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Se dicessimo “50 sfumature” siamo sicuri che pensereste immediatamente a Christian Grey o ai colori grigio, rosso e nero oppure che nella vostra mente risuonino le note di “Love me like you do”. Eppure, oggi qualcos’altro occupa i ripiani di tutti i punti Feltrinelli d’Italia. Parliamo sì di un libro ma qui l’unica stanza del piacere è una cucina. “50 sfumature di Baccalà” è il titolo della raccolta di ricette di Antonio Peluso, chef casertano, che con lungimiranza ha cavalcato l’onda di riscoperta di questo ingrediente adeguandolo perfettamente ai sapori dei tempi moderni.

E se sociologi di tutto il mondo battono sul declino della crossmedialità in favore di una comunicazione sempre più transmediale, Antonio Peluso è il perfetto esempio di come questa, per una parte dell’Italia, funzioni ancora. Dai menù delle sue tre “Locande del Baccalà”, sparse sul territorio campano, ai social, dalle divise dei collaboratori alle pareti dei locali, fino ad arrivare a questo ricettario, tutto – ma proprio tutto – parla di baccalà tanto che Antonio è oramai riconosciuto come “il re del baccalà”.

Il libro, nelle parole del suo autore, nasce dall’esigenza di rispondere sia alle domande di chi è passato alle Locande del Baccalà, sia per quanti non hanno avuto il piacere di assaggiare questi piatti nei ristoranti e desiderano replicare esattamente le stesse ricette stando comodamente ai propri fornelli. Grazie a questo libro il gusto sarà appagato da ricette minuziosamente scelte e spiegate in modo semplice e la curiosità sarà soddisfatta grazie agli aneddoti e alle pagine di informazione di ampio respiro presenti all’interno. Non un ricettario usuale quindi, ma diverso, eterogeneo che rispecchia perfettamente l’animo eclettico di Antonio Peluso.

Ma la sua avventura con il baccalà non si esaurisce nelle pagine di questa raccolta perché, come accennato, Antonio Peluso è il patron di ben tre “Locande del Baccalà”: a Marcianise, a Salerno e la new entry Cava de Tirreni. Un’osteria, un bistrot vista mare e una friggitoria stile “fish and chips” londinese, legate indissolubilmente da un unico filo rosso. Punti di riferimento per chi ama il baccalà ma anche luoghi in cui vivere un’esperienza di gusto nuova per chi cerca nel cibo una filosofia del piacere come autenticità dell’essere, le locande esaltano il baccalà in tutte le sue declinazioni, colori, sapori e profumi. Dai fritti alle preparazioni classiche ai carpacci per chi entra in questi templi del gusto c’è davvero il rischio di innamorarsi di un prodotto preparato in tutte le “salse”.

Il baccalà, il pesce povero che diventa chic. È questa la filosofia che ha ispirato la raccolta di Antonio Peluso, che con un ironico gioco di parole si autodefinisce uno “chef scellato”. Per i non partenopei, “scella” è la versione dialettale di “ala” ed è il modo in cui viene identificata la metà parte del baccalà aperto, la famosa “scell ‘e baccalà”. Qualsiasi sia il modo in cui lo si chiami, è cosa certa che il baccalà da Nord a Sud, da Vicenza, alle Marche, fino in Calabria, passando per Napoli, dove fu importato grazie all’intensa attività portuale che favoriva i collegamenti con i mercati del Nord, è un alimento che unisce l’Italia e ne segna la storia culinaria. Un ingrediente dotato di particolari caratteristiche che lo rendono versatile in cucina, adattandosi a antipasti, primi piatti e secondi, persino alla pizza fritta, ma anche dagli alti valori nutrizionali che lo rendono il pesce magro per eccellenza.

Marika Manna

Lo chef stellato Domenico Iavarone ospite al secondo appuntamento della rassegna “5 Senses Dinner”

Cena a quattro mani con lo chef Gustavo Milione al Via Porto Bistrot, domani alle 20.30. Il Via Porto Bistrot di Salerno diventa nuovamente palcoscenico di una cena indimenticabile organizzata in occasione della rassegna “5 Senses Dinner” in cui chef stellati preparano piatti prelibati accompagnando il talentuoso chef del locale, Gustavo Milione.Il secondo appuntamento è previsto per domani alle ore 20.30 e promette di offrire ai propri ospiti una cena che sorprenderà piacevolmente per la delicatezza, l’armonia, la ricercatezza delle materie prime e gli accostamenti. Un percorso, quindi, che sarà capace di conquistare i palati dei commensali suscitando emozioni come solo le grandi firme della cucina sanno fare. Dopo il grande successo della prima cena, che ha visto la partecipazione di Paolo Gramaglia, chef e patron del ristorante stella Michelin “President” di Pompei, ora sarà la volta di Domenico Iavarone, chef dal grande talento che vanta al suo attivo ben due stelle Michelin ottenute presso il ristorante “Maxi” di Vico Equense e, lo scorso 6 novembre, presso il “Josè Restaurant” di Torre del Greco.La cena di martedì sarà, quindi, un’occasione per festeggiare questa radiante e fresca conquista che si aggiungerà anche alla grande soddisfazione di tutto lo staff di Via Porto Bistrot inserito da pochi giorni nella Guida Michelin 2020Lo chef Iavarone è un vero e proprio professionista che stimo molto. Il suo approccio al cibo è estremamente professionale e la sua idea di gastronomia è molto vicina alla mia. Infatti, i piatti che porteremo in tavola saranno il risultato di una vera e propria fusione di intenti, conoscenze ed esperienze, pensata per far vivere agli ospiti un viaggio di piacere tra i sapori e le tradizioni della Campania. Una cena in cui utilizzeremo prodotti tipici e piatti in grado di raccontare la storia, i colori e anche le voci del nostro territorio in chiave moderna». Spiega lo chef Gustavo Milione.Una cena mediterranea, quindi, rigorosamente a quattro mani che, esaltando il territorio, sarà solida base e grande fonte d’ispirazione per un menù che ne celebrerà le eccellenze con piatti studiati partendo dalle migliori materie prime lavorate con maestria, in grado di regalare autentiche emozioni.Il Via Porto Bistrot, infatti, è indubbiamente l’indirizzo per chi ama la cucina di eccellenza in cui anche la location fa la sua parte: nessun trucco e inganno, ma solo l’incantesimo derivato da un luogo che risplende di magia dove i clienti hanno modo di sperimentare l’ospitalità e la preziosità gastronomica. Pochi coperti ma tanta qualità, come spiega Rossella Salvati, co-proprietaria e maître di sala del locale:«Siamo sicuri di regalare ai commensali una serata ricca di emozioni nella quale gli chef ci porteranno in un viaggio legato alla memoria e alla storia locale. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di creare un’atmosfera speciale, lontano dal tran tran quotidiano, offrendo un’esperienza sensoriale a tutto tondo in cui tradizione e innovazione si fondono perfettamente».Il prossimo evento della rassegna “5 Senses Dinner” si terrà martedì 17 dicembre e vedrà la partecipazione dello chef Crescenzo Scotti che ha conquistato la stella Michelin al ristorante Il Cappero del Terasia Resort di Vulcano.

Ufficio Stampa

Ilaria Cuomo

Sapori Autentici 

Territori di biodiversità e saper fare 22, 23 e 24 novembre 2019 – Casalbuono (SA)

Tre giorni di degustazioni e workshop accenderanno i riflettori su Casalbuono , piccolo borgo del Vallo di Diano, noto per i suoi eccezionali fagioli. Da venerdì 22 a domenica 24 novembre si susseguiranno una serie di appuntamenti, con l’obiettivo di rilanciare i prodotti tipici locali, al fine di dare speranza e futuro a chi porta avanti queste produzioni agricole.

“Sapori Autentici”, organizzato e promosso dalla Pro Loco e dal Comune di Casalbuono , nasce dalla volontà di un gruppo di amici innamorati del proprio territorio, intenzionati a creare una rete di distribuzione e commercializzazione che sostenga i produttori, di conseguenza l’economia agricola locale.

Conosciamo le difficoltà strutturali di una piccola comunità come la nostra, che soffre delle condizioni in cui versano tutti i piccoli comuni d’entroterra. Ma siamo convinti che partendo dalla qualità dei nostri prodotti e con la volontà di fare squadra, si possa riuscire a creare una filiera comprensoriale del gusto, che raggiunga tutti i consumatori attenti e desiderosi di portare in tavola prodotti tradizionali e genuini”, commenta il referente dell’iniziativa Italo Bianculli.

Ben 7 le varietà di fagioli (di cui due Presidi Slow Food: i Sant’Anter e i Panzariedd) presenti a Casalbuono, dimostrazione pratica della ricca biodiversità locale. Comune a tutte loro è un gusto delicato ed una buccia particolarmente sottile, condizione che assicura un’alta digeribilità.

Accanto a loro, tra gli altri, la famosa polvere di peperone dolce, ingrediente segreto delle zuppe di fagioli nonché degli insaccati.

 

IL PROGRAMMA

Ø Venerdì 22 novembre 2019

Ore 17:30 Auditorium “Massimo Troisi” di Casalbuono

Presentazione dell’iniziativa e del progetto “Sapori Autentici”

Saluti: Carmine Adinolfi (sindaco di Casalbuono), Giuseppe Viola (presidente Pro Loco Casalbuono)

Interventi: Italo Bianculli (referente iniziativa), Luciano Pignataro (giornalista e scrittore), Antonio Briscione (presidente Riserve Naturali Foce Sele Tanagro e Monti Eremita Marzano), Tommaso Pellegrino (presidente PNCVDA)

Modera: Angelo Raffaele Marmo (giornalista e vice direttore Quotidiano Nazionale)

Ore 20:30 Ristorante Villa Cosilinum di Padula

Cena “Le eccellenze del Vallo di Diano in degustazione”

Prenotazione obbligatoria fino al raggiungimento del numero consentito (0975.778615 – 340.8588994)

 

Sabato 23 novembre 2019

Ore 10:30 Castello Baronale di Casalbuono

Concorso Gastronomico “Fagioli di Casalbuono e dintorni”

Show Cooking e degustazione con lo chef Franco Marino (tra i protagonisti della trasmissione tv La Prova del cuoco) e le migliori promesse della cucina degli Istituti Alberghieri

Presenta: Antonella Petitti (giornalista e fondatrice del blogzine Rosmarinonews.it)

Ore 12:30 Castello Baronale

Premiazione del Concorso

 

Domenica 24 novembre 2019

Centro Polifunzionale Giovanni Paolo II di Casalbuono

“Il pranzo della domenica” a cura della Pro Loco Casalbuono

Festa di Comunità a base di fagioli ed altre eccellenze del territorio

 

UFFICIO STAMPA

Rosmarinonews

Domenica 20 ottobre tappa speciale: Di Food in Tour Pontecagnano “Frontiera dei Picentini”.

Pontecagnano : Punto di partenza e non di arrivo del progetto nato due anni fa per la promozione turistica e territoriale del salernitano

Pontecagnano

Il 20 ottobre, come ormai di consueto per i numerosi curiosi alla scoperta dei borghi salernitani, alle ore 9:00 ci si darà appuntamento a Pontecagnano assieme al Gruppo CTG Picentia di Salerno, per trascorrere una giornata tra archeologia, natura e buon cibo. In collaborazione con lo Studio PAMart, l’Associazione di promozione sociale (APS) CTG Picentia, sostenitrice da sempre di soluzioni alternative per un turismo lento e sostenibile, ha puntato il dito questa volta su Pontecagnano, crocevia nell’antichità di popoli e di scambi commerciali, prima sotto il nome di Amina e poi di Picentia. Greci, Etruschi e Piceni popolarono i luoghi su cui sorge Pontecagnano e i monti alle sue spalle. Un meta dunque significativa sia dal punto di vista storico che turistico, un punto di partenza e non di arrivo anche del progetto Di Food in Tour che cercherà in sinergia con i comuni dei Picentini, di ampliare l’offerta turistica, creando a breve dei pacchetti week-end per tutti i Gruppi CTG provenienti dalle altre regioni d’Italia. A porgere il benvenuto e i saluti istituzionali vi sarà l’Assessore comunale con deleghe alla cultura, creatività e pari opportunità Adele Triggiano, che con interesse ha partecipato assieme alle Dott.sseMina Felici, Annamaria Parlato e Maria De Vita alla progettazione e sviluppo dell’itinerario culturale e gastronomico. Si partirà quindi dalla conoscenza del patrimonio archeologico della cittadina di Pontecagnano di inestimabile valore, attraversando il Parco Archeologico urbano gestito da Legambiente Occhi Verdi, comprendente l’antica insula, il CEA (Centro Educazione ambientale) una biblioteca per bambini e un’area verde attrezzata con parco-giochi ecocompatibile. La visita sarà a cura del Prof. Giuseppe Mancini. Non mancherà una sosta al Museo archeologico nazionale con l’assist dell’archeologa Valentina Miceli. Dopo l’archeologia si proseguirà alla scoperta dei beni enogastronomici presso il Ristorante-Pizzeria “Al Trivio Granata” dove il Presidente de L’Acino d’Uva – International Sommelier Foundation Alberto Giannattasio indirizzerà i commensali in un percorso di abbinamento cibo-vino territoriale. Infine Taverna Penta del Dott. Filippo Morese, un marchio da anni garanzia di bontà e qualità, delizierà i partecipanti al tour con i suoi prodotti caseari d’eccellenza e vi anche la possibilità di vistare gli allevamenti di bufale. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà media partner dell’evento.

Prenotazioni:

info@difoodintour.it

www.difoodintour.it

 

Ufficio Stampa

AnnaMaria Parlato

San Martino : castagne e vino

ottava edizione, 8 – 9 e 10 novembre 2019

centro storico di Capitignano – Giffoni Sei Casali (SA)

Capitignano si vestirà a festa, come d’abitudine, in occasione di San Martino . Santo patrono del borgo di Giffoni Sei Casali, è anche simbolo dei sapori dell’autunno, particolarmente identificativi per questo territorio.L’occasione per degustarli sarà la tre giorni che si dipanerà da venerdì 8 a domenica 10 novembre: un concerto di gusto, mostre, musica e celebrazioni religiose.

SAN MARTINO

E’ un rito che si compie e vede l’intera comunità unirsi con l’obiettivo comune di accogliere e raccontare la nostra cucina e i nostri prodotti tipici”, sottolinea il presidente dell’Associazione San Martino VescovoGiovanni Di Muro.

“San Martino: castagne e vino” rappresenta ormai un appuntamento con le tipicità locali e l’artigianato, con alle spalle un gruppo di volontari di oltre 50 persone dai 13 agli 80 anni.

LA LOCATION. Tra le stradine e lo spazio antistante la Chiesa Madre saranno allestiti piccoli stands artigianali, l’area ristoro, mostre fotografiche e di pittura, nonché gli spazi dedicati alla musica popolare (in programma tutte le sere) ed alla solidarietà.

IL MENU’Tra i primi piatti gli ziti con braciola e i cavatelli con fagioli e castagne, poi la sfrionzolail cuzzitiello con soffritto, i panini con broccoli e salsicce, la milza, la cagliata ed il caciocavallo impiccato. Non mancheranno dolci artigianali a base di nocciole e castagne, caldarroste e vino paesano. In particolare vanno sottolineati due tipicità dolciarie che è difficile trovare e che in questo caso saranno realizzate per la festa: le crespelle, crostate di castagna e nocciola e i calzoncelli, qui realizzati con la Pera Pericina (salvata da Slow Food) nel ripieno.

IL PRANZO DELLA DOMENICA. Anche quest’anno, oltre ad avere la possibilità di cenare nel borgo tutte le sere, “San Martino castagne e vino” dà appuntamento al pranzo domenicale, a partire dalle ore 12:30, al costo simbolico di 10 euro.

IL BORGO. Interessante la possibilità, solo in occasione dei tre giorni di festa, di visitare il campanile della Chiesa di San Martino Vescovo da cui è possibile godere di un paesaggio mozzafiato sui Monti Picentini fino al mare e la cripta all’interno della Congrega.

La galleria fotografica è stata realizzata dal fotografo Carmine Rago.

Patrocini: Regione Campania, Camera di Commercio di Salerno e Comune di Giffoni Sei Casali.

Media Sponsor: Rosmarinonews.it blogzine di enogastronomia, turismo e sostenibilità di Antonella Petitti.

In breve:

San Martino: castagne e vino

Capitignano – Giffoni Sei Casali (SA)

8, 9, 10 novembre dalle ore 19:30

10 novembre, pranzo a partire dalle ore 12:30

 

Ufficio Stampa

Rosmarinonews.it

Gusto Italiano

Al via la seconda edizione a Salerno, la prossima a Milano

gusto italiano

Ritorna Gusto Italiano. Giunge alla seconda edizione l’evento dedicato alla promozione e alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche, agli artigiani e ai produttori di qualità, ai prodotti tipici della regione Campania e non solo, e più in generale alle materie prime locali.

La manifestazione, organizzata dal Claai presieduto da Gianfranco Ferrigno in collaborazione con il Movimento Turismo del Cioccolato e delle Eccellenze Italiane e Tanagro Legno Idea, si è svolta nei giorni dal 6 all’8 settembre a Salerno, in Piazza della Concordia.

Si è puntato per l’attesissimo evento sulla valorizzazione delle eccellenze dell’enogastronomia di tutta Italia. Salerno è stata la location di partenza per quest’edizione, che approderà poi a Milano nella prossima primavera.

Produttori, artigiani del gusto e chef che  hanno proposto interessanti show cooking, condotti dalla giornalista gastronomica Antonella Petitti, sono stati i protagonisti delle giornate di Gusto Italiano, dove largo spazio è stato concesso anche ai prodotti a marchio De.Co. (denominazione comunale) del nostro territorio e non solo, allo scopo di consentirne una valorizzazione maggiore ed una diffusione sempre più capillare.

Stands variopinti e gustosia hanno celebrato le migliori eccellenze del territorio italiano, con una particolare predilezione per le produzioni di qualità del Mezzogiorno.

Dai taralli pugliesi ai dolci siciliani al pan focaccia pugliese, passando per i salumi e formaggi di Norcia ed Amatrice, senza dimenticare alcuni tra i più rappresentativi sapori del territorio calabrese come la nduja, la liquirizia, i salumi, le mandorle e le conserve di pesce, ed i formaggi della Basilicata. E poi legumi, pasta e sottoli campani, il Tartufo dei Monti Picentini, la Nocciola Tonda di Giffoni Igp, la melenzana rossa di Rotonda Dop, uva e vino Mostino Calabrese.

E ancora, formaggi e salumi irpini, il pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop e l’albicocca del Vesuvio, confetture e creme calabresi, miele ed olio pugliesi, alghe spiruline del Cilento, Carciofo Bianco ed olio del Tanagro, oltre ai legumi del Vallo di Diano. Intenso sarà il ciclo di appuntamenti con cui saranno valorizzate le eccellenze partecipanti a Gusto Italiano, e che attraverserà tutta la durata della manifestazione. Gli Stands sono rimasti aperti nelle giornate comprese tra venerdì e domenica, dalle 10 alle 24. Il taglio del nastro è avvenuto venerdì alle ore 12.

Venerdì 6 alle ore 19 il patron dell’azienda I Segreti del Tanagro Pietro D’Elia ha presentato il primo dei prodotti a denominazione comunale in rassegna, il peperone crusco di Teggiano.

Alle 20 è stata la volta dello show cooking dello chef Michele Di Martino di Casamare dal titolo “Povero Ricco con Tartufo”, a cura di Stagioni Picentine.

Sabato 7 alle 19 spazio alla presentazione della Mandorla De.Co. di Amendolara ed ai prodotti tipici del comune dell’Alto Jonio Calabrese a cura del primo cittadino Salvatore Antonio Ciminelli, mentre alle 20 è stato il turno del Tortino di Melanzana Rossa di Rotonda con caciocavallo podolico, la cui ricetta è stata presentata dall’Agriturismo Calivino di Rotonda.

Domenica 8 alle ore 20 l’appuntamento conclusivo è stato invece con il Carciofo Bianco del Tanagro e la sua Rete di Produttori: è stato presentato il piatto “Maialino farcito con patate, carciofi in crosta di pate’ del Bianco Tanagro con carciofino fritto”  a cura dello chef Vincenzo Citro del Ristorante La sfera di Baroni.

Successivamente è stato presentato il Liquore Carciofello e la Rete Produttori Carciofo Bianco del Tanagro.

 

UFFICIO STAMPA ROSMARINO NEWS


Ora il “guerriero” è online sull’e-commerce della Rete dei Produttori del carciofo bianco del Tanagro

Carciofo bianco

 E’ stata una stagione molto lunga, inusuale, visto il ritardo dovuto alle condizioni meteorologiche della primavera scorsa. Ma con il suo arrivo il carciofo bianco del Tanagro ha tenuto banco – sulle migliori tavole campane (e  non solo) – per circa due mesi.

Sono stati raccolti oltre 200 mila carciofi freschi quest’anno, un vero record per il nostro territorio ed il carciofo bianco. Oltre all’eccellenza di un prodotto di grande pregio, festeggiamo l’incremento della produzione di circa il 30 per cento”, commenta il presidente della Rete dei Produttori del carciofo bianco del Tanagro, Giuseppe Lupo.

E dopo il lavoro di campagna, l’impegno è passato nel laboratorio in cui – sotto un marchio unico – sono state realizzate le conserve a base di carciofo bianco: dai carciofini sott’olio al patè, passando per un prodotto dal grande fascino, ottimo come digestivo.

Il carciofello”, nato da un’idea di Nicolangelo Caggiano, è il liquore di fine pasto per eccellenza vista la presenza della cinarina, che rende i carciofi un toccasana naturale per la digestione.

L’e-commerce della Rete dei produttori  rappresenta di fatto una linea diretta con i coltivatori dell’areale della Valle del Tanagro.

All’indirizzo web Carciofobiancodeltanagro.shop o attraverso un gruppo WhatsApp al numero 375.5672597 è possibile assicurarsi una spesa senza alcuna intermediazione.

Un modo semplice e diretto per far arrivare a casa propria il prezioso carciofo bianco: di colore verde chiaro, senza spine, molto tenero e a tendenza dolce. Un dono che arriva chissà da dove e che ha trovato in 4 piccoli comuni della Valle del Tanagro il suo clima ideale.

 

La Rete dei Produttori 

11 i soci50 ettari nel comune di Auletta (SA) ed un unico marchio.

Sono stati Donatina Addesso, Vincenza D’Elia, Giuseppe Lupo, Nicola Perretta, Vincenzo Perretta, Virna Pessolano, Marianna De Paola, Marco Natiello, Domenico Cupo, Nicolangelo Caggiano e l’Azienda Agricola Scherzi di Grano ad aver dato vita alla Rete dei Produttori del Carciofo Bianco del Tanagro nel 2018 e ad essere i garanti dei prodotti dell’ecommerce Carciofobiancodeltanagro.shop.

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Pizza sospesa : Distribuite 250 pizze a Via Tribunali da Rodolfo Sorbillo

pizza sospesa

cof

Sono stati riempiti quasi 10 cartelloni da 25 pizze l’uno di pizza sospesa . Di certo i salernitani conoscono la generosità, così come tutti i turisti che trovano quotidianamente ristoro nella pizzeria Via Tribunali, vista la vicinanza con la stazione centrale di Salerno.

Difatti, da quando il pizzaiolo Rodolfo Sorbillo ha lanciato l’iniziativa “Lascia un pizza sospesa”, non c’è stato bisogno di elemosinare solidarietà.

In tanti hanno pagato una pizza in più per chi non può permettersela raggiungendo quota 250 pizze in 5 mesi.

Sono felice del riscontro”, commenta il pizzaiolo Rodolfo Sorbillo, “è stato tanto l’entusiasmo e tanta la generosità rispetto a questa idea. Andremo avanti, vogliamo che diventi un’abitudine pensare agli altri, condividere un simbolo di gioia e bontà”.

Una pratica seguita tradizionalmente da molti locali napoletani e non, che anche lui ha desiderato mettere a disposizione della città che – ormai – da sei anni si è appassionato alla sua pizza in stile classico napoletano.

In pratica basta pagare una pizza in più, a scelta ovviamente, e appuntare sul cartellone apposito il nome della stessa.

Chi lo volesse può firmare o aggiungere ciò che desidera a quello che rappresenta un gesto di affetto per il prossimo, a quel prossimo che vive un momento di difficoltà.

Di conseguenza chi ne ha bisogno può passare a Via Tribunali e verificare dal cartellone se sono disponibili pizze sospese.

 

Pizzeria Via Tribunali

Corso Garibaldi 29 – SALERNO  |   089.2961874

Sempre aperta a pranzo e a cena

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Il Piacere del Gusto, meta gastronomica  impreziosita da cordiale ospitalità a Salerno, è un progetto che nasce da un team di persone che di buona cucina se ne intende. Milena Marzullo e Giacomo Trotta, rispettivamente la titolare e il responsabile dell’organizzazione, portano nel format salernitano la loro passione per la cucina mediterranea. Il Piacere del Gusto si distingue per una cultura legata alla stagionalità dei prodotti e per la valorizzazione del territorio locale, in grado di offrire materie prime eccellenti. Il salernitano, noto per essere epicentro della dieta mediterranea, è il bacino di provenienza delle pietanze proposte dallo chef Vincenzo Gargano.

Questa destinazione per gourmet della buona tavola è una realtà completa di ristorante, pizzeria e braceria. Assaggiare le carni delle più pregiate qualità, scelte da Giacomo e Milena, è un approccio al vero gusto delle specialità di macelleria locale e nazionale. “La nostra braceria è basata su materie prime di prima scelta, esaltiamo le loro caratteristiche organolettiche con adeguata frollatura” ha spiegato Trotta. “Assicuriamo ai nostri clienti il gusto e il sapore di una carne che non si trova al banco macelleria dei supermercati, per questo ci distinguiamo per offrire un’esperienza di qualità superiore”. ” Ogni giorno siamo motivati dai riscontri positivi che riceviamo dai nostri clienti – ha proseguito il ristoratore – vedere i nostri ospiti alzarsi da tavolo sorridenti e soddisfatti è l’emozione più grande quando si gestisce un ristorante “.

I piatti sono un inno alla cucina salernitana, realizzati dallo chef Vincenzo Gargano. I suoi piatti parlano di tradizione, interpretata con occhio sempre attento ai nuovi orizzonti del gusto.  “I clienti si sentono a casa quando assaggiano i piatti del nostro chef – afferma Giacomo Trotta – è sempre capace di soddisfare le aspettative dei nostri clienti salernitani e di stupire il palato dei forestieri”. “Ci prepariamo ad accogliere l’estate con un menù ad hoc – ha proseguito Trotta – tra i piatti forte della cucina ci sono il risotto al limone e lo gnocco di patata con vellutata di broccoli, grazie ad entrambi riscontriamo un notevole successo”. 

La pizza è un altro filone gastronomico che Il piacere del Gusto accoglie per completare il ventaglio della sua proposta. Il pizzaiolo Bruno Di Dato, per realizzare il suo disco di pasta, lavora nel rispetto del disciplinare stabilito da STGSpecialità Tradizionale Garantita. “Il marchio Specialità Tradizionale Garantita stabilisce un procedimento metodico per la pizza affinchè risulti un prodotto salubre e digeribile – spiega Bruno Di Dato – è molto importante saper gestire la maturazione dell’impasto, i tempi di cottura e la freschezza degli ingredienti”. “Prediligo la semplicità con prodotti di eccellenza – prosegue il pizzaiolo salernitano – il tradizionale tricolore della pizza basta ad esaltare il concetto di bontà mediterranea. Attingo i miei ingredienti dal territorio che mi circonda, come l’olio del salernitano, il pomodoro del Piennolo del Vesuvio e la buonissima Mozzarella di bufala Campana”. 

A Salerno un angolo di atmosfera mediterranea che richiama, nei colori e nella calorosa accoglienza, l’affascinante isola di Capri. È proprio l’isola del Golfo di Napoli a dare il nome al ristorante pizzeria ubicato in via Torrione, nel cuore della bellissima città di mare. “Siamo a pochi passi dal Grande Hotel e dai punti nevralgici per il movimento di turisti a Salerno – ha spiegato Umberto Scermino, titolare del ristorante pizzeria Capriproponiamo un’offerta basata sulle specialità del fritto, della pizzeria e della ristorazione”.

Creatività ed equilibrio scandiscono ogni piatto.

La massima qualità dei prodotti coaudiuva ogni giorno la creatività dello chef Raffaele Iaccio e del pizzaiolo Raffaele Trenga. Entrambi sono impegnati nel definire l’esperienza culinaria per l’ospite che sceglie il ristorante pizzeria Capri, sia a pranzo che a cena.

Le pizze omaggiano i prodotti tipici pregiati della tradizione campana. Filosofia che si riscontra nella pizza Bagnolese.

La Bagnolese è un’interpretazione gourmet della classica pietanza partenopea. Ha un impasto ben lievitato. Per il topping sono stati scelti prodotti di eccellenza, come la passata di pomodorino giallo, capocollo di maialino nero e scaglie di pecorino di Bagnoli Irpino, da cui prende il nome la specialità.

In cucina lo chef Raffaele Iaccio è solito effettuare un’operazione molto professionale. Si tratta dell’allacciatura, che lo chef ha eseguito sul lardo di maialino nero, lo stesso che è andato a comporre la linguina allardata. Questo primo piatto rivela equilibrio nei sapori, valore che lo chef non perde mai di vista nel suo lavoro. “È un piatto essenzialmente dolce, dove prevale il gusto del lardo di maialino nero – spiega Iaccio – per armonizzarlo ho dovuto aggiungere l’elemento acidulo del pomodorino del Vesuvio . La mia cucina si compone degli elementi che danno equilibrio al piatto” ha proseguito lo chef.

Design e cucina interpretano Capri.

Cucina e pizzeria, in questa realtà dove prevale un design artistico, non sono due ambienti a sè stanti ma bensì comunicanti. Chef e pizzaiolo svolgono il loro lavoro in un contesto open space, che non li divide dalla sala degli ospiti. “La continuità fra pizzeria e cucina non è casuale – spiega lo chef Raffaele Iaccio – è funzionale a permettere un lavoro creativo basato sulle materie prime fresche e stagionali. Collaboro con i ragazzi della pizzeria, adoperiamo spesso prodotti cucinati per il topping delle pizze” ha proseguito.

Spiccato senso artistico caratterizza la scelta dell’arredamento di interni. “L’architetto Domenico Manzone ci ha suggerito l’ispirazione caprese per questa nostra avventura nella ristorazione” ha affermato il titolare Umberto Scermino.

Lo stile mediterraneo delle maioliche si riscontra anche nei sapori proposti dallo chef e dal pizzaiolo. “Abbiamo scelto uno staff capace di interpretare il nostro concetto di ristorazione” afferma con soddisfazione il ristoratore Scermino.

 

 

Giuseppe Pignalosa e Francesco Martucci insieme per sostenere i pastori sardi in lotta per il giusto riconoscimento del loro lavoro.

 

Domenica 24 febbraio i due pizzaioli si esibiranno insieme nella pizzeria Pignalosa a Salerno per un quattro mani che promette scintille, tutto sul tema del pecorino sardo.   

Un’iniziativa voluta dallo stesso Giuseppe Pignalosa, 44 anni, numero 36 della 50TopPizza e due spicchi nella Guida del Gambero Rosso, per sostenere la lotta che vede protagonisti i pastori sardi per l’aumento del prezzo dell’oro bianco.

Da giorni ormai le strade della Sardegna sono inondate dal latte ovino munto, che gli allevatori, in segno di protesta, preferiscono buttare piuttosto che consegnare arrendendosi ai prezzi bassissimi imposti dagli industriali. Non solo l’aumento dei prezzi, ma rivendicano anche maggiori controlli sulle DOP, e la garanzia sull’acquisto da parte di aziende sarde delle materie prime impiegate in formaggi e prodotti a marchio sardo.

Non a caso il nome di Giuseppe Pignalosa è sinonimo di qualità ed eccellenza, e da sempre il pizzaiolo ha dimostrato una particolare attenzione nella scelta degli ingredienti per le sue pizze, utilizzando e valorizzando prodotti DOP come il San Marzano, il pomodorino del piennolo, la mozzarella e la ricotta di bufala, sostenendo così le piccole produzioni artigianali e i presidi Slow Food.

«Abitiamo alle falde del Vesuvio – spiega Giuseppe – quindi a nostra disposizione c’è un terreno argilloso dove si sviluppano prodotti di altissima qualità come il Piennolo, la Papacella, il Friariello o la Scarola. Tutto questo per me è importante, come la ricerca del prodotto di qualità o particolare. Ho la fortuna di essere un pizzaiolo dell’Alleanza Slow Food, per cui posso interagire con una rete di piccoli produttori che prestano molta attenzione a ciò che producono. Così come l’impasto va preparato in una certa maniera e con farine di altissima qualità, anche il topping rende una pizza eccellente, quindi ricerco sempre la versione migliore di un dato prodotto.»

«Durante una vacanza in Sardegna ho avuto l’occasione di vivere a stretto contatto con dei pastori sardi e ho potuto vedere in prima persona quanto lavoro e quanta fatica c’è dietro alla produzione del latte ovino – dichiara Francesco Martucci – e anche se da anni già utilizzo prodotti provenienti da un caseificio sardo, ho voluto cogliere l’occasione per esaltare sulla mia pizza, anche attraverso le diverse consistenze, la grande qualità non solo del pecorino sardo ma anche delle altre specialità che vengono prodotte in questa terra»

E così anche a Salerno, nella elegante Pizzeria Pignalosa, in uno dei punti più belli della città, domenica per pranzo si potranno gustare le pizze ideate per l’occasione dai due grandi maestri pizzaioli: la Cuor di Sardegna e la Fior di Pecorino di Giuseppe Pignalosa e la Ricordo d’infanzia e la Pecora in quattro consistenze di Francesco Martucci, che per l’occasione sono state registrate su MySocialRecipe.com, il primo sito al mondo di certificazione di ricette originali.

In pochi mesi, il nuovo elegante locale, arredato dall’architetto Marco Falconio, ha già registrato un grande successo di pubblico grazie al menù studiato nei minimi dettagli (oltre ai classici napoletani e le creazioni di Giuseppe, i fantastici fritti) una buona carta dei vini e delle birre,

Pignalosa Pizzeria

Via Roma 238/240 Salerno
089.214. 89.42
Aperto tutti i giorni a pranzo e cena
 

 

Ufficio stampa

Event Planet

Tra le curiosità,”Margherita e le sue sorelle”:

menù dedicato alle interpretazioni della grande classica.

“La nostra pizza ha uno stile tutto suo, riprende le fattezze della tradizionale pizza napoletana ma con un gusto più rustico e autentico” afferma Francesco Miranda della pizzeria Màdia di Salerno. Il pizzaiolo spiega che la pizza di tradizione salernitana si distingue per friabilità, “un prodotto più biscottato”, rispetto al disco di pasta della scuola pizzaiola napoletana, che risulta essere croccante ma morbido: un ossimoro che si può capire solo assaggiando queste specialità.

La pizzeria Màdia si propone progetto di riscoperta del gusto antico, un’esperienza nuova e alternativa per il palato del moderno estimatore della pizza, abituato al sapore più rotondo di prodotti realizzati con farine raffinate. Dal nome non è difficile immaginare che la filosofia di lavoro si rifaccia alle ricette del passato: la madia, ha spiegato Miranda, era lo scaffale su cui per tradizione veniva fatto riposare l’impasto per la pizza. Dalla passione per la farina ha origine l’idea di creare un menù dedicato ai vari tipi impasto.

Il lunedì è dedicato al sapore di un prodotto di panificazione dal gusto ricco, in grado di trattenere l’aroma del cereale: un blend di farine 50 % integrale e tipologia 1 danno vita a un preimpasto adatto alla realizzazione della pizza in pala, specialità nota per la sua croccantezza. La proposta di Màdia, per la pizza in pala, ha un gusto particolare: il pizzaiolo, mentre la descrive, lascia immaginare profumi di campagna che si sprigionano al primo morso.

Per il secondo giorno della settimana Francesco Miranda ha pensato di proporre una selezione di impasti colorati: “utilizziamo ingredienti naturali per tingere di colore la massa di pasta che darà luogo alla pizza. Il giallo della curcuma, il verde degli spinaci, il rosso del peperone crusco”. Elementi presi dal mondo vegetale e dalle spezie che danno un tocco di novità al tradizionale piatto.

Mercoledì la selezione si focalizza sulla purezza della tipologia di farina: la tipo 2 permette di ottenere un impasto 100 % integrale a tutto corpo, ha specificato il pizzaiolo. Una rarità nel mondo della pizza che nel locale di Miranda viene proposta almeno una volta alla settimana. Farine di grani antichi come la senatore cappeli, grano riscioli e saraceno sono all’ordine di ogni giovedì.

Màdia“Con il nostro lavoro vogliamo trasmettere un’esperienza: un ritorno alle origini del gusto del prodotto panificato” ha affermato il pizzaiolo salernitano. “Un tempo non esistevano mulini che davano farine raffinate come avviene oggi. Con il progetto Màdia ritorniamo a un’epoca in cui la normalità era mangiare un prodotto di farina che trattenesse le parti cruscali e il germe di grano: sostanze nobili e nutrienti che conferiscono particolare aroma all’impasto”.

Da queste premesse di amore per il lavoro e ambizione di offrire un prodotto distinto, la volontà di stupire il cliente con una pizza del giorno: “per gli ingredienti delle pizze che produciamo, i nostri grossisti sono i piccoli salumifici del territorio locale, premiamo le piccole produzioni artigianali”, ha spiegato il giovane pizzaiolo. “Raccontiamo il territorio campano con l’utilizzo dei più buoni prodotti agroalimentari: pomodoro del Piennolo del Vesuvio, pomodorino di Corbara, pomodoro Antica Napoli – specificando che è un presidio Slow Food – e, naturalmente, il pomodoro di San Marzano, fanno costantemente parte del nostro lavoro”.

Miranda ha poi parlato di stagionalità, criterio che guida la scelta dei suoi ingredienti per pizza. Sulla base dei prodotti a disposizione ha realizzato un menù dedicato alle varie interpretazioni della classica margherita: si tratta della “Margherita e le sue sorelle”. Per ognuna la base è la stessa: pomodoro di San Marzano e latticino (fior di latte o mozzarella di bufala). La novità stà nel modo in cui la classica delle pizze viene interpretata in maniera più ricca: il creativo di pizzeria Màdia ha citato la Margherita Regina, dove al condimento base viene aggiunta una spolverata di Grana Padano.

Le altre “sorelle” sono la margherita con filetti di pomodoro qualità Antica Napoli, la margherita con pomodoro del Piennolo, fior di latte e provolone del monaco. Infine scopriamo la “gialla”: margherita condita con pomodoro datterino giallo della Piana del Sele, provola affumicata e scaglie di cacio ricotta di capra del Cilento.

Màdia è un luogo di esperienza dove si assapora il gusto di una selezione di pizze tradizionali, ma con una marcia in più: ogni disco di pasta sfornato ha un percorso di lavorazione e ricerca della materia prima che differisce dagli’altri, un prodotto pensato per superare le aspettative del cliente.

 

 

Il titolare rivela: “il segreto del mestiere è distinguersi”.

“Nella scelta della pizza si è guidati non solo da una preferenza di gusto ma anche da sensibilità verso la materia prima, con particolare attenzione alle farine”: si delinea così l’atteggiamento degli avventori delle pizzerie secondo Carmine Marrazzo, pizzaiolo e titolare del locale La Nuova Saporita a Pagani, in provincia di Salerno. La percezione del disco di pasta si arricchisce di nuovi aspetti: i buongustai della pizza intervengono, con la loro scelta, sul procedimento del pizzaiolo per assaggiare un prodotto adeguato alle proprie preferenze di gusto.

La farina è motivo di sfida quotidiana per la nuova generazione di pizzaioli, secondo Carmine Marrazzo: il mestiere di chi lavora con l’arte bianca si riscopre ancor più ricco di competenze che vanno dalla ricerca delle materie prime, al confronto e persino al dialogo con la concorrenza, per cercare ogni giorno di proporre un prodotto che si distingue. La pizza che esce dal forno della pizzeria La Nuova Saporita possiede tutte le caratteristiche di una pizza equilibrata: croccante al cornicione, succulenta verso il centro, alveolata nello spessore, ma soprattutto digeribile. Un risultato ottenuto con un’adeguata lievitazione e una cottura non troppo “aggressiva”, spiega il pizzaiolo di Pagani, ma più blanda e omogenea.

Marrazzo è il fondatore della celebre pizzeria nel suo comune del salernitano: il nome La Nuova Saporita è uscito per gioco mentre era in famiglia.

“Deriva da un nuovo concetto di sapore della pizza”, ha spiegato: è questo l’obiettivo che si propone di raggiungere ogni giorno nel suo locale, ha precisato. Marrazzo è nato professionalmente in cucina prima di approdare in pizzeria: “all’età di 15 anni mi sono trasferito a Reggio Emilia per intraprendere un percorso di cucina: di lì ho cominciato a spostarmi a Bologna, Venezia e altre località del nord Italia. Solo successivamente ho capito che la mia vera strada era l’arte bianca della pizza: in questo mestiere continuo a mettere in pratica tutto il modus operandi appreso in cucina”. 

In pizzeria avverrebbero interessanti momenti di preparazione che riguardano la cucina: “la sperimentazione degli abbinamenti, oggi fondamentale anche in pizzeria – ha spiegato il titolare de La Nuova Saporitami permette di ricollegarmi al bagaglio di esperienza appreso in cucina”. 

“La pizza deve trasmettere felicità in chi l’assaggia, insieme all’amore di chi l’ha prodotta”, questi i valori che il pizzaiolo comunica al cliente attraverso il suo prodotto, ha confermato Marrazzo.

Per suscitare emozioni positive e, dunque, il desiderio di tornare ad assaggiare la stessa pizza occorre proporre un gusto nuovo e unico: qui si spiega l’importanza di sperimentare con ingredienti genuini del territorio. Una pizza che Marrazzo non toglierebbe mai dal suo menù è Donna Rosa: “l’ho dedicata a mia moglie” ha rivelato sorridendo. “Questa specialità di pizza è condita con crema di carciofi artigianale, guanciale di maialino nero, pomodoro datterino giallo e rosso, provola dei Monti Lattari”. Poi ha precisato “all’uscita dal forno aggiungo basilico, olio evo e scaglie di grana”.

Carmine Marrazzo è anche il presidente della “Accademia della Pizza”: una storica associazione che ogni anno riunisce molti pizzaioli campani nell’intento di rinnovare l’appuntamento con il Pizza Festival, l’evento che da 7 anni, puntualmente a settembre, celebra la tradizione gastronomica della pizza. Nell’ambito dell’associazione, Marrazzo ha anche promosso l’iniziativa di creare corsi di formazione per chi volesse apprendere l’arte della pizza ed entrare in un mondo lavorativo dove – ha assicurato – le soddisfazioni non mancano mai. “Il nostro settore richiede sempre manodopera esperta, da quì l’esigenza di formare nuovi e competenti pizzaioli”. 

Tutto pronto per l’edizione 2018 di “Birra in Villa”

 

Ritorna nella splendida cornice del Vanvitelliano Palazzo “Calvanese” di Castel San Giorgio (SA), il 12, 13 e 14 maggio 2018, la sesta edizione di “BIRRA IN VILLA”, manifestazione interamente dedicata al mondo della BIRRA ARTIGIANALE prodotta in Campania, organizzata dall’Associazione Amici di Villa Calvanese e coordinata da Alfonso Del Forno, in collaborazione con Slow Food Campania e la condotta Slow Food dellAgro Nocerino Sarnese.

L’obiettivo di “Birra in Villa” è di promuovere e diffondere la cultura brassicola in Campania, di spiegarla in modo semplice, ma non semplicistico, dando spazio alla creatività e alla bravura dei birrifici campani, rendendo in tal modo il mondo della birra artigianale fruibile a tutti, a vari livelli.

La Campania, nonostante abbia un’antica tradizione legata alla produzione di ottimi vini, da anni è presente nel panorama brassicolo italiano con grande forza e competenza, grazie alla bravura dei birrai nostrani.

birra in villaL’impegno e le competenze sono stati premiati con numerosi riconoscimenti assegnati ai birrifici campani nella GUIDA ALLE BIRRE DITALIA 2019 DI SLOW FOOD, pubblicazione che sarà presentata ufficialmente in Campania proprio durante la manifestazione “Birra in Villa”. Alla presentazione della guida, dopo i saluti del Sindaco di Castel San Giorgio avv. Paola Lanzara e del Presidente dellAssociazione Amici di Villa Calvanese ing. Carmine Capuano, interverranno Giuseppe OreficePresidente Slow Food Campania e BasilicataAlfonso Del Fornocoordinatore per la Campania della guida.

Tale presentazione è un riconoscimento del ruolo di primaria importanza che “Birra in villa” ha assunto nel mondo brassicolo Campano.

Non mancheranno momenti dedicati agli approfondimenti, infatti, ci saranno laboratori di degustazione delle birre in cui verranno approfonditi aspetti tecnici della degustazione, laboratori di abbinamento cibo-birra nonché laboratori di abbinamento sigari-birra in collaborazione con gli “Amici del Toscano”.

Da sempre associata alla ristorazione rapida, con la pizza e con i panini come abbinamenti ideali, la birra sta sempre più evolvendosi verso prodotti di qualità da abbinare all’alta cucina, grazie soprattutto al crescere della presenza di produzioni artigianali.

A tal proposito, durante la manifestazione sarà possibile abbinare le diverse e numerose birre artigianali con le montanare di Angioletto Tramontano della pizzeria OSarracin di Nocera Inferiore (SA), con i panini ripieni di braciola di carne di capra a cura di Gerardo e Mafalda Figliolia dell’Osteria La Pignata di Bracigliano (SA), con i panini di BifBurger di San Giuseppe Vesuviano (NA), con il provolone impiccato di Umberto Novaco e con le polpette del ristorante Via Porto di Salerno ed inoltre è previsto uno spazio food senza glutine a cura di Il mondo senza glutine di Nocera Inferiore (SA).

birra in villaDomenica 13 maggio, non poteva mancare l’alta cucina abbinata alla birra, ci saranno, infatti, due cooking show, in cui verranno preparati e degustati piatti in abbinamento alle birre premiate dalla guida slow food 2019.

Gli chef presenti ai cooking show saranno Lorenzo Principe di Famiglia Principe 1968 di Nocera Superiore (SA), Gerardo e Mafalda Figliolia dell’Osteria La Pignata di Bracigliano (SA), Antonio Pepe e Giovanna Farina di “OCa Bistrot” di Nocera Inferiore (SA) e la giovanissima Elisa Somma del Ristopub Joia di Pimonte (NA) mentre il coordinatore di “Birra in Villa”, Alfonso del Forno, proporrà gli abbinamenti con le birre. A condurre i cooking show ci sarà la giornalista Nunzia Gargano ed il fiduciario della condotta Slow Food dell’Agro Nocerino Sarnese Marco Contursi.

Lunedì 14 maggio le attività saranno incentrate sul progetto di rete che vedrà impegnati i Cuochi e Pizzaioli dell’Alleanza di Slow Food e i birrifici campani. La zona food sarà interamente a cura degli chef dell’alleanza Slow Food, dove gli stessi potranno far degustare i loro piatti durante la manifestazione.

Media Partner della manifestazione è Ritratti di Territorio”, ufficio stampa e comunicazione a cura della giornalista Nunzia Gargano.

birra in villaI birrifici presenti saranno tutti Campani e selezionati tra quelli pubblicati sulla guida alle birre d’Italia slow food 2019. In particolare parteciperanno i seguenti birrifici:

Karma, Lievito e Nuvole, Stimalti, Fiej, Ventitrè, Okorei, Sorrento, Borrillo, Serrocroce, Maneba, Aeffe, Bella Mbriana, DellAspide, Saint Johns.

Un ringraziamento speciale va a tutta l’Amministrazione Comunale di Castel San Giorgio guidata dal Sindaco avv. Paola Lanzara, che sin dal primo giorno in cui si è insediata si è adoperata affinché si ricreassero le condizioni per riaprire il Palazzo alla cittadinanza tutta.

Un ringraziamento va anche agli assessori Antonia Alfano, Giustina Galluzzo e Giovanni De Caro per la vicinanza, fiducia e disponibilità che hanno mostrato nei confronti dell’Associazione Amici di Villa Calvanese e per aver fortemente voluto che Birra in Villa tornasse a Palazzo Calvanese.

Per info: villacalvanese@gmail.com

 

Programma Birra in Villa 2018

Sabato 12 maggio 2018

ore 17.00 (atrio piano terra)

Inaugurazione della manifestazione

interverranno:

avv. Paola Lanzara _Sindaco del Comune di Castel San Giorgio

ing. Carmine Capuano_Presidente Associazione Amici di Villa Calvanese

a seguire presentazione della Guida alle Birre dItalia 2019 di Slow Food

interverranno:

Alfonso Del Forno_ coordinatore per la Campania della Guida e di Birra in Villa

Giuseppe OreficePresidente Slow Food Campania e Basilicata

ore 18.30

Apertura delle spine dei birrifici presenti alla manifestazione

ore 19.00

Apertura della zona food

ore 19.00 (sala Associazione)

Laboratorio di degustazione della birra artigianale

a cura di Alfonso del Forno

ore 20.30 (sala Associazione)

Laboratorio di degustazione della birra artigianale

a cura di Alfonso Del Forno

ore 21.00 (zona esterna frantoio)

Pronti a scatenarci con il Beat Partenopeo degli SKIZZEKEA

ore 22.00 (sala Associazione)

Laboratorio di abbinamento birra artigianale – sigari

a cura di Alfonso del Forno e gli Amici del Toscano

 

Domenica 13 maggio 2018

ore 17.00

Apertura delle spine dei birrifici presenti alla manifestazione

ore 18.00

Apertura della zona food

ore 19.00 (sala Associazione)

Cooking Show con abbinamento di 2 piatti alle birre premiate dalla guida Slow Food 2019

Chef presenti:

Lorenzo Principe di Famiglia Principe 1968 di Nocera Superiore (SA)

Antonio Pepe e Giovanna Farina di “OCa Bistrot” di Nocera Inferiore (SA)

presenta il fiduciario della condotta Slow Food dellAgro Nocerino Sarnese Marco Contursi

abbinamenti con birra a cura di Alfonso del Forno

ore 20.30 (sala Associazione)

Cooking Show con abbinamento di 2 piatti alle birre premiate dalla guida Slow Food 2019

Chef presenti:

Gerardo e Mafalda Figliolia dell’Osteria La Pignata di Bracigliano (SA)

Elisa Somma del Ristopub Joia di Pimonte (NA)

presenta la giornalista Nunzia Gargano

abbinamenti con birra a cura di Alfonso del Forno

ore 21.00 (zona esterna frantoio)

Birra in villa diventa rock… Csic – tribute band di Vasco Rossi.

ore 22.00 (sala Associazione)

Laboratorio di abbinamento birra artigianale – sigari

a cura di Alfonso del Forno e gli Amici del Toscano

 

Lunedì 14 maggio 2018

ore 17.00 (atrio piano terra)

La rete tra Cuochi e Pizzaioli dellAlleanza di Slow Food e i birrifici campani.

Presentazione del progetto di rete che vede impegnati i Cuochi e Pizzaioli dell’Alleanza di Slow Food e i birrifici campani. I protagonisti dei locali campani di eccellenza, inseriti da Slow Food nel progetto “Cuochi dell’Alleanza”, racconteranno la loro esperienza enogastronomica legata all’uso della birra campana come ingrediente e come abbinamento ai piatti, confrontandosi con i birrai campani presenti.

ore 19.00

Apertura delle spine dei birrifici presenti alla manifestazione e della zona Food a cura dei cuochi dell’Alleanza Slow Food.

ore 24.00

Chiusura della manifestazione.

 

Misaki Japanese Restaurant apre a Salerno:

dopo Pompei e Sorrento un nuovo locale in Campania

 

pink-lady-makiMisaki Sushi and Japanese Restaurant arriva a Salerno, in via Antonio Gramsci 11, con l’inconfondibile combinazione di attenzione per la cucina giapponese, amore per il design e passione per il sushi in tutte le sue declinazioni. Gli interni sofisticati del ristorante sono decorati con un’eleganza semplice che combina lo stile metropolitano con il tradizionale design giapponese. Materiali pregiati per un’ampia sala interna che accoglie 60 coperti. Un’atmosfera contemporanea che gioca sui contrasti di materia e colore: legno iroko per i rivestimenti e pregiato marmo Marquina nero per il pavimento. Il progetto è di Costa group leader nel settore progettazione e allestimento di ristoranti negozi, bar e pizzerie. I progettisti hanno messo in evidenza la cucina, il banco di preparazione sushi e dato rilievo al bar: una zona dal visual minimale per valorizzare il prodotto esposto, esaltare la selezione di etichette in carta e comunicare l’alta qualità dei vini. La proposta gastronomica è ampia, sia calda che fredda: non solo tempura, maki e nigiri, ma anche tanti piatti della cucina giapponese e creazioni originali dello chef in stile Misaki.

Misaki Salerno apre dopo il successo di Misaki Pompei, aperto nel 2014, e di Misaki Sorrento aperto a settembre 2017.

Bellezza che sboccia, è questo il significato della parola Misaki scelta per sintetizzare la filosofia del concept di sushi and japanese restaurant: ambiente rilassato e sale luminose, design minimal e contemporaneo, cura dei dettagli, preparazione rigorosamente a vista e una proposta gastronomica varia sia calda che fredda in abbinamento al tradizionale tè giapponese, ma anche a vini italiani e francesi di qualità. Particolare cura è data alla scelta del pesce, sempre fresco e trattato secondo le normative vigenti sulla sicurezza alimentare: in tavola arrivanoeleganticomposizioni di sashimi, carpacci e tartare. Misaki è anche take away: in eleganti scatole è possibile portar via il proprio sushi set da consumare a casa, in barca o in ufficio.

 

Misaki Salerno>misakisushi.it

ViaAntonio Gramsci, 11

Tel. 089 794422

Orari: aperto tutti i giorni a pranzo e cena

 

Ufficio stampa
dipuntostudio
www.dipuntostudio.it
tel. 081681505

Domenica 26 novembre al via “Di Food in Tour. Itinerari per tutti i Gusti”. Si parte dalla scoperta di San Cipriano Picentino, dei suoi monumenti e dei prodotti tipici

Il CTG Picentia di Salerno capofila del progetto Di Food in Tour, per la valorizzazione e promozione culturale ed enogastronomica del territorio salernitano

 

Il CTG (Centro Turistico Giovanile) è un’ Associazione nazionale senza scopo di lucro che promuove e realizza un progetto educativo e di formazione integrale della persona, attraverso momenti di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla concezione cristiana dell’uomo e della vita, nel servizio alle persone e al territorio. Agisce nell’ambito del turismo giovanile e sociale, della cultura e dei beni culturali, dell’ambiente e del tempo libero, avvalendosi del metodo dell’animazione e rivolgendosi a tutte le fasce di età, in particolare a quelle giovanili. Nato nel 1949, il Ctg oggi si estende in tutta Italia con centinaia di realtà tra gruppi di base, circoli e centri  di vacanza in località di grande richiamo turistico e naturalistico, con una rete diffusa di comitati provinciali e di consigli regionali, coinvolgendo ogni anno nelle proprie attività  migliaia di persone. Il CTG è riconosciuto dal Ministero dell’Interno come Ente Nazionale con Finalità Assistenziali ed è altresì iscritto al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ulteriore riconoscimento ufficiale come Associazione è quello concesso dalla CEI. Il CTG Gruppo Picentia presieduto dalla Dott.ssa Mina Felici, ex funzionario della Soprintendenza BAPPSAE di Salerno e Avellino, in collaborazione con lo Studio PAMart di Consulenza e Progettazione culturale della Dott.ssa Annamaria Parlato, storica dell’arte e giornalista enogastronomica, e Cowotur-Travel Agency&Tour Operator a Mercatello della Dott.ssa Rosa Genovese, intende promuovere sull’esteso territorio campano itinerari per tutti i gusti.

 

L’Italia è certamente la prima nazione per varietà di offerta culturale, naturalistica, gastronomica, brassicola ed enologica grazie alla ricchezza e diversità di tradizioni regionali che da Nord a Sud sa offrire. E’ quindi il luogo ideale per gli appassionati di turismo enogastronomico. Il progetto “Di Food in Tour” nasce per favorire la conoscenza dei prodotti tipici direttamente sui luoghi di produzione, proponendo delle giornate didattiche che consentiranno ai partecipanti (sia tesserati che non) di scoprire borghi caratteristici spesso sconosciuti ma incantevoli e a pochi chilometri da casa. Il progetto vuole rivolgersi in particolare ai giovani, agli studenti ma anche alle famiglie che vogliono trascorrere momenti di piacevole arricchimento culturale. Domenica 26 novembre alle ore 9:00 si partirà alla scoperta di San Cipriano Picentino, di cui l’entusiasta amministrazione comunale ha concesso il patrocinio morale alla lodevole iniziativa. San Cipriano sarà il primo Comune dell’area dei Picentini ad essere esplorato, in seguito altri cinque appuntamenti arricchiranno l’offerta di promozione territoriale con altrettanti borghi e interessanti tappe brassicole e enogastronomiche. La Dott.ssa Mina Felici con entusiasmo ha spiegato: “Questo progetto è il punto di partenza di un sostanziale cambiamento. Mi auguro che in futuro anche gli Enti pubblici possano rendersi conto dell’importanza di questa iniziativa che si mette al servizio di un territorio, quale quell odella provincia di Salerno, ricco di risorse e bellezze culturali. La finalità del CTG è educare le persone ad un rapporto di responsabilità, autenticità e creatività nelle relazioni uomo-ambiente; aiutare a cambiare atteggiamenti stereotipati e negativi nei confronti di ambiente e cultura; suscitare l’amore per i luoghi dal punto di vista conoscitivo, estetico ed emozionale; sostenere e recuperare la funzione di evangelizzazione attraverso le opere d’arte sacra, significative non solo dal punto di vista estetico, ma anche catechetico e della fede; favorire l’integrazione delle persone con l’ambiente, in un approccio progressivo, dal contatto fisico, alla sua interpretazione ed eventuale cambiamento.” La Dott.ssa Adele Cavallo, Reponsabile provinciale dei CTG, ha aggiunto: “Un importante progetto, un altro significativo traguardo che si va ad unire ai tanti avviati sul nostro territorio, in ambito di Accoglienza e formazione rivolta alle scuole e alle famiglie, e che si collega all’attività di formazione degli Animatori Culturali Ambientali (ACA) del SISTEMANIMAZIONE nazionale del CTG”. Responsabile marketing del progetto è la Dott.ssa Maria De Vita. La visita istituzionale a cura del Dott. Maurizio Mele, esperto di cultura del territorio ed autore di numerose pubblicazioni cartacee di natura storica e archivistica, si concentrerà sulla storia delle frazioni di Vignale, Pezzano e Filetta, con i suoi monumenti archeologici, architettonici e storico artistici. Si proseguirà andando alla scoperta dei beni paesaggistici e quindi dei castagneti, fonte di ricchezza del territorio, così caro anche al poeta Jacopo Sannazaro, che descrisse nei suoi magnifici versi: “Vi è tra i monti una valle bellissima sulla quale sovrasta, ergendosi al cielo la rupe Cerreta”. Una degustazione di prodotti tipici a base di nocciole presso Villa Rizzo a cura dello staff del Resort&Spa e dello chef Riccardo Fasulo, di prelibatezze dolciarie della Pasticceria-Casa del Dolce di Alfredo Giannattasio e del famoso gelato artigianale del Cioffi Bar di Filetta, andranno a completare il ricco programma della giornata che vuole coniugare cibo e cultura. Il Food Blog 2Ingredienti Arte&Cibo sarà Media Partner dell’iniziativa.

Per info e contatti:

CTG Gruppo Picentia-Mina Felici Presidente Picentia

ctgpicentia@gmail.com

+393497555596

PG FB www.facebook.com/CTGPICENTIA/

 

Prenotazioni:

 

Cowotur-Rosa Genovese

cowotur@cowotur.it

www.cowotur.it

+390899849582

 

 

4 anni per Rodolfo Sorbillo e la sua pizza napoletana 

A Salerno una storia di famiglia e di passione in chiave bio

Classe 1989 ed un DNA che non mente. Rodolfo Sorbillo, com’è successo a tutti nella sua famiglia, ha cominciato a mettere le mani in pasta in tenerissima età, aveva 5 anni.

Ricorda bene quel momento, un rito che si è consumato con gioia ed entusiasmo nella pizzeria “La Maga Circe” di suo zio Gigi Sorbillo a Mergellina.

Da allora non ha mai avuto dubbi, avrebbe fatto il pizzaiolo. E la sua mamma, Carolina, ha sempre avvallato con piacere quello che dapprima era il talento di un ragazzo ed oggi è una professione a cui si dedica con molta devozione.

E’ così che è nata a Salerno il 21 settembre 2013, in Corso Garibaldi 29la sua pizzeria napoletana, rappresentando il primo Sorbillo della quarta generazione.

Alle porte, dunque, il quarto compleanno che coinciderà con i grandi festeggiamenti del Santo Patrono della città: San Matteo.

Proprio in suo onore, ed eccezionalmente, soltanto dal 18 al 24 settembre sarà possibile ordinare un fuori menù che rappresenta da sempre questa festa: il panino con la milza, che – in questo caso – sarà servita in un fragrante panuozzo.

festeggiamenti per la pizzeria di Sorbillo

Per il 21 settembre, invece, i festeggiamenti si svolgeranno a pranzo e a cena. Per l’occasione tutti i commensali riceveranno a fine consumazione un goloso cup cake con una candelina, da spegnere con Rodolfo o da soli, magari con un bel selfie che renderà social una festa nella festa.

Una cinquantina di posti per un menù di impronta tradizionale. Una storia con lunghe radici, nata nel 1935 – in Via dei Tribunali a Napoli – con i bisnonni Luigi e Carolina.

Perchè se è vero che il mondo della pizza vive la sua grande rivoluzione, lui non ha dubbi

Resto ancorato alla tradizione di famiglia, seppure scelgo farine biologiche e prodotti a denominazione e Presidio Slow Food. Quello che mi è stato tramandato per me è prezioso e lo rinnovo tutti i giorni lavorando con passione alle mie pizze

Spiega Rodolfo.

D’altronde avendo cominciato giovanissimo, le strade che lo hanno portato ad apprendere i segreti di questo mestiere sono state molte. Dall’età di 14 anni e fino alla maggiore età negli orari extrascolastici ha lavorato nella sede storica dei suoi nonni in Via dei Tribunali 35 seguendo gli insegnamenti dei prozii Patrizio e Umberto, a 18 anni si trasferisce a Treviso andando a dar man forte a suo zio Giuseppe. Il ritorno a Napoli è accanto a Gino Sorbillo dove ha trascorso gli ultimi intensi mesi prima di decidere di dar vita ad una pizzeria tutta sua.

Anche qui l’impasto viene stagliato a mano ed è ottenuto con l’esclusivo utilizzo di farine biologiche di tipo 1 con l’aggiunta di lievito madre. La lievitazione minima di 24 ore garantisce un impasto leggero, soffice ed altamente digeribile.

Altro grande asso nella manica del giovane Sorbillo sono i fritti: dai crocchè agli arancini, passando per la golosa bontà delle frittatine realizzate con bucatini di Gragnano. Anche questa una produzione completamente artigianale, firmata da Rodolfo e dalla sua giovane squadra.

Fritti Sorbillo

 

Certamente in carta anche la pizza con il cornicione ripieno di ricotta di bufala poi guarnita con provola affumicata, rucola e scaglie di Parmigiano Reggiano, un must di famiglia anche questo. Straordinarie le foto che ritraggono un giovanissimo Umberto Agnelli a degustarla proprio da Rodolfo Sorbillo senior nel 1959.

E se i grandi pilastri vi appassionano, un altro capitolo lo riserva la pizza fritta in tre versioni, di cui la classica con i ciccioli di maiale, la ricotta fresca, la provola di bufala ed il pepe nero.

Non manca la birra con qualche etichetta artigianale e tra le bibite presenti anche le versioni bio per i più attenti. Qualche etichetta di vino, tra cui bio e senza solfiti, chiudendo sui dolci della casa con un particolare impasto al cacao ed i classici angioletti fritti serviti con creme di nocciola e pistacchio.

 

 

Pizzeria Sorbillo Carolina&Rodolfo

Corso Giuseppe Garibaldi, 29 – Salerno

089.2961874

info@sorbillosalerno.it

www.sorbillosalerno.it

Pagina FB @pizzeriasorbillosalerno

Pagina Instagram Pizzeria Sorbillo Salerno

 

 

 

 

“Mangiamo con i contadini”

Percorso gastronomico nella tradizione aulettese

XVI edizione

In contemporanea “Viaggio intorno alla musica popolare” 

13/14 agosto  2017

Centro Storico – AULETTA (SALERNO)

 

Il borgo di Auletta conosce bene il valore dell’accoglienza ed ama narrare il suo grande patrimonio di tradizioni, sapori e folklore.

Tra gli eventi che ogni anno popolano le sue strade e le sue piccole piazze vi è il percorso gastronomico “Mangiamo con i contadini” che quest’anno ha raggiunto la XVI edizione.

Alle porte del Ferragosto, il 13 ed il 14 agosto, due serate dedicate al buon cibo ed alla musica – a partire dalle ore 20 –  in un periodo importante per un luogo che si colora del ritorno degli emigranti, di parenti ed amici, lontani per buona parte dell’anno.

Usanze, costumi, tradizioni e gastronomia della civiltà contadina: questi gli ingredienti principali. Nel corso delle due serate si potranno degustare presso le antiche “masserie” ottimi piatti poveri, gli stessi che si usavano preparare e mangiare solo nei giorni di festa, con metodi e tecniche di una volta, ma soprattutto usando ingredienti locali che conferiscono alle vivande quel gusto unico e indimenticabile.

Non mancheranno – tra le altre cose – il fagiolo bianco Tondino, la pizza chiena e la carne di maiale servita con le patate ed i peperoni fritti.

Posto d’onore, naturalmente, per il carciofo bianco del Tanagro che sarà possibile ritrovare nell’antipasto come sott’olio ed anche in crema, servita con il caciocavallo impiccato.

Manifesto Viaggio musica popolare

E proprio come si faceva una volta le occasioni speciali erano sempre infiocchettate dalla musica popolare che, quest’anno, sarà la protagonista di una sorta di evento nell’evento: “Viaggio intorno alla musica popolare”. Centrali i suoni ipnotici e coinvolgenti della zampogna e della ciaramella che guideranno i numerosi balli popolari.La manifestazione, organizzata e ideata dalla Pro Loco di Auletta, vedrà i volontari allegramente vestiti in abiti tradizionali, contribuendo a creare un’atmosfera unica.

Gli anni passano e i volontari della Pro Loco di Auletta contribuiscono a rafforzare l’identità rurale della nostra comunità. Non vogliamo dimenticare ma rafforzarci, partendo da ciò che siamo stati: contadini felici di una vita fatta di sacrifici, ma anche di momenti di convivialità sinceri e ricchi di partecipazione”, spiega il presidente della Pro Loco Giuseppe Lupo.

E’ questo che ci piace trasmettere ogni anno, in un evento che celebra l’importanza della memoria e della condivisione. Il nostro buon cibo, schietto e sincero, e la nostra musica popolare, simbolo della cultura contadina e voce che racconta ancora oggi storie e vicende significative”.

Durante la manifestazione sarà possibile visitare la mostra fotografica dedicata ai grandi terremoti d’Italia all’interno dell’incantevole Complesso Monumentale dello Jesus che – per l’occasione – sarà completamente illuminato lungo la facciata. A cura della Fondazione MIDA, la mostra sarà gestita dai volontari della Pro Loco di Auletta.

Presso la sede ufficiale dell’associazione, proprio accanto allo Jesus, sarà possibile visionare ed acquistare il ricettario “A tavola col guerriero” a cura della giornalista gastronomica Antonella Petitti, interamente dedicato al carciofo bianco del Tanagro.

Al suo interno la storia di questo importante ortaggio locale, le sue peculiarità e le ricette degli agricoltori locali e degli chef che più si sono appassionati a questa varietà.

 

 

Ingresso libero e gratuito

Degustazioni con ticket

 

Pro Loco Auletta

tel e fax 0975/392366

Infoline 380/1863475

prolocoauletta@tiscali.it

www.biancotanagro.com