa d’Amalfi (che riprenderà la pubblicazione a Pasqua 2017). Ha realizzato il portale turistico di Amalfi www.amalfitouristoffice.it ed il progetto di marketing territoriale Maiori sole&arte. Ha pubblicato le mappe turistiche dei paesi (in scala 1:5.000) e le Carte dei sentieri  della Penisola Sorrentino-amalfitana, compresa l’isola di Capri (in scala 1:10.000). Ha in catalogo circa quaranta libri, realizzati in lingua italiana ed inglese, suddivisi in quattro collane editoriali:

Cart&guide: mappe e libri per il trekking e l’hiking

Informavacanze: guide “alternative” dei paesi

Volamarina: racconti del territorio

Gastronomica: sapori e colori della nostra terra

 

Il catalogo su www.officinedellibro.com

 

#faccedabirra

Le storie, i volti e i luoghi della birra artigianale in Campania

Officine Zephiro Editore

16,00 euro

formato: cm 14,00 x 24,00

pagine: 240 a colori

rilegato in Brossura

 

E’ possibile acquistare il libro presso:

Libreria Feltrinelli di Napoli

Libreria Feltrinelli di Salerno

Libreria Acanfora di Cava de’Tirreni

Libreria Tasso di Sorrento

Librerie Mondadori di Castellammare di Stabia, Salerno, Pompei, Maiori e Amalfi

 

 

Ufficio Stampa

a cura della redazione di Rosmarinonews.it

 

Per info, richiesta materiale ed interviste:

redazione@rosmarinonews.it

 

Per contatti con l’editore ed acquistare copie:

hi@officinezephiro.com