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Il concorso gastronomico itinerante ha lo scopo di divulgare la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico

Sabato 18 gennaio si terrà a Gallipoli, in provincia di Lecce, la ventesima edizione del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” e prodotti della gastronomia pugliese. Sono dunque trascorsi diciotto anni da quando il Cav. Uff. Cosimo Lardiello, Presidente del Centro di Cultura Renoir di Taranto, diede inizio con passione al concorso gastronomico itinerante su tutto il territorio nazionale con lo scopo di divulgare, in tante regioni italiane, la conoscenza della cozza tarantina, eccellenza tipica locale, per valorizzare e promuovere il turismo enogastronomico e l’immagine complessiva della città in cui viene allevato il mitile. La manifestazione, nel classico stile Renoir, negli anni è andata sempre più a crescere e ad affermarsi, riscuotendo unanimi consensi, tanto da essere imitata, senza avere successo, dai Comuni di Lerici, Macerata e Cervia, per promuovere i loro prodotti tipici locali. Si riaccendono quindi i riflettori sul prezioso frutto del Mar Piccolo di Taranto, allevato in aree sottoposte a strettissimi controlli da parte delle autorità preposte, che ogni settimana definiscono la qualità e la salubrità, tanto che oggi i mitili del comprensorio indicato come secondo seno del Mar Piccolo di Taranto sono finalmente tornati ad essere classificati nella classe “A”, il prodotto quindi non necessita più di essere messo nelle vasche di stabulazione dopo la raccolta, le cozze potranno ora arrivare direttamente nelle case dei consumatori sempre freschissime, pulite, pronte da mettere in pentola. Il prodotto ha il suo periodo di riproduzione durante l’inverno e il miglior periodo per assaporarne la prelibatezza sono i mesi successivi. Come nelle precedenti edizioni il Festival sarà seguito dalla stampa locale e nazionale, alla manifestazione parteciperanno giornalisti provenienti da diverse città italiane e verrà ripresa – come nelle altre edizioni – dalle telecamere di Rai 2 , mandata poi in onda nella trasmissione “Eat Parade”. Proprio in questo momento di difficoltà Taranto ha bisogno di fare leva sulle sue qualità migliori e su nuove energie che possano contribuire a diversificare quello che viene definito il “business network”, cioè il “tessuto produttivo” a cui si fa riferimento per indicare le relazioni immateriali tra un produttore e l’altro, relazioni economiche, sociali e culturali che fanno sì che le imprese in un determinato territorio non siano isolate, ma interagiscano con le infrastrutture produttive cioè con tutti i mezzi tecnici, i servizi e strumenti che rendono possibile la produzione. Occorre quindi migliorare la filiera commerciale dei prodotti del mare di Taranto, attivando una seria politica di valorizzazione sul contesto italiano.

Festival della cozza tarantina

E’ questo l’obiettivo che il Festival in questi anni è riuscito a perseguire in tutte le sue tappe, stimolando la creatività dei vari chefs che si fronteggiano nella preparazione delle più fantasiose pietanze. Gli chefs provenienti da ogni parte d’Italia, appartengono tutti a prestigiose strutture ricettive, trasformano e arricchiscono con nuove proposte creative il mollusco bivalve con abbinamenti insoliti e accattivanti che esaltano la cozza tarantina, la vera protagonista dell’evento, conferendo nuove sensazioni al palato e scrivendo di volta in volta nuove pagine della storia della cucina italiana.

Gli chefs e i maîtres, che hanno accolto nelle loro cucine i mitili tarantini, diventano a loro volta, attori e diffusori dell’immagine del prodotto stesso attraverso l’elaborazione di centinaia di nuovi piatti da essere replicati dagli estimatori di tale prelibato frutto del mare jonico. Sarà l’Hotel Bellavista Club del gruppo Caroli Hotels di Gallipoli ancora una volta ad ospitare il Festival per la XX edizione 2020, sponsorizzando ufficialmente l’evento. Seguiranno poi gli appuntamenti itineranti in tutto il territorio nazionale: nel mese di Febbraio si svolgeranno quattro serate eliminatorie, riservate agli chefs e ai commissari di gara, presso il ristorante dell’ Hotel Lido Impero di Chiatona, vicino Massafra, in provincia di Taranto. Il 24 e il 25 Marzo si disputerà poi ad Aversa il Gran Premio “Pizza e Cozze Tarantine” a cui seguiranno altri appuntamenti ad Isernia, Civitanova Marche, Peschiera del Garda ed altri, per concludersi prima della stagione estiva. Il direttore organizzativo del “Festival italiano della cucina con la cozza tarantina” Cav. Uff. Cosimo Lardiello, per la ventesima edizione ha schierato a Gallipoli i più prestigiosi chefs nazionali ed internazionali componenti della squadra ufficiale nazionale del Festival, che rappresentano il Festival nelle competizioni più importanti nazionali ed internazionali, questi i nomi: Gianfranco Anzini executive chef di Napoli; Alessandro Angiola executive chef di Foggia; Vincenzo Cecere executive chef di Catanzaro; Nicola Altavilla executive chef di Taranto; Onofrio Terrafino executive chef di Gallipoli (Le).

Cozze di Taranto

La manifestazione sarà presentata da Angelo Caputo, Vice Direttore di Studio 100 Tv di Taranto. Il gruppo musicale Rua Katalana Quartet, nato dall’incontro di quattro amici musicisti con esperienze nei diversi stili musicali e appassionati della canzone classica e moderna napoletana, eseguirà brani del loro repertorio. E’ prevista la partecipazione di rappresentanti delle Forze dell’Ordine dei Comuni di Lecce e Brindisi, nonché di un numeroso gruppo di piloti dell’Aviazione Marittima Italiana con il loro Presidente nazionale Orazio Frigino e con i rappresentanti delle delegazioni delle Regioni Calabria, Marche, Lombardia, Toscana. Scopi dell’Aviazione Marittima Italiana sono quelli di diffondere l’idea del volo sportivo proprio in una regione d’Italia, la Puglia, che è una piattaforma naturale protesa nel Mediterraneo, dove le tradizioni aeronautiche hanno salda dimora e con dentro l’irresistibile voglia di vivere il cielo da protagonisti.

Harry di Prisco

TORNA LA SAGRA DELLA CASTAGNA DI CASSANO IRPINO (AVELLINO)

Sabato e domenica, 19 e 20 ottobre, l’evento più atteso dell’autunno: la sagra della castagna. 

In volo mongolfiere simbolo dell’energia pulita. In tavola maccaronara,

 ravioli, tartufi e dolci fatti in casa

Castagna

E’ la prima sagra irpina green, storico evento dedicato alla regina dei prodotti autunnali d’Italiala castagna – che quest’anno, per la sua 43esima edizione, si arricchisce di numerose novità: è la Sagra della Castagna di Cassano Irpino, tra le più antiche in Italia e che ha come scenario lo splendido borgo medievale noto anche per le sue sorgenti, fonti storiche dell’Acquedotto Pugliese, che saranno visitabili proprio in occasione dell’evento.

La 43esima edizione della Sagra della Castagna, in programma sabato 19 ottobre e domenica 20 ottobre, si caratterizzerà per la sua dimensione totalmente green, sarà cioè interamente dedicata alle tematiche della sostenibilità. L’evento è organizzato dal Comune di Cassano Irpino in collaborazione con le associazioni del territorio e con la direzione artistica di Roberto D’Agnese per Omast Eventi ed avrà un’attenzione mirata verso l’ambiente ed i bambini, oltre che naturalmente verso l’enogastronomia che è il cuore pulsante, il motore della rinomatissima Sagra della Castagna. Gli stand gastronomici, infatti, sono il centro dell’evento. Saranno aperti per entrambe le giornate di svolgimento della manifestazione sia a pranzo che a cena con un’offerta ricchissima e davvero di grande qualità. Sarà possibile assaggiare, infatti, i piatti tipici della tradizione realizzati dalle massaie di Cassano Irpino. Immancabili, perciò, la maccaronara, i ravioli, la minestra maritata, la zuppa di castagne senza dimenticare le ottime carni alla brace, l’ormai famigerato caciocavallo impiccato e piatti a base di tartufo nero irpino. Si chiude con squisiti dolci, ovviamente a base di castagne. E ovviamente caldarroste per tutti.

L’evento avrà inizio sabato 19 ottobre, alle 9.30 con la visita alle sorgenti di Cassano Irpino. A seguire, alle ore 10, si terranno le riprese del TG Itinerante del TgR Campania a cura del giornalista Rino Genovese. Per le ore 12 apertura degli stand gastronomici. Il taglio del nastro vero e proprio si terrà alle ore 18.00 con il raduno degli artisti in piazza. A seguire l’intervento del primo cittadino di Cassano Irpino, Salvatore Vecchia, ed il lancio delle mongolfiere che voleranno sul cielo di Cassano Irpino quali simbolo di energia pulita in linea con il tema green dell’evento. Dalle ore 21 via agli spettacoli con quattro aree dedicate alla musica: nella piazza principale si esibirà Vincenzo Romano, il cantore pellegrino, che porterà il suo repertorio tra etnico, popolare e sacro. Ci si sposta nel Palazzo Baronale con il Gran Ballo dell’800 e con l’esibizione di Barabba Blues, duo che interpreta in chiave acustica un suggestivo repertorio rock, blues e ballads. In versione itinerante lungo il percorso dell’evento, lungo le strade del borgo medievale, per la prima volta in Irpinia, la Wizdom Drum Band, il gruppo prende ispirazione dalle drumline americane e svizzere a con un tocco italiano, ottenendo in poco tempo grandi apprezzamenti tanto da avere al proprio attivo numerose tappe in Italia ed all’estero.Domenica 20 ottobre l’evento comincerà alle ore 10 con la visita alle sorgenti di Cassano irpino. Alle ore 12 è prevista l’apertura degli stand gastronomici. Alle ore 16 in piazza ci sarà Mix Harmony con tarantelle e sonorità popolari. Alle ore 17 incontro – dibattito sul tema “Riprendiamoci la natura”. A seguire, nell’area bambini, si terrà “La rivolta delle pecore e la battaglia dei prosciutti”, spettacolo musicale e teatrale dedicato ai più piccoli sul tema della tutela ambientale e del rispetto della natura, tratto dal testo “La rivolta delle pecore” di Virginiano Spiniello. Dalle ore 20 il gran finale con una interessantissima selezione di spettacoli musicali. In piazza di esibiranno i Suoni Antichi I Bottari di Macerata Campania con Mimmo Epifani e Marilena Gragnaniello, gli Stragatti con il loro rock and roll, tra old school e rivisitazioni pop, saranno nel Palazzo Baronale e ancora in versione itinerante lungo le strade del bordo la Wizdom Drum Band.

Ogni anno la Sagra della Castagna di Cassano Irpino sceglie un tema che possa essere spunto di riflessione e occasione di confronto. Per questo la tematica, fortemente collegata all’attualità è quella ambientale. Per questo la Sagra di Cassano si caratterizza come la prima sagra green, la prima che si interroga sull’ambiente, sulla natura, sull’ecologia. È in questo solco che si inserisce il video concorso per eleggere Re Cardo e Regina Castagna dedicato ai più piccoli che dovranno raccontare attraverso clip video la loro idea per tutelare al meglio la natura (info su www.sagracastagnacassano.it). Chi otterrà più like verrà eletto Re Cardo o Regina Castagna e riceverà in omaggio una fornitura di crema di castagne dell’azienda Sodano. Importante, perciò, anche la dimensione social dell’evento. Ed infatti è attiva una linea whatsapp al numero 351.8782216. Basterà mandare un messaggio con l’hashtag #sagracasagnacassano per ricevere tutte le informazioni sull’evento.

 

UFFICIO STAMPA

Miriade & Partners

Per Omast Eventi

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Con la primavera torna Goût de/Good France

5000 chef in 150 paesi di tutti i continenti per celebrare la gastronomia francese

 

Dal 21 marzo torna Goût de/Good France, la più grande manifestazione del mondo che celebra in 150 nazioni la gastronomia francese. Per la sua quinta edizione e per 4 giorni, oltre 5000 chef dei 5 continenti si apprestano a profondere il proprio impegno nella cucina sostenibile.

Quest’anno la protagonista è la Destinazione Provenza, che viene valorizzata da eventi in Francia ed a livello internazionale.

L’evento è promosso dal Ministero dell’Europa e degli Affari Esteri e da Alain Ducasse.

Dopo aver ospitato gli Stati Generali dell’Alimentazione, svoltisi a Parigi nel 2017, quest’anno la Francia guûida una mobilitazione mondiale a favore dell’ambiente e della gastronomia francese.

Dal 21 marzo e per quattro giorni gli chef di tutto il mondo stanno proponendo una “cena alla francese” all’insegna della sostenibilità: ogni menù include portate che utilizzano meno grassi, zucchero e sale, nell’obiettivo di far “mangiare bene” e proteggere l’ambiente.

Sempre all’insegna di un maggiore rispetto delle risorse del pianeta, nel 2019 Goût de/Good France ha scelto di stringere un accordo con la fondazione “No More Plastic”, rappresentata da Alexandra Cousteau, che animerà la tavola rotonda “Good Impact” sulle problematiche della tutela dell’ambiente e dell’attenzione alle risorse, alla presenza di cuochi, scienziati e responsabili di aziende. Il 23 marzo l’UNESCO ospiterà un convegno sulla gastronomia e l’alimentazione sostenibile, con grandi protagonisti mondiali.

Goût de/Good France propone quest’anno un programma in versione festival, che interessa l’intero territorio e si rivolge davvero a tutti.

I partecipanti sono invitati sia a cene alla francese sia a nuove esperienze culinarie come: il “Gran Banchetto provenzale” che vede 6 chef provenzali (Gérald Passédat, Michel Portos, Sébastien Richard, Jean-André Charrial, Armand Arnal, Clément Higgins) proporre un menù in 5 tempi sul tema della cucina sostenibile e mediterranea, nell’ambito del “Village International de la Gastronomie”, un evento che si inserisce nel programma MPG 2019, Anno della gastronomia in Provenza, lanciato dal Dipartimento Bouches-du-Rhône e da Provence Tourisme; le “Esperienze del Gusto” durante le quali turisti e parigini possono scoprire una trentina di luoghi imperdibili della capitale grazie alla collaborazione dell’Ufficio del Turismo di Parigi; le “Cene Complici” del Collège Culinaire de France che vedono i produttori, punto di partenza di ogni cucina di qualità, arrivare nei ristoranti e, in sinergia con gli chef, creare un menù ricco di vitalità, interagendo con il pubblico; il “Duo di Collezionisti” che vede giovani chef e mentori insieme per una cena, per raccontare la trasmissione di gesti, di valori e di savoir-faire; il “Gran Menù” che, come nelle cene d’Epicuro di Escoffier, propone in grandi luoghi della gastronomia francese un menù degustazione da  4 a 10 piatti, in perfetto abbinamento con una selezione di vini e liquori. Fino al 24 marzo sono previsti diversi appuntamenti popolari e di festa per tutta la Francia, coordinati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Banchetti, degustazioni, pic-nic e laboratori permettono ai professionisti del settore di condividere con il pubblico il proprio talento, il proprio savoir-faire e il meglio del proprio territorio. Tutta la programmazione del festival Goût de/Good de France è disponibile sul sito www.france.fr/fr/campagne/gout-france-good-france e sull’applicazione MAPSTR.

 

Ufficio Stampa:

Harry di Prisco

A Fisciano, nel salernitano, un’attività storica centrata sulla vendita di prodotti ortofrutticoli e buona gastronomia locale. Si tratta del negozio di alimentari Tipico è Locale. Il nome richiama la storica passione della famiglia De Caro. Dal 1968 è attiva nella produzione artigianale di vini e coltivazione di pomodori e mele annurche. Prodotti di punta del comparto agroalimentare campano e, in particolare, di questo territorio contiguo fra Salerno e l’Agro Nocerino Sarnese.

Prodotti vari, stessa qualità. Nella storica bottega di alimentari

“Produciamo nel rispetto della massima qualità: una prerogativa per la nostra attività che si sviluppa sui principi di genuinità e naturalezza dei prodotti di ortofrutta” spiega il titolare Giuseppe De Caro. Non solo frutta e verdura, nel locale di vendita di Tipico è Locale, ma anche scaffali con le migliori marche di pasta biologica presenti sul mercato e un invitante banco salumi e formaggi. Giusepppe De Caro porta avanti la sua attività, nella bottega di alimentari, con passione e amore per il proprio territorio. Valori che ha ricevuto dai suoi predecessori. “Ci troviamo in un territorio di vocazione per la coltivazione del pomodoro San Marzano e della varietà Corbarino, due tipicità che proponiamo da sempre al pubblico che ci sceglie per un’alimentazione sana e priva di sostanze di sintesi” afferma De Caro.

“La nostra attività si avvale della naturale bontà dei prodotti che ogni giorno offriamo ai nostri clienti” ha proseguito il titolare di Tipico è Locale. “Non utilizziamo concimi chimici, diserbanti e tutte le sostanze sintetiche che comprometterebbero le qualità di bontà e naturalezza dei prodotti”. Fedele a questa linea di produzione, la famiglia De Caro si affida ai prodotti della linea Jamonita, che assicurano sempre il meglio da portare a tavola. “I prodotti Jamonita ci assicurano tanti vantaggi perchè, come noi, scelgono sempre il meglio presente in commercio per noi e per i nostri clienti”. Su queste caratteristiche di selezione dei prodotti a chilometro zero e affidamento presso i migliori distributori del territorio, si delinea un’attività a conduzione familiare che, come Tipico è Locale, si fa apprezzare per l’approccio che mantiene con il territorio. Tipico è Locale perpetua così il prestigio del suo nome, garanzia di qualità nei prodotti per un’alimentazione tipica e gustosa.

Il vantaggio di produrre una pizza innovativa è trasmettere un’immagine aggiornata e al passo con i tempi della propria azienda. Questo è il concetto di pizzeria caro a Christian Nasti, pizzaiolo e titolare di NastiEat. Locale di Nocera Inferiore che accoglie una numerosa clientela del posto e proveniente da ogni angolo della Campania, grazie alla sua offerta eclettica di prodotti.

NastiEat è in grado di soddisfare ogni desiderio di appetito in una capiente sala che si sviluppa su due piani e conta ben 170 posti a sedere. Un luogo pensato per essere un punto di ritrovo per gli amanti del relax e della buona cucina. Christian e suo padre Michele predispongono il meglio delle loro conoscenze gastronomiche per offrire una tipologia di ristorazione di qualità, adatta a tutta famiglia e operativa a pranzo e a cena. Ricche insalatone, selezione di carni e salsicce e un’ottima pizza, compongono l’offerta del NastiEat.

Progetto che coniuga benessere e gusto.

Il locale concentra tutta la passione per la ristorazione della famiglia Nasti a partire dal nome, che unisce il cognome del titolare al termine inglese “eat”. Oltre al significato letterale di mangiare, eat richiama un concetto di benessere legato al cibo; valore molto importante per NastiEat. “Tutto viene prodotto nel rispetto della freschezza dei prodotti – spiega Michele Nasti – la carne la riceviamo dal nostro macellaio di fiducia che ci permette di lavorare nel rispetto della massima qualità”. Molto importante anche il valore dell’artigianalità, su cui si sviluppa la scelta e selezione delle salsicce, specialità gastronomica su cui il progetto NastiEat punta molto. Anche i Cordon Bleu e gli hamburger sono fatti a mano. Dei veri sfizi per chi raggiunge il locale a Nocera Inferiore per gustare prodotti di buona gastronomia.

Non mancano i panini, anche loro rientrano nei prodotti che nascono da un saper far competente e motivato dalla passione per la buona cucina. A confermare questo concetto di qualità sono le parole di Michele Nasti. “In ristorazione la buona manodopera deve andare di pari passo alla qualità della materia prima, solo così è possibile procedere verso una direzione di qualità”.

La pizza, un classico che si presta all’innovazione

La pizza rappresenta il prodotto di punta per il NastiEat. Nell’arte bianca il pizzaiolo Christian convoglia tutta la sua passione e attenzione all’ utilizzo delle buone materie prime del territorio. Si richiama così alla filosofia di produzione cara al locale di Nocera Inferiore. La pizza è frutto di un ricordo legato all’infanzia, secondo quanto si apprende dalle parole del titolare ed esperto pizzaiolo Christian. “Sin da bambino seguivo le gesta dei pizzaioli, osservavo mi appassionavo alla loro attività. Ho sviluppato così la mia passione verso l’arte dell’impastamento e, in generale, della cucina” ha affermato. Nasti Eat esprime piena innovazione nel modo di concepire il più antico dei piatti partenopei. La pizza è un prodotto che si evolve in base ai tempi e ai gusti dei nuovi estimatori del prodotto di farina.

Banco di prova di perfezionamento nelle qualità di impasto, la pizza mette alla prova ogni giorno le capacità del pizzaiolo. “È un settore che non conosce immobilità, si è sempre inseriti in un progetto di innovazione. Proponiamo un prodotto contemporaneo che può considerarsi nuovo nel territorio di Nocera Inferiore” ha spiegato Christian Nasti.

 

 

Un concentrato di bellezza, saperi e sapori

per raccontare uno dei luoghi più magici del sud Italia.

Cilento: terra ricca di cultura, arte, storia, presidi. Terra viva e incontainata, impreziosita dai suoi tanti paesi pregni di bellezza; piccoli centri che si affacciano sul mare o in aree interne poco note, ma ricche di beni da valorizzare.
Così, da un’ idea del giornalista enogastronomico Bruno Sodano (firma del Luciano Pignataro Wine Blog, Info Cilento e Direttore della rivista Pinklife Food), nasce una Guida dedicata al Cilento che ha come obiettivo quello di raccontare non solo un territorio, ma tutti i meravigliosi prodotti che produce e che conserva da secoli.
22 Paesi, Presidi Slow Food, prodotti e vari chef , fra cui tre con stella Michelin, che hanno omaggiato la guida con gustose ricette utilizzando prodotti cilentani.
Il tutto in 100 pagine con un’ouverture d’eccezione fatta dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, originario del Cilento, che racconta, con lo stile inconfondibile del decano, quanto sia importante e longeva la vita nel Cilento. Quanto sia la vera ricchezza di questi luoghi.
Il viaggio inizia da Paestum fino ad arrivare a Scario, ricco di foto ed informazioni importanti, attraverso il racconto di varie realtà che meritano di essere conosciute perché rappresentano il vero contesto cilentano. Un’attenzione particolare rivolta nei confronti della Dieta Mediterranea che nasce proprio nel Cilento.
La guida turistica territoriale ed enogastronomica è stata realizzata  dall’Associazione NoProfit “Vivi il Territorio”; Coordinamento, cura dei testi e raccolta del materiale fatta da Bruno Sodano, parte grafica curata da DomenicoGrottoli, Truebag – www.truebag.it
Il Progetto è stato Patrocinato dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni; Museo Vivo del Mare (MUSEA) e della Dieta Mediterranea; Comunità Montana degli Alburni; Banca Buccino Comuni Cilentani; Comune di Controne; con il supporto operativo di MD Casal Velino Marina, Vallo Scalo, Vallo della Lucania e Agropoli (Loc. Mattine).
La guida sarà distribuita in modalità cartacea (5000 copie) in tutto il territorio cilentano ed è disponibile il download gratuito del PDF direttamente dal sito www.postcardfrom.it

La birra artigianale e il gusto del territorio 

 

Grande successo per l’evento “Ciacco & Bacco a tutta Birra” organizzato dalla giornalista e foodblogger Angela Merolla a Gragnano, territorio notoriamente ricco di bontà gastronomiche.

Nel ristoburger Ciacco & Bacco, di Gianluca Ungaro e Rossella Molinari, si sono esaltate le caratteristiche del gusto e degli abbinamenti ideali tra l’antica bevanda di origine celtica e le pietanze caratteristiche del territorio. A dimostrazione, un pranzo sapientemente articolato dove ogni piatto ha avuto il suo abbinamento con una tipologia di birra artigianale proposta dal Birrificio Irpino Serro Croce di Vito Pagnotta ha proposto in degustazione quattro varianti artigianali da filiera agricola.

In cucina, il patron Gianluca Ungaro è stato affiancato per l’occasione dallo chef Francesco Lama, lo chef Felice Ferretti, il maestro pizzaiolo Giovanni Russo, il mastro fornaio Domenico Fioretti.

Queste le proposte dei professionisti del gusto.

Chef Francesco Lama – Pub Cucù – Aversa CE

Il Verace: marennella ai cinque cereali, polpo arrostito, pesto di rucola, pomodorino del piennolo, formaggio Cheddar Westcombe

Mastro fornaio Domenico Fioretti – Carinaro CE

Ripieno scarole e baccalà: ‘mpasticcio

Maestro pizzaiolo Giovanni Russo “Pizzeria La Famiglia” di Casapulla CE

Montanarina al San Marzano D.O.P: pezzella fritta

Chef Felice Ferretti “Tirabusciò” – Pomigliano d’Arco NA

Scarpariello: punta e tacco

(sigarette lisce Pastificio “Arte & Pasta)

Patron Gianluca Ungaro

Stracotto di guancia di vitello e spicchi patate della Sila in buccia: la carne chiama

Panini cafoni del mastro fornaio di Domenico Fioretti da Carinaro CE

Dessert: “Bufalotto” del mastro fornaio di Domenico Fioretti da Carinaro CE

Liquore: Amarè – Distilleria Petrone di Mondragone -Amaro di erbe, piante e agrumi provenienti dall’orto botanico della Reggia di Caserta

Birrificio Artigianale da filiera agricola Serro Croce – Monteverde AV

Birre in abbinamento:

Serro Croce “Chiara”
Stile Ale – note floreali e fruttate

Serro Croce “Ambrata”

Stile IPA – note fresche e fragranti di scorza di agrume che ricordano arancia e pompelmo rosa

Serro Croce “ La Fresca”

Stile Ale – note pepate e speziate, gusto corposo

Serro Croce “ Granum”

Partners dell’evento “Solania” – Azienda leader nella produzione e trasformazione del pomodoro San Marzano Dop dell’Agro Sarnese Nocerino, Arte & Pasta – Pastificio artigianale di Boscoreale.

#INVERSIONEDIROTTA, dal 12 novembre al via il ciclo di appuntamenti

Le domeniche di Chikù” a Scampia

 

Prosegue la rassegna #INVERSIONEDIROTTA da Chikù, una rassegna culturale e gastronomica nata con lo scopo di contribuire a fare di Scampia (Na) un avamposto culturale in cui Chikù si pone quale luogo di aggregazione, spazio dove poter ascoltare buona musica dal vivo, trascorrere una giornata in famiglia o con amici, incontrarsi e mangiare piatti unici “contaminati” sapientemente attingendo dalle tradizioni culinarie tipiche della cucina partenopea e balcanica.

Questa volta gli appuntamenti saranno domenicali organizzati con una attenzione particolare anche alle famiglie dedicando ai più piccoli/e laboratori a tema e pranzi gustosi.

La combinazione tra piatti frutto della mescolanza di saperi e sapori genuini e l’offerta culturale dedicata a grandi e piccoli/e con spettacoli, laboratori e incursioni musicali a cura di artisti e musicisti/e di particolare carisma e bravura, fanno sì che le domeniche da Chikù siano davvero uniche e piacevoli.

Un luogo dove sentirsi a proprio agio, stare bene insieme e fare comunità a partire da un buon piatto di pasta in un clima rilassato. Per chi non lo sapesse, Chikù è spazio gastronomico, cucina delle donne de La Kumpania, laboratorio permanente di autoproduzioni creative, officina dei piccoli. È inoltre sede di uno sportello legale per la tutela dei diritti dell’infanzia, per i diritti di cittadinanza, contro le discriminazioni sociali, etniche e di genere.

Novità di questa rassegna, dal punto di vista gastronomico, sarà l’utilizzo di prodotti tipici e d’eccellenza campana come la ricotta di bufala DOP, olio extravergine d’oliva delle terre del Cilento, l’Asprinio IGT delle Terre del Volturno e tanti altri. Questo nell’intento di valorizzare le risorse preziose della nostra terra e rafforzare la rete di produzioni e di economia etica e sostenibile e che contraddistingue le nostre scelte.

Per cominciare, alcuni dei nostri ingredienti proverranno dalla fattoria sociale Fuori di Zucca, da TrasformAzioni Sociali – Coop. La Roccia, dal Caseificio La Stella Bianca, dal Fondo Rustico Amato Lamberti e dalle Cantine Vitematta.

Perché #INVERSIONEDIROTTA?

Negli anni ’70, con la cementificazione del quartiere, la mancata applicazione di un progetto che favorisse l’interazione tra gli abitanti, Scampia si configurò come un quartiere dormitorio. In un momento storico in cui il centro di Napoli è in balia del turismo mordi e fuggi e della gentrificazione e in cui parallelamente va affermandosi il concetto di “nuove centralità della città metropolitana”, sentiamo importante affermare Scampia come avamposto culturale.
Decenni di attivismo organizzato e dal basso, di tradizioni oramai consolidate e conosciute a livello internazionale come il Carnevale del Gridas, insieme a tante altre come il Mediterraneo Antirazzista Napoli, ogni anno ci ricordano che è possibile ribaltare gli stereotipi e far sì che questo quartiere possa fare dei propri “isolati”, delle piazze culturali.

 

È così che si inverte la rotta che solitamente muove gli abitanti dalla periferia al centro, nell’ottica di una valorizzazione culturale e sociale delle cosiddette nuove centralità, con un programma ricco di appuntamenti a partire dai percorsi di trekking urbano alla scoperta delle realtà virtuose di Scampia per poi approdare da Chikù, che vi accoglierà con la sua atmosfera familiare e la cucina genuina valorizzata da eccellenze del territorio, luogo di svago, di aggregazione, di produzione culturale, con tanto di musica dal vivo e di cucina sana e unica nel suo genere, balcanico e napoletano, frutto della brigata multiculturale de La Kumpania.

 

Di seguito il programma:

12 novembre

Pranzo a partire dalle 13.00

Ore 16:00 Le guarattelle di Selvaggia Filippini con lo spettacolo “Io: Pulcinella”

19 novembre

Ore 10.00 trekking urbano “Conosci Scampia”, visita guidata tra le storie e le realtà virtuose del quartiere

Ore 13:30 pranzo da Chikù

Ore 16.00 laboratorio per bambini: “Mani in pasta” a cura de La Kumpania

26 novembre

Pranzo da Chikù a partire dalle 13.00

Ore 16:00 laboratorio creativo per bambini “Raccontastorie”, a cura di Chi rom e…chi no

3 dicembre

Pranzo da Chikù a partire dalle 13:00 con concerto delle cantanti Gabriella Rinaldi e Dolores Melodia

10 dicembre

Ore 13.00 pranzo da Chikù

Ore 16.00 attività per bambini: atelier di pittura e giochi di squadra a cura della Banda Ranocch

17 dicembre

Ore 10.00 trekking urbano “Conosci Scampia” visita guidata tra le storie e le realtà virtuose del quartiere

Pranzo a partire dalle 13.00

Ore 16:00 laboratorio per bambini: “Mani in pasta” per la realizzazione di biscotti natalizi a cura de La Kumpania

Per i più piccini/e è possibile partecipare anche solo ai laboratori pomeridiani con la degustazione di speciali merende salutari, previa prenotazione.

 

Per maggiori informazioni:

Cell. 334 8421513 – Tel.081 0145681. E-mail: info@chiku.it

Seguici su facebook https://www.facebook.com/ChikuGastronomia/

Chikù si trova a Scampia (Na), in Viale della Resistenza, comparto 12 accanto al Commissariato. Seguire le indicazioni per “Auditorium Scampia”.

 

 

 Meatin, “re” della carne d’autore al Vomero

“Incontri di Terra”: un nuovo menù che consolida la sua identità,

e una carta dei vini ampliata, esclusivamente campani e suddivisa in province

Menù rinnovato, ampliamento della carta dei vini e una nuova tagline. Si presenta così Meatin per la nuova stagione. A tre anni dall’apertura, il ristorante gastronomico di via Timavo a Napoli, punta a consolidare la propria identità basata su carne cucinata e non cotta.

Meno bistecche e più ricette. In cucina ci sono chef che preparano la carne e propongono piatti dalla composizione originale e gradevole in porzioni generosissime. Un concept innovativo ben lontano dalla steack house, dai gourmet e anche dalle trattorie. Già perché nel menù non ci sono ricette classiche ma piatti ricercati. Un’offerta per palati educati.

Da oggi Meatin è “Incontri di Terra”. Nel menù spunta il Quattrore, guancia brasata in Taurasi per 4 ore, servita con spinacello saltato, soffiato di cavolfiore e zucca all’agro. Per un viaggio nel tempo c’è la Carne alla Tartara, ricetta originale dell’antico popolo barbaro, secondo lo storico Ammiano Marcellino del IV sec. d.C.: a quell’epoca depositavano la carne cruda sotto le selle, durante le cavalcate e i lunghi spostamenti questa veniva battuta e macinata, divenendo così pronta ad essere consumata. E poi Il Ruspante, tenero cosciotto di cappone giallo cotto a bassa temperatura, ripieno di frittatina e mortadella, servito con patate sauté e funghetti arrostiti. Carne sempre a Km 100 fornita dalla macelleria di Mario Carrabs, laboratorio di eccellenza culinaria in Irpinia.

Tra i primi piatti resta il Delicato sorrentino, piatto simbolo di Peppe Guida, Stella Michelin con la sua Osteria Nonna Rosa a Vico Equense, sintesi di mediterraneità: pasta mista risottata al datterino giallo, mozzarella di bufala, olio al basilico e aria di bufala con scorzetta di limone A questo si affiancano Tagliolini con cacio, pepe e limone acerbo, gnocchi acqua e farina fatti a mano con fonduta di blu di pecora e pera spadone saltata e un risotto mantecato al Quid e provola affumicata.

Un Incremento importante della carta dei vini, 40 etichette campane e 5 birre artigianali, rigorosamente campane.

Tra i dolci spunta il Ricordo d’infanzia, cremino al cioccolato bianco, cioccolato gianduia e cioccolato fondente con biscotto alla nocciola coulis di lamponi e tegolina al cioccolato

Il tutto in un locale dal design ricercato, elegante e moderno ma che non si abbassa ai formalismi. Il legno è il materiale dominante, impreziosito da vetro e acciaio. La cucina è a vista, 50 coperti e clientela fidelizzata. Tutti questi elementi hanno permesso a Meatin, a tre anni dall’apertura, di entrare nella prestigiosa guida “Ristoranti d’Italia 2018” dell’Espresso e affermarsi come ristorante d’eccellenza per la carne a Napoli.

Montella (Avellino) – 3, 4 e 5 Novembre 2017

Il Grande evento dell’autunno Irpino:

Dal 3 al 5 Novembre la 35 esima Edizione della Sagra della Castagna di Montella I.G.P

Tra stand musica  e gastronomia di qualità 

MONTELLA (AVELLINO)Trentacinque anni di eventi dedicati ad uno dei prodotti d’eccellenza d’Irpinia e non solo: torna il prossimo fine settimana uno degli appuntamenti più attesi in Campania: la Sagra della Castagna di Montella Igp, tra i prodotti irpini più noti, unico caso di prodotto ortofrutticolo riconosciuto come Doc (Denominazione d’Origine Controllata) dal Ministero dell’Agricoltura, nel 1987.

La castagna di Montella è considerata tra le migliori d’Italia e sarà celebrata durante tre giorni di divertimento, musica, eventi, enogastronomia, piatti tipici e prodotti d’eccellenza. La Sagra della Castagna I.G.P., promossa dal Comune di Montella e cofinanziata dalla Regione Campania nell’ambito del POR Campania FES 2014/2020, si terrà a Montella (Avellino) nei giorni 3, 4 e 5 novembre prossimi, sotto la direzione artistica di Roberto D’Agnese per Omast Eventi.

sagra della castagna-locandina

“Una tradizione lunga 35 anni quella della Sagra della Castagna di Montella Igpafferma il sindaco di Montella, Ferruccio Caponerassegna che, per questa rinnovata edizione, si prefigge di accompagnare alla rappresentativa proposta enogastronomica un preciso progetto culturale: eventi e dibattiti incentrati sulle figure storiche irpine di maggior rilievo, dal grande letterato De Sanctis al nobile compositore Gesualdo, fino al commissario Giovanni Palatucci, personaggio montellese celebrato di recente attraverso una fiction RAI a lui dedicata, «Senza Confini – Storia del Commissario Palatucci», interpretata dall’attore Sebastiano Somma. Il racconto di un territorio passa anche attraverso gli uomini che hanno contribuito a farlo grande.”

L’inaugurazione avverrà venerdì 3 alle ore 19 con l’apertura degli stand; alle 20.30 via alla musica con i concerti di Popolo Vascio e I Vico (palco 1 centrale in piazza Bartoli), Progetto Sanacore (palco 2 largo Carbonara) e Made in China (palco 3 Via Bonavitacola). Musica itinerante con il gruppo folk I Pulcinella, Lassa e piglia della Pro loco di Torella dei Lombardi e One Man Band.

Sabato 4 la festa continua a partire dalle ore 10:00 con l’apertura degli stand gastronomici e il convegno presso il centro sociale sul tema “L’Irpinia e il suo territorio”.

Alle 11:00 in piazza Bartoli canti e balli della tradizione montellese a cura del gruppo popolare Aria Nova e, presso l’Istituto comprensivo “Palatucci”, premiazione della terza edizione del concorso artistico “Castagna Viva”.

Alle 19:00 in piazza Bartoli la cerimonia di accensione del braciere e alle 19.30 sul palco centrale di piazza Bartoli seconda edizione della rassegna “Castagna d’Oro di Montella”. Alle 21 via ai concerti con Aria Nova e associazione Delli Gatti (ospite speciale Carmine Ioanna) sul palco 1 centrale di piazza Bartoli, Etno Folk e Rareca Antica sul palco 2 (largo Carbonara) e Munchain special e Amba Aradam sul Palco 3 (via Bonavitacola). Itineranti Trombe egiziane, gruppi folk O’ Triccabballacc e Zompacardillo e One Man Band. Domenica 5 si comincia alle ore 10 con l’apertura degli stand gastronomici e la lezione di tarantella a cura della Scuola di Tarantella Montemaranese e Aria Nova in piazza Bartoli.

Alle 14:00 spettacolo per bambini con l’Uomo Uccello sul palco centrale di piazza Bartoli e a seguire Tonuccio Corona in concerto.

Alle 17:00 spettacolo teatrale per bambini “Le cantastorie” a cura del Clan H.

Alle 18.30 Suoni antichi I Bottari di Macerata Campania sul palco centrale e, a seguire, concerto dei Baccanali’s. Sul palco 2 di largo Carbonara I Tammurriarè e Ivan Romano e sul palco 3 di via Bonavitacola i Monaghan duo. Musica itinerante con la Scuola di Tarantella Montemaranese, Stelle popolari, Gruppo folk “O’ Scarrafone” e One Man Band.

“La Sagra di Montella Igp rappresenta da sempre un appuntamento di grande rilievo in Campaniaafferma il direttore artistico Roberto D’Agnese -.

Sette anni fa è nata per me questa sfida, una delicata direzione artistica con cui mi impegnavo a trasferire un contenuto diverso, che riuscisse ad arricchire e sostenere un evento così vasto. Siamo arrivati, ormai da tre anni, persino alla creazione di un palco sperimentale, dove proponiamo al pubblico musiche diverse, che normalmente non vengono associate alle sagre, dal blues al pop, che completano l’offerta di musica folkloristica, popolare, itinerante. Ogni anno migliaia di persone mostrano di apprezzare la sagra nella sua totalità, creando di conseguenza un indotto economico molto importante per Montella e per varie comunità irpine. Un ringraziamento va senza dubbio a quanti hanno permesso fin dal primo anno la costruzione di questo percorso, che sta portando sempre più a rafforzare la mia convinzione che l’Irpinia possa e debba vivere di grandi eventi, quelli che spostano migliaia di persone, quei turisti che apprezzano l’Irpinia, con i suoi paesaggi, la sua cultura, le tradizioni, l’enogastronomia d’eccellenza. Un patrimonio enorme e prezioso, che va veicolato attraverso iniziative valide come la Sagra della Castagna Igp, un evento ricco di passione che racchiude in sé tutto l’orgoglio di essere irpini”.

Ad arricchire la 35esima edizione della Sagra della Castagna Igp ci sarà “Il treno delle castagne”, viaggio su vagone storico lungo la tratta Lioni-Montella (info www.fondazionefs.it) e il percorso sensoriale e mostre fotografiche a cura della Pro loco Montella presso l’Eco Museo della Castagna in Rione Garzano, sabato 4 e domenica 5 novembre dalle ore 10 alle ore 12 e dalle 15 alle 17.  Per informazioni sul programma della 35esima edizione è possibile visitare il sito

www.castagnamontella.it.

 

Tel. 329.9606793 – 392.9866587

E-mail: ufficiostampa@miriadeweb.it

www.miriadeweb.it

“Cono sfoglia Chalet Ciro: l’alternativa leggera al cono graffa”

NAPOLI – A Napoli, Chalet Ciro sul lungomare di Mergellina in Via Caracciolo, tra le più note pasticcerie artigianali partenopee, da oltre sessant’anni offre una varietà di dolci di ogni genere: dalle sfogliatelle, al babà e alle graffe, ripercorre la storia della gastronomia tradizionale e la arricchisce con una sfilza di torte e pasticcini più originali e sfiziosi per assecondare i gusti di tutti. Dalla passione e dedizione per questo mestiere, i maestri pasticceri hanno creato l’alternativa di leggerezza al famoso cono graffa: il cono sfoglia!

«È sempre per i più golosi ma, certamente – ironizza Antonio De Martino, il titolare della pasticceria –, in perfetta buona coscienza, si fa mangiare senza scrupoli dal momento che è di una leggerezza unica». Questo delizioso cono è preparato con la ricetta di quelle che a Napoli chiamano “prussiane”, dolce di friabile sfoglia rinomato in tutta Italia che non conosce tempo, presente in ogni pasticceria e venduto in tutti i bar. Un dolce che invita chi lo assaggia a perdersi nel tempo e a concedersi veri e propri momenti di piacere. Di quello stesso impasto, con quella sfoglia, stesa e arrotolata su un cono, i pasticceri dello Chalet Ciro hanno ottenuto questo cono leggerissimo, per la felicità dei più attenti alla propria linea. Delicato e incredibilmente buono, il cono sfoglia può essere farcito allo stesso modo del cono graffa. Cambia l’involucro ma il contenuto può essere lo stesso: di gelato o di crema pasticcera, di nutella o di qualsiasi altro gusto abbia voglia il cliente. Anche riempito di sola panna è buonissimo, innaffiato per esempio con una raffinata salsa gourmet all’amarena, al cioccolato fondente o al caramello.

Chalet Ciro, Via Caracciolo 80122 Napoli – 081 669928

 

Ciacco&Bacco Ristoburger presenta “a tutta Birra”!

Gragnano, famoso per le sue tipicità enogastronomiche, si è lasciato travolgere delle novità culinarie di Ciacco & Bacco Ristoburger 2016 di Gianluca Ungaro e Rossella Molinari.

Domenica 17 settembre ore 13.30 l’evento

ciacco&bacco a tutta Birra è  un evento organizzato da Angela Merolla. Un pranzo eccezionalmente articolato dove ogni piatto avrà il suo abbinamento-sfida con una tipologia di birra artigianale.

Dall’Irpinia il Birrificio Serro Croce di Vito Pagnotta, porterà in degustazione 4 varianti artigianali da filiera agricola.

In cucina il patron Gianluca Ungaro sarà affiancato per l’occasione dallo chef Francesco Lama, lo chef Felice Ferretti, il maestro pizzaiolo Giovanni Russo, il mastro fornaio Domenico Fioretti, per un pranzo…a tutta birra!

Menù

Chef Francesco Lama – Pub Cucù – Aversa CE

Il Verace: marennella ai cinque cereali, polpo arrostito, pesto di rucola, pomodorino del piennolo, formaggio Cheddar Westcombe

Mastro fornaio Domenico Fioretti – Carinaro CE

Ripieno scarole e baccalà: ‘mpasticcio

Maestro pizzaiolo Giovanni Russo

“Pizzeria La Famiglia” di Casapulla CE

Montanarina al San Marzano D.O.P: pezzella fritta

Chef Felice Ferretti “Tirabusciò” – Pomigliano d’Arco NA

Scarpariello: punta e tacco

(sigarette lisce Pastificio “Arte & Pasta)

Patron Gianluca Ungaro

Stracotto di guancia di vitello e spicchi patate della Sila in buccia: la carne chiama

Panini cafoni del mastro fornaio di Domenico Fioretti da Carinaro CE

Dessert: “Bufalotto” del mastro fornaio di Domenico Fioretti da Carinaro CE

Liquore: Amarè – Distilleria Petrone di Mondragone -Amaro di erbe, piante e agrumi provenienti dall’orto botanico della Reggia di Caserta

Birrificio Artigianale da filiera agricola Serro Croce – Monteverde AV

Birre in abbinamento:

Serro Croce “Chiara”
Stile Ale – note floreali e fruttate

Serro Croce “Ambrata”

Stile IPA – note fresche e fragranti di scorza di agrume che ricordano arancia e pompelmo rosa

Serro Croce “ La Fresca”

Stile Ale – note pepate e speziate, gusto corposo

Serro Croce “ Granum”

Stile Saison– note dolci e inconfondibili dei cereali, della selezione dei grani antichi e delle spezie tra cui il coriandolo

Partner:

Solania – Azienda leader nella produzione e trasformazione del pomodoro San Marzano Dop dell’Agro Sarnese Nocerino

Arte & Pasta – Pastificio artigianale di Boscoreale

Distilleria Petrone di Mondragone

 

Ticket di partecipazione: euro 30 (birre incluse)

(Tichet menù bambini euro 15)

Prezzo per la sola giornata promozionale

Ingresso solo su prenotazione

 

Per info e prenotazioni:

Ciacco & Bacco

Via Castellammare, 155
Gragnano NA

081 870 2135 – 339 702 8028

 

Il 24, 25 e 26 agosto torna (come ogni anno) – a Roccagloriosa in Cilento – la rassegna cultural-gastronomica “La Rocca delle Arti”.

Il paese, che vanta la presenza sul territorio dei Lucani già dal VI-V sec. a. C., diventa nei tre giorni della manifestazione un itinerario alla scoperta dell’arte e del gusto.

La Rocca delle Arti è una delle più importanti manifestazioni del cartellone estivo cilentano. Il successo dell’evento è dovuto soprattutto agli intrattenimenti di ogni genere che allietano le serate del 24-25-26 agosto>> così afferma Mirko Grizzuti, Presidente della Proloco di Roccagloriosa.

Musica popolare, rappresentazioni teatrali, mostre di pittura, di scultura, di fotografia saranno i protagonisti della tre giorni cilentana. I vicoli del centro storico saranno decorati con allestimenti preparati impiegando per la maggior parte materiali riciclati nel il rispetto dell’ambiente.

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Le novità di quest’anno saranno il laboratorio di ceramica al tornio (come si faceva un tempo) a cura di Domenico Pepe e gli interventi di piccolo restauro della cappella di San Giuseppe a cura di Francesco Bortone e Daniela Gazzineo.

Dal punto di vista dell’arte gastronomica ci saranno le seguenti attività laboratoriali:

  • Alla scoperta dei mieli del Cilento (con Francescoantonio Cavalieri e l’associazione Apicoltori Provincia di Salerno)
  • Alla scoperta degli oli di Nicolangelo Marsicani con la partecipazione di Maria Manuela Russo, Rosalba Trama e Piero Matarazzo.

Il pubblico oltre a poter partecipare ad uno spazio laboratoriale dedicato all’arte (Installazione artistica tela d’autore) ed uno incentrato sul gioco (Giocastorie. Principi e Principesse), vivrà un viaggio nel tempo grazie al laboratorio narrazioni e personaggi storici. Il primo giorno si terrà una narrazione intitolata: “Sulla macchina del tempo: la cucina nel Medioevo”. Il secondo giorno, invece, le narrazioni riguarderanno le scoperte del medioevo.Il terzo giorno gli artisti si concentreranno principalmente sulla magia nel Medioevo.

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Soddisfatta dell’evento anche l’Amministrazione comunale, infatti, così afferma Speranza Gerundo, Presidente del Consiglio Comunale: <<Siamo giunti ormai all’ottava edizione dell’evento che è un appuntamento fisso per i cittadini di Roccagloriosa e per quelli del comprensorio. La manifestazione come di consueto si svolgerà nel centro storico e per consentire visitatori di poter accedere comodamente all’area della manifestazione ci sarà un servizio bus navetta gratuito dai parcheggi situati in zona Laura /San Cataldo verso il centro storico di Rocca>>

Cosa Vedere:

Il Museo custodisce reperti archeologici lucani risalenti al IV e al III sec. a.C., rinvenuti durante diverse campagne di scavo all’interno dell’abitato e delle necropoli, resti che testimoniano la vita del sito fino ad età tardo imperiale e medievale, sono, anche, conservati interessantissimi corredi funerari, manufatti in oro, argento e bronzo e gioielli in oro di straordinario valore e manifattura, come la collana con pendenti ed il bracciale intrecciato con serpenti.

Cosa Mangiare:

Il torroncino di Roccagloriosa, detto anche Torroncino degli Sposi. Si tratta di una specialità ideata dalle donne del borgo: un tempo, lo stesso, veniva preparato e offerto in occasione dei banchetti matrimoniali, quando era ancora consuetudine che si svolgessero in casa.

 

Fès e la gastronomia marocchina

La compagnia aerea AirArabia rilancia gli investimenti sul mercato Marocco dal 15 giugno ha aperto il volo due volte a settimana Roma Fiumicino-Fes

I vari popoli che sono transitati sul territorio della cittadina di Fès hanno lasciato la loro principale impronta del loro passaggio nei piatti tradizionali della cucina locale, tanto raffinata da distinguersi dalle altre cucine del Paese.

Essa è il frutto di secoli di commerci fra popoli così diversi tra loro, tanto da conservare nella sua varietà influenze ebraiche, persiane e spagnole  molto marcate. La gastronomia tipica associa con destrezza dolce e salato, agrumi, miele, cannella e acqua di fiori d’arancio. Ecco alloro i piatti tradizionali come la pastilla con carne di piccione, la tajine quamama a base di pollo caramellato e olive.

la cucina tradizionale

Senza parlare poi della bessara, una zuppa di fave e aglio che si serve ovunque nella Medina in tazze d’argilla insieme all’immancabile tè alla menta. Tutti piatti che deliziano il palato e l’olfatto. Per i vini troviamo il Guerrouane, il Beni M’Tir, il Coteaux de l’Atlas, solo per fare un esempio dei grandi vini di Mecknès, cittadina poco distante da Fès, anch’essa dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

In tale zona si concentra il 60% della produzione vitivinicola del Marocco. L’altitudine, l’esposizione alla luce del sole e le temperature miti rendono questa regione un territorio di prima scelta. L’introduzione di vitigni nobili ( Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay) o ancora l’invecchiamento nei fusti di quercia contribuisce a produrre dei vini di alta qualità.

Nel libro “Fès vista attraverso la sua cucina” di Zette Guinaudeau, l’autrice pone le basi della cucina di Fès: “sarebbe il momento di fissare la tradizione della cucina di Fès prima che venga contaminata dai piatti europei. Piatti a base di carne ben cotta ricoperta di salse preparate a fuoco lento, arricchite di olio, burro e cosparse di spezie, dove lo zenzero e il pepe si uniscono al miele e allo zucchero, dove frutta e verdura sono per la carne un accompagnamento discreto”.

Dunque vini e cucina possono essere un motivo in più per programmare una vacanza, anche breve a Fès e certamente nessuno rimarrà deluso.

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Informazioni più dettagliate si possono avere visitando il sito dell’Ente per il Turismo del Marocco:

www.visitmorocco.com.

 

Harry di Prisco

“Positano gourmet” all’hotel Le Agavi di Positano

Cena a 4 mani con gli chef Luigi Tramontano e Fabrizio Albini 

Venerdì 21 luglio ore 20.30

Primo appuntamento con la rassegna “Positano Gourmet” venerdì 21 luglio al ristorante “La Serra” dell’Hotel Le Agavi di Positano (via G. Marconi, 169 – www.leagavi.it – 089 81 19 80). Una cena a 4 mani firmata dallo chef resident Luigi Tramontano e Fabrizio Albini, ospite per una sera dell’albergo 5 stelle, per celebrare la cucina mediterranea. Un tripudio di colori e sapori accompagnati da calici di vino.

 

Il ristorante

 

Aperto dal 1982 con un terrazzo da cui è possibile ammirare tutta la splendida baia, il ristorante “La Serra” è stato completamente rivisitato quest’anno dallo scenografo Gennaro Amendola. La sala è dominata da cupole decorate con foglie dorate e pavimento in maiolica azzurra. I tavoli per l’esterno, particolarissimi, sono stati realizzati a mano su disegno, che si è ispirato a differenti tipologie di marmo, le tappezzerie ed il tovagliato sono realizzati ad hoc, sempre su disegno. Propone piatti tipici e specialità nazionali ed internazionali a pranzo, gourmet solo la sera. La cantina, curata da Nicoletta Gargiulo, con annessa champagneria guarda il mare e gode di una vista eccezionale.

 

Gli chef

 

Luigi Tramontano Executive Chef Hotel Le Agavi di Positano

Luigi Tramontano, chef originario della Campania formatosi all’Etoile Academy, ha collaborato con alcuni dei più apprezzati alberghi e ristoranti italiani, tra cui il De Russie di Roma ed il Grand Hotel Quisisana di Capri, ma anche il “Don Alfonso 1890”, 2 stelle Michelin di Sant’Agata sui due Golfi, che lo ha consacrato come uno dei massimi interpreti della cucina mediterranea. Grazie al suo tocco di Re Mida “Il Flauto di Pan” a Villa Cimbrone (Ravello) ha ottenuto la stella Michelin, e la “Terrazza Bosquet” del Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento – dove ha lavorato come Executive Chef – è stata inserita nella Guida Michelin. Da quest’tanno è alla guida delle cucine dell’albergo Le Agavi, che domina l’intera baia di Positano.

 

 

 

Chef AlbiniClasse 1976, figlio di un ferroviere, Fabrizio Albini ha ereditato dal padre la vocazione per i viaggi e il desiderio di conoscere il mondo, anche attraverso la cucina e i sapori. Giovanissimo, è stato notato da Vittorio Fusari, Chef di fama, suo primo mentore e maestro, che ha saputo indirizzarlo verso gli obiettivi più alti. È stata una lunga gavetta quella di Albini, già finalista del concorso Bocuse d’Or, che ha moltiplicato le esperienze all’estero, in un ristorante a Tel Aviv e in Francia – sua seconda casa d’elezione. Un percorso costellato di incontri determinanti, come quello con Marco Dallafina, grande amico e compagno di avventure, Gualtiero Marchesi, che lo ha voluto come Sous Chef da Henri Chenot, e Giorgio Armani, che lo ha “arruolato” per cucinare per gli ospiti del suo yacht. Negli ultimi anni è stato Executive Chef al ristorante La Colombara del Relais Franciacorta, poi al Cappuccini Resort di Cologne, nel bresciano, ed alla guida del ristorante “La Stube” del Hotel Cristallo di Cortina d’Ampezzo. Di recente è cominciata la sua nuova grande avventura come executive chef del ristorante The Stage – Replay a Milano. Un’esperienza che lo porta a confrontarsi con una città in grande fermento e sviluppo, anche e soprattutto dal punto di vista gastronomico

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La cena

 

Aperitivo

  • Ricciola affumicata con spugna di pan brioche salato al profumo di cannella, salsa di yogurt e aneto
  • Bloodymari (Chef Fabrizio Albini)
  • Krapfen al parmigiano e noci (Chef Fabrizio Albini)
  • Panzerotto di pasta cresciuta ricotta basilico e datterino giallo

 

Menù

  • Il mare 2.0 (Finta cozza al nero di seppia, frutti di mare, percebes, astice, caviale di colatura di alici, spugna al placton, salicornia ed emulsione di ostriche)
  • Ravioli di mandorle e limone, triglia e capperi (Chef Fabrizio Albini)
  • Costina di maialino all’olio evo, alloro, fiore di zucca e Franciacorta (Chef Fabrizio Albini)

 

Dolce

  • In riva al mare (Ciottoli con mousse al cocco e mango, alghe con spugna al pistacchio, sabbia con crumble alla nocciola e il mare blu con infuso di curaçao)

 

Il costo della cena, che avrà inizio alle ore 20.30 ha un costo di euro 100,00 per persona.

Posti limitati.  Prenotazione obbligatoria.

Informazioni e prenotazioni: telefono: 089811890 | email: laserra@agavi.it |WhatsApp: 3317232960 (segnando nome, cognome ed e-mail)

 

 

Casa del Nonno 13 da sempre si è distinto nel panorama gastronomico Campano, riportando in auge gli antichi sapori del territorio dell’Agro-nocerino sarnese, in chiave innovativa e mai scontata.

In occasione dell’inaugurazione della Corte esterna dell’antico palazzo che ospita il ristorante, è stato presentato un nuovo progetto che ha come fine ultimo quello di aprire nuovi spazi, per dare vita ad un’esperienza gastronomica a 360°.

Casa del Nonno 13 conferma la sua forte volontà di crescere e sperimentare e stavolta la nuova sfida è quella di creare spazi differenti: il Ristorante stellato con lo chef Alberto Annarumma, Osteria e nuovi spazi per l’accoglienza a Mercato San Severino, 13 Salumeria & Cucina a Salerno.

Tre location che compongono le tre facce della stessa medaglia con in comune un’unica filosofia che caratterizza da sempre il concept 13, che fa del buon cibo, dell’accoglienza e dei prodotti tipici del territorio i suoi maggiori punti di forza.

La sera dell’inaugurazione della corte esterna è stato offerto un menù ricco e intenso, noi di Buonatavola vi presentiamo le entrées, pietanze particolari e dai toni internazionali combinati alla familiarità dei sapori nostrani:

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Polpo in crosta di pane panko con salsa agropiccante

 

Tartar di tonno con zenzero e coriandolo fresco

 

Linguine alla curcuma e limone con burrata di Agerola

 

Anatra affumicata con salsa soya e aceto di mele

 

Alici fritte ripiene di ricotta e limone

 

Tonno croccante con morì e maionese di riso

 

Baccalà fritto con salsa lemoncard

 

Gambero in tempura e salsa agrodolce

 

Tataki di manzo con salsa zenzero e limone

 

Raviolo di pasta di riso con coniglio alla cacciatora

Info e  contatti:

Casa del Nonno 13 & Osteria

Corso Caracciolo, 13 84085 S. Eustachio di S. Severino (SA)

13 Salumeria & Cucina

Corso Garibaldi, 214 84100 Salerno

casadelnonno13.it > Tel. 089 894399

 

Il 14 dicembre Gianfranco Iervolino, docente di pizza a Città del Gusto e di Impasti alla Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in provincia di Cuneo, nonché volto noto della tv e tra i maestri pizzaioli più amati d’Italia, ha aperto il suo nuovo locale.

E’ stato inaugurato ad Aversa, in via Alfredo Nobel, “Gianfranco Iervolino – Morsi & Rimorsi“, che è la prosecuzione dell’esperienza maturata a Caserta con il primo “Morsi e Rimorsi” marchio ormai conosciuto sul territorio.

La compagine imprenditoriale vede impegnati i fratelli Luca, Giuseppe e Paolo Capece nonché Gianni Malinconico e lo stesso Iervolino.

Un format che si caratterizza per il forte legame con il territorio e la vocazione sociale.

Infatti, In accordo con la Diocesi di Aversa e il suo Ufficio Beni Culturali, Gianfranco Iervolino “adotta un monumento“: il Mosaico del Cardinale Innico Caracciolo – Secolo XVII, opera di Pietro Bracci, sito nella Cappella del Sacramento della Cattedrale di Aversa.

Abbiamo deciso di adottare un monumento – hanno detto i soci di Morsi & Rimorsi proprio per dimostrare che la cultura è motore e traino dell’economia, ma che anche l’economia aiuta la cultura”. “Ad Aversa – ha detto Gianfranco Iervolino – si avverte un forte fermento culturale e sociale. Abbiamo pensato che la strada giusta da imboccare fosse proprio quella della valorizzazione del territorio anche attraverso l’uso di prodotti a chilometro zero”.

La pizza Aversana, difatti, è realizzata con ingredienti di eccellenza del territorio e per tre mesi, il ricavato della sua vendita al pubblico (pari a 9 euro secondo menù)  servirà a sostenere il restauro dell’opera adottata dai patron del locale.