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Polvica al SIGEP di Rimini con il pastry chef Armando Pascarella

 insieme ai Big della pasticceria italiana

Il pasticcere Armando Pascarella di Polvica (Pasticceria Primavera), parteciperà insieme ai Big della pasticceria italiana alla 41esima edizione del SIGEP, il salone mondiale del dolciario artigianale firmato Italian Exhibition Group che si terrà a Rimini dal 18 al 22 gennaio.

Un appuntamento di grande prestigio per il mondo della pasticceria, della gelateria, della panificazione e del caffè con la presenza di circa 1.250 aziende e brand stranieri provenienti da oltre 30 Paesi che rappresenterà una importante vetrina per questo giovanissimo e promettente pasticciere che lo scorso Natale ha sbancato con il suo panettone artigianale al caffè e cioccolato bianco. Un forte riconoscimento per Armando Pascarella e per Polvica, la piccola cittadina dove opera situata a Sud del comune di San Felice a Cancello sul versante opposto di Monte Sant’Angelo al confine con Nola, dove diverse sono le produzioni agroalimentari, oggi sotto i riflettori grazie a giovani talenti come questo giovane pasticcere che non smette mai di studiare ed approfondire la materia e la tecnica attraverso corsi professionalizzanti. Armando, sarà protagonista nello spazio del Molino Agugiaro&Figna insieme ai maestri italiani con Dolce&Salato, la scuola di formazione più importante del Centro Sud Italia presso la quale ha conseguito il Master di pasticceria, si presenterà con una demo dove preparerà  live una sua creazione con cui ha vinto il Contest “I Sapori della Filiera” dell’edizione 2019 del Bufala Fest,si tratta di unacrostata realizzata con pasta frolla alle mandorle, cremoso al caramello, confit di mela annurca e mousse di ricotta di bufala. Un dolce in cui è racchiuso il suo sapere, la freschezza della sua giovinezza, l’amore per il territorio e l’autenticità della sua terra.

 Armando Pascarella Pastry Chef

Pasticceria Primavera

Via Polvica, 87

Tel. 081 821 0687

Polvica di San Felice a Cancello (CE)

Ufficio Stampa Antonella D’Avanzo

Campionato Nazionale di  Pasticceria degli Istituti Alberghieri d’Italia

Il 19, 20 e 21 novembre presso l’Istituto “A. Tilgher” il campionato nazionale

30 le scuole in gara provenienti da tutta l’Italia

La FIPGC in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione e l’Istituto Superiore “A. Tilgher” di Ercolano (NA) organizza il terzo Campionato Nazionale di  Pasticceria degli Istituti Alberghieri d’Italia, che si svolgerà il 19, 20 e 21 novembre 2019 presso la sede del succitato istituto.

Queste manifestazioni rappresentano l’occasione perfetta per mettere alla prova il talento e la creatività dei migliori pasticceri e  cake designer del nostro paese – afferma il Dirigente scolastico, il Prof. Giuseppe Montella -. I partecipanti saranno messi a dura prova,  dovranno realizzare delle vere e proprie opere  d’arte che saranno valutate anche nel più piccolo dettaglio: dalle tecniche utilizzate agli ingredienti, dalla pulizia del piano di lavoro utilizzato al tempo impiegato per assemblarle”.

30 saranno gli istituti alberghieri in gara, provenienti da tutte le regioni d’Italia. La manifestazione nasce e diventa sempre più un motivo di confronto e di crescita professionale grazie all’idea e al continuo impegno di Maurizio Santilli, professore di Termoli oggi referente internazionale per la divulgazione dell’arte pasticcera negli istituti scolastici del settore. La giuria sarà formata da un rappresentante del MIUR, nella persona della dott.ssa Carla Galdino, e da quattro professionisti del settore: il campione del mondo di pasticceria Matteo Cutolo, la responsabile nazionale del comparto “Cake design” della FIPGC Cinzia Lotti, il campione Italiano di pasticceria Gianluca Cecere, e l’avv. Raffaele Cardillo  chef de  “Il ristorantino dell’avvocato ” (già presidente regionale dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani).  Durante la tre giorni sarà presente anche il presidente della FIPGC,  Roberto Lestani, perno principale attorno al quale gravitano tutte le attività della Federazione.

Il Campionato  Nazionale di Pasticceria ha lo scopo di valorizzare la professionalità acquisita grazie allo studio e le capacità  metodologiche degli allievi provenienti dagli Istituti alberghieri Italiani – spiega il prof. Roberto Marotta, vicepreside dell’Istituto – , ovviamente il tutto contestualizzato alla pasticceria Italiana e a quella internazionale. E’ un’occasione di scambio finalizzata alla crescita, all’innovazione e soprattutto al confronto”.
Le regole a monte della competizione prevedono che l’Istituto vincitore si aggiudicherà la gestione del  Campionato per l’anno successivo. Infatti nella seconda edizione ad aggiudicarsi il premio  “Campionato Italiano di Pasticceria 2018” è stato l’Istituto Superiore “A. Tilgher”; i campioni in carica sono Cristian Beducci e Simona Liberini.

Questo evento è un’occasione di crescita professionale per i ragazzi che vi partecipano e per tutti coloro che li hanno affiancati durante le dure ore di allenamento presso i laboratori delle loro scuole”, conclude il Campione del Mondo di pasticceria Matteo Cutolo, della storica pasticceria “Generoso” .

 

UFFICIO STAMPA

GRAZIA GUARINO

Il Pastry Chef Aniello di Caprio Lombardi Pasticcieri dal 1948, lancia la nuova linea di dolci  “Summer Collection”.

Frutta fresca e colore nelle monoporzioni che già sono un successo.

Il A partire da giugno fino alla fine dell’estate, oltre alle proposte classiche e moderne, nei momenti di pausa e per tutte le occasioni speciali da Lombardi Pasticcieri dal 1948, la pasticceria guidata dal Pastry Chef Aniello di Caprio, si potrà gustare una serie di dolci, monoporzioni, “Summer Collection”, pensata per esaltare il gusto della frutta di stagione, i suoi colori e la sua versatilità.

Una linea, in cui non troviamo decorazioni eccessive che ingombrano lo spazio del dolce ma che risaltano l’elemento principe, lo zucchero è dosato quanto il sale, i grassi portati al minimo, introduzione di nuovi ingredienti e, poi, non solo frutta fresca, ma anche caffè, nocciola e pistacchio. Nuove ricette e nuove varianti che nascono dalle mani di un Maestro che mette tutto il suo sapere fatto di anni di laboratorio e lezioni di pasticceria e le sue ricerche tra studio e amore per i prodotti del territorio, ricordiamo che è l’autore del panettone campano a marchio registrato “Felix”, un lievitato che ha ricevuto enormi consensi di pubblico annoverato tra i più richiesti del Natale 2018, che prossimamente sarà presentato nella versione gelato da cono e da coppetta con un evento dedicato.

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Le nuove splendide creazioni del Maestro Pasticcere, concepite come dei veri e propri gioielli immortalati negli scatti del talentuoso food photographer campano, Gabriele Scognamiglio, sono monoporzioni che ricordano la fetta di torta, sia all’occhio che alla mente e crostatine che danno la sensazione di vivere qualcosa del passato ma con un gusto e un’estetica da mandare in estasi.

Una vera e propria collezione di alta pasticceria artigianale, dove troviamo la monoporzione al cassis (una varietà di ribes nero) e lampone in due consistenze diverse; la ricotta e pera in una veste nuova, dove le pere non vengono inserite nella crema di ricotta ma stratificate in mezzo al biscuits e al croccante, ancora la tarte au citron, nella versione più delicata rivisitata da Aniello di Caprio e, a seguire, per gli amanti dei  paesi esotici, il rollè con crema al cocco e semi-confettura di frutti esotici e per finire monoporzioni al caffè, al pistacchio, al cioccolato fondente e alla nocciola.

A questi si aggiungono altre creazioni con albicocca, ciliegia, mela annurca, mela verde e da provare insieme a queste sono le crostatine che si caratterizzano per il ripieno che cambia a seconda della frutta utilizzata per le guarnizioni. Aniello di Caprio, tra i pasticcieri più acclamati della Campania e conosciuto a livello nazionale ed internazionale per i suoi lievitati, perché maestro lievitista, è un cultore del dolce ed ama mettere la padronanza tecnica, il suo talento e la sua creatività al servizio del piacere di tutti i golosi.

UFFICIO STAMPA

ANTONELLA D’AVANZO

Lo Chef Nino Cannavale e Hostaria di Bacco a Furore presentano Amore Furitano, tour, cena ed un dolce dedicato alla grande Anna Magnani a Furore.

Il 15 Maggio una giornata straordinaria, un evento enogastronomico bacchico ed un inedito dolce per ricordare la grande Anna Magnani a Furore e il suo amore con Roberto Rossellini. Amore Furitano, dedicato a Nannarella è organizzato dallo Chef Nino Cannavale e dall’Hostaria di Bacco -Furore -Costa d’Amalfi, con il patrocinio del Comune di Furore, che proporranno per l’occasione il nuovo dolce dedicato alla famosa attrice, chiamato appunto “Amore Furitano”: un semifreddo di pistacchio, con latte di pezzata rossa, pera pennata e tartufo Urbani.

 

Il dolce “solidale” è una produzione Laboratorio Carditello di Chef Cannavale, ospitato presso la Coop Davar Onlus che si occupa di disabilità, e commercializzato dal Caseificio ABC Allevatori Bufalini Casertani di Vitulazio (Ce), partner di progetto sono Dulcis in Fundo, la sindrome del cioccolato e Chantecler Capri.
Furore e la costiera amalfitana furono esclusivo set per uno dei due episodi del film del 1948 “Amore” una "favola" ideata da Fellini, allora aiuto regista di Roberto Rossellini, il quale con Anna viveva una burrascosa storia d’amore anche nella vita.

Amore Furitano, dedicato a Nannarella inizia il 15 maggio alle ore 16.00 con il raduno dei partecipanti a Poggio la Vela a Furore, con la proiezione del video “Furore il Paese che non c’è”.
Alle ore 17.00 è previsto il trasferimento in bus al fiordo di Furore, per poi visitare la Villa della Storta, oggi museo permanente di Anna Magnani essendo stata la alcova di Nannarella e Roberto in Costiera.
Alle ore 20.00 presso il ristorante Bacco la Cena del Buon ricordo con il menù ideato dallo Chef Nino Cannavale che presenterà il nuovo dolce “ Amore Furitano”: Spritz alla canapa con sfizi furitani

 

 

 

Cuore di bufala del caseificio Abc al tartufo Urbani
Polpetta di tonno su cremoso di patate e zeste di limone Sfusato Amalfitano
Ricci furitani alla genovese di totani
Pasta e ammore
Filetto di baccalà in oliocottura su guazzetto di lenticchie Beluga
Caciotta di latte nobile "Furore" con pane di grano duro, miele e marmellata di pera
pennata
Amore furitano
Liquore alla canapa
Cicale di Furore
Tozzetti all’elisir diVino
Vini Cantine Marisa Cuomo
Concerto di musica classica con canti e suoni della tradizione napoletana

Al ristorante Bacco, uno dei più antichi e prestigiosi della Costiera, ricordano ancora la presenza di Anna Magnani, essa vive nel ricordo di Raffaele Ferraioli, sindaco di Furore e patron dello storico ristorante, questa la storia: Nannarè, mezza porzione!
Correva l’anno 1948: Anna Magnani e Roberto Rossellini giravano al Fiordo “Il miracolo”, secondo episodio del film L’Amore e, spesso di sera salivano al paese e si fermavano a cenare presso la nostra trattoria.
Anna amava molto la pasta. Quella fatta in casa da nonna Letizia la faceva impazzire. Non riusciva a rinunciare al primo piatto, ma dopo averlo regolarmente ordinato, si faceva prendere da una sorta di pentimento. Prima che il cameriere, nonno Andrea, si allontanasse per portare la comanda in cucina, gli correva dietro, precisandogli: “A me, mezza porzione!”
Questa raccomandazione, ripetuta tutte le volte che la coppia si sedeva a tavola, diventò uno sfottò che Roberto rivolgeva alla sua innamorata tutte le volte che qualcosa non andava secondo le loro aspettative, sfruculiandola: “Nannarè, mezza porzione!”

Quando i due innamorati si portavano dietro in queste escursioni l’amico Federico Fellini, bisognava portare subito a tavola, prima ancora del pane e delle posate, quelle che lui chiamava “scheggine” di formaggio parmigiano o, in mancanza, di provolone del Monaco.
Un’ultima chicca: il fiasco impagliato dal quale la mentecatta Mariuccia, interpretata da Annarella, sorseggiò il vino rosso di Furore fino a ubriacarsi e a cedere alle avance del viandante, Federico Fellini, scambiato per San Giuseppe, fu preso dal tavolo della nostra trattoria e portato in scena.
Queste brevi “pillole” testimoniano della presenza a Furore, presso Bacco, dei tre grandi protagonisti della storia del cinema…e non solo!

Info e prenotazioni 3317392696
http://www.baccofurore.it

 

Ufficio Stampa

Carlo Scatozza

Napoli ha celebrato “Sua maestà la pastiera”: in 400 a Palazzo Caracciolo
Quindici tra i migliori pasticcieri della Campania hanno fatto assaggiare le loro proposte tra innovazione e tradizione.

Un omaggio al dolce pasquale per eccellenza, un grande successo per la prima edizione di “Sua maestà la pastiera” all’Hotel Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel. Più di 400 visitatori hanno passeggiato tra i sentieri più dolci della cultura napoletana, per un pomeriggio che ha coinvolto i migliori maestri pasticcieri della Campania che hanno fatto assaggiare le loro proposte di pastiera tra innovazione e tradizione. Il live show cooking dello chef Umberto Zimbaldi ha offerto, inoltre, uno spazio dove è stato possibile apprendere tutti i segreti per cucinare una pastiera perfetta. L’evento, nato da un’idea del manager Marco Zuppetta con il giornalista Alessandro Savoia, è stato ripreso dalle telecamere di Rai1 per “La Vita in Diretta” con un collegamento curato da Raffaella Longobardi.

Gli ospiti hanno avuto la possibilità di inebriarsi tra i sapori più veri della cultura gastronomica napoletana, ammirando “Sua maestà la pastiera” partendo dal suo vestito classico fino alle innovazioni che i maestri pasticcieri hanno introdotto nel corso del tempo. Un grande successo reso tale, naturalmente, dalla partecipazione dei migliori maestri pasticcieri della Campania. Una passeggiata per incontrare Leopoldo che senza distaccarsi dalla tradizione, oltre alla classica ha presentato anche la pastiera senza glutine. Di Costanzo, ideatore di una pastiera nata dalla fusione di tre ricette diverse. E poi Ranieri e la sua splendida quadrata “27” aggiungendo un ingrediente in più. Una proposta innovativa quella di Zio Rocco Lab Store per la prima colazione. Così come quella di Poppella con la sua pastiera fredda dal sapore inebriante, così come quella classica. Ancora Capriccio e il suo Babàstiera, mixando i sapori di due dolci top della cucina partenopea. Di Dato che dalla tradizione ha saputo far nascere sapori particolari e prelibati. Cuori di Sfogliatella con la sfogliatella-pastiera e la pastiera fredda. Ecco, dunque, Volpe e la sua idea rivisitata, elegante al gusto naturale con una crema all’arancio.Capparelli in una versione nuova ma sempre ancorata ai sapori storici. La Delizia di Antonio Di Rosa in versione classica, da semifreddo e senza glutine. Pesce e la sua idea all’avanguardia senza dimenticare i sapori della tradizione. Colmayer, spettacolare nella sua pastiera arricchita con aromi particolari e affiancate dai via col vento, Carbone e la sua idea di pastiera al cioccolato da gustare in tutto il suo brio. Il tutto assaporando anche il caffè di Gambrinus che ha presentato una pastiera maxi da 10 chili rispettando in pieno la tradizione partenopea.

 

Ufficio Stampa:

Fabrizio Meglio

La Campania a tavola con Felix la colomba di Aniello di Caprio

Dopo il successo del Panettone Campano  il maestro lievitista replica con 

il grande lievitato anche per la Santa Pasqua

Maddaloni, 18 aprile 2019. Felix il Panettone Campano a marchio registrato, diventa anche Colomba Campana entrando a far parte tra le proposte pasquali del maestro lievitista Aniello di Caprio di Lombardi Pasticcieri dal 1948.

Un grosso lievitato che nelle scorse festività natalizie ha avuto il primato di richieste e di vendite, grazie anche alle buone pratiche di promozione, tanto che il pastry chef casertano ha voluto solo cambiargli forma, dove gli ingredienti sono sempre il burro di bufala della piana casertana, la preziosa albicocca “pellecchiella del Vesuvio, la pasta di mandorla profumata ai limoni della costiera amalfitana. Eccellenze prodotte nella nostra meravigliosa regione che conferiscono all’impasto del Felix straordinarie qualità organolettiche.

È una colomba che ci consente di fare un giro tra gli scorci, gli scogli, le insenature, le colline, le pianure e ancora tra storia, colori e profumi che parte da Caserta e percorre diverse tappe della Campania Felix, ovvero, l’isola fertile e felice attraversata da popolazioni millenarie, area geografica presa in esame da Aniello di Caprio per esprimere la sua conoscenza e il suo studio con questo lievitato da ricorrenza di forte successo.

Non solo Felix ma anche colombe classiche caratterizzate da una soffice pasta lievitata dal colore giallo intenso, con il mandarino candito al posto dell’arancia e un’intera linea negli abbinamenti degli ingredienti sempre più ricercati. Ancora, tra i prodotti da non perdere la pastiera, la regina della Pasqua, con il grano cotto dai Lombardi pasticcieri e la ricotta vaccina con aggiunta di quella di bufala e gli aromi naturali che vengono costruiti nel laboratorio di via Forche Caudine. A completare il profumatissimo casatiello dolce casertano, altro must “provare per credere” di Aniello di Caprio e una linea di salati come la colomba “Attesa” con salsiccia di suino di razza casertana, provolone del Monaco e pomodorini confit e naturalmente il classico casatiello salato da tagliare in compagnia degli amici o della famiglia il giorno di Pasqua o di Pasquetta. Artistiche e di grande qualità l’intera produzione di uova artigianali create per coloro che vogliono emozionare con un dono di gran classe le persone più care. A rendere eleganti le proposte pasquali del maestro Di Caprio, le confezioni artigianali progettate da Angela Lombardi.

Aniello di Caprio

Lombardi Pasticcieri dal 1948

Via Forche Caudine

Maddaloni (CE)

 

Ufficio Stampa:

Antonella D’Avanzo

La Pasqua alla Pasticceria Sparaco di Castel Morrone, tradizione e territorio con un look unico ed esclusivo firmato dell’artista Giovanni Tariello

Castel Morrone, 12 aprile 2019. Da un profondo legame con il territorio e un forte sentimento di amicizia tra il pasticcere Guido Sparaco e l’artista Giovanni Tariello è nato il progetto della scatola con un dipinto del pittore morronese realizzato in esclusiva per la pasticceria Sparaco, l’originalissimo look che vestirà le creazioni pasquali del giovane pastry chef. Scatola che ha vinto il premio come miglior packaging tra tutte le proposte nazionali secondo Divina Colomba 2019, il contest organizzato da Goloasi.it. L’opera, un “Souvenir” di un déjeuner sur l’herbe davanti ad uno dei simboli della storia di Castel Morrone, è una pittura ricca di ricordi, di vita vissuta, di poesia del borgo dell’artista che ha saputo tinteggiare il suo percorso artistico con una impronta personalissima dedicata agli amati avi, contadini del paesaggio morronese, dove il non-finito che egli lascia nel tracciare le sagome delle figure con i volti appena accennati o dello spazio e gli oggetti del quotidiano si stagliano sulla tela e parlano di  questi luoghi. Tariello, con le sue tele mette in luce l’universo contadino e l’essenza stessa dell’uomo e, dandogli una dignità etica, antropologica e culturale, gli riconosce il suo essere nel mondo.

Ed è così che le creazioni del pasticcere Guido Sparaco assumono un valore maggiore con questo dipinto che diventerà un marchio di riconoscimento per la pasticceria di famiglia che opera da più di trent’anni in questo piccolo centro casertano, dove lo studio per questa Pasqua non è solo nella presentazione di un packaging unico ed esclusivo ma anche e soprattutto nella proposta gastronomica che vede la tradizione con la pastiera napoletana con grano e ricotta di pecora profumata all’arancia e il casatiello dolce casertano chiamato anche pigna, un grosso lievitato con aroma naturale di limone e arancia, anice, rum e rifinito con naspro. Invece, per quanto riguarda la produzione di colombe artigianali a lievitazione naturale, oltre alla classica con uvetta e arancia candita, troviamo golose alternative alle amarene, al cioccolato e due new entry:  la clementine e menta e la fragoline candite e mirto di Castel Morrone, un liquore che secondo la tradizione vuole la raccolta  dei frutti nella prima domenica dall’avvento, tra le mura megalitiche del IV secolo A.C. conosciuto più comunemente come “muro delle fate” nel sentiero del mirto curato dall’associazione “casa befana Aspi”  di Castel Morrone, motivo per il quale è  definito il digestivo delle fate,. Prodotto utilizzato esclusivamente dalla pasticceria Sparaco.

Infine, l’angolo del cioccolato artigianale “Callebout” con le uova limited edition di Luisa Sparaco, meravigliose ed autentiche creazioni, una diversa dall’altra, realizzate con le tecniche apprese al Master dell’Accademia Maestri Cioccolatieri Italiani di Belluno. Ogni uovo ha una sua personalità e si presenta elegante alla vista e al palato, dove quest’anno sono diversi i temi marini e quelli  che si ispirano al mondo animale. Per la proposta salata non poteva mancare il PanArchico, il panettone rustico con il famoso caciocavallo Gerarchico, un formaggio affinato in ambiente anaerobico adagiato su paglia, ricoperto da muffe nobili dal sapore intenso ma equilibrato tendente ai sentori erbacei, la pancetta Nostrana di maiale bianco locale realizzata con metodo tradizionale aromatizzata con spezie naturali e olio extravergine di oliva per ammorbidire ottenuto da olive coltivate in terra morronese.

 

Ufficio Stampa:

Antonella D’Avanzo

Alla pasticceria Sparaco di Castel Morrone a San Giuseppe la zeppola è fritta e al forno in un’escalation di sapori fra tradizione ed innovazione.

Castel Morrone, 17 marzo 2019.  Se la festa degli innamorati ha il suo “bacio”, la festa della donna la sua mimosa, il 19 marzo una data in cui si celebrano due festività importanti, San Giuseppe e la festa del papà, vuole assolutamente la sua zeppola. È un dolce che riempie di gusto la bocca ad ogni morso, una nuvola a base di pasta choux, farcita con crema pasticcera e decorata con una succosa amarena sciroppata, fritta secondo la tradizione e al forno per chi vuole scegliere la versione light e secondo alcuni nasce a Napoli, nel convento di S.Gregorio Armeno, secondo altri in quello di Santa Patrizia. Ma c’è anche chi ne attribuisce l’invenzione alle monache della Croce di Lucca o a quelle dello Splendore.

A Castel Morrone, la pasticceria Sparaco che opera nella stessa sede da più di trent’anni al civico 1 di via Taverna, un laboratorio artigianale guidato da Guido Sparaco, il giovane e talentuoso pastry chef che sta portando in alto il nome di Castel Morrone a manifestazioni  di settore  in giro per l’Italia con il suo “Ficus” e  diverse creazioni fatte di ricerca e territorialità, per questa festa del papà propone, oltre alla tradizione, anche le varianti al forno, ben dieci gusti diversi dove la pasta bignè è morbida e fragrante al punto giusto.

Si parte dunque con la fritta con una vellutata e avvolgente crema pasticcera, amarene rosse, quelle di qualità e una spolverata di zucchero a velo a cui aggiunge le speciali dal formato medio al gusto cioccolato fondente, pralinato di nocciola e pistacchio. Ancora, caffè, chantilly, noce e miele, la novità 2018 che torna anche quest’anno, una zeppola dedicata interamente a Castel Morrone, nata proprio per valorizzare alcune produzioni di cui il territorio è ricco e, per finire, zuppa inglese, torroncino per i più golosi cocco e nutella e per gli amanti della frutta c’è anche la versione a fragola.

Un tripudio di sapori che le parole non riescono a descrivere: ci si ritrova rapiti da un’escalation di dolcezza e delicatezza a partire dal boccone mignon fino al formato più grande.

La Pasticceria Nicola e Guido Sparaco (Unica Sede) è a Castel Morrone (CE) in via Taverna, N. 1 Tel. 0823. 399017

“La pasticceria è in continuo confronto con i numeri, per questo il nostro mestiere ha una componente di scienza oltre che di manualità” spiega Aniello Di Caprio, titolare della storica pasticceria Lombardi a Maddaloni, in provincia di Caserta. Il pasticcere che ha fatto della colazione uno stile di vita in Campania, grazie all’amore per i prodotti gustosi e artigianali, ci porta a conoscere la realtà della sua azienda. La casa dolciaria è nata nel 1948 grazie al fondatore Angelo Lombardi, nonché bisnonno di Angela, moglie di Aniello.

Territorialità, parola chiave del successo.

L’attuale gestione con Aniello Di Caprio rappresenta la terza generazione di pasticceri. Da settant’anni la pasticceria Lombardi produce cornetti, dolci della tradizione napoletana e panettoni artigianali nel rispetto della selezione di materie prime locali. Tutto è rigorosamente svolto secondo canoni di alta qualità, è questo l’imprinting che viene portato avanti dalla terza generazione dei Lombardi.

“Per comprendere il vantaggio di rimanere fedeli al territorio, le faccio l’esempio del Panettone Felix – spiega Aniello Di Caprio – ispirato alla fertilità che storicamente distingue la Campania, questo Panettone prodotto con burro di bufala e aromatizzato da albicocche pellecchiella del Vesuvio e limoni di Amalfi rappresenta la punta di diamante della gamma dei lievitati”. Per produrre questo dolce originario del settentrione in chiave mediterranea i pasticceri della famiglia Lombardi credono nel valore del “fatto in casa”, il più alto concetto di artigianalità che si possa avere in pasticceria.

Alla base della professionalità del pasticcere c’è un apprendistato molto specifico, che richiede preparazione tecnica e pratica per acquisire confidenza con il prodotto. Aniello parla di familiarità con tutti gli aspetti del lavoro, requisito necessario per poter parlare di arte in pasticceria. “La decorazione è un ramo della pasticceria, ci vogliono anni di pratica per impararla e dosare bene lo zucchero” afferma il pasticcere Di Caprio.

Sviluppo di cultura e tendenze grazie ai Social.

La globalizzazione e il fenomeno dei social hanno reso i consumatori più preparati sulla qualità del prodotto di pasticceria. “Il pasticcere deve impegnarsi molto per creare un panettone che risponda alle aspettative della clientela. Il prezzo più alto della media deve giustificare la raffinata tecnica di preparazione” spiega Aniello Di Caprio.

Nella scuola Dolce e Salato, che Aniello Di Caprio dirige insieme allo chef Luigi D’Addio, gli allievi imparano a conoscere la formazione della brigata di pasticceria, le attrezzature e le norme di igiene necessarie prima di passare alla pratica. “Saper accendere un forno è sinonimo di conoscenza di un programma legato al tipo di dispositivo – spiega Di Caprio – è dunque importante comprendere la tecnologia e il senso del suo funzionamento”.

L’aspetto visivo è importante in pasticceria, dove l’obiettivo è creare dei piccoli oggetti del desiderio grazie a un’estetica sempre impeccabile. Ma non deve mancare l’aspetto del gusto. “Ci focalizziamo sulla dimensione del bello e del buono del prodotto, oltre che della tradizione proposta in chiave moderna e accattivante” spiega il pasticcere Di Caprio.

Anche in pasticceria esistono le mode, quella che imperversa in questo momento è lo stralucido. “Sinonimo di grandi quantità di zucchero, le glasse conferiscono alle torte un aspetto appariscente che permette loro di essere quotate sui social” afferma Aniello. “Pur non essendo estranei alle mode del momento – prosegue il pasticcere – restiamo fedeli a una linea di produzione dove si utilizzano gli ingredienti genuini del territorio”.

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì 6 presentazione della linea di pasticceria natalizia del pastry chef napoletano

Una cornice d’eccezione per un’innovativa linea di pasticceria natalizia: giovedì 6 dicembre l’Atelier di Lello Esposito ha ospitato la presentazione dei dolci di Natale 2018 di Mario Di Costanzo.
“Nel corso degli anni sono sempre stato al fianco della città e delle più interessanti espressioni creative che sa generare” ha dichiarato l’artista di culto partenopeo “Mi fa piacere proseguire in questa direzione ospitando l’arte dolciaria di Mario Di Costanzo”.
L’evento si è svolto in quelle che furono le scuderie del Principe di Sansevero e ha visto il giovane pastry chef protagonista di una conferenza stampa incentrata sulla degustazione guidata delle sue creazioni natalizie.
Il taste show ha avuto inizio con la descrizione e l’assaggio dei panettoni artigianali che compongono il segmento dei lievitati, novità del Natale 2018. Proposte due varianti: la versione classica con uvetta e arancia e una versione con albicocca pellecchiella del Vesuvio e pistacchio di Bronte.
Entrambe le versioni accomunate dall’uso di soli ingredienti italiani, in ossequio alla teoria del Km buono, e da una lavorazione fedele ai canoni della produzione artigianale.
Il momento centrale della degustazione è stato dedicato allo Struffolo Bianco, altra novità del Natale 2018.
“Lo Struffolo Bianco è una torta che identifica bene il mio stile e quindi la mia di reinterpretare la tradizione in chiave contemporanea” ha sottolineato Mario Di Costanzo “Gli struffoli sono bianchi e morbidi e rappresentano il vestito di un mix fatto di croccante alle mandorle e nocciole, pan di Spagna, mousse alla cannella, mousse al cioccolato con anice stellato e pisto e scorzette di arance candite”.
La degustazione guidata è stata completata dall’assaggio della Cassata Nera, un dolce diventato ormai un autentico marchio di fabbrica del maestro pasticciere della Sanità.
La presentazione dei dolci natalizi di Mario Di Costanzo è stata accompagnata da una selezione di vini curata da Francesco Mandolese: in primo piano, l’abbinamento con il moscato d’Asti Moncucco prodotto da Fontanafredda.
Tutti i dolci presentati sono in vendita dal 7 dicembre presso la pasticceria Di Costanzo in piazza Cavour,133

Da 10 anni è la colazione preferita dai napoletani

Il giovane pastry chef Rocco Cannavino festeggia il traguardo e apre un nuovo laboratorio
dove sarà possibile assaggiare le sue creazioni appena sfornate

 

Da 10 anni i suoi prodotti allietano le colazioni di migliaia di napoletani. I suoi dolci sono nelle teche dei migliori bar della città. È Rocco Cannavino, in arte “Zio Rocco”, pasticciere classe ‘84, astro nascente del panorama partenopeo. Nel 2008 quando Rocco aprì il suo primo piccolo laboratorio di lievitati. Oggi si è trasformato in un vero e proprio centro produzione, che vanta collaborazioni con nomi blasonati della pasticceria partenopea come Leopoldo Cafè Bar e la Pasticceria Poppella. E giovedì 29 novembre aprirà in via Roma 161 a Pomigliano d’Arco il suo primo lab store, dove sarà possibile assaggiare le sue creazioni appena sfornate.

Rocco CannavinoIL CORNETTO ISCHITANO DOC. Per festeggiare questo traguardo ha deciso di ringraziare con una cartellonistica per tutta la città, mettendoci la faccia e mostrando il suo prodotto di punta: il cornetto ischitano doc. «Il nostro cornetto ischitano – spiega lo chef – nasce dall’unione di due impasti molto presenti nella colazione italiana: la pasta brioche e la pasta sfoglia, unite e tirate senza dargli pieghe. Per l’impasto brioche, molto idratato, usiamo la manitoba, una farina forte che si usa per i grandi lievitati. Ciò ci consente di avere un alto assorbimento di liquidi che non vengono persi in cottura e quindi una mollica interna più morbida. Invece, la pasta sfoglia nasce dal giusto compromesso di farine forti e deboli per bilanciare la maglia glutinica del prodotto per ottenere una soffice alveolatura interna e una fragrante sfoglia esterna».

Il cornetto ischitano di “Zio Rocco” è composto dall’85% di sfoglia zuccherata con solo miele e dal 15% di pasta brioche al burro e vaniglia a lunga lievitazione. L’unione tra i due impasti perfettamente bilanciati da al prodotto finale morbidezza, fragranza e un color mogano che lo contraddistingue da tutti gli altri aggiunta ad un’elevata profumazione data dalla qualità delle eccellenti materie prime.

Rocco CannavinoLA STORIA. Rocco Cannavino ha iniziato ad interessarsi al mondo della pasticceria già all’età di 13 anni, trascorrendo i pomeriggi nel laboratorio della piccola pasticceria del quartiere dove è cresciuto, i Quartieri Spagnoli. A 16 anni fu accolto dalla brigata dello chef Raimondo Cinque all’hotel Royal Continental di Napoli. In questo contesto hanno iniziato a prendere forma le sue idee, tanto da tradursi in vere e proprie “chicche dolciarie”, in particolare i lievitati. È passato poi sotto la guida dello chef Lorenzini all’hotel Marinedda Spa in Sardegna per poi entrare nel ristorante Quaglino’s a Londra, il quale si avvaleva della consulenza del famoso chef Gordon Ramsay, e al Bristol Hotel di Parigi, con la brigata dello chef Lauren Jeannin. Forte di tutte queste esperienze, ha espresso il suo desiderio di tornare dove tutto era iniziato, nella sua Napoli. È di recente apparso ad Alice Tv nella trasmissione “Cuochi e dintorni” di Francesca Romana Barberini per presentare una sua nuova creazione: il cornetto scomposto con crema al latte di bufala e amarena candite.

 

 

Alessandro Savoia

Tre pasticceri della provincia di Napoli

sono tra i 25 finalisti della sesta edizione del concorso nazionale Panettone Day.

 

Antonio Bellavia della pasticceria Eredi Vincenzo Bellavia di Napoli, Luca di Pietro della pasticceria Pasticceri Ranieri di Napoli e Antonio Tecchia pasticcere del resort Vesuvio sono stati selezionati tra i finalisti che si sfideranno all’evento conclusivo del concorso Panettone Day, l’iniziativa promossa da Braims in partnership con Novacart con l’obiettivo di celebrare e destagionalizzare una grande icona della pasticceria italiana, dando visibilità alle realtà artigianali più interessanti del Belpaese.

Le creazioni dei tre pasticceri sono entrate nella rosa dei 25 finalisti sui quasi 200 panettoni arrivati da tutta Italia e giudicati dal team di esperti capitanati dal maestro Iginio Massari, che ha ribadito l’importanza rivestita dal concorso Panettone Day per la promozione della cultura gastronomica italiana e territoriale:

Panettone Day

 

“Chi vince il Panettone Day non è uno, ma sono 25. Questo concorso coinvolge quasi tutta la penisola e questo rappresenta già un grande traguardo. Tutti i 25 finalisti hanno vinto in un settore o sono arrivati primi nella loro provincia o regione. Questo è molto importante per le città dove il panettone non ha ancora conquistato i palati degli italiani e non è ancora tradizione”.

Reazione di estrema gioia e orgoglio per i pasticceri che hanno visto premiati l’impegno, l’entusiasmo e la grande ricerca che accompagnano ogni giorno il lavoro in laboratorio e che li guideranno alla sfida finale di settembre.

 

Panettone Day

L’evento conclusivo si svolgerà il 15 settembre a Sweety of Milano, la manifestazione dedicata alla pasticceria italiana durante la quale i 25 finalisti presenteranno le proprie creazioni al cospetto dell’esclusiva giuria capitanata da Iginio Massari e composta da Galileo Reposo, Pastry Chef di Peck, Salvatore De Riso, celebre pasticcere della costiera amalfitana, dalla food blogger Chiara Maci e dal vincitore dell’edizione 2017, Giancarlo Maistrello, che nominerà i vincitori del Miglior Panettone Tradizionale e del Miglior Panettone Creativo Dolce.

A partire da ottobre, i 25 panettoni finalisti saranno in vendita per tutto il mese all’interno del temporary store collocato in un’esclusiva vetrina nel cuore di Milano, in corso Garibaldi, che offrirà visibilità ai talentuosi artigiani e consentirà a migliaia di visitatori di sperimentare l’eccellenza della pasticceria italiana.

Una Cerasù tira l’altra

Dopo le “Mele stregate” che ci hanno accompagnato durante l’inverno, le “ricotta in Pera”, rivisitazione del famoso dolce ricotta e pera, per promuovere la stagionalità non poteva mancare Cerasù, un dolce a forma di ciliegia studiato nei laboratori della pasticceria Chalet Ciro a Mergellina, Napoli, per dare ufficialmente il benvenuto all’arrivo dell’estate.

L’ultima suadente delizia, infatti, è un omaggio alla bella stagione e rappresenta in modo unico un percorso incentrato sulla continua ricerca delle novità ma, soprattutto, della qualità.

Chalet CiroQuesto dolce al cucchiaio che si presenta sotto forma di una ciliegia, appunto, uno dei frutti rossi più attesi e richiesti della stagione, ha come base di gusto l’amarena. È composto da un pan di Spagna al cacao e una bagna al caffè, una deliziosa farcitura di crema tiramisù che racchiude una succosa e prelibata amarena e ricoperta da una glassa a specchio.

«Questo dolce si presenta nelle sembianze di una ciliegia ma ha tutto il sapore dell’amarena – dice Antonio De Martino, titolare della pasticceria di Via Caracciolo –, è un inno al nostro prodotto italiano, presente sul mercato col noto brand dei nostri fornitori, i fratelli Fabbri. Vi invitiamo ad esplorare il mondo della pasticceria Chalet Ciro e a degustare questa nuova fresca delizia».

Se è vero che “una ciliegia tira l’altra”, come recita uno dei più famosi proverbi, allora non si può rinunciare nemmeno a questo soffice e goloso dessert, assolutamente da provare da Chalet Ciro.

Chalet Ciro, Via Caracciolo 80122 Napoli – 081 669928

Le uova di Pasqua di Mario Di Costanzo

forme di design dall’effetto marmorizzato, colori sgargianti e incisioni di cioccolato.

NAPOLI – Le uova di cioccolato diventano tele da dipingere e opere d’arte da scolpire nelle mani del maitre chocolatier Mario Di Costanzo, terza generazione di pasticcieri a Napoli (piazza Cavour 133-135), specializzato nella lavorazione artigianale del cacao. Uova di design intagliate a mano, una ad una, per ottenere sculture gastronomiche dai colori sgargianti che richiamano alla memoria l’espressionismo astratto del pittore statunitense Pollock: il colore viene fatto colare sul cioccolato in maniera veloce e casuale in modo da creare un elegante effetto cromatico risultato di linee che si sovrappongono in un continuo gioco di forme e cromie. Tutte le uova sono realizzate in finissimo cioccolato Valrhona impreziosito dall’aggiunta di aromi naturali e pregiata frutta secca. Tra le novità pasquali proposte da Mario Di Costanzo c’è l’uovo fiamma, la cui forma ricorda due lingue di fuoco rosse e marroni, disponibile nelle varianti al cioccolato fondente Valrhona guanaja 70%, Cioccolato al latte Valrhona Jivara 40% e Cioccolato bianco Ivoire.

L’uovo effetto velluto e quello perlato decorati con tecnica Pollock e le uova con fiori di ciliegio in cioccolato bianco Ivoire con decorazioni in burro di cacao dipinte rigorosamente a mano. E ancora l’uovo d’oro realizzato in Cioccolato fondente Valrhona guanaja 70% con decorazioni in oro alimentare 24kt in polvere e foglie. Per gli amanti della tradizione invece non mancano le classiche uova in cioccolato fondente Valrhona Guanaja 70% caratterizzato da una piacevole amarezza data dalla fusione di cacao Criollo e fagioli Trinitario che insieme costituiscono una complessa gamma aromatica di frutta, caffè, melassa e note floreali. Le uova nocciolate al cioccolato al latte Valrhona Jivara 40% con nocciole tostate intere e le uova in cioccolato bianco realizzate con Valrhona Ivoire ricco di note di latte e vaniglia bourbon. Una vasta selezione di prodotti disponibili in gusti golosi e decori originali, confezionati in eleganti scatole regalo. Il pensiero ideale per chi ama stupire con un prodotto elegante e di alta qualità. Le uova possono essere ordinate e spedite su richiesta in tutta Italia.

Mario Di Costanzo, napoletano, classe 1982, è la terza generazione di una famiglia di pasticcieri nella Napoli più verace e popolare, con laboratorio e punto vendita in piazza Cavour, alle spalle del colorato mercato rionale dei Vergini e a pochi passi dal Museo Nazionale Archeologico, straordinario amalgama di antico e contemporaneo. Pastry chef e maitre chocolatier, ha perfezionato la sua formazione alla Boscolo Etoile Academy. Da anni porta avanti una ricerca che si muove sullo stile e l’eleganza dell’alta pasticceria francese coniugando avant garde e spirito partenopeo. Estro creativo e padronanza della tradizione danno vita a dolci che sono vortici di colori e forme, dessert trompe-l’œil che invitano il consumatore a sorprendersi amplificando il piacere della degustazione. Nelle sue mani i dolci della tradizione si ridimensionano, le torte si trasformano in tele pittoriche d’impatto, la forchetta diventa uno strumento per studiarle all’interno e scoprirne le mille stratificazioni di gusto, colore e stupore. Nel suo laboratorio, nato dalle scuderie di un palazzo del 1800 di piazza Cavour, ogni giorno prendono forma Saint- Honoré, éclairs, tarte au chocolat, macarons si mixano al babà, al tiramisù e alla cassata tipicamente italiani.

Pasticceria Mario Di Costanzo

Indirizzo: piazza Cavour 133-35 – Tel. 081 450180 www.dicostanzopasticceria.it

DA BIOESSERÌ BRERA
ARRIVA LA PIZZA DEI FRATELLI SALVO

Lunedì 19 febbraio una nuova serata all’insegna della pizza d’autore

Milano, 8 febbraio 2018 – Bioesserì Brera, ristorante biologico nel cuore di Milano, ospita lunedì 19 febbraio l’ultimo appuntamento con le Tavole di Identità Golose.

Per la prima volta, Francesco e Salvatore Salvo della pizzeria di San Giorgio a Cremano arrivano nel capoluogo meneghino per proporre un menù unico grazie a una attenta selezione delle loro gustosissime pizze.

Pizzaioli da tre generazioni, i fratelli Salvo sono innovatori che si muovono all’interno della tradizione partenopea, puntando sugli impasti, la scelta delle farine e dei condimenti. Protagonista il meglio del proprio territorio per raccontare l’eccellenza locale e accompagnare in un viaggio alla riscoperta di sapori mai dimenticati.

Il menù della serata prevede 5 pizze per una degustazione di uno dei piatti più popolari e amati al mondo fatto di semplicità e memoria. Si parte dalle 4 a opera dei fratelli Salvo e si finisce con una di Federico Della Vecchia, chef resident di Bioesserì
Cosacca (Fratelli Salvo)

Cosacca

Cosacca

E’ una pizza nata prima della Margherita. Fu inventata a Napoli nel 1844, in occasione della visita alla Corte dei Borboni dello zar di Russia Nicola I: sopra la base di pomodoro, i pizzaioli napoletani la arricchirono con cacio grattugiato, riproduzione della neve russa. Su del pomodoro di Corbara, i Salvo aggiungeranno pecorino a latte crudo, stagionato per un anno, di Bagnoli irpino.

Pizza al pomodoro (Fratelli Salvo)

6 pomodori lavorati ognuno in modo diverso:: pomodoro di Corbara, San Marzano in acqua e sale, datterino confit, pomodoro affumicato, pomodoro grigliato e piennolo marinato. Una prelibatezza nata da una collaborazione con lo chef Salvatore Bianco del Comandante di Napoli.

‘Nduja e Verzin (Fratelli Salvo)

Nduja_e_Verzin

Nduja_e_Verzin

In carta da 6 anni è una delle loro pizze più apprezzate. Originale, estrosa, una sintesi di stagionalità e praticità. Verzin è un formaggio erborinato da latte vaccino dell’affinatore Beppino Occelli.

Pizza fritta (Fratelli Salvo)
Piatto storico della cucina napoletana con pomodoro giallo del Vesuvio di San Nicola dei Miri. Per bilanciare la dolcezza, un’aggiunta di scaglie di mozzarella di bufala di Barlotti.

La degustazione si chiude con lo chef di Bioesserì Federico Della Vecchia che propone la Pizza di kamut con pomodoro conciato e piacentinu ennese allo zafferano.

Per dessert, Frittelle alla grappa, uvetta e pinoli con crema pasticciera alla vaniglia.

Ad accompagnare la serata le bollicine Blanc de BlancsRosé de Noirs dei friulani di Villa Parens, prodotti dalla forte identità, che solo il Collio sa dare. Una cantina che valorizza la storia, il territorio per regalare un’esperienza di gusto inimitabile.

Costo della serata: 40 euro

Per info e prenotazioni: Ristorante Bioesserì 0289071052 

Per info. e Contatti Ufficio Stampa

Erika Del Largo – erikadellargo7@gmail.com – 347.3825895

Elisabetta Bastianello  –  info@prb-cuman.it – 02.8357320

About Bioesserì – Via  Fatebenefratelli 2 Milano

Bioesserì è un concept Restaurant certificato del mondo biologico presente a Milano e Palermo. Un’oasi di gusto e benessere frutto dell’idea di Vittorio e Saverio Borgia, due fratelli originari del capoluogo siciliano, con studi alla Bocconi il primo e al Politecnico il secondo.

Bioesserì è un luogo sempre aperto che accoglie in ogni momento della giornata. Dalla colazione fino alla cena passando per il pranzo e l’aperitivo, da Bioesserì è possibile gustare menù che esaltano l’intensità dei sapori integri, attraverso la ricerca e la selezione di materie prime rigorosamente bio, completati da pizze realizzate con farine di farro e kamut. I piatti proposti sono concepiti per offrire una cucina sana, corretta e di alto valore nutrizionale che si rifà alla tradizione italiana rivisitata in chiave moderna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La pasticceria Seccia presenta l’evento “Chiacchierando ai Quartieri”

in anteprima l’aperisciù

“Chiacchierando ai Quartieri” è il primo evento dell’anno per la storica Pasticceria dei Quartieri e inaugurerà una lunga serie di appuntamenti impostati sul binomio arte e cibo, città e dolci tradizionali, visite e passeggiate tra i vicoli e le strade degli antichi alloggi delle truppe spagnole, fotografia d’autore e pasticceria napoletana.

pasticceria seccia

In questa cornice si inserisce infatti, nel pomeriggio dell’8 febbraio, la piccola esposizione fotografica dal titolo “Mitoraj a Pompei, volti e maschere senza tempo” delle fotografe Lidia De Campora e Francesca Cilento: due scatti che ritraggono, da angolature diverse, una delle tante sculture ospitate nel sito archeologico patrimonio dell’Umanità tra 2016 e 2017.

Sarà inoltre presentato alla stampa invitata e ai partecipanti il gioiello di Casa Seccia, un dolce unico a Napoli, che evoca le isole dei Caraibi al primo assaggio: gli Aperisciù, bignè rivestiti di craquelin e ripieni di crema al gusto di mojitopina colada e daiquiri.

l'aperisciu

Un tripudio di dolcezze, un’esplosione di sapori in cui la pasta choux rappresenta la città di Napoli, il craquelin è l’innovazione artigianale fatta di mandorle e nocciole, mentre le creme cocktail ci portano direttamente a Cuba e ai colori della sua bandiera. Un vessillo caro a Diego Armando Maradona, icona assoluta nei quartieri spagnoli e a cui fu dedicato il dolce dal pasticciere Francesco Seccia, in occasione della visita del calciatore al San Carlo per la cittadinanza onoraria.

Ai presenti sarà consegnato l’hashtag ufficiale dell’Aperisciù su post-it e ognuno sarà invitato a scattare foto o farsi un selfie con l’hashtag del bignè “latinoamericano” nel corso della serata, postandolo sulla nostra pagina Facebook, twittandola a  @secciadolcezze, linkandola su Instagram a @seccia_dolcezze_napoletane, o inviandola al nostro indirizzo Google Mail: pasticceriaseccia66@gmail.com.

Saranno pubblicate poi successivamente in album su Flickr, Facebook, e le più professionali singolarmente su 500px.

Una gara fotografica amatoriale che continua infatti anche dopo, sulle orme del famoso film francese “Il favoloso mondo di Amelie”, in cui il nano giramondo si faceva ritrarre davanti a monumenti o paesaggi di ogni continente per poi “spedire” la polaroid al papà di Amelie. Noi ci accontentiamo di Napoli e delle sue bellezze, e contiamo sull’estro di fotoamatori e appassionati che dovranno scattare con smartphone, tablet o reflex la foto di un panorama, di una chiesa, di una fontana o di un palazzo antico partenopeo con l’hashtag in primo piano su un qualsiasi supporto. La foto più bella, a nostro insindacabile giudizio, diventerà la copertina delle nostre pagine social dopo il 31 maggio, termine ultimo per aderire all’iniziativa “Aperisciù in città”.

Scattate, postate e scrivete #aperisciù!

La pasticceria borbonica diventa esperienziale
L’Archivio Storico propone una linea di dolci da assemblare a mangiare a casa 

Il dolce non è più solo un fine pasto, ma è un modo per iniziare con positività il nuovo giorno, un energetico intermezzo di una mattinata o di un pomeriggio di lavoro, o un piacevole  epilogo di giornata. Perciò Luca Iannuzzi, patron dell’Archivio Storico, famoso premium bar napoletano che da poco è divenuto anche ristorante con menù incentrato esclusivamente sulla cucina borbonica, ha pensato di rendere alcuni dolci della tradizione napoletana  – ovvero pastiera e babà – accessibili a tutti e in qualsiasi momento della giornata.
L’arte pasticcera è una scienza esatta, fatta di ingredienti insostituibili e accuratamente ponderati, di equilibrio tra sapori, ma soprattutto di un’accurata manualità e tecnica. Così i singoli ingredienti si trasformano in un artistico dolce attraverso procedimenti che, leggermente modificati, oggi consentono di far arrivare la pastiera e il babà in qualsiasi parte del mondo, e – addirittura –  interessare chi riceve una di queste leccornie al processo creativo delle stesse in quanto coinvolto nella loro guarnizione finale… Perché è importante valorizzare chi consuma il dolce prima ancora di chi lo fa! Il dolce rappresenta da sempre un momento di festa, solo un buon dessert può regalare attimi di estasi al cervello di chi lo mangia, e se quest’ultimo è coinvolto anche nella fase di assemblaggio del dolce, il piacere dura più a lungo e coinvolge tutti i sensi: l’olfatto che viene maggiormente sollecitato grazie all’utilizzo le salse che serviranno a guarnire il dolce (già presenti nella confezione che viene consegnata al consumatore); l’udito, il tatto e la vista che vengono chiamati in causa nel momento in cui il consumatore apre la confezione in cui è contenuto il dessert; ed – ovviamente – il gusto, che sarà soggetto a sensazioni ampliate dall’intervento degli altri quattro sensi.

Pastiera con salsa al mandarino

Pastiera al mandarino

Pastiera al mandarino

Sebbene la ricchezza degli ingredienti e la complessità dei sapori sembrano richiamare lo stile la cucina di corte, sembra che la ricetta della pastiera affondi le sue radici nel mito pagano di epoca romana o forse addirittura greca della sirena Partenope, che aveva scelto di dimorare nel Golfo di Napoli da cui si spandeva la sua voce melodiosa e dolcissima. Per ringraziarla si celebrava un misterioso culto durante il quale la popolazione portava alla sirena sette doni: la farina, simbolo di ricchezza; la ricotta, simbolo di abbondanza; le uova, che richiamano la fertilità; il grano cotto nel latte, a simboleggiare la fusione di regno animale e vegetale; i fiori d’arancio (o di altri agrumi, visto che la diffusione delle arance in quell’epoca era molto limitato in Europa,) profumo della terra campana; le spezie, omaggio di tutti i popoli; e lo zucchero, per celebrare la dolcezza del canto della sirena. Partenope gradì tali doni e li mescolò creando questo dolce molto apprezzato.
Un’altra teoria fa discendere l’origine della ricetta al tempo delle celebrazioni per il ritorno della primavera, quando le sacerdotesse di Cerere portavano in processione l’uovo, simbolo della vita nascente, poi diventato “rinascita” e Resurrezione con il cristianesimo. Il grano o il farro, misto alla morbida crema di ricotta, potrebbe derivare invece dal pane di farro delle nozze romane, dette per questo “confarreatio”. Un’altra ipotesi fa invece risalire la pastiera alle focacce rituali dell’epoca di Costantino, derivati dall’offerta di latte e miele che i catecumeni ricevevano durante il battesimo nella notte di Pasqua.

Il Lazzarone: babà classico con crema alla vaniglia, bourbon e amarena

Le origini di questo dolce simbolo di Napoli sono legate a  un dessert originario della Polonia (“babka ponczowa”). La leggenda narra infatti che questo delizioso dolce sia stato inventato per caso dallo zar polacco Stanislao Lesczynski agli inizi del XVIII secolo. Si racconta che il sovrano non gradisse particolarmente il kugelhupf, un dolce tipico polacco che egli trovava troppo asciutto. Stanco che gli venisse servito come dessert, lo prese e lo scagliò dall’altra parte della tavola, proprio dove si trovava una bottiglia di rhum. Così facendo, il liquore finì per inzuppare il dolce, inebriando la stanza con un profumo così intenso che lo zar volle assaggiarlo, innamorandosene. Lo zar lo chiamò “Alì Babà” in onore di uno dei personaggi di “Le mille e una notte”, opera che lui adorava leggere. Quando lo zar fu detronizzato, fu esiliato in Francia grazie alla sua parentela con Luigi XV. Qui il dolce da lui tanto amato fu rivisitato grazie alla maestria dei pasticceri parigini, nasce così il “babà”. Il famoso dessert a forma di fungo arrivò a Napoli per merito dei “monsù”, i cuochi francesi al servizio delle nobili famiglie partenopee. I pasticceri napoletani trasformarono il suo nome in “babbà”.

Tutti i dolci sopra menzionati possono essere acquistati presso l’Archivio Storico oppure si possono ordinare attraverso Moovenda (www.moocenda.com).
La cucina borbonica

Hashtag ufficiali: #archivistorico #lazzarone

Archivio Storico
via Alessandro Scarlatti, 30 – Napoli
www.archiviostorico.com

Per catering e preventivi:
Tel. 3756089682
info@nabilah.it

Social
FB: @archiviostoriconapoli
IG: Archivio Storico Napoli

[Fonte: Grazia Guarino: grazia.guarino07@gmail.com per www.gnamgnamstyle.it]

I Grani antichi siciliani sposano i dolci della tradizione Napoletana.

Sabato 16 Dicembre alle ore 10:30 presso la chiesa di S. Giovanni a Carbonara, nell’omonima strada del centro storico di Napoli, verranno presentati i dolci della tradizione partenopea realizzati dalla pasticceria Il Capriccio di Raffaele Capparelli.

I dolci tipici natalizi: Susamiello, Roccocò, Struffoli e Raffiolo, saranno realizzati con i grani antichi siciliani dell’Azienda Molini Riggi di Caltanissetta.

San Giovanni a Carbonara

 

L’evento vedrà come ospite d’onore Amedeo Colella, storico della Napoletanità, che presenterà la mappa del centro storico di Napoli, dove erano situati i laboratori conventuali in cui venivano anticamente realizzati i dolci che poi sono entrati a far parte della tradizione dolciaria della città.

A Seguire Raffaele Capparelli illustrerà la metodologia di preparazione dei dolci natalizi con le tecniche adottate da oltre 100 anni dalla nota pasticceria il Capriccio.

L’incontro terminerà con una visita al complesso monumentale della Chiesa S. Giovanni a Carbonara, uno degli esempi più rappresentativi del gotico napoletano, con un excursus sulle sue origini e sul suo valore artistico e culturale

Per info e accrediti:

Renato Rocco

Cell: 3356555595

E-Mail: direzione@labuonatavola.org

Rosaria Castaldo

Cell: 335 41 19 36

E-Mail: erre.castaldo@gmail.com

 

E’ nata “The Cafè Review” la Guida online al Bar Italiano.

Ecco i migliori Bar di Caserta con i Premi Speciali.

 

Caserta, 07 novembre 2017. È nata “The Cafè Review” la guida online alla prima edizione che racconta, valuta e premia il miglior Bar Italiano. Un progetto partito dalla città di Caserta, nato dall’idea di Alessandro Capotorto, coordinatore del gruppo di lavoro, che ha accumulato la sua esperienza con la creazione e gestione del gruppo Kriò s.r.l. di Salerno nato nel 2012 (bar, pasticceria e gelateria, caffè, B&B e resort sul mare), del Country Club di Casalduni in Terra Sannita e dopo aver visitato più di cento bar su tutto il territorio nazionale, compresi alcuni dei migliori segnalati e recensiti dalle guide cartacee, per studiare e aggiornare le sue competenze. La presentazione si è tenuta ieri, lunedì 6 novembre, presso l’Enoteca Provinciale della Camera di Commercio di Caserta situata in via Cesare Battisti, dove hanno partecipato uniti ed entusiasti i premiati, il gruppo di lavoro, giornalisti e food blogger.

Una classifica strutturata per categorie merceologiche e tecniche costruita secondo specifici parametri di valutazione, quelli del Bar Italiano, da parte di professionisti del settore: Antonella Ruggiero, architetto referente layout dei locali; Adolfo Orlando, esperto in caffè e latte art; Giulia Capece, pasticcera e maître chocolatier; Roberto Belmonte, bartender formatore ed esperto in mixology cocktail e distillati di eccellenza. Ispettori che hanno valutato le categorie in riferimento alle loro competenze e poi dato un giudizio ed un voto finale con un massimale di 10/10. Una selezione che punta ad una ulteriore crescita qualitativa dei bar che potrebbe allagarsi anche ad altre province campane.

La serata del 6 novembre ha visto la premiazione dei migliori di Caserta e la consegna dei Premi Speciali per ogni categoria relativi al migliore: aperitivo, caffè, cappuccino, cioccolato, cocktail, coerenza del progetto, colazione, layout del locale, pasticceria, personale di sala.

Ecco quali sono i migliori bar di Caserta secondo The Café Review Guida online al Bar Italiano:

1- Hackert Patisserie

2- Flora Caffè

3- Sparago Re di Dolci

4- Martucci

5- Pieretti

6- Chirico

7- Benefico

8- Sweet Cafè

9- Gran Caffé Margherita per il valore storico che ricopre nella città di Caserta.

 

“Fanno parte di questa selezione – ha spiegato Alessandro Capotorto, responsabile della Guida – i bar che propongono un’ottima caffetteria, una produzione di pasticceria artigianale propria, una buona cantina, un operato nel segno del rispetto al cliente, un’ospitalità garantita dalla cura del locale e degli spazi esterni e magari anche una gelateria del territorio. Il nostro scopo – ha aggiunto Capotorto – è essere rigorosi ma soprattutto costruttivi con il grande desiderio di poter aiutare gli operatori del settore, il pubblico e di poter far crescere le strutture”.

I Premi Speciali consegnati nel corso della serata sono:

Flora Caffè: Miglior Caffè, Pasticceria e Colazione Italiana.

Hackert Patisserie: miglior Aperitivo; miglior Personale di Sala; miglior Coerenza del Progetto. miglior Cappuccino, Migliore Layout.

Bar Martucci: miglior Cioccolateria per la cioccolata calda.

Gran Caffè Margherita: miglior Drink/Cocktail (americano perfetto).

Dal 14 novembre sarà pubblicata la guida on line e sui social network.

 

Sfogliatelle, Sfogliacampanelle e Babà a portata di click

E’ online www.sfogliacampanella.it, il primo e-commerce di sfogliatelle, sfogliacampanelle e babà

La Sfogliacampanella, il dolce due in uno (una sfogliatella con il cuore di babà) ideato da Vincenzo Ferrieri, patron della pasticceria Sfogliatelab, leccornia tanto apprezzata dai napoletani e dai turisti che la degustano presso l’omonimo store di San Biagio dei Librai o presso la storica pasticceria di piazza Garibaldi (Napoli), è diventata anche il nome del dominio del primo e-commerce di sole sfogliatelle e babà lanciato in Italia. Su www.sfogliacampanella.it sono acquistabili le sfogliacampanelle in tutti i gusti, il classico babà napoletano, le sfogliatelle dolci (disponibili in 11 gusti: frutti di bosco, mandorla, bacio, ricotta e pere,  limoncello, pistacchio, albicocca, arancia, nocciola, oreo e, ovviamente, quella classica), e le sfogliatelle salate (disponibili in 7 varianti: provola e melanzane, provola e peperoni, provola e zucchine, ricotta e salame, salsicce e friarielli, scarola e provola, soffritto). Il servizio è garantito nei giorni lavorativi. Le consegne avvengono in 24 ore. Gli ordini avviati nel fine settimana vengono smistati il lunedì successivo.

La Sfogliacampanella

Non è una sfogliatella, non è un babà, né tanto meno un dolce alla ricotta. Una ricetta rimasta per quasi un secolo nella memoria di una storica famiglia di pasticceri partenopei, i Ferrieri, torna a vivere. La sintesi della tradizione pasticcera del capoluogo campano si chiama “Sfogliacampanella”, un dolce che non finisce mai di stupire con i suoi tre strati di gusto: presenta all’esterno la sfogliata a pasta riccia e dentro, avvolto in un cuore di cioccolato e in una raffinata mousse a base di ricotta, il babà in versione mignon. Sembra facile ma non lo è. Il segreto è nella crema di ricotta miscelata. Un dolce che invita chi lo assaggia a prendersi del tempo, obbliga i golosi a concedersi diversi momenti di piacere assaporando la tradizione che lo accompagna e – magari – cercando di indovinare la sua antica e preziosa ricetta.

sfogliacampanella cocco

 

Se oggi questo dolce speciale, con oltre 100 anni di storia alle spalle, è tornato finalmente in commercio lo si deve solo a Vincenzo Ferrieri, titolare del marchio SfogliateLab, esponente di una famiglia di maestri pasticcieri.

 
Da ragazzo ho sempre avuto la passione per la pasticceria creativa  – spiega Vincenzo Ferrieri – .  Con la Sfogliacampanella vogliamo ricalcare la tradizione culinaria della sfogliatella e dare avvio a un nuovo rito del piacere, portandolo in giro partendo ovviamente da Napoli”.

 

sfogliacampanella fragola

La Sfogliacampanella è oggi degustabile in 13 diverse declinazioni: classica, al caffè, al croccantino, al panettone, al pistacchio, all’arancia, al cioccolato bianco, al gusto bacio, e nelle versioni estive al limone, alla pesca, ai frutti di bosco, al cocco e alla fragola. Ed, infine, un “must eat” dell’estate 2017 è la sfogliacampanella – gelato disponibile in diversi gusti (la farcitura di ricotta è sostituita con un buonissimo gelato artigianale)