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Domenica 6 ottobre 2019  alle ore 20.00  in Via Alfredo Nobel n.3 ad Aversa in provincia di Caserta, si terrà l’inaugurazione di Pizza Cloud®, la pizzeria del maestro pizzaiolo Salvatore Impero.

Pizza Cloud®

Pizza Cloud® è il nome della pizzeria, espressione della pura fusione tra pizza napoletana e gourmet , di uno stile di vita che porta a valorizzare l’alta qualità della  materia prima, dagli impasti agli ingredienti che guarniscono le pizze del maestro.

Pizza Cloud® è un format brevettato da Salvatore Impero, che prevede un impasto con una miscela di farine macinate a pietra e una lievi-maturazione che va dalle 48 alle 96 ore alla temperatura controllata di +2°.

Un impasto particolarmente ruffiano al palato, tanto da entusiasmare chi lo degusta e  che da origine ad un nuovo concetto di Pizza firmato Salvatore Impero.

Pizza Cloud® “Non è la solita Pizza” – tiene a precisare Impero- raccoglie anni di esperienza, la passione che porto per quest’arte bianca, la continua voglia di interpretarla e nel contempo custodirla preziosa. La pizzeria Pizza Cloud®- continua il maestro pizzaiolo- è dedicata ai cultori della buona pizza, degli abbinamenti con i migliori vini  o con l’artigianale Birra del Borgo, che ci seguirà in questa nuova avventura”.

Pizza Cloud® si vestirà di uno stile caldo contemporaneo, 100 coperti circa a disposizione dei clienti, con un ricco e interessante menù dove spicca la selezione degli ingredienti tra le migliori materie prime, inoltre quotidianamente saranno sempre disponibili tre tipi di impasti distinti: farina Farro Monococco, Multicereali e un Blend personale realizzato con farine semi integrali macinate a pietra.

La pizzeria vi aspetta eccezionalmente da LUNEDI’ 7 OTTOBRE, poi contemplerà i seguenti giorni e orari di apertura:

-Dal martedì al sabato ore 12.30-15.00/19.30-24.00

-La domenica aperti solo di sera dalle 19.30- 24.00

-Lunedì giorno di chiusura settimanale

 UFFICIO STAMPA

Angela Merolla

In provincia di Caserta, con precisione nella frazione di Vairano Scalo, un luogo particolarmente ricco di storiasituato nella valle del fiume Volturno e all’ombra del vicino monte Mateseun posto dove le tradizioni della cucina popolare e le ricette tipiche locali allietano, con un effetto decisamente ”terapeutico”, la fame e la sete di tutti coloro che si siedono a tavola, non senza un pizzico di motivata curiosità! Parliamo dell’ “Osteria del Baccalà” di Antonio Ruggiero. 

Antonio Ruggiero, un veterano della scuola di cucina, protagonista indiscusso della tradizione culinaria casertana, apre le porte della sua osteria dal tono volutamente “dimesso”, grossolano, dove l’imperfezione è d’obbligo, soprattutto a tavola “perché così facendo vado ad esaltare il prodotto servito e lo faccio in un modo provocatorio che fa inevitabilmente cultura” – dice orgoglioso il padrone di casa. In un ambiente rustico, arredato in modo pittoresco, e con un servizio casereccio, incoraggiato anche da abitudini insolite, ma decisamente sane, come quella di mangiare con le mani, ogni giorno l’osteria Ruggiero presenta la sua specialità: il baccalà. 

“Piatti elaborati, perché preparati bene ma in fin dei conti molto semplici, che saziano la pancia” – così definisce le sue prelibatezze a base di baccalà, Antonio Ruggiero, e aggiunge – “Nella mia osteria preparo solo gli antichi piatti della tradizione, quelli buoni che, una volta assaggiati, ricorderai per tutta la vita perché ti lasciano delle sensazionie ti danno una gratificazione soprattutto fisica, lasciandoti in uno stato di totale appagamento culinario”. 

baccalà

Il Fil di Ferro, un primo piatto bianco, semplicissimo, preparato con gli ingredienti principali della cultura gastronomica mediterranea ma con l’aggiunta di un tocco, sicuramente unico nel suo genere. Non il classico piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino; bensì, una pasta di semola di grano duro trafilata in bronzo servita  “non  del tutto cotta ma giustamente croccante, solo quando ha raggiunto il punto di cottura immediatamente precedente a quello che solitamente definiamo al dente”. E poi c’è l’immancabile baccalà, un prodotto tipico della tradizione culinaria casertana, che Antonio Ruggiero seleziona personalmente per garantire ai suoi clienti solo il meglio: “Scelgo solo baccalà di origine islandese, un pescato fresco di qualità superiore, e cucino principalmente il mussillo, la parte più alta e dal giusto spessore, non tanto grande ma pregiata, che si staglia, e solo per questo il pezzo più bello”. 

Nell’osteria del baccalà, l’accoglienza ha il suo perché. Antonio Ruggiero propone ai suoi ospiti un aperitivo fuori del normale, originale, una provocazione inattesa ma significativa. “Un olio che è semplicemente succo di oliva di qualità eccellente, prodotto nel territorio casertano, e non si tratta di un condimento; non c’è grasso, nessuna traccia di unto” – così il professore Ruggiero descrive la sua chicca culinaria, e continua – Non si beve, si mangia. Quando lo assaggi ti stimola inevitabilmente l’appetito, facendoti venire l’acquolina, e prepara il palato ad assaporare i pasti successivi. Ti lascia la bocca fresca e il ricordo di aver mangiato un’insalata mista perché ha delle caratteristiche organolettiche precise, naturali come la nota amara e piccante dell’erba fresca”. 

baccalà

A casa Ruggiero “l’iniziativa dello chef suscita la curiosità del commensale che viene così incoraggiato ad assaggiare” le tante varianti di baccalà realizzate con ingredienti soprattutto locali per esaltare il territorio nazionale: “Piatti semplici e giusti anche nella quantità, che è comunque abbondante, perché così li puoi gustare dall’inizio alla fine” – dice Antonio Ruggiero. Il trancio di baccalà cucinato in bianco, tenero e saporito, condito con il succo di limoni profumatissimi e accompagnato da un’insalata di rinforzo ricca di verdure di stagione; ifilettone fritto e poi cotto in salsa di pomodoro rosso con l’aggiunta del peperoncino piccante o imussillo alla carrettiera, cotto rigorosamente a bassa temperatura e insaporito con aglio, olio e peperone crusco, che, insieme alla scarola riccia aggiunta a crudo e alle olive nere, conferisce al piatto una gustosa fragranza.  

Ai palati più esigenti, Antonio Ruggiero propone un vero e proprio tour enogastronomico da fare stando comodamente seduti a tavola e in compagnia degli amici di sempre.

Un percorso sensoriale, ribattezzato la “baccaliata”, l’ appuntamento fisso in programma una volta al mese, durante il quale è possibile gustare ben sei portate tutte a base di baccalà, accompagnandole con un buon bicchiere di Moscato secco proveniente da Terracina. Il segreto per assaporare ogni singolo boccone di queste bontà è quello di mangiare esclusivamente con le mani e senza alcuna eccezione, proprio come ha fatto la principessa Giulia Ferrara Pignatelli che, in compagnia di altri nobili, ha rinunciato volentieri alle posate dimostrando di apprezzare molto soprattutto il ben noto Fil di Ferro. “Devi godere di tutto, anche dell’atmosfera che crea una sensazione e diventa una terapia. Il cibo, il mio baccalà è una terapia, uno scacciapensieri, che ferma letteralmente il tempo consentendoti così di riappropriarti di tutti i tuoi sensi, perché smetti di immaginare, di vedere solo un buon piatto; ora puoi finalmente assaporarlo” – dice il professore, con una consapevolezza degna di un grande chef. 

Non c’è che dire, il baccalà di Antonio Ruggiero mette inevitabilmente di buon umore: tanto di cappello! 

Felicia Mercogliano 

Caserta, al ristorante “ L’Amo ” il 30 luglio l’incontro ai fornelli di

Antonio Tedesco e Giuseppe Daddio.

Condivisione, ricerca ed eleganza nei piatti di mare abbinati

ai vini Villa Matilde Avallone

Caserta, a L’Amo Racconti di Mare e Marinai, il ristorante aperto la scorsa primavera in via Pietro Mascagni che, in soli pochi mesi ha già guadagnato molti consensi in città e non solo, grazie  alla proposta gastronomica autentica di elevata qualità e di grande attenzione per le materie prime dove ad esprimerla è lo chef resident, Antonio Tedesco, un casertano formatosi come tanti altri bravi  professionisti dei fornelli, presso la  prestigiosa scuola Dolce & Salato di Maddaloni e poi affinato dal punto di vista tecnico al fianco di chef importanti di rinomate cucine italiane e  lavorato in diversi ristoranti campani, martedì 30 luglio si terrà il terzo appuntamento del ciclo di eventi “Amici ed Artisti”, dove ad accompagnarlo nella serata che già si preannuncia da “fuochi d’artificio”, sarà lo chef Giuseppe Daddio direttore della Dolce & Salato, suo maestro e  mentore.Il tema della cena-evento prevede esclusivamente prodotti ittici, come vede la proposta quotidiana de “L’Amo”, in cui per l’occasione nei piatti leggeremo l’estate e il mare, ma anche i pensieri condivisi e il rapporto conviviale tra il maestro Daddio e Antonio Tedesco.“Portate che appartengono al repertorio della “cucina cucinata” di Giuseppe Daddio, dove la materia prima, il pesce, è valorizzato ed accostato ad ingredienti freschi di stagione – ci spiega lo chef – mantenendo integri i valori della grande cucina italiana, senza forzature, azzardi e fronzoli.Inoltre, non cita i piatti, si dissocia dalle tendenze di proporre i crudi a “mo’ di occhi a mandorla” ed afferma che la sua cucina vuole mettere in risalto il laboratorio, l’esperienza, la cultura, la personalità e la riflessione.Il carattere esclusivo dell’evento sarà anche dettato dalla degustazione di vini in abbinamento ai piatti proposta dalla cantina Villa Matilde Avallone, un percorso con il Falerno del Massico Dop Bianco, il “Vigna Caracci”, vino tra i più importanti prodotti dall’azienda e terminerà con “Eleusi”,  nettare che nasce dall’appassimento dell’uva Falanghina. I caratteri distintivi della serata saranno dunque, ambiente rilassato, creatività, gusto, eleganza, intrigo e contemporaneità il tutto accompagnato dalla buona musica live.

Per prenotazioni e maggiori informazioni: Ristorante L’Amo, Vicolo Pietro Mascagni, 10

81100 Caserta CE. Tel. 0823 1833626
Ufficio Stampa Antonella D’Avanzo 

50 TOP PIZZA 2019:
I MASANIELLI DI FRANCESCO MARTUCCI
E PEPE IN GRANI DI FRANCO PEPE
SONO LE MIGLIORI PIZZERIE D’ITALIA E DEL MONDO

Inedito ex aequo sul gradino più alto del podio dell’importante classifica on-line.
In terza posizione 50 Kalò di Ciro Salvo (Napoli).
A Caserta e provincia il gotha della pizza.
18 le insegne campane nella top 50; seguono laziali (7) e lombarde (6).
Riconoscimenti alle migliori pizzerie dei 5 continenti.

TOP

Inedito ex aequo al vertice di 50 Top Pizza, la prima e più importante guida on-line di settore giunta alla sua terza edizione. Le migliori pizzerie d’Italia e del mondo del 2019 sono due: I Masanielli di Francesco Martucci (Caserta) e Pepe in Grani di Franco Pepe (Caiazzo, CE). Una prima volta da numero uno per Martucci, la terza, consecutiva, per Pepe. In terza piazza 50 Kalò di Ciro Salvo (Napoli). Il pizzaiolo partenopeo fa inoltre incetta di riconoscimenti internazionali grazie alla sua sede londinese: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London, dopo il primo posto in 50 Top Europe, si aggiudica infatti anche il Premio Città di Napoli Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia.

L’annuncio è giunto al termine della cerimonia di premiazione svoltasi martedì 23 luglio presso lo storico e suggestivo Teatro Mercadante di Napoli, gremito come non mai dai protagonisti del movimento pizza d’Italia e del resto del globo. Una serata emozionante, atto conclusivo della lunga cavalcata 2018/19 di 50 Top Pizza che con i suoi ispettori ha passato in rassegna ben 1.000 insegne in tutta Italia, giudicando il progetto pizzerie in toto, dalla qualità della proposta cibo all’insieme dei servizi offerti al cliente.

Ad essere rappresentate in classifica sono ben 14 regioni da Nord a Sud dello Stivale, per un quadro complessivo che sottolinea la crescita qualitativa media nell’intero Paese. Naturale il dominio della Campania nella top 50, con ben 18 insegne presenti. Oltre a Napoli, madrepatria della pizza, la provincia di Caserta si conferma l’eldorado del disco di pasta più amato dagli italiani. Lusinghiera la performance del Lazio (con 7 pizzerie) e della Lombardia (6), con Roma e Milano a farla da padrone. Seguono il Veneto (4), ormai altra scuola conclamata, l’Emilia Romagna (3), il Piemonte, la Toscana e la Sicilia (tutte a quota 2). Con un locale infine Liguria, Marche, Abruzzo, Basilicata, Puglia e Sardegna.

Equa distribuzione geografica anche per gli ambitissimi premi speciali. Il Premio Olitalia Pizzaiolo dell’anno 2019 è andato a Pier Daniele Seu di Seu Pizza Illuminati (Roma), il quale, con la pizza Crucifere, crema di senape e nocciole, si aggiudica anche il Premio Pizza Vegana dell’anno. Il Premio S.Pellegrino & Acqua Panna Giovane Pizzaiolo dell’anno 2019 va a Lorenzo Sirabella di Dry Milano, mentre la Pizzeria Da Lioniello, di Succivo (CE), vince il Premio Solania Pizzeria Novità dell’anno 2019. Il Premio D’amico Pizza dell’anno 2019 è per la Cosacca di Francesco&Salvatore Salvo (Napoli).

Di seguito tutti gli altri premi speciali assegnati.
Premio Olitalia Migliore Proposta dei Fritti 2019: Sbanco (Roma);
Premio Consorzio Tutela Prosecco DOC Miglior Servizio di Sala 2019: Pizzaria La Notizia 94 (Napoli);
Premio Birrificio Valsugana Migliore Carta delle Birre 2019: ‘O Scugnizzo (Arezzo);
Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Migliore Carta Dei Vini 2019: Berberè (Castel Maggiore, BO);
Premio Solania Migliore Carta degli Oli Extra Vergine d’Oliva 2019: ‘O Fiore Mio (Faenza, RA);
Premio D’Amico Migliore Proposta Gluten Free 2019: Sara Palmieri – 10 Diego Vitagliano Pizzeria (Napoli);
Premio Pastificio Di Martino Frittatina di Pasta dell’anno 2019: Carlo Sammarco Pizzeria 2.0 (Frattamaggiore, NA);
Premio Birrificio Valsugana Miglior Asporto 2019: Saporè (San Martino Buon Albergo, VR);
Premio Mandara Identità Territoriale 2019: Pupillo Pura Pizza (Priverno, LT);
Premio S.Pellegrino & Acqua Panna Innovazione e Sostenibilità Ambientale 2019: Pizzeria Da Ezio (Alano di Piave, BL);
Premio Scugnizzonapoletano Performance dell’anno 2019: Cocciuto (Milano);
Premio Kimbo Modello d’Ispirazione 2019: Gino Sorbillo di Gino Sorbillo ai Tribunali(Napoli);
Premio Benemerito della Pizza 2019: Massimo Di Porzio, Raffaele Biglietto, Sergio Miccù;
Targa al Merito per l’Associazionismo 2019: Gruppo Piccola Napoli;
Premio Speciale Valorizzazione della Pizza Napoletana Tradizionale nel Mondo 2019: Associazione Mani d’Oro per il trofeo Pulcinella;
Premio Satira 2019: Vincenzo Pagano.

“Siamo davvero orgogliosi e felici – sottolineano i tre curatori del progetto editoriale, Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere – che la cerimonia di premiazione di 50 Top Pizza sia diventata in soli tre anni uno dei momenti più attesi dall’intero movimento. Un evento seguito con passione tanto dagli addetti ai lavori quanto dal pubblico di consumatori.”

Riflettori puntati anche sui riconoscimenti internazionali, con i migliori pizzaioli del “resto del mondo” presenti per ritirare i premi ai locali dei cinque continenti. Di seguito l’elenco di tutti i vincitori.
Premio Solania Migliore Pizzeria in Africa 2019: Massimo’s (Città del Capo, Sudafrica);
Premio Birrificio Valsugana Migliore Pizzeria in Sud America 2019: San Paolo (Buenos Aires, Argentina);
Premio D’amico Migliore Pizzeria in Brasile 2019: Bráz Quintal (San Paolo);
Premio Consorzio Tutela Prosecco Doc Migliore Pizzeria in Oceania 2019: 400 Gradi(Brunswick, Australia);
Premio S.Pellegrino & Acqua Panna Migliore Pizzeria in Asia 2019: Kytaly (Hong Kong);
Premio Olitalia Migliore Pizzeria in Giappone 2019: Pizza Studio Tamaky (Tokyo);
50 Top Europe 2019 Premio Fior d’Agerola: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London(Londra, Inghilterra);
50 Top North America 2019 Premio Pastificio Di Martino: Razza Pizza Artigianale (Jersey City, USA);
Premio Città di Napoli Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia 2019: 50 Kalò di Ciro Salvo Pizzeria London (Londra, Inghilterra);
Premio Pastificio Di Martino Valorizzazione del Made in Italy 2019: Eataly.

“Un focus internazionale – ribadiscono i tre curatori – ancora più attento e approfondito che testimonia l’attenzione ormai globale rivolta al pianeta pizza”.

La serata si è conclusa con un party presso lo splendido Roof del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, con piatti firmati dagli chef Peppe Guida, Pasquale Torrente e Pierpaolo Giorgio.

Di seguito la classifica completa, dalla prima alla cinquantesima posizione, di 50 Top Pizza 2019:

1          Pepe in Grani, Caiazzo (CE), Campania

1          I Masanielli – Francesco Martucci, Caserta, Campania

3          50 Kalò, Napoli, Campania

4          Gino Sorbillo ai Tribunali, Napoli, Campania

5          I Tigli, San Bonifacio (VR), Veneto

6          Francesco&Salvatore Salvo – Chiaia, Napoli, Campania

7          Pizzaria La Notizia 94, Napoli, Campania

8          Seu Pizza Illuminati, Roma, Lazio

9          Casa Vitiello, Caserta, Campania

10        La Gatta Mangiona, Roma, Lazio

11        Pizzaria La Notizia 53, Napoli, Campania

12        Renato Bosco Pizzeria, San Martino Buon Albergo (VR), Veneto

13        Pizzeria Starita a Materdei, Napoli, Campania

14        Berberè, Castel Maggiore (BO), Emilia-Romagna

15        Da Zero, Milano, Lombardia

16        Francesco&Salvatore Salvo – San Giorgio, San Giorgio a Cremano (NA), Campania

17        Cocciuto, Milano, Lombardia

18        La Masardona, Napoli, Campania

19        Patrick Ricci – Terra, Grani, Esplorazioni, San Mauro Torinese (TO), Piemonte

20        Pignalosa Pizzeria, Salerno, Campania

21        10 Diego Vitagliano Pizzeria, Napoli, Campania

22        Pizzeria Apogeo, Pietrasanta (LU), Toscana

23        ‘O Scugnizzo, Arezzo, Toscana

24        In Fucina, Roma, Lazio

25        Pizzeria Da Attilio, Napoli, Campania

26        ‘O Fiore Mio, Faenza (RA), Emilia-Romagna

27        Carlo Sammarco Pizzeria 2.0, Frattamaggiore (NA), Campania

28        Tonda, Roma, Lazio

29        Pizzeria Da Lioniello, Succivo (CE), Campania

30        Pizzeria Da Ezio, Alano di Piave (BL), Veneto

31        Piccola Piedigrotta, Reggio Emilia, Emilia-Romagna

32        Dry, Milano, Lombardia

33        I Masanielli – Sasà Martucci, Caserta, Campania

34        Grigoris, Mestre (VE), Veneto

35        Officine del Cibo, Sarzana (SP), Liguria

36        Fandango Racconti di Grani, Scalera (PZ), Basilicata

37        Enosteria Lipen, Triuggio (MB), Lombardia

38        Giangi Pizzeria Gourmet, Arielli (CH), Abruzzo

39        Frumento, Acireale (CT), Sicilia

40        Framento, Cagliari, Sardegna

41        La Braciera, Palermo, Sicilia

42        Marghe, Milano, Lombardia

43        L’Osteria di Birra del Borgo, Roma, Lazio

44        Osteria Pizzeria Per Bacco, La Morra (CN), Piemonte

45        400 Gradi, Lecce, Puglia

46        Pupillo Pura Pizza, Priverno (LT), Lazio

47        Lievito Madre al Duomo, Milano, Lombardia

48        Isabella De Cham Pizza Fritta, Napoli, Campania

49        Pizzeria Mamma Rosa, Ortezzano (FM), Marche

50        Sbanco, Roma, Lazio

 

I principi di 50 Top Pizza: https://www.50toppizza.it/i-nostri-principi/

UFFICIO STAMPA MG LOGOS

 

Nuova tappa del nostro percorso del gusto: “La Terrazza del Seggio” di Gianfranco Marfella. Siamo nella provincia di Caserta, esattamente ad Aversa. Situato nel suo borgo antico, ubicato al primo piano di un palazzo interamente ristrutturato in chiave moderna, il locale si presenta molto ben curato ed arredato offrendo, nella bella stagione, anche il servizio sull’ampia e bella terrazza con vista sul Vescovado e che dà il nome al ristorante, circondata da piante e fiori curati.

Il patron Gianfranco, guru di sala che vanta un’esperienza trentennale nel settore della ristorazione, propone ai suoi clienti un’offerta gastronomica basata soprattutto sui piaterrazzatti della tradizione ben rivisitati, ‹‹la mia idea è quella di ridefinire i valori del territorio, cercando di mettere in pratica l’esperienza maturata in questi anni›› ci dice.

Serietà, professionalità ed umiltà sono le parole chiave di questa attività che rincorre una politica di marketing basata ‹‹sull’impegno verso i clienti, nel servizio e verso il cibo, rigorosamente preparato dallo chef con ingredienti sempre freschi e made in Campania››.

Dalla tradizionale napoletana pasta e patate con provola, alla genovese, allo spaghettone alla Nerano, ai secondi di pesce preparati con pescato locale, all’ottima scelta di carni pregiate, la “Terrazza” interpreta ed esalta sapientemente gli eccellenti prodotti del nostro territorio tanto da ‹‹poter sentire, fin dal primo assaggio, tutto il sapore autentico della terra campana››.

Se questo non bastasse, a fare l’en plein il “reparto” pizzeria. Ebbene sì, per chi proprio non riesce mai a rinunciarvi, la “Terrazza” propone anche un’ottima pizza tradizionale, cotta rigorosamente in forno a legna. ‹‹La tradizione classica›› – ci spiega Gianfranco – ‹‹è il nostro spirito guida anche in pizzeria, il cornicione deve essere alto e lo è grazie all’impasto a lunga lievitazione naturale››.

Accanto alle pizze tradizionali, la “Terrazza” sta sperimentando alcune proposte più “gourmet”. Tra queste, “la pizza della Terrazza” sintetizza perfettamente la filosofia di questa attività: passione, genuinità ed ingredienti locali esaltati nella loro semplicità. Il pesto di melanzane fatto in casa abbinato a pomodorini e provola trova il giusto equilibrio nella croccantezza dei pinoli in un’esplosione di gusto che lascia letteralmente a bocca aperta (ma a stomaco pieno)!

spahettone

morsiA Caserta, lungo il Viale dei Bersaglieri, in una zona residenziale ben servita, a pochi minuti dal centro della città e dalla famosissima Reggia, la pizzeria Morsi & Rimorsi apre le porte a chiunque voglia lasciarsi conquistare “al primo morso e senza provare alcun rimorso per non aver ceduto a qualche peccato di gola!”

“La pizza è un piatto povero, e non solo perché prima con pochi soldi si riusciva a comprarne una, nelle botteghe locali o dai venditori ambulanti che giravano per le strade, ma anche perché veniva preparata soltanto con acqua e farina, e poi condita con pochi ingredienti, semplici, come il pomodoro rosso e il fior di latte” – con queste parole, Giuseppe Casale, maestro pizzaiolo di Morsi & Rimorsi, definisce quella che oggi è diventata l’eccellenza gastronomica Made in Italy più amata al mondo.

“Noi di Morsi & Rimorsi” – aggiunge Giuseppe – “facciamo una pizza gourmand, ma rivisitata perché la prepariamo rinunciando ai prodotti già trasformati e preferendo solo quelli delle tradizioni culinarie, italiane, quindi, non solo campane”.

È proprio in questo modo che la novità, intesa come innovazione, incontra e rivitalizza la tradizione nazionale dei sapori e dei profumi delle antiche culture contadine.

Esempio lampante di questo insolito ma significativo accostamento è la Pizza Margherita “A Modo Nostro”, la prima di una “accurata” selezione della casa, realizzata con filetti di pomodoro fresco di raccolta  e “pacchetelle” di San Marzano DOP su una fonduta di fior di latte di Agerola, una spolverata di parmigiano reggiano DOP stagionato 24 mesi, clorofilla di basilico, da un colore brillante e un sapore delicatissimo, utilizzata per amalgamare tutti gli ingredienti e un filo di olio extra vergine di oliva di produzione locale come tocco finale.

A proposito di “odori “, un must have nella cucina di Morsi &Rimorsi, il maestro pizzaiolo afferma con orgoglio e anche un po’ emozionato: “Come il basilico, anche la menta e l’origano selvatico, il prezzemolo tritato, l’erba cipollina e il rosmarino non possono mai mancare sulle mie pizze perché come mi ha insegnato il Signor Chef, Antonino Cannavacciuolo, queste erbe aromatiche, profumatissime, valorizzano quegli ingredienti poveri ma ricchi di sapori e di storia, sfruttandoli appieno e conferendo loro un gusto fresco e un sapore giusto per cui il piatto diventa tutt’altro che banale”.

Ovviamente, in una cucina “profumatissima” come quella di Morsi & Rimorsi, non potevano di certo mancare le spezie, prima fra tutte la curcuma che viene utilizzata principalmente per realizzare l’impasto, cosiddetto “alternativo”, di una pizza speciale, dal sapore dolce-salato.

Un disco di pasta stesa viene inizialmente sottoposto ad una doppia cottura, prima fritto e poi “passato” in forno fino ad ottenere una doratura bella colorita anche per effetto della curcuma. morsi e rimorsiL’ingrediente principale di questa pizza è sicuramente la burrata di Andria, formaggio fresco a pasta filata che viene aggiunto a crudo così come la scarola riccia, croccante, condita solo con sale e olio, i pomodori secchi di produzione della casa, le alici di Cetara sfilettate e un crumble di olive nere caiatine, rinomato prodotto slow food del territorio campano. In questo caso, la curcuma non solo conferisce all’impasto un colore giallo sole ma, con il suo gusto piacevolmente pungente, contrasta la particolare sapidità di ingredienti quali i pomodori secchi e le alici, bilanciandola al sapore dolce e fresco della burrata.

“Anche la nostra pizza di battaglia, Omaggio a Sant’ Angelo, sposa la filosofia di tutelare e valorizzare i prodotti dei Presidi Slow Food e delle piccole produzioni locali di qualità, salvaguardando, così, la biodiversità agroalimentare a rischio di estinzione” – afferma Giuseppe Casale.

Il pistacchio di Bronte, prima ridotto in un sughetto fresco e aromatico poi utilizzato in granella, prodotto slow food, con il suo sapore puro, viene abbinato alla qualità inconfondibile della mortadella IGP Bologna e alla rusticità della stracciata di bufala, e quale nota vincente su questo pentagramma di sapori e colori, non potevano mancare il basilico fresco da un gusto forte e deciso e un filo di olio extra vergine di oliva, profumatissimo, aggiunto a crudo.

Passiamo ora all’impasto “classico” della pizza targata Morsi & Rimorsi, che è la vera testimonianza di quanto artigianale sia il prodotto sfornato ogni giorno per quella ricca platea di commensali incuriositi da piatti nuovi ma pur sempre preparati all’ombra della tradizione e delle tecniche di lavorazione intrise di storia vissuta e di esperienza.

Ciò che contraddistingue la “pizza brioche” di casa Morsi & Rimorsi – così la definisce il maestro pizzaiolo Giuseppe Casale –  è innanzitutto un mix di farine italiane di prima scelta, una doppio zero, raffinatissima, e una tipo 1 macinata a pietra, con germe di grano, che “da’ all’impasto una spinta in più, conferendogli più sapore e apportando un maggiore apporto proteico al piatto”. Non meno importanti sono, da una parte, un’alta idratazione, almeno al 70%, per cui l’impasto risulta composto da una quantità di acqua maggiore  rispetto a quella di farina, e da poco sale per conferire alla pizza leggerezza e una giusta sapidità. Dall’altra, una maturazione a basse temperature, compresa tra i 4-5°C , che dura  circa 12 ore “durante le quali” – aggiunge il maestro pizzaiolo – “i lieviti sono dormienti e l’impasto viene lasciato riposare, per acquisire dopo maggiore friabilità”, seguita poi da una lunga lievitazione di 20 ore, a temperatura ambiente, ma sempre monitorata, che garantisce la freschezza costante della pasta. “La cottura finale in un forno a legna”- ci tiene a precisare Giuseppe – “evita sicuramente di ottenere una pizza bassa come quella napoletana certificata STG, e l’effetto a canotto cioè con un cornicione molto pronunciato, come invece rivendicano i pizzaioli di ultima generazione”.

Non è un caso, dunque, che nel 2018 la pizzeria Morsi & Rimorsi si è annoverata tra quelle a Tre Spicchi premiate dal Gambero Rosso. Il maestro pizzaiolo, Giuseppe Casale, con poche e semplici parole ci spiega il perché, a suo avviso, di questo successo: “L’impasto che proponiamo ai nostri ospiti è diverso da quello degli altri, di solito la pasta della pizza si presenta come un prodotto quasi sempre uguale ad un altro; ma il nostro non lo è. E poi la nostra pizza è sempre saporita, perché viene condita con ingredienti freschi, di stagione e soprattutto genuini perché a km0, che danno quel tocco in più”, sprigionando, senza dubbio, tutte quelle qualità olfattive e sensoriali che conquistano al primo morso!

Felicia Mercogliano 

A San Leucio la tradizione pasquale è alla Locanda del Borbone Pandiseta Bakery

 Caserta, 16 aprile 2019. In tutto lo stivale sono tante e diverse le usanze per quanto riguarda i dolci tradizionalmente preparati e donati in occasione della Santa Pasqua. Regalare uova di cioccolato è una consuetudine antica comune all’intero territorio e, la colomba, nata in Lombardia così come il panettone, si è diffusa in tutta Italia.  Poi, ci sono tutte le altre tipicità di questa ricorrenza che celebra la risurrezione di Gesù per i cristiani che hanno caratteristiche differenti a seconda della regione di provenienza. In Campania, il dolce pasquale per eccellenza è senza dubbio la pastiera, la regina, realizzata con pasta frolla e un ripieno cremoso di ricotta e grano e aromatizzata con acqua di fiori d’arancio, presso la Locanda del Borbone Pandiseta Bakery di San Leucio di Caserta, della famiglia Landolfi, situata a pochi passi dal Real Sito Belvedere, troviamo la vera tradizione,  la pastiera come veniva preparata un tempo con il con il grano cotto artigianalmente, metodo usato dai Landolfi da sempre,  ereditato da generazioni.

Non solo pastiera, ma anche casatiello dolce casertano meglio conosciuto come pigna, un prodotto totalmente diverso dal classico rustico napoletano con le uova sopra, ma  che si presenta come un panettone dove, lunghi sono i tempi di lavorazione e lievitazione, guarnito con il naspro e i “riavulilli”, ovvero i confetti colorati.  È secco, questa la caratteristica inconfondibile ed è ottimo da consumare soprattutto a colazione.

Ad incontrare la tradizione ci sono le colombe a lievitazione naturale nella versione classica con canditi, glassa e mandorle e una linea di colombe farcite al gusto cioccolato e pistacchio.

Prodotti, quelli di Pandiseta Bakery, realizzati artigianalmente dalla lavorazione degli ingredienti, agli impasti fino alla confezione regalo. 

La Locanda del Borbone – Pan di Seta Bakery è in Viale 1° Ottobre, 23 San Leucio di Caserta.

 

Ufficio Stampa:

Antonella D’Avanzo

Tradizione e innovazione viaggiano insieme, nell’offerta gastronomica di pizzeria Il Monfortino. Punto di riferimento per i buongustai della tradizionale pizza napoletana in Campania. Il Monfortino si trova in località Centurano, frazione a un chilometro da Caserta.

Prodotti come le polpettine di maialino nero casertano e i pomodorini del Piennolo del Vesuvio vengono accostati al gusto intramontabile della pizza in questo luogo di ospitalità e buona cucina. “Il nostro concetto di innovazione parte dalla tradizione, alla quale rimaniamo fedeli e la riproponiamo in chiave inedita. Innovare per noi significa proporre ai clienti qualcosa di nuovo e accattivante” ha spiegato Francesco di Ceglie, pizzaiolo e titolare del locale.

Velocità nel servizio e qualità suprema.

La pizzeria è nata nel 2016 con la volontà di Francesco e del suo socio Fabio Russo. Insieme hanno dato vita a uno spazio tutto loro dedicato alla realizzazione delle più gustose e celebri specialità campane: la pizza e le bontà del fritto napoletano. “Abbiamo aperto in località Centurano tre anni fa, dopo quattordici anni di lavoro maturato nel settore della pizza” ha spiegato Di Ceglie. Un’avventura iniziata con forte impegno verso il servizio d’asporto e a domicilio delle pizze. “Siamo passati da 3 motorini a 7, imponendoci come leader nel territorio per efficienza e velocità del servizio d’asporto”.

La velocità è unita a grande attenzione verso l’utilizzo di prodotti scelti del territorio, per assicurare un’ esperienza di gusto che si fa apprezzare. Il Monfortino oggi accoglie clienti da tutta la Campania ponendosi come luogo di destinazione, grazie a un ampliamento della sala che da poche settimane accoglie 120 posti a sedere.

“La qualità della nostra pizza ci ha permesso di lavorare molto e di scommettere sull’aumento dei posti a sedere. I quindici posti che avevamo agli esordi della nostra avventura con Il Monfortino non bastavano per la mole di lavoro che conducevamo”.

Nella pizzeria di Centurano si adotta uno stile che non insegue le mode del momento ma perpetua la bontà del tradizionale piatto partenopeo. “Una pizza come Gesù comanda” afferma Francesco Di Ceglie. Accanto all’aspetto di cura per la tradizione, il lavoro si concentra sulle caratteristiche di digeribilità del prodotto. “Facciamo un impasto a temperatura ambiente, utilizziamo un lievito secco disidratato a base di farina – spiega il pizzaiolo Di Ceglie – la lievitazione segue un processo che dura dalle 18 alle 20 ore del tutto naturale”.

Restyling a prova di cliente soddisfatto.

“Crescere ogni giorno ponendomi nuovi e stimolanti obiettivi, credendo nelle persone che mi hanno accompagnato lungo il percorso di lavoro svolto” è il pensiero imprenditoriale di Francesco di Ceglie. Spiega così il suo coraggio verso le nuove sfide di crescita e miglioramento. La stessa determinazione si rispecchia nel progetto di restyling che Di Ceglie ha voluto per il suo locale. “Abbiamo cambiato l’ambiente in funzione di un servizio soddisfacente e in grado di realizzare le aspettative dei clienti” ha spiegato il pizzaiolo di Caserta.

Il Monfortino è stato rinnovato nel look dei suoi menu, per i quali è stato ideato un nuovo logo della pizzeria, ed è stato rinforzato nel suo staff. L’impegno si è focalizzato anche sulla produzione artigianale dei fritti, come crocchè, frittatine di maccheroni, frittelle alle alghe e arancini. Un contributo speciale alla buona riuscita del progetto di ampliamento e rinnovo del locale è dovuto a Miriam Iuliano, moglie di Francesco e cassiera diligente che supporta tutte le fasi di pagamento: “È una figura di fiducia che ha sposato con entusiasmo il progetto di Il Monfortino – afferma Di Ceglie – cura in ogni dettaglio tutti gli aspetti organizzativi del locale”.

Napoletana Rivisitata, contrasto di puro gusto.

Francesco Di Ceglie ama circondarsi di sapori genuini che raccontano la biodiversità agroalimentare del suo territorio. Fiori di zucca, pomodoro di San Marzano dell’Agro Nocerino Sarnese, fior di Latte di Agerola sono alcuni dei tesori della gastronomia campana che Di Ceglie adotta ogni giorno per la sua attività.

Conosciuto da tempo per la sua Luna Rossa e Luna Bianca – due pizze speciali che hanno in comune le pregiate polpettine di maialino nero casertano – il pizzaiolo spinge la conoscenza della Napoletana Rivisitata. Un concentrato di tradizione poiché riprende un concetto di pizza molto antico, condita solo con salsa di pomodoro San Marzano, olio extravergine di oliva, origano e aglio. La particolarità della Napoletana Rivisitata è l’aggiunta della mozzarella di bufala a crudo, quando la pizza esce dal forno. “La sua caratteristica è il contrasto tra caldo e freddo. Questa pizza è una specialità dal gusto accattivante” conclude il pizzaiolo Di Ceglie.

 

 

 

 

 

La Pizza è un cibo di cultura: “In essa, tutto il legame con il mio territorio”. (Giovanni Russo)

Nella Pizzeria La Famiglia, a Casapulla in provincia di Caserta, tutto è studiato per ricreare un’ambientazione luminosa e accogliente, adatta a far sentire l’ospite coccolato e protagonista di un’esperienza di qualità. In questa tappa gastronomica il clima familiare del locale passa anche dai sapori di pietanze tradizionali, che vengono sapientemente adattate ai concetti di gusto del presente. “L’obiettivo è far passare dalle ricette il nostro legame con il territorio, un valore a cui crediamo molto”, ha spiegato il pizzaiolo Giovanni Russo, titolare de La Famiglia.

Questo punto di riferimento per gli amanti della buona cucina è stato recentemente ampliato e oggetto di restyling. Un rinnovo che ha beneficiato all’estetica del posto e alla sua funzionalità: spazi maggiori hanno reso più agevole il lavoro degli addetti di sala. “Nella vecchia sede disponevamo di 35 coperti, il locale era più raccolto e spesso si verificava un veloce ricambio di persone. Situazione che metteva sotto stress l’organizzazione dello staff”, ha spiegato Giovanni Russo. Il risultato ottenuto con il nuovo look del locale è “un posto comodo in termini di servizio, spazio e comodità, il locale fa apprezzare dagli ospiti per il suo design moderno”, conferma il titolare della pizzeria.

La tradizione non è solo uno stile che richiama il passato, ma un linguaggio che esprime amore verso la propria terra, sotto l’aspetto della posizione geografica, della biodiversità dei prodotti e delle usanze. La pizza che produce Giovanni Russo rivela questi aspetti di tradizione, dato l’utilizzo di materie prime stagionali e la caratteristica gestualità del pizzaiolo napoletano che Russo esercita nel suo lavoro.

La figura del pizzaiolo è depositaria di una conoscenza culturale legata al disco di pasta. “La stesura della pasta con il gesto dello schiaffo è un momento tipico di quest’arte” spiega Giovanni Russo. Per il titolare della pizzeria di Casapulla l’arte bianca è una passione che è nata in gioventù: a soli dodici anni iniziava ad apprendere il mestiere presso il suo maestro. “Dal mio mentore ho appreso tutti gli aspetti pratici di questo lavoro – spiega Russo – gestire l’impasto, il forno e i tempi di cottura”. Tutti questi momenti compongono il mosaico della professionalità del pizzaiolo.

Giovanni Russo lavora nel rispetto del valore storico del piatto partenopeo: egli propone le intramontabili Margherita, Napoletana, Marinara e Cosacca. Riferendosi a quest’ultima, Russo spiega che si tratta di una pizza molto antica. “La Cosacca viene condita con pomodoro, olio, pecorino e scaglie di parmigiano” afferma.

Il valore simbolico della pizza e il ruolo del pizzaiolo, che porta avanti questa creazione, permettono di comprendere l’interessante settore dell’arte bianca. Pur essendo un ambasciatore della tradizione, la figura del pizzaiolo si sta evolvendo. “Con la nostra professionalità dimostriamo che siamo dei professionisti – spiega Giovanni Russo – chi svolge questo mestiere è in grado non solo di stendere la pasta ma di comunicare gli aspetti più affascinanti del territorio in cui opera, attraverso l’utilizzo di materie prime locali e di qualità”.

 

 

 

 

Accanto alla Reggia Borbonica con l’artigiana Anna Chiavazzo e il figlio Antonello Palmiero.

Colori caldi, ambiente elegante. Due sale distribuite su due piani. Area bar all’ingresso con vetrine di dolci, dove ci sarà ampio spazio per la prima colazione. A pochi metri la Reggia Borbonica di Caserta e un ampio parcheggio.
E’ in breve la descrizione di Il Giardino di Ginevra – Cafe’ Sofa’ location esclusiva creata dall’artigiana Anna Chiavazzo con il figlio Antonello Palmiero. Il Brindisi di inaugurazione si e’ svolto la scorsa sera in presenza della stampa, con un tour della location e la degustazione del nuovo menù, che spazia dal dolce al salato. Prugna, verde e giallo paglierino sono i colori portanti; elegante cristallo e’ stato scelto per i lampadari  delle due sale, dove sono presenti banchi a vista per le degustazioni, oltre alle sedute con vari tavolini, comode sedute, poltrone e appunto sofa’.
“E’ una grande emozione – commenta l’artigiana Anna Chiavazzo di Il Giardino di Ginevra – in primo luogo perché ho qui con me i due miei figli Antonello e Nicola. Infatti mentre io continuerò a portare avanti la produzione ed ospitalità nel laboratorio con piccolo punto vendita a Casapulla; Antonello seguirà la nuova location di Caserta, con il supporto ogni tanto del fratello Nicola. Il primo esperto di sala e il secondo specializzato in impasti salati e ci sarà accanto periodicamente per rendere ancora più ricco il menù e supportare me e il fratello in questo nuovo progetto”.
La nuova generazione dunque che avanza con idee creative e ricchezza di sapori genuini. Pann di Bufala salato, pizze rustiche, taglieri, vini e specialità preparate al momento con un ampia sezione di dolci e leccornie, come i presidi canditi, torta alle mele annurche e pastiere sono alcune ricette che si potranno degustare a Il Giardino di Ginevra – Cafe’ Sofa. Aperto dal martedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.30 e su richiesta con apertura serale eventi esclusivi; dal venerdì alla domenica dalle 8.00 alle 22.30; chiusi il lunedì.
A Casapulla, alla sede centrale di Il Giardino di Ginevra, gli orari del nuovo anno sono dal martedì al venerdi dalle 8.30 alle 16.00; il sabato dalle 8.30 alle 14.00; Domenica e lunedì chiusi.
“L’obiettivo e’ garantire a Casapulla – spiega Antonello Palmiero di Il Giardino di Ginevra – il laboratorio, con la possibilità di curiosare anche in produzione, e quindi con l’adiacente punto vendita in stile antico. Invece da Il Giardino di Ginevra – Cafe’ Sofa si potranno assaggiare le nostre bontà dalla prima colazione all’happy hour, dall’aperitivo alla degustazione guidata dal dolce al salato comodamente seduti ai tavolini o in poltrona, dopo una breve visita alla Reggia Borbonica o al centro di Caserta. Oppure rifornirsi al banco pasticceria e portare via, per i propri party, momenti da ricordare o per acquistare un dolce souvenir da portare in viaggio”.
Naturalmente la sala e’ fornita di carta dei vini con eccellenze regionali, tra cui non manca il Rosolio Setanera con Casavecchia con ricetta e produzione di Il Giardino di Ginevra, e da marzo sarà in distribuzione e in vendita anche il Rosolio Setabianca a base di pallagrello, vitigno autoctono casertano.
Il Giardino di Ginevra – Cafe’ Sofa
Largo Sant’Elena 2, Caserta
Mob. + 39 3382566538
Mob. + 39 3890589352
Ufficio Stampa 
Luisa Del Sorbo

Maestra Pasticciera Anna Chiavazzo con il figlio Antonello Palmiero, presentano  la nuova location accanto alla Reggia di Caserta, con area accoglienza e tavolini vintage, dove poter degustare leccornie dolci e salate a cura di Il Giardino di Ginevra. Il brand con laboratorio artigianale a Casapulla infatti raddoppia con la nuova sede inaugurata a dicembre al centro di Caserta, accanto alla Reggia Borbonica in Largo Sant’Elena 2.

“La novità e’ l’abbinamento al laboratorio con angolo degustazione già operativo a Casapulla, di uno spazio “Cafè Sofà” curato con mio figlio Antonello, esperto in accoglienza e abbinamenti nel settore gourmet – raconta la Maestra Pasticciera Anna Chiavazzo di Il Giardino di Ginevra – Per ingiornalisti ed esperti di settore abbiamo previsto un incontro eccezionale, con degustazione a porte chiuse, con le anteprime 2019 dei nostri menù, creati per permettere alla clientela di assaggiare no stop, dalla prima colazione all’happy hour, dal pranzo agli aperitivi serali, le delizie create al laboratorio di Casapulla”.

Artigiana per Passione, Maestra Pasticciera per Indole e Professione.

Attenta ricercatrice delle materie prime, meticolosa nello studio di antiche ricette e riscoperta di sapori genuini. L’Artigiana Anna Chiavazzo, originaria di Caserta (fortemente influenzata dalle tradizioni calabresi perché ha vissuto lì per un lungo periodo dell’infanzia), è la Maestra Pasticciera fondatrice di Il Giardino di Ginevra, che ha conquistato gli appassionati del gusto, deliziando i palati con ricette esclusive, che esaltano le tipicità locali. Da qui la creazione di: PannDiBufala, con l’utilizzo di panna di latte di bufala campana, la ricetta esclusiva dei Presidi Canditi e tanti dolci sapori, che richiamano in modo creativo le tradizioni territoriali come la Pigna di Tarallo.

Il laboratorio di Il Giardino di Ginevra è a Casapulla, a pochi chilometri dall’uscita autostradale di Caserta Nord, mentre al centro di Caserta in Largo Sant’Elena 2 accanto alla Reggia Borbonica è situato il nuovo “Cafè Sofà” con area degustazione e ambientazione vintage dove poter apprezzare comodamente seduti bontà dolci e salate di Il Giardino di Ginevra.

Ci sono inoltre numerosi punti vendita, dove poter assaggiare le ricette di Anna Chiavazzo, ristoranti e pizzerie rinomate che hanno vetrine personalizzate in varie regioni di Italia e dove è possibile scegliere in menù i dessert firmati dalla Maestra Pasticciera Anna Chiavazzo.

 

Luisa del Sorbo

All’Enoteca Provinciale un Eno-Open Day gratuito con laboratori di degustazioni aperti al pubblico il 30 Novembre e il 1° Dicembre.

Consorzio di Tutela dei Vini a D.O.C. Asprinio di Aversa, Falerno del Massico e Galluccio.

Caserta, 28 Novembre 2018 – Avvicinare la gente al mondo del vino e alla viticoltura grazie ad un convegno aperto al pubblico e dei laboratori di degustazione offerti gratuitamente a chi vorrà immergersi nel settore vitivinicolo di Terra di Lavoro. A lanciare per la prima volta in assoluto un «Eno-open-day» è il Consorzio Vitica che, nei giorni 30 novembre e 1° dicembre prossimi ha programmato a due passi dalla Reggia di Caserta, presso l’Enoteca Provinciale di via Battisti, una due giorni di assaggi e cultura sul vino con un convegno dal tema «La filiera vitivinicola, un’opportunità per lo sviluppo del territorio» che inizierà alle 17 del 30 novembre per poi proseguire con 4 laboratori delle varie denominazioni e 7 tavoli di degustazione che riapriranno dalle 11 del primo dicembre.

Si tratta del primo di una serie di eventi programmati in collaborazione con la Camera di Commercio dal « Vitica », il Consorzio di Tutela dei Vini a D.O.C. Asprinio di Aversa, Falerno del Massico e Galluccio che è stato il primo in Campania riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole nel 2005.

Ad aprire i lavori del convegno sarà il presidente del Vitica, Salvatore Avallone. Previsti gli interventi istituzionali del prefetto di Caserta, Raffaele Ruberto; del presidente della Provincia, Giorgio Magliocca; del sindaco di Caserta Carlo Marino e del presidente della Camera Commercio, Tommaso De Simone. A moderare sarà Antonella Amodio, curatrice della guida DoctorWine per la Campania. Punti di forza del Vitica, la qualità dei vini e la rarità dei vitigni per le caratteristiche ampelografiche del territorio casertano, con un terreno arricchito dalle precipitazioni vulcaniche portate dal Vesuvio e dal vulcano spento di Roccamonfina, una peculiarità principale del Consorzio, infatti è la varietà di vitigni autoctoni. Le denominazioni tutelate sono: Asprinio di Aversa Doc; Falerno del Massico Doc Bianco, Rosso e Primitivo; Galluccio Doc Bianco e Rosso; Terre del Volturno Igt Bianco, Rosso e Rosato; Roccamonfina Igt Rosso e Bianco. Il Consorzio ha come scopo la tutela, la valorizzazione e la cura degli interessi relativi alle denominazioni di origine controllata dei vini Asprinio di Aversa, Galluccio, Falerno del Massico, e delle I.G.T. Terre del Volturno e Roccamonfina. Nella rinascita della viticoltura campana, caratterizzata da una ricchezza varietale che ha pochi eguali al mondo, si inserisce il successo di questi importanti vini rappresentato dai vitigni autoctoni, che sono una grande risorsa dell’enologia italiana per distinguersi dai cosiddetti vini ottenuti da varietà internazionali.

In provincia di Caserta il valore dell’autoctono è legato al fondamentale valore della qualità, una qualità che ha radici antiche. I vitigni autoctoni attuali discendono dagli antichi vitigni: Vitis Hellenica, Aminea Gemina, Vitis Apiana, per citare i più importanti. Il Cda del Vitica è composto, oltre che dal presidente Avallone (Villa Matilde), dai vicepresidenti Arturo Celentano (Galardi Terra di Lavoro) e Giuseppe Carusone (La Masserie) con i consiglieri Maria Ida Avallone (Villa Matilde), Tony Rossetti (Bianchini Rossetti), Nicola Numeroso (I Borboni), Felicia Brini (Masseria Felicia), Antonio Pagano (Fattoria Pagano), Antonio Papa (Cantina Gennaro Papa), Antonio Donato (Castello Ducale), Lorenzo Di Martino (Masseria Campito), Cesare Avenia (Il Verro), Amedeo Barletta (Sia Vestini Campagnano). L’evento sarà in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier di Caserta e ci saranno anche gli assaggi di prodotti tipici a cura di Slow Food con la partecipazione degli allievi dell’IPSAR Galileo Ferraris.

 

Antonella D’Avanzo

Giovanni Russo, giovane e talentuoso pizzaiolo e patron de “La Famiglia” a Casapulla in provincia di Caserta, ha inaugurato domenica 14 ottobre il nuovo format non distante dalla precedente struttura, infatti attraversa semplicemente la strada, per offrire alla sua clientela un ambiente ampio dallo stile originale.

La famiglia è il posto dove ti senti amato e protetto, che trasmette passione e genuinità; appunto questo Giovanni Russo ha voluto esprimere nella sua Pizzeria: pizze, fritti e stuzzicherie da forno, da sempre hanno dato voce al suo amore per quest’arte bianca, alla genuinità e al rispetto della tradizione.

Valori, che la nuova Pizzeria di Giovanni Russo eredita pur cambiando veste. Due forni a vista, 140 posti a sedere suddivisi in due sale, spazi comodi che si estendono su 400 metri quadrati, ambienti luminosi e accoglienti con toni chiari.

Le sue pizze, dalle classiche alle stagionali, dalle gourmet alle innovative, continueranno con leggerezza e digeribilità degli impasti, ad accogliere e soddisfare i buongustai della pizza.

 

 

Pizzeria Giovanni Russo – “La Famiglia”

Via Nazionale Appia n.306 – Casapulla CE

Villa Alma Plena , poco distante dalla Reggia di Caserta, si posiziona nell’antica riserva di caccia del Re; sorta nel 1800 e sapientemente ristrutturata dalla famiglia Buiano, Villa Alma Plena accoglie tra il verde del suo parco di ulivi secolari, agrumeti e piante ornamentali, ricevimenti di particolare importanza.

In occasione dell’arrivo a Napoli del fenomeno mondiale Cars&Coffee – la community internazionale di possessori e appassionati di supercar, che arriva nella città partenopea con un’imperdibile esibizione di automobili di prestigio, Villa Alma Plena e Gabo Global Service hanno organizzato in collaborazione con Angela Merolla, una cena stellata di beneficenza, “Stelle & Motori per Unicef”, che si terrà venerdì 12 ottobre alle ore 20.30 e il cui ricavato sarà devoluto all’Unicef.

La serata presentata dall’attrice Sara Ricci, vedrà esposte nei giardini di Villa Alma Plena cinque Top DreamCar:

Ferrari “La Ferrari”

Ferrari F40

Ferrari 250 Spider

Lamborghini

Ferrari 458 Speciale- Tributo Niki Lauda

Con la straordinaria partecipazione di Fabio Lamborghini nipote del grande Ferruccio Lamborghini, ideatore di una delle case automobilistiche più importanti al mondo.

Inoltre a sostenere la serata ci saranno volti noti della tv e dello spettacolo come Pietro Tartaglione (Uomini&Donne), Patrizio Rispo (attore di Un posto al sole), Mario Porfito (attore di Un posto al sole e La squadra).

Ogni auto ispirerà un piatto del menù e una delle cinque portate ispirata dalla Ferrari “La Ferrari”, sarà realizzata dalla Stella Michelin Giuseppe Aversa chef e patron del ristorante Il Buco di Sorrento in collaborazione con Alfonso Crisci chef e patron del ristorante Taverna Vesuviana a San Gennaro Vesuviano.

Le altre portate saranno firmate da un team campano d’eccezione:

Chef Salvatore Spuzzo (Resident)

Chef Antonio Borriello – Villa Trabucco – Torre del Greco

Chef Ciro Campanile – Hotel Ristorante Elisabetta – Lettere

Chef Tommaso Di Palma – Galà Eventi – Napoli

Chef Andrea Napolitano

Chef Fabio Ometo – Villa Trabucco – Torre del Greco

Chef Antonio Tecchia – Il San Cristoforo – Ercolano

 

MENU

-Ispirato dalla Ferrari F40

Chef Andrea Napolitano

Carne cruda di vitella giovane, spuma di cacio e pepe, amaranto soffiato

 

-Ispirati dalla Ferrari “La Ferrari”

Chef Stella Michelin Giuseppe Aversa – Chef Alfonso Crisci

Risotto con brodo di finocchietto, pomodoro fermentato, tartare di manzo al Pernod, semi di basilico, creme fraiche al sambuco e le 12 erbe

 

-Ispirati dalla Ferrari 250 Spider

Chef Fabio Ometo-Chef Antonio Borriello-Chef Tommaso Di Palma

Rigatoni ripieni con genovese di annecchia e cipolla di Montoro, vellutata di zucca al peperoncino, salsa al Provolone del Monaco e pomodorino del piennolo

 

-Ispirato dalla Lamborghini 

Chef Resident Salvatore Spuzzo

Cubo di maiale ai profumi del bosco, con mela annurca e salsa d’uva

 

-Ispirato dalla Ferrari 458 Speciale- Tributo Niki Lauda

Chef Ciro Campanile – Antonio Tecchia

Dessert d’autunno, castagne e cachi

 

Domenico Fioretti pani:rosetta di semola-cafoncello-bun ai frutti di bosco

 

Vini:

Gianni Tessari –Durello- Spumante Metodo Charmat – Roncà VR

Gianni Tessari -Lessini Durello- Metodo Classico 36 mesi Doc-Roncà VR

De Fortuna-Murto- Sannio Doc annata 2016 – Frasso Telesino BN

Fratelli Follo –Sogno-Taurasi Docg annata 2012-Castelvetere sul Calore AV

Costo della serata euro 80 a persona vini inclusi

(Considerando le finalità Unicef si lascia alla sensibilità personale l’autonomia di devolvere una cifra maggiore)

Per info e prenotazioni:

Villa Alma Plena

Via S.Prisco Loc. Mazzocca

Casagiove CASERTA

cell.  3929519069- 3929518175

 

Partner “Stelle & Motori per Unicef”:

 

Arte & Pasta- Pasta trafilata al bronzo Boscoreale NA

Azienda Agricola Salera- Riso Carnaroli invecchiato 18/24 mesi Martinengo BG

Macelleria Cillo – Airola BN

Consorzio Tutela Provolone del Monaco Dop – Vico Equense NA

Antica Distilleria Petrone- Liquore Elixir Falernum Mondragone CE

Goeldlin Chef – Abiti da lavoro – Sedi: Cis di Nola, Benevento, Nocera Superiore, Torrette di Mercogliano, Napoli, Nola, Milano, Salerno

Melius Catering  SPA –  S.Egidio M. Albino SA

Verfrutta– Capua CE

 

Angela Merolla

Lontano da un’esperienza di ristorazione mordi e fuggi, l’Antica Trattoria Pizzeria Innarone di Caserta propone un “momento di condivisione del pasto secondo i ritmi lenti di una volta“, spiega Daniele Vanore: pizzaiolo e proprietario dello storico ristorante.

Situato alle porte di Piedimonte di Casolla, paese di montagna poco distante da Caserta, il ristorante pizzeria ha una storia di 150 anni : “nato come posta in epoca borbonica – ha spiegato Vanore – un punto di riferimento per chi sostava durante il tragitto verso la città. Nei primi del Novecento l’azienda si è distinta per la produzione e l’esportazione di vino in Argentina”, ha proseguito il ristoratore. Un’attività a conduzione familiare che, a partire dagli anni Settanta, si è concentrata sulla ristorazione, diventando una tappa gastronomica per gli amanti della cucina autentica casertana dalle nobili origini borboniche.

Trattoria Innarone

Interno sala Antica Trattoria Pizzeria Innarone

“La nostra cucina unisce due aspetti della cultura gastronomica borbonica, rappresentata da pietanze raffinate ed altre più povere” ha spiegato Vanore. “Sia in cucina che sul banco della pizzeria, utilizziamo ingredienti di caggiagione, come i salumi di cervo, e prodotti umili come i legumi. Pettola e fagioli è uno dei nostri piatti storici”. Racconta così il proprietario della storica tappa per buongustai e avventori in cerca di ospitalità.

Quattro anni fa l’offerta ristorativa si è specializzata anche sul fronte dell’arte bianca: “La pizza che produco è in linea con i canoni di tradizione del ristorante: pochi ingredienti nel condimento che risaltano al palato e sono in armonia con l’impasto verace napoletano, eseguito secondo il disciplinare dell’Associazione Verace Pizza Napoletana di cui faccio parte”. Da due anni Vanore è entrato a far parte dell’associazione che riunisce i pizzaioli autentici napoletani: alla professione di ristoratore unisce il lavoro di istruttore pizzaiolo durante i corsi organizzati dal progetto in favore della tradizione della pizza.

L’etica produttiva del ristorante crede nella filiera corta, si portano a tavola i prodotti appena raccolti dagli agricoltori locali: “le patate che utilizziamo sono quelle del contadino, è lui a portare in cucina la materia prima che io trasformo nelle mie pietanze; lavoro con un prodotto contadino al di fuori della logica delle dei prodotti di marca“, ha affermato il proprietario del ristorante. L’ambientazione collocata in un contesto campestre fa in modo che gli ospiti vivano un’esperienza a contatto con la natura, mentre l’ampiezza del ristorante permette di sostare per più tempo a tavola: “la durata media dei nostri pranzi è di due ore, i nostri clienti trovano un posto dove poter rilassarsi”.

 

 

 

“La pizza racconta un territorio”

Prodotto equilibrato nel gusto e ricercato per selezione di materie prime: è il concetto di pizza secondo Vesi, storico gruppo di pizzerie ed eccellenza dell’arte bianca a Napoli. Tra le novità che riguardano questa realtà enogastronomica, una nuova sede fresca di apertura a Caserta.

“Abbiamo aperto il nuovo ristorante a Caserta lo scorso 30 agosto“, ha spiegato Sabatino di Maio, addetto stampa del marchio Vesi. “Il locale offre un’atmosfera autentica dove poter gustare un reale prodotto di qualità. Un’eccellenza di Napoli”.

Pizzeria Vesi Caserta

Interni della Pizzeria Vesi – Spaccanapoli a Caserta

I fratelli Vesi portano avanti con passione la tradizione pizzaiola iniziata nel 1921 da loro nonno, quando da ragazzo iniziò a lavorare presso importanti pizzerie della città: “don Ciccio – ha spiegato di Maio – ha contribuito con la sua bravura ad accrescere il successo dei ristoranti in cui veniva assunto, fino ad emergere con il suo nome. I nipoti hanno saputo trarre, da questa eredità, un marchio di garanzia e qualità della pizza”.

Tra i segni distintivi di Vesi e della sua filosofia gastronomica c’è un costante lavoro di ricerca e studio del prodotto pizza: “i pizzaioli del nostro gruppo cercano di stare al passo con i tempi e con il mercato, cercando di individuarne le esigenze e il gusto”, ha spiegato l’ufficio stampa della storica azienda napoletana.

L’utilizzo di prodotti tipici che stanno ritornando in auge, per una corrente di riscoperta delle origini del territorio, hanno fatto sempre parte del condimento delle pizze sfornate dai pizzaioli Vesi: il pomodorino giallo e il Provolone del Monaco sono alcuni esempi. “Abbiamo il riconoscimento del consorzio del Provolone del Monaco – conferma di Maio – l’associazione che tutela questa eccellenza campana certifica che utilizziamo il vero prodotto agerolese“.

Ogni anno Vesi partecipa al Napoli Pizza Village, la settimana di eventi dedicati alla pizza che accoglie il pubblico nella suggestiva cornice di lungomare Caracciolo: nell’ultima edizione i pizzaioli del team Vesi hanno presentato la pizza “O sole mio”, specialità che racchiude un concetto di pizza internazionale ma allo stesso tempo legata alle radici, proprio la canzone da cui prende il nome. “Le abbiamo dedicato questo nome anche per i suoi colori solari e mediterranei – ha spiegato Sabatino di Maio – è infatti condita con pomodorino giallo, fiocchi di ricotta di bufala e paprika”.

 

La nuova pizzeria Vesi di Caserta ricrea nel suo ambiente uno scorcio della famosa strada Spaccanapoli, dove ha aperto una delle prime sedi del gruppo: “nelle pareti ci sono rappresentazioni del centro storico di Napoli, fra cui via San Biagio dei Librai dove ancora oggi c’è una delle nostre storiche pizzerie” ha spiegato di Maio. “Con questa sede portiamo a Caserta un pezzo di Napoli – ha proseguito – la pizza è il racconto di un territorio e, a monte di essa, c’è la creatività nel coniare nomi che suscitano emozioni, come la pizza ‘O Sole mio”.

 

 

 

 Una filosofia divenuta progetto, oggi una delle migliori offerte gastronomiche casertane
 
Tre, il numero perfetto, gli anni che raccontano, talento, impegno, ricerca e soprattutto sacrifici, ore di lavoro, unione familiare e voglia di migliorarsi sempre di più, questa la ricetta del successo del ristorante, pizzeria e caffetteria Tre Farine, il locale dei fratelli Nicola e Ivan Ferraro ubicato in un elegante palazzo ottocentesco di Caserta, che ieri sera ha festeggiato il terzo anniversario dall’apertura con un grande Gala, insieme a tutto il personale, gli amici, i fornitori, collaboratori, nonché imprenditori e autorità istituzionali.
“Le sfide in questi anni, anche se pochi, in una città come Caserta che sta vivendo una rinascita dal punto di vista culturale e gastronomico, sono state tante e sempre stimolanti – ha spiegato Nicola Ferraro, general manager di Tre Farine – ma con la passione e la forza di una famiglia come la nostra, siamo ancora qua con diversi progetti in cantiere e nuovi piatti da far scoprire”.
Oggi, il locale divenuto uno dei punti di riferimento per la cucina che si contraddistingue per la lavorazione delle migliori materie prime che il territorio offre stagione per stagione, piatti semplici senza fronzoli in cui emerge la qualità degli ingredienti, ma anche per la pizza curata da Ivan Ferraro, un settore a cui si è avvicinato nel 2005 con l’apertura di Pomopizza, un’azienda di famiglia per poi proseguire poi al Tinozzo ristorante pizzeria nel centro storico sempre a Marcianise.
Dopo una serie di corsi e master di Pizzaiolo è approdato a Caserta con il progetto Tre Farine, stravolgendo un po’ il concetto di pizza. “Posso dire che qui mi sono affermato con la nuova tendenza di pizza a ‘canotto’ – dichiara Ivan – altissima idratazione e tempi lunghi di lievitazione, cornicione molto pronunciato”.
Nel corso di questi tre anni, anche se molto in sordina, Tre Farine è stato il teatro di vari eventi: per esempio è stato scelto come set cinematografico per il film “Gramigna”, in programmazione dal 3 luglio 2018, in prima serata, sui canali Sky Cinema Hd. Inoltre, il locale è affiliato FiSar, associazione con la quale, tra le altre cose, vengono organizzati corsi di sommelier.
E, ancora, qualche mese fa è arrivato il premio imprese 2018 Confesercenti come esempio di sviluppo del territorio e sono presenti in varie classifiche delle migliori pizzerie, tra cui anche quella di Luciano Pignataro e nella guida “50TopPizza” con la menzione “da non perdere”.
“ In questi tre anni c’è chi è arrivato e chi è andato via ma anche questo ha contribuito a far crescere l’attività e ad arricchirsi di esperienza – ha aggiunto Nicola Ferraro– tutto fa esperienza ed occorre prendere la parte buona di quegli avvenimenti lavorativi che ti offrono momenti di riflessioni, il tutto per ripartire ancora con più entusiasmo. Possiamo dire che abbiamo dato anche noi una determinata impronta di formazione a chi è passato nella nostra cucina, in quello che è ovviamente un gioco di ruoli con reciprochi interscambio professionale. E siamo contenti di ciò, il tutto con l’intenzione di migliorare sempre di più per non deludere mai la nostra clientela”.
 “La voglia di mettersi in gioco, a fronte delle nuove sfide che il mercato ci propone, resta alta. Raggiunto questo traguardo non possiamo che prenderlo come nuovo punto di partenza per tante altre storie da raccontare. L’evento è nato per ringraziare chi con noi ha contribuito a questa storia: le nostre mogli, il vero motore di Tre Farine che ci accompagnano in questo progetto, gli chef, i collaboratori cucina, pizzeria, caffetteria e alla sala” concludono i due fratelli, Nicola e Ivan Ferraro.
Antonella D’avanzo

Da “Tre Farine” Una rassegna musicale sotto la direzione dell’associazione

“The Sign of Jazz” che durerà fino al 15 ottobre

 
Caserta, 28 giugno 2018. Atmosfera cool e suoni jazz, al noto ristorante, pizzeria e caffetteria “Tre Farine” di via Cesare Battisti, situato poco distante dalla Reggia di Caserta, all’ingresso della città. Una rassegna musicale già partita, diretta dell’associazione “The Sign of Jazz”, che durerà fino al 15 ottobre.
Tre FarineOgni venerdì e domenica una band si esibirà dal vivo accompagnando le nuove proposte nate in collaborazione con lo chef Agostino Vessella che con la sua esperienza e ricercata semplicità ha portato la cucina dell’affermato locale casertano ad un maggiore arricchimento ottenendo piatti immediati con l’esaltazione della materia prima, quella del territorio e senza troppi fronzoli, eseguiti magistralmente dai tre giovani chef resident: Angelo Daino, Mario Sorbo e Danilo Merola. Ad occuparsi della pasticceria, Mariarca Rendola.
Nessun menu fisso per le serate, si cenerà regolarmente à la carte, scegliendo cucina o pizzeria, senza costi aggiuntivi ma con la possibilità di concedersi un momento di piacere e leggerezza con la musica jazz. 
Tre Farine, un format di successo nato tre anni fa grazie all’estro e alla dinamicità dei fratelli Nicola e Ivan Ferraro insieme alle mogli Anna e Marisa, oggi rappresenta una delle migliori proposte gastronomiche della città di Caserta, sempre in continua evoluzione per migliorare l’offerta e la struttura che si sviluppa in un meraviglioso palazzo ottocentesco.
Uno spazio rispettoso della preesistente architettura con sale luminose ed eleganti che va a completarsi con un giardino in cui è stata realizzata una tensostruttura ombreggiante per poter godere di un’oasi di tranquillità in pieno centro.
Tre Farine
La rassegna prevede l’esibizione di artisti di grande talento: il Duo Sara Adamo, il piano ed una  voce attraverso le strade di New Orleans con le sonorità del Jazz Mainstream; i N.7 composti dalla cantante Laura De Lucia, dal chitarrista Del Treppo e da Luca Oliviero alle percussioni, reinterpretazione di alcuni dei grandi classici del Soul, R&B e Soft Rock; Moonlight Duo, Antonia Di Maio alla voce e Alfonso Brandi alla chitarra, jazz e musica leggera; Albacibò Duo, un percorso attraverso la musica Soul di ieri e di oggi con Errica Albalonga e Gianni Cipullo, voce e chitarra; Marco Laurenza Trio, la chitarra jazz in tutte le sue sfumature attraverso le interpretazioni del maestro Laurenza in trio con Amalia Marro alla voce e Marco Bracchetti al basso, il duo Overjoyed con un repertorio che prende spunto dai classici della tradizione soul di ieri e di oggi con riletture jazz di evergreen della musica pop con la voce di Laura Ferraro e le note del piano di Luigi Cenname.
Il programma è sul sito e sulle pagine social Tre Farine.

 IL MONFORTINO: IMPASTI PER TUTTI I GUSTI

La pizzeria “Il Monfortino” nasce a Caserta, dall’esperienza  e passione di Francesco Di Ceglie e Fabio Russo, in corrispondenza della caratteristica frazione di Centurano. Si tratta di un locale attento sia allo stile classico napoletano, declinato con lievito madre e prodotti artigianali italiani, ma anche ai palati più esigenti, tale da presentare in carta un gran numero di impasti e farciture, dal grano arso alla canapa al cacao, dal tartufo al pistacchio di Bronte.

Tantissimi ospiti ne hanno già potuto saggiare la proposta gastronomica, facilitando senza dubbio il conseguimento del Pizza Expo 2016, importante manifestazione tenutasi presso la Reggia di Caserta, così come del 3° Trofeo Pulcinella di Acerra, categoria “Napoletana Tecnica”.

Il Monfortino” può essere pertanto considerato già un punto di riferimento non solo per gli abitanti della zona, ma anche per gli oramai sempre più numerosi “gastro-turisti” alla ricerca di un contesto confortevole e concreto, sincero e senza fronzoli. Stuzzicanti gli antipasti e la proposta di friggitoria, interessante la “Luna Rossa Casertana”, una pizza farcita con  polpettine di Maiale Nero Casertano, pomodorini del Piennolo, fiordilatte di Agerola e ricotta di fuscella.

Indubbiamente rappresentativo l’omonimo “Monfortino”, specialità della casa, una sorta di ripieno al forno leggero e particolarmente gradevole, sapientemente farcito con Mozzarella di Bufala Campana DOP, Prosciutto di Parma DOP, il tutto ricoperto con pomodorini, rucola e scaglie di Parmigiano Reggiano 36 mesi, disponibile anche nell’”esotica” variante alla curcuma.

In conclusione, per i più temerari e mai sazi, il menù prevede anche tutta una serie di “bombe caloriche”, dal ripieno alla Nutella fino agli straccetti fritti, il tutto abbondantemente farcito.

Insomma proposte indubbiamente “audaci”, ove tuttavia lavoro e sperimentazione risultano essere alla base dell’offerta gastronomica. Circa 40 posti a sedere disposti in una doppia sala, un servizio di asporto opportunamente potenziato, cortesia e professionalità: ciò risulta essere alla base del sodalizio casertano.

il monfortino
Pizzeria “Il Monfortino”
Via Giulia 7, 81100, Caserta (CE)
+39 0823 472535
Aperto 7 giorni su 7 a pranzo e cena.
Domenica e Lunedì solo la sera.

[EDITOR]

Alessandro Piro

Vasinicola a Caserta: tra sapori e tradizione.

Grande successo per il primo evento targato K’AMACommunication.

La pizzeria trattoria Vasinicola a Caserta ha aperto le sue porte per una serata dedicata alla stampa e ai foodblogger. Tantissimi ospiti hanno potuto assaggiare la sua cucina dove le tradizioni partenopee hanno regnato incontrastate con il loro sapore inconfondibile.

Vasinicola ha aperto a Caserta solo da qualche mese ed è già un punto di riferimento non solo per gli abitanti, ma anche per i tanti turisti che ogni giorno fanno visita alla Reggia. La loro principale peculiarità è proprio quella di far riscoprire i sapori di una volta, riprendendo le vecchie ricette delle nonne.

Vasinicola

Siamo partiti con un assaggio di pizze, quali la “Montanara sbagliata” e “‘A dummeneca” e con un tris di antipasti, che ha visto protagoniste le polpettine al ragù, il pancotto con friarielli e fagioli e la frittata di Genovese. Piatti poveri, ma ricchi di sapore. Si è proseguito con altri due piatti forti della nostra tradizione culinaria come la Pasta, patate e provola e la Genovese.

Il tutto servito in pentole d’alluminio con canovacci arrotolati ai manici. Per finire in bellezza il migliaccio, tipico dolce napoletano. Le birre che hanno accompagnato la degustazione sono state gentilmente offerte dalla MBA micro birrificio artigianale.

Vasinicola, storia e informazioni

La storia di Vasinicola inizia a Napoli, quando Marco Colasanti e Massimiliano Penna decidono di aprire una piccola pizzeria da asporto in Via Manzoni. Il successo, poi, ha portato Marco Colasanti ad allargare gli orizzonti e così insieme a Fabio Trama, proprietario di “E’ divino” di Capri, il 29 settembre 2017 viene inaugurata la pizzeria trattoria di Caserta. All’inaugurazione presente anche Biagio Izzo, simbolo della napoletanità contemporanea.

Il locale è curato nei minimi dettagli: ogni angolo fa pensare a Napoli, dal ritratto di Maradona ai panni stesi, dai peperoncini al panariello, a tutte quelle che un tempo erano le stoviglie.

Non dimentichiamo, però, che Vasinicola ancor prima di essere trattoria è anche pizzeria: tantissimi tipi di pizza, da quelle semplici e tradizionali a quelle un po’ più particolari come “’A dummeneca”, una pizza con cornicione ripieno di ricotta e polpettine fritte, base di ragù, provola e per finire polpettine e vasinicola. Ma questa è solo una delle tantissime pizze, che propone il menù.

Durante l’evento dedicato alla stampa è stata svelata una novità: ben presto Vasinicola approderà anche a Napoli, a Torre Ranieri, con una sala da 50 coperti, dove ci si potrà sedere comodamente e gustare le pizze e tutti i piatti della tradizione.

Comunicato Stampa

Al Bar e Pasticceria Sparaco di Castel Morrone (Ce), la prima colazione diventa d’autore con le nuove proposte artigianali di Guido.

Ai classici cornetti, francesine, paste frolle e ricce, si aggiungono: saccottini, crostatine e pastierine, cornetti bicolore, strudel, brioches al farro.

 

Il bar pasticceria “Nicola e Guido Sparaco” con unica sede a Castel Morrone in provincia di Caserta al civico 1 di via Taverna, un laboratorio artigianale con annesso punto vendita a conduzione familiare che ha festeggiato di recente i trent’anni di attività, non è solo  divenuto nel tempo punto di riferimento per i dolci buoni, quelli di qualità, ma rappresenta anche una tappa obbligatoria per coloro che amano consumare la prima colazione al bar. Sì, e parliamo di una colazione d’autore, questo lo sanno bene i clienti fedeli che ogni mattina si fermano qui per ricaricare le energie per affrontare gli impegni quotidiani ed iniziare nel miglior dei modi la giornata.

E’ uno di quei posti che ognuno di noi vorrebbe avere sotto casa, per la bontà e la freschezza dei prodotti proposti, ma anche per il contatto diretto con il pasticciere e per la gentilezza dell’intera famiglia: qui si  avverte la sensazione di essere sempre coccolati, tanto è il calore con cui si viene accolti e serviti.

Tutte le mattine, accanto alle francesine di pasta sfoglia con crema, marmellata e cioccolato, prodotto per cui la pasticceria è nota da anni, e al classico e vero cornetto artigianale, fresco a lievitazione naturale senza aggiunta di additivi non precotto e/o surgelato troviamo un’ampia offerta di idee sfornate da Guido, il bravissimo e rampante pasticciere di casa Sparaco che ha appreso gli insegnamenti e le tecniche del mestiere da papà Nicola e attraverso master e corsi di specializzazione per i lievitati con maestri di fama nazionale ed internazionale. La scelta delle leccornie pensata per chi ogni mattina non può essere uguale ad un’altra,  è davvero  divertente ed impegnativa: si può partire dall’assaggio di cornetti bicolore, proposti nella versione frutti di bosco, cioccolato fondente e pistacchio. Un vero piacere per il palato e per gli occhi perché buoni da mangiare e belli da vedere. Molto gustosi sono i saccottini in stile moderno sia lievitati che sfogliati; i salutisti che non vogliono rinunciare alla brioche qui possono provarla nella versione con farina di farro, ottima per sofficità e sapore. Prodotti che alla vista potrebbero sembrare grandi, ma non dobbiamo temere perché è proprio questa la caratteristica che ci fa capire la buona gestione dei lieviti che li rende gonfi, fragranti e soprattutto sani e leggeri. Inoltre, per chi ama la frolla, imperdibili sono le crostatine e le pastiere napoletane in formato mignon ed interessante è lo strudel con mele e lamponi.

Ad accompagnare tutto questo, naturalmente, un buon cappuccino all’italiana con latte fresco ed una bella schiuma corposa ed un cremoso caffè preparati magistralmente da Maria Rosaria.

 

La Pasticceria Nicola e Guido Sparaco (Unica Sede) è a Castel Morrone (CE) in via Taverna, N. 1 Tel. 0823. 399017

 

 

Menù for Change

Al ristorante Morsi e Rimorsi di Caserta, Castrese De Fenza di Abraxas con Fabio La Montagna per Menu for Change

La serata a quattro mani, che avrà luogo giovedì 22 febbraio, è volta al sostegno della campagna lanciata da Slow Food su cambiamento climatico e alimentazione consapevole

Giovedì 22 febbraio, alle ore 20.00, il ristorante Morsi e Rimorsi di Caserta ospiterà una serata a quattro mani con Fabio La Montagna, chef della struttura, e Castrese De Fenza di Abraxas Osteria di Pozzuoli. La cena-degustazione si inserisce nel calendario eventi di Menu for Change, la campagna lanciata da Slow Food e sostenuta da numerosi chef del panorama nazionale, che mira a sensibilizzare l’attenzione sul contributo che tutti possiamo dare per arginare il problema del cambiamento climatico modificando le nostre abitudini alimentari.

Il menu proposto per la serata avrà come protagonisti prodotti di eccellenza del territorio campano tra i quali diversi presidi slow food, sapientemente valorizzati dai due chef.

Le proposte saranno accompagnate da una selezione di vini delle Cantine Astroni.

Costo della serata: 35 euro (vini inclusi)

Per info e prenotazioni:

Morsi e Rimorsi ristorante

Via G. M. Bosco 132/136, 81100 Caserta

0823 320118 – 335 1649020

 

MENU

Aperitivo di benvenuto

– Crackers integrale al pepe rosa, burro e alici di Menaica@ (Morsi&Rimorsi)

– Casatiello Flegreo (Abraxas)

Antipasto

– Carciofo cotto a bassa temperatura su fonduta di conciato romano@ e maggiorana

(Morsi&Rimorsi)

– Zuppa moderna di baccalà (Abraxas)

Primi

– Risotto con crema di broccolo aprilatico di Paternopoli@, provola liquida e aglio nero

(Morsi&Rimorsi)

– Linguine con provolone e pepe (Abraxas)

Secondi

– Pancia di maiale nero Casertano, papaccelle napoletane@ e mela annurca marinata

(Morsi&Rimorsi)

– Spezzatino brasato al piedirosso con purè di patate (Abraxas)

Dolci

– Millefoglie, crema al cioccolato fondente, frutti di bosco e ceci di Cicerale@ zuccherati

(Morsi&Rimorsi)

– Tortino di mele annurche (Abraxas)

#presidi slow food

Baia e Latina, il 9 febbraio Gasthaus Alter Keller compie gli anni ed inaugura la Vineria e la salumeria gourmet

Caserta, 2 febbraio 2018.

Il prossimo venerdì 9 febbraio Gasthaus Alter Keller, il ristorante, pizzeria, pub e birreria in stile bavarese con sede in via Roma a Baia e Latina, in provincia di Caserta, spegnerà 13 candeline con un evento che vuole percorrere la storia e gli anni trascorsi ed inaugurare un nuovo spazio: la Vineria e Salumeria Gourmet caratterizzato da ambiente rustico molto curato e un’offerta di etichette del panorama enologico italiano, con uno sguardo particolare rivolto alla Campania, salumi e formaggi ricercati che si sposano bene con la produzione propria di pane. Una nuova proposta che andrà ad ampliare l’offerta di questa affermata attività divenuta punto di riferimento per l’alto casertano che mette al centro del suo menù la qualità della materia prima.

Alla serata-evento organizzata dalla proprietà, la famiglia Sollo, prenderanno parte alcuni dei produttori delle eccellenze che troviamo al nuovo corner del Gasthaus e nel menù pensato per l’occasione. Produttori che condivideranno il felice momento e racconteranno la loro personale esperienza. Il menù degustazione prevede un tagliere di salumi e formaggi composto da: prosciutto crudo ubriaco al Barolo “Renzini”, salsiccia e guanciale di maiale nero casertano “Mastro Enrico”, salame di cinta senese “Renzini”, mortadella Igp selezione Oro “Levoni”, conciato romano “Le Campestre”, formaggio al Barolo e alle foglie di castagno di “Beppino Occelli”, bocconcini di mozzarella di bufala campana Dop del caseificio “Il Casolare”, parmigiano reggiano Dop 30 mesi e il miele di cacia dell’azienda apistica “Landolfi”; a questo, seguirà il gulasch bavarese fedele allo stile del locale. Il tutto sarà accompagnato dai vini Chianti, Brunello di Montalcino e Dogajolo della “Casa Vinicola Carpineto”.  Inoltre, ai commensali sarà offerto un “dolce” omaggio e bollicine per brindare al traguardo raggiunto.

La storia del Gastahaus Alter Keller parte nel 2005, quando i coniugi Peppe e Carmela Sollo, dopo una lunga e provata esperienza con la gestione di un pub pizzeria a San Nicola la Strada (CE), decisero che la città gli stava stretta e si trasferirono in questa cittadina di 2000 abitanti, dove ritrovarono la serenità, qui misero in piedi un nuovo locale con un nuovo stile, quello bavarese tipico dell’Oktoberfest. Un’attività supportata dalle figlie che sono sempre state presenti nella conduzione del locale creando un ambiente cordiale e familiare.

In completo stile bavarese, una struttura bellissima ricca di dettagli, Gasthaus Alter Keller fin dai suoi primi passi ha raccolto grande interesse nell’intera provincia che, da quel momento, ha potuto godere di un allegro e ospitale modello di ristorazione. Oltre l’arredo, di bavarese autentica troviamo la birra HB München, declinata negli stili Original, Weisse, Urbock e Strongbock; la capacità di saperla spinare e un impianto adeguato fanno dell’offerta birraria del locale un vero punto di riferimento di eccellenza del prodotto. Ma la passione partenopea in questo locale non manca e, infatti, in tutta la sua offerta compreso il rapporto umano, è rappresentata in un modello “fusion” fra ambiente bavarese e “calore” territoriale. Per quanto riguarda il food, a specchiarsi nelle radici della tradizioni di una cucina intramontabile per i clienti, ci pensa Carmela che innanzitutto propone le sue specialità attingendo ai sapori e prodotti di qualità del territorio, molti poi sono i piatti di ispirazione bavarese ma tutto viene “ripassato” all’interno di una proposta mediterranea, molto gradita e alternativa. La pizza di scuola napoletana, completa l’offerta e diventa base di altre proposte: dall’impasto a lunga lievitazione in ambiente naturale nascono le bruschette e persino i panini con il würstel tradizionalmente grigliato.

Buon Compleanno Gasthaus e l’inaugurazione dello spazio Vineria e Salumeria Gourmet si terrà venerdì 9 febbraio alle ore 20:00, il costo della cena degustazione è di euro 22 a persona vini inclusi.

Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 349. 3247940 – Gasthaus Alter Keller è a Biaia e Latina (CE), in via Roma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nasce il sito web dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli della Campania e della Basilicata

La presentazione ufficiale lunedì 4 dicembre alle 17,00 presso la Pizzeria Morsi e Rimorsi di Caserta

Lunedì 4 dicembre 2017 alle ore 17,00 presso la Pizzeria Morsi e Rimorsi di Caserta (Viale dei Bersaglieri, 14), sarà presentato e messo on line il sito web dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli della Campania e della Basilicata, un portale nato per raccontare i locali, i cuochi e i prodotti utilizzati dagli “alleati” della rete Slow Food nelle due regioni con lo scopo di informare il pubblico su quei luoghi che quotidianamente rendono fruibile il consumo consapevole e responsabile professato da Slow Food.

Il progetto internazionale di Slow Food mette in rete 869 cuochi in 16 Paesi del mondo e vede nella Campania il primo territorio per numero di aderenti con 68 cuochi e 36 pizzaioli (a cui si sommano altri 5 cuochi e pizzaioli della Basilicata) che rappresentano oltre il 10% dei partecipanti al progetto nel mondo.

I cuochi e i pizzaioli dell’Alleanza Slow Food sostengono i produttori custodi della biodiversità, impiegando ogni giorno nelle loro cucine i prodotti dei Presìdi Slow Food, dell’Arca del Gusto e gli ortaggi, i frutti, i formaggi e le altre eccellenze agroalimentari prodotte localmente. Essi si impegnano a indicare nei menù i nomi dei produttori dai quali si riforniscono, per dare rilievo e visibilità al loro lavoro.

All’appuntamento di presentazione interverranno il Presidente Slow Food Italia, Gaetano Pascale; il Presidente Slow Food Campania e Basilicata, Giuseppe Orefice; l’autore del sito web, Manlio Paglione; la curatrice, Antonella Mignacca e il responsabile del progetto editoriale, Ferdinando Rossi. Le conclusioni saranno affidate ad Antonio Puzzi, responsabile della comunicazione di Slow Food Campania e Basilicata.

Il sito web, raggiungibile all’indirizzo www.alleanzaslowfoodcampaniaebasilicata.com nasce per volontà di Rita Abagnale, anima di Slow Food Campania, scomparsa dopo una lunga malattia lo scorso 22 novembre. Negli ultimi quattro anni, Rita aveva coordinato il progetto dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli della Campania e della Basilicata, avvalendosi di collaboratori nelle provincie campane e lucane: Catello Carrese (Napoli), Ferdinando Rossi (Caserta), Marco Contursi (Salerno), Franco Tizzani (Avellino), Luigi Cutillo (Benevento), Francesco Linzalone (Matera) e Simona Simone (Potenza).

Il progetto editoriale è realizzato grazie al supporto di una rete di imprenditori campani, particolarmente attenta alle tematiche di Slow Food: Azienda Vinicola Rossovermiglio, Enoteca Il Torchio, Pastificio G. Di Martino – Gragnano, Antica Distilleria Petrone, Società Cooperativa Agrigenus, Vesuvio Dop Consorzio Tutela Vini, SannioDop Consorzio Tutela Vini, Consorzio Vita Salernum Vites, Birrificio Karma e Progest S.p.A.

E’ nata “The Cafè Review” la Guida online al Bar Italiano.

Ecco i migliori Bar di Caserta con i Premi Speciali.

 

Caserta, 07 novembre 2017. È nata “The Cafè Review” la guida online alla prima edizione che racconta, valuta e premia il miglior Bar Italiano. Un progetto partito dalla città di Caserta, nato dall’idea di Alessandro Capotorto, coordinatore del gruppo di lavoro, che ha accumulato la sua esperienza con la creazione e gestione del gruppo Kriò s.r.l. di Salerno nato nel 2012 (bar, pasticceria e gelateria, caffè, B&B e resort sul mare), del Country Club di Casalduni in Terra Sannita e dopo aver visitato più di cento bar su tutto il territorio nazionale, compresi alcuni dei migliori segnalati e recensiti dalle guide cartacee, per studiare e aggiornare le sue competenze. La presentazione si è tenuta ieri, lunedì 6 novembre, presso l’Enoteca Provinciale della Camera di Commercio di Caserta situata in via Cesare Battisti, dove hanno partecipato uniti ed entusiasti i premiati, il gruppo di lavoro, giornalisti e food blogger.

Una classifica strutturata per categorie merceologiche e tecniche costruita secondo specifici parametri di valutazione, quelli del Bar Italiano, da parte di professionisti del settore: Antonella Ruggiero, architetto referente layout dei locali; Adolfo Orlando, esperto in caffè e latte art; Giulia Capece, pasticcera e maître chocolatier; Roberto Belmonte, bartender formatore ed esperto in mixology cocktail e distillati di eccellenza. Ispettori che hanno valutato le categorie in riferimento alle loro competenze e poi dato un giudizio ed un voto finale con un massimale di 10/10. Una selezione che punta ad una ulteriore crescita qualitativa dei bar che potrebbe allagarsi anche ad altre province campane.

La serata del 6 novembre ha visto la premiazione dei migliori di Caserta e la consegna dei Premi Speciali per ogni categoria relativi al migliore: aperitivo, caffè, cappuccino, cioccolato, cocktail, coerenza del progetto, colazione, layout del locale, pasticceria, personale di sala.

Ecco quali sono i migliori bar di Caserta secondo The Café Review Guida online al Bar Italiano:

1- Hackert Patisserie

2- Flora Caffè

3- Sparago Re di Dolci

4- Martucci

5- Pieretti

6- Chirico

7- Benefico

8- Sweet Cafè

9- Gran Caffé Margherita per il valore storico che ricopre nella città di Caserta.

 

“Fanno parte di questa selezione – ha spiegato Alessandro Capotorto, responsabile della Guida – i bar che propongono un’ottima caffetteria, una produzione di pasticceria artigianale propria, una buona cantina, un operato nel segno del rispetto al cliente, un’ospitalità garantita dalla cura del locale e degli spazi esterni e magari anche una gelateria del territorio. Il nostro scopo – ha aggiunto Capotorto – è essere rigorosi ma soprattutto costruttivi con il grande desiderio di poter aiutare gli operatori del settore, il pubblico e di poter far crescere le strutture”.

I Premi Speciali consegnati nel corso della serata sono:

Flora Caffè: Miglior Caffè, Pasticceria e Colazione Italiana.

Hackert Patisserie: miglior Aperitivo; miglior Personale di Sala; miglior Coerenza del Progetto. miglior Cappuccino, Migliore Layout.

Bar Martucci: miglior Cioccolateria per la cioccolata calda.

Gran Caffè Margherita: miglior Drink/Cocktail (americano perfetto).

Dal 14 novembre sarà pubblicata la guida on line e sui social network.

 

Giornate del Gusto e dell’Arte nel ‘700 napoletano.

A Caserta per conoscere la cucina dei Monzù.

Sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre si svolgeranno le Giornate del Gusto e dell’Arte nel ‘700 napoletano. Una iniziativa “sensoriale” organizzata dall’Associazione Favole Seriche con il patrocinio della CNA di Caserta, presso l’Enoteca provinciale della Camera di Commercio in Via C.Battisti a Caserta.

Saranno due giorni dedicati all’arte culinaria e all’artigianato al tempo dei Borboni, con l’esperienza della storia a tavola rivissuta attraverso ShowCooking narrati  che avranno come protagonista lo Chef Nino Cannavale dell’Accademia Italiana della Gastronomia Storica, fondatore dell’Associazione Cuochi Normanni ed impegnato da anni nella rivalutazione del patrimonio enogastronomico di Terra di Lavoro.

I percorsi degustativi saranno narrati da esperti di settore lungo esposizioni in cui ci sarà spazio per l’artigianato di eccellenza e per i manufatti della tradizione della seta di San Leucio, con momenti musicali e di interazione con i visitatori. Sarà possibile ripercorrere i momenti della colazione, della merenda reale, fino alla cena del Monzù, assistere,  quindi,  alla preparazione di alcuni dei piatti simbolo della tradizione borbonica e conoscerne la storia; dal Sartù di riso e il  bianco mangiare alle varietà delle carni e dei dolci che tra ‘700 e ‘800 si creavano e che ancora oggi troviamo, magari rielaborati, nella nostra dieta mediterranea. Tanti i partner tra le aziende di eccellenza della enogastronomia campana ad essere presenti; il Pallagrello, il vino dei Borbone, della azienda casertana Cantina di Lisandro, l’approfondimento del vitigno vesuviano  “Caprettone” dell’azienda Fuoco Morto, le preparazioni a base di Latte Nobile dell’Appennino Campano, le carni sannite de Il Tasso del Taburno, i pomodori liternesi di Barricella, il salame Ferdinando di Bellanca Salumi, le conserve e l’ortofrutta della Coop aurunca  “Al di là’ dei sogni”.

Informazioni e prenotazioni :

Mail: info@favoleseriche.it

Facebook: @Associazione Favole Seriche – San Leucio

-349 37 89 247

-392 13 09 874