Articoli

Il primo corso universitario online sulla pizza per tutti 

Tutti ne parlano, tutti la mangiano ma pochi la conoscono davvero: la Pizza è uno dei simboli dell’Italia nel mondo ma quanti ne conoscono la storia, l’evoluzione, gli ingredienti, le tecniche, gli stili, l’apporto nutrizionale? 

La pizza è più di una ricetta: è un Patrimonio Culturale Nazionale, e, nel caso del pizzaiolo napoletano, un Patrimonio Immateriale sancito dall’Unesco. Un simbolo della Dieta Mediterranea e della cultura della Convivialità, un elemento in cui si fondono tradizione e innovazione.  

Per questo la più antica università laica d’Europa ha raccolto la sfida di parlarne in maniera scientifica e divulgativa con un prodotto multimediale pensato per il web. 

Il Centro Federica Weblearning dell’Università di Napoli Federico II presenta il primo corso online sulla pizza, da seguire gratuitamente su computer, ipad e i cellulari, senza vincoli di presenza e orario. 

Da oggi, online, c’è una nuova possibilità di imparare, anche in modo divertente ma preciso e scientifico: https://www.federica.eu/c/pizza_revolution 

Il corso Pizza Revolution è curato del giornalista Luciano Pignataro, autore di uno primi e più completi saggi sull’argomento: “La pizza. Una storia contemporanea” edito da Hoepli, ed è un corso teorico e online. Dalla storia alla lievitazione, dalla farcitura alla cottura, dalla diffusione all’etimologia della parola, la pizza viene trattata in tutte le sue diverse componenti. Un corso pensato per vari target: dagli addetti ai lavori ai semplici curiosi, dagli appassionati agli operatori del settore enogastronomico. 

Luciano Pignataro è la voce narrante di un viaggio che ci porta dal Veneto a Roma, dalla Campania a New York attraverso i volti e le storie dei pizzaioli più noti al grande pubblico: Gino Sorbillo, Ciro Salvo, Franco Pepe, Salvatore Salvo, Enzo Coccia, Matteo Aloe, Giancarlo Casa, Enzo Piccirillo, Sara Palmieri, Lello Ravagnan.  

Non mancano i tutorial sulla cottura e sull’impasto, sulla pizza fritta e sugli ingredienti.  

50 interviste ai testimoni di una “rivoluzione” che vede la pizza passare da cibo povero a piatto ricercato, che si adatta, attraverso studio e ricerca, anche a celiaci e intolleranti. 

Accanto ai pizzaioli, ci sono professori universitari, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, esponenti dei media. 200 slide di testo e 100 link per un racconto corale che parte da discipline diverse con il comune denominatore “pizza”: il prof. Bruno Siciliano e il robot Rodyman, il prof. Paolo Masi e la cottura in termini scientifici, il prof. Alberto Ritieni e la pizza nutraceutica, la prof.ssa Valentina Della Corte e la pizza experience, il prof. Raffaele Sacchi e lo studio degli ingredienti, il linguista Paolo D’Achille e il significato della parola pizza, il prof. Matteo Lorito e l’alta formazione in campo gastronomico. 

Un’esperienza innovativa, coinvolgente, un sapere gratuito, a portata di click: il corso Pizza Revolution è una rivoluzione anche per questo.  

Per iscriversi basta accedere al corsoiscriversi compilando il form di registrazione e confermare la propria mail. Poi, non resta che seguire, spicchio dopo spicchio, questo percorso a base di pizza. 

Ufficio Stampa Evelina Bruno

Quante pizze possono sfornare 50 pizzaioli in 12 ore? 10.893. È il numero esatto di pizze sfornate ieri nella zona portuale di Torre Annunziata gremita di persone che ha valso la riconquista del Guinness World Record ai 50 pizzaioli campani, riuniti dal presidente e dal vicepresidente dell’associazione Gruppo La Piccola Napoli Paco Linus ed Enzo Fiore.

record

Le 10.893 pizze sono state preparate, infornate e sfornate in sole 14 ore in barba alle 24 ore previste dal record ufficiale. “La più grande soddisfazione è stata riconquistare il record in territorio campano, portatoci via dagli argentini dopo la nostra precedente vittoria in Svizzera” ha detto Paco Linus che sapientemente ha diretto la brigata di pizzaioli aiutato dal suo braccio destro Enzo Fiore.

“L’aver coinvolto aziende del settore agroalimentare campano come Solania, Il Molino Scoppettuolo, Latticini Orchidea ha significato per noi sottolineare un’identità territoriale forte, come a evidenziare un lungo filo indissolubile che lega l’arte della pizza al territorio campano” ha detto Enzo Fiore.

Presenti, infatti, anche gli sponsor nelle persone di Giuseppe Napoletano per Solania srl, Raffaele Maiello per Latticini Orchidea, Ciriaco Scoppettuolo per il Molino Scoppettuolo e Damiano Reppuccia per i Forni Reppuccia che hanno accolto positivamente l’evento fornendo le materie prime per la felice riuscita dell’obiettivo.

L’evento ha avuto anche un risvolto solidale: infatti, due terzi delle pizze sono state donate alle persone meno abbienti della città e alle associazioni del territorio. “ Il nostro intento” ha commentato Paco Linus “è stato anche quello di riuscire a strappare sorrisi a chi una pizza, diciamola tutta, non se la può permettere”. E anche per chi, invece, ha qualche possibilità in più la soluzione è stata quella di distribuire l’altra metà al prezzo popolare e simbolico di 2 euro.

record

L’unione di persone accomunate dalla stessa passione e aziende fortemente radicate nel territorio è stato dunque il modo migliore per stabilire il nuovo primato e per creare un intenso momento di solidarietà sullo sfondo di uno dei luoghi più suggestivi del nostro territorio.uno dei luoghi più suggestivi del nostro territorio.

 

Marika Manna

I Grandi Chef al Pizza Village: dopo Gennaro Esposito partecipano Niko Romito e Alfonso Iaccarino

Nel weekend sul palco di RTL 102.5 Anastasio, Mahmood e Fred De Palma. Domenica derby all’Ippodromo

Sono bastati solo 20 secondi e 76 centesimi al pizzaiolo napoletano Giuseppe Crapetti, della pizzeria Fermento, per realizzare la pizza margherita e vincere, anche quest’anno, il contest Pizza più veloce indetto da Trenitalia al Napoli Pizza Village.

Napoli Pizza Village

Si conferma dunque pizzaiolo più veloce, per il secondo anno consecutivo, Giuseppe Crapetti che ha superato Silvio Zingarella, pizzeria Nanà (24”,19) e Luigi Petrone, pizzeria Vesuvio (26”,18). Premiato sul palco del Napoli Pizza Village da Serafino Lo Piano, responsabile vendite Alta Velocità e Media & Lunga Percorrenza di Trenitalia, al vincitore è andata la maglia del giocatore del Napoli calcio, Dries Mertens e due biglietti dello stadio San Paolo per assistere a due partite casalinghe del Napoli in campionato.

Intanto al food festival sul lungomare, che chiuderà domenica 22, si susseguono le presenze anche di chef stellati come: Gennaro Esposito, Niko Romito edAlfonso Iaccarino, a dimostrazione del valore gastronomico raggiunto dal disco di pasta più noto al mondo.

La pizza, infatti, continua a suscitare grande interesse e non solo tra i visitatori ma persino tra i grandi chef. Dopo la partecipazione dello stellato Gennaro Esposito, al Napoli Pizza Village sono in arrivo altri nomi illustri della cucina nazionale. In terrazza Ferrari, sabato alle 21.30, per il premio“Costantino Cutolo Street Art Festival”con Lino Cutolo (Compagnia Mercantile d’Oltremare-Ciao Pomodoro), interverrà lo chef abruzzese Niko Romito.

Domenica, invece, in occasione degli incontri NPV d’Essai, ma sempre nell’area esclusiva terrazza Ferrari, alle 18.30, ci sarà Alfonso Iaccarino, chef e titolare del noto ristornate stellato Don Alfonso a Sant’Agata sui Due Golfi, che parteciperà al convegno dal titolo: Cucina&Pizza.

Domenica, grazie all’accordo siglato tra il gruppo Oramata, che organizza il Napoli Pizza Village,eIppodromi Partenopei, accesso gratuito al92° Derby Italiano del Trotto memorial Luciano De Crescenzo. ,

A coloro che in settimana hanno acquistato un menù del food festival è stato consegnato un coupon per accedere liberamente, domenica 22 settembre dalle ore 18.00, all’Ippodromo di Agnano di Napoli.

Il Palco di RTL 102.5 presenterà ancora grandi ospiti nel weekend conclusivo della manifestazione. Sabato alle 21.30 toccherà al campano Anastasio mentre domenica salirà sul palco il vincitore del festival di Sanremo 2019 Mahmood ed a seguire il rapper Fred De Palma.

SABATO 21 SETTEMBRE

18:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso su invito) NPV d’EssaiPizza Donnaconduce Nerina Di Nunzio (Food Confidentialcon Sara Palmieri (10 Diego Vitagliano)Marzia de Rinaldi (Casa De Rinaldi)

NPV Classlezioni di pizza di Rossopomodoro con:

18.30Vincenzo Capuano (Pizzeria Vincenzo Capuano) – 21.00Stefano Guerin (SG Diet Molino Caputo)

20:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso su invitoPizza Tourconducono Federico De Cesare Viola e Luciana Squadrilli (Food & Wine Italia)con  Ciro Oliva (Concettina Ai Tre Santi),Corrado Scaglione (Enosteria LipenJacopo Mercuro), Mirko Rizzo (180 g Pizzeria Romana)

21:30Terrazza Ferrari (accesso solo su invito) Riunione giuria assegnazione premio “Costantino Cutolo Street Art Festival”con Lino Cutolo (Compagnia Mercantile d’Oltremare-Ciao Pomodoro) e lo chef Niko Romito.

21:30sul palco NPV– ANASTASIO – diretta in radiovisione su RTL 102,5 – a seguire Luca Rossi Tammorra Set – Il cantante Francesco Da Vinci – Lo youtuber Diego Laurenti in Iutubber live – Ivano 127 Rosso & il suo ospite speciale Vale Lambo – Il trapper Coco – La partecipazione eccentrica di Lisa “ subrettina” Fusco.

 

DOMENICA 22 SETTEMBRE

19.00Palco – Premiazione Rossopomodoro e premiazione delContest Costantino Cutolo Street Art Festival 

18:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso su invito) NPV d’Essai– Cucina&Pizzaconduce Eleonora Cozzellacon Franco Pepe (Pepe In Grani) Alfonso Iaccarino |(Don AlfonsoAntonello Maietta (presidente AIS nazionale)

18:30NPV Classlezioni di pizza di Rossopomodoro con Teresa Iorio (Le figlie di Iorio e Rossopomodoro)

21:30sul palco NPV– MAHMOOD /FRED DE PALMA – diretta in radiovisione su RTL 102,5a seguire i trapper Peppe Soks, Samurai Jay – Il cantante Mr HYDE con ospite Gianluca Capozzi – Blair

 

Ufficio Stampa

KUHNE & KUHNE

Prima serata della nona edizione del Napoli Pizza Village che parte con la marcia giusta, illuminata da una meravigliosa luna rossa e che ha già accolto migliaia di persone. Il sindaco Luigi de Magistris ha di fatto inaugurato l’evento, tagliando una pizza, un ciack per lo spettacolo più bello del mondo che dura 10 giorni e che celebra il cibo più internazionale, made in Naples.

Napoli Pizza Village

Sul palco Clementino ha debuttato accolto da migliaia di fan, in diretta in radiovisione su RTL 102.5. Dallo stesso palco gli organizzatori hanno comunicato la notizia dell’annullamento dell’esibizione di Arisa prevista per questa sera, a causa di un piccolo incidente che l’ha costretta a cancellare tutte le date dei prossimi giorni. Nell’augurarle buona fortuna e un arrivederci sul palco del Napoli Pizza Village è stato annunciato l’arrivo dei Tiromancino che suoneranno questa sera e l’attesa partecipazione di Enzo Gragnaniello.

Tantissimi gli eventi in calendario fino a domenica 22 settembre, oltre la possibilità di degustare la pizza, con workshop, convegni, incontri e spettacoli, grazie all’organizzazione di Oramata Grandi Eventi che lunedì 16 presenterà la partecipazione di Napoli Pizza Village a New York, prevista per ottobre, in occasione dei festeggiamenti del Columbus Day 2019.

 

Questo il programma di LUNEDÌ 16 SETTEMBRE

18:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso solo su invito)

“Appuntamenti di Gusto: Fiordilatte Vs Mozzarella di bufala”promosso da Latteria Sorrentina,

in collaborazione con Scatti di Gusto– Ospiti Gino Sorbillo, Francesco Martucci e Franco Amodio.

 

NPV Class lezioni di pizza di Rossopomodoro con:

ore 18.30Andrea Cozzolino (Senza Wellness Foods) ore 21.00 Salvatore Lioniello (Pizzeria Da Lioniello)

19:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso solo su invito) – Convegno: “Il turismo enogastronomico a Napoli e le eccellenze del territorio” in collaborazione con la Fondazione Univerde –presieduta dall’on. A.Pecoraro Scanio.

 

19:00Area Ospitalità – Evento “Napoli Pizza Village VS New York Pizza Festival 2019” Protagonisti: Antimo Caputo (Mulino Caputo), Claudio Sebillo e Alessandro Marinacci (Oramata Grandi Eventi), Fred Mortati (presidente Pizza Academy Foundation che organizza il festival a New York) con una delegazione composta da 30 trend setter Usa

 

ore 20:00Area eventi Terrazza Ferrari (accesso solo su invito) NPV d’Essai –  Pizza Senza, conducono Federica Gentile  RTL 10’2,5 e Nunzia Marciano Canale 8 conDavide Civitiello(Rosso Pomodoro), Renata Sitko (Villa Giovanna, Ottaviano), Guglielmo Vuolo (4°-Napoli) e Maurizio Filippi (Miglior Sommelier d’Italia 2016)

 

ore 21:00 sul palco NPVThe Kolors-Elodie-diretta in radiovisione su RTL 102,5

a seguire 80’S PIZZA STYLE: la serata tributo agli anni ’80 con Milena Setola (tributo agli Wham) – Federico di Napoli (da Made in Sud) con l’omaggio ad Alan Sorrenti e la partecipazione straordinaria di Tony Esposito

Tutte le info su www.pizzavillage.it

Uffiio Stampa KUHNE&KUHNE

 

Saranno 34, tra chef, maestri pizzaioli, pasticcieri, maître che si alterneranno sul palco di LSDM nelle due giornate del congresso (martedì 1 e mercoledì 2 ottobre) in programma a Paestum, nei bellissimi spazi del Savoy Beach Hotel. Temi etici e futuro della cucina, questa la traccia lanciata da Barbara Guerra e Albert Sapere, ideatori e curatori di quello che ormai da dodici anni è uno degli appuntamenti più attesi nel calendario degli eventi enogastronomici internazionali.

LSDM

“Possiamo dire – sottolineano Guerra  e Sapere – che questa è la prima versione di LSDM con un taglio gastro-umanista. Nel senso che, pur non mancando come è ovvio che sia una costante attenzione agli aspetti tecnici, abbiamo però voluto approfondire alcune tematiche a nostro giudizio fondamentali nella ristorazione attuale e, ancor di più, in quella dei prossimi anni”.

Un’ideale prosecuzione rispetto al decalogo del cuoco, al centro dell’edizione 2018 di LSDM, che già aveva puntato i riflettori su alcuni problemi etici che contraddistinguono l’attività dello chef dei giorni nostri. Un argomento delicato che, nel corso di LSDM 2019, si arricchirà di ulteriori suggestioni, ponendo quesiti che, è facile immaginare, avvieranno serrate dialettiche.

“Il tema principale verte sulla libertà del cuoco di fronte alle nuove e sempre più sentite sensibilità – continuano i due ideatori – Libertà di scegliere qualsiasi materia prima, senza limiti di spazio e di compatibilità ambientale oppure libertà di interpretare, anche grazie all’utilizzo delle moderne tecniche, il comune sentire in ambito etico e ambientale proponendolo nei propri piatti”.

In effetti, anche da parte dei consumatori, è sempre più avvertibile l’esigenza di guardare alla materia prima non più soltanto in riferimento alla qualità e al gusto della stessa ma anche, se non soprattutto, in relazione all’aspetto salutistico e al rispetto ambientale. Un cambiamento di prospettiva che già di per sé offre diversi spunti.

L’inaugurazione sarà affidata ad Ernesto Iaccarino, che sarà accompagnato dal giornalista e saggista Pino Aprile. Ci saranno altre sorprese nelle moderazioni che saranno annunciate in seguito.

Spunti che verranno approfonditi nel corso delle due giornate di Paestum che comunque promettono di affrontare anche altri temi, a partire dai grandi cambiamenti in atto nell’ambito della cucina d’autore tra passato, presente e futuro, focus della prima giornata. E l’elemento transgenerazionale caratterizza anche la scelta degli ospiti di questa edizione dove alla presenza di alcuni dei padri nobili della cucina italiana si alternerà quella di una nouvelle vague sempre più presente e in grado di caratterizzare stili e tendenze. Saranno proprio i giovani a contraddistinguere la seconda giornata del convegno con un tema, “Il futuro della ristorazione italiana”, di notevole appeal.

LSDM 2

Tornando alla giornata di martedì 1 ottobre, da non perdere l’approfondimento “Italia fuori dall’Italia” che vedrà protagonista un vero e proprio dream team di chef italiani che rappresentano ai massimi livelli la nostra cucina nel mondo. Giornata inaugurale che si concluderà con un attesissimo focus sulla pizza e su 5 dei premi speciali assegnati da 50 top pizza.

Mercoledì 2 ottobre, come detto, grande spazio alle giovani leve della cucina d’autore italiana. E finale tutto da vivere con una selezione di straordinari maestri italiani e internazionali che chiuderanno nel migliore dei modi il congresso.

“Riteniamo di aver messo a punto un programma di altissimo profilo, visto il valore delle tematiche e l’importanza degli protagonisti sul palco – concludono Barbara Guerra e Albert Sapere – al quale abbiamo voluto aggiungere un significativo plus. Quest’anno l’accredito non sarà libero ma vincolato a una donazione di 50 euro per le due giornate. Donazione che verrà effettuata direttamente sul conto corrente del Parco Archeologico di Paestum, nell’ottica di una collaborazione sempre più stringente tra mondo della cultura e quello del cibo.

 www.lsdm.it

Il programma

 

LSDM 2019, tema: il futuro della cucina, etica, sostenibilità, estetica

 

Martedì 1 ottobre 2019

10.45    Inaugurazione

I grandi cambiamenti nella cucina d’autore, passato presente e futuro

11.00     Ernesto Iaccarino a Pino Aprile

11.30     Moreno Cedroni

 

L’Italia fuori dall’Italia

12.30     Umberto Bombana (Hong Kong)

13.30     Massimiliano Sena (Svizzera)

13.30     15.30     Pausa

15.30     Giovanni Passerini (Francia)

16.00     Nello Cassese (Brasile)

16.30     Danilo Cortellini (Inghilterra)

17.00     Mario Gamba (Germania)

17.30     Grarrison Price e Riccardo Orfino (Stati Uniti) e Peppe Guida

Pizza e futuro

18.00     Lorenzo Sirabella, Salvatore Lioniello, Pier Daniele Seu, Denis Lovatel, Ciro Salvo

 

Mercoledì 2 ottobre 2019

10.30    Presentazione 50 top Italy

Il futuro della ristorazione italiana

11.00    Marco Ambrosino

11.20    Davide Caranchini 

11.40    Gianluca Gorini

12.00    Matteo Metullio

12.20    Karime Lopez Kondo

12.40    Oliver Piras e Alessandra del Favero

13.00    Chiara Pavan e Francesco Brutto

13.30     15.30   Pausa

Sala e dintorni

15.30    Mariella Caputo, Stefania Giordano, Matteo Zappile

Cucina e futuro, dove andremo?

16.00    Salvatore Tassa

16.30    Antonia Klugmann

17.00    Bruno Verjus

17.30    Jaques Genin

18.00    Mauro Uliassi

18.30    Alain Passard

 

UFFICIO STAMPA 

MGLOGOS 

A Fico Eataly World  i pizzaioli del Napoli Pizza Village 

hanno unito l’Italia con la “Pizza da Guinness”

Fico

 Bologna, 27 luglio 2019 –  La pioggia non ha fermato la sfida che 30 pizzaioli, partiti da Napoli, hanno affrontato e realizzato a Fico Eataly World di Bologna, grazie all’esperienza del Napoli Pizza Village, il miglior food festival al mondo, che quest’anno si svolge sul lungomare partenopeo dal 13 al 22 settembre.

Ci cono volute sessanta braccia esperte e forti per impastare, stendere, condire, infornare e servire la “Pizza da guinness” lunga 500 metri che ha unito tutti i sapori d’Italia grazie ai  prodotti tipici di 20 regioni italiane.

Nel parco del cibo più grande del mondo la pizza è stata preparata su 270 tavoli e cucinata in due grandi forni a legna “mobili” che, partendo dalle estremità del lunghissimo nastro di pasta, hanno cotto la pizza ad una velocità di circa 120 metri all’ora.

I maestri pizzaioli,  tra cui anche10 giovani talenti under 30 scelti da Rossopomodoro, hanno utilizzato una lista degli ingredienti da record: 500 chili di farina del Molino Caputo, leader mondiale nella produzione di farina per pizzeria, 400 di pomodoro Ciao, 500 di fiordilatte Latteria Sorrentina, 10 chili di basilico, 50 litri di olio extravergine di oliva Olitalia e più di 50 altri ingredienti tipici, alla base dei condimenti più golosi e particolari messi a disposizione da D’Amico e  Robo, usati come fantasiosi topping per impreziosire il prelibato cibo da record.

Soddisfatto di questa nuova impresa, Claudio Sebillo, founder di Oramata Grandi Eventi, società che organizza Napoli Pizza Village:

“Dopo aver realizzato il Guinness della pizza più lunga al mondo nel 2016, abbiamo accettato con grande soddisfazione questa nuova sfida con Fico Eataly World per produrre la Pizza da Guinness. Una pizza che unisce l’Italia, esaltando il lavoro dei pizzaioli napoletani ma anche quello delle tipicità alimentari italiane. Nella logica del Napoli Pizza Village questo a Fico è un evento rappresentativo tra gli addetti ai lavori e del prodotto pizza nel mondo”

 La pizza con la sua la spettacolare sequenza di ricette è stata servita fino a tarda sera, al pubblico, che ha affollato il Parco del Cibo per assistere alla particolarissima preparazione.

Ufficio Stampa KUHNE & KUHNE

La pizza tramonti in una bag: a firmarla Pamela Viggiano e Francesco Maiorano

tramonti

Gli ingredienti base per realizzare una vera pizza di Tramonti sono: Farina integrale biologica, pomodorini Corbarino, olio evo e alici sott’olio.

Prodotto conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, De.Co. dal 2010, è diventato un brand di successo dopo che – a partire dal secondo dopoguerra – tanti caseificatori e pizzaioli locali sono emigrati in cerca di riscatto.

Consapevoli ed orgogliosi di questa storia la chef Pamela Viggiano ed il pizzaiolo Francesco Maiorano, patron della Trattoria San Francisco di Tramonti e della birra artigianale TraMonti, hanno dato vita alla bag “Pizza Tramonti ”.

Un acquisto per avere tutto il necessario per rifare a casa la pizza di Tramonti , un originale regalo, un interessante souvenir.

Questo e molto altro è “Pizza Tramonti”, progetto che ha permesso a Pamela e a Francesco di riunire le aziende che per loro rappresentano l’eccellenza e – di conseguenza – i prodotti che amano portare in tavola.

La bag, disponibile sempre presso la Trattoria San Francisco a Tramonti, ma anche ordinabile via e-mail all’indirizzo bagpizzatramonti@gmail.com al costo di soli 20 euro (spese di spedizione escluse), rappresenta l’ennesimo progetto della frizzante coppia tramontina.

Amiamo il nostro territorio e amiamo raccontarlo attraverso i nostri piatti, le nostre pizze, i progetti che arricchiscono il nostro lavoro quotidiano. Con la bag Pizza Tramonti vogliamo condensare le eccellenze che riuniamo sulla nostra pizza del cuore, quella che rappresenta il nostro paese”, raccontano.

Spesso chi viene a trovarci vorrebbe poter rifare la nostra pizza che ha uno stile ed una storia tutta sua e – con questa bag simpatica e colorata – sarà più semplice. Lo scopo è duplice: permettere a chi ama la buona tavola di acquistare prodotti di grande qualità, ma anche continuare a  diffondere l’identità golosa e generosa di Tramonti, polmone agricolo della Costa d’Amalfi. Sono tante le persone che hanno contribuito al progetto, tra queste ci teniamo a ringraziare Ernesto Amodio della Ste.Cla.Plast per il prezioso packaging”.

Quattro i prodotti che la compongono:

la farina integrale biologica di Molini Pizzuti, azienda accreditata e storica del salernitano, impegnata nella valorizzazione di varietà antiche di grani locali;

i pomodori Corbarino de I Sapori di Corbara di Carlo D’Amato, realtà di riferimento dei Monti Lattari e di tutta la ristorazione che punta alla qualità;

l’olio extravergine di oliva dell’Azienda Terre Operose di Tramonti di Lisa Ruocco, riconosciuta anche per la produzione di oli aromatizzati e vino da vitigni autoctoni;

i filetti di alici Amalfin, progetto giovane e ambizioso di Nando Lembo e Pasquale Bisogno. Una curiosità: il naming è figlio di Paul Cappelli, uno dei più noti pubblicitari degli Stati Uniti.

La ricetta della pizza di Tramonti:

lngredienti per l’impasto:

1 kg. di farina integrale

500 ml. di acqua

30 gr. di sale

2 gr. di lievito di birra

In un recipiente mescolare la farina con l’acqua (rigorosamente a temperatura ambiente).

Dopo un paio di minuti aggiungere il lievito e solo alla fine il sale.

Lavorare l’impasto energicamente fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo per un massimo di 10 minuti, affinché se ne eviti il riscaldamento.

Lasciarlo riposare per mezz’ora coperto da un foglio di pellicola, poi preparare i panetti e lasciarli lievitare dalle 8 alle 10 ore.

A questo punto stendete, guarnite ed infornate con il pomodoro e i filetti di alici.

Il contenuto della bag:

2 sacchetti da 500 grammi di farina integrale bio di Molini Pizzuti;

1 lattina da 400 grammi di pomodorini Corbarino de I Sapori di Corbara;

1 bottiglietta da 0,25 cl. di olio extravergine di oliva di Terre Operose;

1 vasetto di filetti di alici da 80 grammi di Amalfin.

 

UFFICIO STAMPA Rosmarinonews

Presentati a Napoli i Master dell’AmpGourmet: teoria e pratica per formare pizzaioli e manager di pizzeria nel segno del gourmet

L’Accademia napoletana è l’unica scuola

di Alta Formazione sull’arte bianca del centro sud

Presentati a Napoli i Master dell’Accademia Maestri Pizzaioli, che ha la finalità di formare pizzaioli e manager di pizzeria che seguano quella filosofia gourmet, adottata ormai da anni da Giuseppe Vesi, ideatore del marchio PizzaGourmet, della scuola di formazione AmpGourmet e di Grani Antichi, che adotta farine rigorosamente non trattate e macinate a pietra in pizzeria. I Master, che avranno inizio ad aprile, saranno composti da 98 ore di teoria, 22 ore di pratica e ulteriori 20 di stage, presso uno dei 20 accademici soci dell’Accademia, che si trovano in tutta Italia.

Alla presentazione sono intervenuti Giuseppe Vesi, presidente dell’Accademia; Dario Posillipo, vicepresidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio; Giuseppe Pisano, nutrizionista; Roberto Esse, direttore responsabile Gazzetta dei Sapori; Ciro Antinolfi, BeCheffy, moderati da Sabatino Di Maio, responsabile della comunicazione dell’Ente. Un progetto ambizioso che nasce con l’obiettivo dichiarato di formare figure consapevoli di tutti i prodotti trattati, affrontando anche argomenti come la gestione di un locale, inteso come pizzeria contemporanea, per elaborare una proposta enogastronomica articolata, che partendo dalla idea di pizza di ogni partecipante, potrà fargli acquisire ogni tipo di nozione, teorica e pratica, per diventare un pizzaiolo e un gestore di locale gourmet, nel rispetto e nella esaltazione della ricetta tradizionale della pizza napoletana classica. I master conducono per mano fino i partecipanti, partendo da una cosa semplice: lo studio degli ingredienti di ogni genere: vegetali, animali, ittici. Per proseguire con gli studi tecnici, fino ad arrivare, alla pratica degli impasti ed infine alla realizzazione di una pizza. Tutte le informazioni, sono reperibili sul sito internet: www.ampgourmet.com.

Ufficio Stampa:

Sabatino Di Maio

Presso la splendida location di Villa Alma Plena, poco distante dalla Reggia di Caserta e sorta nell’antica riserva di caccia del Re,  martedì 12 febbraio ore 20.00, si terrà “Vini Bendati a Villa Alma Plena”, ovvero una degustazione alla cieca di otto vini provenienti da quattro regioni italiane.

La serata ideata e organizzata da Angela Merolla si svolgerà rigorosamente alla cieca, senza rivelare la regione, la cantina produttrice, il vitigno e l’annata dei vini posti in degustazione, questo per rendere l’esame organolettico più oggettivo possibile, evitando di condizionare i giudizi dei degustatori.

Quindi vini serviti con etichette e bottiglie bendate, una lettura intrigante quanto affascinante, per una serata finalizzata all’approfondimento di terroir e uve diverse tra loro.  Sarà valutato ogni vino da un punto di vista visivo, olfattivo, gusto-olfattivo, dando un voto finale e suggerendone l’abbinamento cibo.

Solo a degustazione ultimata si renderanno noti i nomi dei vini e delle aziende produttrici, insieme alle informazioni tecniche di ogni etichetta.

La degustazione dei vini include un percorso gastronomico di alta qualità.

PARTNER FOOD:

Osteria La Lanterna-Mugnano del Cardinale AV

Chef Stefano Parrella

Mantecato di baccalà con caviale di papaccelle

Pizzeria Maria Marì Giugliano in Campania NA

Maestro Pizzaiolo Vincenzo Sannino

Montanarina con soffritto napoletano

Calzoncino classico

Latte & Sale- Vietri sul Mare SA

Burratina di bufala alici e noci

Azienda Agricola Biancaniello-Torella dei Lombardi AV

Salumi artigianali irpini: Capicollo, soppressata, guanciale

Esposito Mastro Fornaio- Pompei

Panis Pompeii- Palatone casareccio- Grissini ai cereali- Bastoncini al farro – Taralli ‘nzogna, pepe e mandorle

Luigi Castaldi Group S.r.l.- Casoria NA

S.Bernardo-acqua naturale e leggermente frizzante

Micco– Corato BA

Gelatina di vino Nero di Troia

Cime di rapa sott’olio

Azienda Agricola Petrizzelli-Corato BA

Olio Extra Vergine di Oliva cultivar Coratina

Azienda Agricola Antichi Sapori

di Cacciola Daniele-Somma Vesuviana NA

Pomodori del Piennolo del Vesuvio Dop

Villa Alma Plena

Chef Salvatore Spuzzo

Trasparenza d’inverno, caffè, mou salato e sponge al rhum

 

CANTINE

Azienda vitivinicola Paolo Calì-Vittoria RG

Cantine Fontanarosa-Frasso Telesino BN

Cantine Delite di Coscia Emanuele-Montemarano AV

Gianni Tessari-Roncà VR

Azienda Vitivinicola Stefano Rossotto-Cinzano TO

 

Villa Alma Plena

Via San Prisco Località Mazzocca

Casagiove CE

www.villaalmaplena.com

 

Ufficio stampa:

Angela Merolla

 

50 Pizzaioli Napoletani a Paradiso/Lugano, in Svizzera, conquistano il Guinness del maggior numero di pizze sfornate nelle 24 ore.

La pizzeria-ristorante “Verace” del maestro pizzaiolo Antonio Ospite, con sede in Paradiso/Lugano , in collaborazione con l’Associazione Pizzaioli “Istituto Nazionale della Pizza” ed il gruppo “GPN la Piccola Napoli”, sabato 23 Giugno ha conquistato il Guinness World Record, grazie ad un Team di pizzaioli che si è impegnato a realizzare 10.170 pizze in 16 ore.
Ad ufficializzare l’evento, per conto della GWR, è stato il giudice dott. Lorenzo Veltri.

L’evento è stato patrocinato dal comune del Canton Ticino che ha fornito una concreta collaborazione per la strutturazione logistica e la sicurezza.

Per battere il record precedente sono stati utilizzati 6 forni a legna, forniti dall’azienda partenopea “Grimaldi”, ognuno dei quali ha sfornato circa 1600 pizze caduno,  mentre il 7^ forno utilizzato è stato quello già in dotazione della Pizzeria “ Verace”.

Guinness

 

L’evento è stato reso possibile grazie agli sponsor, tutti rigorosamente campani: “Caputo” per la farina, “Orchidea” per il fior di latte, “Solania” per il pomodoro San Marzano D.O.P., “Tenuta Celentano” per l’olio extravergine delle colline salernitane D.O.P. e “Sapori di Napoli” per i prodotti da forno.

Circa 40 operatori sono stati coordinati da “Maestri Pizzaioli” che hanno raggiunto la Svizzera giovedì 21 giugno, per poi procedere nella giornata di venerdì alla preparazione dell’impasto per la realizzazione delle pizze e per la preparazione dei forni a legna.

Le pizze hanno seguito rigorosamente il disciplinare STG approvato dall’Unione Europea. La dimostrazione della bravura dei pizzaioli ha messo in evidenza “l’arte del pizzaiolo” divenuta, di recente, patrimonio immateriale dell’UNESCO.

Di seguito l’elenco dei Maestri Pizzaioli che si sono impegnati per la conquista del record:

Pizzeria    Porzio    Napoli                                Errico Porzio

Pizzeria    o’ sarracin   Nocera inferiore          Angioletto Tramontano

Pizzeria    o’ sole mio  Orta di Atella               Salvatore Lioniello

Pizzeria    Da Tonino    Bojano ( CB)              Alessandro Mosca

Pizzeria    Da Gennaro  Napoli                       Fabio Cristiano

Pizzeria    o’ Curniciello  Napoli                      Enzo e Pasquale Fiore

Gruppo La piccola Napoli                              Paco Linus con diverse pizzerie

Successo per il Gran Galà organizzato dalla BC Communication

Attilio Albachiara: “ora cabina di regia per le scelte future”

Una serata di festa, all’insegna della gioia per il riconoscimento dell’Unesco dell’arte del pizzaiuolo come patrimonio immateriale dell’umanità ma anche di serio confronto sulle strategie per il futuro, quella che si è tenuta presso il Ristorante dell piscina della Mostra d’Oltremare di Napoli. Il primo Galà del pizzaiuolo – organizzato da Brunella Cimadomo per BC Communication e promosso da Attilio Albachiara, presidente dell’Associazione Mani d’oro – è andato oltre i canoni di una serata conviviale grazie ai propositi che tutti gli attori di questo composito mondo hanno avuto modo di esprimere. L’amore per la pizza, alimento più diffuso al mondo, e simbolo identitario di un popolo, è riuscito a mettere insieme associazioni di pizzaiuoli, istituzioni, imprenditori impegnati, ciascuno per proprio ruolo, a immaginare quale possa essere, da oggi in poi, il futuro del pizzaiuolo. Il dibattito è ruotato intorno al trinomio arte, mestiere, professione.

“Sono commosso e felice – ha detto Attilio Albachiara, presidente dell’Associazione Mani d’Oro, ideatore  e promotore del Gran Galà del pizzaiuolo – di aver visto riuniti tutti insieme, in occasione del Gran Galà del Pizzaiuolo, Antonio Pace, Presidente Associazione Verace Pizza, Sergio Miccù, Associazione Pizzaiuoli Napoletani (rappresentato da Umberto Fornito e Raffaele Biglietto), Antonio Starita, dell’Unione pizzerie storiche – Centenarie.

Ci siamo interrogati con assoluta libertà, grazie all’organizzazione della Bc Communication,  sul nostro futuro.

Per me l’obiettivo è semplice ma difficile al tempo stesso: dare valore alla nostra categoria. Credo sia giunto il momento di discutere delle modalità, di condividere le scelte.  Sarei contento se dal gran Galà della Mostra d’Oltremare derivasse una cabina di regia. Questo metterebbe tutti noi nelle condizioni di lavorare meglio”.

“Il Galà del pizzaiuolo è servito – ha dichiarato Brunella Cimadomo, che ha curato l’evento organizzato dalla Bc Communication – a tracciare una linea di confine tra il pre e il post Unesco. Siamo soddisfatti di aver potuto offrire un’occasione di confronto ai principali attori del mondo pizza finalizzata alla crescita della consapevolezza della forza di un comparto. Un ringraziamento sentito ai tantissimi pizzaiolo presenti, a tutte le Associazioni, alle istituzioni e agli imprenditori che hanno partecipato”
 

Antonio Pace, presidente Associazione Verace Pizza Napoletana

“Fare la pizza è sempre stata un’arte. Era un mestiere, oggi professione. Un riconoscimento maggiore di quello dell’Unesco non si sarebbe potuto ottenere. Ora non si devono vanificare gli sforzi compiuti. Quando nel 1989 abbiamo scritto il disciplinare della pizza lo abbiamo fatto con i docenti dell’Università Federico II. Oggi serve non un certificato di crescita ma di operatività. Non dobbiamo, però, montarci la testa. Dobbiamo aumentare la professionalità dei singoli e valorizzare le produzioni di eccellenza. Quello che conta non è che un pizzaiuolo sia napoletano di nascita ma che usi il “metodo napoletano” per fare la pizza”.

Antonio Starita, Unione Pizzerie Storiche – Le Centenarie

“Il pizzaiuolo deve restare pizzaiuolo. Io vedo in giro molti giovani pizzaioli che si fanno fare tante foto con le loro pizze e le mandano in giro. Il segreto del pizzaiuolo è di saper fare pizze in modo veloce e preciso. Il valore di questo mestiere è nella rapidità. Se la pizza deve migliorare ciò deve accadere fuori Napoli dove devono imparare a lavorare in modo tale da poter offrire alle famiglie la possibilità di mangiare, e bene, la pizza anche 2 o 3 volte la settimana”.

In rappresentanza di Sergio Miccù, presidente Associazione PIzzaiuoli Napoletani, sono intervenuti il suo vice, Umberto Fornito, e Raffaele Biglietto

Umberto Fornito: “L’arte del pizzaiuolo deve essere insegnata nelle scuole. Lo Stato, con il ministero dell’Istruzione deve riconoscere il ruolo del pizzaiuolo. E può farlo inserendo nei corsi delle scuole alberghiere la qualifica di diploma di ’addetto ai servizi di pizzeria’. Non ci si può più inventare pizzaioli. Servono serietà e professionalità. Parallelamente bisogna far sostenere un esame a chi già esercita la professione”.

Raffaele Biglietto:

“Qualche settimana fa, su iniziativa di Sergio Miccù, abbiamo avanzato una segnalazione all’Accademia della Crusca per annoverare nella lingua italiana la parola ’pizzaiuolo” e non quella finora considerata di ’pizzaiolo’. Una decisione presa proprio dopo il riconoscimento dell’Unesco”.

Ernesto Quintiliani, Accademia Medeaterrranea

“La pizza è un elemento significativo della Dieta Mediterranea. In Accademia ne curiamo la formazione a cominciare dalle giovani generazioni”.

Istituzioni

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli

Franco Alfieri, Capo Segreteria Politica del presidente Vincenzo De Luca

“La Regione Campania è la prima in Italia per numero di prodotti alimentari tipici protetti: un dato quantomai significativo in questo 2018 che è l’anno del cibo italiano nel mondo. Oltre 500 tra D.O.P., I.G.P., S.T.G.

Il nostro obiettivo è di farli conoscere sempre di più agli altri, diffonderli per l’elevato livello di qualità. La Regione riconosce, in questo, il ruolo importantissimo degli imprenditori della ristorazione in genere e delle pizzerie”.

Raffaele Borriello, direttore generale Ismea

“Questa vittoria è frutto di un gioco di squadra ottenuto a tutti i livelli: istituzionale, associazionistico, di categoria. Una conquista che dimostra l’enorme potenziale di sviluppo che il mondo che ruota intorno alla pizza consente di ottenere. La sfida del 2018, allora, sarà quella di portare a Napoli, a mangiare la vera pizza, il maggior numero di persone da ogni parte del mondo”.

Antonio Limone, direttore Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno

“La pizza è il nostro cibo identitario, la nostra migliore prelibatezza. Questo risultato è stato raggiunto con grande fatica. Le potenzialità del settore sono enormi soprattutto se si saprà puntare su un’adeguata formazione, su una conoscenza seria del prodotto e delle tecniche di realizzazione”.

Donatella Chiodo, presidente della Mostra d’Oltremare di Napoli

“La Mostra d’Oltremare è una location di eccellenza per prodotti di eccellenza. Noi vogliamo lavorare sulle filiere. Proponiamo una lettura trasversale che, quindi, considera importante la formazione. Anche rispetto all’ospitalità di eventi fieristici, noi daremo sempre spazio a eventi che esaltino questa professione”.

Giuseppe Oliviero, vice presidente nazionale Cna

“Ci impegneremo ancora di più perché si riconosca al pizzaiuolo la qualifica di maestro artigiano e non di semplice somministratore di cibo. Quello della pizza e dei pizzaiuoli è un comparto che già oggi vanta livelli di fatturato notevoli e, di conseguenza, potenzialità per lo sviluppo dell’occupazione. Siamo disponibili a lavorare con la Regione Campania perché l’aspetto artigianale della pizza non ci venga scippato da altri territori”.

Bartolomeo Amidei, senatore primo firmatario proposta di legge per l’istituzione dell’albo professionale dei pizzaioli

“Il riconoscimento Unesco ci mette davanti a una scommessa, quella che spinge moltissime persone a recarsi nei luoghi che hanno meritato l’imprimatur di patrimonio dell’umanità. In questo caso in luoghi dove il cibo eccelle. La vera pizza si mangia solo a Napoli”.

Per le istituzioni, presente anche Flavia Sorrentino, delegata del Sindaco De Magistris all’Autonomia della città.

Imprenditori

Riccardo Agugiaro, Agugiaro & Figna – Farina 5 stagioni

“Il riconoscimento Unesco è una gratificazione immensa per i pizzaiuoli napoletani. Se la meritano. Ora bisogna puntare su qualcosa che vada oltre. Bisogna insistere per il riconoscimento da parte del governo italiano dei diritti e doveri del pizzaiuolo. Bisogna che vengano definiti in modo formale, vengano codificati perché sia data loro una effettiva dignità. Per far questo servirà un’unità a livello nazionale che vada ben oltre i confini campani. Un’unità che cominci da quella delle associazioni di pizzaiuoli che li rappresentano e di tutto il mondo industriale da sempre impegnato per sostenere le loro attività e che sostiene la loro causa”.

Ferdinando Marana, Marana Forni

“A gennaio 2016 abbiamo lanciato una tipologia di forno realizzato ad hoc per i pizzaiuoli napoletani, su richiesta di Attilio Albachiara. Si tratta di Napulé, un forno fisso, alimentato a legna o a gas, la cui caratteristica primaria è nella capacità produttiva in costanza di cottura”.

Francesco Franzese, La Fiammante

“La nostra azienda, nata negli anni ’50, ha recuperato quelle coltivazioni che rischiavano di andare perdute: quella del Piennolo, del pomodoro San Marzano. Negli anni siamo riusciti a esportare le eccellenze del territorio in 54 paesi. Negli ultimi 5 anni siamo passati dal 7 al 35% in termini di esportazione”.

Domenico Raia, Raia Horeca

“La nostra azienda, specializzata nel beverage, è in grado di distribuire prodotti necessari all’attività dei pizzaiuoli 24 ore su 24. La nostra filosofia aziendale è quella di puntare sull’informazione del consumatore”.

Vincenzo Borrelli – amministratore SIRE

“Il riconoscimento dell’Unesco ci spinge a tutelare un’arte, e un mestiere, che devono diventare una vera disciplina professionale attraverso l’alta formazione che sia riconosciuta dagli Enti e dai Ministeri. Questo riconoscimento deve essere un punto di partenza e non di arrivo. Nel futuro dei pizzaioli vedo l’opportunità di mettere insieme associazioni e categorie in modo tale che si possa organizzare un tavolo di coordinamento da cui vengano fuori le linee guida per l’alta formazione”.

gran galàgran galàgran galàgran galàgran galà

Fotogallery completa sulla pagina FB “BC Communication Services”

Ufficio stampa:
Daniela Quaranta
BC COMMUNICATION SERVICES SRLS
bccommunication.it
392.6686262 – 081.19203633

Pizzaiuoli e pizzaioli: arte, mestiere o professione?

Lunedì 15 Gran Galà alla Mostra d’Oltremare per discutere delle prospettive future

di un settore in crescita

Riunire in una cena di gala il composito mondo che ha recentemente festeggiato la decisione dell’Unesco per il riconoscimento dell’arte del pizzaiuolo come patrimonio immateriale dell’umanità. Far condividere la bellezza di una serata, tutti insieme, ai maestri della pizza, ai rappresentanti delle istituzioni e agli imprenditori del comparto.

E’ questo il senso dell’evento organizzato dalla Bc Communication Services che si svolgerà lunedì 15 gennaio, a partire dalle 19, alla Mostra d’Oltremare di Napoli presso il ristorante della piscina.

“Sarà un’occasione di incontro – ha detto Brunella Cimadomo, che ha curato l’evento Bc Communication – tra il piacere del gusto e la libertà di pensiero e di espressione. Alla serata hanno aderito tutte le Associazioni campane di settore: la Verace Pizza di Antonio Pace,  l’Associazione Pizzaiuoli napoletani di Sergio Miccù, l’Unione Pizzerie Storiche Napoletane – Centenarie presieduta da Antonio Starita e l’Associazione Mani d’Oro di Attilio Albachiara che da sempre si batte per tenere unito il settore come accaduto anche al Terzo Trofeo Pulcinella che si è svolto proprio alla Mostra d’Oltremare. In più si è registrata l’adesione dell’Accademia enogastronomica MedEATerranea, guidata da Massimiliano Quintiliani. L’happening – ha proseguito l’organizzatrice dell’evento – avrà uno stile internazionale perché il gusto farà da sfondo a proponimenti e riflessioni che possano essere la base di un modo nuovo di divulgare e vivere l’arte dei pizzaioli”.

Alla iniziativa parteciperà anche il Direttore generale dell’ISMEA, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, Raffaele Borriello, che considera la pizza “forse l’unico caso di una trasformazione di materie prime agricole totalmente fatta dall’uomo”. Folti i saluti istituzionali. Saranno presenti il Capo della Segreteria Politica del Presidente della Campania Vincenzo De Luca, Franco Alfieri; l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Napoli Enrico Panini, certo che “il riconoscimento Unesco possa portare sempre più a nuove opportunità concrete di lavoro per i giovani della nostra città”; la delegata del Sindaco de Magistris all’Autonomia della Città, Flavia Sorrentino, convinta che “tutelare l’arte del pizzaiolo napoletano sia un dovere di tutti”; il Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno Antonio Limone,  che definisce quello della pizza “un paradigma, il più grande, bello e completo paradigma della Mediterraneità. Un cibo identitario della nostra terra che nella sua semplicità riassume la prelibatezza di grandi alimenti: il pomodoro, l’olio extravergine d’oliva, la mozzarella, la farina di grano”; il senatore Bartolomeo Amidei, per il quale la proposta di legge da lui avanzata per l’istituzione dell’Albo professionale pizzaioli rappresenta “una forma di tutela e garanzia sia per i pizzaioli che per i consumatori”;  la Presidente della Mostra d’Oltremare di Napoli Donatella Chiodo che annovera nella mission dell’Ente quella che punta “alla valorizzazione delle professionalità del territorio”; il vicepresidente nazionale CNA Giuseppe Oliviero che ribadisce la necessità di trasformare “gli attuali contratti di attività di pizzaiolo da quelli di semplice somministrazione a quelli di artigiani, ovvero creatori di prodotto”; Vincenzo Borrelli, vicepresidente sezione Turismo Unione Industriali di Napoli, secondo cui il futuro dei pizzaioli deve essere quello di “una vera disciplina professionale che passi attraverso l’alta formazione che vada poi riconosciuta da Enti e Ministeri”.

Folta la presenza del mondo produttivo alla serata, con imprenditori del calibro di Riccardo Agugiaro, Agugiaro & Figna – Farina Le 5 Stagioni, figlio di una famiglia “da sempre impegnata al fianco dei Maestri Pizzaioli di tutto il mondo per promuovere e valorizzare i segreti dell’arte bianca, un patrimonio culturale intorno al quale per troppi anni si sono creati falsi miti”; Ferdinando Marana, di Marana Forni, che afferma che “è necessario unire conoscenze e competenze per guardare al futuro e rispondere alla crescente domanda internazionale di pizza napoletana”; Francesco Franzese, de La Fiammante, che considera l’evento “un’occasione importante per mettere in collegamento produttori e operatori del settore contribuendo, così, a generare valore” ; Domenico Raia, Horeca RAIA, distributori per il mondo dell’Horeca, sicuro che “l’evento è un momento di confronto serio che contribuisce alla crescita di un comparto e all’individuazione di strategie comuni”; Massimo Calafiore di SIRE, secondo cui il futuro dei pizzaioli deve essere quello di “una vera disciplina professionale che passi attraverso l’alta formazione che vada poi riconosciuta da Enti e Ministeri”; Giovanni Marigliano, dolciaria Marigliano; Antonio Beneduce, Maestri Caseari Fratelli Beneduce, Gennaro Cariulo, imprenditore della ristorazione; Paolo Aruta, amministratore delegato Fratelli La Bufala; Franco Manna, fondatore e presidente di Rossopomodoro; Assunta Pacifico, ’A figlia d’’o Marinaro, Felicia Annarumma di Annarumma Vini anche col suo “bomba d’amore”, Alessandro Condurro della pizzeria Da Michele e Carmine Donzetti , che ha da poco inaugurato un nuovo format gastronomico dove, naturalmente, trionfa la pizza., Gennaro Galeotafiore de I Sapori di Napoli.

Nota: La partecipazione alla serata è esclusivamente su invito

[Fonte: BcCommunication-Resp. Ufficio stampa: Daniela Quaranta]

 

 

 

Cenando sotto un cielo diverso: il cibo genuino fa bene… in tutti i sensi!


Street food di solidarietà il 3 dicembre a Pompei con oltre 70 chef

 

Il cibo, nella sua declinazione più genuina, ovvero lo street food,  a sostegno del sociale. E’ questo il concetto che anima l’edizione invernale di “Cenando sotto un cielo diverso (on the road)”, un evento “senza fissa dimora” (in quanto viene organizzato in location sempre diverse) che è ripetuto più volte durante l’arco dell’anno.

Domenica 3 dicembre, alle ore 19:30, il ristorante Tiberius (ubicato in via Villa dei Misteri, 7 – Pompei) ospiterà la settima edizione della kermesse gastronomica organizzata dall’associazione “Tra cielo e mare”, che dal 2013 promuove iniziative sociali per raccogliere fondi a favore dei soggetti più deboli, con disagi psichici, e di persone “normali” che hanno bisogno di un sostegno per superare la paura di affrontare le situazioni di disagio in cui versano familiari ed amici.

 

Questo evento socio-enogastronomico è nato da un’idea di Alfonsina Longobardi – psicologa, sommelier, ed esperta di food and beverage – la quale ha messo su un progetto che unisce il mondo del food a quello del sociale (mondi che corrispondono, rispettivamente, a una sua grande passione e al suo lavoro). Nella prima edizione sono state registrate oltre 500 presenze; il numero di persone partecipanti è poi lievitato nelle edizioni successive, fino a raggiungere l’importante risultato di 1500 ingressi incassato al termine della scorsa edizione.

Tra gli obiettivi della kermesse: la valorizzazione del patrimonio enogastronomico campano (viene ripetuta più volte durante l’anno proprio per sottoporre all’attenzione dei partecipanti tutti i frutti che la nostra prolifera terra produce nel corso delle quattro stagioni) e delle figure professionali abili a manipolarlo (chef, pizzaioli, panificatori, pasticcieri, produttori); la divulgazione degli attrattori turistici della Regione (motivo per cui l’evento si svolge in luoghi sempre diversi: l’edizione estiva di “Cenando sotto un Cielo diverso” viene solitamente organizzata presso il panoramicissimo Castello Medioevale di Lettere, l’attuale edizione invernale si svolgerà nella splendida Pompei); l’inclusione sociale di soggetti svantaggiati o per problemi di natura medica o per problemi legati alla loro collocazione sociale (le associazioni di volontariato “I Disabili di Gragnano”, “L’Aliante”, “Abili alla Vita” e “Amaranta” sono solo alcune delle entità supportate da quest’iniziativa).

Oltre settanta gli chef – provenienti da tutta la Campania – che comporranno la brigata della prossima edizione di “Cenando sotto un cielo diverso”: giovani e talentuose promesse della cucina, chef stellati, pizzaioli, pasticceri, maestri panificatori. Tre i testimonial della serata, ovvero gli stellati Giovanni De VivoMichele De Leo e Danilo Di Vuolo. Gli introiti dell’evento saranno utilizzati per l’acquisto di giochi per i bambini del reparto nefrologico dell’ospedale Santobono Pausillipon di Napoli; i cadeaux saranno consegnati ai piccoli pazienti nel corso della settimana successiva all’evento dall’attore, regista, autore e sceneggiatore Francesco Albanese, che sarà anche ospite della serata, e dagli chef stellati.

L’evento è patrocinato da: Comune di Lettere, Slow Food (condotta del Vesuvio e condotta dell’Agro Nocerino – Sarnese).

 

Hashtag ufficiale: #cenandosottouncielodiverso, #cenandosottouncielodiversontheroad

 

Per info e accrediti stampa:

Maria Consiglia Izzo – Grazia Guarino
Gnam Gnam Style
(media partner dell’evento)

 

INFO, PRENOTAZIONI & CONTATTI
D.ssa ALFONSINA LONGOBARDI
Direttore, Coordinamento e sviluppo iniziative “Cenando sotto un cielo diverso”
VIA STABIA, 697 – 80057 S.ANTONIO ABATE (NA)
TEL: 3333455623
email:alfonsinalongobardi@yahoo.it

COMUNICATO STAMPA

Conferenza stampa di presentazione Campionato Nazionale Pizza D.O.C

Venerdì 20 ottobre si presenterà la quarta edizione del Campionato Nazionale Pizza DOC. A partire dalle 11:00 presso la sala giunta del comune di San Valentino Torio, evento organizzato da “E20in – Eventi e Comunicazione” e da “Giaccoli – Consulenza aziendale e marketing”.

La rassegna si terrà lunedì 23 e martedì 24 ottobre presso l’Arena Macchè di San Valentino Torio (SA). Direttore tecnico del progetto sarà Angioletto Tramontano, maestro pizzaiolo della pizzeria “O’Sarracino”. Oltre 300 pizzaioli italiani iscritti al Campionato, ma non mancano concorrenti provenienti dal resto d’Europa e dall’America. L’evento è patrocinato dal Comune San Valentino Torio (SA) – Giovani Imprenditori Salerno Regione Campania.
Ospiti della kermesse saranno personalità di spicco del mondo pizza, come: “Le Centenarie”, rappresentati da don Antonio Starita, Alessandro Condurro della pizzeria “Da Michele”, Grasso, di Napoli, Luciano Sorbillo, Teresa Iorio, Attilio Albachiara, Luigi e Vincenzo Capuano, Sergio Miccù Presidente dell’ APN, Alfredo Folliero, Pasqualino Rossi,Diego Viola, Fabio Cristiano e tanti altri maestri pizzaioli d’eccezione oltre a food blogger e tanti altri ospiti del mondo pizza.
Sono previsti circa 300 pizzaioli provenienti da tutta Italia (con inoltre una rappresentanza dall’estero – Polonia, Ucraina, Stati Uniti). La quarta edizione del Campionato Nazionale Pizza DOC avrà una giuria nascosta. Per evitare di influenzare le votazioni, i giudici non vedranno chi elabora il prodotto prima di aver votato la pizza. Saranno gli allievi dell’IPSAR “Domenico Rea” di Nocera Inf.re (SA) a consegnare la pizza al tavolo dei giudici. Per tutte la competizioni, tranne la gara di abilità pizza più larga, il concorrente utilizzerà i propri prodotti, il proprio impasto. Al via del direttore di gara, il pizzaiolo avrà a disposizione 5 minuti per preparare la sua pizza, dopodiché essa verrà mostrata alla giuria da nostri collaboratori. I giudici assegneranno un punteggio da 50 a 95, basando la loro valutazione su tre principi: Gusto, Cottura, Presentazione:
Saranno ben 12 le categorie a disposizione dei concorrenti, i quali potranno scegliere anche la tipologia di forni e le attrezzature, con le quali poter gareggiare: Pizza Margherita DOC; Pizza Classica, ovvero la pizza specialità del concorrente con cui si valuterà l’innovazione nell’impasto e negli ingredienti, pizza con prodotti tipici reperibili in un determinato periodo dell’anno; Pizza in pala; Pizza senza Glutine; Pizza più larga; Free style; Pizza Romana; Pizza Fritta; Categoria Juniores, riservata ai ragazzi dai 14 ai 20 anni; Categoria Associazioni; Pizza a “DUE”.
A tutti i partecipanti sarà conferito un attestato di partecipazione ed un kit di partecipazione, con prodotti tipici e gadgets. Ai vincitori di ogni singola categoria sarà garantito un premi, una coppa ed una medaglia. Per i pizzaioli provenienti dall’estero è riservato il trofeo “Nuceria Pizza International”.

Per maggiori informazioni:

www.facebook.com/campionatopizzadoc

www.campionatonazionalepizzadoc.it

Contatti: 081.5141416 – 339.5688563

ufficiostampa@campionatonazionalepizzadoc.it

info@giaccoli.it

Il contest #PizzaUnesco si tinge di rosa ed è sempre più internazionale!

Il contest #PizzaUnesco organizzato dal sito Mysocialrecipe si tinge di rosa. E’ questa la grande sorpresa dei primi giorni di registrazioni che vede già 50 pizze in gara per essere valutate dalla giuria di esperti presieduta da Enzo Vizzari.

Ecco le prime dieci pizzaiole donne che sostengono la candidatura Unesco dell’arte dei pizzaioli napoletani a patrimonio dell’Umanità. Marzia msr_post_10_pizzaiole_giallo (1)

Buzzanca (L’Aquila) con la sua “Senza Nome”, Isabella De Cham (Napoli) con la pizza fritta “Posillipo”, Teresa Iorio (Napoli) con “Femmena e fritta”, Milena Natale (Caserta) con “La Leuciana”, le sorelle Caterina e Antonella Rusciano (Ischia) rispettivamente con la “Soleado” e “Marù”, Jasmine Vernetti (Napoli) con la “Yellow Queen”, Angela Palmieri (Milano) “pizza fritta montanara con pesto”, Filomena Palmieri (Castrovillari, Cosenza) con “Gusto antico” e Sara Palmieri (Nusco, Avellino) con la “Costiera Amalfitana”.

Non solo donne e pizzaioli ma quest’anno il trend investe anche l’estero in poche settimane: registrazioni da Stati Uniti, Cina, Colombia, Polonia, Belgio, Marocco e Norvegia. Il contest proseguirà per tutta l’estate fino all’ 11 settembre.

Tra le altre novità del #pizzaUnesco contest anche l’aggiunta di altre menzioni speciali: “pizza in the world” (Luciano Pignataro Wine Blog), “Pizza fuzionale ed alternativa” (Nazionale Italiana Pizzaioli), “Pizza senza glutine” (Ristorazione Italiana Magazine), “Miglior Pizza al Pomodoro” (a cura de La Fiammante). Le altre menzioni speciali assegnate dai partner di Mysocialrecipe sono “Migliore pizza per gli aspetti nutrizionali” (a cura di Legambiente), “Pizza Slow – migliore pizza per la territorialità” (a cura di SlowFood), “Pizza Pop- la più letta sul web” (a cura di Mysocialrecipe), “Migliore pizza per l’originalità degli ingredienti” (in collaborazione con La Federazione Italiana Cuochi), “Miglior abbinamento Vino – Pizza” (a cura dell’Associazione Italiana Sommelier), “Migliore Pizza per l’impasto” (a cura di Ferrarelle), “La pizza è anche fritta” (a cura della rivista Italia a Tavola). #pizzaUnesco contest è la più grande kermesse che coinvolge il mondo della pizza nel web, ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero delle politiche agricole e forestali, Regione Campania, Comune di Napoli, Città Metropolitana, Camera di Commercio, Legambiente, Fondazione Univerde, Associazione Italiana Sommelier e Eco-Museo della dieta Mediterranea di Pioppi,  ed è sostenuta da main sponsor prestigiosi quali Ferrarelle, La Fiammante, Molino Caputo, Olitalia, Sorì e da sponsor autorevoli come il Consorzio del Parmigiano Reggiano.

Tra gli sponsor della fase live Event Planet Food, Fondazione Birra Moretti, Gi.Metal  e Scugnizzo Napoletano. I partner sono la Federazione Italiana Cuochi e la Nazionale Italiana Pizzaioli.